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Materia: Servizi sociali
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1304 del 14 novembre 2024
Approvazione accordo con l'Università degli Studi di Verona per creare una rete congiunta di conoscenze finalizzata alla predisposizione e alla realizzazione di progetti ed iniziative per l'applicazione del "Fattore Famiglia", previsto dalla L.R. n. 20 del 28 maggio 2020, in particolare all'articolo 3 - Prestazioni sociali dei Comuni.
Con il presente atto, si approva un accordo con l’Università degli Studi di Verona - ai sensi della L. 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme sul procedimento amministrativo” (in particolare dell’articolo 15) - per attività di studio, di ricerca e di azione per creare una rete congiunta di conoscenze finalizzata alla predisposizione e realizzazione di progetti ed iniziative per l’applicazione del “Fattore Famiglia”, previsto dalla L.R. n. 20 del 28 maggio 2020, in particolare all’articolo 3 - Prestazioni sociali dei Comuni.
L'Assessore Manuela Lanzarin riferisce quanto segue.
La Regione del Veneto - nell'osservanza dei principi sanciti dagli articoli 2, 29, 30 e 31 della Costituzione, dall’art. 6, comma 1, lettera n) dello Statuto e dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, firmata a New York il 20 novembre 1989, ratificata ai sensi della L. n. 176 del 27 maggio 1991 - promuove e persegue una politica organica ed integrata volta a riconoscere e a sostenere la famiglia nel libero svolgimento delle sue funzioni sociali ed ha approvato, a tal fine, la L.R. n. 20 del 28 maggio 2020 recante ”Interventi a sostegno della famiglia e della natalità”.
La medesima Legge regionale prevede, fra l’altro, la definizione degli ambiti di applicazione, dei criteri e delle modalità attuative del “Fattore Famiglia”, previsto all’art. 3 - Prestazioni sociali dei Comuni.
La norma qualifica il “Fattore Famiglia” come uno strumento integrativo per definire le condizioni economiche e sociali della famiglia che accede alle prestazioni sociali ed ai servizi a domanda individuale, specificando che il suo uso è facoltativo da parte dei Comuni.
Il “Fattore Famiglia” è stimato sulla base delle seguenti scale di equivalenza:
Fattore Famiglia
Composizione familiare
1 ° componente
1.0
Single o monogenitore
0.6
se Monogenitore con figli minori
0.4
se anche vedovo/a con figli minori
0.2
Coppia
2.0
Figlio 0-5
0.7
Figlio 6-13
Figlio 14-18
0.5
Figlio studente 19-26
Adulto aggiuntivo
0.3
Coppia giovane con capofamiglia < 40 anni
Gemelli fino a 10 anni
0.3 x (N gemelli-1)
Condizione lavorativa dei genitori (con figli minori)
Entrambi i genitori lavorano (scala x ogni coniuge)
0.1
Monogenitore lavoratore
Entrambi i genitori disoccupati (scala x ogni coniuge)
Monogenitore non lavoratore
Invalidità
Media
Grave
0.85
Non autosufficiente
1.2
Minorenne disabile
Grave esclusione abitativa
Senza tetto o senza casa
Sistemazioni insicure o sistemazioni inadeguate
Nella prassi, è uno strumento già in uso da parte di alcuni Comuni del territorio regionale, applicato per determinare le tariffe di accesso ai servizi alla prima infanzia, al trasporto scolastico e agli impianti sportivi.
Quali ulteriori possibili applicazioni, il “Fattore Famiglia” potrebbe essere impiegato per determinare i contributi locali e divenire un utile strumento per l'erogazione di contributi alle famiglie con fondi regionali. Si presenta come un indicatore sintetico della situazione reddituale e patrimoniale che, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (ai sensi del D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159 “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente - ISEE) garantisce condizioni migliorative, integrando ogni altro indicatore, coefficiente e quoziente di premialità per le famiglie, al fine della individuazione delle modalità di accesso alle prestazioni sociali ed ai servizi a domanda individuale erogati dai Comuni.
Con la DGR n. 1251 dell’1 settembre 2020 è stata avviata la collaborazione con l'Università degli Studi di Verona per giungere ad una proposta inerente agli ambiti di applicazione, ai criteri e alle modalità attuative del “Fattore Famiglia”. Al riguardo, si specifica che l’Università degli Studi di Verona possiede una tradizione di studi dedicati ad ambiti contigui al “Fattore Famiglia”, quali: stima del costo dei figli e delle disabilità, povertà ed ineguaglianza, distribuzione delle risorse all’interno della famiglia, politiche familiari, valutazione del lavoro “non pagato” in attività domestiche, impresa familiare, micro e macro modelli di politica economica della famiglia, efficacia dell’ISEE, cause della criminalità giovanile, analisi delle scelte relative all’istruzione terziaria e all’adozione dei prestiti d’onore.
Con la DGR n. 1609 del 19 novembre 2021 è stato stipulato l'accordo attuativo per l’applicazione sperimentale del “Fattore Famiglia”, in particolare alle rette di frequenza ai servizi alla prima infanzia nel territorio degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS).
L’applicazione è proseguita con la DGR n. 1277 del 18 ottobre 2022 ed ha consentito di intervenire a favore di 11.672 minori, che hanno così potuto accedere ai servizi in modo agevolato sotto il profilo economico, con un riflesso positivo sulla conciliazione vita-lavoro dei rispettivi genitori. In particolare, integrando il tradizionale ISEE con una valutazione più specifica delle condizioni economiche e sociali delle famiglie residenti nel territorio regionale, l’applicazione del “Fattore Famiglia” ha garantito una maggiore equità nell'accesso, tenendo conto di alcuni elementi che non sono considerati dall'ISEE standard, come il numero e l’età dei figli, la presenza di persone con disabilità o non autosufficienti nel nucleo familiare e le situazioni di disagio economico particolari.
Tenuto conto che il “Fattore Famiglia” è uno strumento che permette una valutazione personalizzata delle famiglie e che considera elementi che possono influire sulla situazione economica ma che non sono riflessi nell'ISEE, con la DGR n. 1406 del 20 novembre 2023 è stato previsto di proseguire ancora nell’applicazione sperimentale di questa metodologia e la DGR n. 647 del 10 giugno 2024 ha declinato alcune modalità operative a favore degli ATS, così da garantire indicazioni operative standard in grado di assicurare livelli uniformi di intervento nel territorio regionale.
Al momento attuale, l'applicazione sperimentale del “Fattore Famiglia” è in fase di conclusione da parte degli Ambiti Territoriali Sociali, con la liquidazione degli importi alle persone ammesse ad apposito avviso di finanziamento e la successiva rendicontazione delle attività alla Regione entro il 30 novembre 2024.
L’accordo con l'Università degli Studi di Verona stipulato ai sensi della DGR n. 1609 del 19 novembre 2021 ha permesso di disporre:
Ora, si intende proseguire nella collaborazione con l'Università degli Studi di Verona, mediante la stipulazione di un nuovo accordo, finalizzato ad attività di studio, di ricerca e di azione funzionali allo sviluppo di progetti ed iniziative per l’applicazione del “Fattore famiglia”.
L'accordo avrà la durata di 3 anni dalla sua sottoscrizione e consentirà di identificare ed analizzare gli effetti dell’applicazione del “Fattore Famiglia” nel periodo 2022-2024, in particolare l'impatto sulle condizioni economiche e sociali delle famiglie fruitrici nonché la mappatura delle applicazioni del “Fattore Famiglia”. Inoltre, permetterà di sviluppare la formazione degli operatori degli ATS rispetto a questa metodologia, con particolare riguardo agli scenari di welfare, all’individuazione di bisogni latenti nelle fasce fragili della popolazione e alle opportunità applicative del "Fattore Famiglia".
In questo modo sarà possibile comprendere l’adozione e l’efficacia della misura nei vari territori ed identificare eventuali disparità di accesso o benefici fra i Comuni. Il fine ultimo dell'accordo è evidenziare le modalità con cui i servizi locali rispondono alle necessità delle famiglie, puntando a migliorare la qualità della vita all'interno della comunità e fra gli operatori e rafforzando le capacità degli ATS di rispondere alle esigenze della popolazione in modo adeguato e pro-attivo.
Per la copertura ed il rimborso dei costi ammissibili, la Regione trasferisce all’Università degli Studi di Verona l'importo di euro 150.000,00 alla sottoscrizione dell’accordo ed euro 50.000,00 a seguito della trasmissione alla Regione della relazione sulle attività progettuali e la rendicontazione della spesa sostenuta, per una somma complessiva di euro 200.000,00.
Con lettere del 12 settembre 2024 (prot. n. 471602/2024) e del 30 settembre 2024 (prot. n. 500167/2024), l’Università degli Studi Verona ha espresso la volontà di proseguire nella collaborazione, di cui allo schema dell’Allegato A alla presente deliberazione, parte integrante e sostanziale della stessa, ai sensi della L. n. 241/1990 (in particolare dell’art. 15).
Ciò premesso:
La Direzione Servizi Sociali, a cui è stato assegnato il capitolo di spesa di cui sopra, ha attestato che il medesimo presenta sufficiente capienza.
L’ammontare di euro 200.000,00 è finanziato con trasferimenti statali dal Fondo nazionale per le politiche sociali, con copertura della obbligazione assicurata dall’accertamento in entrata n. 1935 del 2024, di complessivi euro 28.558.500,17, disposto con DDR n. 4 del 22 aprile 2024, ai sensi dell’art. 53 del D.Lgs. n. 118/2011 e s.m.i. a valere sul capitolo di entrata n. 1623 “Assegnazione del Fondo nazionale per le politiche sociali - risorse indistinte (art. 20, L. 8/11/2000, n. 328 - art. 80, co. 17, L. 23.12.2000, n. 388)”.
Il Direttore dell’Unità Organizzativa Famiglia, Minori, Giovani e Servizio Civile è autorizzato alla sottoscrizione dell'accordo ed è incaricato di adottare tutti i provvedimenti conseguenti in attuazione del presente provvedimento.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e il successivo D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126;
VISTO il D. Interministeriale del 22 ottobre 2021 (registrato alla Corte dei Conti il 12 novembre 2021 - n. 2803) del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle Finanze;
VISTA la L.R. n. 39 del 29 novembre 2001 “Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione”;
VISTA la L.R. n. 54 del 31 dicembre 2012 “Legge regionale per l’ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale in attuazione della legge regionale statutaria 17.04.2012, n. 1 ‘Statuto del Veneto”, in particolare l’art. 2, co. 2, lettera o);
VISTA la L.R. n. 32 del 22 dicembre 2023, avente ad oggetto “Bilancio di previsione 2024-2026”;
VISTO la L.R. n. 20 del 28 maggio 2020 “Interventi a sostegno della famiglia e della natalità”, in particolare l’art. 3;
VISTA la DCR n. 111 del 26 luglio 2022, che ha approvato il Programma 2022-2024 degli interventi della Regione del Veneto a favore della famiglia, ai sensi della L.R. 28 maggio 2020, numero 20 “Interventi a sostegno della famiglia e della natalità” (art. 4, co. 1);
delibera
1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
2. di proseguire la collaborazione con l’Università degli Studi di Verona relativamente all'applicazione del “Fattore Famiglia”, come previsto dalla L.R. 28 maggio 2020, n. 20 e in particolare all’articolo 3 - Prestazioni sociali dei Comuni, avviata ai sensi della DGR n. 1251 dell’1 settembre 2020 e della DGR n. 1609 del 19 novembre 2021;
3. di approvare, a tal fine, l'accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e l'Università degli Studi di Verona di cui all’Allegato A alla presente deliberazione, parte integrante e sostanziale della stessa, ai sensi dell'art. 15 della L. n. 241/1990, volto ad identificare ed analizzare gli effetti dell’applicazione del “Fattore Famiglia” nel periodo 2022-2024, in particolare l'impatto sulle condizioni economico-sociali delle famiglie fruitrici e le applicazioni di questa metodologia, nonché a sviluppare la formazione degli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali;
4. di dare atto che l'accordo, di cui all’Allegato A alla presente deliberazione, ha una durata di 3 anni decorrenti dalla data di sottoscrizione;
5. di determinare in euro 200.000,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa, a favore dell’Università degli Studi di Verona, per l’accordo di cui al punto 3., alla cui assunzione provvederà con proprio atto il Direttore dell’Unità Organizzativa Famiglia, Minori, Giovani e Servizio Civile a carico dei fondi stanziati sul capitolo 102039 denominato “Fondo nazionale per le politiche sociali - Interventi per l’infanzia - Trasferimenti correnti (art. 20, l. 08/11/2000, n.328 - art. 80, c. 17, l. 23/12/2000, n. 388)”, del Bilancio regionale di previsione 2024-2026, entro il corrente esercizio. L’importo a saldo di euro 50.000,00 avverrà con istituzione del Fondo pluriennale vincolato;
6. di incaricare il Direttore dell’Unità Organizzativa Famiglia, Minori, Giovani e Servizio Civile dell’esecuzione del presente atto, compresa la sottoscrizione dell'accordo di cui al punto 3.;
7. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi degli artt. 23 e 26, co. 1 del D.Lgs. n. 33/2013;
8. di informare che avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso giurisdizionale avanti il Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni dall’avvenuta conoscenza ovvero, alternativamente, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni;
9. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.
(seguono allegati)
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