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Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 3220 del 25 ottobre 2005
Accordo regionale in attuazione dell'acn reso esecutivo in data 23 marzo 2005, mediante intesa nella conferenza stato _ regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalità sanitarie.
L'Assessore alle Politiche Sanitarie, Flavio Tosi, riferisce quanto segue.Il 6 settembre 2005, a seguito della convocazione con nota regionale del 17 agosto 2005, n. 582562/50.07.03.00, è stata avviata la negoziazione per l'Accordo regionale per la Specialistica Ambulatoriale Interna e altre Professionalità sanitarie.La Parte pubblica è composta dal gruppo di lavoro della "Cabina di Regia" ex DGR n. 1008 del 16/04/2004.Le OO.SS., aventi titolo, sono le seguenti:SUMAICGIL F.P. MediciCISL MediciFederazione Medici- UIL FPLAUPISNUBCISICUSSNALBIPLe trattative si sono svolte nei giorni: 6, 19 e 27 settembre 2005, e concluse con la sottoscrizione tecnica di una proposta di Accordo regionale comprendente:Obiettivi strategici· conseguire un'effettiva integrazione della Specialistica Ambulatoriale Interna con i servizi e gli operatori del territorio,· attivare percorsi clinico assistenziali concordati fra la Specialistica Ambulatoriale Interna e la componente ospedaliera e condivisi con la Medicina di Assistenza Primaria e la Pediatria di Libera Scelta,· sperimentare forme complesse di assistenza primaria,· concorrere all'abbattimento delle liste di attesa attraverso modalità previste dalla DGR n. 3535/2004, da concordare a livello regionale ed aziendale.Principali strumenti operativi· Patti aziendali,· Riorganizzazione strutturale e funzionale dei poliambulatori e ambulatori distrettuali.Risorse economiche (n. 800 Medici Specialisti Ambulatoriali Interni)Fondo per i Patti aziendali per l'Area in oggetto di cui alla DGR n. 3731 del 26/11/2004 "Indirizzi per la definizione dei Patti aziendali per l'esercizio 2005, per la Medicina Convenzionata di assistenza primaria e disposizioni collegate. DGR n. 3889 del 31/12/2001.", a carico del bilancio delle Aziende Sanitarie.Con nota n. 675175/50.07.03.00, del 3 ottobre 2005, la proposta di Accordo regionale è stata inviata al Coordinamento dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie.Con il presente provvedimento si propone di recepire l'Accordo regionale di cui sopra, in attuazione dell'ACN reso esecutivo in data 23 marzo 2005, mediante intesa nella conferenza Stato _ Regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalità sanitarie, nel testo che viene allegato, sotto la voce A, al presente atto per costituirne parte intergrane ed essenziale.Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.La Giunta regionale- Udito il relatore incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, comma 2 dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la legislazione regionale e statale.- Visto l'ACN reso esecutivo in data 23 marzo 2005, mediante intesa nella conferenza Stato _ Regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalità sanitarie.- Visto la proposta di Accordo regionale, sottoscritta in data 27 settembre 2005, per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalità sanitarie.
delibera
1. Di recepire l'Accordo regionale sottoscritto in data 27 settembre 2005, in attuazione dell'ACN reso esecutivo in data 23 marzo 2005, mediante intesa nella conferenza Stato _ Regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalità sanitarie, nel testo che viene allegato, sotto la voce A, al presente atto per costituirne parte integrante ed essenziale.2. Di trasmettere il presente provvedimento alle Aziende Sanitarie per gli atti di competenza.
Allegato AAccordo regionale in attuazione dell'acn reso esecutivo in data 23 marzo 2005, mediante intesa nella conferenza Stato _ Regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalità sanitarie - periodo 2001/2005.INDICEPremesseAlcuni elementi di contesto Obiettivi strategici Elementi contenutistici di rilevanza strategica o innovativi Disposizioni generali Livelli di contrattazione Atti amministrativi di riferimento Decorrenza economica dell'accordo Durata dell'accordo regionale Assegnazione turni disponibili Indennità riunioni dei Comitati e delle CommissioniSedi operative Attribuzione di compiti e/o incarichi Attribuzione di incarico aziendale di struttura semplice o complessa Attribuzione di compiti di organizzazione e coordinamento funzionale e gestionale Responsabile di Branca Flessibilità operativa, riorganizzazione degli orari e mobilità. Criteri di individuazione. Formazione La specialistica ambulatoriale internaAspetti normativi-formali Indennità per orari notturni, festivi o notturni festiviIndennità di disagiatissima sedeTrasformazione degli incarichi, già assegnati a tempo determinato, in incarichi a tempo indeterminato Aspetti strategici organizzativo-gestionali Progetti finalizzati e Patti Aziendali Trattamento dei dati _ codice privacy Diritto all'informazione e consultazione tra le partiNorma finale n. 1 Norma finale n. 2 Norma transitoria n. 1 Norma transitoria n. 2 Altre professionalità sanitarie Dichiarazione a verbale n. 1 Le parti firmatarie. PremesseL'ACN per la disciplina dei rapporti con i Medici Specialisti Ambulatoriali Interni e le altre Professionalità Sanitarie _ periodo 2001/2005, reso esecutivo in data 23 marzo 2005, prevede essenzialmente:un ampio potere delle Regioni di modificare ed integrare la disciplina nazionale,la responsabilizzazione degli Specialisti Ambulatoriali Interni e delle altre professionalità sanitarie sugli obiettivi aziendali,un nuovo trattamento economico,una funzionale organizzazione del lavoro,il ruolo della formazione continua,l'introduzione, in via sperimentale, delle Unità Territoriali di Assistenza Primaria (UTAP).Sostanzialmente l'attuazione della nuova disciplina, appena citata, è demandata alla capacità delle Regioni di trasformare gli indirizzi in essa richiamati in azioni per il governo della Medicina Convenzionata. Si tratta di un documento che definisce principi non immediatamente operativi, frutto di un confronto complessivo fra la Parte Pubblica e le OO.SS., da rendere operativi in un contesto dalle risorse economiche predefinite.Il risultato negoziale è anche il prodotto di un intenso sviluppo normativo:legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 52, comma 27, di istituzione della struttura tecnica interregionale per la disciplina dei rapporti con il personale convenzionato con il SSN (SISAC),legge 26 maggio 2004, n. 138. art. 2 - nonies, che attribuisce efficacia erga omnes al nuovo ACN,legge 30 dicembre 2004, n. 311, comma 177, per la trasformazione del rapporto di lavoro degli Specialisti Ambulatoriali Interni da tempo determinato a tempo indeterminato,legge 30 dicembre 2004, n. 311, comma 178, sulla durata degli accordi: quadriennale per la parte normativa e biennale per la parte economica.Per l'attuazione del nuovo ACN è richiesta la condivisione di alcuni principi fondamentali:il processo di regionalizzazione della disciplina del rapporto di lavoro degli Specialisti Ambulatoriali Interni e delle altre Professionalità Sanitarie, coordinando i nuovi principi con gli atti regionali di programmazione socio-sanitaria,l'integrazione degli Specialisti Ambulatoriali Interni e delle altre Professionalità Sanitarie nel SSN, attraverso l'assunzione diretta di responsabilità sugli obiettivi condivisi,lo sviluppo di una logica di sistema, per mettere insieme medici che operano in ambiti diversi (Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Specialisti Ambulatoriali Interni) nelle varie fasi del processo di riorganizzazione del territorio,l'introduzione di una retribuzione di risultato,la definizione di nuovi modelli per l'organizzazione dell'attività della Specialistica Ambulatoriale Interna.Quanto sopra, senza derogare ai principi sull'uniformità dei livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e sulle garanzie per i medici professionisti fissate dalla disciplina generale.I punti di riferimento del nuovo Accordo sono il Piano Sanitario Nazionale 2003 - 2005, approvato con D.P.R. 23 maggio 2003, e l'Accordo del 29 luglio 2004, tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.Alcuni elementi di contestoIl Sistema delle cure primarie richiede in particolare una parziale rimodulazione organizzativa che scaturisce, da una parte, dall'accentuarsi delle problematiche inerenti la sostenibilità economica del SSN e, dall'altra, dalla nuova ed accresciuta domanda di salute, a cui bisogna fornire una risposta sanitaria e sociale efficace ed appropriata per un pieno utilizzo delle risorse a tutela di equità, eguaglianza e compatibilità del Sistema. Si rende pertanto necessaria una integrazione tra i professionisti impegnati nella primary care, che concorra soprattutto a garantire servizi più efficienti ai cittadini, che sia in grado di risolvere il problema della frammentarietà delle cure e dell'assistenza, che realizzi l'unitarietà di approccio ai loro bisogni e che produca in definitiva una maggiore qualità del SSN e SSR.Questo comporta una reinterpretazione del rapporto territorio-ospedale, una riorganizzazione e nuova strutturazione degli ambulatori e/o poliambulatori distrettuali specialistici, potenziando e riorganizzando l'offerta di prestazioni sul territorio, riservando l'assistenza ospedaliera sempre più alle patologie acute, modificando il tradizionale sistema di offerta sanitaria fondata prioritariamente sull'ospedale, a favore del territorio: quest'ultimo deve caratterizzarsi come "soggetto attivo" che intercetta il bisogno sanitario e si fa carico in modo unitario e continuativo delle necessità sanitarie e socio-assistenziali dei cittadini. L'assistenza territoriale deve dunque prevedere un maggiore coinvolgimento della Medicina Convenzionata (Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Specialisti Ambulatoriali Interni) nel governo dei percorsi sanitari, sperimentando nuove modalità erogative favorenti l'integrazione con le altre figure sanitarie territoriali. In particolare il processo di integrazione dei diversi attori può avvenire con gradualità, dai modelli caratterizzati dall'integrazione professionale dei Medici di Assistenza Primaria, dei Pediatri di Libera Scelta, dei Medici di Continuità Assistenziale (es. équipe territoriali), a modelli con partecipazione aggiuntiva rispetto a quella di base, ovvero dei Medici Specialisti Ambulatoriali Interni e del personale infermieristico, fino a modelli che contemplino anche la presenza di operatori sociali e che prefigurino un intervento complessivo tra Aziende ULSS e Comuni (es. le cosiddette UTAP).Questi modelli mirano a dare particolare risalto ai collegamenti funzionali tra nodi della rete assistenziale, assicurando una valutazione multidisciplinare dei bisogni, la presa in carico globale e continuativa, l'accompagnamento del paziente nel passaggio da un nodo all'altro della rete, la modularità della risposta assistenziale, il coordinamento a rete delle strutture assistenziali e dei soggetti in essa attivi.Per conseguire i citati obiettivi sono però necessari:l'integrazione funzionale tra Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Specialisti Ambulatoriali Interni;lo sviluppo delle politiche già avviate di budget di Distretto;l'adeguamento strutturale, strumentale e tecnologico dei poliambulatori ed ambulatori distrettuali specialistici, con la presenza di personale sanitario e tecnico;l'implementazione di percorsi clinico assistenziali condivisi dai diversi operatori;lo svolgimento di percorsi formativi multidisciplinari.L'integrazione di cui sopra è finalizzata a conseguire:un incremento dell'appropriatezza dell'accesso alle prestazioni specialistiche;la garanzia di una risposta ai bisogni sanitari afferenti alle cure primarie 24 ore su 24 per 7 giorni su 7, definendo con le OO.SS. maggiormente rappresentative i compiti, le funzioni e le relazioni fra le figure convenzionate impegnate;la promozione della salute e la prevenzione;la promozione della salute dell'infanzia e dell'adolescenza con particolare attenzione agli interventi di prevenzione, educazione ed informazione sanitaria;l'ottimizzazione della diagnostica, della terapia e riabilitazione nelle sedi poliambulatoriali specialistiche;il contenimento delle richieste improprie di ricoveri e di accessi al Pronto Soccorso;lo sviluppo dell'integrazione informativa (rete comunicativa).Obiettivi strategiciPer quanto esplicitato sopra, le azioni che si configurano strategiche nell'ambito della Medicina Specialistica sono:l'integrazione nel "Sistema" intesa come accettazione del raccordo organizzativo, tramite il responsabile di area specialistica (ex art. 28 comma 5 lett. c e norma finale n. 5 comma 2 dell'ACN) e/o il responsabile di branca (art. 30 comma 2 dell'ACN), con la Struttura della Azienda ULSS di afferenza (una delle tre Strutture previste dal D.Lgs. n. 229/99). Detta attività deve essere definita con i responsabili organizzativi della specifica Struttura per consentire l'integrazione del lavoro dei Medici Specialisti con l'attività svolta dai dipendenti e/o convenzionati, nello stesso ambito, al fine di perseguire gli obiettivi aziendali;la flessibilità per la sede di lavoro e per l'orario e la modalità di effettuazione della attività, nel rispetto dell'autonomia professionale e delle norme contrattuali;la disponibilità alla consulenza per i colleghi delle U.O. ospedaliere delle sedi in cui la specifica specialità non sia presente;la disponibilità alla consulenza (preferibilmente sotto forma di consulto) presso le strutture residenziali, il domicilio dei pazienti o lo studio del medico, su richiesta dei Medici di Assistenza Primaria;la disponibilità al consulto interdisciplinare su pazienti multiproblematici al fine di abbreviare l'iter diagnostico per una risposta sanitaria e sociale appropriata;la disponibilità per la consulenza specialistica al Medico di Assistenza Primaria e/o al Pediatra di Libera Scelta su casi presentati dagli stessi anche telefonicamente e/o con sperimentazioni di telemedicina;la riorganizzazione strutturale e funzionale dei poliambulatori e ambulatori Distrettuali al fine di un miglioramento qualitativo e quantitativo dell'offerta di prestazioni specialistiche in ambito distrettuale;la disponibilità ad operare nelle UTAP, con modalità da concordare con il responsabile di branca e/o con il responsabile di area specialistica (ex art. 28 comma 5 lett.c), qualora l'Azienda ULSS intenda avviare tale sperimentazione.Il presente Accordo Regionale, anche attraverso la flessibilità operativa della categoria, individua i seguenti obiettivi strategici:conseguire un'effettiva integrazione della Specialistica Ambulatoriale Interna con i servizi e gli operatori del territorio,attivare percorsi clinico assistenziali concordati fra la Specialistica Ambulatoriale Interna e la componente ospedaliera e condivisi con la Medicina di Assistenza Primaria e la Pediatria di Libera Scelta,sperimentare forme complesse di assistenza primaria,concorrere all'abbattimento delle liste di attesa attraverso modalità previste dalla D.G.R. n. 3535/2004 da concordare a livello regionale ed aziendale.Elementi contenutistici di rilevanza strategica o innovativiVengono richiamati di seguito i contenuti di rilevanza strategica o innovativi previsti nell'ACN e articolati nelle cinque aree-tematiche considerate cardine dal presente Accordo Regionale e che saranno successivamente oggetto di ulteriori specificazioni. La citazione testuale è riportata in corsivo.
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