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Bur n. 57 del 05 maggio 2026


Materia: Servizi sociali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 319 del 30 aprile 2026

Sostegno degli sportelli per l'assistenza familiare - Articoli 7 e 8 della L.R. 17 ottobre 2017, n. 38. Strumenti per favorire l'incontro tra domanda e offerta degli assistenti familiari con incentivazione dell'assistenza familiare di vicinato. Approvazione dello schema accordo di collaborazione ex art. 15 Legge n. 241/1990 tra Regione del Veneto e Veneto Lavoro.

Note per la trasparenza

Il provvedimento sostiene gli sportelli per l'assistenza familiare (DGR n. 910/2019) valorizzando in primis gli sportelli già attivi nel territorio regionale e prevedendo per territori isolati privi di sostegno e fragili demograficamente, l'attivazione di nuovi sportelli volti a favorire l’utilizzo della figura dell’'assistente familiare di vicinato'. Si approva inoltre la collaborazione tra la Regione del Veneto e Veneto Lavoro volta a promuovere il supporto operativo agli sportelli territoriali, garantendo il raccordo tra i servizi per l'impiego e gli sportelli stessi.

L'Assessore Paola Roma, di concerto con il Vicepresidente Lucas Pavanetto, riferisce quanto segue.

La Regione del Veneto con la Legge regionale 19 ottobre 2017, n. 38 ha precorso le normative nazionali, introducendo misure specifiche a sostegno delle famiglie e delle persone anziane, disabili o in condizioni di fragilità o non autosufficienza, nonché interventi finalizzati alla qualificazione e al supporto degli assistenti familiari. Nello specifico, il citato provvedimento, all’art. 7, istituisce il Registro regionale degli assistenti familiari, volto a garantire il possesso di attestazioni delle competenze da parte degli assistenti familiari e a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nell’ambito dell’assistenza familiare. All’art. 8, invece, prevede l’attivazione di una rete di sportelli territoriali quale punto di riferimento per le famiglie, offrendo non solo ascolto e orientamento, ma anche un supporto pratico e professionale legato alla mediazione della relazione lavorativa e la consulenza tecnico-amministrativa.

In attuazione della citata Legge regionale, con DGR n. 910 del 28 giugno 2019 è stato approvato il progetto sperimentale di rilevazione e sostegno della fase di avvio degli sportelli per l’assistenza familiare e del Registro regionale degli assistenti familiari (RAF). Tale iniziativa ha previsto l’istituzione del Registro regionale (art. 7) e la creazione degli sportelli territoriali (art. 8), a cura dei Comuni con funzioni di orientamento, analisi e valorizzazione delle competenze, delle attitudini e delle esperienze dell’assistente familiare, nonché di supporto alle famiglie nel processo di incontro tra domanda e offerta.

Per la fase sperimentale di avvio era stato previsto un finanziamento complessivo pari a euro 570.000,00, destinato al sostegno dei Comuni per l'attivazione degli sportelli la cui istituzione è stata realizzata dagli stessi, in forma singola o associata, anche attraverso il coinvolgimento di una pluralità di soggetti attuatori, nell’ambito della programmazione territoriale. Per effetto della menzionata DGR n. 910/2019 è stato istituito il Registro regionale delle Assistenti Familiari incaricando Azienda Zero della progettazione e gestione dello stesso.

Tale fase ha consentito una prima diffusione del modello sul territorio regionale e la costruzione di una rete di servizi dedicati. Tuttavia, sono emerse criticità correlate al finanziamento della continuità operativa degli sportelli da parte dei Comuni e del conseguente aggiornamento del Registro regionale. In particolare, si è registrata una progressiva riduzione del numero degli sportelli attivi rispetto alla fase iniziale di sviluppo, dovuto alla fase emergenziale (COVID-19). Tale situazione ha inciso direttamente sulla funzionalità del Registro regionale degli assistenti familiari, in quanto gli sportelli territoriali rappresentano il principale canale di alimentazione, verifica e aggiornamento dei profili professionali, determinando pertanto una limitata implementazione rispetto alle potenzialità dello strumento.

Alla luce dell’esperienza maturata e in un’ottica di costante miglioramento dei servizi, si rileva l’opportunità di adeguare il modello organizzativo della rete territoriale degli sportelli e del relativo Registro, al fine di potenziarne la capacità di intercettare i bisogni delle famiglie. L’evoluzione del progetto e i contenuti di tale aggiornamento sono esposti nell’Allegato A, parte integrante del presente provvedimento. Il documento ripercorre il quadro normativo di riferimento, l'operatività degli sportelli e le principali evidenze emerse nella fase di avvio e attuazione, delineando al contempo le linee di innovazione strategica. Tra queste si richiamano il modello dell’'assistente familiare di vicinato', il coinvolgimento degli Ambiti Territoriali Sociali, il rafforzamento del sistema formativo e il contributo dell’ente Veneto Lavoro.

Di seguito si espongono sinteticamente i sopra richiamati passaggi evolutivi del modello organizzativo, allo scopo di illustrarne le componenti essenziali. L’esperienza maturata ha confermato come il rafforzamento degli sportelli territoriali e del Registro regionale sia fondamentale per garantire l'operatività dei servizi, favorire l’incontro tra domanda e offerta e monitorare le attività in sinergia con le famiglie. In tale ottica, risulta essenziale promuovere modelli innovativi come l’'assistente familiare di vicinato', figura delineata nell'Allegato A, quale soluzione, basata sulla condivisione tra più nuclei, che consente di ampliare la platea dei beneficiari e valorizzare le competenze professionali, migliorando l’efficienza del servizio e contenendo i costi nel rispetto del quadro normativo vigente.

Risulta altresì prioritario potenziare la rete degli sportelli territoriali per l’assistenza familiare, prevedendo il progressivo coinvolgimento degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) in quanto sedi della programmazione integrata tra interventi sociali e socio-sanitari. In tale prospettiva, come delineato nell’Allegato A, gli Ambiti sono chiamati a coordinare gli interventi favorendo l’integrazione tra i diversi attori della rete, in sinergia con i servizi comunali, socio-sanitari e per il lavoro. Tale raccordo mira ad assicurare una presa in carico integrata e una gestione coordinata delle attività degli sportelli, funzionale anche alla promozione della figura dell’'assistente familiare di vicinato'.

Si evidenzia al contempo, il valore strategico dei percorsi formativi rivolti agli assistenti familiari, volti a rafforzarne le competenze professionali e a favorirne la qualificazione e l’inserimento nel mercato del lavoro, in coerenza con il sistema regionale di certificazione delle competenze. In particolare, si richiama l’esperienza avviata nel settembre 2025 nell’ambito del PR Veneto FSE+ 2021-2027 (DGR n. 1249/2024), che garantisce un collegamento tra formazione e iscrizione al Registro regionale. Tale modello, in linea con quanto delineato nell’Allegato A, sarà ulteriormente rafforzato mediante l'istituzione di tavoli di collaborazione con i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) e le associazioni datoriali, al fine di garantire un coordinamento stabile tra tutti gli attori del sistema.

A completamento del quadro delineato, assume particolare rilievo il ruolo di Veneto Lavoro, ente strumentale della Regione del Veneto competente in materia di politiche del lavoro. Con il presente provvedimento, ai sensi dell’art. 13, comma 2-bis della Legge regionale 13 marzo 2009, n. 3, si attribuisce all’Ente l’attività di supporto, da attuarsi anche attraverso la rete dei Centri per l’Impiego, finalizzata a rafforzare l’operatività degli sportelli territoriali e l’integrazione con il Registro regionale. Tale sinergia, definita più dettagliatamente nel citato Allegato A, è volta a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, contribuendo al consolidamento del sistema.

Le azioni previste dal provvedimento sono coerenti anche con il Piano nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali 2024-2026, in particolare per quanto riguarda gli interventi per la domiciliarità.

A tal proposito, con nota prot. reg. n. 190062 del 26 marzo 2026 la Direzione Servizi Sociali ha trasmesso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la richiesta di revisione parziale della programmazione regionale, ai sensi del decreto interministeriale 2 aprile 2025, nonché la richiesta di riapertura del Sistema Informativo dell’Offerta dei Servizi Sociali (SIOSS) per procedere alla rimodulazione della programmazione FNPS 2025, già definita in data 18 giugno 2025.

Considerata la coerenza dei termini della riprogrammazione proposta rispetto agli obiettivi del Fondo Nazionale Politiche Sociali e preso atto della conferma espressa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota prot. n. 006188/2026, la Direzione Servizi Sociali ha in corso la validazione della programmazione relativa alla destinazione delle risorse FNPS 2025, che verrà poi trasmessa al medesimo Ministero, il quale ha previsto per l’anno 2025 risorse a favore della Regione del Veneto pari a complessivi euro 28.558.500,17. Per effetto di tale riprogrammazione, euro 300.000,00 verranno destinati agli interventi per favorire la domiciliarità.

Tale passaggio risulta necessario ai fini della trasmissione della medesima programmazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che prevede, per l’anno 2025, a valere sul Fondo (annualità 2025), risorse pari a complessivi euro 28.558.500,17, di cui interventi per favorire la domiciliarità per euro 300.000,00.

Al fine di sostenere i Comuni per l'esercizio delle funzioni innanzi indicate si rende necessario il rifinanziamento degli sportelli degli assistenti familiari attivati con la DGR n. 910/2019 ed a tal fine, si determina in euro 300.000,00 l’importo massimo delle assegnazioni a favore degli Enti capofila di Ambito Territoriale Sociale, secondo quanto esplicitato nell’Allegato B, parte integrante del presente provvedimento, a titolo di contributo per il sostegno delle attività operative degli sportelli. Il finanziamento valorizza prioritariamente gli sportelli già attivi sul territorio regionale e, per territori isolati privi di sostegno e caratterizzati da fragilità demografica, promuove l’attivazione di nuovi sportelli. Il contributo è destinato esclusivamente al sostegno delle attività operative degli stessi, con esclusione dei costi relativi a spazi, beni strumentali e dotazioni, quali locali, attrezzature, veicoli e tecnologie, in linea con quanto previsto dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2025.

Alla relativa assunzione provvederà con proprio atto il Direttore della Direzione Servizi Sociali, entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo 103389 “Fondo nazionale per le politiche sociali - Interventi per gli anziani - Trasferimenti correnti (Art. 20, L. 08/11/2000, n. 328 - Art. 80, c. 17, L. 23/12/2000, n. 388)” del Bilancio di previsione 2026-2028.

La Direzione Servizi Sociali a cui è stato attribuito il capitolo di spesa n. 103389 ha attestato che il medesimo presenta sufficiente capienza.

La relativa spesa trova copertura nei trasferimenti statali del FNPS 2025, di cui al Decreto Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2025, il cui accertamento verrà assunto con DDR del Direttore della Direzione Servizi Sociali.

In questo contesto, ai sensi di quanto previsto dall’art. 13 comma 2-bis della LR n. 3/2009, come precedentemente descritto, si ritiene di valorizzare il ruolo di Veneto Lavoro, che, supportando i Comuni e in prospettiva gli Ambiti Territoriali Sociali, può favorire, nell'ambito dell'esercizio delle sue funzioni, l'attuazione delle progettualità afferenti agli sportelli per l'assistenza familiare, come descritto nell’Allegato A al presente provvedimento. A tal fine, si rende necessario, in ossequio al principio di collaborazione interistituzionale e senza oneri aggiuntivi, approvare lo schema di accordo ex art. 15 della L. n. 241/1990 tra Regione del Veneto e Veneto Lavoro, come da Allegato C, parte integrante del presente provvedimento, per promuovere il supporto operativo agli sportelli territoriali garantendo il raccordo tra i servizi per l'impiego e gli sportelli stessi e assicurando l'integrazione del Registro regionale degli assistenti familiari con il Sistema Informativo Lavoro Veneto. Attualmente il Registro regionale degli assistenti familiari è gestito da Azienda Zero mediante un portale che favorisce l’incontro tra domanda e offerta di servizi di cura e assistenza delle persone. Il servizio è gratuito sia per le famiglie che per gli Assistenti Familiari. Al fine di assicurare l’integrazione con il portale Sistema Informativo Lavoro Veneto, si prevede che Azienda Zero sostenga gli eventuali oneri connessi alle modifiche e agli adeguamenti del sistema informativo.

Richiamata la funzione sociale degli sportelli territoriali, gli stessi saranno contestualizzati nella programmazione territoriale integrata degli interventi sociali e socio-sanitari, con particolare riferimento alla definizione delle linee guida dei Piani di Zona di cui all’art. 13 della L.R. n. 9/2024. La programmazione e l’operatività degli stessi ancorché autonoma dovrà, raccordarsi con i Centri per l’Impiego. Pertanto, entro due mesi dall’adozione del presente provvedimento, gli Enti capofila degli Ambiti Territoriali Sociali dovranno trasmettere alla Direzione Servizi Sociali l’individuazione degli sportelli e la relativa programmazione delle attività.

Con riferimento alle attività di coordinamento tecnico per l’attuazione dell’Accordo di cui all’Allegato C, si propone di incaricare la Direzione Servizi Sociali di istituire, con proprio decreto, un Tavolo tecnico composto da un rappresentante per ciascuno dei soggetti sottoscrittori.

Si propone altresì di incaricare il Direttore della medesima Direzione dell’istituzione di un Tavolo di coordinamento con il compito di elaborare proposte di deliberazione finalizzate a promuovere forme di integrazione e coordinamento a livello territoriale tra le esperienze e le risorse formative dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) e delle associazioni datoriali.

Infine, si incarica il Direttore della Direzione Servizi Sociali della sottoscrizione dell’Accordo di collaborazione di cui all’Allegato C, autorizzandolo ad apportare allo schema di Accordo medesimo eventuali modifiche e/o adattamenti aventi carattere formale e non sostanziale che si rendessero necessari.

Si propone di incaricare la Direzione Servizi Sociali l’esecuzione del presente provvedimento.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTO il D.Lgs. n. 118 del 2011 e s.m.i.;

VISTA la Legge 30 dicembre 2021, n. 234 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024”;

VISTO il D.Lgs. del 15 marzo 2024 n. 29 “Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, in attuazione della delega di cui agli articoli 3, 4 e 5 della legge 23 marzo 2023, n. 33”;

VISTA la Legge 23 marzo 2023, n. 33 “Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane”;

VISTO il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2025 “Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2024 -2026”;

VISTA la L.R. 17 ottobre 2017, n. 38 recante “Norme per il sostegno delle famiglie e delle persone anziane, disabili, in condizioni di fragilità o non autosufficienza, per la qualificazione e il sostegno degli assistenti familiari";

VISTA la L.R. 28 dicembre 2018, n. 48 recante “Piano socio sanitario regionale 2019-2023";

VISTE le DGR n. 1034/2018, n. 1043/2018, n. 910/2019 e n. 1249/2024;

delibera

  1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  2. di aggiornare il modello regionale in materia di assistenza familiare di cui alla L.R. 19 ottobre 2017, n. 38 mediante l’approvazione del documento recante “L.R. n. 38/2017 - Quadro di riferimento normativo e applicativo delle politiche regionali in materia di assistenza familiare nella Regione del Veneto”, quale Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;  
  3. di dare atto che la cornice programmatica definita nell’Allegato A di cui al punto 2 valorizza la figura dell’'assistente familiare di vicinato', il ruolo strategico della formazione, il coinvolgimento degli Ambiti Territoriali Sociali e dell’ente strumentale Veneto Lavoro per la realizzazione degli interventi regionali in materia di assistenza familiare;
  4. di assegnare agli Enti capofila di Ambito Territoriale Sociale la somma di euro 300.000,00, secondo gli importi massimi esplicitati nell'Allegato B, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, a titolo di contributo per il sostegno delle attività degli sportelli degli assistenti familiari istituiti in ottemperanza alla DGR n. 910/2019 e attivati dalle Amministrazioni comunali, valorizzando prioritariamente gli sportelli già attivi sul territorio regionale e, per territori isolati privi di sostegno e caratterizzati da fragilità demografica, promuovendone l’attivazione di nuovi;
  5. di determinare in euro 300.000,00 l’importo massimo dell’obbligazione di spesa a favore degli Enti capofila degli Ambiti Territoriali Sociali a titolo di contributo per il sostegno delle attività dei propri sportelli degli assistenti familiari attivati al fine di favorire l’utilizzo della figura dell’'assistente familiare di vicinato', alla cui assunzione provvederà con proprio atto il Direttore della Direzione Servizi Sociali, entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo 103389 “Fondo nazionale per le politiche sociali - Interventi per gli anziani - Trasferimenti correnti (Art. 20, L. 08/11/2000, n. 328 - Art. 80, c. 17, L. 23/12/2000, n. 388)” del Bilancio di previsione 2026-2028;
  6. di dare atto che il contributo è finalizzato a supportare le attività operative degli sportelli, con esclusione dei costi relativi a spazi, beni strumentali e dotazioni quali locali, attrezzature, veicoli e tecnologie;
  7. di dare atto che con nota prot. reg. n. 190062 del 26 marzo 2026 la Direzione Servizi Sociali ha trasmesso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la richiesta di revisione parziale della programmazione regionale, ai sensi del D.I. 2 aprile 2025, nonché la richiesta di riapertura del Sistema Informativo dell’Offerta dei Servizi Sociali (SIOSS) per procedere alla rimodulazione della programmazione FNPS 2025, già definita in data 18 giugno 2025;
  8. di dare atto che a seguito della conferma espressa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota prot. n. 006188/2026, la Direzione Servizi Sociali ha in corso la validazione della programmazione relativa alla destinazione delle risorse FNPS 2025, che verrà poi trasmessa al medesimo Ministero, il quale ha previsto per l’anno 2025 risorse a favore della Regione del Veneto pari a complessivi euro 28.558.500,17, e che per effetto di tale riprogrammazione, euro 300.000,00 verranno destinati agli interventi per favorire la domiciliarità;
  9. di dare atto che la spesa di cui al punto 5 trova copertura, nei trasferimenti statali del FNPS 2025, di cui al Decreto Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2025, il cui accertamento verrà assunto con DDR del Direttore della Direzione Servizi Sociali;
  10. di dare atto inoltre che la Direzione Servizi Sociali a cui è stato attribuito il capitolo di spesa n. 103389 ha attestato che il medesimo presenta sufficiente capienza;
  11. di disporre che le somme trasferite agli Enti capofila degli Ambiti Territoriali Sociali venga rendicontata dagli stessi ATS sulla base delle disposizioni applicative di SIOSS nell’ambito dei servizi di supporto per favorire la domiciliarità;
  12. di attribuire, ai sensi dell’art. 13, comma 2-bis della L.R. n. 3/2009, all’ente Veneto Lavoro l’attività di supporto, da attuarsi anche attraverso la rete dei Centri per l’Impiego, finalizzata a rafforzare l’operatività degli sportelli territoriali per l’assistenza familiare e l’integrazione con il Registro regionale Assistenti familiari;
  13. di approvare lo schema di Accordo di collaborazione, ex art. 15 della L. n. 241/1990, di cui all'Allegato C, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, in ossequio al principio di collaborazione interistituzionale e senza oneri aggiuntivi, tra la Regione del Veneto e Veneto Lavoro, finalizzato allo sviluppo, in collaborazione con gli sportelli territoriali per l’assistenza familiare, di strumenti per favorire l'incontro tra domande e offerta di lavoro degli assistenti familiari, con particolare riguardo alla figura dell' 'assistente familiare di vicinato';
  14. di stabilire che l’Accordo di collaborazione di cui all’Allegato C avrà validità di un anno a decorrere dalla data di sottoscrizione dell’Accordo medesimo e potrà essere prorogato a seguito di accordo tra le parti, previa verifica dei risultati raggiunti;
  15. di incaricare il Direttore della Direzione Servizi Sociali della sottoscrizione dell’Accordo di collaborazione di cui all’Allegato C;
  16. di autorizzare il Direttore della Direzione Servizi Sociali ad apportare allo schema di Accordo di collaborazione di cui all'Allegato C eventuali modifiche e/o adattamenti aventi carattere formale e non sostanziale che si rendessero necessari;
  17. di disporre, nell’ambito delle attività disciplinate dall’Accordo di collaborazione di cui al punto 13, l’ampliamento dell’utilizzo del Registro regionale Assistenti Familiari (RAF - art. 7 LR n. 38/2017), senza oneri aggiuntivi, anche da parte di Veneto Lavoro, con lo scopo di creare un sistema finalizzato all'incrocio tra domanda e offerta di lavoro nell'ambito dell'assistenza familiare, prevedendo altresì che Azienda Zero, che attualmente gestisce il portale del menzionato Registro, sostenga gli eventuali oneri connessi alle modifiche e agli adeguamenti del sistema informativo;
  18. di demandare al Direttore della Direzione Servizi Sociali l’istituzione, con proprio decreto, del Tavolo Tecnico composto da un rappresentante dei soggetti sottoscrittori dell’Accordo di cui all’Allegato C;
  19. di disporre che, stante la loro funzione sociale gli sportelli per l'assistenza familiare siano contestualizzati nella programmazione territoriale integrata degli interventi sociali e socio-sanitari, con particolare riferimento alla definizione delle linee guida dei Piani di Zona di cui all’art. 13 della L.R. n. 9/2024. A tal fine, entro due mesi dall’adozione del presente provvedimento, gli Enti capofila degli Ambiti Territoriali Sociali sono tenuti a trasmettere alla Direzione Servizi Sociali l’individuazione degli sportelli e la relativa programmazione delle attività;
  20. di demandare al Direttore della Direzione Servizi Sociali l'esecuzione del presente provvedimento, coinvolgendo, ai sensi di legge, laddove è necessario, i soggetti attuatori di cui all'art. 5 della L.R. n. 38/2017;
  21. di demandare altresì al Direttore della Direzione Servizi Sociali l’istituzione di un apposito Tavolo di coordinamento con il compito di elaborare proposte di deliberazione per l’attuazione di forme di coordinamento e integrazione a livello territoriale tra le esperienze e le risorse formative dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) e delle associazioni datoriali, così come descritto dall’Allegato A, di cui al punto 2;
  22. di incaricare il Direttore della Direzione Servizi Sociali dell’esecuzione del presente atto;
  23. di informare che avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso giurisdizionale avanti il Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni dall’avvenuta conoscenza ovvero, alternativamente, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni;
  24. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33;
  25. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.

(seguono allegati)

Dgr_319_26_AllegatoA_581867.pdf
Dgr_319_26_AllegatoB_581867.pdf
Dgr_319_26_AllegatoC_581867.pdf

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