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Bur n. 157 del 23 novembre 2021


Materia: Ambiente e beni ambientali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1537 del 11 novembre 2021

Avvio della procedura di aggiornamento del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell'Atmosfera approvato con DCR n. 90/2016.

Note per la trasparenza

Con il presente atto la Giunta regionale avvia la procedura di aggiornamento del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera secondo quanto disciplinato dal D.Lgs. n. 152/2006 e prevede sia l’affidamento ad ARPAV della predisposizione della proposta di Piano, tesa ad aggiornare quello esistente, che l’incarico alla medesima Agenzia volto all’attuazione di una serie di attività integrative riguardanti approfondimenti scientifici afferenti aspetti emissivi funzionali all’aggiornamento del documento programmatorio.  

L'Assessore Gianpaolo E. Bottacin riferisce quanto segue.

Il Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera (P.R.T.R.A.), approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 57 dell’11.11.2004, è stato aggiornato con deliberazione del Consiglio regionale n. 90 del 19.04.2016 sulla base della zonizzazione approvata con deliberazione n. 2130 del 23.12.2012, confluita integralmente nell’aggiornamento del medesimo Piano, ed in linea con i principi del D.Lgs. n. 155 del 13.08.2010 “Attuativo della Direttiva 2008/50/Ce relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa” il quale, operando un riordino della normativa in materia di gestione e tutela della qualità dell’aria, ha  affidato alle Regioni e alle Province autonome le attività di valutazione e di pianificazione finalizzate a conoscere il contesto territoriale, ad identificare le misure  più efficaci per il rispetto dei valori di qualità dell’aria ed assicurarne l’attuazione.

Alla luce della suddetta disciplina, la Giunta regionale con provvedimento n. 788 del 07.05.2012 ha avviato la procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) di cui alla Parte II, Titolo II, del Decreto legislativo n. 152 del 2006 s.m.i.la cui positiva conclusione ha comportato, ai sensi dell’art.19 comma 4 della L.R. n. 33/1985,l’adozione del Piano da parte della Giunta regionale, con propria deliberazione n. 34/CR del 15.04.2014, cui ha fatto seguito la trasmissione al Consiglio regionale per l’approvazione dello stesso di cui alla citata deliberazione n. 90/2016. 

Il Piano così approvato prevedeva il monitoraggio delle azioni attraverso indicatori di realizzazione e di risultato, questi ultimi espressi in termini di riduzione delle emissioni e programmava l’attuazione delle numerose azioni di intervento riferite alle diverse tematiche di competenza regionale (energia, trasporti, agricoltura logistica ecc.) finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria.

L’attuale P.R.T.R.A. ai sensi dell’art. 9 del D.Lgs. n. 155/2010 costituisce lo strumento di pianificazione per il raggiungimento dei valori limite e dei valori obiettivo previsti per PM10, PM 2,5 e altri inquinanti.

A tal proposito, si deve dar conto del fatto che il monitoraggio, effettuato da ARPAV, agli atti della competente struttura regionale, sull’efficacia delle suddette azioni per la riduzione delle polveri sottili (PM10) e del biossido di azoto (NOx), ha evidenziato l’esigenza di porre in essere una rivalutazione complessiva delle medesime.

Poiché le misure di qualità dell’aria continuano a mostrare superamenti diffusi di particolato atmosferico dei limiti previsti, seppur in riduzione nel trend di lungo periodo, si rileva l’esigenza di un riesame complessivo del Piano anche alla luce delle varie strategie intraprese a livello nazionale e delle specifiche azioni attivate a livello di Bacino Padano per il rispetto dei valori stabiliti dalla norma.

Infatti, a seguito della procedura di infrazione 2014/2147 avviata dalla Commissione europea nei riguardi dello Stato italiano per la non puntuale applicazione della direttiva 2008/50/CE con riferimento ai superamenti continui  di lungo periodo dei valori limite del PM10 e del biossido di azoto, che interessano anche le regioni del Bacino Padano – Veneto incluso, sono state attivate ai sensi dell’articolo 10 della L. n. 88/2009 specifiche strategie di intervento in materia di inquinamento atmosferico.

A tal fine, la Giunta regionale con DGR n. 836 del 06.06.2017 ha approvato il “Nuovo Accordo Bacino Padano”, il quale definisce, in un quadro condiviso con le Regioni del Bacino Padano e il Ministero dell’Ambiente, importanti misure addizionali di risanamento da inserire nei Piani di qualità dell’aria, da applicare in modo coordinato e congiunto sul territorio delle regioni coinvolte. Inoltre, con DGR n. 567 del 28.04.2017 la Regione del Veneto ha aderito al Progetto LIFE integrato denominato PrepAIR (Po Regions Engaged to Policies of AIR) avviato con il fine di rafforzare ulteriormente l’impegno a livello bacino padano ad attuare misure coordinate ai fini del risanamento della qualità dell’aria.

Oltre a ciò, a seguito della sentenza del 10 novembre 2020 della Corte di Giustizia europea di condanna dello Stato italiano, per la parte che interessa la Regione del Veneto, con DGR n. 238 del 02.03.2021 è stato approvato, in coordinamento con le regioni del bacino padano, un pacchetto di misure straordinarie per la qualità dell’aria mirate e addizionali rispetto a quelle già poste in atto.

Analogamente, per quanto riguarda la procedura di infrazione 2020/2299 nell’ambito della quale la Commissione europea ha inviato in data 30 ottobre 2020 la lettera di costituzione in mora in ragione del superamento del valore limite annuale per il PM2,5 che, per la Regione del Veneto, riguarda le zone IT0508 ed IT0510, si rende necessario mettere in atto specifiche misure da considerare ed inserire nel prossimo aggiornamento del Piano. 

Tenuto conto degli aspetti sopra evidenziati collegati alle esigenze di adeguamento dell’attuale Piano alle normative nazionali e agli accordi interregionali intervenuti successivamente alla deliberazione consiliare n. 90/2016, nonché all’esigenza  di rivalutare e integrare le azioni previste dallo stesso  per le prossime annualità anche alla luce delle analisi effettuate nell’ambito del Progetto “PrepAIR”, si ritiene necessario, pur ribadendo gli obiettivi e le finalità  del documento in parola,  dare avvio alla procedura di aggiornamento del P.R.T.R.A. secondo le procedure di cui al D.Lgs. del 03.04.2006 n. 152 e in conformità a quanto stabilito dal D.Lgs. n. 155/2010.

Atteso che l’obiettivo della direttiva 2008/50/CE è di mantenere e migliorare lo stato della qualità dell’aria per salvaguardare la salute della popolazione, della vegetazione e degli ecosistemi nel loro complesso, risulta fondamentale l’individuazione e l’attuazione di misure efficaci per la riduzione delle emissioni.

Sulla base delle informazioni oggi disponibili, per la riduzione delle emissioni di particolato, che rappresenta la principale criticità per la qualità dell’aria nella Regione del Veneto, i settori sui quali intervenire prioritariamente sono:

  • riscaldamento domestico mediante combustione a biomassa ed efficientamento energetico degli edifici;
  • agricoltura;
  • trasporto.

Lo strumento di programmazione regionale di cui si prevede l’aggiornamento sarà necessariamente elaborato secondo quanto stabilito dal citato D.Lgs. n. 155/2010 e in particolare dagli articoli 9, 13 e 22. Pertanto, nella predisposizione del suddetto strumento si dovranno considerare: le caratteristiche del territorio in cui esso si inserisce, con riferimento ad una serie di aspetti fra i quali, l’orografia, le condizioni meteo-climatiche, l’uso del suolo e gli insediamenti produttivi; i fattori di pressione di origine antropica che incidono sull’inquinamento atmosferico; gli eventuali elementi critici e le aree interessate dagli inquinanti.

Sulla base di tali elementi saranno selezionate – secondo i criteri definiti dal citato D.Lgs n. 155/2010 – appendice IV - le misure da adottare per  il raggiungimento dei valori limite stabiliti dalla citata normativa in un lasso di tempo “il più breve possibile”, con obiettivi intermedi verificabili e coerenti con l’evolvere delle procedure di infrazione.

Detta attività istruttoria dovrà tenere in debita considerazione anche la revisione della zonizzazione della Regione Veneto approvata, in adeguamento alle disposizioni del D.Lgs. n. 155/2010, dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1855 del 29.12.2020. Al riguardo va ricordato che con la nuova classificazione, effettuata ai fini della qualità dell’aria, pur conservando la ratio della zonizzazione precedente (approvata nel 2012), si è proceduto ad aumentare, in base allo stato dell’arte delle conoscenze, la rappresentatività delle “zone” rispetto allo strutturato fenomeno dell’inquinamento atmosferico.

L’elaborazione del documento, inoltre, come previsto dall’art. 9 del D.Lgs. n. 155/2010, dovrà assicurare la coerenza con gli strumenti di pianificazione e di programmazione regionali (ad esempio il piano energetico, il piano dei trasporti, il piano di sviluppo rurale) oltre che con il Piano nazionale di controllo di inquinamento atmosferico e garantire il mantenimento del coordinamento tra le regioni finalizzato all’individuazione di misure sinergiche nell’ambito del bacino padano. In definitiva, il contenuto del documento dovrà risultare altresì coerente con le misure intraprese in esecuzione dell’Accordo Bacino Padano e in attuazione dell’adesione al progetto PrepAIR, delle misure straordinarie di cui alla DGR n. 238/2021, nonché di eventuali ulteriori misure straordinarie nel frattempo approvate.

Considerato che la qualità dell’aria è un fattore fondamentale per il benessere dei cittadini e la protezione dell’ambiente, si ritiene che le relative politiche dirette ad affrontare le numerose e complesse sfide ambientali si possano realizzare attraverso misure strutturali e scelte di ampia visione, anziché con misure temporanee o emergenziali che rispondono alla contingenza, collegate anche con gli obiettivi dell’Agenda 2030 finalizzati ad uno sviluppo sostenibile.

Poiché la Regione del Veneto, in linea con la citata Agenda 2030,  nell’ambito della propria strategia e  dei propri obiettivi di sviluppo sostenibile nonché  in relazione alle esigenze dei cittadini e alla valorizzazione del territorio, intende promuovere, sostenere e valorizzare quelle attività che si pongono come strumento di sviluppo ambientale, culturale, sociale ed economico del territorio, appare necessario, per gli interessi perseguiti, il coinvolgimento delle strutture interessate dallo sviluppo delle azioni da programmare per le prossime annualità.

Si precisa inoltre che l’attività di aggiornamento prevede un percorso partecipato con le autorità in materia ambientale allo scopo di valutare, rispetto agli scenari elaborati e alle azioni individuate dallo strumento vigente, la necessità di opportune misure correttive.

La sostenibilità ambientale della revisione che si intende apportare all’attuale Pianificazione regionale di settore comporta obbligatoriamente il rispetto della disciplina nazionale in materia di Valutazione Ambientale Strategica.

Al riguardo, va premesso che ai sensi dell’art.6 comma 3 del D.Lgs.  n. 152/2006 e s.m.i. per le modifiche minori (ai piani e programmi) che hanno nel tempo già scontato il percorso di VAS “…. la valutazione ambientale è necessaria qualora l’autorità competente valuti che producono impatti significativi sull’ambiente, secondo le disposizioni di cui all’art. 12 e tenuto conto del diverso livello di sensibilità ambientale dell’area oggetto di intervento”, va evidenziato che l’autorità competente, nel caso di specie, potrà valutare necessaria la Valutazione Ambientale esclusivamente qualora, espletata la procedura di cui all’art. 12 “verifica di assoggettabilità” del D.Lgs. n. 152/2006, siano accertati impatti significativi sull’ambiente.

Da un punto di vista procedurale, in ragione di quanto esposto, l’attività di aggiornamento non può prescindere dal rispetto degli obblighi stabiliti dalla parte II del D.Lgs. n. 152/2006 in tema di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di incidenza Ambientale (VINCA) che, devono essere espletati contestualmente alla formulazione delle nuove versioni degli strumenti di pianificazione in parola e prima della loro approvazione.

Nella prospettiva di avviare le procedure per la revisione del Piano, si richiama il provvedimento n. 255 del 03.03.2021 con cui la Giunta regionale ha assegnato ad ARPAV, per la corrente annualità, il contributo annuale di funzionamento e ha approvato il disciplinare  che regola i rapporti tra le due Amministrazioni, definendo le modalità di attuazione da parte dell’Agenzia di una serie di adempimenti istituzionalmente  previsti, tra i quali, il supporto tecnico scientifico per la predisposizione degli strumenti di pianificazione.

La Direzione Ambiente, al fine di avviare la redazione di un documento di valutazione dello stato di pianificazione vigente, con nota prot.n. 55592 del 25.02.2021 ha richiesto ad ARPAV il necessario supporto tecnico-scientifico finalizzato ad individuare i contenuti degli elaborati oggetto della futura proposta e l’entità degli eventuali interventi.

Con nota acquisita al protocollo regionale n.355501 del 09.08.2021, ARPAV ha fornito puntuale e positivo riscontro circa la disponibilità a prestare il supporto tecnico per la redazione dei documenti di cui al D.Lgs. n. 152/2006, dando evidenza dei presupposti sui quali il D.Lgs. n.155/2010 stabilisce siano redatti i Piani di qualità dell’aria e dei criteri con i quali il decreto medesimo stabilisce la selezione delle misure da inserire nei Piani.

Si dà atto che, nell’ambito della selezione delle misure più efficaci per realizzare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera necessari a conseguire il rispetto dei valori di qualità dell’aria entro i termini prescritti, si  terrà conto anche dell’efficacia nella riduzione delle emissioni di gas serra.

A tal fine, nella documentazione di Piano dovrà essere dedicata apposita sezione all’ analisi delle ricadute positive delle misure previste per la qualità dell’aria in termini di riduzione dei gas climalteranti.

Nella citata nota al prot. n.355501 del 19.08.2021, ARPAV ha evidenziato, in relazione al prospettato incarico, la necessità di attuare una serie di ulteriori attività e approfondimenti su alcuni specifici aspetti afferenti la stima e lo scenario emissivo correlati alle misure e al relativo effetto sulla qualità dell’aria non compresi nell’attività di supporto tecnico-scientifico tout court per la redazione del Piano, secondo quanto previsto dalla norma istitutiva dell’Agenzia e secondo le modalità definite dal richiamato disciplinare.

In particolare, nella medesima nota ARPAV propone di effettuare approfondite valutazioni indicate dalla vigente normativa che richiedono: l’aggiornamento dello scenario energetico ed emissivo; l’individuazione degli ambiti di riduzione delle emissioni; l’individuazione del set ottimale delle misure e la stima della loro efficacia in termini di costi e benefici; la stima e lo scenario di completa implementazione delle misure di piano e la valutazione del loro effetto sulla qualità dell’aria. Tali valutazioni richiedono l’aggiornamento di strumenti quali l’inventario regionale delle emissioni (INEMAR Veneto), gli scenari energetici regionali, il RIAT+ e la catena modellistica fotochimica regionale (SPIAIR). A tale fine è necessaria l’attivazione di un supporto specialistico in particolare per:

  • l’implementazione del modulo traffico veicolare del software INEMAR che permette di valutare in modo più preciso le misure da applicare a questo settore;
  • il ricalcolo delle matrici sorgenti-recettore del RIAT+ sulla regione Veneto (che permettono di quantificare l’effetto sulla qualità dell’aria della riduzione delle emissioni), per tener conto degli scenari energetici aggiornati con ENEA e per migliorare l’utilizzo dello strumento, interfacciandolo con la catena modellistica SPIAIR;
  • l’ampliamento del dominio di calcolo del modello SPIAR a tutto il bacino padano, per una migliore descrizione delle reazioni che avvengono in atmosfera e portano alla formazione del particolato secondario (oltre che dell’ozono).

A sostegno delle spese connesse all’attuazione delle suddette attività integrative e funzionali all’aggiornamento dello strumento programmatorio in parola, nella citata nota, l’ARPAV ha chiesto all’Amministrazione regionale il riconoscimento di un finanziamento pari ad euro 90.000,00, da definirsi con una convenzione il cui schema  sarà  approvato dal direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica.

Per quanto sopra esposto, sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Direzione Ambiente e Transizione Ecologica, appare appropriato e necessario promuovere l’aggiornamento del P.R.T.R.A., secondo le modalità stabilite dal D.Lgs. n. 155/2010 e per le finalità sopra descritte, condividendo inoltre l’opportunità di attuare le iniziative proposte da ARPAV volte ad effettuare approfondite valutazioni degli scenari emissivi di riduzione delle emissioni e delle concentrazioni associati alle misure, riconoscendo un finanziamento pari ad euro 90.000,00 a sostegno delle conseguenti spese, come previsto dall’Agenzia medesima.

Appare, inoltre, opportuno demandare al direttore dell’Area Tutela e Sicurezza del Territorio il coordinamento delle attività per l’aggiornamento del Piano Regionale in parola e l’individuazione delle Strutture regionali il cui coinvolgimento dovesse risultare necessario ai fini del completamento dell’iter di approvazione, e che saranno successivamente interessate dall’attuazione delle misure previste dal Piano medesimo ed il relativo monitoraggio.

Risulta infine necessario incaricare il direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica di provvedere all’assunzione dell’impegno di spesa della somma massima di euro 90.000,00 a favore dell’ARPAV, a sostegno dell’attuazione delle sopra descritte attività di approfondimento necessarie alla redazione della documentazione di Piano, inclusa quella connessa agli obblighi stabiliti dalla Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 in tema di rispetto della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 100717 “finanziamento delle attività di informazione, sperimentazione e monitoraggio della tutela ambientale - trasferimenti correnti (art. 70, D.Lgs 31.03.1998, n.112 – L.R. 21.01.2000, n. 3)” del corrente esercizio finanziario che presenta sufficiente disponibilità.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTO   il decreto del D.Lgs. del 13 agosto 2010 n.155 “Attuazione della direttiva 2008/50/Ce relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa”;

VISTO   il decreto del D.Lgs. del 3 aprile 2006 n.152 e s.m.i. “Norme in materia ambientale”;

VISTA   la deliberazione del Consiglio Regionale n. 90 del 19 aprile 2016;

VISTO   l'art. 2 comma 2 della legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012.

delibera

  1. di dare atto che le premesse costituiscono parte integrante del presente atto;
  2. di dare avvio alle procedure tese all’aggiornamento del Piano regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera già approvato con DCR 16.04.2016 n. 90, dando atto che ARPAV garantirà adeguato supporto tecnico scientifico secondo quanto espressamente previsto dalla norma istitutiva e secondo le modalità definite con DGR n. 255/2021;
  3. di incaricare  ARPAV di  svolgere  puntuali approfondimenti su specifici  aspetti afferenti la valutazione degli scenari energetici ed emissivi di riduzione  delle emissioni e delle concentrazioni associati alle misure funzionali all’organica rivisitazione del Piano stesso, riconoscendo all’Agenzia un finanziamento pari a euro 90.000,00;
  4. di incaricare il direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica di predisporre lo schema di convenzione regolante i rapporti tra ARPAV e Regione del Veneto per l’espletamento dell’incarico di cui al precedente punto;
  5. di demandare al direttore dell’Area Tutela e Sicurezza del Territorio il coordinamento delle attività per l’aggiornamento del Piano Regionale in parola e l’individuazione delle Strutture regionali il cui coinvolgimento dovesse risultare necessario ai fini del completamento dell’iter di approvazione, e che saranno successivamente interessate dall’attuazione delle misure delle misure previste dal Piano medesimo ed il relativo monitoraggio.
  6. di determinare in euro 90.000,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa, a favore dell’ARPAV a sostegno delle attività completanti e funzionali all’aggiornamento del Piano alla cui assunzione provvederà con propri atti il direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica , disponendo la copertura  finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 100717 “ finanziamento delle attività di informazione, sperimentazione e monitoraggio della  tutela ambientale - trasferimenti correnti  (art. 70, D.Lgs 31.03.1998, n.112 – L.R. 21.01.2000, n. 3)” del corrente esercizio finanziario che presenta sufficiente disponibilità;
  7. di incaricare la Direzione Ambiente e Transizione Ecologica dell’esecuzione del presente atto ivi compreso la sottoscrizione dello schema di convenzione di cui al precedente punto 4;
  8. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi dell’articolo 23 del D.Lgs. 14.03.2013 n. 33;
  9. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale Regionale.

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