Adozione dei Piani Emergenza relativi alle dighe ricadenti nel territorio della Regione del Veneto, ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, 8 luglio 2014 «Indirizzi operativi inerenti l'attività di protezione civile nell'ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe». L.R. n. 13/2022, art. 12, comma 4.
| Note per la trasparenza |
Con il presente provvedimento si propone l'adozione delle proposte dei Piani di Emergenza delle grandi dighe presenti nel territorio della Regione del Veneto quali parte integrante del Piano regionale di protezione civile, anche al fine di assicurare la partecipazione dei cittadini, singoli e associati, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile, ai sensi dell’art. 12 della Legge regionale 1° giugno 2022, n. 13 “Disciplina delle attività di protezione civile”.
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L'Assessore Elisa Venturini riferisce quanto segue.
Nel territorio della Regione del Veneto sono presenti n. 18 dighe aventi le caratteristiche definite dall’art. 1 del Decreto-Legge dell'8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 ottobre 1994, n. 584 ossia opere di sbarramento, dighe di ritenuta o traverse che hanno un’altezza superiore a 15 metri o che hanno un volume d’invaso superiore a un 1 milione di metri cubi.
Per la sicurezza e la tutela della pubblica incolumità, le grandi dighe sono soggette alla vigilanza dello Stato attraverso la Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche (DG Dighe) del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), a partire dalle fasi di progettazione, costruzione, collaudo e messa in esercizio dei nuovi impianti. Per gli impianti già esistenti, vengono eseguite verifiche periodiche per rivalutarne la stabilità da un punto di vista idrogeologico-idraulico e sismico.
Con Direttiva dell'8 luglio 2014 «Indirizzi operativi inerenti l'attività di protezione civile nell'ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe» il Presidente del Consiglio dei Ministri ha stabilito che, per ciascuna diga avente le caratteristiche sopra richiamate, è prevista la predisposizione e l’approvazione dei seguenti documenti:
- il Documento di Protezione civile;
- il Piano di Emergenza Diga (PED).
Il Documento di Protezione civile è predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Ufficio tecnico per le dighe di Venezia (UTD VE), con il concorso dell'autorità idraulica competente per l'alveo di valle, della Protezione civile regionale, nonché del gestore, ed è approvato dal Prefetto competente per il territorio in cui ricade la diga. Tale Documento di Protezione civile stabilisce per ciascuna diga, secondo i criteri della Direttiva, le specifiche condizioni per l'attivazione del sistema di protezione civile e le comunicazioni e le procedure tecnico-amministrative da attuare nel caso di eventi, temuti o in atto, coinvolgenti l'impianto di ritenuta o una sua parte e rilevanti ai fini della sicurezza della diga e dei territori di valle («rischio diga») e nel caso di attivazione degli scarichi della diga stessa con portate per l'alveo di valle che possono comportare fenomeni di onda di piena e rischio di esondazione («rischio idraulico a valle»).
Il Documento di Protezione civile, unitamente agli studi sulla propagazione delle piene artificiali per manovre volontarie degli organi di scarico e per ipotetico collasso dello sbarramento (art. 24, comma 6, lettera e) del Decreto del Presidente della Repubblica n. 85/1991), costituisce altresì il quadro di riferimento per la redazione del Piano di Emergenza Diga, relativo ai territori che possono essere interessati dagli effetti derivanti dalla presenza della diga.
La Direttiva citata prevede inoltre, come sopra esposto, che per ciascuna diga avente le caratteristiche richiamate, la Regione, in raccordo con le Prefetture-UTG territorialmente interessate, predispone e approva un Piano di emergenza su base regionale (PED), per contrastare le situazioni di pericolo connesse con la propagazione di un'onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall'ipotetico collasso dello sbarramento.
Il PED deve considerare quanto previsto nei Documenti di Protezione civile di ciascuna diga e nei piani di laminazione, ove adottati, e deve riportare:
- gli scenari riguardanti le aree potenzialmente interessate dall'onda di piena, originata sia da manovre degli organi di scarico sia dal collasso della diga;
- le strategie operative per fronteggiare una situazione di emergenza, mediante l'allertamento, l'allarme, le misure di salvaguardia anche preventive, l'assistenza ed il soccorso della popolazione;
- il modello di intervento, che definisce il sistema di coordinamento con l'individuazione dei soggetti interessati per il raggiungimento di tale obiettivo e l'organizzazione dei centri operativi; prevede altresì specifiche attivazioni organizzate in fasi operative connesse alle fasi di allerta previste nei menzionati Documenti di Protezione civile.
Alla luce di quanto previsto dalla Direttiva, la Regione del Veneto ha provveduto alla predisposizione dei Piani di emergenza per le dighe ubicate nel territorio di competenza, e specificatamente, nelle province di Belluno e di Vicenza.
Le grandi dighe presenti all’interno del territorio regionale risultano essere le seguenti:
- Santa Caterina nel Comune di Auronzo di Cadore (BL)
- Comelico nei Comuni di Auronzo di Cadore e Vigo di Cadore (BL)
- Pieve di Cadore nel Comune di Pieve di Cadore (BL)
- Valle di Cadore nel Comune di Valle di Cadore (BL)
- Vodo di Cadore nel Comune di Vodo di Cadore (BL)
- Pontesei nel Comune di Val di Zoldo (BL)
- Pramper nel Comune di Val di Zoldo (BL)
- Ponte Ghirlo nel Comune di Cencenighe Agordino (BL)
- Val Gallina nei Comuni di Longarone e Soverzene (BL)
- La Stua nel Comune di Cesiomaggiore (BL)
- Mis nel Comune di Sospirolo (BL)
- Val Schener nel Comune di Sovramonte (BL)
- Ponte Serra nei Comuni di Sovramonte e Lamon (BL)
- Senaiga nel Comune di Lamon (BL)
- Corlo nel Comune di Arsiè (BL)
- Bastia nei Comuni di Ponte nelle Alpi e Alpago (BL)
- Cavia nel Comune di Falcade (BL)
- Leda nel Comune di Piovene Rocchette (VI)
Per la stesura dei PED sono state utilizzate le seguenti fonti dati:
- il Documento di Protezione Civile di ciascuna diga approvato dalla competente Prefettura-UTG;
- il Foglio di Condizioni per l’Esercizio e la Manutenzione di ciascuna diga contenente i dati tecnici e regolatorio dei rapporti tra l’autorità di vigilanza e il gestore dello sbarramento;
- gli Studi dei Gestori contenenti le aree di allagamento conseguenti ai due differenti scenari relativi alle manovre di apertura degli organi di scarico (rischio idraulico a valle) e all’ipotetico collasso della diga (rischio diga);
- i Piani di Protezione Civile dei Comuni interessati dall’eventuale allagamento nei due scenari di rischio sopra richiamati.
Gli Studi dei Gestori, risalenti all’inizio degli anni ’90, costituiscono gli unici documenti ufficiali di riferimento per la definizione delle aree di allagamento rappresentative dei due scenari sopra descritti. Considerato che nella maggior parte dei casi le informazioni ivi contenute non risultano disponibili su base digitale georiferita, l'allora Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale ha avviato un lungo e complesso processo di digitalizzazione delle mappe di allagamento di tutte le grandi dighe ricadenti all’interno dei confini regionali.
Durante questa fase, caratterizzata da notevoli complessità interpretative dei dati da parte della Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale, si è reso necessario tenere conto anche delle modifiche intervenute sul territorio nel corso degli anni.
Al termine di questa fase di digitalizzazione svolta dalla Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale, si è proceduto alla creazione delle mappe relative alle possibili aree allagabili per tutte le 18 dighe.
Per condividere i criteri da adottarsi per la redazione dei documenti e l’acquisizione di ogni ulteriore dato o elemento utile alla fase di stesura dei Piani di emergenza sono stati indetti dalla Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale dei tavoli di confronto preliminare a cui hanno partecipato le Prefetture-UTG, in particolare quelle di Belluno, Treviso e Padova, e parte dei Comuni interessati dai due scenari di allagamento (rischio diga e rischio idraulico a valle).
Ai fini della stesura dei Piani, la Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale si è avvalsa di supporto esterno tecnico mediante affidamento dell’incarico del servizio di redazione allo Studio Tecnico Associato Pro.Terr.A., come disposto con Decreto del Direttore della Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale n. 1000 del 25 luglio 2024.
I PED sono stati predisposti e, per maggiore facilità di consultazione, strutturati in tre fascicoli.
Il primo fascicolo, unico per tutte le dighe di interesse, è costituito dalle “Linee Guida – Modello di intervento generale” e tratta i seguenti argomenti:
- spiegazione della struttura del Piano di emergenza diga: fascicolo “Scheda diga” e fascicolo “Scheda gestione emergenza”;
- modello di gestione dell’emergenza come previsto dal modello di intervento generale e dal modello di intervento della Regione del Veneto.
Il secondo fascicolo “Scheda diga” invece è specifico per ciascuna diga e al suo interno vengono trattati l’inquadramento territoriale, le caratteristiche generali e specifiche della diga presa in esame e la descrizione degli scenari di evento nel caso di rischio diga e di rischio idraulico a valle.
Il terzo fascicolo “Scheda gestione emergenza” riporta la parte tabellare e cartografica (in forma di allegato) riguardante gli elementi esposti, l’individuazione dei Centri Operativi Comunali (COC) e delle aree di emergenza fruibili così come individuate dai piani comunali di protezione civile.
I documenti elaborati dallo Studio Tecnico Associato Pro.Terr.A. e revisionati da parte della Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale, in data 28 ottobre 2025 sono stati oggetto di condivisione e acquisizione di osservazioni da parte degli enti potenzialmente interessati dagli scenari di evento contenuti nei PED. Nello specifico:
- Prefetture-UTG di Belluno, Padova, Treviso, Vicenza e Venezia;
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – UTD di Venezia;
- Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e Trentino-Alto Adige;
- Uffici Protezione Civile delle Province di Belluno, Padova, Treviso, Vicenza e Città Metropolitana di Venezia;
- ANCI Veneto;
- UPI Veneto;
- ANBI Veneto – Consorzi di Bonifica;
- ARPAV;
- ENEL Green Power Italia S.r.l.
- AscoPower S.p.A.;
- Primiero Energia S.p.A.
Per la Regione del Veneto sono state inoltre coinvolte le strutture competenti:
- Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS Lavori e Servizi tecnici;
- Direzione Uffici Territoriali per il Dissesto Idrogeologico;
- Direzione Foreste, Selvicoltura e Sistemazioni idraulico forestali – UO Servizi Forestali (ora Direzione Foreste, programmazione e gestione faunistico – venatoria);
- Unità Organizzative Genio Civile Belluno, Padova, Treviso, Venezia e Vicenza;
- Area Tutela e Sicurezza del Territorio (ora Area Ambiente e Tutela del Territorio).
A seguito della suddetta presentazione e della condivisione della documentazione, sono pervenute osservazioni da parte delle seguenti Amministrazioni:
- Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e Trentino-Alto Adige
- ENEL Green Power Italia S.r.l.
- Consorzio di Bonifica Piave
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – UTD di Venezia
- Prefettura di Padova
- Ufficio Protezione Civile della Provincia di Padova.
Le osservazioni formulate possono essere riassunte come nel seguito:
- la Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e Trentino-Alto Adige ha rilevato che, per la fase di "crollo diga", mancava una sezione specifica sul supporto che il sistema di protezione civile deve garantire al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (CNVVF), in particolare durante le attività di ricerca, soccorso e messa in sicurezza. Pertanto, ne ha richiesto l'integrazione. Ha inoltre chiesto che il modello organizzativo di ciascun Piano preveda l'obbligo, per ogni Comune, di garantire la presenza dei seguenti Responsabili presso i Posti di Comando Avanzato del CNVVF, soprattutto quando le operazioni di salvataggio e messa in sicurezza sono prioritarie:
- Polizia Locale;
- Ufficio tecnico;
- Protezione civile;
- ENEL Green Power Italia S.r.l. ha osservato che all’interno del PED è riportato il DPC contenente la rubrica con i numeri da utilizzare in caso di emergenza. Tali numeri sono, però, riservati e non vanno divulgati al pubblico;
- il Consorzio di Bonifica Piave ha chiesto di esser inserito nella mailing list di allertamento.
- il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il tramite dell’UTD di Venezia ha segnalato una serie di inesattezze relative a dati contenuti all’interno dei diversi documenti formanti i PED;
- l’Ufficio Protezione Civile della Provincia di Padova ha posto alcune perplessità derivanti dalla vetustà degli studi sulle onde di piena e sulla necessità dell’informazione alla popolazione.
A seguito dell’esame delle osservazioni pervenute e della conseguente valutazione degli elementi emersi nell’ambito della fase di condivisione, la Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale ha proceduto all’analisi e alla revisione della documentazione relativa ai Piani di Emergenza Dighe (PED), predisponendo gli elaborati da sottoporre alla Commissione integrata della protezione civile regionale per le valutazioni di competenza.
Infatti, considerato che, ai sensi dell'art. 12, comma 5 della L.R. n. 13/2022, il Piano regionale può essere redatto per stralci funzionali riferiti a specifici rischi e che, per quanto sopra esposto, i PED costituiscono parte integrante della pianificazione regionale di protezione civile, si è ritenuto necessario sottoporre i documenti Allegati al presente provvedimento al parere della Commissione integrata della protezione civile regionale istituita ai sensi dell’art. 3, comma 3, lett. a) della Legge regionale 13 del 1° giugno 2022, disciplinata dalla DGR n. 383 del 9 aprile 2024 e nominata con DPGR n. 33 del 28 aprile 2026.
La Commissione integrata della protezione civile regionale, presieduta dall'Assessore all'Ambiente - Clima - Parchi e Protezione Civile, delegato dal Presidente della Regione del Veneto a rappresentare la Regione, si è riunita in modalità telematica il giorno 9 luglio 2026, esprimendo il proprio parere favorevole e licenziando i PED all'unanimità.
Successivamente, con Decreto del Direttore del Direttore della Direzione Protezione Civile n. 19574 del 7 ottobre 2026 sono stati formalizzati gli esiti della valutazione istruttoria delle osservazioni sopra riportate nell’ambito del processo di condivisione dei Piani di Emergenza Diga, con individuazione delle osservazioni ritenute ammissibili e di quelle ritenute non ammissibili.
Nello specifico, il Decreto del Direttore del Direttore della Direzione Protezione Civile n. 19574 del 7 ottobre 2026 ha ritenute ammissibili:
- tutte le osservazioni ricevute da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – UTD di Venezia riguardanti refusi e specifiche tecniche relative agli organi di scarico delle dighe;
- le modifiche al Glossario richieste dalla Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e Trentino-Alto Adige, l’inserimento delle loro competenze all’interno delle premesse nonché l’inserimento del nuovo capitolo 3.3 "Modello di intervento del CNVVF";
- la richiesta da parte di ENEL Green Power Italia S.r.l. di omettere la parte dei piani contenente dati sensibili, in particolare la rubrica telefonica di emergenza;
- la richiesta da parte del Consorzio di Bonifica Piave di essere inseriti nella mailing list di allertamento di competenza della Direzione Protezione Civile.
Non sono state ritenute accoglibili invece le richieste della Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e Trentino-Alto Adige riguardanti l’inserimento delle mail di CNVVF-COM e del CNVVF-DIR- VEN nella mailing list prevista dalla procedura di allertamento del Gestore, poiché non indicata nella Direttiva e poiché richiederebbe una modifica del Documento di Protezione civile, di esclusiva competenza delle Prefetture-UTG, nonché la richiesta di modifica al capitolo relativo al sistema IT-Alert in quanto si tratta di un sistema di allarme pubblico del Dipartimento della Protezione civile.
Per quanto riguarda le osservazioni formulate dalla Provincia di Padova - Ufficio Protezione Civile si è rilevata la non pertinenza di quanto esposto.
Alla luce delle valutazioni istruttorie di cui al citato Decreto del Direttore della Direzione Protezione Civile n. 19574/2026, sono state predisposte le conseguenti modifiche agli elaborati dei piani, allegati al presente provvedimento.
Ciò premesso, con il presente provvedimento si propone alla Giunta regionale l’adozione delle proposte dei Piani di Emergenza delle dighe (PED) elencate in precedenza, composti dai seguenti documenti, annessi su supporto digitale alla presente deliberazione:
- “Linee Guida – Modello di intervento generale” (Allegato A),
- “Schede diga” (Allegati da B1 a B18),
- “Schede gestione emergenza” (Allegati da C1 a C18).
Come sopra precisato, i Piani di Emergenza Diga (PED) sono elementi integranti del Piano regionale di protezione civile.
Ai sensi dell’art. 12, comma 4 della L.R. n. 13/2022, il Piano regionale di protezione civile è adottato dalla Giunta regionale, previo parere della Commissione integrata della Protezione civile regionale, e approvato dal Consiglio regionale, sentito il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). Nell’ambito di tale procedimento, la Regione è tenuta a garantire la partecipazione dei cittadini al processo di pianificazione, ai sensi dell'art. 18, comma 2 del D.Lgs. n. 1/2018 "Codice della protezione civile".
Considerato che i PED costituiscono parte integrante della pianificazione regionale di protezione civile, si ritiene pertanto opportuno assicurare la partecipazione dei cittadini, singoli o associati al fine di garantirne la necessaria trasparenza dell’iter procedimentale e consentire la presentazione di eventuali osservazioni, così come previsto dall'art. 18, comma 2 del D.Lgs. n. 1/2018 "Codice della protezione civile" e dall'art. 12, comma 4 della L.R. n. 13/2022.
A tal fine, si propone pertanto di mettere a disposizione per la consultazione pubblica sul sito internet istituzionale (https://www.regione.veneto.it/web/protezione-civile), il presente provvedimento, unitamente alle “Linee Guida – Modello di intervento generale” (Allegato A) e le “Scheda gestione emergenza” (Allegati da C1 a C18) per un periodo di 30 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data di pubblicazione della presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Le “Schede diga” di cui agli Allegati da B1 a B18 non vengono rese disponibili in quanto contenenti dati sensibili per la sicurezza delle infrastrutture critiche, come indicato anche dai Gestori degli invasi.
Al fine di garantire la partecipazione dei cittadini al processo di pianificazione e più ampia diffusione dei Piani di Emergenza Diga (PED) nonchè favorire la raccolta delle eventuali osservazioni, si incarica la Direzione Protezione Civile della trasmissione del presente provvedimento a tutte le Prefetture-Uffici territoriali del Governo (UTG) e agli Enti Locali del Veneto, richiedendone la pubblicazione nei relativi siti istituzionali.
Durante tale periodo sarà possibile far pervenire alla Direzione Protezione Civile, anche per il tramite delle Prefetture-UTG e degli Enti Locali del Veneto, le osservazioni, utilizzando l'apposito "Modulo per la presentazione delle osservazioni ai documenti relativi ai Piani di Emergenza Diga", come riportato nell'Allegato D, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
A conclusione del processo partecipativo, la Direzione Protezione Civile è incaricata della valutazione istruttoria in ordine all'ammissibilità, integrale o parziale, delle osservazioni che dovessero pervenire dalla cittadinanza, anche per il tramite delle Prefetture-UTG e degli Enti Locali del Veneto, ai fini della predisposizione del provvedimento da sottoporre alla Giunta regionale per le determinazioni di competenza.
La Giunta regionale, preso atto degli esiti della valutazione istruttoria della Direzione Protezione Civile, procederà con successiva deliberazione all’adozione definitiva della proposta dei Piani di Emergenza Diga, ai sensi dell’art. 12, comma 4 della L.R. n. 13/2022.
Successivamente, ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 6, commi 6 e 7 e all'art. 12, comma 4 della L.R. n. 13/2022, il Consiglio regionale, sentito il Consiglio delle Autonomie Locali, procederà alla approvazione dei Piani di Emergenza Diga.
Infine, si incarica la Direzione Protezione Civile dell'esecuzione del presente atto.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO il D.Lgs. del 2 gennaio 2018, n. 1 “Codice della Protezione Civile”;
VISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2014 «Indirizzi operativi inerenti l'attività di protezione civile nell'ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe»;
VISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 aprile 2021 recante “Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali”;
VISTA la Legge regionale 1° giugno 2022, n. 13;
VISTO l'art. 2, comma 2 della Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54;
delibera
- di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
- di dare atto che, ai sensi dell’art. 12, comma 5 della L.R. n. 13/2022, il Piano regionale di protezione civile può essere redatto per stralci funzionali riferiti a specifici rischi;
- di dare atto che i Piani Emergenza Diga costituiscono parte integrante del Piano regionale di protezione civile e sono predisposti per contrastare le situazioni di pericolo connesse con la propagazione di un'onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall'ipotetico collasso dello sbarramento;
- di dare atto che in data 9 luglio 2026, ai sensi dell’art. 3, comma 3, lett. a) della L.R. n. 13/2022, si è riunita la Commissione integrata della protezione civile regionale nominata con DPGR n. 33 del 28 aprile 2026, la quale ha espresso parere favorevole in relazione ai documenti di cui al successivo punto 6;
- di prendere atto del Decreto del Direttore della Direzione Protezione Civile n. 19574 del 7 ottobre 2026, con il quale sono stati approvati gli esiti della valutazione istruttoria delle osservazioni pervenute da parte degli Enti interessati nell’ambito del processo di condivisione dei “Piani Emergenza Diga”, con individuazione delle osservazioni ritenute ammissibili e di quelle ritenute non ammissibili;
- di adottare, ai sensi dell’art. 12, comma 4 della L.R. n. 13/2022, le proposte dei Piani di Emergenza Diga relativi alle dighe di:
- Santa Caterina nel Comune di Auronzo di Cadore (BL)
- Comelico nei Comuni di Auronzo di Cadore e Vigo di Cadore (BL)
- Pieve di Cadore nel Comune di Pieve di Cadore (BL)
- Valle di Cadore nel Comune di Valle di Cadore (BL)
- Vodo di Cadore nel Comune di Vodo di Cadore (BL)
- Pontesei nel Comune di Val di Zoldo (BL)
- Pramper nel Comune di Val di Zoldo (BL)
- Ponte Ghirlo nel Comune di Cencenighe Agordino (BL)
- Val Gallina nei Comuni di Longarone e Soverzene (BL)
- La Stua nel Comune di Cesiomaggiore (BL)
- Mis nel Comune di Sospirolo (BL)
- Val Schener nel Comune di Sovramonte (BL)
- Ponte Serra nei Comuni di Sovramonte e Lamon (BL)
- Senaiga nel Comune di Lamon (BL)
- Corlo nel Comune di Arsiè (BL)
- Bastia nei Comuni di Ponte nelle Alpi e Alpago (BL)
- Cavia nel Comune di Falcade (BL)
- Leda nel Comune di Piovene Rocchette (VI)
e composti dalle “Linee Guida – Modello di intervento generale” (Allegato A), “Schede diga” (Allegati da B1 a B18) e “Scheda gestione emergenza” (Allegati da C1 a C18), forniti su supporto digitale, i quali costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
- di approvare il "Modulo per la presentazione delle osservazioni ai documenti relativi ai Piani di Emergenza Diga", come riportato nell'Allegato D, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, al fine di garantire la partecipazione dei cittadini al processo di pianificazione;
- di pubblicare sul sito istituzionale della Regione del Veneto (https://www.regione.veneto.it/web/protezione-civile) le proposte dei Piani di Emergenza Diga composti dalle “Linee Guida – Modello di intervento generale” (Allegato A) e dalle “Scheda gestione emergenza” (Allegati da C1 a C18), unitamente al modulo per la raccolta delle osservazioni, Allegato D al presente provvedimento, ai fini di garantire la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile previsto dall’art. 12, comma 4 della L.R. n. 13/2022;
- di dare atto che le “Schede diga” (Allegati da B1 a B18) contengono dati sensibili per la sicurezza delle infrastrutture critiche e, per tale motivo, non verranno pubblicate e non sono pertanto oggetto di osservazioni;
- di incaricare la Direzione Protezione Civile della trasmissione del presente provvedimento a tutte le Prefetture-UTG ed Enti Locali del Veneto, richiedendone la pubblicazione nei relativi siti istituzionali al fine di garantire la più ampia diffusione e assicurare la partecipazione così da favorire la raccolta delle eventuali osservazioni;
- di stabilire in 30 giorni naturali e consecutivi, decorrenti dalla data di pubblicazione del presente provvedimento nel Bollettino ufficiale della Regione, il termine per la presentazione delle eventuali osservazioni sui documenti di cui ai punti 6 e 8, nell’ambito del processo partecipativo previsto dall’art. 12, comma 4 della L.R. n. 13/2022;
- di incaricare la Direzione Protezione Civile, a conclusione del processo partecipativo di cui ai precedenti punti 10 e 11, della valutazione istruttoria in ordine all'ammissibilità, integrale o parziale, delle osservazioni che dovessero pervenire dalla cittadinanza, anche con riferimento alle osservazioni pervenute per il tramite delle Prefetture-Uffici territoriali del Governo (UTG) e degli Enti Locali del Veneto, ai fini della predisposizione del provvedimento da sottoporre all'adozione della Giunta regionale;
- di dare atto che la Giunta regionale, preso atto delle valutazioni istruttorie di cui al punto precedente, procederà con successiva deliberazione all'adozione definitiva della proposta dei Piani di Emergenza Diga;
- di dare atto che la proposta dei Piani Emergenza Diga adottata dalla Giunta regionale sarà successivamente sottoposta all’approvazione del Consiglio regionale, sentito il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) ai sensi dell'art. 12, comma 4 della L.R. n. 13/2022;
- di dare atto che la presente Deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
- di incaricare la Direzione Protezione Civile dell'esecuzione del presente atto;
- di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione, omettendo l’Allegato A e gli Allegati da C1 a C18 (su supporto digitale), i quali sono consultabili al seguente link https://www.regione.veneto.it/web/protezione-civile, e gli Allegati da B1 a B18 (su supporto digitale), non consultabili in quanto contenenti dati sensibili.
Allegati A, da B1 a B18, da C1 a C18 (omissis)
(seguono allegati)
Dgr_1120_26_AllegatoD_594671.pdf