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Bur n. 57 del 05 maggio 2026


Materia: Enti locali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 293 del 28 aprile 2026

Criteri e modalità per l'assegnazione e l'erogazione di contributi agli Enti locali per l'elaborazione di studi di fattibilità finalizzati alla fusione di Comuni e per la costituzione e la riorganizzazione delle Unioni di Comuni (art. 32 D.Lgs n. 267/2000) e delle Unioni montane (L.R. n. 40/2012).

Note per la trasparenza

Il provvedimento prevede la definizione dei criteri per l’assegnazione e l’erogazione di contributi a favore dei Comuni a sostegno delle spese sostenute per predisporre progetti di fattibilità finalizzati alla fusione di Comuni o di riorganizzazione sovracomunale per la gestione associata di funzioni e servizi comunali e a favore delle Unioni di Comuni/montane per progetti di riorganizzazione istituzionale e gestionale.

L'Assessore Marco Zecchinato riferisce quanto segue.

La Regione del Veneto con la Legge regionale 27 aprile 2012, n. 18 “Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali”, recentemente novellata dalla L.R. n. 23 del 6 settembre 2023, nel dare attuazione alle disposizioni normative statali in tema di esercizio associato obbligatorio delle funzioni fondamentali da parte dei piccoli Comuni, mira a realizzare un riordino territoriale attraverso l’individuazione della dimensione territoriale ottimale ed omogenea per area geografica. Le riforme in atto nella pubblica amministrazione richiamano l’importanza strategica delle iniziative di sviluppo integrato del territorio, capaci di individuare ambiti istituzionali nuovi e più allargati in grado di erogare servizi in modo efficiente ed efficace, adeguati ai bisogni del territorio, obiettivi sollecitati dai continui tagli dei trasferimenti di risorse finanziarie agli Enti locali, dai vincoli posti alla spesa, alle assunzioni e alle dinamiche associative agli Enti locali che rendono complessa l'attività volta al raggiungimento di tali scopi.

Lo studio di fattibilità rappresenta lo strumento informativo atto a supportare le scelte degli Amministratori per ampliare l’ambito di operatività dell’ente locale, individuando due soluzioni:

  • la costituzione di una forma associativa stabile e in grado di coniugare il livello di gestione con quello di programmazione, quale l’Unione di Comuni o l’Unione montana in area omogenea montana;
  • la fusione di Comuni, quale forma peculiare di riordino della governance locale.

Tale strumento risulta utile per fornire una base conoscitiva con indicazioni per valutare la fattibilità organizzativa e gestionale delle scelte associative o di ampliamento istituzionale evidenziando gli effetti, le criticità, le opportunità afferenti al progetto di riorganizzazione funzionale/istituzionale.

Lo studio di fattibilità è finalizzato alla scelta di modelli di sviluppo e di gestione sovracomunale orientati alla semplificazione istituzionale, per supportare le scelte degli Amministratori locali orientati ad ampliare l’ambito di operatività del loro Ente.

È un passaggio importante per gli Enti locali analizzare la sostenibilità istituzionale, intesa come capacità di svolgere con efficacia ed efficienza le proprie funzioni amministrative, con l’obiettivo di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei loro territori. Attraverso lo studio di fattibilità si possono indagare modelli di sviluppo territoriale che sostanzialmente individuano due soluzioni prevalenti per rafforzare l’attività amministrativa dell’ente locale: la costituzione di una forma associativa stabile e in grado di coniugare il livello di gestione con quello di programmazione, quale l’Unione di Comuni o l’Unione montana in area omogenea montana, nonché la fusione di Comuni, quale forma peculiare di riordino della governance locale.

In linea con il nuovo Piano di riordino territoriale (PRT), adottato dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 17 del 16 gennaio 2024, che identifica gli Ambiti territoriali sociali (ATS) come dimensioni ottimali, questo bando finanzia la redazione di studi di fattibilità con l'obiettivo generale di semplificare l'assetto istituzionale e definire ambiti territoriali adeguati per un'erogazione dei servizi più efficace ed efficiente.

Tra i punti chiave indicati nel PRT, si colloca il tema della fusione dei Comuni con l’ambizioso progetto “Fusioni: obiettivo 500 Comuni” che intende indurre gli Enti locali ad effettuare una riorganizzazione sovracomunale, tale da garantire un ottimale governo del territorio, considerato che la dimensione demografico-territoriale rappresenta un elemento fondamentale per ottenere economie di scala nei processi di unificazione. Questo progetto è finalizzato a superare le criticità strutturali dei 130 Comuni veneti sotto i 10.000 abitanti che, a medio termine, presenteranno con ogni probabilità fattori di rischio nell'erogazione dei servizi ai cittadini. Il riordino istituzionale nella forma della fusione di Comuni è un tema estremamente sfidante per le amministrazioni comunali, sia sotto il profilo organizzativo, per garantire maggiore rappresentatività nei tavoli istituzionali, che sotto il profilo della migliore capacità gestionale nell’erogazione dei servizi, secondo le aspettative dei cittadini. La principale difficoltà sta nel superare le legittime resistenze a vari livelli (Amministratori, dipendenti, cittadini) di carattere identitario o corporativo.

L’Amministrazione regionale richiama pertanto l’attenzione sull’opportunità di valutare un percorso di fusione quale forma peculiare di riordino della governance locale, prevista nello Statuto regionale e inserita tra le principali finalità previste nella L.R. n. 18/2012 “Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali”. In particolare l’art. 9 dispone che, nel riparto delle risorse disponibili, la fusione è considerata come la forma di riordino prioritaria nell’assegnazione delle risorse rispetto alle forme di esercizio associato di funzioni e servizi comunali.

L’Amministrazione regionale ha, inoltre, avviato un processo di riordino delle Unioni Montane per razionalizzare la governance nei territori montani. Nel corso del 2025 è stata organizzata una serie di incontri nelle quattro Province venete che, insistendo su un territorio totalmente o parzialmente montano, raggruppano le Unioni montane. Tali incontri hanno avuto la finalità di presentare il piano di riordino nei territori montani pensato dall’Amministrazione regionale per far fronte ad una eccessiva frammentazione istituzionale. Questa riforma, in coerenza con gli indirizzi del PRT, mira ad ampliare la capacità amministrativo-istituzionale, migliorare l'efficienza dei servizi pubblici e rafforzare le potenzialità gestionali e organizzative delle aree montane. Gli Enti locali in area montana da tempo lamentano da un lato fragilità strutturali, dovute all’invecchiamento della popolazione, al progressivo spopolamento delle zone montane e al conseguente ridimensionamento dei servizi, dall’altro difficoltà operative causate da carenza di personale, in particolare con riguardo ai Segretari comunali e ai Responsabili tecnici e contabili, cosa che rende difficoltoso l’impiego delle risorse finanziarie destinate alla montagna. Si tratta di un percorso di condivisione e di coinvolgimento «bottom up» con le Unioni montane e i Comuni che ne fanno parte. Il primo step ha già portato a settembre 2025 alla sottoscrizione di 3 Protocolli d’intesa nel bellunese che ridurrà da 9 a 5 le Unioni montane grazie all’aggregazione tra quest’ultime e l’adesione di Comuni. L’Amministrazione regionale intende quindi, sulla scorta dei Protocolli già firmati, estendere alle restanti Province il piano di razionalizzazione istituzionale con il supporto di alcune misure messe in campo tra le quali i contributi per l’elaborazione di studi di fattibilità per la riduzione e l’aggregazione delle Unioni montane.

Per favorire i processi di riorganizzazione l’Amministrazione regionale, tenuto conto delle finalità previste nella citata L.R. n. 18/2012, mette a disposizione contributi specifici, finalizzati alla redazione di studi di fattibilità per la fusione tra Comuni o a concorso delle spese sostenute per l’elaborazione di progetti di riorganizzazione per l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali nella forma dell’Unione di Comuni o dell’Unione montana.

Gli studi di fattibilità sono mirati a valutare:

  • i processi di fusione di Comuni, volti a razionalizzare la governance locale;
  • la costituzione di Unioni di Comuni o Unioni montane, per l’esercizio associato stabile di funzioni e servizi;
  • la riorganizzazione delle Unioni esistenti, attraverso il conferimento di nuove funzioni o l’aggregazione di nuovi Comuni;
  • l’adozione di piani strategici per le Unioni di Comuni/montane già esistenti;
  • il riordino delle Unioni montane in attuazione del progetto di aggregazione proposto dall’Amministrazione regionale.

Con il presente provvedimento, in conformità all’art. 10, comma 3 della L.R. n. 18/2012, vengono pertanto stabiliti, per l’anno 2026, i criteri e le modalità operative per l’assegnazione di contributi quale concorso delle spese sostenute dagli Enti locali per l’elaborazione di studi di fattibilità finalizzati alla fusione di Comuni e per la costituzione e la riorganizzazione delle Unioni di Comuni e delle Unioni montane, come riportati nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.

Si propone altresì l'approvazione del modello di richiesta del contributo, di cui all’Allegato B, parte integrante del presente provvedimento.

Gli studi di fattibilità finalizzati alle fusioni di Comuni dovranno, a pena di revoca del contributo, attenersi ai criteri approvati dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 1495 del 16 dicembre 2024, in esito al procedimento previsto dall’art. 10, comma 3 bis della succitata L.R. n. 18/2012 e richiamati nell’Allegato A al presente provvedimento.

L’assegnazione del contributo viene demandata al Direttore della Direzione Enti Locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi che provvederà con proprio decreto, fino alla concorrenza delle risorse stanziate, seguendo l’ordine di presentazione delle domande, con le priorità previste nel bando.

Le risorse finanziarie necessarie all’attuazione del presente provvedimento, quantificate in € 80.000,00, sono stanziate nel capitolo 101743 “Azioni regionali per favorire studi di fattibilità finalizzati alla fusione di Comuni e per progetti di riorganizzazione sovracomunale delle funzioni e dei servizi (Art. 10, c.3, L.R. n. 18/2012)” dell’esercizio 2026 del Bilancio di previsione regionale 2026-2028, con imputazione all’esercizio 2026, capitolo che presenta sufficiente capienza.

Qualora, a seguito dell’istruttoria condotta dalla competente Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi, le risorse risultassero insufficienti a finanziare tutte le richieste di contributo ritenute ammissibili, si autorizza sin da ora il Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi a implementare con proprio atto la dotazione finanziaria prevista dal presente provvedimento al fine di finanziare integralmente tutte le domande ammissibili, utilizzando le disponibilità finanziarie di cui al capitolo di spesa n. 101742 “Azioni regionali a favore delle forme di esercizio associato di funzioni e servizi comunali e alle fusioni di comuni (art. 10 c. 1 lett a, art. 10  L.R. n. 18/2012)” del Bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, che presenta sufficiente capienza, nel limite massimo di € 100.000,00.

Si incarica il Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi all’esecuzione del presente atto.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTI gli artt. 28, 30 e 32 del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali;

VISTO il D.Lgs 23.06.2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 421;

VISTA la L.R. 24.12.1992, n. 25 “Norme in materia di variazioni provinciali e comunali”;

VISTA la L.R. 29.11.2001, n. 39 "Ordinamento del Bilancio e della contabilità della Regione";

VISTA la L.R. 27.04.2012, n. 18 e s.m.i. “Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali”;

VISTA la L.R. 28.09.2012, n. 40 e s.m.i. "Norme in materia di Unioni montane";

VISTO l'art. 2, comma 2, lett. f) della L.R. 31.12.2012, n. 54 "Legge regionale per l'ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale in attuazione della Legge regionale statutaria 17.04.2012, n. 1 Statuto del Veneto";

VISTA la L.R. 10 aprile 2026, n. 4 “Bilancio di previsione 2026-2028;

VISTA la DGR n. 17 del 16.01.2024 “Approvazione aggiornamento del Piano di riordino territoriale. Art. 8 c. 8 L.R. 18 del 27.04.2012. Deliberazione/CR n. 39 del 7 aprile 2023”;

VISTA la DGR n. 1495 del 16.12.2024 “Criteri, parametri e standard minimi per la redazione degli studi di fattibilità finalizzati alla fusione tra Comuni. Art.10 commi 3bis e 3 ter della Legge regionale 27 aprile 2012 n.18. Deliberazione/CR n. 135 del 5 novembre 2024”;

VISTA la DGR n. 219 del 09.04.2026 di approvazione del Documento Tecnico di Accompagnamento (DTA) al Bilancio di previsione 2026-2028;

VISTO il Decreto del Segretario Generale della Programmazione n. 3 del 15.04.2026 di approvazione del Bilancio Finanziario Gestionale (BFG) 2026-2028.

delibera

  1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  2. di approvare per l’anno 2026 i criteri e le modalità indicati nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, per l’assegnazione e l’erogazione dei contributi ai Comuni per l’elaborazione di studi di fattibilità per la riorganizzazione sovracomunale delle funzioni e delle strutture volti alla fusione di Comuni, alla costituzione di una Unione di Comuni (art. 32 del D.Lgs n. 267/2000) o di una Unione montana (L.R. n. 40/2012) e a favore delle Unioni di Comuni/montane per progetti di riorganizzazione funzionale o istituzionale della forma associativa;
  3. di approvare lo schema di domanda di assegnazione dei contributi di cui al punto 2, da redigersi secondo il modello di cui all'Allegato B, che costituisce parte integrante del presente provvedimento;
  4. di determinare a tal fine in € 80.000,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi, entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 101743 del Bilancio di previsione 2026-2028, “Azioni regionali per favorire studi di fattibilità finalizzati alla fusione di Comuni e per progetti di riorganizzazione sovracomunale delle funzioni e dei servizi (Art. 10, c. 3, L.R. n. 18/2012)”, con imputazione all’esercizio 2026;
  5. di dare atto che la Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi, alla quale è stato assegnato il capitolo di cui al precedente punto, ha attestato che lo stesso presenta sufficiente capienza;
  6. di autorizzare sin da ora il Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi, qualora le risorse risultassero insufficienti a finanziare tutte le richieste di contributo ritenute ammissibili, a implementare con proprio atto la dotazione finanziaria di cui al punto 4 al fine di finanziare integralmente tutte le domande ammissibili, utilizzando le disponibilità finanziarie di cui al capitolo di spesa n. 101742 “Azioni regionali a favore delle forme di esercizio associato di funzioni e servizi comunali e alle fusioni di comuni (art. 10 c. 1 lett a, art. 10  L.R. n. 18/2012)” del Bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, che presenta sufficiente capienza, nel limite massimo di € 100.000,00;
  7. di incaricare il Direttore della Direzione Enti locali, Procedimenti elettorali e Grandi eventi all’esecuzione del presente atto;
  8. di informare che avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso giurisdizionale avanti il Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni dall'avvenuta conoscenza, ovvero, alternativamente, ricorso straordinario al Capo dello Stato, entro i primi 120 giorni;
  9. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi dell’art. 26, comma 1 del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33;
  10. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.

(seguono allegati)

Dgr_293_26_AllegatoA_581698.pdf
Dgr_293_26_AllegatoB_581698.pdf

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