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Materia: Ambiente e beni ambientali
Deliberazione della Giunta Regionale n. 153 del 10 marzo 2026
Individuazione del Parco Naturale regionale del Fiume Sile quale Soggetto gestore dei siti Rete Natura 2000, ZSC IT3240028 Fiume Sile dalle sorgenti a Treviso Ovest; ZSC IT3240031 Fiume Sile da Treviso Est e San Michele Vecchio; ZPS IT3240011 Sile: sorgenti, paludi di Morgano e Santa Cristina; ZPS IT3240019 Fiume Sile: Sile Morto e Ansa San Michele Vecchio. Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE.
Con il presente provvedimento, in ottemperanza agli obblighi derivanti dall'applicazione delle Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE, la Regione del Veneto provvede a garantire il mantenimento della coerenza della Rete ecologica europea Natura 2000 nel territorio veneto mediante l'individuazione del Parco Naturale regionale del Fiume Sile quale Soggetto gestore dei siti Rete Natura 2000, ZSC IT3240028 Fiume Sile dalle sorgenti a Treviso Ovest; ZSC IT3240031 Fiume Sile da Treviso Est e San Michele Vecchio; ZPS IT3240011 Sile: sorgenti, paludi di Morgano e Santa Cristina; ZPS IT3240019 Fiume Sile: Sile Morto e Ansa San Michele Vecchio.
L'Assessore Elisa Venturini riferisce quanto segue.
La Direttiva 92/43/CEE "Habitat" relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche e la Direttiva 2009/147/CE "Uccelli" costituiscono una rete ecologica europea coerente di Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS), denominata Rete Natura 2000. Il D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357 individua le Regioni quali soggetti responsabili del monitoraggio dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario tutelati e dell'attuazione delle due Direttive citate.
Gli articoli 4, paragrafo 4, e 6 paragrafo 1 della Direttiva Habitat riguardano la designazione dei Siti di Interesse Comunitari (SIC) in Zone Speciali di Conservazione a seguito dell'individuazione di obiettivi, stabilendo le priorità in funzione dell'importanza dei siti per il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, di habitat naturali, di cui all'allegato I, o di specie, di cui all'allegato II, e la definizione delle relative misure di conservazione.
In particolare, l’art. 4, co. 4 prevede espressamente che ciascuno Stato provveda a designare come ZSC i siti individuati quali Siti di Importanza Comunitaria (SIC) entro un termine massimo di sei anni.
A seguito dell’apertura del caso EU-PILOT 4999/13/ENVI da parte della Commissione Europea, concernente la mancata designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e la mancata adozione delle Misure di Conservazione, con DGR n. 1761 del 1° dicembre 2015 la Regione del Veneto ha provveduto a disciplinare il procedimento per l’adozione e l’approvazione delle Misure di Conservazione come previsto all’art. 4, co. 4 della Direttiva Habitat. L’approvazione di predette Misure, sia per l’Ambito Biogeografico Alpino sia per l’Ambito Biogeografico Continentale, è avvenuta con DGR n. 786 del 27 maggio 2016 e successive modifiche ed integrazioni.
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con Decreti 27 luglio 2018, 10 maggio 2019 e 20 giugno 2019 ha designato, in accordo con la Regione del Veneto, tutti i Siti di Interesse Comunitario del Veneto (SIC) come Zone Speciali di Conservazione (ZSC); il Decreto 27 luglio 2018 dispone anche che la Regione del Veneto comunichi al medesimo Ministero il soggetto affidatario della gestione di ciascuna delle ZSC designate.
Successivamente, con DGR n. 1392 del 04 novembre 2025, si è provveduto all’approvazione degli obiettivi di conservazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) del Veneto e all'adeguamento delle relative Misure di conservazione precedentemente approvate, mediante l'applicazione della metodologia messa a punto dal Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), ora Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ai sensi dell'art. 4, co. 4 della Direttiva 92/43/CEE.
La Legge regionale n. 24 del 6 luglio 2012, all’art. 2, co. 1 del Titolo II “Attuazione dell’articolo 6 della Direttiva 1992/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche nonché degli articoli 4 e 9 della Direttiva 2009/147/CE, relativa alla conservazione degli uccelli selvatici”, individua negli Enti gestori delle aree naturali protette e dei parchi di interesse locale di cui all’art. 27 della Legge regionale n. 40 del 16 agosto 1984, i soggetti che predispongono e adottano i piani di gestione. Il comma 3 dello stesso articolo prevede che la Giunta regionale individui gli enti incaricati della gestione dei siti della Rete Natura 2000 tra quelli indicati al comma 1, specificandone le rispettive funzioni.
Al fine di rafforzare la tutela degli habitat e delle specie della Rete Natura, con DGR n. 82 del 26 gennaio 2021 è stato approvato il documento "Prioritised Action Framework - PAF" per le aree della Regione del Veneto ricadenti nella Rete Natura 2000, relativo al periodo di programmazione comunitaria 2021-2027 e in linea con quanto previsto dall'art. 8 della Direttiva 92/43/CEE "Habitat", individuando una serie di azioni prioritarie per il conseguimento degli obiettivi di conservazione di habitat, specie ed habitat di specie.
Gli Enti Parco - tra i quali il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile istituito con Legge regionale 28 gennaio 1991, n. 21 - nel corso degli anni, hanno intrapreso, in collaborazione con la Regione, importanti iniziative in materia di biodiversità, funzionali al monitoraggio dello stato di conservazione e all’incremento delle conoscenze sulle specie, nonché alla realizzazione di importanti iniziative di miglioramento e conservazione degli habitat di interesse comunitario al fine di conseguire gli obiettivi stabiliti dalle predette Direttive comunitarie e dai documenti di programmazione regionale in materia di Natura 2000 (PAF).
Agli Enti Parco, inoltre, sono affidate le funzioni amministrative in materia di VINCA, in qualità di Autorità delegate ai sensi dell'art. 15 della Legge regionale n. 12/2024 e dell'art. 11 del Regolamento regionale n. 4/2025, secondo la ripartizione definita con la DGR n. 438 del 22 aprile 2025.
Con nota 627683 del 17 novembre 2025, il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile ha formalizzato la disponibilità alla gestione dei Siti Natura 2000 insistenti nel territorio del parco:
Nella medesima nota il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, caratterizzato da una forte sinergia tra componente antropica e naturalistica, ha richiamato diverse attività svolte, tra le quali:
- la corretta gestione del patrimonio boschivo, intrapresa sia con progetti di miglioramento boschivo avviati negli anni scorsi, sia mediante la predisposizione di istruttorie tecniche tese a garantire la gestione ottimale del bosco, la salvaguardia del patrimonio boschivo e il mantenimento e/o l’aumento della biodiversità;
- lo sviluppo e il miglioramento qualitativo della struttura atta a valutare gli studi di incidenza ambientale di propria competenza, come da normativa regionale vigente, per garantire una valutazione propedeutica dal punto di vista naturalistico a tutti i progetti, piani, interventi ricadenti sul territorio del Parco, con il fine di preservare o aumentare la biodiversità presente;
- la gestione e il coordinamento con i Comuni relativamente all’abbruciamento controllato delle ramaglie di risulta delle lavorazioni agricole e forestali. Tale operatività, permette l’eliminazione di fonti di infezione di funghi che potrebbero causare gravi danni alle attività produttive, consentendo contemporaneamente un controllo dei luoghi e salvaguardando eventuali presenze di habitat e habitat di specie; tale attività avviene in coordinamento con i Comuni e i principali Organi di Polizia e di quelli addetti allo spegnimento di incendi boschivi (Protezione Civile, FIPSAS);
- la realizzazione di progetti di studio volti a individuare nuovi metodi per la salvaguardia e l’incremento della biodiversità in collaborazione con Università e/o Istituti di ricerca;
- la promozione di progetti finalizzati al miglioramento della tutela e conservazione di alcune specie di anfibi presenti nell’area protetta, quali l’Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata) e il Tritone alpestre (Ichthyosaura alpestris).
Inoltre, tra i diversi progetti, l'Ente Parco Naturale Regionale del Fiume Sile è stato beneficiario coordinatore del progetto Life 14 NAT/IT/000809 - Life Siliffe, affiancato, in qualità di beneficiario associato, anche dalla Regione del Veneto - Sezione Parchi, Biodiversità, Programmazione silvopastorale e Tutela del consumatore (oggi Direzione Turismo e Marketing territoriale - U.O. Strategia regionale della Biodiversità e dei Parchi). Lo scopo del progetto Life era di valutare l'ecosistema "fiume" e tutte le sue componenti, realizzando interventi concreti per la creazione di aree pilota per la gestione degli habitat ripariali ed implementando il piano ambientale del parco.
Ciò premesso, con il presente provvedimento si propone di affidare al Parco Naturale Regionale del Fiume Sile la gestione dei Siti Natura 2000, secondo quanto previsto dalle Misure di Conservazione e dagli obiettivi sito specifici:
La definizione di eventuali ulteriori attività o progettualità in collaborazione tra Parco Naturale Regionale del Fiume Sile e Regione del Veneto relative alla gestione di tali siti potrà essere disciplinata con specifico Protocollo d’intesa da approvarsi con successivo provvedimento.
Si propone infine di incaricare il Direttore della Direzione Turismo e Marketing territoriale della gestione tecnica e amministrativa dei procedimenti derivanti dall'adozione del presente atto, costituente l’aggiornamento dell’elenco dei Soggetti Gestori del Sito Natura 2000 riportato nell’Allegato B della DGR n. 438 del 22 aprile 2025, che verrà aggiornato e pubblicato dalla competente Direzione Valutazioni Ambientali, Supporto giuridico e Contenzioso sulle pagine web istituzionali relative alle autorità delegate in materia di VINCA.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTE le Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE;
VISTO il D.P.R. n. 357/1997;
VISTA la L.R. n. 40/1984;
VISTA la L.R. n. 21/1991;
VISTA la L.R. n. 24/2012;
VISTA la L.R. n. 12/2024;
VISTA la DGR n. 1761/2015;
VISTA la DGR n. 786/2016;
VISTA la DGR n. 667/2018;
VISTA la DGR n. 82/2021;
VISTA la DGR n. 438/2025;
VISTA la DGR n. 1392/2025;
VISTO i Decreti del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 27 luglio 2018, del 10 maggio 2019 e del 20 giugno 2019;
VISTO l’art. 2, comma 2 della L.R. n. 54/2012,
delibera
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