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REGIONE DEL VENETO
Unità Organizzativa Cooperazione Internazionale. Bando per progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile. Anno 2025
L.R. 21 giugno 2018, n. 21 “Interventi regionali per la promozione e la diffusione dei diritti umani nonché la cooperazione allo sviluppo sostenibile” – articolo 3
Il Direttore dell’U.O. Cooperazione internazionale
VISTA la legge regionale n. 21/2018 che, all’articolo 3, prevede l’approvazione di un Piano annuale degli interventi di promozione dei diritti umani e della cooperazione allo sviluppo sostenibile;
VISTA la Deliberazione n. 114 del 10 febbraio 2025 con la quale la Giunta Regionale ha approvato il “Piano annuale 2025 di attuazione degli interventi di promozione dei diritti umani e la cooperazione allo sviluppo sostenibile”, dando incarico al Direttore dell’U.O. Cooperazione internazionale di provvedere con propri atti all'approvazione del Bando per la presentazione dei progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile e la relativa modulistica;
rende noto
I. Oggetto e Finalità del Bando
La Regione del Veneto, in applicazione della L.R. n. 21/2018, intende finanziare progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile promossi da soggetti operanti nel territorio veneto e da svolgersi esclusivamente in Paesi in via di Sviluppo, compatibilmente con le condizioni di sicurezza e stabilità in loco.
A tale fine, sono stati individuati settori target ai quali i progetti dovranno aderire, coerentemente con il Documento Triennale di programmazione e di Indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2024-2026 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Piano di attuazione degli interventi di promozione dei diritti umani e della cooperazione allo sviluppo sostenibile per il triennio 2023-2025 della Regione. In particolare, le iniziative finanziate dal presente Bando dovranno contribuire a:
Queste iniziative sono in linea con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 promossa dalle Nazioni Unite, ed in particolare rientrano all’interno degli SDGs 2, 3, e 4 in chiave di uguaglianza di genere:
SDG 2 “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”: l’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile 2 si concentra sulla fame zero e sicurezza alimentare anche attraverso la promozione dell’agricoltura sostenibile. Questo aspetto è infatti cruciale per garantire che l’approvvigionamento alimentare sia sostenibile a lungo termine, accessibile e di qualità. Infatti, l’SDG 2 mira a promuovere pratiche agricole che rispettino l’ambiente, preservino le risorse naturali, riducano al minimo l’uso di pesticidi e fertilizzanti dannosi, e promuovano la resilienza delle comunità agricole. Tra i target specifici all’interno di questo obiettivo relativi all’agricoltura sono inclusi l’aumento della produttività agricola, l’introduzione di strumenti e tecniche innovative agricole e di allevamento, un equo accesso alle risorse produttive, un’equa retribuzione dei produttori e del personale coinvolto, un uso sostenibile delle risorse idriche, e la resilienza delle comunità agricole agli shock ambientali e climatici. Tali risultati possono essere raggiunti sostenendo le filiere di produzione agricola locale, con l’obiettivo di promuovere l’autosufficienza e il mercato locale, rafforzando tecnologie sostenibili e resilienti, e promuovendo azioni contro i cambiamenti climatici che minacciano la produzione agricola.
Particolare attenzione sarà data alle attività che promuovono un’agricoltura sostenibile in chiave di uguaglianza di genere. Ciò significa garantire la parità di accesso alle donne alle risorse agricole, favorire una partecipazione attiva delle donne nella gestione delle risorse e processi decisionali, promuovere programmi di formazione agricola accessibili anche alle donne, sostenere e rafforzare i diritti di proprietà delle donne sulla terra, sostenere l’imprenditorialità femminile nell’agricoltura e infine considerare le specifiche vulnerabilità delle donne nei confronti dei cambiamenti climatici nelle strategie agricole.
SDG 3 “Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età”: l’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile 3 si concentra sulla promozione e protezione della salute e il benessere generale delle persone in tutto il mondo, affrontando una serie di sfide, tra le quali la mortalità infantile e materna, le malattie infettive e non trasmissibili, la salute riproduttiva, la salute mentale, così come la promozione del benessere e qualità di vita per tutti, l’accesso universale ai servizi sanitari ed il sostegno alla ricerca medica. L’obiettivo è quindi quello di garantire che tutti, indipendentemente dal contesto o dalla provenienza, possano godere di una vita sana e soddisfacente. Tali risultati possono essere raggiunti attraverso azioni di rafforzamento e miglioramento del sistema sanitario in loco, azioni di formazione degli operatori sanitari anche in ambito di salute materno infantile, disabilità e salute mentale, fornitura di medicinali, attrezzature mediche, automezzi e produzione di farmaci, attività di screening in loco.
Particolare considerazione sarà data alle attività che promuovono il benessere e la salute femminile. Nello specifico, garantire la salute e il benessere in chiave di uguaglianza di genere significa promuovere l’accesso delle donne ai servizi sanitari, e di salute sessuale e riproduttiva, promuovere la prevenzione e gestione delle malattie che colpiscono sproporzionalmente le donne anche attraverso screening gratuiti, garantire la partecipazione delle donne nei processi decisionali relativi alla propria salute e a quella della comunità, combattere la violenza di genere negli ambienti sanitari, combattere le pratiche culturali dannose per la salute legate al genere, e integrare una prospettiva di genere nelle politiche e nei servizi di salute.
SDG 4 “Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti”: l’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile 4 promuove l’accesso ad un’educazione di qualità che sia inclusiva, equa e orientata all’apprendimento permanente. Tra i target sono inclusi l’accesso all’istruzione per tutti, indipendentemente dal contesto socio-economico, geografico o di genere, la qualità dell’insegnamento e il rafforzamento delle infrastrutture educative. In particolare, si promuove la formazione professionale quale opportunità di apprendimento per consentire agli individui di acquisire nuove skills e adattarsi ai cambiamenti nel mercato del lavoro, con l’obiettivo di favorire uno sviluppo sociale ed economico. Tali risultati possono essere raggiunti attraverso attività di informazione sulle opportunità disponibili, rafforzamento dell’offerta formativa coinvolgendo le scuole tecniche e anche quelle primarie e secondarie, azioni di formazione finalizzate alla creazione di opportunità di reddito, promozione di occupazione e innovazione in settori e filiere strategiche, con un focus sul rafforzamento delle competenze del personale addetto ai corsi di formazione.
Specifica attenzione sarà data alle attività che promuovono la parità di genere e affrontano le disuguaglianze nei sistemi educativi e di formazione professionale. Nello specifico, sarà data priorità ad attività volte a ridurre il gender gap nei tassi di partecipazione a corsi di formazione professionale e apprendimento tecnico, combattere gli stereotipi di genere nei materiali didattici, nelle pratiche educative e scelte di carriera, fornire sostegno specifico alle donne nell’accesso all’istruzione anche creando ambienti educativi sicuri e inclusivi, e promuovere il coinvolgimento delle donne nella leadership educativa.
II. Localizzazione degli Interventi
I progetti presentati potranno essere realizzati prioritariamente nei Paesi definiti al par. 2.b del Documento Triennale di programmazione e di Indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2024-2026 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sulla base degli indicatori redatti dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) come da tabella sottostante.
Sebbene la priorità sia stata assegnata a 38 Paesi in tutto il mondo, la Regione del Veneto pone particolare attenzione ai Paesi Africani, al centro di fenomeni globali sempre più complessi, dove la cooperazione allo sviluppo è considerata strumento privilegiato per azioni di pace e sicurezza, tutela dei diritti umani e gestione delle migrazioni controllate. Tale preferenza viene accordata in particolare in ragione della radicata presenza in Africa di Organizzazioni venete della Cooperazione internazionale e del Terzo Settore che operano con continuità in quei territori, ma anche in coerenza con la priorità della Cooperazione italiana.
Continente
Stato
Grado di priorità
Africa Mediterranea Africa Orientale Africa Occidentale
Africa Australe
Egitto, Libia, Tunisia Eritrea, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan, Uganda Burkina Faso, Ciad, Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Mali, Mauritania, Niger, Repubblica del Congo, Senegal Malawi, Mozambico, Tanzania, Zambia
ALTO (23 PAESI)
Europa Orientale
Armenia, Moldova, Ucraina
MEDIO (15 PAESI)
Balcani Occidentali
Albania (con competenza su tutta l’area)
Medio Oriente
Giordania, Iraq, Libano, Palestina, Siria
Asia
Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan
America Latina e Caraibi
Colombia, Cuba, El Salvador
III. Stanziamento
Per il finanziamento delle iniziative di cooperazione allo sviluppo sostenibile è stato previsto uno stanziamento complessivo di € 570.385,00 a valere sul capitolo 103733 “Azioni regionali per la cooperazione allo sviluppo sostenibile” - Trasferimenti correnti (L.R. n. 21/2018) del Bilancio di previsione 2025-2027 da riservare esclusivamente a progetti promossi da enti ed organismi i cui requisiti di ammissibilità sono delineati nel paragrafo successivo.
IV. Requisiti di ammissibilità del capofila e partner
a) Requisiti dei soggetti richiedenti (ente capofila)
Il soggetto capofila, a pena d’inammissibilità, deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
Tutti i soggetti sopra elencati devono prevedere nei propri Statuti tra le finalità istituzionali la cooperazione allo sviluppo. Tutti i soggetti che formano il partenariato (ente capofila e partner) dovranno allegare alla documentazione della richiesta di finanziamento un documento di riconoscimento del referente/ rappresentante in corso di validità.
Il possesso dei requisiti sopra elencati deve essere oggetto di autocertificazione da parte del legale rappresentante del soggetto richiedente mediante la compilazione e sottoscrizione del modulo di domanda di contributo. Non è necessario presentare ulteriori dichiarazioni o certificati.
La Regione si riserva di effettuare in ogni momento i controlli previsti ai sensi di legge, al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni rese.
Lo stesso soggetto richiedente con sede in Veneto potrà presentare una sola domanda come capofila del progetto. Il medesimo proponente potrà prendere parte a più progetti finanziati dallo stesso bando all’interno di un partenariato in qualità di partner di progetto.
b) Requisiti dei soggetti Co-richiedenti (partner di progetto)
Al fine di garantire lo sviluppo di partnership solide e durature nel territorio veneto e in loco, così come lo scambio di conoscenze e best practices sulla cooperazione allo sviluppo sostenibile, la domanda di contributo dovrà prevedere l’adesione al progetto presentato da almeno tre categorie di soggetti co-richiedenti (partner): OSC, Enti pubblici in Veneto ed Enti pubblici e/o privati nel Paese di destinazione del progetto.
Con il termine partner si intende un ente che collabora fattivamente con il capofila nell’ideazione e nell’implementazione del progetto e che può, eventualmente, partecipare a sostenere i costi per la sua realizzazione. In tale evenienza il soggetto capofila ha l’obbligo di acquisire tutta la documentazione di spesa sostenuta dal partner, da rendicontarsi congiuntamente ai costi sostenuti direttamente. I soggetti ai quali viene affidata solamente la realizzazione di alcune attività progettuali a fronte di corrispettivo non sono considerati partner.
V. Requisiti del progetto e ammissibilità
I progetti presentati dovranno rispettare, a pena d’inammissibilità, le seguenti condizioni:
In fase di valutazione verranno considerati positivamente i progetti che includono obiettivi trasversali di uguaglianza di genere, protezione e promozione dei diritti delle donne all’interno delle attività previste;
VI. Criteri di valutazione dei progetti
Nell’elaborazione dei criteri di merito per la valutazione dei progetti e di attribuzione dei relativi punteggi, si terrà conto degli elementi di seguito specificati:
La valutazione dei progetti sarà effettuata da una Commissione tecnica alla cui nomina provvederà con proprio provvedimento il Direttore dell’Unità Organizzativa Cooperazione internazionale.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DEI PROGETTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE
AREA GEOPOLITICA (0-5)
Area geopolitica di intervento (Paesi che ricadono nella lista dei Paesi OCSE-DAC)
* (+1): se trattasi di Paese dichiarato prioritario per la Cooperazione italiana nel Documento Triennale di Programmazione e Indirizzo 2024-2026 del MAECI
ANALISI DEL CONTESTO (0-10)
GIUDIZIO
PUNTEGGIO
Ottimo
3
Buono
2
Sufficiente
1
Insufficiente
0
7
4
COERENZA INTERNA DEL PROGETTO, PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’, BUDGET E RISORSE UMANE (0-30)
15
10
Discreto
8
5
PARTENARIATO (0-25)
6
% COPERTURA
Maggiore di 60%
Maggiore di 55% e Minore/Uguale al 60%
Maggiore di 50% e Minore/Uguale al 55%
Uguale al 50%
Maggiore di 10%
Maggiore di 5% e Minore/Uguale al 10%
Minore/Uguale al 5%
Nulla
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO (0-10)
SOSTENIBILITA’ E IMPATTO (0-10)
SENSIBILIZZAZIONE E DISSEMINAZIONE (0-10)
Chiarezza ed efficacia della strategia di disseminazione
TOTALE PUNTEGGIO MASSIMO: 100 PUNTI
Con provvedimento del Direttore dell’Unità Organizzativa Cooperazione internazionale di approvazione delle risultanze istruttorie e del riparto dei contributi, sarà inoltre fissato il termine per la conclusione dei progetti ammessi. Il punteggio minimo per la collocazione in graduatoria è fissato in punti 40.
Ricevimento delle domande
A parità di punteggio ottenuta nei precedenti indicatori, la precedenza in graduatoria sarà accordata in base alla data e ora della conferma del server regionale della ricezione della domanda presentata per via telematica all’indirizzo PEC relazioninternazionali@pec.regione.veneto.it.
VII. Piano economico - finanziario del progetto e ammissibilità delle spese
La Commissione tecnica costituita all’interno della U.O. Cooperazione internazionale procederà alla valutazione sull’ammissibilità delle spese indicate nel piano economico-finanziario, dei costi dei progetti, e potrà apportare riduzioni ai costi preventivati, ritenendo non ammissibili alcune voci di spesa o parti di esse, alla luce anche dei criteri di seguito riportati. Il piano economico-finanziario dei costi deve essere elaborato in euro, applicando, se necessario, il tasso di cambio medio mensile UIC, pubblicato sul sito ufficiale della Banca d’Italia (http://www.bancaditalia.it/banca_centrale/cambi) o in alternativa potrà essere preso il riferimento comunitario indicato al sito http://ec.europa.eu/budget/inforeuro.
1) Spese ammissibili
1.1) Costi diretti
I costi diretti sono le voci di spesa direttamente legate alla realizzazione delle attività progettuali.
Rientrano all’interno di questo gruppo le seguenti macrovoci:
1.1.1 Macrovoce di spesa “Risorse umane”:
Si precisa che il termine “volontario” dovrà essere riferito a coloro che prestano la propria attività in modo benevolo.
I volontari che rendono prestazioni non retribuite devono fornire un sintetico curriculum formativo-esperienziale, firmato e datato comprensivo di dati anagrafici, titolo di studio, esperienza acquisita.
Ogni partner deve predisporre un’apposita lettera d’incarico, controfirmata dall’interessato, in cui vengono indicate le attività da svolgere, il numero di ore/giornate di impegno previste e il corrispondente importo valorizzato. Incarichi e relativi curriculum vitae del personale volontario/benevolo, ove utilizzato, andranno allegati alla domanda di contributo.
L’apporto valorizzato con cui si è contribuito a realizzare il progetto deve essere rendicontato tramite apposita dichiarazione del beneficiario /partner.
I costi relativi al “personale espatriato” includono gli eventuali costi di vaccinazione e assicurazione personale.
La somma dei costi relativi a “personale italiano” non potrà essere superiore al 50% dell’intero costo progettuale.
I costi relativi a docenti, tutor, consulenti, coordinatori ed assimilabili saranno ammessi, per analogia, entro le tariffe di spesa previste dalla circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in data 02 febbraio 2009, n. 2.
Per i progetti operanti in ambito sanitario, i soggetti capofila sono responsabili del reperimento di tutte le autorizzazioni necessarie per svolgere le attività previste; questo include l'ottenimento del riconoscimento specifico dalle autorità sanitarie competenti del sistema sanitario statale.
1.1.2. Macrovoce di spesa “Beni e servizi”: saranno ammesse le spese di beni mobili (es. macchinari, apparecchi e allestimenti/equipaggiamenti) solo se ritenute essenziali alla compiuta realizzazione dell’iniziativa. L’acquisto di materiali e attrezzature deve essere effettuato, di preferenza, nel Paese d’intervento e deve essere lasciato nella disponibilità dei soggetti destinatari alla conclusione del progetto. Inoltre, in questo ambito sono ammessi i costi relativi alla prestazione lavorativa/professionale compiuta da un soggetto (fornitore), in forma di ditta individuale o collettiva, a favore di un altro soggetto che la richiede (committente), sulla base di un contratto di prestazione di servizi. Le prestazioni individuali di liberi professionisti possono essere collocate sotto la voce “Risorse umane” (esperti/consulenti) o sotto la Macrovoce di spesa “Beni e servizi”, nel rispetto dei valori massimi previsti dalle categorie sopra menzionate.
La macrovoce può includere anche la voce studio di fattibilità del progetto (che deve essere obbligatoriamente presentato congiuntamente alla domanda se già realizzato o alla relazione sullo stato di avanzamento del progetto, qualora il progetto sia ammesso a finanziamento) e i cui costi saranno ammessi anche se effettuati nei sei mesi precedenti la data di presentazione della domanda e, comunque, non prima del 01.01.2025, previa valutazione da parte della Commissione sulla congruità dello studio con il progetto stesso. I costi per lo studio di fattibilità non devono superare il 5% del costo totale del progetto con un importo massimo riconoscibile di euro 1.500,00. Non sono ammesse le spese per utenze anche se relative al Paese d’intervento (imputabili alla macrovoce “spese di gestione” successivamente dettagliata).
In sede di Commissione, per la valutazione delle spese di fornitura di servizi e/o acquisto di beni impiegati nella realizzazione di opere civili, è richiesta la presentazione di una descrizione tecnica degli interventi con allegato il preventivo di spesa. Tale documentazione deve essere allegata alla domanda di partecipazione, pena la mancata valutazione e approvazione della spesa. La proprietà dei beni a finalità pubblica deve essere trasferita ai partner locali entro il termine di conclusione del progetto e formalizzata attraverso l’atto di donazione da allegare alla rendicontazione finale.
1.1.3) Macrovoce di spesa “viaggi e trasporti”: include tutti i costi relativi a viaggi e trasporti del personale, come ad esempio:
Le suddette spese non sono ammissibili se valorizzate o forfetizzate.
1.1.4 Macro-voce di spesa “Promozione del progetto”: comprende le spese relative alla promozione, comunicazione e visibilità del progetto i cui costi non devono superare, rispettivamente, il 10% del costo totale del progetto per le attività in loco e il 5% per le attività in Italia.
Non sono ammissibili importi valorizzati e/o forfettari per eventi, servizi e materiali di divulgazione o promozionali.
1.2) Costi indiretti
Sono riconosciuti costi indiretti, ovvero non direttamente imputabili alle attività progettuali ma ad esse di supporto, nella misura massima del 15% del totale dei costi diretti, con un valore massimo riconoscibile di euro 12.000. In questa categoria, sono ricomprese le spese amministrative e gestionali della struttura del soggetto proponente e dei partner non direttamente collegate al progetto, nonché le spese sostenute in loco per i costi relativi a carburante, trasporto, vitto e alloggio, eventuali diarie, parcheggio e taxi. Tali spese hanno natura forfettaria e non necessitano di essere documentate in fase rendicontale. Il loro importo verrà riconosciuto in sede di rendicontazione finale in percentuale rispetto al totale dei costi diretti ritenuti ammissibili.
1.3) Risorse finanziarie
I costi totali dovranno essere ripartiti, per ciascuna macrovoce, distinguendo il “totale contributo regionale richiesto”, il “totale cash (specificare che è l’apporto finanziario diretto da parte del beneficiario)” e il “totale valorizzato” del soggetto proponente (compresi i costi dei partner progettuali) ed eventualmente altre fonti di finanziamento (pubbliche o private) indicate nel punto D “altri finanziamenti” dell’Allegato B al presente Bando.
Il “totale valorizzato”, che non potrà superare il 30% del costo totale del progetto, è riferibile alle azioni concernenti il progetto, in termini di prestazioni di lavoro e/o messa a disposizione/donazioni di beni. In sede di rendicontazione, tali azioni potranno essere documentate attraverso:
In ogni caso saranno ritenute ammissibili solo le spese specificamente necessarie alla realizzazione dell’iniziativa per la quale è richiesto il contributo, purché accompagnati da documenti fiscalmente validi o equivalenti. Le spese dovranno essere effettivamente sostenute dal beneficiario o dai partner durante la fase di implementazione dell’iniziativa e, nel caso di regime fiscale con IVA detraibile, gli importi dovranno essere indicati al netto dell'IVA.
Infine, per la valutazione dei progetti presentati è necessario:
2) Spese non ammissibili:
VIII. Graduatorie
La valutazione dei progetti risultati ammissibili è finalizzata alla redazione di apposita graduatoria, che sarà approvata con decreto del Direttore dell’U.O. Cooperazione internazionale entro 90 giorni dalla scadenza dei termini di presentazione delle domande al presente bando. I soggetti ammessi in graduatoria otterranno il contributo regionale sino ad esaurimento delle risorse disponibili.
IX. Contributo concedibile
La Regione del Veneto contribuirà al finanziamento dei progetti approvati fino alla misura massima del 50% dei costi preventivati considerati ammissibili. Il finanziamento regionale non potrà comunque superare l’importo massimo di € 40.000,00 per ogni progetto ammesso al finanziamento.
I contributi pubblici concessi dovranno essere utilizzati dai soggetti beneficiari esclusivamente per la realizzazione dei progetti approvati. In caso di utilizzo diverso da parte del soggetto proponente, la Regione si riserva di revocare il contributo pubblico concesso.
Nell’ipotesi in cui sia stato richiesto e/o ottenuto un contributo anche presso altri enti (quali Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale od Unione Europea) o altre strutture regionali per lo stesso progetto, il richiedente ne darà comunicazione alla Regione tramite la compilazione dell’apposita sezione del modulo di domanda.
X. Modalità di erogazione e di rendicontazione dei contributi:
L’assegnazione del contributo avverrà contestualmente alla pubblicazione della graduatoria di merito.
Entro 30 giorni dall’avvenuta pubblicazione della graduatoria di merito, i soggetti beneficiari dovranno comunicare alla Struttura regionale competente la data di avvio delle attività, utilizzando il modello pubblicato con il provvedimento di approvazione delle risultanze istruttorie per l’anno 2025 e correlato impegno di spesa*.
Il contributo verrà erogato con le seguenti modalità:
La liquidazione del saldo del contributo concesso sarà subordinata alla rendicontazione da parte del beneficiario di una somma pari almeno al doppio del contributo ricevuto.
Nel caso la somma rendicontata e considerata ammissibile fosse inferiore, il contributo pubblico sarà proporzionalmente ridotto, con obbligo di restituzione dell’eventuale maggior importo già erogato a titolo di acconto, maggiorato degli interessi legali. In ogni caso dovrà essere mantenuta la percentuale di co-finanziamento indicata in sede di domanda. Per cui, in caso di rendicontazione di un importo inferiore a quello approvato con il decreto di riparto, il contributo della Regione Veneto verrà proporzionalmente ridotto in base alla percentuale di co-finanziamento.
Si procederà inoltre alla revoca del contributo nel caso in cui la documentazione presentata non risulti sufficiente ed idonea a stabilire il costo totale per le iniziative realizzate oppure la realizzazione dei progetti non risulti conforme a quanto previsto in fase di assegnazione del contributo, con l’esclusione di eventuali variazioni progettuali, non sostanziali, autorizzate dal Direttore della Struttura regionale competente (punto IX). Nell’ipotesi in cui il progetto finanziato con contributo regionale sia oggetto di cofinanziamento da parte di altri enti pubblici (quali MAECI, Unione Europea, ecc...) si precisa che in sede di erogazione del saldo del contributo potrà essere richiesta adeguata documentazione al fine di verificare che non ci sia sovrapposizione tra il contributo regionale e gli altri finanziamenti pubblici.
XI. Durata del progetto
Tutti i progetti presentati devono avere durata massima annuale. Qualora l’intervento rientri in un più ampio programma di interventi organizzato in più anni, il progetto presentato dovrà comunque configurarsi come stralcio esecutivo indipendente. Con decreto di approvazione del riparto dei contributi concessi sarà fissato il termine per la conclusione delle attività e per la presentazione della relazione conclusiva e della rendicontazione di spesa.
Dopo sei mesi dalla data di inizio del progetto beneficiario di contributo regionale, è obbligatorio inviare una relazione sintetica sullo stato di avanzamento dello stesso.
XII. Variazioni al progetto
Ogni variazione progettuale che dovesse rendersi necessaria nella fase di attuazione dovrà essere preventivamente comunicata e dovrà essere autorizzata, in seguito a valutazione degli Uffici, da parte del Direttore della Struttura regionale competente. Le variazioni, in termini non sostanziali, potranno essere richieste relativamente a:
La Regione si riserva di valutare ogni eventuale variazione progettuale, debitamente motivata e preventivamente comunicata da parte dell’ente beneficiario, che incida in modo sostanziale sull’andamento regolare del progetto finanziato e connessa al rischio/sicurezza Paese di destinazione extra UE, attraverso le determinazioni di competenza, al fine del proseguimento delle attività finanziate ed il conseguimento degli obiettivi progettuali.
XIII. Presentazione della domanda di contributo
Saranno ritenute ammissibili le domande che rispettano le seguenti descritte modalità:
XIV. Monitoraggio, controlli e valutazione finale
La Regione del Veneto garantisce i controlli di competenza dei progetti finanziati mediante la valutazione delle relazioni predisposte dai soggetti capofila e della documentazione amministrativa e contabile del progetto. Eventuali sopralluoghi potranno svolgersi da parte di personale regionale preposto sia presso le sedi degli enti in Veneto, sia in loco presso il Paese di svolgimento delle attività progettuali.
In conformità a quanto previsto dalle disposizioni del DDR n.118 del 07 novembre 2024 saranno applicate le linee guida per il monitoraggio e la valutazione dei progetti a cui tutti gli enti beneficiari del contributo regionale dovranno attenersi.
Saranno previste fasi periodiche di valutazione e follow-up, anche da remoto, al fine di garantire una gestione progettale efficace ed efficiente, gestire eventuali criticità ed assicurare il corretto e responsabile utilizzo delle risorse regionali.
XV. Gestione Finanziamento, Informazioni e Comunicazioni
Tutte le informazioni relative al Piano Annuale 2025 di riferimento e all’uscita del Bando di Cooperazione allo Sviluppo Sostenibile 2025 saranno oggetto di pubblicazione online nel sito della Regione del Veneto – Direzione Relazioni Internazionali – Cooperazione Iniziative a Bando.
Si invitano gli interessati a registrarsi alla Newsletter della Cooperazione allo Sviluppo, Diritti Umani e Pari Opportunità per ricevere aggiornamenti su bandi e iniziative in tempo reale.
Inoltre, le informazioni sulle opportunità promosse dalla Regione del Veneto in materia di cooperazione e diritti umani saranno divulgate in automatico agli enti presenti nel nostro database, così come alle amministrazioni comunali e provinciali del territorio veneto e a siti web inerenti al mondo della cooperazione come info cooperazione per facilitare agli enti un accesso tempestivo al bando
I beneficiari del finanziamento, previa autorizzazione della Regione, dovranno inserire obbligatoriamente, in tutti i materiali promozionali e progettuali, compresi siti internet, opuscoli, materiali di comunicazione in Veneto e in loco quanto segue:
XVI. Responsabile del procedimento, Diritto di accesso agli atti e Informativa sul trattamento dei dati personali (Art. 13, Regolamento 2016/679/UE - GDPR)
Il responsabile del procedimento è il Direttore della Unità Organizzativa Cooperazione internazionale, struttura regionale presso la quale è possibile prendere visione degli atti.
Titolare del potere sostitutivo, individuato con DGR n. 231/2020, è il Segretario Generale della Programmazione.
In base al Regolamento 2016/679/UE (General Data Protection Regulation – GDPR) “ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano”.
I trattamenti di dati personali sono improntati ai principi di correttezza, liceità e trasparenza, tutelando la riservatezza dell’interessato e i suoi diritti.
Il Titolare del trattamento è la Regione del Veneto / Giunta Regionale, con sede a Palazzo Balbi - Dorsoduro 3901, 30123 – Venezia.
Il Delegato al trattamento dei dati personali è, ai sensi della DGR n. 596 del 08.05.2018 pubblicata sul BUR n. 44 del 11.05.2018, il Direttore dell’Unità Organizzativa Cooperazione internazionale,
email cooperazioneinternazionale@regione.veneto.it
PEC relazioninternazionali@pec.regione.veneto.it
Il Responsabile della Protezione dei dati / Data Protection Officer al quale rivolgersi per le questioni relative ai trattamenti di dati ha sede a Palazzo Sceriman, Cannaregio, 168, 30121 – Venezia, con indirizzo email dpo@regione.veneto.it.
La finalità del trattamento cui sono destinati i dati personali è la concessione di contributi regionali previsti dalla Legge regionale 21 giugno 2018, n. 21 "Interventi regionali per la promozione dei diritti umani e la cooperazione allo sviluppo sostenibile " e la base giuridica del trattamento (ai sensi degli articoli 6 e/o 9 del Regolamento 2016/679/UE) è la predetta legge regionale.
I dati raccolti potranno essere trattati anche in forma automatizzata e a fini di archiviazione (protocollo e conservazione documentale) nonché, in forma aggregata, a fini statistici.
I dati delle persone fisiche, trattati da persone autorizzate, non saranno comunicati ad altri soggetti né diffusi se non nei casi espressamente previsti da legge o regolamento.
Il periodo di conservazione, ai sensi dell’articolo 5, par. 1, lett. e) del Regolamento 2016/679/UE, è determinato dalle regole interne proprie all’Amministrazione regionale e da leggi e regolamenti regionali e nazionali in materia; i dati saranno conservati in conformità alle norme sulla conservazione della documentazione amministrativa.
All’interessato competono i diritti previsti dal Regolamento 2016/679/UE e, in particolare, è possibile chiedere al Direttore dell’Unità Organizzativa Cooperazione internazionale l’accesso ai propri dati personali, la rettifica, l’integrazione o, ricorrendone gli estremi, la cancellazione o la limitazione del trattamento, ovvero opporsi al loro trattamento (artt. 15 e ss. del Regolamento 2016/679/UE).
L’interessato ha diritto di proporre reclamo, ai sensi dell’articolo 77 del Regolamento 2016/679/UE, al Garante per la protezione dei dati personali con sede in Piazza Venezia n. 11, 00187 – ROMA, ovvero ad altra autorità europea di controllo competente.
L’interessato ha l’obbligo di fornire i dati personali necessari per l’espletamento dell’istruttoria ai fini dell’adozione dell’eventuale provvedimento finale del relativo procedimento amministrativo, pena l’impossibilità di accedere ai contributi economici e concludere le procedure relative alle finalità sopra citate (L. 241/1990 e ss.mm.ii.).
Informazioni sui contenuti del bando potranno essere richieste alla Direzione Relazioni Internazionali - Unità Organizzativa Cooperazione internazionale:
telefono: 041/279 4389 – 4360.
e-mail: cooperazioneinternazionale@regione.veneto.it
Il Direttore Dott. Luigi Zanin
[1] Il requisito di iscrizione è richiesto alla luce delle novità introdotte dalla Riforma del Terzo Settore (Legge 6 giugno 2016, n. 106; D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117). [2] Elenco non esaustivo. [3] È obbligatorio contattare preventivamente la competente U.O. Comunicazione e informazione al seguente indirizzo e-mail: cominfo@regione.veneto.it. [4] È obbligatorio contattare preventivamente la competente U.O. Comunicazione e informazione al seguente indirizzo e-mail: cominfo@regione.veneto.it.
(*) la modulistica sarà disponibile al web link: https://www.regione.veneto.it/web/relazioni-internazionali/coop-iniziative-a-bando
(Bando costituente parte integrante del decreto del Direttore della Unità Organizzativa Cooperazione Internazionale n. 45 del 26 maggio 2025, pubblicato in parte seconda-sezione prima del presente Bollettino, ndr)
(seguono allegati)
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