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Bur n. 151 del 30 ottobre 2026


Materia: Sanità e servizi sociali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1267 del 30 ottobre 2026

Piano operativo per il potenziamento delle funzioni dei Centri per la Famiglia da parte delle Aziende ULSS in collaborazione con gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) del Veneto. Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità.

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento, si approva il Piano operativo per il potenziamento delle funzioni dei Centri per la Famiglia da parte delle Aziende ULSS in collaborazione con gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) del Veneto, destinando l’importo di euro 2.548.000,00, di cui al Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità.

L'Assessore Paola Roma riferisce quanto segue.

Negli ultimi anni si è assistito, a tutti i livelli di programmazione delle politiche sociali e trasversalmente a tutti i Paesi europei, ad una graduale e crescente valorizzazione della famiglia, attraverso l’adozione di provvedimenti volti a sostenere la famiglia nei diversi ambiti, che spaziano dalla promozione di politiche familiari alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, fino alle attività a favore della prima infanzia e delle responsabilità genitoriali.

Il Decreto-Legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2023, n. 159, recante «Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale», all’art. 14, comma 2 dispone che i Centri per la Famiglia, di cui all’art. 1, comma 1250, lettera e) della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, offrano consulenza e servizi in materia di alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con particolare attenzione alla loro tutela rispetto all’esposizione a contenuti pornografici e violenti, ed eroghino interventi di alfabetizzazione per le famiglie sulla prevenzione e sugli effetti dell’assunzione di sostanze psicotrope.

Con l’Intesa sancita in data 23 luglio 2026 (Rep. Atti n. 89/CU), ai sensi dell’art. 8 del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n. 281, la Conferenza Unificata ha stabilito le finalità di utilizzo delle risorse del Fondo per le politiche della famiglia per l’anno 2026, confermando il ruolo dei Centri per la Famiglia quali presìdi territoriali di informazione, orientamento e accompagnamento delle famiglie nell’accesso ai servizi, alle risorse e alle opportunità disponibili sul territorio e a livello nazionale, nonché quali sedi di erogazione di servizi di alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori.

In aderenza alla predetta Intesa, il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità ha adottato il relativo Decreto in data 24 luglio 2026, registrato alla Corte dei conti al numero 2433 del 24 agosto 2026 e pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento per le politiche della famiglia in data 26 agosto 2026, che stabilisce le attività di competenza statale nonché regionale e degli Enti locali a valere sulle risorse del Fondo per le politiche della famiglia dell’anno 2026, riservando per le attività di competenza regionale e degli Enti locali un importo complessivo pari a Euro 35.000.000,00 e destinando alla Regione del Veneto l’importo di Euro 2.548.000,00.

Il medesimo Decreto prevede che le risorse per le attività di competenza regionale e degli Enti locali sono dirette a finanziare iniziative per il potenziamento delle funzioni dei Centri per la famiglia che, con tali risorse, assicurano un ruolo informativo e di orientamento in ordine ai servizi, alle risorse e alle opportunità istituzionali e informali, educative, sociali, sanitarie, economiche, scolastiche e del tempo libero, attivi sul territorio e offerti alle famiglie anche a livello nazionale, nonché attività di consulenza e servizi in materia di alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con particolare attenzione all’uso del parental control.

Con le medesime risorse, i Centri per la famiglia dovranno svolgere, inoltre, almeno una tra le seguenti funzioni:

  1. servizi di alfabetizzazione delle famiglie sulla prevenzione e sugli effetti dell’assunzione di sostanze psicotrope, attraverso l’utilizzo dei materiali resi disponibili dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri;
  2. servizi di ascolto e orientamento dedicati agli adolescenti e ai loro genitori;
  3. sensibilizzazione su valore dell’affidamento familiare e dell’adozione, anche attraverso la valorizzazione delle esperienze delle famiglie affidatarie e adottive, nonché promozione della formazione continua degli operatori e delle famiglie;
  4. promozione di progettualità a sostegno della maternità e della famiglia nei primi mille giorni.

Il citato Decreto del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità prevede inoltre che le Regioni assicurino ai Centri per la famiglia presenti nel territorio regionale almeno il 50% delle risorse attribuite, prevedendo per le Regioni la possibilità di cofinanziare i servizi soprariportati.

La Regione del Veneto riconosce i Centri per la Famiglia quali presìdi territoriali di comunità orientati non solo all'erogazione di servizi, ma anche alla promozione delle relazioni familiari e sociali, favorendo la costruzione di contesti accoglienti, nei quali le famiglie possano incontrarsi, condividere esperienze, sviluppare forme di solidarietà reciproca e contribuire attivamente alla crescita del capitale sociale delle comunità locali.

Nell'ambito delle proprie funzioni di programmazione e indirizzo, la Regione promuove percorsi strutturati di consultazione e confronto con le reti dell'associazionismo familiare di secondo livello, in coerenza con i principi di amministrazione condivisa di cui all'art. 55 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, finalizzati alla definizione condivisa degli indirizzi regionali, delle funzioni dei Centri per la Famiglia, delle prassi operative e dei criteri di qualità, al fine di favorire uno sviluppo omogeneo del modello sul territorio regionale. La co-progettazione degli interventi e delle attività si realizza invece a livello territoriale, in raccordo con le Aziende ULSS, gli Ambiti Territoriali Sociali e gli Enti del Terzo Settore.

Il presente Piano operativo si inserisce in un quadro di interventi regionali e nelle more del pieno consolidamento organizzativo e funzionale degli Ambiti Territoriali Sociali, ai quali la Legge regionale 4 aprile 2024, n. 9 attribuisce la programmazione, il coordinamento e la gestione della funzione socio-assistenziale a livello territoriale. Infatti, tale Piano si pone in continuità con quanto già avviato dalla Regione con la Deliberazione della Giunta regionale n. 201 del 24 marzo 2026, recante il Piano operativo dell’iniziativa sperimentale per il rafforzamento della rete dei Centri per la Famiglia (di cui alla Deliberazione della Giunta regionale n. 1168 del 30 settembre 2025), che ha previsto l’assegnazione di risorse statali anche direttamente agli Ambiti Territoriali Sociali del Veneto. I due Piani concorrono, attraverso linee di intervento distinte, al rafforzamento del sistema territoriale per le politiche per la famiglia.

Nello specifico:

  • il Piano operativo dell’iniziativa sperimentale per il rafforzamento dei Centri per la Famiglia è finanziato, per un importo pari a euro 4.070.000,00, con le risorse destinate alle iniziative del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità ai sensi dell’art. 1, comma 1251 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, assegnate a seguito dell’Avviso pubblico dell’8 agosto 2025. L’iniziativa sperimentale è tuttora in corso: le relative attività, avviate con comunicazione al Dipartimento per le politiche della famiglia del 28 aprile 2026 (prot. n. 245572/2026), si svolgono entro 18 mesi da tale data, salvo proroga fino a un massimo di sei mesi;
  • il presente Piano operativo è finanziato con la quota del Fondo per le politiche della famiglia dell’anno 2026 riservata alle attività di competenza regionale e degli Enti locali.

In particolare, in coerenza con il modello organizzativo definito dalla citata Deliberazione n. 201/2026, il presente Piano operativo valorizza il ruolo dei Tavoli paritetici di coordinamento tra Aziende ULSS e Ambiti Territoriali Sociali e la co-progettazione con gli Enti del Terzo Settore, assicurando che le attività finanziate con le due linee di intervento restino distinte.

Inoltre, il presente Piano operativo individua quali soggetti beneficiari del trasferimento le Aziende ULSS del Veneto, presso i cui Consultori Familiari operano i Centri per la Famiglia. Le attività dei Centri continuano ad essere assicurate dalle équipe multiprofessionali afferenti ai Consultori Familiari; le Aziende ULSS, ai sensi dell’art. 6, comma 1 della Legge regionale 4 aprile 2024, n. 9, coinvolgono gli Ambiti Territoriali Sociali nella programmazione e nel monitoraggio degli interventi finanziati e promuovono, d’intesa con questi ultimi, la co-progettazione degli interventi con gli Enti del Terzo Settore, secondo quanto specificato nel Piano operativo di cui all’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento. Il coinvolgimento degli Ambiti Territoriali Sociali si realizza attraverso modalità strutturate di confronto e coordinamento con le Aziende ULSS, nell’ambito dei Tavoli paritetici di coordinamento, al fine di assicurare l’integrazione tra la dimensione sanitaria, quella sociale e le risorse della comunità locale.

L’Ambito Territoriale Sociale, nel concorrere alla programmazione regionale, promuove iniziative e servizi con gli Enti del Terzo Settore e con altri soggetti significativi della comunità locale, e sviluppa reti sociali finalizzate all’inclusione sociale e al sostegno dei cittadini e delle comunità, come previsto dall’art. 9, comma 5 della Legge regionale 4 aprile 2024, n. 9. Il presente Piano operativo valorizza, inoltre, la funzione dei Centri per la Famiglia quali presìdi territoriali accessibili a tutte le famiglie, anche attraverso il rafforzamento della comunicazione e dell’informazione, intese come strumenti strategici per rendere conoscibili i servizi, le opportunità e i diritti, facilitare l’accesso e consolidare l’identità dei Centri, in raccordo con i servizi e le reti associative del territorio.

La destinazione del contributo alle Aziende ULSS è effettuata in proporzione alla popolazione residente al 1° gennaio 2025 nei territori degli Ambiti Territoriali Sociali afferenti a ciascuna Azienda ULSS (fonte: elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat), come riportato nell’Allegato A.

Le attività dei Centri per la Famiglia si realizzeranno secondo gli obiettivi, le modalità attuative e il cronoprogramma descritti nel Piano operativo di cui all’Allegato A, redatto in aderenza alle indicazioni operative e vincolanti del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In particolare, il Piano operativo è finalizzato

  1. al rafforzamento delle funzioni dei Centri per la Famiglia quali presìdi territoriali di informazione, orientamento, accompagnamento e sostegno alle famiglie nelle diverse fasi del ciclo di vita, promuovendo interventi a favore della genitorialità, delle relazioni familiari e del benessere dei minori e degli adolescenti, ivi comprese le attività di consulenza e di alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori;
  2. al sostegno della diffusione della cultura dell'affidamento familiare e dell'adozione, valorizzando le esperienze delle famiglie coinvolte e promuovendo opportunità di formazione e aggiornamento rivolte agli operatori e alle famiglie stesse;
  3. alla promozione, in coerenza con l'evoluzione del ruolo dei Centri per la Famiglia, delle iniziative finalizzate allo sviluppo delle reti familiari e di comunità nonché alla promozione della partecipazione attiva delle famiglie e alla qualificazione dei Centri per la Famiglia quali luoghi di incontro, relazione, confronto e solidarietà, capaci di favorire la lettura dei bisogni emergenti e di concorrere allo sviluppo delle politiche familiari regionali.

Come previsto dal medesimo Decreto (art. 2, comma 8, lettera i), la proposta di Piano operativo è stata sottoposta ad ANCI Veneto, che ha espresso parere favorevole, giusta nota protocollata al numero 584054 del 28 ottobre 2026.

Il Dipartimento per le politiche della famiglia erogherà le risorse destinate alla Regione del Veneto in un’unica soluzione entro quarantacinque giorni dalla ricezione del Piano operativo, previa verifica della coerenza delle azioni proposte con le finalità di cui all’art. 2, comma 1 del Decreto del 24 luglio 2026.

In considerazione di quanto sopra esposto, si propone di approvare il «Piano operativo per il potenziamento delle funzioni dei “Centri per la Famiglia”, finanziato con il Fondo per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri dell’anno 2026, di cui all’Intesa sancita in sede di Conferenza Unificata in data 23 luglio 2026 ai sensi dell’art. 8 del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e al Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità (registrato alla Corte dei conti in data 24 agosto 2026, n. 2433)», predisposto dalla Direzione Servizi sociali, Terzo Settore e Sport e riportato nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.

Si determina in euro 2.548.000,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa a favore delle Aziende ULSS del Veneto, secondo gli importi riportati nell’Allegato A, per l’esecuzione del Piano operativo, alla cui assunzione provvederà, con propri atti, il Direttore della Direzione Servizi sociali, Terzo Settore e Sport entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo di spesa n. 101141 denominato "Fondo per le politiche della famiglia (art. 1, comma 1250, Legge 27 dicembre 2006, n. 296)", del Bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026.

Il Direttore della Direzione Servizi Sociali, Terzo Settore e Sport è incaricato dell’esecuzione del presente provvedimento.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTA la Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali";

VISTA la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)", in particolare l’articolo 1, comma 1250, che stabilisce le modalità del riparto del Fondo per le politiche della famiglia;

VISTO il Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 "Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi", e successive modificazioni;

VISTO il Decreto Legislativo 10 agosto 2014, n. 126, integrativo e correttivo del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118;

VISTA l’Intesa sancita nella seduta della Conferenza Unificata tenutasi in data 23 luglio 2026 (Rep. Atti n. 89/CU);

VISTO il Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità (registrato alla Corte dei conti al numero 2433 del 24 agosto 2026), che stabilisce le attività di competenza statale, regionale e degli enti locali a valere sulle risorse del Fondo per le politiche della famiglia dell’anno 2026;

VISTA la L.R. 4 aprile 2024, n. 9 "Assetto organizzativo e pianificatorio degli interventi e dei servizi sociali";

VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 201 del 24 marzo 2026;

VISTA la L.R. 29 dicembre 2001, n. 39;

VISTA la L.R. 31 dicembre 2012, n. 54, art. 2, comma 2;

VISTA la L.R. 10 aprile 2026, n. 2 “Legge di stabilità regionale 2026”;

VISTA la L.R. 10 aprile 2026, n. 3 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2026”;

VISTA la L.R. 10 aprile 2026, n. 4, recante il Bilancio di previsione 2026-2028;

VISTO il Decreto del Segretario generale della programmazione n. 3 del 15 aprile 2026, di approvazione del bilancio finanziario gestionale (DSPG n. 3/2026);

VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 219 del 9 aprile 2026 “Approvazione del documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione 2026-2028. Art. 9, comma 1, L.R. n. 39/2001”;

VISTA la Legge regionale 31 luglio 2026, n. 15 “Assestamento del bilancio di previsione 2026-2028”;

VISTO il Decreto del Direttore della Direzione Bilancio e ragioneria n. 15462 del 3 luglio 2026 “Aggiornamento dell’Allegato A “Bilancio finanziario gestionale 2026-2028”, approvato con Decreto n. 3 del 15 aprile 2026 del Segretario Generale della Programmazione e ss.mm.ii., a seguito della ridefinizione dell’assetto organizzativo regionale. (Art. 9 comma 2, legge regionale 29 novembre 2001 n. 39).”

delibera

  1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  2. di dare atto che la Regione del Veneto ha avviato un’iniziativa sperimentale per il rafforzamento della rete dei Centri per la Famiglia in attuazione della DGR n. 1168 del 30 settembre 2025 e ne ha altresì definito il Piano operativo con DGR n. 201 del 24 marzo 2026, prevedendo il coinvolgimento delle Aziende ULSS, degli Ambiti Territoriali Sociali e degli Enti del Terzo Settore;
  3. di dare atto che, in attuazione della citata DGR n. 201/2026, le attività dell’iniziativa sperimentale sono state avviate con comunicazione al Dipartimento per le politiche della famiglia del 28 aprile 2026 (prot. n. 245572/2026) e che con Decreto del Direttore della Direzione Servizi sociali, Terzo Settore e Sport n. 200292 del 19 ottobre 2026 è stata disposta l’assegnazione delle risorse, e sono in fase di avvio le procedure di co-progettazione con gli Enti del Terzo Settore, articolate in più passaggi;
  4. di prendere atto che con Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità sono state destinate alla Regione del Veneto risorse pari ad Euro 2.548.000,00 a valere sul Fondo per le politiche della famiglia per l’anno 2026 per la realizzazione degli interventi di competenza regionale e degli Enti locali;
  5. di prendere atto che il medesimo Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità è finalizzato al potenziamento delle funzioni dei Centri per la Famiglia quali presìdi territoriali di informazione, orientamento e accompagnamento delle famiglie nell’accesso ai servizi, alle risorse e alle opportunità presenti sul territorio e a livello nazionale, nonché allo sviluppo di attività di consulenza e di alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con particolare attenzione all’utilizzo degli strumenti di controllo parentale;
  6. di dare attuazione alle finalità del Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità attraverso il potenziamento della rete regionale dei Centri per la Famiglia, in continuità con il modello organizzativo dell’iniziativa sperimentale di cui alla DGR n. 1168/2025 e alla DGR n. 201/2026, al fine di promuovere l’integrazione dei servizi, il sostegno alla genitorialità e il rafforzamento delle reti familiari e di comunità;
  7. di approvare il «Piano operativo per il potenziamento delle funzioni dei “Centri per la Famiglia”, finanziato con il Fondo per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri dell’anno 2026, di cui all’Intesa sancita in sede di Conferenza Unificata in data 23 luglio 2026 ai sensi dell’art. 8 del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e al Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità (registrato alla Corte dei conti in data 24 agosto 2026, n. 2433)», predisposto dalla Direzione Servizi sociali, Terzo Settore e Sport e riportato nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale della presente provvedimento, sul quale ANCI Veneto ha espresso parere favorevole, giusta nota prot. n. 584054 del 28 ottobre 2026;
  8. di dare atto che il Piano operativo di cui al punto 7 sarà attuato dalle Aziende ULSS del Veneto presso i cui Consultori Familiari operano i Centri per la Famiglia, in raccordo con gli Ambiti Territoriali Sociali e con gli Enti del Terzo Settore, e vede come destinatari tutte le famiglie del territorio regionale, in ogni fase del ciclo di vita, con particolare attenzione a quelle con bambini nei primi 1000 giorni, adolescenti, famiglie caratterizzate da compiti di cura, caregiver familiari, nuclei multigenerazionali e reti informali di solidarietà familiare;
  9. di ripartire l’importo di euro 2.548.000,00 fra le 9 Aziende ULSS del Veneto, in proporzione alla popolazione residente al 1° gennaio 2025 nei territori dei 24 Ambiti Territoriali Sociali afferenti a ciascuna Azienda ULSS, secondo i criteri e gli importi indicati nell’Allegato A;
  10. di determinare in euro 2.548.000,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa a favore delle Aziende ULSS del Veneto per l’esecuzione del Piano operativo di cui al punto 7, alla cui assunzione provvederà, con propri atti, il Direttore della Direzione Servizi sociali, Terzo Settore e Sport entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo di spesa n. 101141 denominato "Fondo per le politiche della famiglia (art. 1, comma 1250, Legge 27 dicembre 2006, n. 296)", del Bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026;
  11. di dare atto che il Direttore della Direzione Servizi sociali, Terzo Settore e Sport, a cui è stato assegnato il capitolo di cui al precedente punto, ha attestato che il medesimo presenta sufficiente capienza;
  12. di trasmettere la presente Deliberazione, unitamente al Piano operativo di cui all’Allegato A, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, come previsto dal Decreto del 24 luglio 2026 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità;
  13. di trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, nelle forme e nei modi previsti, tutti i dati necessari al monitoraggio e, nello specifico, gli interventi, i trasferimenti effettuati e le attività finanziate, come previsto dal medesimo Decreto;
  14. di incaricare il Direttore della Direzione Servizi sociali, Terzo Settore e Sport dell’esecuzione del presente provvedimento;
  15. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi dell’art. 26, commi 1 e 2, del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33;
  16. di informare che avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso giurisdizionale avanti il Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni dall’avvenuta conoscenza ovvero, alternativamente, ricorso straordinario di cui al capo III del D.P.R. n. 1199/1971 entro 120 giorni;
  17. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

(seguono allegati)

Dgr_1267_26_AllegatoA_595316.pdf


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