"Charta di Padova sulla Salute d'Insieme (In Universum Salus)". Una nuova strategia per un approccio integrato tra i settori sanitari, sociali ed economici. Principi informatori.
| Note per la trasparenza |
Con il presente atto si condividono i principi informatori della “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)”, elaborata dal Gruppo I.U.S. art. 32 e presentata in occasione della seconda edizione di
Circular Medical Expo, tenutasi il 2 e 3 dicembre 2025 presso la Fiera di Padova, quale strumento utile per orientare le strategie sanitarie regionali, con particolare attenzione all'approccio integrato e favorendo interventi coordinati tra settori sanitari, sociali ed economici, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del Servizio sanitario regionale e le disposizioni normative vigenti.
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Il Presidente Alberto Stefani riferisce quanto segue.
In occasione della seconda edizione di Circular Medical Expo, manifestazione fieristica dedicata a tutti gli operatori delle aziende della filiera tecnologica e produttiva del settore biomedicale tenutasi il 2 e 3 dicembre 2025 presso la Fiera di Padova, è stata presentato il documento denominato “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)”.
L’evento è stato organizzato da Venicepromex in partnership con Padova Hall ed in collaborazione con Unioncamere Veneto, Sistema Camerale Veneto, Confapi Veneto, Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Confimi Industria Sanità, Confindustria Veneto Est, Osservatorio Biomedicale Veneto, Galileo Visionary District, Unismart Fondazione Università di Padova, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Padova e del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica del medesimo Ateneo ed alla suddetta edizione è stata attribuita la qualifica di rilevanza internazionale con Deliberazione di Giunta regionale n. 599 del 3 giugno 2025, ai sensi dell’art. 4 della Legge regionale 23 maggio 2002, n. 11.
La “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)” è stata elaborata dal Gruppo I.U.S. art. 32, composto da 20 esperti e studiosi in ambito medico e propone una visione globale in cui le dimensioni fisica, mentale, ambientale e sociale, tra loro interconnesse, devono essere considerate in maniera olistica, rappresentando uno strumento utile a orientare le politiche di tutti gli stakeholders coinvolti, al fine di garantire la “salute” intesa come benessere psicofisico, equilibrio socioeconomico, qualità delle relazioni e dei contesti di vita. Si configura come patto per la salute delle generazioni future, includendo quali principi informatori: l'inclusione, la tutela dell’ambiente, l'equilibrio tra innovazione e sostenibilità, l'uso dell’intelligenza artificiale, l'educazione alla salute, la centralità della persona, la responsabilità intergenerazionale, la solidarietà e l'equità.
Tale “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)” comprende 14 punti chiave di seguito riportati.
- Inclusione: il benessere psico-fisico-sociale di una comunità non può prescindere dalla cura delle disuguaglianze, dall’educazione scolastica, dall’accoglienza e dalla partecipazione attiva delle diverse componenti, in termini di genere e anagrafici.
- Tutela dell’ambiente: l’attenzione per l’ambiente è una delle componenti fondamentali del concetto “In Universum Salus”, per cui è necessaria l’attenzione alle biodiversità, alla tutela del bene comune, alla promozione della mobilità sostenibile, alla promozione di politiche ambientali efficienti.
- Equilibrio tra innovazione e sostenibilità: l’innovazione in ambito sanitario ha reso possibile diagnosi sempre più precoci, terapie efficaci e un significativo miglioramento della qualità della vita. Tuttavia senza basi etiche solide e senza un approccio realmente sostenibile, il progresso tecnologico potrebbe generare nuove disuguaglianze, impatti negativi e compromettere nel tempo la salute globale. L’innovazione tecnologica non può essere disgiunta dalla sostenibilità economica soprattutto per un sistema sanitario universalistico quale è il nostro dove l’OCSE stesso ci dice che non può essere sostenibile con la sola fiscalità. Questo vuol dire che si deve pensare a ridisegnare completamente il sistema: reingegnerizzando la rete ospedaliera, centralizzando alcune risorse e sviluppando centri di eccellenza regionali e organo-specifici dove alti volumi di attività possano garantire eccellenza nei risultati di outcome, consentendo nel contempo l’aggiornamento costante del parco tecnologico ospedaliero.
- Uso dell’intelligenza artificiale: l’IA può garantire l’applicazione degli strumenti diagnostico-terapeutici più avanzati e più adeguati al singolo paziente, rappresentando il caposaldo per l’ulteriore progressione verso una medicina di precisione, una medicina personalizzata ritagliata sul singolo paziente. Potrebbe inoltre essere utilizzata per la prevenzione degli eventi climatici “estremi” e per la protezione degli ecosistemi, specie quelli più a rischio di estinzione.
- Educazione alla salute: formazione sanitaria per la cittadinanza con condivisione di percorsi di prevenzione e responsabilità, sviluppo di consapevolezza nelle scelte anche tramite strumenti digitali. Educare il cittadino a scelte di politica sanitaria che tengano conto della sostenibilità del sistema universalistico ottimizzando l’utilizzo delle risorse, rifuggendo da una logica duplicazionale e particolaristica.
- Coinvolgimento delle scuole: la scuola deve diventare il primo anello per la formazione di adulti consapevoli e attenti alle esigenze del territorio, al benessere animale e ai cambiamenti climatici.
- Centralità della persona: l’art 32 della Costituzione riconosce la salute come un Diritto fondamentale; la persona dev’essere al centro delle scelte politiche sia sociali che sanitarie con valorizzazione della relazione di cura.
- Responsabilità intergenerazionale: ogni generazione deve basarsi sull’esperienza della precedente anche nella promozione del benessere delle generazioni future sempre tenendo alta l’attenzione su etica e sostenibilità.
- Visione globale: parlare di “Salute d’Insieme” richiede di considerare diverse dimensioni, tra loro interconnesse, ovvero fisica, mentale, ambientale e sociale. Le diverse dimensioni chiamano in causa i diversi stakeholders: politica, comunità, scuola, famiglia, associazioni di malati.
- Equità: l’accesso alle cure, ma anche la tutela dell’ambiente e degli animali, dev’essere accessibile a tutti, in modo semplice ma responsabile, senza differenze di genere.
- Solidarietà: la coesione tra generazioni, il supporto reciproco e la solidarietà, favoriscono scelte atte a promuovere una “Salute d’Insieme” che consideri il benessere non solo psicofisico ma anche sociale.
- Inclusione nelle tematiche aziendali ESG anche del fattore H (Health): l’integrazione della tutela della salute, sia individuale che collettiva, nelle strategie aziendali può aiutare a creare un impatto positivo sulla società e l’ambiente. Le imprese attente ai criteri ESGH incrementeranno la reputazione aziendale rappresentando l’attenzione alla salute un elemento valoriale sempre più vicino alle esigenze dei consumatori, ormai consapevoli e attenti alle questioni ambientali e sociali.
- Valorizzazione dell’ospedale liquido e della medicina quantistica: prevedere dunque una stretta interrelazione tra ospedale e territorio dove la continuità delle cure e la deospedalizzazione diventano momenti fondanti per la sostenibilità del sistema e l’umanizzazione delle cure. Inoltre la sinergia tra medicina quantistica e convenzionale permetterà di disegnare un nuovo paradigma in medicina permettendo di realizzare un quadro più completo della salute aprendo nuove prospettive dal punto di vista clinico e terapeutico.
- I mille giorni del bambino: i primi mille giorni nello sviluppo del concepito e del bimbo sono cruciali per lo sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo del bambino. In questi mille giorni l‘interazione con l’ambiente e le relazioni influenzano la salute futura e la prevenzione delle malattie croniche. Questa finestra temporale gioca, quindi, un ruolo fondamentale per un futuro adulto più sano e per un "successful ageing”.
Il concetto di "Salute d'insieme" estende la definizione di salute oltre i confini della dimensione sanitaria convenzionale, inglobando il benessere psicofisico, l'equilibrio socioeconomico, la qualità delle relazioni interpersonali nonché i contesti ambientali e vitali. In tale prospettiva, il paziente è inteso come persona nella sua integrale centralità, comprensiva degli aspetti affettivi, economici e relazionali, in armonica integrazione con l'ambiente e il contesto lavorativo.
Infine, racchiudendo “In Universum Salus” nell’ acronimo “I.U.S.” vi è il richiamo al diritto alla salute con il rimando all’art. 32 della Costituzione, “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”, in cui viene posta l’attenzione non solo sul singolo individuo ma sull’intera collettività.
In sintesi, la “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)” fornisce alcuni princìpi utili a definire un approccio al tema della “salute” quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, coerentemente con quanto disposto dell’art. 32 della Costituzione italiana.
Il documento risulta peraltro coerente con quanto previsto nel “Programma di Governo 2025-2030” e nella proposta di Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026-2028, adottato dalla Giunta regionale con DGR/CR n. 15 del 10 febbraio 2026.
Tutto ciò premesso, si propone di condividere i principi informatori della “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)”, quale strumento utile per orientare le strategie sanitarie regionali, con particolare attenzione all'approccio integrato e favorendo interventi coordinati tra settori sanitari, sociali ed economici, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del Servizio sanitario regionale e le disposizioni normative vigenti.
Si propone di favorire la massima diffusione dei principi informatori della “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)”, anche mediante i canali social ufficiali della Regione del Veneto.
Si incarica la Segreteria della Giunta regionale, in accordo con la Direzione del Presidente, dell’esecuzione del presente atto.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO l’art. 32 della Costituzione Italiana;
VISTA la DGR/CR n. 15 del 10 febbraio 2026 ad oggetto “Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026-2028 e Nota di Aggiornamento XII Legislatura. Adozione di un unico documento di programmazione. Proposta per il Consiglio regionale. Art. 36 e paragrafi 4.1 e 6 dell’Allegato 4/1 del D.Lgs. del 23 giugno 2011, n. 118, e art. 7 e Sezione III della L.R. n. 35/2001.”;
VISTO l’art. 2, comma 2 della Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54;
delibera
- di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
- di condividere i principi informatori della “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)”, elaborata dal Gruppo I.U.S. art. 32 e presentata in occasione della seconda edizione di Circular Medical Expo, tenutasi il 2 e 3 dicembre 2025 presso la Fiera di Padova, quale strumento utile per orientare le strategie sanitarie regionali, con particolare attenzione all'approccio integrato e favorendo interventi coordinati tra settori sanitari, sociali ed economici, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del Servizio sanitario regionale e le disposizioni normative vigenti;
- di favorire la massima diffusione dei principi informatori della “Charta di Padova sulla Salute d’Insieme (In Universum Salus)”, anche mediante i canali social ufficiali della Regione del Veneto;
- di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
- di incaricare la Segreteria della Giunta regionale, in accordo con la Direzione del Presidente, dell’esecuzione del presente atto;
- di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.