Approvazione dello schema di Protocollo di collaborazione tra la Regione del Veneto e la rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto per un programma di attività triennale articolato in piani attuativi annuali. Definizione delle modalità attuative e assegnazione del contributo per l'anno 2026. L.R. n. 23/2025, art. 4.
| Note per la trasparenza |
Si approva lo schema di protocollo di collaborazione previsto dalla L.R. n. 23/2025 con gli enti associati o collegati all’Istituto nazionale Ferruccio Parri - Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea con sede nel territorio regionale, per la realizzazione di programmi di studio, ricerca e divulgazione. Si definiscono le modalità di attuazione, individuando un ente capofila, e si dispone l’assegnazione del contributo per l’esercizio finanziario 2026 per sostenere il programma di attività. |
L'Assessore Valeria Mantovan riferisce quanto segue.
Le tragiche vicende della seconda guerra mondiale hanno trovato nel Veneto alcuni tra i più intensi e drammatici scenari d’azione, dei quali rimangono ancor oggi, a un secolo di distanza, tracce indelebili.
Con la Legge regionale 15 settembre 2025, n. 23 recante “La collaborazione istituzionale fra la Regione e la rete degli istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto”, la Regione riconosce a tali vicende un valore duplice: storico e al tempo stesso simbolico, consapevole che la continuità del ricordo contribuisce a consolidare, diffondere e trasmettere alle future generazioni una cultura di pace, fratellanza e cooperazione tra popoli e mantenere viva la memoria della Resistenza e dei valori espressi nella Costituzione italiana.
In quest’ottica complessiva assume un ruolo fondamentale lo studio della storia contemporanea e, in particolare, della storia locale, anche per comprendere e valorizzare il passato, l’identità e le tradizioni del nostro territorio. Infatti l’identità regionale non dev’essere percepita come un qualcosa di immutabile, ma come un elemento che si costruisce attraverso il rapporto con la propria storia: conoscere il passato permette di valorizzare i risultati raggiunti, imparare dagli errori e confrontarsi con altre realtà italiane ed europee. In questo senso, la ricerca storica locale rappresenta una risorsa fondamentale per promuovere la cultura, la coesione sociale e lo sviluppo del Veneto, soprattutto attraverso il collegamento con la scuola e la formazione.
Per porre in essere questa importante quanto articolata e complessa attività, la Legge regionale n. 23/2025 ha individuato come naturali referenti gli Enti associati o collegati all’Istituto nazionale Ferruccio Parri – Rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea con sede nel territorio regionale, di seguito “Rete”, il cui ambito di azione si focalizza sulla storia della Resistenza e della società contemporanea, attraverso la memoria e la ricerca storica. Il lavoro svolto dalla Rete ha l’obiettivo di integrare e collegare tali vicende a uno spettro più ampio di avvenimenti storici che partono dal Risorgimento italiano, per occuparsi anche dei fenomeni migratori a cavallo del XX Secolo, del colonialismo, del fascismo, passando attraverso i due conflitti mondiali, la Resistenza e la nascita della Repubblica per giungere all’evoluzione della società democratica e alle lotte per i diritti sino al mondo attuale, al ruolo della UE, impegnandosi anche a valorizzare luoghi e memorie della storia veneta e italiana.
In tale contesto, l’intervento regionale si concretizza mediante un’azione concertata, nell’ambito della quale la Regione ha un ruolo di sostegno, promozione e facilitazione con il supporto ai programmi di studio e divulgazione elaborati dagli istituti, anche in collaborazione con Università, altri soggetti culturali, Istituti scolastici ed Enti Locali, mentre alla Rete è affidata la funzione di concertare i programmi e attuare le azioni specifiche nei diversi settori di intervento indicati dalla L.R. n. 23/2025, primi tra tutti la ricerca, lo studio e la divulgazione, quali strumenti in grado di contribuire a formare la coscienza storica e critica dei cittadini, in particolare delle nuove generazioni.
Dal punto di vista operativo, l’intesa tra Regione e Rete passa attraverso la sottoscrizione di un protocollo di collaborazione, che ha come obiettivo la realizzazione di un programma complessivo di interventi in un arco temporale triennale con l’individuazione di azioni specifiche pianificate per ciascuna annualità.
Ai fini della sottoscrizione del protocollo, la Rete è composta dagli otto Enti di seguito elencati. È possibile che nel tempo la sua composizione cambi, con la rinuncia o con l’entrata di soggetti che possiedono i requisiti elencati all’art. 2, comma 1 della L.R. n. 23/2025, cioè Enti con sede in Veneto associati o collegati all’Istituto nazionale Ferruccio Parri.
Attualmente fanno parte della Rete:
- IVESER – Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza, con sede in Venezia;
- ISTRESCO – Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea della Marca Trevigiana, con sede in Treviso (TV);
- ISTREVI – Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea della Provincia di Vicenza "Ettore Gallo" APS, con sede in Vicenza (VI);
- ISBREC – Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell'Età Contemporanea APS, con sede in Belluno (BL);
- IVRR – Istituto Veronese per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea, con sede in Verona (VR);
- ISTPOLREC – Istituto Polesano per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea, con sede in Rovigo (RO);
- CSEL – Centro Studi Ettore Luccini ONLUS, con sede in Padova (PD);
- ISREV - Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea del Vittoriese Aps.
L’Istituto IVESER è stato formalmente individuato dagli Istituti della Rete quale proprio capofila con nota di delega inviata il 18 settembre 2026 e registrata al protocollo regionale n. 520898 del 21 settembre 2026.
Conseguentemente l’Istituto IVESER rappresenta l’interlocutore della Regione sia per la trasmissione dei programmi, dei piani attuativi e delle relazioni previsti dalla L.R. n. 23/2025, sia per gli aspetti di natura economico-contabile, quali la rendicontazione e il conferimento agli Enti in rete della quota parte di contributo a ristoro delle spese sostenute da ognuno per le attività realizzate.
Questa modalità attuativa consente una semplificazione procedurale, favorendo al contempo il coordinamento tra gli Enti nella distribuzione del lavoro, la condivisione di buone pratiche e la comunicazione esterna.
Gli Istituti della Rete possono realizzare le proprie iniziative in collaborazione con Università, altre istituzioni culturali e scolastiche ed Enti Locali, così come coordinare i propri impegni con quelli in corso con il MeVe - Memoriale Veneto della Grande Guerra, di Montebelluna, soggetto attuatore degli interventi legati alla L.R. n. 25/2022.
Per quanto concerne la predisposizione del quadro delle attività per il triennio, la Rete nel corso di alcuni incontri ha concordato con la Regione l’impostazione e le linee generali, tracciando una proposta di programmazione di lungo periodo che abbraccia compiutamente i temi e le tipologie di attività indicati dalla L.R. n. 23/2025.
L’impegno che la Rete prevede di svolgere si articola in tre linee di lavoro:
- didattica e divulgazione: calendario civile, storia locale dell'Ottocento e del Novecento, storia della Resistenza e della Seconda Guerra mondiale, storia dell'Italia repubblicana, le radici del tempo presente. Le attività rappresentano il ponte tra la ricerca scientifica degli istituti e la società civile. Comprendono momenti di formazione e didattica e per docenti e studenti degli istituti scolastici, con laboratori e progetti basati sull'uso diretto delle fonti d'archivio; la creazione di prodotti per pensati per raccontare la storia contemporanea a un pubblico ampio; l’organizzazione di convegni, incontri, conferenze, itinerari;
- ricerca: l'antifascismo, i bombardamenti, la Resistenza, la transizione alla democrazia, la storia locale del Novecento, l'ottantesimo anniversario del 2 giugno del 1946, della costituente e della entrata in vigore della Costituzione repubblicana, il ruolo delle donne in questo processo e ai primi anni della Repubblica a livello provinciale e regionale. La ricerca non si limita agli anni della Guerra, ma copre l'intera storia contemporanea del Novecento, con una forte attenzione alla storia locale e alle dinamiche sociali, dallo studio delle origini del dissenso al regime, alle biografie di figure chiave del periodo, dallo studio sulla società e le istituzioni nel dopoguerra all’analisi sulle trasformazioni industriali e la storia del lavoro;
- attività strutturali: consolidamento dei processi di inventariazione e catalogazione del patrimonio archivistico e bibliotecario e iniziative di valorizzazione. Si tratta principalmente di attività di conservazione, che comprendono l’archiviazione di documenti cartacei (riordino, inventariazione e messa in sicurezza di carteggi originali), la digitalizzazione (manifesti d'epoca, volantini clandestini, stampe d'archivio e giornali storici), la preservazione dei fondi fotografici, la raccolta e tutela delle fonti orali (registrazione, trascrizione e conservazione di interviste audio e video a testimoni della Resistenza), gestione di Biblioteche specializzate, anche con la catalogazione di volumi, saggi storici e opuscoli rari sulla storia contemporanea.
L’attività annuale è stata complessivamente definita. Si sviluppa con azioni discendenti e connesse alle tre linee quali: raccolta e conservazione della documentazione archivistica, organizzazione di conferenze, convegni, seminari, mostre e incontri pubblici, pubblicazione di libri, atti e articoli, gestione di biblioteche specialistiche aperte al pubblico, organizzazione e promozione di mostre storiche, iniziative didattiche e percorsi formativi rivolti in particolare alle giovani generazioni, iniziative di valorizzazione dei luoghi della memoria.
Il dettaglio delle attività in carico a ciascun Istituto della Rete nei diversi ambiti d’azione e filoni di ricerca, con la previsione del relativo quadro economico viene trasmesso ogni anno alla Regione e approvato con decreto dal Direttore della Direzione Cultura, che impegna la spesa nei limiti di quanto determinato dalla Legge di bilancio dell’anno di riferimento.
Per il 2026, la dotazione finanziaria complessiva è pari a euro 160.000,00.
In attuazione dell’art. 4 della L.R. n. 23/2025, si sottopone pertanto all’approvazione della Giunta regionale lo schema di Protocollo di collaborazione di durata triennale - fino al 31 dicembre 2028 - tra la Regione del Veneto e IVESER - Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza con sede in Venezia, quale capofila della rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto, per la realizzazione di attività di studio e divulgazione, così come esposto nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, per un programma di attività triennale articolato in piani attuativi annuali.
Il Protocollo di collaborazione sarà sottoscritto per la Regione dal Presidente o suo delegato e per IVESER dal Presidente o suo delegato.
Il Direttore della Direzione Cultura è autorizzato ad apportare allo schema di Protocollo di collaborazione eventuali modifiche non sostanziali che si rendessero necessarie nell’interesse dell’Amministrazione regionale.
Si propone inoltre di assegnare a favore di IVESER, quale delegato capofila della Rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto, il contributo complessivo per le attività degli Istituti della Rete determinando in euro 160.000,00 l’importo massimo complessivo delle obbligazioni di spesa.
Alla loro assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Cultura, impegnando la somma a carico del capitolo 105614 “azioni regionali per la collaborazione con la rete degli istituti storici della Resistenza e della società contemporanea – Trasferimenti correnti (Art.4 L.R. 15/09/2025 n. 23) del Bilancio di previsione 2026-2028”, esercizio di imputazione contabile 2026, a seguito della ricezione del programma di dettaglio dell’attività annuale.
Entro il 31 dicembre di ciascun anno, il capofila è tenuto a inviare alla Giunta regionale il rendiconto unico delle spese sostenute complessivamente da tutti gli enti, secondo le modalità definite nel Protocollo, assieme a un resoconto sull’attività svolta.
Il Direttore della Direzione Cultura dispone il sostegno finanziario nei limiti di quanto determinato dalle leggi di bilancio dell’anno di riferimento. Il contributo sarà erogato in un’unica soluzione.
Gli Istituti sono tenuti inoltre a redigere la Relazione annuale delle attività svolte, secondo quanto disposto dall’art. 4, comma 2 della L.R. n. 23/2025, in cui si illustrano i risultati conseguiti e si individuano obiettivi e contenuti delle attività future.
La Giunta regionale riferisce alla Commissione consiliare competente in materia di cultura, che, in sede di esame della Relazione, convoca gli Istituti in rete.
Il soggetto beneficiario è tenuto agli obblighi informativi previsti dall’art. 35 del D.L. n. 34/2019 (cd. Decreto crescita) convertito in L. n. 58/2019 che ha modificato l’art. 1, commi da 125 a 129 della L. n. 124/2017.
Si propone di incaricare il Direttore della Direzione Cultura dell’esecuzione del presente provvedimento e di ogni atto necessario e conseguente.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTA la Legge regionale n. 23 del 19 settembre 2025;
VISTA la Legge regionale 29 novembre 2001, n. 39 “Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione”
VISTO il D.Lgs. n. 118/2011 modificato e integrato dal D.Lgs. n. 126/2014;
VISTE le Leggi regionali n. 2/2026, n. 3/2026 e n. 4/2026;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 219 del 9 aprile 2026, che approva il Documento Tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione 2026-2028;
VISTO il Decreto del Segretario Generale della Programmazione n. 3 del 15 aprile 2026 di approvazione del Bilancio finanziario gestionale 2026–2028;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 311 del 30 aprile 2026, che approva le Direttive per la gestione del Bilancio di previsione 2026-2028;
VISTO l’art. 2, comma 2 della Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54 e s.m.i.;
delibera
- di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
- di dare attuazione a quanto disposto dalla Legge regionale 15 settembre 2025, n. 23 recante “La collaborazione istituzionale fra la Regione e la rete degli istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto” per la realizzazione di programmi di studio, ricerca e divulgazione;
- di individuare l’Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza, con sede in Venezia – IVESER, essendo stato formalmente individuato dagli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto come proprio capofila con nota di delega inviata il 18 settembre 2026 e registrata al protocollo regionale n. 520898 del 21 settembre 2026, quale interlocutore della Regione sia per la trasmissione dei programmi, dei piani attuativi e delle relazioni previsti dalla L.R. n. 23/2025 che per il coordinamento delle attività;
- di approvare lo schema di Protocollo di collaborazione di durata triennale - fino al 31 dicembre 2028 - tra la Regione del Veneto e IVESER, capofila della rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto, per un programma di attività triennale articolato in piani attuativi annuali, di cui all’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
- di incaricare il Presidente della Regione del Veneto o suo delegato alla sottoscrizione del Protocollo di collaborazione, di cui al punto 4;
- di autorizzare il Direttore della Direzione Cultura ad apportare allo schema di Protocollo di collaborazione di cui al punto 4 eventuali modifiche non sostanziali che si rendessero necessarie nell’interesse dell’Amministrazione regionale;
- di assegnare all’Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza, con sede in Venezia – IVESER per il sostegno del programma di attività 2026 della rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto, il contributo di euro 160.000,00, ai sensi dell’art. 4 della L.R. n. 23/2025, volti al rimborso delle spese sostenute dagli Istituti stessi e al ristoro dei costi relativi alle iniziative previste dal Protocollo di collaborazione, di cui al punto 4;
- di determinare in euro 160.000,00 l’importo massimo complessivo per l’anno corrente delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provvederà, con propri atti, il Direttore della Direzione Cultura, entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo 105614 “azioni regionali per la collaborazione con la rete degli istituti storici della Resistenza e della società contemporanea – Trasferimenti correnti (Art.4 L.R. 15/09/2025 n. 23) del Bilancio di previsione 2026 - 2028", con imputazione all’anno 2026;
- di dare atto che il Direttore della Direzione Cultura, cui è stato assegnato il capitolo di cui al precedente punto, ha attestato che il medesimo presenta sufficiente capienza;
- di dare mandato al Direttore della Direzione Cultura di approvare il piano annuale di dettaglio delle attività per l’anno 2026 della rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto, nonché i piani degli anni successivi e di disporre i conseguenti impegni di spesa nei limiti della disponibilità determinata dalle Leggi annuali di bilancio dell’anno di riferimento;
- di incaricare la Direzione Cultura dell’esecuzione del presente atto e di tutti gli atti necessari e conseguenti;
- di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi degli artt. 23, 26, comma 2 e 27 del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33;
- di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.
(seguono allegati)
Dgr_1097_26_AllegatoA_594171.pdf