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Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 464 del 02 maggio 2025
Approvazione del documento "Radon Indoor - Prima individuazione delle aree prioritarie in Veneto", ai sensi dell'art. 11, comma 3 del D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 e istituzione di un Gruppo di coordinamento.
Con il presente provvedimento si intende approvare il documento “Radon Indoor – Prima individuazione delle aree prioritarie in Veneto” che individua le aree nelle quali la concentrazione media annua di radon in aria è superiore al livello di riferimento in un numero significativo di edifici, ai sensi dell’art. 11, comma 3 del D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101. Si istituisce, inoltre, un Gruppo di coordinamento per le attività previste dal Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR) 2023-2032, approvato con DPCM 11 gennaio 2024.
L'Assessore Manuela Lanzarin riferisce quanto segue.
Fin dagli anni ’90, nel contesto europeo ha cominciato a delinearsi una particolare attenzione tecnico-politica nei confronti delle conseguenze sanitarie dovute all’esposizione della popolazione al radon, quale gas radioattivo di origine naturale dannoso per la salute, in quanto fattore di rischio cancerogeno per il polmone. Inizialmente, l’approccio della Comunità Europea (CE) è stato quello di non vincolare gli Stati membri all’adozione di specifici provvedimenti, ma quello di stimolare una maggiore sensibilizzazione e cautela tra gli Stati, come emerge dalla Raccomandazione CE n. 143/1990.
A livello regionale, la Regione del Veneto ha adottato nel tempo numerosi provvedimenti tesi a dare attuazione sul proprio territorio alla citata Raccomandazione. In particolare, si possono ricordare:
Qualche anno più tardi, in considerazione dell’esito di studi scientifici inerenti il nesso causale tra esposizione a radon e insorgenza di neoplasie polmonari, è stata adottata in sede comunitaria la Direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione della salute pubblica dai rischi derivanti dall'esposizione al radon, inclusi obiettivi di lungo termine per ridurre il rischio di cancro ai polmoni e altre considerazioni su qualità dell'aria in ambienti chiusi. In particolare, impone agli Stati membri di perseguire autonomamente i seguenti obiettivi:
Sempre a livello regionale, la L.R. 23 luglio 2013, n. 20 ha previsto l'adozione da parte della Giunta regionale di un "Piano regionale di prevenzione e riduzione dei rischi connessi all'esposizione al gas radon" a tutela della salute per la prevenzione degli effetti derivanti dall’esposizione a elevate concentrazioni di radon, da redigersi con il supporto tecnico-scientifico di ARPAV, con lo scopo – tra gli altri – di individuare le zone regionali a rischio e gli edifici ritenuti a rischio per la salute della popolazione.
A tal fine, la DGR 1° luglio 2014, n. 1101 ha incaricato ARPAV di individuare i Comuni del Veneto interessati dal fenomeno radon, nonché le priorità di bonifica. Nel corso degli anni 2015/2016 ARPAV ha fornito una documentazione tecnica aggiornata in ordine ai Comuni del Veneto interessati dal fenomeno del gas radon, unitamente ad una proposta di criteri di priorità e ad un elenco di edifici scolastici interessati da sottoporre a bonifica. Il contenuto di tali documenti è stato riepilogato con nota ARPAV del 9 agosto 2017, prot. n. 77151.
Si ricorda, inoltre, che molti degli accorgimenti stabiliti a livello comunitario sono stati recepiti dal Piano Nazionale Prevenzione (PNP) 2014-2019, adottato con DGR 29 dicembre 2014, n. 2705 e, per quanto riguarda la Regione del Veneto, dal rispettivo Piano Regionale (PRP) 2014-2019, approvato con DGR 14 maggio 2015, n. 749. In particolare, il Programma di sviluppo del macro-obiettivo 2.8 “Ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute” si proponeva di promuovere le buone pratiche in materia di sostenibilità ed eco-compatibilità nella costruzione/ristrutturazione di edifici in relazione al rischio radon.
In linea di continuità con i precedenti Piani di Prevenzione, il PRP 2020-2025, approvato con DGR 29 dicembre 2021, n. 1858 conferma tra i propri macro-obiettivi (MO5-07) l’implementazione delle buone pratiche nella costruzione/ristrutturazione di edifici, anche in relazione al rischio chimico e al radon.
L’attenzione particolare verso gli effetti sulla salute di questo gas naturale si evince oltretutto dall’inserimento, con il DPCM 18 marzo 2017, di un programma specifico (B15) rivolto alla tutela della collettività dal rischio radon tra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In particolare, tale programma prevede, tra le prestazioni da garantire, la comunicazione alla popolazione e alle istituzioni relativamente alle ricadute sulla salute, alle indicazioni circa la corretta bonifica degli edifici pubblici e privati per la costruzione dei nuovi edifici e alle attività di controllo.
Con D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 è stata data attuazione alla citata Direttiva 2013/59/Euratom ed è stato disposto:
Il citato Decreto Legislativo, all’art. 12 ha inoltre fissato nuovi livelli di riferimento per le abitazioni e per i luoghi di lavoro, espressi in termini di valore medio annuo della concentrazione di attività di radon in aria. In particolare:
Con DPCM 11 gennaio 2024 è stato, quindi, adottato il Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR) 2023-2032 contenente gli obiettivi per affrontare i rischi a lungo termine dell’esposizione al radon nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni. Nello specifico, le azioni del Piano mirano a ridurre il numero dei casi di tumore polmonare causati dall’esposizione a radon e ai suoi prodotti di decadimento attraverso l’individuazione dei luoghi di lavoro e delle abitazioni con elevata concentrazione di questo gas e l’adozione di idonee misure per prevenire e ridurre la concentrazione di radon indoor. A tal fine, il Piano riporta all’appendice all’Azione 1.1 Parte 1 le “Linee guida per la realizzazione di indagini volte all’individuazione delle aree prioritarie” e alla Parte 2 le “Linee guida per l'individuazione, all’interno delle aree prioritarie, delle abitazioni con concentrazioni di radon superiori al livello di riferimento”.
In applicazione del citato comma 3 dell’art. 11 del D.Lgs. n. 101/2020, la Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria ha incaricato ARPAV di procedere all'individuazione delle aree prioritarie in Veneto, utilizzando le misure di radon effettuate con metodologie documentate e riferite al piano terra, raccolte nelle campagne di misure eseguite dal 1989 in poi (alcune delle quali utilizzate per la precedente classificazione delle zone di rischio di cui alla citata DGR n. 79/2002).
ARPAV ha quindi applicato i criteri per l’individuazione delle aree prioritarie definiti all’art 11, comma 3, alle misure di radon già effettuate dal 1989 in poi e ha trasmesso alla Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria il documento “Radon Indoor – Prima individuazione delle aree prioritarie in Veneto” nel quale sono illustrati gli esiti dell’attività svolta.
Si propone, pertanto, all’approvazione della Giunta regionale il documento “Radon Indoor – Prima individuazione delle aree prioritarie in Veneto”, quale Allegato A al presente provvedimento, di cui costituisce parte integrante e sostanziale, quale strumento che individua le aree prioritarie in Veneto, ai sensi dell’art 11, comma 3 del D.Lgs. n. 101/2020.
Il sopracitato documento individua un numero complessivo di Comuni in area prioritaria pari a 21, indicati nell’Allegato B al presente provvedimento, di cui costituisce parte integrante e sostanziale, collocati in zone geografiche all’interno delle quali era già stata evidenziata la presenza di significativi livelli di radon e erano sostanzialmente collocate le aree individuate con DGR n. 79/2002.
Inoltre, al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNAR e dal D.Lgs. n. 101/2020, si propone alla Giunta regionale l’istituzione di un Gruppo di coordinamento con il compito di definire, organizzare e sovrintendere le attività previste dal PNAR, con particolare riguardo anche all’avvio e allo sviluppo di una campagna di comunicazione regionale rivolta ai cittadini e ai datori di lavoro per incrementare la sensibilità sul tema in oggetto.
Sulla base delle competenze necessarie per dare attuazione al PNAR e in considerazione dei soggetti coinvolti, si propone alla Giunta regionale che il suddetto Gruppo di coordinamento sia composto dalle seguenti figure:
Ogni eventuale modifica o integrazione del Gruppo di coordinamento avverrà con apposito provvedimento del Direttore della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria. Alle singole sedute potranno partecipare altresì enti e figure specialistiche definiti di volta in volta, con funzione consultiva.
Si precisa che le attività del Gruppo di coordinamento non comporteranno per l’Amministrazione regionale alcun onere aggiuntivo e che tutti i componenti, interni ed esterni, parteciperanno ai lavori a titolo gratuito.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTA la Direttiva 2013/59/Euratom;
VISTO il D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 e s.m.i.;
VISTO il DPCM 11 gennaio 2024;
VISTA la DGR 18 gennaio 2002, n. 79;
VISTO l’art. 2, comma 2 della Legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012;
delibera
(seguono allegati)
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