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Materia: Turismo
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1183 del 15 ottobre 2024
Approvazione Accordi di collaborazione tra la Regione del Veneto e l'Università degli Studi di Padova, Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali (TESAF) e Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) per attività di interesse comune nei settori delle ricerche scientifiche e dell'informazione legate alla Strategia di gestione e controllo delle specie esotiche invasive e alla gestione e conservazione della biodiversità nell'ambito di Rete Natura 2000.
Con il presente provvedimento si approvano gli Accordi di collaborazione con il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali (TESAF) e il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dell’Università degli Studi di Padova per la prosecuzione delle attività di ricerca e di informazione di interesse comune collegate alla strategia di gestione e controllo delle specie esotiche invasive e alla gestione e conservazione della biodiversità nell’ambito di Rete Natura 2000.
L'Assessore Cristiano Corazzari riferisce quanto segue.
La Direttiva 92/43/CEE "Habitat", relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, e la Direttiva 2009/147/CE "Uccelli" hanno costituito una rete ecologica europea coerente di Zone Speciali di Conservazione e Zone di Protezione Speciale, denominata Rete Natura 2000.
La Direttiva 2009/147/CE prevede all'art. 4 che gli Stati membri classifichino come Zone di Protezione Speciale (ZPS) i territori più idonei alla conservazione delle specie di uccelli di cui all'Allegato I alla stessa direttiva e delle specie migratrici che ritornano regolarmente, adottando misure idonee a prevenire l'inquinamento e il deterioramento degli habitat, nonché le perturbazioni che possano avere conseguenze significativamente dannose per gli stessi uccelli.
Il D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, modificato con D.P.R. n. 120/2003, riguardante il recepimento nella Legislazione italiana della Direttiva "Habitat", stabilisce conseguentemente che per le ZPS le Regioni adottino le necessarie misure di conservazione comprendenti gli occorrenti Piani di gestione (art. 4).
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con Decreto del 3 settembre 2002 ha stabilito le linee guida per la gestione dei siti Natura 2000 con lo scopo di fornire un supporto tecnico normativo alla elaborazione di appropriate misure di conservazione funzionale e strutturale, tra cui i piani di gestione, per i siti della Rete Natura 2000.
Con DGR n. 786 del 27 maggio 2016, così come modificata ed integrata dalle Deliberazioni della Giunta regionale n. 1331 del 16 agosto 2017 e n. 1709 del 24 ottobre 2017, sono stati approvati gli obiettivi e le misure di conservazione per le zone speciali di conservazione (ZSC) delle regioni biogeografiche alpina e continentale.
Con Decreti 27 luglio 2018, 10 maggio 2019 e 20 giugno 2019, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha designato tutti i Siti di Interesse Comunitario del Veneto (SIC) come Zone di Conservazione Speciale (ZSC).
Con DGR n. 82 del 26 gennaio 2021 è stato approvato il documento "Prioritised Action Framework - PAF" per le aree della Regione del Veneto ricadenti nella Rete Natura 2000, relativo al periodo di programmazione comunitaria 2021-2027 e in linea con quanto previsto dall'art. 8 della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) individuando una serie di azioni prioritarie per il conseguimento di obiettivi di conservazione di habitat, specie ed habitat di specie.
L’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile esplicita la tutela della Vita sulla Terra attraverso l’arresto di perdita di diversità biologica che si declina nel target 15.8 “Entro il 2020, introdurre misure per prevenire l’introduzione di specie diverse ed invasive nonché ridurre in maniera sostanziale il loro impatto sugli ecosistemi terrestri e acquatici e controllare o debellare le specie prioritarie”.
Il Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, inoltre, reca disposizioni volte a prevenire, ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità causati dall’introduzione e dalla diffusione, sia deliberata che accidentale, delle specie esotiche invasive all’interno dell’Unione Europea.
Le specie esotiche invasive, con sinonimo aliene o alloctone, su scala globale costituiscono una causa rilevante di perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici ad essa correlati.
Le specie animali e vegetali esotiche sono trasferite dall’uomo al di fuori delle loro aree naturali in modo deliberato o accidentale. In Europa sono presenti circa 12.000 specie esotiche, delle quali approssimativamente circa il 10–15% è ritenuto invasivo, e sono indicate in ambito internazionale come IAS – Invasive Alien Species – e sono rappresentate da specie animali e vegetali in grado di riprodursi ed espandersi a scapito delle specie autoctone, causando danni alla biodiversità ma anche alla salute umana, alle produzioni agricole e ai manufatti, nonché ai servizi ecosistemici. La rapidità della loro diffusione a scapito delle specie autoctone è favorita da attività quali il commercio mondiale, i trasporti, il turismo e dal cambiamento climatico, che alterando gli ecosistemi crea le condizioni favorevoli al loro insediamento.
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1141 della Commissione europea del 13 luglio 2016 ha adottato un elenco di specie esotiche invasive di rilevanza unionale. L’elenco è stato successivamente integrato con i Regolamenti di esecuzione (UE) 2017/1263 del 12 luglio 2017, 2019/1262 del 25 luglio 2019 ed infine 2022/1203 del 12 luglio 2022.
Il Decreto Legislativo 15 dicembre 2017, n. 230, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2018 ed entrato in vigore il 14 febbraio 2018, ha adeguato la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 1143/2014 affidando alle Regioni e alle Province autonome specifiche competenze.
Anche il Regolamento (UE) 2024/1991 del Parlamento Europeo e del Consiglio sul ripristino della natura, pubblicato nella GU il 29 luglio 2024, richiama nell’Allegato VII, tra gli esempi di misure di ripristino, l’eliminazione e il controllo delle specie esotiche invasive, evitando o riducendo al minimo l'introduzione di nuove specie.
Considerate le competenze affidate dallo Stato in materia di Rete Natura 2000, congiuntamente alle funzioni assegnate alle Regioni con il D. Lgs. n. 230/2017, è necessario sviluppare strategie, obiettivi ed azioni prioritarie per il contrasto alle specie esotiche invasive, con particolare attenzione alla conservazione della biodiversità in Rete Natura 2000 e nelle altre aree protette.
Con nota n. 0124412.07 del 7 ottobre 2022 il Ministero della Transizione Ecologica ha comunicato che, in attuazione di quanto previsto dal comma 2, art. 2 del Decreto del Ministro della transizione ecologica 17 giugno 2022 “Modalità di ripartizione del fondo per il controllo delle specie esotiche invasive”, ha proceduto al trasferimento a ciascuna Regione e Provincia autonoma delle somme relative all’anno 2022, secondo la ripartizione di cui al comma 1, art. 2, del Decreto citato. Per la Regione del Veneto il Decreto ha assegnato una somma pari ad euro 305.000,00 per ciascuno degli esercizi finanziari 2022, 2023 e 2024 per interventi di controllo e/o eradicazione delle specie aliene e invasive.
A tale riguardo, le azioni di contrasto alle specie esotiche invasive realizzate sul territorio regionale sono annualmente rendicontate al MASE.
Con DGR n. 1059 del 29 agosto 2023 è stata, pertanto, approvata la “Strategia regionale per il contrasto alle specie esotiche invasive per il quinquennio 2022-2026”, così da individuare obiettivi ed azioni prioritarie per il controllo, il contrasto ed il monitoraggio delle stesse. Tale Strategia è stata elaborata con il contributo del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) e del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali (TESAF) entrambi dell’Università degli Studi di Padova, considerate le competenze tecnico scientifiche rispettivamente in campo animale e vegetale.
Al fine di dare attuazione a quanto previsto dalla Strategia regionale, si è ritenuto di avvalersi della collaborazione dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario - Veneto Agricoltura e dell'Ente Parco Naturale Regionale del Delta del Po per attività di tutela della biodiversità, i cui Accordi sono stati approvati con DGR n. 1432 del 20 novembre 2023.
Al contempo, si è ritenuto di proseguire la collaborazione con il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) e con il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali (TESAF), entrambi dell’Università degli Studi di Padova, per la realizzazione di attività di ricerca e di informazione di interesse comune collegate alla strategia di gestione e controllo delle specie esotiche invasive e alla gestione e conservazione della biodiversità nell’ambito di Rete Natura 2000, con specifico riferimento alla formazione degli operatori direttamente coinvolti nella attività di contrasto alle specie esotiche invasive (Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità, Polizie Ittico Venatorie Provinciali, varie Direzioni regionali e gli stessi operatori di Veneto Agricoltura e dell'Ente Parco Naturale Regionale del Delta del Po). A tal fine, con DGR n. 1431 del 20 novembre 2023 sono stati approvati specifici Accordi di collaborazione con i citati Dipartimenti dell’Università di Padova.
A tale riguardo l’attività formativa tecnico scientifica realizzata nel corso del 2024 dall’Università degli Studi di Padova, in stretta collaborazione con la Direzione Turismo U.O. Strategia regionale della Biodiversità e dei Parchi, ha coinvolto complessivamente oltre 130 operatori dei diversi enti provinciali e regionali, grazie anche alla collaborazione dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario – Veneto Agricoltura, dell’Ente Parco Naturale Regionale del Delta del Po e dei Carabinieri Forestali Reparto Biodiversità che hanno messo a disposizione spazi consoni rispettivamente a Pieve del Grappa (TV), a Rosolina (RO) presso il Giardino Botanico Litoraneo di Parco Caleri e a Feltre (BL) presso la Riserva Naturale Vincheto di Celarda.
La collaborazione tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) e il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali (TESAF) ha riguardato in sintesi:
Si ritiene, pertanto, di primaria importanza, proseguire con l’acquisizione di nuove conoscenze e con le attività di informazione e formazione degli operatori così da rendere maggiormente efficaci gli interventi di controllo ed eradicazione delle specie esotiche invasive.
Risulta parimenti necessario proseguire con l’affiancamento e con il supporto tecnico scientifico agli Enti ed Istituzioni impegnati nelle concrete azioni di contrasto alle specie esotiche invasive, come gli Enti locali, i Carabinieri Forestali, alcune Direzioni regionali direttamente interessate, anche in relazione ai potenziali rischi sanitari.
Da un confronto tra la Direzione Turismo, U.O. Strategia regionale della Biodiversità e dei Parchi, e l'Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) e Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali (TESAF), è emerso l’interesse a continuare la collaborazione in tale ambito.
Tale interesse comune ha trovato espressione nella proposta di collaborazione, prot. regionale n. 449295 del 5 settembre 2024, da parte del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali (TESAF) e nella proposta di collaborazione, prot. regionale n. 471794 del 12 settembre 2024, da parte del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA).
Ciò premesso, ritenuta l’attività in argomento di interesse comune, con il presente provvedimento si propone di attivare un rapporto di collaborazione con l'Università degli Studi di Padova, Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali (TESAF) e Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA), mediante la sottoscrizione, ai sensi dell’art. 15 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, degli Accordi di collaborazione, secondo le modalità individuate negli Schemi di Accordo, di cui rispettivamente agli Allegati A e B parti integranti e sostanziali del presente atto, conferendo a ciascun Dipartimento la somma di euro 23.000,00 a titolo di rimborso delle spese sostenute.
In ordine all’aspetto finanziario l’importo massimo delle obbligazioni di spesa, indicato in euro 46.000,00, trova copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati per l’esercizio corrente sul capitolo n. 102528 “Spese per la realizzazione della rete ecologica europea “Natura 2000” – Trasferimenti correnti” del bilancio pluriennale 2024-2026.
Si propone infine di incaricare il Direttore della Direzione Turismo della sottoscrizione degli Accordi di collaborazione di cui agli Allegati A e B al presente provvedimento nonché della gestione tecnica finanziaria e amministrativa dei procedimenti derivanti dall'adozione del presente atto, autorizzandolo ad apportare agli stessi modifiche non sostanziali nell’interesse dell’Amministrazione regionale.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTE le Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CEE;
VISTO il D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 e ss.mm.ii.;
VISTE la DGR n. 786 del 27 maggio 2016, la DGR n. 1331 del 16 agosto 2017 e la DGR n. 1709 del 24 ottobre 2017;
VISTA la DGR n. 82 del 26 gennaio 2021;
VISTO il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 3 settembre 2002;
VISTO il Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 e ss.mm.ii.;
VISTO il Regolamento (UE) n. 2024/1991 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 giugno 2024;
VISTO il D. Lgs. 15 dicembre 2017, n. 230 e ss.mm.ii.;
VISTA la DGR n. 1700 del 9 dicembre 2020;
VISTA la DGR n. 1059 del 29 agosto 2023;
VISTA la DGR n. 1431 del 20 novembre 2023;
VISTA la L.R. n. 32 del 22 dicembre 2023 “Bilancio di previsione 2024-2026”;
VISTA la DGR n. 1615 del 22 dicembre 2023 “Approvazione del documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione 2024-2026”;
VISTO il Decreto del Segretario Generale della Programmazione n. 25 del 29 dicembre 2023 di approvazione del “Bilancio Finanziario Gestionale 2024-2026”;
VISTA la DGR n. 36 del 23 gennaio 2024 di approvazione delle “Direttive per la gestione del Bilancio di previsione 2024-2026”;
VISTA la L. n. 241 del 7 agosto 1990;
VISTO l’art. 2, co. 2 della L. R. n. 54 del 31 dicembre 2012;
delibera
(seguono allegati)
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