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Bur n. 102 del 31 luglio 2026


LEGGE REGIONALE  n. 14 del 31 luglio 2026

Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2025.



Il Consiglio regionale ha approvato

Il Presidente della Giunta regionale

p r o m u l g a


la seguente legge regionale:

Art. 1
Approvazione del rendiconto generale.

1. È approvato il rendiconto generale della Regione del Veneto per l’esercizio finanziario 2025, allegato alla presente legge e di cui forma parte integrante, secondo le risultanze indicate negli articoli seguenti.

Art. 2
Entrate di competenza dell'esercizio finanziario 2025.

1. Il totale delle entrate accertate nell'esercizio finanziario 2025, per la competenza propria dell'esercizio stesso, risulta stabilito dal rendiconto generale del bilancio in euro 17.782.637.174,05 di cui euro 14.461.268.767,60 sono state riscosse e versate ed euro 3.321.368.406,45 sono rimaste da riscuotere.

Art. 3
Spese di competenza dell'esercizio finanziario 2025.

1. Il totale spese impegnate nell'esercizio finanziario 2025, per la competenza propria dell'esercizio stesso, risulta stabilito dal rendiconto generale del bilancio in euro 17.411.838.836,93 di cui euro 14.804.483.925,55 sono state pagate ed euro 2.607.354.911,38 sono rimaste da pagare.

Art. 4
Residui attivi degli esercizi finanziari 2024 e precedenti.

1. I residui attivi degli esercizi finanziari 2024 e precedenti, rideterminati alla chiusura dell’esercizio finanziario 2025:

risultano stabiliti dal rendiconto generale del bilancio in

 

 

euro

5.523.821.874,82

dei quali nell'esercizio 2025 sono stati riscossi e versati per

   

euro

2.250.868.105,38

e sono rimasti da riscuotere al 31 dicembre 2025 per

   

euro

3.272.953.769,44

Art. 5
Residui passivi degli esercizi finanziari 2024 e precedenti.

1. I residui passivi degli esercizi finanziari 2024 e precedenti, rideterminati alla chiusura dell’esercizio finanziario 2025:

risultano stabiliti dal rendiconto generale del bilancio in 

   

euro

4.624.319.159,36

dei quali nell'esercizio 2025 sono stati pagati per 

   

euro

1.779.072.443,66

e sono rimasti da pagare al 31 dicembre 2025 per 

   

euro

2.845.246.715,70

 

Art. 6
Residui attivi alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025.

1. I residui attivi, alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025, risultano complessivamente stabiliti nelle seguenti somme:

-

somme rimaste da riscuotere sulle entrate accertate per la competenza propria dell'esercizio 2025 (articolo 2)

   

euro

3.321.368.406,45

-

somme rimaste da riscuotere sui residui degli esercizi 2024 e precedenti (articolo 4)

   

euro

3.272.953.769,44

totale residui attivi al 31 dicembre 2025

   

euro

6.594.322.175,89

Art. 7
Residui passivi alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025.

1. I residui passivi, alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025, risultano complessivamente stabiliti nelle seguenti somme:

-

somme rimaste da pagare sulle spese impegnate per la competenza propria dell'esercizio 2025 (articolo 3) 

   

euro

2.607.354.911,38

-

somme rimaste da pagare sui residui degli esercizi 2024 e precedenti (articolo 5)

   

euro

2.845.246.715,70

totale residui passivi al 31 dicembre 2025

   

euro

5.452.601.627,08

Art. 8
Situazione di cassa.

1. La situazione di cassa alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025 è determinata come segue:

fondo di cassa al 31 dicembre 2024

   

euro

1.468.152.099,63

riscossioni dell'esercizio 2025:

       

-

in conto residui

euro

2.250.868.105,38

   

-

in conto competenza

euro

14.461.268.767,60

   

totale riscossioni

   

euro

16.712.136.872,98

pagamenti dell'esercizio 2025:

-

in conto residui

euro

1.779.072.443,66

   

-

in conto competenza

euro

14.804.483.925,55

   

totale pagamenti 

   

euro

16.583.556.369,21

fondo di cassa al 31 dicembre 2025

   

euro

1.596.732.603,40

Art. 9
Risultato di amministrazione.

1. Il risultato di amministrazione alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025 è accertato nella somma di euro 2.043.362.789,41 come risulta dai seguenti dati:

fondo di cassa al 31 dicembre 2025

   

euro

1.596.732.603,40   

residui attivi

   

euro

6.594.322.175,89 +

residui passivi 

   

euro

5.452.601.627,08 -

fondo pluriennale vincolato per spese correnti 

   

euro

108.158.094,75 -

fondo pluriennale vincolato per le spese in conto capitale euro

   

euro

586.932.268,05 -

risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025

   

euro

2.043.362.789,41=

2. Alla chiusura dell’esercizio 2025, la parte disponibile del risultato di amministrazione è accertata nella somma di euro 180.600.365,49.

Art. 10
Conto economico.

1. Il risultato economico dell’esercizio 2025 è accertato nella somma di euro 106.926.109,61 così determinato:

A)

componenti positivi della gestione

   

euro

15.568.989.181,14

B)

componenti negativi della gestione

   

euro

15.209.743.638,31

 

differenza (A-B)

   

euro

359.245.542,83

C)

proventi e oneri finanziari 

   

euro

- 39.767.848,66

D)

rettifiche di valore attività finanziarie

   

euro

- 8.538.174,71

E)

proventi e oneri straordinari

   

euro

- 194.157.683,55

risultato prima delle imposte (A-B+C+D+E) 

   

euro

116.781.835,91

imposte (IRAP) 

   

euro

9.855.726,30

risultato dell’esercizio

   

euro

106.926.109,61

 Art. 11
Stato patrimoniale.

1. La situazione patrimoniale attiva al 31 dicembre 2025, è stabilita in euro 12.584.628.671,23 così determinata:

A)

crediti verso lo Stato ed altre amministrazioni pubbliche per la partecipazione al fondo di dotazione

   

euro

  0,00

B)

immobilizzazioni 

   

euro 

5.463.543.388,04

C)

attivo circolante

   

euro

7.117.200.775,59

D)

ratei e risconti

   

euro

3.884.507,60

totale attivo

   

euro

12.584.628.671,23

2. La situazione patrimoniale passiva al 31 dicembre 2025, è stabilita in euro 12.584.628.671,23 così determinata:

A)

patrimonio netto, di cui: 

   

euro

3.227.266.790,68

I -

fondo di dotazione

euro

250.310.369,73

   

II -

riserve così composte:

euro

  2.870.030.311,34

   

-

riserve indisponibili per beni demaniali e patrimoniali indisponibili e per i beni culturali  euro 2.005.989.280,18;

-

altre riserve indisponibili euro 329.261.324,18;

       

-

altre riserve disponibili euro 534.779.706,98;

       

III-  

risultato economico dell’esercizio

euro

106.926.109,61

   

B)

fondi per rischi ed oneri

   

euro

429.918.955,03

C)

trattamento di fine rapporto

   

euro

97.132,97

D)

debiti

   

euro

7.579.924.065,16

E)

ratei e risconti e contributi agli investimenti 

   

euro

1.347.421.727,39

totale passivo

   

euro

12.584.628.671,23

conti d’ordine

   

euro

1.045.348.923,45

Art. 12
Rendiconto consolidato.

1. Ai sensi dei commi 8 e 9 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42” è approvato l’allegato “Rendiconto consolidato comprendente i risultati della gestione del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2025”.

Art. 13
Entrata in vigore.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del Veneto.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione veneta.

Venezia, 31 luglio 2026

Alberto Stefani


__________________

 

INDICE

Art. 1 - Approvazione del rendiconto generale.

Art. 2 - Entrate di competenza dell'esercizio finanziario 2025.

Art. 3 - Spese di competenza dell'esercizio finanziario 2025.

Art. 4 - Residui attivi degli esercizi finanziari 2024 e precedenti.

Art. 5 - Residui passivi degli esercizi finanziari 2024 e precedenti.

Art. 6 - Residui attivi alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025.

Art. 7 - Residui passivi alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025.

Art. 8 - Situazione di cassa.

Art. 9 - Risultato di amministrazione.

Art. 10 - Conto economico.

Art. 11 - Stato patrimoniale.

Art. 12 - Rendiconto consolidato.

Art. 13 - Entrata in vigore.

(seguono allegati)

Allegato Legge_14_2026.pdf


Dati informativi concernenti la legge regionale 31 luglio 2026, n. 14

Il presente elaborato ha carattere meramente informativo, per cui è sprovvisto di qualsiasi valenza vincolante o di carattere interpretativo. Pertanto, si declina ogni responsabilità conseguente a eventuali errori od omissioni.

Per comodità del lettore sono qui di seguito pubblicati:

1 -Procedimento di formazione

2 -Relazione al Consiglio regionale

3 -Note agli articoli

4 -Struttura di riferimento

1.  Procedimento di formazione

- La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore Filippo Giacinti, ha adottato il disegno di legge con deliberazione 30 aprile 2026, n. 8/ddl;

- Il disegno di legge è stato presentato al Consiglio regionale in data 4 maggio 2026, dove ha acquisito il n. 70 del registro dei progetti di legge;

- Il progetto di legge è stato assegnato alla Prima Commissione consiliare;

- La Prima Commissione consiliare ha espresso parere sul progetto di legge in data 21 luglio 2026;

- Il Consiglio regionale, su relazione della Prima Commissione consiliare, relatore il Presidente della stessa, consigliere Andrea Tomaello, e su relazione di minoranza della Prima commissione consiliare, relatore il Vicepresidente della stessa, consigliere Paolo Galeano ha esaminato e approvato il progetto di legge con deliberazione legislativa 28 luglio 2026, n. 14.

2.  Relazione al Consiglio regionale

-  Relazione della Prima Commissione consiliare, relatore il Presidente della stessa, consigliere Andrea Tomaello, nel testo che segue:

“Signor Presidente, colleghi consiglieri,

il Rendiconto generale è lo strumento attraverso cui il Consiglio regionale può conoscere e valutare l'attività svolta dall’esecutivo nei dodici mesi trascorsi.

Quello relativo all’esercizio 2025, necessariamente redatto sulla base degli schemi previsti dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”, è composto da:

- il conto del bilancio con relativi allegati, che dimostra i risultati finali della gestione sotto l’aspetto finanziario e fornisce informazioni di natura strettamente contabile;

- il conto economico, che evidenzia le componenti positive e negative della gestione di competenza economica dell'esercizio considerato, rilevate dalla contabilità economico-patrimoniale (affiancata alla contabilità finanziaria, a titolo conoscitivo);

- lo stato patrimoniale, che rappresenta la consistenza del patrimonio al termine dell'esercizio.

  Le poste finali evidenziate dal Rendiconto dell’esercizio 2025 sono le seguenti:

- il fondo cassa al 31 dicembre 2025, pari a 1.597 milioni di euro (d’ora innanzi abbr. milioni), è superiore a quello registrato a fine 2024, quando ammontava a 1.468 milioni; l’incremento di 128,6 milioni è motivato dall’aumento delle riscossioni in conto residui, che contengono anche i rimborsi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e i finanziamenti della nuova programmazione 2021-2027. Nell’intervallo temporale 2015-2025 il fondo cassa mostra un andamento costante, dimostrando una gestione regolare e continua nel tempo nell’utilizzo delle risorse;

- i residui attivi, determinati in 6.594 milioni (erano 6.055 al 31 dicembre 2024);

- i residui passivi, determinati in 5.452 milioni (erano 4.709 al 31 dicembre 2024);

- il Fondo pluriennale vincolato (FPV) ammonta a complessivi 695 milioni (di cui 108 per spese correnti e 587 per spese in conto capitale) e fornisce copertura ad altrettanti impegni assunti o reimputati, per esigibilità differita, negli esercizi 2025 e successivi, rendendo evidente la distanza temporale che intercorre tra l’acquisizione dei finanziamenti e l’effettivo impiego di tali risorse;

- il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025, determinato sommando il fondo cassa con i residui attivi e sottraendo i residui passivi e il FPV, è positivo per 2.043 milioni (era pari a 2.160 milioni al 31 dicembre 2024). Si consolida dunque il significativo miglioramento di tale voce, passata da -316 milioni al 31 dicembre 2015, a -16 milioni al 31 dicembre 2016, a +356 milioni al 31 dicembre 2017, a +609 milioni al 31 dicembre 2018, e via via aumentando costantemente di anno in anno, per arrivare appunto a +2.043 milioni al termine dello scorso esercizio.

Per la determinazione dell’effettiva disponibilità del risultato di amministrazione occorre tenere conto delle quote accantonate (pari a circa 1.355 milioni), delle quote vincolate (pari a circa 495 milioni) e della parte destinata agli investimenti, pari a 12,6 milioni di euro. Al netto di dette quote, al termine dell’esercizio 2025 la parte disponibile risulta pari a 180,6 milioni.

In ragione della cancellazione da parte delle Regioni dell’accantonamento riferito al Fondo anticipazione liquidità (FAL) dal risultato di amministrazione, in base alle disposizioni contenute nell’art. 1, commi 638-644 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028” e dell’integrale compensazione del disavanzo finanziario da Debito autorizzato e non contratto (DANC), formatosi negli esercizi precedenti al 2015, non risulta alcuna quota di disavanzo da applicare al bilancio di previsione degli esercizi successivi.

Nell’esercizio 2025 la Regione non ha autorizzato spese di investimento coperte con debito autorizzato e non contratto.

Per il 2025 la quota accantonata è pari, come detto, a 1.355 milioni; di seguito le voci più rilevanti:

- il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) ammonta a 899,5 milioni (di cui 895,1 milioni per la parte corrente e 4,4 milioni per la parte in conto capitale);

- l’accantonamento al fondo obiettivi di finanza pubblica, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 1, commi 786 e 851, della legge 207/2024, ammonta a 22,2 milioni e consegue al riparto di quanto dovuto dalle regioni (complessivi 280 milioni), disposto con decreto MEF datato 8 ottobre 2025;

- il fondo rischi per escussione garanzie ammonta a 21,7 milioni;

- il fondo contenzioso ammonta a 19 milioni (di cui 10,5 a copertura di spese correnti e 8,8 a copertura di spese in conto capitale): tale importo è frutto di una valutazione effettuata dall’Avvocatura regionale sulla base di criteri prudenziali, fondati sull’esperienza storica maturata attraverso l’ammontare dei pagamenti effettuati, connessi a condanne subite;

- il fondo per la copertura di potenziali conguagli dello Stato su manovre fiscali ammonta a 19,2 milioni: tale accantonamento è effettuato ottemperando a quanto previsto dell’articolo 77 quater del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria” convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

- l’accantonamento per la copertura delle minori entrate relative al contenzioso tributario in materia di IRAP e Addizionale IRPEF ammonta a 15,5 milioni, finalizzati a spese potenziali che potranno esser necessarie per coprire gli eventuali oneri derivanti dal contenzioso tributario gestito dall'Agenzia delle entrate, non ancora conclusosi in via definitiva, nei confronti dei soggetti di cui agli articoli 6 (banche, altri enti e società finanziari) e 7 (imprese di assicurazione) del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 “Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali.” relativamente alle somme dovute a titolo di manovra regionale IRAP per gli anni d’imposta dal 2003 al 2006;

- l’accantonamento per fronteggiare gli oneri derivanti dalle gestioni liquidatorie delle disciolte ex Ulss di cui all’articolo 33 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017”, ammonta a 10,6 milioni;

- il fondo per il concorso regionale alla copertura dell’eventuale deficit del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026 ammonta a 125,4 milioni (si rimanda alla relazione sulla gestione per approfondimenti al riguardo);

- il fondo per la copertura dei maggiori oneri potenziali conseguenti alla riduzione in area negativa dei parametri di indicizzazione di operazioni finanziarie ammonta a 3,2 milioni;

- l’accantonamento di risorse regionali da destinare al finanziamento degli Extra-LEA (livelli essenziali di assistenza) 2019-2022 ammonta a 75,1 milioni (correnti);

- l’accantonamento di risorse regionali da destinare alla copertura degli oneri connessi ai futuri rinnovi contrattuali del personale regionale ammonta a 2 milioni.

- l’accantonamento di risorse regionali da destinare alla copertura del trattamento integrativo all’indennità di fine servizio (legge regionale 10 giugno 1991, n. 12 “Organizzazione amministrativa e ordinamento del personale della Regione”, articolo 111 e seguenti) ammonta a 10,8 milioni;

- si conferma l’accantonamento in via anticipata e prudenziale di 27,5 milioni previsto in sede di Rendiconto Generale 2024 (legge regionale 25 luglio 2025, n. 11 “Rendiconto generale della regione per l’esercizio finanziario 2024”), pari al 50 per cento della somma di cui alla “lettera di patronage” (55 milioni) sottoscritta, come da deliberazione della Giunta regionale n. 822/2021, dalla Regione del Veneto e dalla Regione Lombardia, relativa all’utilizzo da parte del Comitato organizzatore dei giochi olimpici (OCOG) di finanziamenti bancari necessari per le attività in capo ad esso;

- l’accantonamento relativo al contenzioso Scuola italiana formazione in alimentazione (SIFA) Società consortile per azioni (SCPA) per la realizzazione e gestione del Progetto Integrato Fusina ammonta a 13,7 milioni;

- l’accantonamento relativo alla Superstrada Pedemontana Veneta, originato da una diversa valutazione tra concedente e concessionario in merito all’importo da erogare quale canone di disponibilità previsto dal contratto di concessione in essere, ammonta a 45,6 milioni (si rimanda alla relazione sulla gestione per approfondimenti al riguardo);

- l’accantonamento di risorse regionali da destinare alla copertura dell’eventuale deficit del Comitato organizzatore dei giochi olimpici giovanili invernali 2028 ammonta a 1,6 milioni, ed assicura la copertura del rischio connesso alla fase iniziale di attuazione del progetto e alla mancanza di un quadro economico-finanziario consolidato;

- accantonamento da destinare al finanziamento dei contratti di formazione medico specialistica aggiuntivi ex decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 “Attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli e delle direttive 97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modificano la direttiva 93/16/CEE”, erogati dalla Regione dal 2019 al 2024 ai sensi della legge regionale 14 maggio 2013, n. 9 “Contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali”, per 38,5 milioni: nel corso del 2025, a causa dei vincoli posti dalla normativa nazionale degli obiettivi di finanza pubblica delle regioni in merito all'utilizzo della quota accantonata e vincolata del risultato di amministrazione di cui ai commi 897 e 898 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, non è stato possibile provvedere all’utilizzo del fondo in questione; conseguentemente rimane la necessità di rimborsare al FSR gli oneri relativi al finanziamento di tali contratti.

La quota vincolata, come detto, è pari a 495,1 milioni e si riferisce ad entrate accertate in corrispondenza delle quali non si è ancora impegnata la corrispondente spesa; essa si suddivide in:

- 56 milioni per vincoli fissati da leggi e da principi contabili;

- 336,9 milioni per vincoli derivanti da trasferimenti;

- 101,4 milioni per vincoli formalmente attribuiti dall’ente;

- 0,7 milioni per vincoli derivanti dalla contrazione di mutui.

Nella seguente tabella si fornisce una rappresentazione delle quote vincolate del risultato di amministrazione 2025 suddivise per Missioni:

Missione

Descrizione

Importo

1

SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE

11.286.992

3

ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA

543.200

4

ISTRUZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO

4.421.535

5

TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI

686.511

6

POLITICHE GIOVANILI, SPORT E TEMPO LIBERO

1.200.430

7

TURISMO

5.788.276

8

ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA

44.178.588

9

SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE

119.439.784

10

TRASPORTI E DIRITTO ALLA MOBILITÀ

52.574.554

11

SOCCORSO CIVILE

47.256.988

12

DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA

17.660.141

13

TUTELA DELLA SALUTE

38.390.917

14

SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITÀ

55.028.933

15

POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

84.545.308

16

AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA

7.489.163

17

ENERGIA E DIVERSIFICAZIONE DELLE FONTI ENERGETICHE

3.023.824

18

RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI E LOCALI

1.435

19

RELAZIONI INTERNAZIONALI

1.032.350

20

FONDI E ACCANTONAMENTI

569.464

totale

495.118.394

Le quote destinate a spesa d’investimento al 31 dicembre 2025 risultano pari a 12,6 milioni formatesi per effetto di alienazioni di beni immobili realizzate nell’ultima parte dell’esercizio, il cui utilizzo avverrà nel rispetto, tra l’altro, dell’articolo 16, comma 5, della legge regionale 18 marzo 2011, n. 7 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2011”; tale comma dispone che le risorse che ne derivano siano prioritariamente destinate al finanziamento degli interventi di razionalizzazione delle sedi istituzionali della Giunta regionale, dei suoi organi, degli uffici operativi e della connessa logistica, nonché per il finanziamento degli interventi di manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare regionale.

Per quanto concerne le ENTRATE, gli accertamenti totali relativi ai vari Titoli sono quantificati in 17.782,6 milioni mentre le riscossioni totali (in conto competenza e in conto residui) sono determinate in 14.461,2 milioni.

Escludendo le entrate per conto terzi e partite di giro (1,6 milioni), gli accertamenti ammontano a complessivi 16.153,3 milioni e le riscossioni a 12.841,6 milioni; il Titolo 1 (Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa) assorbe circa l’80 per cento del totale.

Titolo

Accertamenti

Riscossioni (c/competenza)
 

% accert. Titolo su totale (senza T9)

% risc. Titolo su totale (senza T9)

T1 - Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa

12.368,0

10.626,3

76,57%

82,75%

T2 - Trasferimenti correnti

1.630,0

855,6

10,09%

6,66%

T3 - Entrate extratributarie

871,2

815,0

5,39%

6,35%

T4 - Entrate in conto capitale

862,4

229,3

5,34%

1,79%

T5 - Entrate da riduzione di attività finanziarie

310,2

309,5

1,92%

2,41%

T6 - Accensione prestiti

111,5

6,0

0,69%

0,05%

T9 - Entr. c. terzi e partite giro

1.629,3

1.619,6

10,09%

12,61%

totale entrate

17.782,6

14.461,2

 

 

totale senza T9

16.153,3

12.841,6

 

 

Sul fronte delle spese, gli impegni totali relativi alle varie Missioni (che rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti dalle regioni) sono pari a 17.411,8 milioni, mentre i pagamenti totali (in conto competenza e in conto residui) sono determinati in 14.804,4 milioni.

Escludendo i servizi per conto terzi, gli impegni ammontano a complessivi 15.782,5 milioni ed i pagamenti a 13.783,2 milioni; la tabella sottostante consente di visionare, per ogni Missione, gli importi stanziati, impegnati e pagati, nonché le relative percentuali sul totale (depurato delle Missioni 20 e 99): la Missione 13 (Tutela della salute) assorbe tra il 72 e il 77%, seguita dalla Missione 10 (Trasporti e diritto alla mobilità) con il 7-8 per cento.

MISSIONI

Stanziamento finale di competenza

Impegni

Pagamenti c/competenza

% Missione su totale Stanziamenti (no M20-99)

% Missione su totale Impegni (no M20-99)

01 - SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE

814.430.125

646.205.801

582.295.984

4,66%

4,09%

03 - ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA

833.000

777.475

762.475

0,00%

0,00%

04 - ISTRUZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO

118.438.859

106.413.802

33.413.950

0,68%

0,67%

05 - TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI

52.710.454

36.909.087

21.701.073

0,30%

0,23%

06 - POLITICHE GIOVANILI, SPORT E TEMPO LIBERO

62.397.020

35.031.490

10.197.039

0,36%

0,22%

07 - TURISMO

52.987.349

40.278.568

19.043.727

0,30%

0,26%

08 - ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA

124.134.413

64.810.271

51.826.794

0,71%

0,41%

09 - SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE

576.784.814

287.747.008

196.355.619

3,30%

1,82%

10 - TRASPORTI E DIRITTO ALLA MOBILITA'

1.467.937.392

1.108.826.122

854.141.633

8,40%

7,03%

11 - SOCCORSO CIVILE

140.023.675

42.367.145

22.085.570

0,80%

0,27%

12 - DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA

280.417.879

232.232.531

160.972.639

1,61%

1,47%

13 - TUTELA DELLA SALUTE

12.627.676.924

12.299.557.291

11.218.170.986

72,29%

77,93%

14 - SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITA'

213.286.576

177.107.375

128.491.791

1,22%

1,12%

15 - POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

574.182.602

395.268.279

248.235.684

3,29%

2,50%

16 - AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA

179.293.120

166.786.051

147.408.461

1,03%

1,06%

17 - ENERGIA E DIVERSIFICAZIONE DELLE FONTI ENERGETICHE

50.197.714

20.388.945

15.430.320

0,29%

0,13%

18 - RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI E LOCALI

9.104.670

7.916.788

5.339.515

0,05%

0,05%

19 - RELAZIONI INTERNAZIONALI

58.657.218

55.734.808

9.252.419

0,34%

0,35%

50 - DEBITO PUBBLICO

64.480.362

58.144.298

58.144.298

0,37%

0,37%

Totale

17.467.974.166

15.782.503.133

13.783.269.976

 

 

20 - FONDI E ACCANTONAMENTI

1.467.948.520

0

0

 

 

99 - SERVIZI PER CONTO TERZI

2.734.194.975

1.629.335.704

1.021.213.949

 

 

Totale Complessivo

21.670.117.661

17.411.838.837

14.804.483.926

 

 


In merito al rispetto delle regole di finanza pubblica, si reputa utile riprendere, in questa sede, quanto riportato nella Relazione sulla gestione.

Concorso alla finanza pubblica della Regione Veneto, Leggi di Bilancio Statali 2021, 2024, 2025.

Legge Anno 2025 Capitoli interessati

L. 178/2020 art. 1 c. 850 (Versato)

13.902.608

105143/U "Concorso alla finanza pubblica da parte delle regioni a statuto ordinario - trasferimenti correnti "

L. 213/2023 art. 1 c. 527 (Versato)

27.825.000

105160/U "Concorso alla finanza pubblica da parte delle regioni a statuto ordinario - trasferimenti correnti "

L. 207/2024 art. 1 c. 786 (Accantonato)

22.249.832

105423/U "Fondo obiettivi di finanza pubblica anno 2025 - altre spese correnti "

Totale

63.977.440


Relativamente alla tempestività dei pagamenti delle transazioni commerciali, l’articolo 41, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale.” convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, prevede che le pubbliche amministrazioni, a decorrere dall’esercizio 2014, alleghino alle relazioni ai bilanci consuntivi o di esercizio, “un prospetto sottoscritto dal legale rappresentante e dal responsabile finanziario, attestante l’importo dei pagamenti relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei termini previsti dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 “Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.”, nonché l'indicatore annuale di tempestività dei pagamenti di cui all'articolo 33 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.”

Per l’esercizio 2025:

- l’importo dei pagamenti relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei termini contrattuali, risulta essere pari a 10.852,3 milioni (erano 55.094,1 nel 2018);

- l’indicatore annuale di tempestività dei pagamenti eseguiti per transazioni commerciali misura un valore di -18,01 giorni (era di 10,63 giorni nel 2018), a indicare che la Regione ha mediamente pagato i propri debiti commerciali con 18 giorni di anticipo sulla scadenza prevista per legge.

Ulteriormente, per valutare la situazione finanziaria dell’ente, è necessario analizzare l’andamento dell’indice di liquidità. La Regione del Veneto al 31 dicembre 2025 rileva un indice di liquidità pari a 1,30 che evidenzia la buona capacità dell’ente di far fronte alle proprie passività correnti (debiti a breve) utilizzando le attività correnti (attivo circolante).

Il capitolo 19 della relazione sulla gestione è interamente dedicato ai progetti di investimento del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale complementare (PNC).

I progetti di investimento del PNRR sono suddivisi in 17 componenti, a loro volta raggruppate in 7 Missioni; la Regione Veneto è coinvolta nelle seguenti:

M01 - digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;

M02 - rivoluzione verde e transizione ecologica;

M05 - inclusione e coesione;

M06 - salute;

M07 - RePowerEU.

Al 31 dicembre 2025 la spesa complessivamente impegnata per PNRR e PNC ammonta a 1.514,3 milioni; i pagamenti ammontano a 738 milioni.

Infine, ma non secondariamente, l’affiancamento alla contabilità finanziaria della contabilità economico-patrimoniale, a titolo conoscitivo (per la prima volta in occasione del Rendiconto 2016), ha determinato la redazione del conto economico e dello stato patrimoniale; l’anno 2025 è stato il decimo in cui sono stati redatti.

La gestione 2025 ha portato ad un risultato economico di esercizio positivo di 107 milioni (nel 2024 ammontava a 263 milioni). In riferimento alle varie aree gestionali, la variazione di - 156 mil è composta da - 80 mil dalla Gestione operativa e + 236 mil dalla Gestione straordinaria più quella finanziaria, su cui hanno forte incidenza le maggiori insussistenze dell’attivo derivanti dal riaccertamento ordinario dei residui.

La situazione patrimoniale attiva e passiva è di 12.584 milioni (era di 11.722 milioni un anno prima). Nella variazione incide prevalentemente l’aumento sia dei crediti che dei debiti.

Il patrimonio netto risulta di 3.227,2 milioni (ammontava a 3.050 milioni nel 2024). Incide nella variazione il risultato dell’esercizio (+106 milioni) e l’aumento del valore complessivo del valore delle riserve indisponibili per beni demaniali e patrimoniali indisponibili e per i beni culturali valutate a patrimonio netto (+2.006 milioni).

Al termine di questa relazione, si ripercorrono i passaggi salienti intercorsi nel corrente anno 2026 con riferimento al “Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2025”:

- il disegno di legge n. 8 è stato deliberato dalla Giunta regionale il 30 aprile e trasmesso il 4 maggio al Consiglio, acquisendo il n. 70 tra i progetti di legge depositati nel corso della dodicesima legislatura;

- il 7 maggio è stato assegnato alla Prima Commissione consiliare (referente per l’Aula) e, in sede consultiva, alle commissioni Seconda, Terza, Quarta, Quinta e Sesta;

- il Collegio dei revisori dei conti della Regione ha espresso in data 14 maggio parere favorevole all’approvazione del medesimo, attestandone la corrispondenza alle risultanze della gestione.

- il 9 giugno la Prima Commissione ha provveduto ad organizzarne l’illustrazione, estesa a tutti i consiglieri regionali;

- il Consiglio delle Autonomie Locali ha espresso il proprio parere sul provvedimento in data 22 giugno, conformemente a quanto previsto dagli articoli 6 e 8 della legge regionale 25 settembre 2017, n. 31 “Istituzione del Consiglio delle autonomie locali”, ottemperando alla richiesta del Presidente del Consiglio regionale di cui alla nota prot. 9473 del 7 maggio 2026;

- conformemente a quanto previsto dall’articolo 69 del Regolamento, le richiamate commissioni hanno espresso i rispettivi pareri alla Prima, per gli aspetti rientranti nelle proprie competenze, tra il 17 giugno e il 16 luglio;

- la Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei conti ha parificato il Rendiconto 2025 in data 16 luglio, conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente;

- in data 21 luglio la Prima Commissione ha concluso i propri lavori sul provvedimento, licenziandolo a maggioranza dopo aver approvato due  emendamenti tecnici proposti dalla Giunta regionale, finalizzati: il primo, ad inserire nel testo un articolo, con relativo allegato, che approva il Rendiconto consolidato, comprendente i risultati della gestione del Consiglio regionale per l’esercizio 2025; il secondo, ad apportare una modifica al paragrafo 16 della “Relazione sulla Gestione”, resa necessaria dal fatto che il data 16 giugno il citato Collegio dei Revisori ha concluso l’attività di verifica dei crediti e dei debiti tra la Regione del Veneto e i soggetti appartenenti al gruppo pubblico regionale che, alla data di approvazione del disegno di legge, non era completa per le S.p.A. Veneto Strade e Veneto Innovazione; conseguentemente si è reso necessario sostituire l’Allegato 7 della suddetta Relazione.

Hanno espresso voto favorevole i consiglieri: Tomaello con delega Pressi (Stefani Presidente), Corazzari, Barbisan, Marcon (Lega - Liga Veneta), Benetti, Barbera con delega Borgia (Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni), Morosin (Liga Veneta Repubblica con Morosin), Patron (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto - PPE), Brescacin (Gruppo Misto).

Hanno espresso voto contrario i consiglieri: Galeano, Manildo, Dalla Pozza (Partito Democratico), Rocco (Riformisti Veneti in Azione - Uniti per Manildo Presidente), Cendron (Le Civiche Venete), Baldan F. (Movimento 5 Stelle), Szumski con delega Lovat (Szumski Resistere Veneto).”;

-  Relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare, relatore il Vicepresidente della stessa, consigliere Paolo Galeano, nel testo che segue:

“Signor Presidente, colleghi consiglieri,

amministrare una Regione non è un gioco meramente contabile, pertanto il rendiconto non può essere affrontato come un momento di analisi di soli numeri.”

È questa la solita frase fatta del correlatore di minoranza di turno o c’è anche qualcosa di vero e sostanziale in questa affermazione?

Proviamo allora a partire dalla lettura delle parole di un soggetto diverso, magari proprio dalla lettera del giudizio di parifica della Corte dei conti espresso lo scorso 16 luglio, ed in particolare dalla memoria del Procuratore regionale, per vedere se questa teoria può avere un fondamento “terzo”: “Il rendiconto consuntivo dà arida esposizione di cifre diviene, come affermato dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 49 del 2018) espressione dei diritti fondamentali dei cittadini e delle modalità di soddisfazione”.

Ecco perché ritengo allora fondamentale che la valutazione di questo rendiconto sia fondata certamente sui numeri ed i dati oggettivi in esso riportati ma sia nel contempo accompagnata dall’analisi di alcuni ulteriori documenti ed elementi fondamentali per capire:

- quali siano stati gli obiettivi che la Regione Veneto si era data per l’amministrazione della sua comunità;

- lo stato di attuazione degli stessi

- le valutazioni che altri soggetti hanno espresso su tali politiche e la situazione reale che quella comunità sta vivendo.

Tutto questo con la piena consapevolezza che nessuno ha la bacchetta magica per risolvere i problemi e che ci muoviamo in un contesto incerto nel quale alle criticità del sistema si aggiungono le incognite contingenti, rappresentate dalle guerre, dalle politiche schizofreniche di Trump e altri leaders nel mondo... insomma da uno scenario non certamente facile da leggere e prevedere.

Penso di non dipingere una situazione troppo di parte e sbilanciata se dico che, anche considerando opinioni e valutazioni del solo ultimo periodo, mi sbilancio nel dire che la situazione sia tutt’altro che rosea.

Ecco un breve elenco a supporto di quanto affermo:

- il rapporto annuale di Bankitalia sull’economia veneta ci consegna un panorama preoccupante che dimostra come il modello-locomotiva è finito e c’è bisogno di costruire nuove politiche per il rilancio;

- il grido d’allarme da parte del mondo delle case di riposo, che nei giorni hanno ulteriormente fatto sentire la loro voce per gridare, appunto, la disperazione del sistema e chiedere almeno 100mln per 4200 nuove impegnative;

- ricordiamoci poi delle audizioni tenutesi per il bilancio di previsione scorso: la richiesta sostanzialmente unanime della necessità di un veloce e deciso cambio di passo è chiaramente un giudizio sulla chiusura dell’esercizio, in senso lato precedente: se si deve velocemente e decisamente cambiare passo da inizio 2026, significa che quanto fatto fin prima viene inquadrato in un giudizio quantomeno “non positivo”;

- il giudizio di parifica della Corte dei conti di pochi giorni fa ha poi rimesso in luce alcune criticità evidenti e ben note circa la gestione attuata dalla Regione del Veneto ed alcune soluzioni intraprese.

In riferimento agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e la sostenibilità più in generale, permangono forti criticità che, se non risolte, possono compromettere il conseguimento degli obiettivi programmati per il 2030.

Sulle prospettive incerte e preoccupanti legate alla “legacy” delle Olimpiadi anzitutto in merito ai debiti che potranno emergere ed alle ricadute che essi potranno avere sui bilanci della Regione e degli enti locali coinvolti, ma non solo. Le Olimpiadi rappresentano la prima grande scommessa di questa amministrazione nello scorso mandato. Ci sono circa 150 milioni di euro che noi abbiamo messo a garanzia. Quando il Presidente Zaia ci spiegava le enormi ricadute previste, diceva anche che esse sarebbero state un’occasione storica per il Veneto, perché finalmente avremmo realizzato due varianti fondamentali per quei territori: la variante di Longarone e la variante di Cortina, che da decenni aspettiamo che vengano realizzate. Abbiamo finanziato tutto, abbiamo trovato i soldi per la pista da bob, ma indovinate per cosa non si vede ancora alba? Tant’è che nelle precedenti relazioni della stessa Corte dei conti, il cui contenuto non è stato corretto, si arriva ad ipotizzare che difficilmente questi interventi verranno realizzati. Allora, noi abbiamo chiesto un sacrificio a un territorio anche - lo ripeto - sotto il piano dell’impatto ambientale di alcune opere promettendo loro che avremmo finalmente risolto il problema dell’accesso a quel luogo stesso, e rischieremo, alla fine della grande operazione olimpica che avrà portato nelle tasche di pochi tanto PIL, di non dare loro neanche quelle due cose che aspettano da decenni.

C’é poi il capitolo SPV, in merito al quale si certifica, un anno ancora, lo squilibrio derivante dall’attivazione e dalla gestione dell’opera. Essa viene esplicitamente inquadrata fra le “componenti negative” della gestione economico-patrimoniale della Regione, proprio a causa del “passivo” di 51 milioni a carico del bilancio regionale derivante dalla differenza fra il costo del canone di disponibilità pagato al concessionario (aumentato a 164,36 milioni) e le entrate da pedaggio che sono salite sì a 113,03mln (+12,82 milioni di incremento) ma che sono ben lontane dalla copertura dei costi suddetti, anche in proiezione. Il capitolo SPV rappresenta, insieme a quello olimpico, le due grandi scommesse politiche che questa Amministrazione regionale ha fatto nei cinque anni precedenti. I nodi al pettine di entrambe le partite sono evidenziati ancora una volta in questo rendiconto. In riferimento alla SPV non voglio parlare dell’utilità dell’opera, e non vorrei neanche riaprire questioni sulle responsabilità storiche, …non mi importa. Vorrei però parlare dei numeri, di quelli oggettivi, che sono già scritti in questo bilancio e che saranno scritti nei prossimi bilanci in riferimento ai canoni e ai pedaggi, perché solo con numeri certi e chiari in mente si può rispondere alle domande vere sull’incidenza di tale gestione sul futuro dei veneti. Ma le condizioni e gli equilibri attuali nella gestione dell’opera devono essere accettati così, ad ogni costo, o possiamo lavorare per un futuro diverso che cambi le prospettive per questa regione ed i suoi cittadini?

L’azione di riequilibrio che Azienda Zero svolge nel sistema sociosanitario: il suo risultato di esercizio, infatti, consente di compensare le perdite aggregate delle altre aziende (circa 517,9 milioni). Il sistema non presenta quindi un equilibrio strutturale in sé e per sé, e pur costituendo la presenza di azienda Zero un elemento positivo, non può non considerarsi, nel contempo, una fragilità del sistema medesimo.

Per ciò che riguarda il recupero delle liste d’attesa, inoltre, si sottolinea non positivamente il fatto che quasi la metà delle risorse dedicate a tale problema (circa 20mln su 42,3) siano utilizzate per l’acquisto di prestazioni presso strutture private accreditate.

Sulle case di comunità, poi, la principale e, oserei direi, scontata e prevedibile preoccupazione riguarda la capacità di garantire il personale necessario per il loro pieno funzionamento.

Sulla gestione del personale, per quanto possa essere considerata “virtuosa” un’organizzazione che eroga servizi di standard generalmente buoni con un numero complessivo di risorse umane inferiore alla media nazionale, non può al contempo non destare preoccupazione il sensibile calo della spesa del personale sia sul fronte di quello impiegato per il Consiglio che quello impiegato presso la Giunta: 4,47 per cento in un caso, 7,92 per cento nel secondo… bastare parlare con ogni ufficio per rendersi conto delle difficoltà con cui si cerca di “mandare avanti” il lavoro… è criticità ben nota a molti livelli nella PA.

È questa una carrellata, breve ma intensa, che dà il quadro, come anticipavo prima, di una situazione non certo brillante sotto tanti punti di vista.

Lo scenario assume contorni sconcertanti se si inizia ad analizzare un altro documento, che forse è passato un po’ sottotraccia in commissione, ma che è fondamentale per avere un quadro generale.

Potremmo dire: “… Galeano, sei in malafede: stiano parlando del rendiconto… non divagare ed attieniti a quello!” Eh però purtroppo non è così ed è la stessa Corte dei Conti che ce lo scrive, ricordandoci e dicendo che, per l'analisi complessiva della programmazione di un ente, i suoi vari documenti sono interdipendenti e vanno letti insieme ed in maniera integrata, dovendo poi dimostrare fra loro coerenza.

Ecco perché ritengo sia doveroso richiamare qui la lettura della “Rendicontazione n. 27 relativa al ciclo della programmazione e controllo. Rapporto di monitoraggio degli obiettivi operativi prioritari attuativi degli obiettivi strategici relativi all'anno 2025”.

Questo sì che è un documento che dovrebbe essere letto da chi soffre di depressione… ne avrebbe un quadro positivo, quasi fatato, del contesto in cui vive. Quali gli obiettivi che ci si pone?

Veneto autonomo, Veneto vincente, Veneto eccellente, Veneto attraente, Veneto sostenibile, Veneto connesso, Veneto in salute. La delibera di Giunta che approva tale rendicontazione in data 30 aprile 2026 dice: “A fronte di 109 obiettivi operativi prioritari, sono presenti 149 indicatori. Rispetto ai 149 indicatori risulta che per 147 indicatori il valore target è stato raggiunto o superato mentre per due indicatori il risultato non è stato pienamente conseguito. Con riferimento a questi ultimi il mancato conseguimento è riconducibile al coinvolgimento di altre amministrazioni nella realizzazione delle attività previste”. Quindi… raggiungimento degli obiettivi al 100%!! Siamo autonomi, vincenti, eccellenti, attraenti, sostenibili, connessi ed in salute. E gli unici due casi di mancato raggiungimento? Quelli sono imputabili uno a IUAV che non ha chiuso nei termini (si stanno gestendo le varie proroghe e comunque si pagherà solo il lavoro effettivamente svolto) la compilazione delle schede di catalogazione di parchi e giardini storici; l’altro invece è imputabile alle autorità urbane, di cui si stanno attendendo gli avvisi in riferimento alle procedure per l’obiettivo di decarbonizzazione della flotta del TPL.

Spettacolo!

Sappiamo onestamente un po’ tutti, vista l’esperienza di molti fra noi come amministratori pubblici, come e perché vengano confezionati e come dovrebbero essere letti questi documenti, ma qui c’è il rischio vero, anzi ci sembra che ci sia la volontà chiara ed esplicita, di proseguire nel raccontare una favola e di vivere una bolla estranea alla realtà.

Facciamo solo qualche esempio:

- Veneto autonomo: non penso di dover essere io a dover spiegare, anzitutto agli amici leghisti presenti in aula, come e perché questo obiettivo non possa oggi considerarsi raggiunto al 100 per cento e, visto che non voglio innescare o alimentare polemiche, ma tendo a porre le questioni anche con un approccio costruttivo, invito a leggere la recentissima intervista del nostro capogruppo Manildo sul “nuovo regionalismo” per fare un po’ chiarezza, riportare un po’ di sana obiettività per leggere gli eventi e soprattutto per provare a tracciare insieme una positiva prospettiva;

- Veneto eccellente: sul fatto che in Veneto di eccellenze ce ne siano, e tante, non v’è alcun dubbio. E tali eccellenze assumono ancor più valore laddove sono tali pur a fronte di un sostanziale disinvestimento, su di loro, da parte della maggioranza che ha governato ed in continuità con quel passato governa ora questa regione. Anche qui gli esempi possono essere vari ma ne voglio sottolineare uno in particolare, ed è il mondo della cultura. Una realtà che ha un seguito importante da parte dei cittadini e che svolge questo eccezionale lavoro, raccogliendo questi eccezionali risultati, senza che la Regione creda davvero in lei… e le risorse investite lo confermano. Non è facile trovare dati specifici su tale aspetto, ma quel “4/€ procapite per tutto l’ambito culturale” speso/investito dalla Regione Veneto stride davvero con medie ben superiori di tante altre regioni italiane anche a Statuto Ordinario;

- Veneto attraente: se ci allontaniamo dall’ambito dei dati delle presenze turistiche e per quanto possa suonare bene questo gruppo nominale… ritengo che sia sufficiente rinviare ai numeri impietosi dei giovani che da questo Veneto scappano, ritenendo di non avere un futuro all’altezza delle loro aspettative, per dirci sinceramente che essere attrattivi è un’altra cosa;

- Veneto sostenibile: è lo stesso ultimo Documento di economia e finanza regionale (DEFR) che questa maggioranza ha confezionato e votato in quest’aula che dice come le politiche venete in materia di sostenibilità siano qualificate da risultati scarsi, che rischiano di compromettere seriamente il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Come testimoniato anche in tal caso dal giudizio di parifica, se è vero che c’è stato un importante miglioramento, di cui va dato atto, sul piano del numero dei giorni di sforamento del particolato atmosferico, non hanno invece visto miglioramenti significativi per il Veneto altri indicatori importanti sull’esposizione della popolazione al rischio alluvioni, sul consumo di suolo, in materia di tutela della biodiversità, sulle modalità di consumo di fertilizzanti in agricoltura;

- Veneto connesso: il termine “connessione” può essere utilizzato per contesti ben diversi: pensiamo al trasporto, pensiamo alle infrastrutture per la connessione digitale… ma sinceramente, quale che sia quello che di questi piani viene considerato, ci sembra di essere ben lontani dall’obiettivo raggiunto al 100 per cento. Sul fronte del TPL lo ricordiamo ancora una volta, se ve ne fosse bisogno: siamo “a zero” per risorse proprie regionali destinate a questo capitolo di spesa, fanalino di coda a livello nazionale. É un vuoto evidente… talmente grande ed evidente che c’è consapevolezza e fretta di colmarlo e si rischiano “scivoloni” comunicativi. Scivoloni come quello del Presidente Stefani di pochi giorni fa: non so se lo avete visto tutti: il testo diceva “Biglietto unico si parte! Puntiamo a partire con la sperimentazione già nel 2028… Un’uscita che si commenta da sola e testimonia la fretta di voler riempire un vuoto che suscita imbarazzo. Imbarazzo perché, se è pur vero che il rendiconto non si riferisce alla gestione “Stefani”, lo stesso Stefani ha più volte sancito come il TPL a condizioni di favore per giovani e studenti – sì, gli stessi di cui dicevo prima, quelli che se ne vanno dal Veneto attraente - fosse un obiettivo primario della sua agenda. Ed invece né nel suo primo bilancio di previsione né nel suo primo assestamento, come vedremo dopo, c’è qualcosa in riferimento a ciò;

- Veneto in salute… infine: la realtà ha numeri che preoccupano. Penso basti pensare al combinato disposto fra alcuni dati, ulteriori rispetto a quelli che menzionavo poco fa, per capire le difficoltà che molti veneti attraversano e che sempre più rischieranno di attraversare se non ci sarà davvero l’auspicato cambio di marcia. Pensiamo un secondo: il 12,5 per cento dei Veneti, circa 590.000 persone, vivono sotto la soglia di povertà; la spesa out of pocket della nostra regione è ben superiore alla media nazionale (circa 850 euro contro 750); le liste d’attesa, seppur con un trend in miglioramento registrato anche dalla Corte dei conti, vedono sempre alcune decine di migliaia di persone in attesa di una prestazione sanitaria; il numero dei medici di medicina generale ogni 1000 abitanti è fra i più bassi d’Italia, come testimoniato dai dati più recenti; i consultori (l’altro pilastro insieme a medici e pronto soccorso) sono stati ridotti moltissimo in numero di sedi ed in orari di apertura… si capisce benissimo quali possono diventare le strutturali difficoltà di accesso alle cure per tante persone o, più drasticamente, la reale rinuncia ad accedervi.

Un ulteriore elemento che spicca all’occhio in tema di “Veneto in salute” e obiettivi raggiunti al 100% è poi sul fronte riforma delle IPAB: si può scrivere davvero di tutto, ma è davvero incomprensibile come si possa limitarsi a proporre, ad oltre 25 anni dalla legge nazionale di riforma, fra i risultati attesi di questo obiettivo, il semplice “Attuare e ridefinire gli strumenti di monitoraggio verifica e controllo per riqualificare il sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza”.

Anche in riferimento al concetto di “salute del Veneto” possiamo ampliare il significato ed aprirci ad altri mondi. L’accezione di “Veneto in salute” secondo me va anche riferita ad un altro aspetto più ampio che riguarda tutta la nostra comunità nel suo senso più ampio, coinvolgendone gli aspetti economici, ecologici e sociali: mi riferisco al contrasto ed alla prevenzione nei confronti delle mafie, che determinano ed incidono in maniera profonda il contesto in cui agiscono. Ecco perché, anche in tal caso, siamo chiamati a fare un passo ben più lungo rispetto alle parole del rendiconto e del monitoraggio degli obiettivi. Nel recente incontro fatto dalla Quarta Commissione, anche alla presenza del Presidente Stefani, con la nuova Procuratrice di Venezia dott.ssa Dolci, ha fatto emergere con estrema necessità come uno degli strumenti imprescindibili per il contrasto alle mafie sia la proficua gestione dei beni confiscati da parte degli enti pubblici assegnatari. Registrare come anche nel 2025 il bilancio della Regione abbia registrato uno “zero” alla voce del fondo per la gestione dei beni confiscati è un dato negativo che ci deve trasversalmente coinvolgere per far sì che da subito si possa cambiare direzione in maniera netta.

Tutto ciò considerato, abbiamo quindi ovviamente il dovere di circostanziare e ben definire il quadro all’interno del quale Presidente della Giunta, Assessore e maggioranza ci dicono con orgoglio che i conti del nostro bilancio sono in “super-ordine”. Gli ulteriori elementi, rispetto al quadro storico, dell'azzeramento del Debito Autorizzato e Non Contratto (DANC) e dell’azzeramento del Fondo anticipazioni di liquidità (FAL) sono due traguardi certamente positivi sia in atto - per le ripercussioni immediate in termini di leggibilità del bilancio e sua trasparenza - sia in potenza - per le potenzialità - sottolineo appunto potenzialità - di spesa di una parte dell’avanzo che ad oggi, però, sono per la Giunta un futuro grigio ed incerto di cui non si capisce la portata e su cui non si prende posizione con la urgente rapidità dettata dal momento storico.

Questi, lo ripeto, potenzialmente sono dati positivi: visto il contesto contingente, però, la responsabilità che abbiamo sulla tenuta della finanza pubblica e la timidezza nel trovare soluzione per l’impiego veloce di tali risorse è oggettivamente un argomento politico, che racconta la priorità che questa Amministrazione ha avuto: perché dal 2015 c’è stato un impegno significativo per recuperare il disavanzo accumulato negli anni precedenti. La grande questione politica sta però nel fatto che le politiche di austerity di bilancio devono essere coerenti con la fase economica in cui sono inserite. Vi ricordate quando ci lamentavamo delle politiche di austerity dell’Unione europea negli anni della crisi economica? Ecco, la Regione del Veneto in questi anni di crisi economica, ha adottato esattamente lo stesso metodo, perché in questi 15 anni si sono attraversate certamente stagioni diverse, ma almeno negli ultimi 10 le politiche di bilancio sono sembrate sempre le stesse, impermeabili ai cambiamenti in corso. Politiche di austerity, di risparmio, di recupero del deficit. Allora io dico bravi i tecnici, che hanno agito con grandissima prudenza ed attenzione, ma la politica dove è stata? Perché, atteso che le risorse finanziarie sono insufficienti rispetto ai bisogni, l’individuazione di quelli da soddisfare e la misura in cui soddisfarli è frutto della scelta politica.

Oggi appunto registriamo, a seguito dell’approvazione di questo rendiconto, per la prima volta dopo moltissimi anni un avanzo libero disponibile di circa 180mln di euro, che va però riportato alla soglia di spendibilità di 163mln a seguito degli accordi sul FAL.

La “politica”, quindi, ora ha la possibilità di smarcarsi da quella fase, lunga, degli anni scorsi, caratterizzata esclusivamente dal rigore nella tenuta dei conti. Lo vedremo dopo, affrontando l’assestamento e le conseguenti proposte che abbiamo presentato, ma questo tema è importante, fondamentale per tutta la nostra comunità veneta e la necessità di percepire un po’ di necessaria speranza soprattutto nell’affrontare alcune questioni vitali per la tenuta di questa stessa comunità.

Stiamo approvando un rendiconto che lascia un’eredità con evidenti spine piantate nel fianco e altrettanto pungente incertezza di parecchie partite importanti a chi verrà dopo di noi. Ritengo e riteniamo che con grande responsabilità dovremo fare “un’operazione verità” sui nodi più importanti da risolvere, uscendo dalla bolla nella quale siamo immersi, e ripartire, anche da alcune delle opportunità che con questo rendiconto si presentano, per ridare prospettiva al nostro Veneto.”.

3.  Note agli articoli

Nota all’articolo 12

-  Il testo dell’art. 11 del decreto legislativo n. 118/2011 è il seguente

“Art. 11 Schemi di bilancio

1.  Le amministrazioni pubbliche di cui all'art. 2 adottano i seguenti comuni schemi di bilancio finanziari, economici e patrimoniali e comuni schemi di bilancio consolidato con i propri enti ed organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate e altri organismi controllati:

a) allegato n. 9, concernente lo schema del bilancio di previsione finanziario, costituito dalle previsioni delle entrate e delle spese, di competenza e di cassa del primo esercizio, dalle previsioni delle entrate e delle spese di competenza degli esercizi successivi, dai relativi riepiloghi, e dai prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e gli equilibri;

b) allegato n. 10, concernente lo schema del rendiconto della gestione, che comprende il conto del bilancio, i relativi riepiloghi, i prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e la verifica degli equilibri, lo stato patrimoniale e il conto economico;

c) allegato n. 11 concernente lo schema del bilancio consolidato disciplinato dall'art. 11-ter.

2.  Le amministrazioni pubbliche di cui all'art. 2 redigono un rendiconto semplificato per il cittadino, da divulgare sul proprio sito internet, recante una esposizione sintetica dei dati di bilancio, con evidenziazione delle risorse finanziarie umane e strumentali utilizzate dall'ente nel perseguimento delle diverse finalità istituzionali, dei risultati conseguiti con riferimento al livello di copertura ed alla qualità dei servizi pubblici forniti ai cittadini.

3.  Al bilancio di previsione finanziario di cui al comma 1, lettera a), sono allegati, oltre a quelli previsti dai relativi ordinamenti contabili:

a) il prospetto esplicativo del presunto risultato di amministrazione;

b) il prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato per ciascuno degli esercizi considerati nel bilancio di previsione;

c) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità per ciascuno degli esercizi considerati nel bilancio di previsione;

d) il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento;

e) per i soli enti locali, il prospetto delle spese previste per l'utilizzo di contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali, per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione;

f) per i soli enti locali, il prospetto delle spese previste per lo svolgimento delle funzioni delegate dalle regioni per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione;

g) la nota integrativa redatta secondo le modalità previste dal comma 5;

h) la relazione del collegio dei revisori dei conti.

4.  Al rendiconto della gestione sono allegati oltre a quelli previsti dai relativi ordinamenti contabili:

a) il prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione;

b) il prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato;

c) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilita';

d) il prospetto degli accertamenti per titoli, tipologie e categorie;

e) il prospetto degli impegni per missioni, programmi e macroaggregati;

f) la tabella dimostrativa degli accertamenti assunti nell'esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi;

g) la tabella dimostrativa degli impegni assunti nell'esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi;

h) il prospetto rappresentativo dei costi sostenuti per missione;

i) per le sole regioni, il prospetto dimostrativo della ripartizione per missioni e programmi della politica regionale unitaria e cooperazione territoriale, a partire dal periodo di programmazione 2014 - 2020;

j) per i soli enti locali, il prospetto delle spese sostenute per l'utilizzo di contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali;

k) per i soli enti locali, il prospetto delle spese sostenute per lo svolgimento delle funzioni delegate dalle regioni;

l)  il prospetto dei dati SIOPE;

m) l'elenco dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi anteriori a quello di competenza, distintamente per esercizio di provenienza e per capitolo;

n) l'elenco dei crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio, sino al compimento dei termini di prescrizione;

o) la relazione sulla gestione dell'organo esecutivo redatta secondo le modalità previste dal comma 6;

p) la relazione del collegio dei revisori dei conti.

5.  La nota integrativa allegata al bilancio di previsione indica:

a) i criteri di valutazione adottati per la formulazione delle previsioni, con particolare riferimento agli stanziamenti riguardanti gli accantonamenti per le spese potenziali e al fondo crediti di dubbia esigibilità, dando illustrazione dei crediti per i quali non è previsto l'accantonamento a tale fondo;

b) l'elenco analitico delle quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre dell'esercizio precedente, distinguendo i vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili, dai trasferimenti, da mutui e altri finanziamenti, vincoli formalmente attribuiti dall'ente;

c) l'elenco analitico degli utilizzi delle quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione presunto, distinguendo i vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili, dai trasferimenti, da mutui e altri finanziamenti, vincoli formalmente attribuiti dall'ente;

d) l'elenco degli interventi programmati per spese di investimento finanziati col ricorso al debito e con le risorse disponibili;

e) nel caso in cui gli stanziamenti riguardanti il fondo pluriennale vincolato comprendono anche investimenti ancora in corso di definizione, le cause che non hanno reso possibile porre in essere la programmazione necessaria alla definizione dei relativi cronoprogrammi;

f)  l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate dall'ente a favore di enti e di altri soggetti ai sensi delle leggi vigenti;

g) gli oneri e gli impegni finanziari stimati e stanziati in bilancio, derivanti da contratti relativi a strumenti finanziari derivati o da contratti di finanziamento che includono una componente derivata;

h) l'elenco dei propri enti ed organismi strumentali, precisando che i relativi bilanci consuntivi sono consultabili nel proprio sito internet fermo restando quanto previsto per gli enti locali dall'art. 172, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

i)  l'elenco delle partecipazioni possedute con l'indicazione della relativa quota percentuale;

j)  altre informazioni riguardanti le previsioni, richieste dalla legge o necessarie per l'interpretazione del bilancio.

6.  La relazione sulla gestione allegata al rendiconto é un documento illustrativo della gestione dell'ente, nonché dei fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell'esercizio e di ogni eventuale informazione utile ad una migliore comprensione dei dati contabili. In particolare la relazione illustra:

a) i criteri di valutazione utilizzati;

b) le principali voci del conto del bilancio;

c) le principali variazioni alle previsioni finanziarie intervenute in corso d'anno, comprendendo l'utilizzazione dei fondi di riserva e gli utilizzi delle quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione al 1° gennaio dell'esercizio precedente, distinguendo i vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili, dai trasferimenti, da mutui e altri finanziamenti, vincoli formalmente attribuiti dall'ente;

d) l'elenco analitico delle quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione al 31 dicembre dell'esercizio precedente, distinguendo i vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili, dai trasferimenti, da mutui e altri finanziamenti, vincoli formalmente attribuiti dall'ente;

d-bis) solo con riferimento alle regioni, l'elenco degli impegni per spese di investimento di competenza dell'esercizio finanziati con il ricorso al debito non contratto;

d-ter) solo con riferimento alle regioni, l'elenco degli impegni per spese di investimento che hanno determinato il disavanzo da debito autorizzato e non contratto alla fine dell'anno, distintamente per esercizio di formazione.

e) le ragioni della persistenza dei residui con anzianità superiore ai cinque anni e di maggiore consistenza, nonché sulla fondatezza degli stessi, compresi i crediti di cui al comma 4, lettera n);

f) l'elenco delle movimentazioni effettuate nel corso dell'esercizio sui capitoli di entrata e di spesa riguardanti l'anticipazione, evidenziando l'utilizzo medio e l'utilizzo massimo dell'anticipazione nel corso dell'anno, nel caso in cui il conto del bilancio, in deroga al principio generale dell'integrità, espone il saldo al 31 dicembre dell'anticipazione attivata al netto dei relativi rimborsi;

g) l'elencazione dei diritti reali di godimento e la loro illustrazione;

h) l'elenco dei propri enti e organismi strumentali, con la precisazione che i relativi rendiconti o bilanci di esercizio sono consultabili nel proprio sito internet;

i) l'elenco delle partecipazioni dirette possedute con l'indicazione della relativa quota percentuale;

j) gli esiti della verifica dei crediti e debiti reciproci con i propri enti strumentali e le società controllate e partecipate. La predetta informativa, asseverata dai rispettivi organi di revisione, evidenzia analiticamente eventuali discordanze e ne fornisce la motivazione; in tal caso l'ente assume senza indugio, e comunque non oltre il termine dell'esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie;

k) gli oneri e gli impegni sostenuti, derivanti da contratti relativi a strumenti finanziari derivati o da contratti di finanziamento che includono una componente derivata;

l) l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate dall'ente a favore di enti e di altri soggetti ai sensi delle leggi vigenti, con l'indicazione delle eventuali richieste di escussione nei confronti dell'ente e del rischio di applicazione dell'art. 3, comma 17 della legge 24 dicembre 2003, n. 350;

m) l'elenco descrittivo dei beni appartenenti al patrimonio immobiliare dell'ente alla data di chiusura dell'esercizio cui il conto si riferisce, con l'indicazione delle rispettive destinazioni e degli eventuali proventi da essi prodotti;

n) gli elementi richiesti dall'art. 2427 e dagli altri articoli del codice civile, nonché da altre norme di legge e dai documenti sui principi contabili applicabili;

o) altre informazioni riguardanti i risultati della gestione, richieste dalla legge o necessarie per l'interpretazione del rendiconto.

7.  Al documento tecnico di accompagnamento delle regioni di cui all'art. 39, comma 10, e al piano esecutivo di gestione degli enti locali di cui all'art. 169 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono allegati:

a) il prospetto delle previsioni di entrata per titoli, tipologie e categorie per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione, distinguendo le entrate ricorrenti e non ricorrenti, secondo lo schema di cui all'allegato 12/1;

b) il prospetto delle previsioni di spesa per missioni, programmi e macroaggregati per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione, distinguendo le spese ricorrenti e non ricorrenti, secondo lo schema di cui all'allegato 12/2.

8.  Le amministrazioni di cui al comma 1 articolate in organismi strumentali come definiti dall'art. 1, comma 2, approvano, contestualmente al rendiconto della gestione di cui al comma 1, lettera b), anche il rendiconto consolidato con i propri organismi strumentali. Il rendiconto consolidato delle regioni comprende anche i risultati della gestione del consiglio regionale.

9.  Il rendiconto consolidato di cui al comma 8, predisposto nel rispetto dello schema previsto dal comma 1, lettera b), é costituito dal conto del bilancio, dai relativi riepiloghi, dai prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e la verifica degli equilibri, dallo stato patrimoniale e dal conto economico, ed é elaborato aggiungendo alle risultanze riguardanti la gestione dell'ente, quelle dei suoi organismi strumentali ed eliminando le risultanze relative ai trasferimenti interni. Al rendiconto consolidato sono allegati i prospetti di cui al comma 4, lettere da a) a g). Al fine di consentire l'elaborazione del rendiconto consolidato l'ente disciplina tempi e modalità di approvazione e acquisizione dei rendiconti dei suoi organismi strumentali.

10.  Per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, la predisposizione degli allegati di cui al comma 3, lettere e) ed f), e di cui al comma 4, lettere d), e), h), j) e k), è facoltativa.

11.  Gli schemi di bilancio di cui al presente articolo sono modificati ed integrati con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, di concerto con il Ministero dell'interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali e la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per gli affari regionali, su proposta della Commissione per l'armonizzazione contabile degli enti territoriali. A decorrere dal 2016, gli allegati riguardanti gli equilibri sono integrati in attuazione dell'art. 9, della legge 24 dicembre 2012, n. 243.

12.  Nel 2015 gli enti di cui al comma 1 adottano gli schemi di bilancio e di rendiconto vigenti nel 2014, che conservano valore a tutti gli effetti giuridici, anche con riguardo alla funzione autorizzatoria, ai quali affiancano quelli previsti dal comma 1, cui è attribuita funzione conoscitiva. Il bilancio pluriennale 2015-2017 adottato secondo lo schema vigente nel 2014 svolge funzione autorizzatoria. Nel 2015, come prima voce dell'entrata degli schemi di bilancio autorizzatori annuali e pluriennali è inserito il fondo pluriennale vincolato come definito dall'art. 3, comma 4, mentre in spesa il fondo pluriennale è incluso nei singoli stanziamenti del bilancio annuale e pluriennale.

13.  Il bilancio di previsione e il rendiconto relativi all'esercizio 2015 predisposti secondo gli schemi di cui agli allegati 9 e 10 sono allegati ai corrispondenti documenti contabili aventi natura autorizzatoria. Il rendiconto relativo all'esercizio 2015 predisposto secondo lo schema di cui all'allegato 10 degli enti che si sono avvalsi della facoltà di cui all'art. 3, comma 12, non comprende il conto economico e lo stato patrimoniale. Al primo rendiconto di affiancamento della contabilità economico patrimoniale alla contabilità finanziaria previsto dall'art. 2, commi 1 e 2, è allegato anche lo stato patrimoniale iniziale.

14.  A decorrere dal 2016 gli enti di cui all'art. 2 adottano gli schemi di bilancio previsti dal comma 1 che assumono valore a tutti gli effetti giuridici, anche con riguardo alla funzione autorizzatoria.

15.  A decorrere dal 2015 gli enti che nel 2014 hanno partecipato alla sperimentazione di cui all'art. 78 adottano gli schemi di bilancio di cui al comma 1 che assumono valore a tutti gli effetti giuridici, anche con riguardo alla funzione autorizzatoria cui affiancano nel 2015, con funzione conoscitiva, gli schemi di bilancio e di rendiconto vigenti nel 2014, salvo gli allegati n. 17, 18 e 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 194 del 1996 che possono non essere compilati.

16.  In caso di esercizio provvisorio o gestione provvisoria nell'esercizio 2015, gli enti di cui al comma 1 applicano la relativa disciplina vigente nel 2014, ad esclusione degli enti che nel 2014 hanno partecipato alla sperimentazione di cui all'art. 78, per i quali trova applicazione la disciplina dell'esercizio provvisorio prevista dal principio contabile applicato della contabilità finanziaria di cui all'allegato 4/2.

17.  In caso di esercizio provvisorio o gestione provvisoria nell'esercizio 2016 gli enti di cui al comma 1 gestiscono gli stanziamenti di spesa previsti nel bilancio pluriennale autorizzatorio 2015 - 2017 per l'annualità 2016, riclassificati secondo lo schema di cui all'allegato 9.”.

4.  Struttura di riferimento

Direzione Bilancio e Ragioneria

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