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Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 387 del 15 aprile 2025
Approvazione dello schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e le Università degli Studi di Milano, di Trieste, di Verona e di Padova per la definizione di un modello italiano di leadership ispirato alla "Compassionate Leadership" da applicare presso le Aziende ed Enti del Servizio sanitario del Veneto. Attuazione DGR n. 960 del 13/8/2024 "Piano regionale di contrasto alla carenza di personale del Servizio socio sanitario regionale del Veneto".
Con il presente provvedimento si approva lo schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e le Università degli Studi di Milano, di Trieste, di Verona e di Padova per lo sviluppo di un progetto di ricerca di un modello italiano di leadership supportivo ispirato al modello della “Compassionate Leadership” da applicare presso le Aziende ed Enti del Servizio sanitario del Veneto, in attuazione dell’Azione 2.2 di cui al Piano regionale di contrasto alla carenza di personale del Servizio socio sanitario regionale del Veneto, approvato con DGR n. 960 del 13 agosto 2024.
L'Assessore Manuela Lanzarin riferisce quanto segue.
Come già evidenziato con Deliberazione di Giunta regionale n. 960 del 13 agosto 2024 attualmente la carenza di personale sanitario rappresenta un problema cruciale che sta assumendo dimensioni sempre più evidenti in molti Paesi. Questa situazione critica ha, ed avrà in futuro, un impatto significativo sul funzionamento e sulla qualità complessiva dei servizi sanitari offerti alla popolazione, motivo per il quale tutti i sistemi sanitari europei stanno intervenendo per affrontare e risolvere la sfida con gli obiettivi di contrastare ciò che le previsioni proiettate al 2030 evidenziano, ovvero una costante e marcata mancanza di professionisti sanitari, e di invertire un ulteriore e più grave trend negativo.
La situazione in Italia presenta elementi specifici dovuti a cause multifattoriali:
Le cause suesposte sono destinate a consolidarsi sulla base delle dinamiche demografiche e sociali del Paese che prospettano una diminuzione costante della popolazione attiva e un incremento della popolazione anziana.
Specularmente, i medesimi fenomeni si rinvengo anche sulla popolazione dei dipendenti del Servizio sanitario regionale pubblico del Veneto in cui, ad esempio, a fine 2023, i profili di medico, di infermiere e di operatore socio-sanitario con più di 50 anni d’età rappresentano il 47% del totale, e nello specifico, il personale infermieristico over 50 costituisce il 43% del totale, mentre il 59% del personale tecnico amministrativo risulta avere più di 50 anni e rispetto al fenomeno delle dimissioni, sempre nel corso dell’anno 2023, sul totale complessivo quelle inattese sono risultate pari al 54% per il personale infermieristico e al 67% per il personale medico.
Sulla base dell’analisi di tali criticità del sistema, la Regione del Veneto ha maturato la consapevolezza della necessità di dover agire in maniera strutturale, sia assicurando le opportune risorse al sistema, sia migliorando l'organizzazione dei servizi e si è pertanto attivata con la già citata DGR n. 960/2024 che ha adottato il “Piano regionale di contrasto alla carenza di personale del Servizio socio sanitario regionale del Veneto” che descrive le azioni strategiche mirate che intende perseguire secondo un approccio globale e coordinato.
Una di queste azioni riportate al punto 2.2. dell’Allegato A della predetta DGR n. 960/2024 è focalizzata sulla promozione di modelli di leadership supportivi: se il contesto organizzativo odierno è caratterizzato da profondi mutamenti tra i quali spicca il fenomeno delle grandi dimissioni che sta ridefinendo le dinamiche del lavoro e le relazioni all’interno delle aziende nelle quali i dipendenti esprimono le nuove priorità e aspettative alla ricerca di maggiore equilibrio e significato nel proprio lavoro, l’obiettivo organizzativo, in un contesto in cui la forza lavoro verrà ad essere una risorsa sempre più scarsa, diventa quello di attrarre e mantenere il personale.
Ed è noto come la soddisfazione dei dipendenti e la loro motivazione influenzino la performance complessiva delle organizzazioni, elementi che a seguito di un’indagine di clima organizzativo condotto nel corso del 2022 dalla Regione del Veneto nelle Aziende del Servizio sanitario regionale sono stati rilevati evidenziando sia la necessità di migliorare alcuni aspetti organizzativo-gestionale sia un disagio diffuso del personale dipendente verso l’esercizio direttivo-verticale della leadership, che è percepita come non più “coerente” o accettabile secondo gli schemi culturali evoluti del contesto professionale della sanità contemporanea.
Evidentemente, a fronte dei nuovi problemi, gli schemi organizzativi rispondenti ad esigenze di aumento della performance potrebbero non essere più soddisfacenti ed una nuova risposta potrebbe essere restituita da nuovi stili e modelli, in particolare nati e sviluppati nel settore sanitario assistenziale, tra i quali quello che sta riscuotendo attenzione a livello internazionale è la “compassionate leadership”, per gli esiti favorevoli sul personale il quale è ad alto rischio di sviluppare burnout e patologie da stress-lavoro-correlate.
Si tratta di un modello che aspira a creare una dimensione culturale basata sul supporto tra colleghi, dirigenti e collaboratori disponibili a prendersi cura uno dell’altro. Tra i maggiori contributi scientifici alla “compassionate leadership” vi sono gli studi di Michael West che, negli ultimi vent’anni, si sta occupando non solo della declinazione teorica del modello, ma soprattutto dell’analisi empirica dei risultati che l’applicazione porta nei contesti organizzativi sanitari.
L'adozione di un determinato modello di leadership deve essere sempre contestualizzata e valutata in base alle specifiche esigenze dell'organizzazione e del suo personale; anche l'implementazione della compassionate leadership richiede un’attenta considerazione della cultura organizzativa preesistente: è fondamentale che questo approccio sia integrato in modo coerente con la storia, la cultura, il clima, i valori, le caratteristiche del personale e le pratiche già consolidate all’interno dell’organizzazione. Pertanto, l’introduzione di un nuovo modello di leadership nel contesto sanitario del Veneto necessiterà di adattamenti per renderlo compatibile con un contesto sociale diverso da quello anglosassone e statunitense in cui è nato ed ha prodotto esiti positivi, studiandone previamente quali potranno essere i risultati che possono rendere visibili la sua efficacia.
A ciò si intende rispondere dando avvio ad una collaborazione con gli Atenei di Milano, di Trieste, di Padova e di Verona per definire e validare un modello italiano ispirato, appunto, alla “compassionate leadership”, attraverso lo sviluppo di un progetto di ricerca-azione la cui implementazione pratica verrà avviata, inizialmente, presso due Aziende sanitarie della Regione del Veneto.
I risultati attesi dal progetto di ricerca-azione sono i seguenti:
Il progetto di ricerca è suddiviso in più fasi e deve essere concluso entro due anni.
Le Università degli Studi di Milano, di Trieste, di Verona e di Padova coinvolte nella realizzazione dell’intervento regionale, avendo sviluppato un’importante esperienza di ricerca (scientifica e applicata) di formazione (universitaria e manageriale) nel campo delle professioni sanitarie, del management sanitario e nei diversi ambiti disciplinari della sanità pubblica e della psicologia sociale e del lavoro nonché delle scienze giuridiche e dell’organizzazione, hanno manifestato formalmente il loro assenso alla proposta di Accordo di collaborazione con le apposite comunicazioni di seguito indicate:
fermo restando che i suddetti Atenei procederanno alla stipula una volta intervenute le approvazioni da parte dei rispettivi organi istituzionali.
Premesso ciò, con il presente atto, pertanto, si propone per l’approvazione lo schema di Accordo di collaborazione per lo sviluppo di un progetto di ricerca “Compassionate leadership: il modello italiano” tra la Regione del Veneto, l’Università degli Studi di Milano, di Trieste, di Verona e di Padova, di cui all’Allegato A, che forma parte integrante della presente deliberazione.
Si evidenzia al riguardo che, il fine che l’Accordo di collaborazione intende perseguire rappresenta un interesse di natura puramente pubblica a beneficio e vantaggio della collettività e l’Accordo che verrebbe sancito tra la Regione e le quattro Università pubbliche discende da una divisione di compiti e responsabilità in relazione alle rispettive funzioni istituzionali, pertanto, tutte le Parti forniranno un proprio contributo a fronte di un importo complessivo stimato necessario per la realizzazione del progetto di euro 500.000,00. Si sottolinea che l’attività da svolgere è priva di carattere imprenditoriale in un ambito estraneo a prestazioni riconducibili all’appalto di servizi reperibili sul mercato da operatori economici.
In sintesi:
Alla luce di quanto finora esposto con il presente atto si propone di finanziare l’intervento di spesa in oggetto per l’esercizio corrente, con copertura finanziaria a carico dei Finanziamenti della GSA dell’esercizio 2025, previsto per la linea di spesa n. 329 denominata “Progetto di ricerca “Compassionate Leadership”. Accordo di collaborazione con Atenei – DGR n. 960/2024” afferente al capitolo di Bilancio regionale n. 103285 – di cui al DDR Area Sanità e Sociale n. 26 del 06/03/2025, All. A, di esecuzione della DGR n. 1507 del 16/12/2024 -, per l’importo complessivo di euro 300.000,00 da suddividere in parti uguali alle Università degli Studi di Milano, di Padova, Verona e Trieste.
Tale finanziamento verrà erogato ai beneficiari per il tramite di Azienda Zero, responsabile della GSA ai sensi dell’art. 2 della L.R. n. 19/2016, alla quale sono già state trasferite tutte le risorse relative ai finanziamenti della GSA 2025, con Decreto del Direttore della Direzione Programmazione e Controllo SSR n. 16 del 14 marzo 2025.
Nello specifico la Regione si impegna a contribuire per l’attività di collaborazione con una somma fino ad un massimo di euro 150.000,00 euro annuali, fino ad un massimo di euro 300.000,00 nel biennio, a parziale copertura delle spese sostenute dalle quattro Università coinvolte nel progetto. La predetta somma è definita in euro 37.500,00 all’anno per singolo Ateneo, fermo restando che, come già specificato, eventuali contributi incondizionati provenienti da soggetti privati erogati agli Atenei per la realizzazione del progetto di ricerca dovranno essere comunicati alla Regione e ridurranno corrispondentemente il finanziamento previsto della Regione stessa.
Pertanto, si dispone che Azienda Zero provveda ad erogare gli importi spettanti alle singole quattro Università per ogni anno di attuazione del progetto, previa adozione di apposito atto di competenza della Direzione Risorse Umane del SSR, secondo le seguenti modalità:
a) il 50% dell’importo annuale pari ad euro 18.750,00 ad avvenuta sottoscrizione dell’Accordo, con riferimento al primo anno, ed a seguito dell’avvio dei lavori di ricerca;
b) il 50 % rimanente previa presentazione di idonea rendicontazione delle attività svolte e dei costi sostenuti che i singoli Atenei sono tenuti a produrre entro 60 giorni dal termine di ogni annualità prevista dal progetto stesso.
La sottoscrizione in forma elettronica dell’Accordo di collaborazione viene demandata al Presidente della Giunta regionale o suo delegato.
Si incarica il Direttore della Direzione Risorse Umane del SSR dell’esecuzione del presente atto e ad apportare modifiche non sostanziali all’Accordo di collaborazione nell’interesse dell’Amministrazione.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO l’art. 2, comma 2, lett. o) della L.R. n. 54 del 31 dicembre 2012 recante “Legge regionale per l'ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale in attuazione della Legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 "Statuto del Veneto”;
VISTA la Legge n. 241 del 7 agosto 1990, in particolare l’art. 15;
VISTO il D.Lgs. n. 33 del 14 marzo 2013;
VISTO il D.Lgs. n. 118/2011, Titolo II, articolo 20 e ss.mm.ii. ed in particolare il D.Lgs. n. 126/2014;
VISTA la L.R. n. 1 del 7 gennaio 2011;
VISTA la L.R. n. 39 del 29 novembre 2001 “Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione”;
VISTA la L.R. n. 19 del 25ottobre 2016;
VISTA la L.R. n. 34 del 27 dicembre 2024 “Bilancio di previsione 2025-2027”;
VISTO il Decreto del Segretario Generale della Programmazione n. 12 del 30 dicembre 2024 “Bilancio Finanziario Gestionale 2025 – 2027”;
VISTA la DGR n. 1507 del 16 dicembre 2024 ad aggetto “Autorizzazione all’erogazione dei finanziamenti della GSA dell’esercizio 2025 da effettuarsi attraverso l’Azienda Zero. Legge regionale 25 ottobre 2026, n. 19, art. 2 comma 4;
VISTO il Decreto del Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale n. 26 del 06 marzo 2025;
VISTO il Decreto del Direttore della Direzione Programmazione e Controllo SSR n. 16 del 14 marzo 2025,
delibera
(seguono allegati)
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