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Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1161 del 30 settembre 2025
Approvazione del "Progetto per la misurazione dei livelli di Radon nelle Scuole e nelle strutture sanitarie delle Aziende ULSS" finalizzato alla prevenzione e protezione dai rischi per la salute legati all'esposizione a radon nei luoghi di lavoro, con particolare riguardo ai servizi educativi per l'infanzia, alle scuole di ogni ordine e grado e alle strutture delle Aziende ULSS e contestuale approvazione dello schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) volto a disciplinare i reciproci rapporti giuridici ed economici per la realizzazione delle attività progettuali. D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101.
Con il presente provvedimento si intende approvare il “Progetto per la misurazione dei livelli di Radon nelle Scuole e nelle strutture sanitarie delle Aziende ULSS” finalizzato alla prevenzione e protezione dai rischi per la salute legati all’esposizione a radon nei luoghi di lavoro, con particolare riguardo ai servizi educativi per l’infanzia, alle scuole di ogni ordine e grado e alle strutture delle Aziende ULSS, in ottemperanza a quanto previsto dal D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101. Si intende approvare contestualmente lo schema di Accordo di collaborazione ex art. 15 della L. 7 agosto 1990, n. 241 tra la Regione del Veneto e l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) volto a disciplinare i reciproci rapporti giuridici ed economici per la realizzazione delle attività progettuali.
L'Assessore Manuela Lanzarin riferisce quanto segue.
Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, prodotto dal decadimento radioattivo del radio, generato a sua volta dal decadimento dell’uranio, elementi che sono presenti in quantità variabile su tutta crosta terrestre. La principale fonte di immissione di radon nell’ambiente è il suolo: se all’aperto si disperde in atmosfera, negli ambienti chiusi si accumula potendo raggiungere concentrazioni anche elevate. In queste situazioni, quando inalato per lungo tempo, il radon risulta dannoso per la salute, tanto che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (International Agency for Research on Cancer - IARC) ha classificato tale gas nella classe 1 delle sostanze cancerogene (cancerogeni certi), affermando che la presenza di tale agente negli ambienti di vita e di lavoro aumenta il rischio di sviluppare il tumore polmonare in modo proporzionale alla sua concentrazione e al tempo di esposizione. Secondo l’OMS, infatti, il radon rappresenta la seconda causa di tumore al polmone, dopo il fumo di sigaretta.
A livello comunitario, dopo un primo intervento di sensibilizzazione avviato con la Raccomandazione CE n. 143/1990, è stata adottata la Direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione della salute pubblica dai rischi derivanti dall’esposizione a radon, inclusi obiettivi di lungo termine per ridurre il rischio di cancro ai polmoni e altre considerazioni su qualità dell’aria in ambienti chiusi.
In attuazione della citata Direttiva 2013/59/Euratom, il Legislatore nazionale ha emanato il D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 con il quale ha disposto l’adozione entro 12 mesi di un Piano Nazionale d'Azione per il Radon concernente:
Contestualmente ha disposto l’individuazione entro 24 mesi dall’entrata in vigore del Piano sopra citato delle aree cd. prioritarie nelle quali si stima che la concentrazione media annua di radon in aria superi il livello di 300 Bq/m3 in almeno il 15% degli edifici sottoposti a misure.
Con DPCM 11 gennaio 2024 è stato, quindi, adottato il Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR) 2023-2032 contenente gli obiettivi per affrontare i rischi a lungo termine dell’esposizione al radon nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni. Nello specifico, le azioni del Piano mirano a ridurre il numero dei casi di tumore polmonare causati dall’esposizione a radon e dai suoi prodotti di decadimento attraverso l’individuazione dei luoghi di lavoro e delle abitazioni con elevata concentrazione di questo gas e l’adozione di idonee misure per prevenire e ridurre la concentrazione di radon indoor.
Nell’ambito della tutela della salute dai rischi derivanti dall’esposizione a radon, la Regione del Veneto si è dimostrata particolarmente attenta e sensibile attraverso l’adozione di numerosi provvedimenti già a partire dai primi anni duemila, individuando con DGR 18 gennaio 2002, n. 79 le prime aree ad elevata concentrazione di radon nell’ambito del territorio regionale, sulla base di misurazioni eseguite a cura di Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) anche sulle scuole di ogni ordine e grado, utilizzando come livello di riferimento il valore di 200 Bq/m3.
Alla luce della citata normativa comunitaria e nazionale che ha modificato i parametri e le modalità di rilevazione del gas radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, la Regione del Veneto per il tramite della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria ha incaricato ARPAV di procedere all'individuazione delle aree prioritarie in Veneto applicando i criteri definiti all’art 11, comma 3 del D.Lgs. n. 101/2020 (livello di radon superiore a 300 Bq/m3 in almeno il 15% degli edifici sottoposti a misure) alle misurazioni già effettuate a partire dal 1989.
Sulla base delle risultanze trasmesse da ARPAV, pertanto, con DGR 2 maggio 2025, n. 464 è stato approvato l’elenco contenente i 21 Comuni veneti in area prioritaria, collocati in zone geografiche all’interno delle quali era già stata evidenziata la presenza di significativi livelli di radon, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 20 maggio 2025. L’identificazione di tali aree determina l’assunzione in capo al datore di lavoro e alla Regione di alcuni obblighi descritti rispettivamente agli artt. 17 e 19 del D.Lgs. n. 101/2020. In particolare:
La medesima DGR n. 464/2025 ha altresì istituito il Gruppo di coordinamento con il compito di definire, organizzare e sovrintendere le attività previste dal Piano Nazionale d'Azione per il Radon.
In attuazione del D.Lgs. n. 101/2020 e del Piano nazionale d’Azione per il Radon, la Regione del Veneto - per mezzo della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria, competente in materia - ha elaborato di concerto con l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV), quale struttura tecnico-scientifica regionale di riferimento ai sensi dell’art. 3 della L.R. 18 ottobre 1996, n. 32, il “Progetto per la misurazione dei livelli di Radon nelle Scuole e nelle strutture sanitarie delle Aziende ULSS”, con il fine di effettuare in modo uniforme e tempestivo le misurazioni nei locali siti a piano terra e inferiori delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, inclusi i servizi educativi per l'infanzia, e delle strutture delle Aziende ULSS presenti nei 21 Comuni in area prioritaria. Tale progetto soddisfa due esigenze pubbliche differenti:
Il Progetto come sopra descritto è stato condiviso in occasione della prima riunione del Gruppo di coordinamento di cui alla DGR n. 464/2025 del 14 luglio 2025. In tale contesto, i rappresentanti delle Aziende ULSS coinvolte si sono offerti di avviare la ricognizione delle scuole di ogni ordine e grado nonchè delle strutture sanitarie delle Aziende ULSS presenti nei territori delle aree prioriarie.
Alla luce di quanto sopra esposto, si intende sottoporre all’approvazione della Giunta regionale il “Progetto per la misurazione dei livelli di Radon nelle Scuole e nelle strutture sanitarie delle Aziende ULSS”, quale Allegato A al presente provvedimento, di cui costituisce parte integrante e sostanziale, elaborato dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria di concerto con ARPAV e finalizzato a misurare la concentrazione di radon nei locali siti al piano terra o inferiore delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, inclusi i servizi educativi per l'infanzia, e delle strutture delle Aziende ULSS presenti nelle aree prioritarie individuate con la DGR n. 464/2025.
Al fine di disciplinare i reciproci rapporti giuridici ed economici per la realizzazione delle attività tecnico-scientifiche previste dal Progetto, in forza di quanto stabilito dall’art. 3 della L.R. n. 32/1996 si intende altresì sottoporre all’approvazione della Giunta regionale lo schema di Accordo di collaborazione ex art. 15 della L. 7 agosto 1990, n. 241 tra la Regione del Veneto e ARPAV, quale Allegato B al presente provvedimento, di cui costituisce parte integrante e sostanziale. Lo stesso avrà efficacia a decorrere dalla data di sottoscrizione fino alla 31 dicembre 2028, termine di conclusione del Progetto, salva eventuale proroga.
Per la realizzazione del “Progetto per la misurazione dei livelli di Radon nelle Scuole e nelle strutture sanitarie delle Aziende ULSS”, che coinvolgerà circa 150 scuole e 20 strutture delle Aziende ULSS, per un totale approssimativo di 2.730 locali siti al piano terra o inferiore da sottoporre a misurazione, si propone di assegnare ad ARPAV un contributo massimo pari ad euro 450.000,00 che troverà copertura nelle risorse di cui al Decreto del Direttore della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria 26 settembre 2025, n. 11256 che ha disposto sulle economie di spesa realizzate dalle Aziende ULSS 2 Marca Trevigiana e 5 Polesana, con riferimento ai fondi derivanti dalle sanzioni pecuniarie amministrative in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro riferiti agli anni 2018 e 2019. Tali Aziende ULSS, infatti, si sono rese disponibili alla riassegnazione di tali risorse - coerentemente con le finalità previste dalla normativa regionale e, in particolare, dalla L.R. n. 23/2007 e dalla DGR 14 maggio 2015, n. 750 che ne definiva la destinazione - in tempi utili per l'avvio delle attività previste nel progetto, per il tramite di Azienda Zero che successivamente provvederà alla liquidazione in favore di ARPAV.
Si propone di incaricare il Direttore della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria dell’esecuzione del presente atto e in particolare:
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTA la Direttiva 2013/59/Euratom;
VISTA la L. 7 agosto 1990, n. 241;
VISTO il D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101;
VISTO il DPCM 11 gennaio 2024;
VISTA la L.R. 18 ottobre 1996, n. 32;
VISTE la DGR 18 gennaio 2002, n. 79, la DGR 14 maggio 2015, n. 750 e la DGR 2 maggio 2025, n. 464;
VISTI i Decreti del Direttore della Unità Organizzativa Prevenzione - Sanità Pubblica 14 dicembre 2021, n. 1 e 29 dicembre 2021, n. 2;
VISTO l’art. 2, comma 2 della L.R. 31 dicembre 2012, n. 54;
delibera
(seguono allegati)
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