Piani regionali di controllo dei Corvidi, del Colombo di Città e della Nutria. DGR n. 970/2021, n. 971/2021 e n. 1069/2021. Determinazioni.
L'Assessore Dario Bond riferisce quanto segue.
L’articolo 19, comma 2 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157 attribuisce alle Regioni la facoltà di intervenire per il controllo della fauna selvatica per finalità connesse, tra l’altro, alla tutela del patrimonio zootecnico, del suolo, alla salvaguardia delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, nonché per motivi sanitari e di selezione biologica.
Nell’ordinamento regionale tale disciplina è stata recepita e sviluppata dall’art. 17, comma 2 della Legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 che disciplina il controllo delle specie di fauna selvatica e prevede, sentito l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), la possibilità di autorizzare specifici Piani di controllo numerico mediante abbattimento o cattura.
In attuazione di tale quadro normativo, la Regione del Veneto ha approvato, con le Deliberazioni della Giunta regionale n. 970 del 13 luglio 2021, n. 971 del 13 luglio 2021 e n. 1069 del 3 agosto 2021, rispettivamente, il Piano di controllo dei Corvidi, il Piano di controllo del Colombo di Città e il Piano regionale di controllo della Nutria, tutti riferiti al periodo 2021-2025.
I predetti Piani costituiscono strumenti di programmazione e gestione attraverso i quali viene assicurata una disciplina organica e coordinata degli interventi di controllo, contenimento ed eventuale eradicazione delle specie interessate. La loro operatività assume pertanto particolare rilievo ai fini della continuità dell’azione amministrativa e gestionale, anche in considerazione della necessità di evitare che eventuali interruzioni degli interventi possano determinare una ripresa incontrollata delle popolazioni oggetto di controllo.
Successivamente, con la DGR n. 362 del 4 aprile 2024 la Regione ha proceduto alla ricognizione dei Piani di controllo regionali, confermandone l’aderenza allo schema e ai contenuti informativi previsti dal Piano Straordinario di contenimento della fauna selvatica approvato con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del 13 giugno 2023.
In prossimità della scadenza dei Piani, considerata la necessità di garantirne la continuità operativa nelle more della predisposizione dei nuovi strumenti di pianificazione, la Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria con nota prot. n. 635272 del 20 novembre 2025 ha ritenuto necessario acquisire il parere dell’ISPRA in ordine alla possibilità di estenderne la vigenza sino al 31 dicembre 2026.
A tal fine, con nota prot. n. 635272 del 20 novembre 2025 è stato richiesto all’ISPRA il relativo parere, che è stato espresso favorevolmente con nota prot. n. 71035 del 18 dicembre 2025, acquisita al protocollo regionale n. 682434, e successivamente integrata in data 23 dicembre 2025 con nota acquisita al protocollo regionale al n. 692081. Il parere favorevole è stato espresso nel rispetto di alcune specifiche condizioni riferite ai Piani di controllo dei Corvidi e della Nutria.
Per il Piano di controllo dei Corvidi, le condizioni poste dall’ISPRA riguardano il rispetto della distanza massima di 100 metri dalle colture per l’abbattimento e/o la cattura di Cornacchia grigia e Gazza, il divieto di utilizzo di cartucce con pallini di piombo nelle zone umide naturali e artificiali e entro 150 metri dalle rive più esterne, nonché la rendicontazione distinta per le due specie, senza cumularne i numeri.
Per il Piano di controllo della Nutria, il parere ISPRA prevede il divieto di utilizzo di cartucce con pallini di piombo negli abbattimenti diretti e nella soppressione degli individui catturati nelle zone umide naturali e artificiali e entro 150 metri dalle rive più esterne.
A conclusione dell’istruttoria, il Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria ha adottato il Decreto n. 13982 del 23 dicembre 2025, disponendo, in luogo della Giunta regionale, la proroga sino al 31 dicembre 2026 della vigenza, dell’efficacia e dell’operatività dei Piani regionali di controllo di Colombo di Città, Corvidi e Nutria.
Il provvedimento è stato adottato in considerazione della sostanziale natura tecnica della proroga e della necessità di garantire continuità alle attività di controllo, anche al fine di evitare una temporanea sospensione degli interventi in corso.
La proroga è stata inoltre motivata dalla necessità di consentire il completamento dell’iter amministrativo relativo allo Studio di Valutazione di Incidenza (VIncA) per i Piani di controllo dei Corvidi e del Colombo di Città, procedimento fondamentale per l’applicazione dei Piani medesimi all’interno delle aree Natura 2000.
Alla luce di quanto sopra, la continuità delle attività previste dai Piani di controllo risponde a un concreto interesse pubblico, in relazione alle finalità di tutela e gestione della fauna, di prevenzione dei danni alle attività antropiche e di continuità delle azioni di controllo e contenimento già avviate, a tutela degli equilibri ambientali e di gestione delle specie interessate.
Si ritiene pertanto, in applicazione del principio di conservazione degli atti amministrativi, sussistente l’interesse pubblico alla conservazione degli effetti prodotti dal Decreto del Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria n. 13982 del 23 dicembre 2025 e, conseguentemente, opportuno procedere alla sua convalida ai sensi dell’art. 21-novies, comma 2 della Legge n. 241/1990, con efficacia ex tunc, al fine di rimuovere l’eventuale vizio di incompetenza relativa connesso alla sua adozione e confermare l’operatività dei Piani regionali di controllo dei Corvidi, del Colombo di città e della Nutria sino al 31 dicembre 2026.
Considerato che il Piano regionale di controllo della nutria (Myocastor coypus) è stato approvato con DGR n. 1069 del 3 agosto 2021, previo parere favorevole della Terza Commissione consiliare n. 70 del 30 giugno 2021, si ritiene opportuno informare la medesima Commissione in merito all’approvazione del presente provvedimento.
Si incarica la Struttura regionale competente in materia faunistico-venatoria dell’esecuzione del presente provvedimento e degli eventuali adempimenti conseguenti.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTA la Legge 11 febbraio 1992, n. 157;
VISTA la Legge 7 agosto 1990, n. 241, e, in particolare, l’articolo 21-novies, comma 2;
VISTA la Legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50;
VISTE le DD.GG.RR. nn. 970/2021, 971/2021, 1069/2021 e 362/2024;
VISTO il Decreto del Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria n. 13982 del 23 dicembre 2025;
VISTO il parere ISPRA prot. n. 71035 del 18 dicembre 2025, integrato in data 23 dicembre 2025;
VISTO l’art. 2, comma 2 della Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54.