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Materia: Enti locali
Deliberazione della Giunta Regionale n. 460 del 28 maggio 2026
Criteri e modalità per l'assegnazione e l'erogazione di contributi per la fusione di Comuni, l'avvio e l'ampliamento dell'esercizio associato di funzioni fondamentali e servizi comunali nella forma dell'Unione di Comuni, dell'Unione montana e della Convenzione tra Comuni. Anno 2026. Deliberazione/CR n. 40 del 30/04/2026.
Con il presente provvedimento, a seguito di parere favorevole della competente Commissione del Consiglio regionale, si provvede ad approvare i criteri e le modalità per l’assegnazione e l’erogazione dei contributi per la fusione di Comuni, per l’avvio e l’ampliamento della gestione associata di funzioni e servizi comunali nella forma dell’unione di Comuni, dell’unione montana e della convenzione tra Comuni, nonché contributi alle unioni montane che aderiscono al riordino territoriale in area montana. Anno 2026
L'Assessore Marco Zecchinato riferisce quanto segue.
Le forme di gestione associata, concepite come strumenti per garantire l’esercizio efficiente ed adeguato delle funzioni amministrative comunali, a partire dall’approvazione del Decreto-Legge 31 maggio 2010, n. 78, stanno affrontando una fase di incertezza e criticità che non consente ad oggi un reale sviluppo delle forme di intercomunalità, che, in molti casi, sono viste come sperimentazione di soluzioni organizzative propedeutiche di successivi processi di fusione.
La Regione del Veneto si caratterizza per numerosità dei Comuni, di cui la metà di dimensioni demografiche ridotte, nonché per una accentuata diversificazione territoriale e per il ruolo esercitato dalle Unioni montane e da altri organismi sovracomunali intesi come agenti di sviluppo locale. Tale scenario concorre a riconoscere nelle gestioni associate un modello di riordino istituzionale in cui il rafforzamento degli Enti locali passa necessariamente attraverso percorsi di aggregazione.
La ricerca della dimensione adeguata all’esercizio delle funzioni fondamentali rappresenta innanzitutto un’opportunità per rafforzare la governance locale, che non riguarda solamente i piccoli Comuni ma interessa anche gli enti di maggiore dimensione demografica.
Lo sviluppo e l’ulteriore consolidamento della cooperazione intercomunale continuano ad essere obiettivi prioritari del legislatore regionale per assicurare ai diversi territori soluzioni organizzative differenziate, nonostante in più occasioni ai tavoli istituzionali si rappresenti la necessità di un quadro normativo nazionale maggiormente incentivante, più semplificato e con premialità crescenti.
La Legge regionale 27 aprile 2012, n. 18 “Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali” ha posto le basi per un riordino territoriale che favorisce l’iniziativa “dal basso”: a seguito di un processo di concertazione che ha coinvolto tutti i Comuni veneti invitati a presentare osservazioni e proposte di riordino, la Giunta regionale, con Deliberazione n. 17 del 16 gennaio 2024, ha approvato l’aggiornamento del Piano di riordino territoriale (PRT). Nell’impostazione che connota il nuovo PRT, l’Amministrazione regionale, nel ruolo di regia e programmazione che le compete, ha tenuto conto delle forme di collaborazione intercomunali radicate e della evoluzione della geografia associativa dei Comuni. I punti chiave indicati dal PRT, che detta le linee guida amministrative e finanziarie del sostegno regionale alle forme di riordino territoriale, riguardano la semplificazione dei livelli amministrativi di governance - con l’indicazione dell’Ambito Territoriale Sociale (ATS) come ambito di riferimento adeguato su cui far gradualmente convergere tutti gli ambiti di gestione e programmazione - e il sostegno alle forme associative e agli ambiti di programmazione, attraverso una serie di iniziative, tra cui una politica di incentivazione finanziaria e premiale.
Il percorso di razionalizzazione istituzionale delineato nel nuovo Piano di riordino territoriale continua a perseguire l’obiettivo della Giunta regionale di consolidare le reti associative, definite in primis dalle Unioni di Comuni e dalle Unioni montane, considerate strategiche per lo sviluppo dell’area di riferimento, in grado di garantire il governo del territorio e di ridurre le differenze tra Comuni di diverse dimensioni demografiche. L’Amministrazione regionale intende, anche per il corrente anno, confermare il riconoscimento del loro ruolo di promozione dello sviluppo e di integrazione dei territori dei Comuni aderenti, oltre che di supporto alle politiche regionali di riordino istituzionale, attraverso specifiche linee di intervento finanziario, nel solco della incentivazione finanziaria già positivamente attuata nei precedenti esercizi. Molte realtà locali, specie nell’area montana e pedemontana, si trovano in una fase di grande dinamismo a seguito della riorganizzazione di alcune Unioni montane che ha portato a riaggregazioni da parte di alcuni Comuni precedentemente fuoriusciti e alla costituzione di nuove Unioni montane. Nel mese di settembre 2025, a seguito di numerosi incontri tenuti sul territorio montano e pedemontano, sono stati sottoscritti una serie di Protocolli d’intesa con le Unioni Montane del Bellunese volti a una razionalizzazione e riperimetrazione delle stesse, per dare una risposta a diverse criticità emerse in questi territori, legate in primis alla carenza di personale e alla difficoltà a reperire i Segretari comunali. Anche per il corrente anno si intende sostenere questo percorso con le restanti Unioni Montane del territorio veneto e/o per far nascere nel territorio della Lessinia una o più unioni montane in luogo della estinta Comunità Montana della Lessinia.
La citata L.R. n. 18/2012, all’art. 10 dispone che compete alla Giunta regionale stabilire i criteri di accesso e di riparto degli incentivi per la promozione dell’associazionismo intercomunale, destinando risorse a sostegno dell’avvio delle nuove forme associative o dell’ampliamento di una forma associativa già costituita.
La dotazione finanziaria necessaria all’attuazione del presente provvedimento, determinata nell’importo massimo di € 1.400.000,00 è disponibile al cap. 101742 “Azioni regionali a favore delle forme di esercizio associato di funzioni e servizi comunali e alle fusioni di comuni (art. 10 c. 1 lett a, art. 10, c. 1bis, L.R. 27/04/2012, n. 18)” del Bilancio di previsione 2026-2028 con imputazione all’esercizio finanziario 2026.
Qualora si rendessero disponibili nel corso del corrente esercizio finanziario eventuali risorse al cap. 101742, le stesse saranno destinate sia per incrementare l’importo destinato al fondo ordinario regionale, sia per ulteriore sostegno ad altre forme associative e di programmazione riguardate dal Piano di riordino territoriale, e si autorizza il Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi all’assunzione dei relativi ulteriori provvedimenti.
Con riferimento alle risorse allocate al cap. n. 101742, qualora le domande di contributo non esauriscano le disponibilità finanziarie stanziate, le risorse residue potranno essere utilizzate dall’Amministrazione regionale sia per incrementare l’importo destinato al fondo ordinario regionale, da ripartirsi secondo le finalità e i criteri stabiliti nel relativo provvedimento di Giunta regionale, sia per ulteriore sostegno ad altre forme associative e di programmazione riguardate dal Piano di riordino territoriale.
La competente Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi, in osservanza del principio di leale collaborazione, con nota prot n. 213082 del 09.04.2026, ha inviato agli organismi di rappresentanza degli Enti locali (Anci Veneto e Uncem – Delegazione Regionale Veneto) la richiesta di esprimere un parere in merito alla proposta dei criteri di assegnazione dei contributi destinati alle forme associative.
In riscontro a tale richiesta Anci Veneto e Uncem – Delegazione Regionale Veneto hanno espresso parere favorevole rispettivamente con nota prot n. 2407 del 22.04.2026 e con nota prot. n. 61 del 22.04.2026.
Anche l’Ufficio di Presidenza del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) ha espresso parere favorevole in relazione al presente provvedimento nella seduta del 20 aprile 2026.
La Giunta regionale con Deliberazione/CR n. 40 del 30.04.2026 ha approvato la proposta di criteri e modalità per l’assegnazione di contributi a favore dei Comuni istituiti a seguito di fusione, e delle forme associative per l’avvio e l’ampliamento dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali, nonché alle Unioni montane che aderiscono al riordino territoriale in area montana. Ai sensi dell’art. 10, comma 1 della L.R. n. 18/2012 è stato richiesto conseguentemente il parere della competente Commissione consiliare.
In data 19 maggio 2026 la Prima Commissione consiliare ha espresso all’unanimità il proprio parere favorevole sui criteri e le modalità operative per l’assegnazione dei contributi di natura corrente (parere alla Giunta regionale n. 26 trasmesso con prot. n. 10284 del 21 maggio 2026).
Con il presente provvedimento, in conformità all’art. 10, comma 1 della L.R. n. 18/2012, vengono pertanto stabiliti, per l’anno 2026, i criteri e le modalità operative per l’assegnazione dei contributi di natura corrente alle gestioni associate, alle fusioni di Comuni, nonché il contributo a fondo perduto a favore delle Unioni montane interessate al percorso di riordino territoriale in area montana, come riportati in Allegato A parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
Si propone altresì l’approvazione del modello di richiesta del contributo, di cui in Allegato B parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
Si specifica che, per quanto riguarda il contributo a fondo perduto a favore delle Unioni montane interessate al percorso di riordino territoriale in area montana, l’assegnazione dello stesso potrà avvenire solo a seguito della sottoscrizione di un apposito Protocollo d’intesa tra Regione del Veneto e l’Unione montana stessa, in forza di quanto previsto dalla Deliberazione della Giunta regionale n. 9/INF del 21.05.2025 “Attuazione del Piano di riordino territoriale del Veneto di cui alla DGR n. 17/2024 e ridefinizione del numero e del perimetro delle Unioni montane del Veneto” e da ultimo dalla DGR n. 890 del 5.08.2025, con la quale è stato approvato lo schema di Protocollo d’intesa tra Regione del Veneto e le Unioni montane, diretto a regolare le attività propedeutiche alla ridefinizione degli ambiti delle Unioni montane del Veneto.
Il Protocollo d’intesa sarà sottoscritto dal Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi, che è autorizzato ad apportare eventuali modifiche non sostanziali allo schema di Protocollo d’Intesa, qualora si rendessero necessarie al fine di garantire la migliore tutela degli interessi regionali.
Si ritiene opportuno stabilire i seguenti termini per l’attuazione del Protocollo d’Intesa:
Per tutte le restanti forme associative (fusioni di Comuni, Unioni di Comuni e Convenzioni tra Comuni contigui) il termine per la presentazione della rendicontazione è fissato al 30 giugno 2027. Il Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi può, su richiesta motivata a firma del legale rappresentante dell’Ente beneficiario (Sindaco o Presidente), concedere proroga di tale termine, per un periodo non superiore a 6 mesi.
L’assegnazione dei contributi viene demandata al Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi che provvederà con propri decreti, fino alla concorrenza delle risorse disponibili, seguendo l’ordine di presentazione delle domande, con le priorità previste nel bando.
Infine si incarica la Direzione regionale Enti Locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi dell’esecuzione del presente atto.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTI gli artt. 28, 30, 32 del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali”;
VISTO il D.L. 31.05.2010, n. 78 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”;
VISTO il D.Lgs. 23.06.2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli artt. 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”;
VISTO l’art. 19, comma 1 del D.L. 06.07.2012, n. 95 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”;
VISTA la Legge 24/02/2025, n. 15 di conversione del D.L. n. 202 del 27.12.2024;
VISTA la L.R. 27.04.2012, n. 18 “Disciplina dell'esercizio associato di funzioni e servizi comunali” e s.m.i; VISTA la L.R. 28.09.2012, n. 40 “Norme in materia di unioni montane” e s.m.i;
VISTO l’art. 2, comma 2, lett. f) della L.R. 31.12.2012, n. 54 “Legge regionale per l’ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale in attuazione della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 “Statuto del Veneto”;
VISTA la L.R. 10.04.2026, n. 4 “Bilancio di previsione 2026-2028”;
VISTA la DGR n. 17 del 16.01.2024 “Approvazione aggiornamento del Piano di riordino territoriale. Art. 8 c. 8 L.R. 18 del 27.04.2012. Deliberazione/CR n. 39 del 7 aprile 2023”;
VISTA la DGR n. 219 del 9.04.2026 di Approvazione del Documento Tecnico di Accompagnamento (DTA) al Bilancio di previsione 2026-2028;
VISTA la DGR n. 311 del 30.04.2026 di Direttive per la gestione del Bilancio di previsione 2026-2028;
VISTO il Decreto del Segretario generale della Programmazione n. 3 del 15.04.2026, di approvazione del Bilancio Finanziario Gestionale (BFG) 2026-2028;
VISTO il parere favorevole espresso da Anci Veneto con nota prot n. 2407 del 22.04.2026;
VISTO il parere favorevole espresso da Uncem – Delegazione Regionale Veneto con nota prot. n. 61 del 22.04.2026;
VISTO il parere espresso dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio delle Autonomie locali nella seduta del 20 aprile 2026, prot. n. 8554 del 22.04.2026;
VISTA la propria Deliberazione/CR n. 40 del 30.04.2026;
VISTO il parere della Prima Commissione consiliare n. 26 rilasciato nella seduta del 19 maggio 2026 e trasmesso con prot. n. 10284 del 21 maggio 2026;
delibera
(seguono allegati)
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