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Bur n. 140 del 16 ottobre 2026


Materia: Acque

Decreto DEL DIRETTORE DELLA DIREZIONE ACQUE, RIFIUTI E BONIFICHE n. 19056 del 28 settembre 2026

Classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee, sessennio di monitoraggio 2020 - 2025. Direttiva 2000/60/CE, Direttiva 2006/118/CE, Direttiva 2014/80/UE, D. Lgs. 152/2006 s.m.i., L.R. n. 19 del 29/7/2022 art. 11, Co. 1 bis che modifica la L.R. n. 33/1985 n.28.

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento si approva la classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee relativa al sessennio di monitoraggio 2020 - 2025, in ottemperanza alle norme comunitarie e nazionali in materia di tutela delle acque.

Il Direttore

PREMESSO che il quadro normativo europeo in materia di tutela delle acque, stabilito dalla Direttiva 2000/60/CE del 23/10/2000 - Direttiva Quadro sulle Acque (Water Framework Directive di seguito WFD), mira a proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici secondo un approccio di tutela globale delle acque superficiali interne, sotterranee, di transizione e marino-costiere;
 

che la WFD stabilisce il raggiungimento dell'obiettivo del buono stato qualitativo e quantitativo per tutte le acque in Europa e che in particolare all'art. 4, sancisce che "gli Stati membri proteggono, migliorano e ripristinano i corpi idrici sotterranei, e assicurano un equilibrio tra l'estrazione e il ravvenamento delle acque sotterranee al fine di conseguire un buono stato delle acque sotterranee";
 

che la normativa italiana con il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale" e ss.mm. e ii. ha recepito la WFD attraverso la sua Parte Terza, dedicata alla difesa del suolo, alla tutela delle acque dall'inquinamento e alla gestione delle risorse idriche;
 

CONSIDERATO che le acque sotterranee ai sensi del citato D.lgs. n. 152/2006 sono, per definizione, tutte le acque che si trovano sotto la superficie del suolo, nella zona di saturazione dell'acquifero e a contatto diretto con il suolo o il sottosuolo e che l'art. 74 lettera bb) definisce lo stato quantitativo come l'espressione del grado in cui un corpo idrico sotterraneo è modificato da estrazioni dirette e indirette e che il "buono stato quantitativo delle acque sotterranee" si consegue quando la media annua delle estrazioni a lungo termine non supera le risorse idriche disponibili del corpo idrico ovvero quando i prelievi umani non superano la ricarica naturale della falda garantendo l'equilibrio della risorsa e la protezione degli ecosistemi connessi;
 

PREMESSO che l'art. 8 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque regionale, approvato con DCR n. 107, stabilisce che i corpi idrici significativi, sia superficiali che sotterranei, devono raggiungere l'obiettivo di qualità ambientale corrispondente allo stato "buono", come definito dalla sopra richiamata Direttiva 2000/60/CE e dall'Allegato 1 del D.lgs. n. 152/2006, parte terza;


che gli aggiornamenti delle classificazioni delle acque, costituiscono modifica del medesimo Piano come previsto all'art. 4 co. 2 e 3 delle citate NTA;


che le modifiche e gli adeguamenti delle NTA vengono apportati dagli uffici regionali competenti previa approvazione dalla Giunta regionale sentita la competente commissione consiliare, come disciplinato dalla L.R. del 16 aprile 1985 n. 33, art. 19 comma 6 e art. 28 e come previsto dal Piano di Tutela delle Acque nelle NTA all'art. 4 comma 3;


che, come previsto dalla sopra citata L.R. 33/1985 e dal Piano di Tutela delle Acque, con Deliberazione della Giunta regionale n. 1139 del 20 settembre 2022, è stata approvata la classificazione dello stato chimico di qualità dei corpi idrici sotterranei e con Deliberazione della Giunta n. 234 dell'8 marzo 2022 è stata approvata la classificazione dello stato quantitativo dei medesimi;


PRESO ATTO che, successivamente, con la L.R. del 29 luglio 2022 n. 19, all' art. 11, co. 1 bis, di modifica della L.R. n. 33/1985, è previsto che, in deroga a quanto disciplinato dal Piano di Tutela delle Acque, "sono approvate, con decreto del Direttore della struttura regionale competente in materia di ambiente, le modifiche del Piano di Tutela delle acque previsto dall'articolo 121 del decreto legislativo n. 152/2006, nelle sole ipotesi in cui sia necessario procedere all'aggiornamento della classificazione dello stato qualitativo e quantitativo delle acque, a seguito del monitoraggio e delle elaborazioni dei dati da parte dell'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto di cui alla legge regionale 18 ottobre 1996, n. 32 "Norme per l'istituzione ed il funzionamento dell'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV)" e s.m.i.. Con cadenza biennale, la struttura regionale competente in materia di ambiente riferisce alla competente commissione consiliare sullo stato qualitativo e quantitativo delle acque";


DATO ATTO che con DDR n. 18790 del 22/09/2026 è stata approvata la classificazione dello stato chimico dei corpi sotterranei sulla base dei monitoraggi effettuati da ARPAV eseguiti per il sessennio 2020-2025, la definizione dei valori di fondo, nonché l'analisi delle tendenze delle concentrazioni degli inquinanti sui singoli punti di monitoraggio e le valutazioni di tendenza supplementari per il controllo dei plume di contaminazione (art. 5, co. 4 D.lgs. n. 30/2009);


che con il presente provvedimento si intende procedere all'approvazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee;


CONSIDERATO che lo stato quantitativo di un corpo idrico sotterraneo è definito in base all'Allegato V, punto 2 della WFD buono a seguito della verifica delle seguenti condizioni:

1) i prelievi medi su lungo termine delle acque sotterranee non superano l'effettiva disponibilità della risorsa idrica, al netto delle portate necessarie a mantenere il buono stato chimico-fisico ed ecologico delle acque superficiali dipendenti da quelle sotterranee (fiumi perenni, laghi, aree umide);

2) il consumo di risorse idriche sotterranee ad opera di prelievi, derivazioni e altre pressioni dirette o indirette, non danneggia né qualitativamente né quantitativamente le acque superficiali e gli ecosistemi terrestri che dipendono dai corpi idrici sotterranei;

3) non sono presenti fenomeni di intrusione salina o di altro tipo nel corpo idrico sotterraneo, causati da prelievi o da alterazioni antropiche del deflusso idrico sotterraneo;

che, per il principio one out-all out, il corpo idrico sotterraneo è classificato altresì in stato quantitativo scarso nel caso in cui anche una sola delle condizioni sopra riportate non risulti verificata; mentre le eventuali alterazioni dei livelli piezometrici dovute ad altre cause di tipo naturale, come variazioni nel regime degli afflussi (precipitazioni), variazioni nella entità dell'evapotraspirazione reale, variazioni per cause naturali del livello di base, cambiamenti climatici, non stabiliscono l'attribuzione di stato quantitativo scarso al corpo idrico;


che i criteri metodologici per l'analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio sono forniti dalla Linea guida SNPA n. 3/2017 ("Criteri tecnici per l'analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei"), approvata con Delibera del Consiglio SNPA del 15 maggio 2017;
 

che, in base alla citata Linea guida, l'attribuzione dello stato quantitativo scarso all'intero corpo idrico può derivare dal mancato soddisfacimento anche di uno solo dei criteri di valutazione relativi alle 3 condizioni sopraccitate; in particolare, per quanto riguarda il bilancio idrico, tale stato viene assegnato qualora il monitoraggio evidenzi un chiaro decremento dei livelli piezometrici protratto nel tempo e statisticamente significativo su più anni di osservazione, direttamente attribuibile agli impatti antropici e ai prelievi di risorse sotterranee;


DATO ATTO che tutti i corpi idrici sotterranei veneti ricadono all'interno del territorio di competenza dell'Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi orientali (di seguito Autorità di Bacino) nonostante il bacino idrografico interregionale del Fissero-Tartaro-Canalbianco sia stato annesso al Distretto Idrografico del Fiume Po di competenza dell'Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po in seguito all'entrata in vigore del Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare del 25 ottobre 2016;


CONSIDERATO che la Regione, al fine di aggiornare la classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee volta alla predisposizione del terzo aggiornamento del Piano di Gestione distrettuale delle Acque (di seguito PGA) da parte dell'Autorità di Bacino, fa riferimento ai monitoraggi istituzionali dei corpi idrici sotterranei effettuati da ARPAV così come disposto dalla DGRV 3003/1998, eseguiti manualmente con frequenza trimestrale e in continuo mediante appositi sensori automatici;


che la rilevazione periodica dei livelli piezometrici nella rete di ARPAV ha consentito di effettuare lo studio della superficie piezometrica e di individuare le principali tendenze di variazione del regime delle acque sotterranee consentendo la valutazione dello stato quantitativo della risorsa idrica sotterranea per il sessennio 2020-2025 e l'esame dei trend per il periodo 2011-2025;


che con il presente provvedimento la Regione intende acquisire e recepire gli esiti dell'Analisi della tendenza dei livelli delle acque sotterranee, inviata da ARPAV con nota prot. n. 23130 del 17/03/2026 e registrata al prot. reg. con il n. 170706 del 18/03/2026 e che si allega al presente decreto in Allegato B;


che ARPAV, come previsto dalle sopra citate Linee guida SNPA n. 3/2017 e in continuità con quanto fatto per il secondo aggiornamento del PGA, ha condotto la verifica dell'esistenza di tendenze nelle serie storiche dei dati di livello delle acque sotterranee applicando test di Mann-Kendall differenti a seconda della presenza o meno di stagionalità, verificata preliminarmente con il test di Kruskal-Wallis e che, per valutare l'entità della tendenza e stimare la variazione mediana annua del livello della falda, è stato applicato l'indicatore di pendenza di Theil-Sen;

che, per il sessennio di monitoraggio 2020-2025, sebbene la generalità dei corpi idrici sotterranei regionali non evidenzi tendenze alla diminuzione del livello piezometrico statisticamente significative, per il corpo idrico denominato "Alta Pianura Veronese" (cod. regionale IT05VRA) il 25% dei punti di misura della rete in continuo presenta un trend decrescente


che, con riferimento al precedente sessennio di monitoraggio 2014-2019 e a seguito dell'approvazione della classificazione con DGR n. 224/2022, tutti i 33 corpi idrici sotterranei regionali sono stati classificati in buono stato quantitativo, evidenziando altresì per 8 corpi idrici un andamento decrescente dei livelli in relazione alle serie storiche 2005-2019, tendenza che, anche se perpetuata nel suindicato periodo di monitoraggio, doveva necessariamente essere confermata nel lungo periodo per i seguenti corpi idrici:

    • Alpone - Chiampo - Agno (cod. regionale IT05ACA);
    • Alta Pianura del Brenta (cod. regionale IT05APB);
    • Alta Pianura Trevigiana (cod. regionale IT05TVA);
    • Alta Pianura Veronese (cod. regionale IT05VRA);
    • Bassa Pianura Settore Brenta (cod. regionale IT05BPSB);
    • Bassa Pianura Settore Piave (cod. regionale IT05BPSP);
    • Colline Trevigiane (cod. regionale IT05CTV);
    • Piave sud Montello (cod. regionale IT05PsM);

ACCERTATO quindi che l'andamento decrescente risulta permanere anche in riferimento alle serie storiche 2011-2025 solo per i 4 corpi idrici di seguito elencati:

    • Alta Pianura del Brenta (cod. regionale IT05APB);
    • Alta Pianura Trevigiana (cod. regionale IT05TVA);
    • Alta Pianura Veronese (cod. regionale IT05VRA);
    • Piave sud Montello (cod. regionale IT05PsM);

RILEVATO altresì che è stato registrato un trend decrescente anche per l'ulteriore corpo idrico denominato Media Pianura Veronese (cod. regionale IT05MPVR) con riferimento alle serie storiche 2011-2025;


CONSIDERATO che l'analisi dei trend dei corpi idrici sotterranei è fortemente condizionata dal periodo temporale preso in analisi e non distingue tra fattori climatici e antropici e pertanto non è di per sé sufficiente a valutare la sostenibilità delle risorse idriche sotterranee;


che sotto il profilo metodologico la significatività statistica dei trend è più affidabile all'aumentare dell'estensione temporale e che un periodo di almeno 30 anni può essere considerato adeguato in quanto coerente all'intervallo di riferimento adottato dalla World Meteorological Organization (WMO) per la definizione delle normali climatiche;


che le Linee guida SNPA n. 3/2017 indicano altresì che per la definizione dello stato quantitativo debba essere fatta una valutazione sulla sostenibilità dello sfruttamento della risorsa idrica sotterranea nel lungo periodo;


che tuttavia la maggior parte delle stazioni appartenenti alla rete istituzionale di ARPAV dispone di serie temporali inferiori ai 30 anni;


PRESO ATTO che ARPAV ha privilegiato l'inclusione delle stazioni con serie storiche sufficientemente estese al fine di garantire un'adeguata copertura spaziale, assumendo un periodo di osservazione di 15 anni - intervallo ritenuto idoneo ad assicurare la continuità e la rappresentatività dei dati, nonché a identificare le situazioni di maggiore criticità - e che, proprio in base a tale orizzonte temporale, ha individuato i sopra citati 5 corpi idrici sotterranei con trend decrescente;


CONSIDERATO tuttavia che, in base alle Linee guida SNPA n. 3/2017, la valutazione dello stato quantitativo di un corpo idrico sotterraneo, per risultare solida e adeguatamente rappresentativa, deve fondarsi sull'insieme delle evidenze disponibili, considerando l'andamento nel tempo dei livelli piezometrici congiuntamente al bilancio tra ricarica naturale e prelievi;


RITENUTO che, al fine di approfondire le conoscenze relative allo stato quantitativo, di analizzare le dinamiche delle acque sotterranee e di rendere solide le valutazioni sullo stato, non si possa prescindere dal fare riferimento anche al bilancio idrico dei corpi idrici sotterranei;


CONSIDERATO che l'Autorità di Bacino ha avviato, avvalendosi del Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, un'attività che ha portato a sviluppare un modello idrogeologico di gran parte della Pianura Veneta, in particolare per quegli acquiferi da cui attingono i servizi idrici presenti nel territorio e da cui dipendono gran parte delle attività produttive sia agricole che industriali, e, che l'attività si è conclusa a gennaio 2025;


che la medesima Autorità, in collaborazione con l'ARPAV e la Regione, al fine di supportare quest'ultima nella classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee, ha condotto lo studio denominato "Considerazioni funzionali alla definizione dello stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei della Regione del Veneto", trasmesso con nota n. 7060/2022 del 25/05/2026 e acquisita al protocollo regionale con il n. 289578 del 25/05/2026;


VISTO che i risultati di tale studio sono stati condivisi con la Regione ed ARPAV nell'incontro del 17/04/2026;

CONSIDERATO che, con l'obiettivo di rendere più robuste le osservazioni sugli andamenti ampliando il periodo temporale dell'analisi, lo studio è stato sviluppato in continuità con l'analisi fatta da ARPAV, implementandola per ciascuno dei corpi idrici di alta pianura in cui sono stati precedentemente individuati trend decrescenti, con i dati di monitoraggio per almeno una stazione con periodo di misura di almeno 30 anni;


che il modello di flusso delle acque sotterranee è stato realizzato per lo studio del bilancio idrico dei corpi idrici di alta e media pianura mediante il software di modellizzazione (sviluppato dal Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova) denominato MODFLOW;


che è stato sviluppato un modello tridimensionale aggiornato delle principali strutture idrogeologiche presenti nel sottosuolo e sono stati analizzati i principali fattori che concorrono alla definizione del bilancio idrico nel periodo di riferimento 2010-2022 e che, sulla base delle informazioni disponibili, è stato elaborato un modello numerico di flusso finalizzato alla simulazione del comportamento idrodinamico dei diversi acquiferi e alla quantificazione dei contributi delle singole componenti del bilancio idrico per ciascun corpo idrico;


che il modello idrogeologico sopra citato, oltre a consentire di analizzare la distribuzione spaziale dei carichi piezometrici e la struttura dei flussi sotterranei, ha permesso di confrontare per ciascun corpo idrico le stime della ricarica/prelievi, di effettuare valutazioni sulla sostenibilità degli utilizzi idrici e di quantificare le principali componenti del bilancio a scala di corpo idrico sotterraneo, fornendo un quadro conoscitivo più ampio sullo stato quantitativo delle risorse idriche sotterranee;


DATO ATTO che, sulla base dei risultati del modello di bilancio e sull'interpretazione delle analisi condotte sui trend piezometrici, vengono individuati alcuni corpi idrici sotterranei della Regione del Veneto che si ritiene possano presentare condizioni di "criticità" nel lungo periodo di cui si è ritenuto di dovere tener conto e che vanno necessariamente messi a confronto con l'analisi delle tendenze effettuata da ARPAV per il periodo 2011-2025;


PRESO ATTO inoltre, che i risultati dell'analisi dei trend freatimetrici condotta dall'Autorità di Bacino sull'arco temporale 1991-2026 ha confermato le tendenze in decrescita per 4 dei 5 corpi idrici sotterranei:

  • Alta Pianura Veronese (cod. regionale IT05VRA),
  • Alta Pianura del Brenta (cod. regionale IT05APB),
  • Alta Pianura Trevigiana (cod. regionale IT05TVA),
  • Piave Sud Montello (cod. regionale IT05PsM);

registrando altresì per il corpo idrico denominato Alta Pianura Vicentina Est (cod. regionale IT05APVE), un trend decrescente;


VISTO inoltre che l'Autorità di Bacino ha implementato lo studio con il calcolo di un indice specifico denominato SGI (Standardized Groundwater Index). Questo indice si basa sull'analisi statistica delle anomalie nei livelli di falda per il periodo 1991-2020, legate ai deficit o agli aumenti di piovosità.). Dall'analisi emerge che tali anomalie sono aumentate nel tempo con una crescente tendenza verso valori negativi indicativi di condizioni di siccità idrogeologica per i corpi idrici sotterranei: Alta Pianura del Brenta (cod. regionale IT05APB), Alta Pianura Trevigiana (cod. regionale IT05TVA), Piave Sud Montello (cod. regionale IT05PsM), mentre risulta statisticamente non significativa per i corpi idrici sotterranei Alta Pianura Veronese (cod. regionale IT05VRA) e Alta Pianura Vicentina Est (cod. regionale IT05APVE);


che, per ciascun corpo idrico sotterraneo dell'alta e della media pianura, strategici per l'approvvigionamento idropotabile e caratterizzati da trend piezometrici meritevoli di particolare attenzione, l'Autorità di Bacino ha sviluppato ulteriormente l'analisi calcolando l'indice GWEI (Groundwater Exploitation Index) definito come il rapporto tra i prelievi medi annui e la ricarica media annuale per valutare l'incidenza della pressione antropica sulle risorse idriche sotterranee considerando il periodo di riferimento 2010-2022;


che a tale fine la Regione ha fornito i dati sui consumi associati ai prelievi effettuati mediante pozzi attivi al fine di determinare i quantitativi prelevati, gli usi prevalenti e per definire i volumi/portate di acqua estratti per tutti gli usi nonché i dati sui prelievi domestici;


che per il calcolo del GWEI sono stati presi in considerazione i quantitativi prelevati considerando la stima dei volumi ottenuti su tutti i dati di prelievo disponibili compresi quelli forniti dai Gestori del servizio idrico integrato;



RITENUTO quindi che sia opportuno che lo sfruttamento antropico sia riconosciuto significativo solo per i corpi idrici associati ad un indice GWEI "molto elevato" in cui i prelievi domestici sono predominanti, e per quelli con GWEI "elevato" in cui i prelievi domestici non sono predominanti;


che le informazioni desunte dall'analisi dei dati di monitoraggio e dal modello di flusso delle acque sotterranee debbano essere interpretate congiuntamente, secondo un approccio integrato volto a compensare i limiti intrinseci di ciascun metodo e a fornire un quadro conoscitivo solido ai fini dell'analisi delle criticità rilevate e della definizione dello stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei;


VALUTATO infine che i corpi idrici per i quali sussistono maggiori criticità per lo stato quantitativo risultano: l'Alta Pianura Veronese, la Media Pianura Veronese, la Media Pianura tra Tesina e Brenta, la Media Pianura tra Muson dei Sassi e Sile e Media Pianura tra Sile e Piave;


RITENUTO che i dati di monitoraggio acquisiti da ARPAV per la classificazione del sessennio di riferimento, unitamente alle analisi dei trend sul periodo 2011-2025, ai risultati dello studio dell'Autorità di Bacino relativo ai trend piezometrici del periodo 1991-2026 presso le stazioni ricadenti nei corpi idrici per i quali ARPAV aveva rilevato tendenze decrescenti nel quindicennio di riferimento, nonché ai valori degli indici SGI e GWEI, evidenziano che, dei 33 corpi idrici sotterranei monitorati, le condizioni di pressione riconducibili a prelievi locali di lungo periodo eccedenti la ricarica naturale risultano riconducibili esclusivamente al corpo idrico sotterraneo Alta Pianura Veronese (cod. regionale IT05VRA), classificato in stato quantitativo scarso, come riportato nell'Allegato A al presente decreto, per i seguenti aspetti critici:

  • trend decrescente nel precedente sessennio di classifica 2014-2019,
  • trend piezometrico decrescente nel 75 % dei punti di monitoraggio manuale nel quindicennio 2011-2015,
  • trend piezometrico decrescente sull'arco temporale 1991-2026,
  • indice SGI che non evidenzia anomalie della falda legate ad eventi siccitosi per il periodo 1991-2020 per cui il trend decrescente risulta legato a pressioni antropiche,
  • indice GWEI elevato che evidenzia che i prelievi sono maggiori della ricarica della falda,
  • dall'interconnessione dell'acquifero di media pianura veronese che risulta con GWEI molto elevato;


RILEVATO che, ai sensi dell'art. 66 co. 7 del D.lgs. n. 152/2006, la documentazione relativa al terzo aggiornamento del PGA che verrà pubblicata e che include la classificazione sullo stato quantitativo delle acque sotterranee, sarà resa disponibile per le osservazioni del pubblico costituendo di fatto il percorso partecipativo di consultazione;


che, espletato il percorso di partecipazione attivo per il PGA avviato dall'Autorità di Bacino distrettuale, qualora dovessero emergere osservazioni riguardanti la classificazione dei corpi idrici sotterranei di cui al presente atto, si procederà con l'eventuale aggiornamento/perfezionamento della stessa con analogo provvedimento;


RITENUTO infine di dover continuare nel percorso di approfondimento congiunto tra Regione, Autorità di Bacino e ARPAV per meglio analizzare le cause dei decrementi registrati sia nei trend di livello delle acque sotterranee che nei rapporti tra volumi persi e ricaricati al fine di avere un quadro conoscitivo aggiornato utile alla valutazione dei risultati dei monitoraggi delle misure programmati in attuazione della DQA;


VISTO l'art. 19, comma 6 e l'art. 28 della L.R. n. 33/1985;


VISTA la L.R. n. 19 del 29/7/2022 art. 11, Co. 1 bis che modifica la L.R. n. 33/1985 n. 28;


VISTI gli artt. 4, 7 e 8 delle Norme Tecniche del Piano di Tutela delle Acque, approvato con DCR n. 107 del 5/11/2009 e ss.mm.ii.;


VISTA la Direttiva 2000/60/CE e ss.mm. e ii., la Direttiva 2006/118/CE e la Direttiva 2014/80/UE;


VISTO il D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i.;

il D.lgs. n. 30/2009 e s.m.i.;


VISTA la Legge Regionale per l'ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale in attuazione della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 "Statuto del Veneto";


la DGRV n. 162 del 7/02/2012;


VISTO il Decreto del 6 luglio 2016 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;


il Decreto del 25 ottobre 2016 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare;


il DPCM del 27 ottobre 2016;


l'accordo interdistrettuale per la definizione della delimitazione dei distretti idrografici e per il coordinamento delle attività conoscitive, di pianificazione e di gestione dei corpi idrici sotterranei ricadenti nei territori di competenza dell'Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi orientali e dell'Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po e siglato in data 6/06/2018;


VISTA la DGRV n. 234 dell'8/03/2022 sulla "Classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee, sessennio di monitoraggio 2014 - 2019. Direttiva 2000/60/CE, Direttiva 2006/118/CE, Direttiva 2014/80/UE, D.lgs. 152/2006 s.m.i., DGR n. 16/CR del 22/02/2022";


VISTO il documento inviato da ARPAV con nota prot. n. 23130 del 17/03/2026 e acquisita al prot. reg. con il n. 170706 del 18/03/2026 ad oggetto "Analisi della tendenza \\dei livelli delle acque sotterranee per il terzo aggiornamento del paino di gestione delle acque";

il documento inviato dall'Autorità di Bacino con nota prot. n.7060/2026 del 25/05/2026 e acquisito al protocollo regionale con il n. 289578 del 25/05/2026 ad oggetto: "Stato quantitativo corpi idrici sotterranei: trasmissione report con considerazioni funzionali alle determinazioni di competenza";


VISTA la L.R. n. 39 del 29/11/2001"Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione" e s.m.i.;


VISTO il D.lgs. n. 118/2011 integrato e modificato dal D.lgs. n. 126/2014;


VISTA la DGRV n. 311 del 30/04/2026 "Direttive per la gestione del bilancio di previsione 2026 - 2028";


la DGRV n. 312 del 30/04/2026 che riorganizza le strutture regionali, a decorrere dal 01/07/2026, per cui le competenze in materia di tutela delle acque precedentemente assegnate alla Direzione Ambiente e Transizione Ecologica sono ora in capo alla Direzione Acque, Rifiuti e Bonifiche istituita con specifica delibera;

decreta

  1. di dare atto che le premesse costituiscono parte integrante del presente provvedimento;

  2. di approvare la classificazione dello stato quantitativo dei corpi sotterranei effettuata sulla base dei monitoraggi condotti da ARPAV nel sessennio 2020-2025 ed estesi al periodo 2011-2025, confrontati con lo studio effettuato dall'Autorità di Bacino su trend piezometrici del periodo 1991-2026 delle stazioni appartenenti ai corpi idrici in cui ARPAV aveva individuato tendenze in decrescita sui 15 anni, utilizzando i risultati del calcolo degli indici SGI e GWEI, che individua in stato quantitativo buono 32 corpi idrici sotterranei e il corpo idrico Alta Pianura Veronese (cod. regionale IT05VRA) in stato scarso, come riportato nell'Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente decreto;

  3. di trasmettere il presente provvedimento che approva la classificazione all'Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi orientali per il necessario inserimento nell'aggiornamento 2027-2033 del Piano di Gestione delle Acque;

  4. di stabilire che le eventuali modifiche o integrazioni alla classificazione dello stato quantitativo, approvata con il presente atto, dovranno essere recepite con analogo provvedimento, subordinatamente alla conclusione dell'istruttoria condotta in sinergia con l'Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi orientali, relativa alla procedura di consultazione attivata per il terzo aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque;

  5. di dare atto che il presente provvedimento non comporta spesa a carico del Bilancio regionale;

  6. di pubblicare il presente decreto integralmente sul BUR e sul sito internet della Regione del Veneto, all'indirizzo https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/tutela-risorsa-idrica.

Matteo Lizier

(seguono allegati)

ALLEGATO A.PDF
ALLEGATO B.PDF


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