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Bur n. 67 del 30 maggio 2025


REGIONE DEL VENETO

Unità Organizzativa Cooperazione Internazionale. Bando per progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile. Anno 2025



L.R. 21 giugno 2018, n. 21 “Interventi regionali per la promozione e la diffusione dei diritti umani nonché la cooperazione allo sviluppo sostenibile” – articolo 3


Il Direttore dell’U.O. Cooperazione internazionale
 

VISTA la legge regionale n. 21/2018 che, all’articolo 3, prevede l’approvazione di un Piano annuale degli interventi di promozione dei diritti umani e della cooperazione allo sviluppo sostenibile;

VISTA la Deliberazione n. 114 del 10 febbraio 2025 con la quale la Giunta Regionale ha approvato il “Piano annuale 2025 di attuazione degli interventi di promozione dei diritti umani e la cooperazione allo sviluppo sostenibile”, dando incarico al Direttore dell’U.O. Cooperazione internazionale di provvedere con propri atti all'approvazione del Bando per la presentazione dei progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile e la relativa modulistica;


rende noto
 

I.   Oggetto e Finalità del Bando

La Regione del Veneto, in applicazione della L.R. n. 21/2018, intende finanziare progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile promossi da soggetti operanti nel territorio veneto e da svolgersi esclusivamente in Paesi in via di Sviluppo, compatibilmente con le condizioni di sicurezza e stabilità in loco.  

A tale fine, sono stati individuati settori target ai quali i progetti dovranno aderire, coerentemente con il Documento Triennale di programmazione e di Indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2024-2026 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Piano di attuazione degli interventi di promozione dei diritti umani e della cooperazione allo sviluppo sostenibile per il triennio 2023-2025 della Regione. In particolare, le iniziative finanziate dal presente Bando dovranno contribuire a:

  • Promuovere un’agricoltura ecologicamente sostenibile, a migliorare l’accesso all’acqua pulita ed a sistemi di energia economici e sostenibili;
     
  • promuovere e garantire l’accesso all’istruzione, ai servizi di base e al lavoro dignitoso;
     
  • garantire l’uguaglianza di genere, l’empowerment delle donne e il contrasto ad ogni forma di violenza;
     
  • garantire l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva, rafforzare i sistemi sanitari, investire nella prevenzione e preparazione alle pandemie, assicurare l’equità di accesso agli strumenti curativi, preventivi e diagnostici, e a sostenere la ricerca in campo medico, e la produzione e distribuzione equa di farmaci e trattamenti.

Queste iniziative sono in linea con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 promossa dalle Nazioni Unite, ed in particolare rientrano all’interno degli SDGs 2, 3, e 4 in chiave di uguaglianza di genere:
 

SDG 2 “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”: l’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile 2 si concentra sulla fame zero e sicurezza alimentare anche attraverso la promozione dell’agricoltura sostenibile. Questo aspetto è infatti cruciale per garantire che l’approvvigionamento alimentare sia sostenibile a lungo termine, accessibile e di qualità. Infatti, l’SDG 2 mira a promuovere pratiche agricole che rispettino l’ambiente, preservino le risorse naturali, riducano al minimo l’uso di pesticidi e fertilizzanti dannosi, e promuovano la resilienza delle comunità agricole. Tra i target specifici all’interno di questo obiettivo relativi all’agricoltura sono inclusi l’aumento della produttività agricola, l’introduzione di strumenti e tecniche innovative agricole e di allevamento, un equo accesso alle risorse produttive, un’equa retribuzione dei produttori e del personale coinvolto, un uso sostenibile delle risorse idriche, e la resilienza delle comunità agricole agli shock ambientali e climatici. Tali risultati possono essere raggiunti sostenendo le filiere di produzione agricola locale, con l’obiettivo di promuovere l’autosufficienza e il mercato locale, rafforzando tecnologie sostenibili e resilienti, e promuovendo azioni contro i cambiamenti climatici che minacciano la produzione agricola.

Particolare attenzione sarà data alle attività che promuovono un’agricoltura sostenibile in chiave di uguaglianza di genere. Ciò significa garantire la parità di accesso alle donne alle risorse agricole, favorire una partecipazione attiva delle donne nella gestione delle risorse e processi decisionali, promuovere programmi di formazione agricola accessibili anche alle donne, sostenere e rafforzare i diritti di proprietà delle donne sulla terra, sostenere l’imprenditorialità femminile nell’agricoltura e infine considerare le specifiche vulnerabilità delle donne nei confronti dei cambiamenti climatici nelle strategie agricole.
 

SDG 3 “Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età”: l’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile 3 si concentra sulla promozione e protezione della salute e il benessere generale delle persone in tutto il mondo, affrontando una serie di sfide, tra le quali la mortalità infantile e materna, le malattie infettive e non trasmissibili, la salute riproduttiva, la salute mentale, così come la promozione del benessere e qualità di vita per tutti, l’accesso universale ai servizi sanitari ed il sostegno alla ricerca medica. L’obiettivo è quindi quello di garantire che tutti, indipendentemente dal contesto o dalla provenienza, possano godere di una vita sana e soddisfacente. Tali risultati possono essere raggiunti attraverso azioni di rafforzamento e miglioramento del sistema sanitario in loco, azioni di formazione degli operatori sanitari anche in ambito di salute materno infantile, disabilità e salute mentale, fornitura di medicinali, attrezzature mediche, automezzi e produzione di farmaci, attività di screening in loco.

Particolare considerazione sarà data alle attività che promuovono il benessere e la salute femminile. Nello specifico, garantire la salute e il benessere in chiave di uguaglianza di genere significa promuovere l’accesso delle donne ai servizi sanitari, e di salute sessuale e riproduttiva, promuovere la prevenzione e gestione delle malattie che colpiscono sproporzionalmente le donne anche attraverso screening gratuiti, garantire la partecipazione delle donne nei processi decisionali relativi alla propria salute e a quella della comunità, combattere la violenza di genere negli ambienti sanitari, combattere le pratiche culturali dannose per la salute legate al genere, e integrare una prospettiva di genere nelle politiche e nei servizi di salute.
 

SDG 4 “Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti”: l’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile 4 promuove l’accesso ad un’educazione di qualità che sia inclusiva, equa e orientata all’apprendimento permanente. Tra i target sono inclusi l’accesso all’istruzione per tutti, indipendentemente dal contesto socio-economico, geografico o di genere, la qualità dell’insegnamento e il rafforzamento delle infrastrutture educative. In particolare, si promuove la formazione professionale quale opportunità di apprendimento per consentire agli individui di acquisire nuove skills e adattarsi ai cambiamenti nel mercato del lavoro, con l’obiettivo di favorire uno sviluppo sociale ed economico. Tali risultati possono essere raggiunti attraverso attività di informazione sulle opportunità disponibili, rafforzamento dell’offerta formativa coinvolgendo le scuole tecniche e anche quelle primarie e secondarie, azioni di formazione finalizzate alla creazione di opportunità di reddito, promozione di occupazione e innovazione in settori e filiere strategiche, con un focus sul rafforzamento delle competenze del personale addetto ai corsi di formazione.

Specifica attenzione sarà data alle attività che promuovono la parità di genere e affrontano le disuguaglianze nei sistemi educativi e di formazione professionale. Nello specifico, sarà data priorità ad attività volte a ridurre il gender gap nei tassi di partecipazione a corsi di formazione professionale e apprendimento tecnico, combattere gli stereotipi di genere nei materiali didattici, nelle pratiche educative e scelte di carriera, fornire sostegno specifico alle donne nell’accesso all’istruzione anche creando ambienti educativi sicuri e inclusivi, e promuovere il coinvolgimento delle donne nella leadership educativa.
 

II.   Localizzazione degli Interventi

I progetti presentati potranno essere realizzati prioritariamente nei Paesi definiti al par. 2.b del Documento Triennale di programmazione e di Indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2024-2026 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sulla base degli indicatori redatti dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) come da tabella sottostante.

Sebbene la priorità sia stata assegnata a 38 Paesi in tutto il mondo, la Regione del Veneto pone particolare attenzione ai Paesi Africani, al centro di fenomeni globali sempre più complessi, dove la cooperazione allo sviluppo è considerata strumento privilegiato per azioni di pace e sicurezza, tutela dei diritti umani e gestione delle migrazioni controllate. Tale preferenza viene accordata in particolare in ragione della radicata presenza in Africa di Organizzazioni venete della Cooperazione internazionale e del Terzo Settore che operano con continuità in quei territori, ma anche in coerenza con la priorità della Cooperazione italiana.

 

Continente

Stato

Grado di priorità

Africa Mediterranea
Africa Orientale
Africa Occidentale

Africa Australe

Egitto, Libia, Tunisia
Eritrea, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan, Uganda
Burkina Faso, Ciad, Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Mali, Mauritania, Niger, Repubblica del Congo, Senegal
Malawi, Mozambico, Tanzania, Zambia

ALTO (23 PAESI)

Europa Orientale

Armenia, Moldova, Ucraina

MEDIO (15 PAESI)

Balcani Occidentali

Albania (con competenza su tutta l’area)

Medio Oriente

Giordania, Iraq, Libano, Palestina, Siria

Asia

Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan

America Latina e Caraibi

Colombia, Cuba, El Salvador

 

III.   Stanziamento

Per il finanziamento delle iniziative di cooperazione allo sviluppo sostenibile è stato previsto uno stanziamento complessivo di € 570.385,00 a valere sul capitolo 103733 “Azioni regionali per la cooperazione allo sviluppo sostenibile” - Trasferimenti correnti (L.R. n. 21/2018) del Bilancio di previsione 2025-2027 da riservare esclusivamente a progetti promossi da enti ed organismi i cui requisiti di ammissibilità sono delineati nel paragrafo successivo.


IV.   Requisiti di ammissibilità del capofila e partner

a)   Requisiti dei soggetti richiedenti (ente capofila)

Il soggetto capofila, a pena d’inammissibilità, deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  1. tipologia: rientrare tra le seguenti tipologie di soggetti ed essere in possesso dei requisiti indicati all’art. 26 della Legge n. 125/2014:
  • organizzazioni della Società civile iscritte nell’Elenco OSC tenuto dall’AICS;
     
  • enti del Terzo Settore non commerciali. All’interno di questa tipologia sono ricomprese anche le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), statutariamente finalizzate alla cooperazione allo sviluppo e alla solidarietà internazionale, attualmente sottoposte a regime transitorio;
     
  • organizzazioni di commercio equo e solidale;
     
  • organizzazioni ed associazioni delle comunità di immigrati;
     
  • imprese cooperative e sociali;
     
  • organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori;
     
  • fondazioni;
     
  • organizzazioni di volontariato (legge n. 266/1991);
     
  • associazioni di promozione sociale (legge n. 383/2000).

Tutti i soggetti sopra elencati devono prevedere nei propri Statuti tra le finalità istituzionali la cooperazione allo sviluppo. Tutti i soggetti che formano il partenariato (ente capofila e partner) dovranno allegare alla documentazione della richiesta di finanziamento un documento di riconoscimento del referente/ rappresentante in corso di validità.

  1. sede: avere sede legale in Italia ed almeno una sede operativa in Veneto. La sede operativa - formalmente identificata - dovrà essere obbligatoriamente e fattivamente coinvolta nell’ideazione e/o realizzazione del progetto. La misura e le modalità di tale coinvolgimento dovranno essere chiaramente ed obbligatoriamente esplicitate nell’apposito modulo di domanda regionale. Nel caso di ente nazionale avente più sedi nel territorio regionale veneto, è consentita la presentazione di un solo progetto;
     
  2. statuto e atto costitutivo: il Soggetto partecipante dovrà disporre di statuto e atto costitutivo redatto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata;
     
  3. assenza della finalità di lucro: tale stato dovrà essere dichiarato nella domanda dal legale rappresentante;
     
  4. iscrizione a registri: essere iscritti nell’elenco dei soggetti senza finalità di lucro ai sensi dell’art. 26 della Legge n. 125/2014, commi 2 e 3 e dell’art. 17 del DM 113/2015 o essere soggetti senza finalità di lucro, iscritti al registro (nazionale o regionale) di riferimento per la propria categoria[1]. L’obbligo di iscrizione non è previsto per le organizzazioni sindacali e degli imprenditori;
     
  5. conformità alla L.R. 11.05.2018, n. 16 per la concessione di provvidenze regionali: i soggetti aventi rappresentanza legale e/o potere decisorio dell’ente capofila non devono aver riportato una o più condanne per delitti non colposi puniti con sentenza passata in giudicato, ai sensi della L.R. 11.05.2018, n. 16 “Disposizioni generali relative ai procedimenti amministrativi concernenti interventi di sostegno pubblico di competenza regionale”.
     
  6. esperienza: avere esperienze adeguatamente documentate nelle attività di cooperazione allo sviluppo nei Paesi in via di Sviluppo nel triennio precedente la presentazione della domanda.

Il possesso dei requisiti sopra elencati deve essere oggetto di autocertificazione da parte del legale rappresentante del soggetto richiedente mediante la compilazione e sottoscrizione del modulo di domanda di contributo. Non è necessario presentare ulteriori dichiarazioni o certificati.

La Regione si riserva di effettuare in ogni momento i controlli previsti ai sensi di legge, al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni rese.

Lo stesso soggetto richiedente con sede in Veneto potrà presentare una sola domanda come capofila del progetto. Il medesimo proponente potrà prendere parte a più progetti finanziati dallo stesso bando all’interno di un partenariato in qualità di partner di progetto.

b)   Requisiti dei soggetti Co-richiedenti (partner di progetto)

Al fine di garantire lo sviluppo di partnership solide e durature nel territorio veneto e in loco, così come lo scambio di conoscenze e best practices sulla cooperazione allo sviluppo sostenibile, la domanda di contributo dovrà prevedere l’adesione al progetto presentato da almeno tre categorie di soggetti co-richiedenti (partner): OSC, Enti pubblici in Veneto ed Enti pubblici e/o privati nel Paese di destinazione del progetto.

  1. Per favorire il lavoro di rete tra le Organizzazioni della Società Civile (OSC) sul territorio veneto, i partner del progetto dovranno includere obbligatoriamente almeno una tra le seguenti tipologie di soggetti:
  • organizzazioni della Società civile iscritte nell’Elenco OSC tenuto dall’AICS;
     
  • enti del Terzo Settore non commerciali (ETS). All’interno di questa tipologia sono ricomprese anche le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), statutariamente finalizzate alla cooperazione allo sviluppo e alla solidarietà internazionale, attualmente sottoposte a regime transitorio;
     
  • organizzazioni di commercio equo e solidale;
     
  • organizzazioni ed associazioni delle comunità di immigrati;
     
  • imprese cooperative e sociali;
     
  • organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori;
     
  • fondazioni;
     
  • organizzazioni di volontariato (legge n. 266/1991);
     
  • associazioni di promozione sociale (legge n. 383/2000).
  1. Per garantire una maggiore partecipazione attiva delle comunità venete, così come un coordinamento delle risorse locali, i partner del progetto dovranno includere obbligatoriamente la categoria “Ente Pubblico” in Veneto tra cui[2]:
  • Comuni
     
  • Province
     
  • Città Metropolitana
     
  • Università
     
  • Istituti di ricerca
     
  • Istituzioni scolastiche
     
  • Azienda Ospedaliera (ULSS)
  1. Per assicurare la realizzazione del progetto nel territorio di intervento con una maggiore sostenibilità, impatto, e legittimità, la domanda di progetto dovrà includere obbligatoriamente almeno un Partner Locale Pubblico o Privato nel Paese di destinazione del progetto.

Con il termine partner si intende un ente che collabora fattivamente con il capofila nell’ideazione e nell’implementazione del progetto e che può, eventualmente, partecipare a sostenere i costi per la sua realizzazione. In tale evenienza il soggetto capofila ha l’obbligo di acquisire tutta la documentazione di spesa sostenuta dal partner, da rendicontarsi congiuntamente ai costi sostenuti direttamente. I soggetti ai quali viene affidata solamente la realizzazione di alcune attività progettuali a fronte di corrispettivo non sono considerati partner.


V.   Requisiti del progetto e ammissibilità

I progetti presentati dovranno rispettare, a pena d’inammissibilità, le seguenti condizioni:

  1. natura partenariale: i progetti devono essere presentati obbligatoriamente in forma associata da almeno quattro partner, di cui:
  • un ente capofila privato di cui al punto IV-a, con l’incarico di presentare il progetto alla Regione del Veneto per l’ottenimento dell’eventuale contributo pubblico. Il capofila sarà il beneficiario formale del contributo pubblico regionale e responsabile degli adempimenti amministrativi connessi alla concreta realizzazione del progetto (comunicazione formale dell’avvio delle attività, relazione intermedia, redazione e sottoscrizione della relazione finale corredata dal relativo rendiconto delle spese sostenute, conservazione della documentazione contabile);
     
  • un partner no profit
     
  • un partner pubblico in Veneto
     
  • un partner (pubblico o privato) nel Paese di destinazione del progetto
  1. numero delle iniziative: ogni soggetto capofila potrà proporre una sola iniziativa e per lo stesso progetto potrà essere, comunque, presentata una sola domanda di finanziamento. Nel caso di ente nazionale avente più sedi sul territorio regionale veneto, è consentita la presentazione di un solo progetto. Tuttavia, lo stesso ente potrà partecipare a più progetti come partner;
     
  2. durata del progetto: tutti i progetti presentati devono avere una durata massima annuale. Con decreto di approvazione del riparto dei contributi concessi sarà fissato il termine per la conclusione delle attività e per la presentazione della relazione conclusiva e della rendicontazione di spesa;
     
  3. iniziativa non conclusa: le iniziative presentate non devono essere già concluse al momento della presentazione della domanda di contributo per l’anno di riferimento e devono essere state avviate dopo il 01.01.2025 ed entro il 31.12.2025;
     
  4. costo progettuale: il costo totale del progetto deve ammontare almeno a € 20.000,00;
     
  5. specializzazione tematica del progetto: ogni progetto deve rientrare obbligatoriamente all’interno di una delle tre aree settoriali in linea con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) di seguito elencate:
  1. Agricoltura, SDG 2
     
  2. Salute e Benessere, SDG 3
     
  3. Formazione Professionale, SDG 4

In fase di valutazione verranno considerati positivamente i progetti che includono obiettivi trasversali di uguaglianza di genere, protezione e promozione dei diritti delle donne all’interno delle attività previste;

  1. localizzazione dell’iniziativa: le attività dell’iniziativa progettuale devono essere prevalentemente realizzate nel Paese di destinazione dell’intervento;
     
  2. documenti obbligatori: il soggetto capofila ha l’obbligo di allegare alla domanda di contributo le lettere di collaborazione sottoscritte da tutti i partner progettuali secondo i modelli previsti agli Allegati D ed E rispettivamente “Lettera partenariato NO PROFIT” e “Lettera partenariato PROFIT” e Allegato F dichiarazione ex legge regionale 16/2018, acclusi al presente Bando. Inoltre, andranno allegati obbligatoriamente il documento di riconoscimento in corso di validità per ogni partner e lo statuto o l’atto costitutivo, qualora non sia stato acquisito dalla struttura oppure sia stato modificato dall’ultimo invio.


VI.   Criteri di valutazione dei progetti

Nell’elaborazione dei criteri di merito per la valutazione dei progetti e di attribuzione dei relativi punteggi, si terrà conto degli elementi di seguito specificati:

  1. area geopolitica di intervento: verrà valutata secondo le priorità individuate nel punto II “Localizzazione degli Interventi” ed in linea con le priorità individuate nel Piano annuale 2025 di attuazione degli interventi di promozione dei diritti umani e la cooperazione allo sviluppo sostenibile – D.G.R. n.114 del 10.02.2025. Una maggiore attenzione sarà data ai paesi Africani – Priorità 1 presenti nella lista di cui al Punto II;
     
  2. analisi del contesto: costituiscono elementi di valutazione la qualità di analisi del contesto, l’analisi dei problemi e dei bisogni dei beneficiari, così come la coerenza tra i bisogni individuati nel contesto e i contenuti del progetto, oltre che al riferimento dati. Particolare attenzione verrà posta alle normative di riferimento del Paese Partner e alla coerenza dei bisogni dei beneficiari con tali normative;
     
  3. coerenza interna del progetto, programmazione e organizzazione delle attività, budget e risorse umane: verrà valutata sulla base della completezza e coerenza del Quadro logico, della congruenza tra budget proposto e attività progettuali indicate; della congruenza tra attività proposte e risorse umane impiegate (comprensiva della documentazione relativa al lavoro volontario/benevolo, ove utilizzato) e della trasversalità dei progetti in chiave di uguaglianza di genere, protezione e promozione dei diritti delle donne; dalla percentuale di copertura finanziaria e del solo/dei soli partner profit;
     
  4. partenariato: verrà valutato sulla base dell’esperienza del capofila, dell’effettivo coinvolgimento dei partner, della co-partecipazione finanziaria del partenariato al progetto e del coinvolgimento del settore profit;
     
  5. monitoraggio e valutazione del progetto: verranno valutati sulla base dell’efficacia del piano di monitoraggio interno proposto, e sulla previsione di un piano di valutazione interno/esterno del progetto;
     
  6. sostenibilità e impatto: verranno valutati sulla base della coerenza/congruenza degli elementi di sostenibilità economica, sociale, ambientale e nel tempo del progetto e della dimostrazione di un impatto tangibile qualitativo/quantitativo sui beneficiari e sul contesto di riferimento. Si insisterà sulla sostenibilità e durata del progetto nel tempo, con l’obiettivo di finanziare progetti che abbiano un impatto duraturo ed efficace anche dopo la conclusione.
     
  7. sensibilizzazione e disseminazione: verranno valutati sulla base della definizione chiara degli obiettivi e dei destinatari della disseminazione, sia in Veneto che in loco e degli strumenti utilizzati in relazione al target da raggiungere e ai temi da disseminare.

La valutazione dei progetti sarà effettuata da una Commissione tecnica alla cui nomina provvederà con proprio provvedimento il Direttore dell’Unità Organizzativa Cooperazione internazionale.

GRIGLIA DI VALUTAZIONE DEI PROGETTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE

AREA GEOPOLITICA (0-5)

Area geopolitica di intervento (Paesi che ricadono nella lista dei Paesi OCSE-DAC)

  • Africa: 4 (+1)*
  • Medio Oriente: 2 (+1)*
  • Europa Orientale: 2 (+1)*
  • Balcani Occidentali: 2  (+1)*
  • Asia: 2 (+1)*
  • America Latina e Caraibi: 2 (+1)*
  • Altro: 0 (+1)*

* (+1): se trattasi di Paese dichiarato prioritario per la Cooperazione italiana nel Documento Triennale di Programmazione e Indirizzo 2024-2026 del MAECI

 

ANALISI DEL CONTESTO (0-10)

  1. Qualità dell’analisi del contesto (0-3)
    Adeguata descrizione del contesto, con indicazione di dati aggiornati e delle relative fonti, documentali e normative, anche in linea con il Piano Nazionale di sviluppo del Paese partner ed eventuali documenti normativi.

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

3

Buono

2

Sufficiente

1

Insufficiente

0

  1. Coerenza tra i bisogni individuati nell’analisi e i contenuti del progetto (0-7)
    Coerenza degli obiettivi indicati con i bisogni dei beneficiari e del contesto di riferimento, benefici sui destinatari diretti a livello quantitativo e qualitativo, anche in linea con il Piano Nazionale di sviluppo del Paese partner ed eventuali documenti normativi.

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

7

Buono

4

Sufficiente

2

Insufficiente

0

 

 

COERENZA INTERNA DEL PROGETTO, PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’, BUDGET E RISORSE UMANE (0-30)

  1. Completezza e coerenza del Quadro Logico (0-15)
    Chiarezza/coerenza nella correlazione tra obiettivi, attività, risultati attesi, indicatori e appropriatezza degli output previsti 

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

15

Buono

10

Discreto

7

Sufficiente

3

Insufficiente

0

  1. Congruenza del budget proposto con le attività progettuali indicate (0-8)

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

8

Buono

5

Sufficiente

2

Insufficiente

0

 

  1. Coerenza/congruenza tra attività e risorse umane impiegate (0-5)

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

5

Buono

3

Sufficiente

1

Insufficiente

0

 

  1. Trasversalità dei progetti in chiave di uguaglianza di genere, protezione e promozione dei diritti delle donne (0-2)
  • Se presente: 2 pt
  • Se assente: 0 pt

 

PARTENARIATO (0-25)

  1. Qualità del partenariato (0-10)
    Costituzione di un partenariato appropriato all’intervento, con chiara esplicitazione dell’apporto e del valore aggiunto che ciascun partner può dare all’iniziativa

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

10

Buono

6

Sufficiente

2

Insufficiente

0

  1. Trasversalità della tipologia dei partner coinvolti (0-5)

    Un punto per ognuna di queste tipologie rappresentate nel partenariato:
  • a) Ulteriore partner pubblico in Veneto oltre a quello obbligatorio;
     
  • b) Ulteriore partner privato no profit con esperienza nell’ambito della cooperazione allo sviluppo;
     
  • c) Ulteriore partner privato profit;
     
  • d) Associazione/Organizzazione delle Comunità di Immigrati;
     
  • e) Ulteriore partner pubblico o privato nel Paese di destinazione del progetto
  1. Copertura finanziaria del partenariato progettuale (capofila + partner) (0-5)

% COPERTURA

PUNTEGGIO

Maggiore di 60%

5

Maggiore di 55% e Minore/Uguale al 60%

3

Maggiore di 50% e Minore/Uguale al 55%

1

Uguale al 50%

0

  1. Copertura finanziaria del solo partenariato profit (0-3)

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Maggiore di 10%

3

Maggiore di 5% e Minore/Uguale al 10%

2

Minore/Uguale al 5%

1

Nulla

0

  1. Presenza di almeno un’organizzazione della Società civile iscritte nell’Elenco OSC tenuto dall’AICS (ONG) con sede legale e operativa in Veneto (0-2)
  • Se presente, 2 pt.
  • Se assente, 0 pt.

 

MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO (0-10)

  1. Monitoraggio del progetto (0-7)
  2. Efficacia delle attività di monitoraggio interno previste

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

7

Buono

4

Sufficiente

2

Insufficiente

0

  1. Valutazione del progetto (0-3)
    Previsione di un piano di valutazione
  • Se esterno: 3 pt
  • Se interno: 1 pt
  • Se assente: 0 pt

 

SOSTENIBILITA’ E IMPATTO (0-10)

  1. Sostenibilità (0-6)
    Coerenza/congruenza degli elementi di sostenibilità economica, sociale, ambientale e nel tempo proposti dall’iniziativa, anche in relazione agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

6

Buono

4

Sufficiente

2

Insufficiente

0

  1. Impatto (0-4)
  • Previsione di un impatto tangibile sui beneficiari del progetto, sul settore di intervento e sul contesto di riferimento con coinvolgimento delle Autorità locali

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

4

Buono

2

Sufficiente

1

Insufficiente

0

 

 

SENSIBILIZZAZIONE E DISSEMINAZIONE (0-10)

Chiarezza ed efficacia della strategia di disseminazione

  • Definizione chiara degli obiettivi e dei destinatari della disseminazione in Veneto (0-4)

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

4

Buono

2

Sufficiente

1

Insufficiente

0

  • Definizione chiara degli obiettivi e dei destinatari della disseminazione in loco (0-6)

GIUDIZIO

PUNTEGGIO

Ottimo

6

Buono

4

Sufficiente

2

Insufficiente

0

 


TOTALE PUNTEGGIO MASSIMO: 100 PUNTI
 

Con provvedimento del Direttore dell’Unità Organizzativa Cooperazione internazionale di approvazione delle risultanze istruttorie e del riparto dei contributi, sarà inoltre fissato il termine per la conclusione dei progetti ammessi. Il punteggio minimo per la collocazione in graduatoria è fissato in punti 40.

Ricevimento delle domande 

A parità di punteggio ottenuta nei precedenti indicatori, la precedenza in graduatoria sarà accordata in base alla data e ora della conferma del server regionale della ricezione della domanda presentata per via telematica all’indirizzo PEC relazioninternazionali@pec.regione.veneto.it.


VII. Piano economico - finanziario del progetto e ammissibilità delle spese

La Commissione tecnica costituita all’interno della U.O. Cooperazione internazionale procederà alla valutazione sull’ammissibilità delle spese indicate nel piano economico-finanziario, dei costi dei progetti, e potrà apportare riduzioni ai costi preventivati, ritenendo non ammissibili alcune voci di spesa o parti di esse, alla luce anche dei criteri di seguito riportati. Il piano economico-finanziario dei costi deve essere elaborato in euro, applicando, se necessario, il tasso di cambio medio mensile UIC, pubblicato sul sito ufficiale della Banca d’Italia (http://www.bancaditalia.it/banca_centrale/cambi) o in alternativa potrà essere preso il riferimento comunitario indicato al sito http://ec.europa.eu/budget/inforeuro.


1)   Spese ammissibili

1.1) Costi diretti

I costi diretti sono le voci di spesa direttamente legate alla realizzazione delle attività progettuali.

Rientrano all’interno di questo gruppo le seguenti macrovoci:

1.1.1  Macrovoce di spesa “Risorse umane:

  1. personale italiano (espatriato o in Italia, dipendenti/volontari e/o esperti/consulenti);
     
  2. personale locale.


Si precisa che il termine “volontario” dovrà essere riferito a coloro che prestano la propria attività in modo benevolo.

I volontari che rendono prestazioni non retribuite devono fornire un sintetico curriculum formativo-esperienziale, firmato e datato comprensivo di dati anagrafici, titolo di studio, esperienza acquisita.

Ogni partner deve predisporre un’apposita lettera d’incarico, controfirmata dall’interessato, in cui vengono indicate le attività da svolgere, il numero di ore/giornate di impegno previste e il corrispondente importo valorizzato. Incarichi e relativi curriculum vitae del personale volontario/benevolo, ove utilizzato, andranno allegati alla domanda di contributo.

L’apporto valorizzato con cui si è contribuito a realizzare il progetto deve essere rendicontato tramite apposita dichiarazione del beneficiario /partner.

I costi relativi al “personale espatriato” includono gli eventuali costi di vaccinazione e assicurazione personale.

La somma dei costi relativi a “personale italiano” non potrà essere superiore al 50% dell’intero costo progettuale.

I costi relativi a docenti, tutor, consulenti, coordinatori ed assimilabili saranno ammessi, per analogia, entro le tariffe di spesa previste dalla circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in data 02 febbraio 2009, n. 2.

Per i progetti operanti in ambito sanitario, i soggetti capofila sono responsabili del reperimento di tutte le autorizzazioni necessarie per svolgere le attività previste; questo include l'ottenimento del riconoscimento specifico dalle autorità sanitarie competenti del sistema sanitario statale.

1.1.2. Macrovoce di spesa “Beni e servizi”: saranno ammesse le spese di beni mobili (es. macchinari, apparecchi e allestimenti/equipaggiamenti) solo se ritenute essenziali alla compiuta realizzazione dell’iniziativa. L’acquisto di materiali e attrezzature deve essere effettuato, di preferenza, nel Paese d’intervento e deve essere lasciato nella disponibilità dei soggetti destinatari alla conclusione del progetto. Inoltre, in questo ambito sono ammessi i costi relativi alla prestazione lavorativa/professionale compiuta da un soggetto (fornitore), in forma di ditta individuale o collettiva, a favore di un altro soggetto che la richiede (committente), sulla base di un contratto di prestazione di servizi. Le prestazioni individuali di liberi professionisti possono essere collocate sotto la voce “Risorse umane” (esperti/consulenti) o sotto la Macrovoce di spesa “Beni e servizi”, nel rispetto dei valori massimi previsti dalle categorie sopra menzionate.

La macrovoce può includere anche la voce studio di fattibilità del progetto (che deve essere obbligatoriamente presentato congiuntamente alla domanda se già realizzato o alla relazione sullo stato di avanzamento del progetto, qualora il progetto sia ammesso a finanziamento) e i cui costi saranno ammessi anche se effettuati nei sei mesi precedenti la data di presentazione della domanda e, comunque, non prima del 01.01.2025, previa valutazione da parte della Commissione sulla congruità dello studio con il progetto stesso. I costi per lo studio di fattibilità non devono superare il 5% del costo totale del progetto con un importo massimo riconoscibile di euro 1.500,00. Non sono ammesse le spese per utenze anche se relative al Paese d’intervento (imputabili alla macrovoce spese di gestione” successivamente dettagliata).

In sede di Commissione, per la valutazione delle spese di fornitura di servizi e/o acquisto di beni impiegati nella realizzazione di opere civili, è richiesta la presentazione di una descrizione tecnica degli interventi con allegato il preventivo di spesa. Tale documentazione deve essere allegata alla domanda di partecipazione, pena la mancata valutazione e approvazione della spesa. La proprietà dei beni a finalità pubblica deve essere trasferita ai partner locali entro il termine di conclusione del progetto e formalizzata attraverso l’atto di donazione da allegare alla rendicontazione finale.   

1.1.3) Macrovoce di spesa “viaggi e trasporti”: include tutti i costi relativi a viaggi e trasporti del personale, come ad esempio:

  • voli internazionali da e verso il paese destinatario dell’attività progettuale;
     
  • copertura assicurativa viaggi;
     
  • tasse di entrata e di uscita per i Paesi extra UE se non compresi nei costi di trasporto aereo;

Le suddette spese non sono ammissibili se valorizzate o forfetizzate.    

1.1.4 Macro-voce di spesa “Promozione del progetto”: comprende le spese relative alla promozione, comunicazione e visibilità del progetto i cui costi non devono superare, rispettivamente, il 10% del costo totale del progetto per le attività in loco e il 5% per le attività in Italia.

Non sono ammissibili importi valorizzati e/o forfettari per eventi, servizi e materiali di divulgazione o promozionali.
 

1.2) Costi indiretti

Sono riconosciuti costi indiretti, ovvero non direttamente imputabili alle attività progettuali ma ad esse di supporto, nella misura massima del 15% del totale dei costi diretti, con un valore massimo riconoscibile di euro 12.000. In questa categoria, sono ricomprese le spese amministrative e gestionali della struttura del soggetto proponente e dei partner non direttamente collegate al progetto, nonché le spese sostenute in loco per i costi relativi a carburante, trasporto, vitto e alloggio, eventuali diarie, parcheggio e taxi. Tali spese hanno natura forfettaria e non necessitano di essere documentate in fase rendicontale. Il loro importo verrà riconosciuto in sede di rendicontazione finale in percentuale rispetto al totale dei costi diretti ritenuti ammissibili.
 

1.3) Risorse finanziarie

I costi totali dovranno essere ripartiti, per ciascuna macrovoce, distinguendo il “totale contributo regionale richiesto”, il “totale cash (specificare che è l’apporto finanziario diretto da parte del beneficiario)” e il “totale valorizzato” del soggetto proponente (compresi i costi dei partner progettuali) ed eventualmente altre fonti di finanziamento (pubbliche o private) indicate nel punto D “altri finanziamenti” dell’Allegato B al presente Bando. 

Il “totale valorizzato”, che non potrà superare il 30% del costo totale del progetto, è riferibile alle azioni concernenti il progetto, in termini di prestazioni di lavoro e/o messa a disposizione/donazioni di beni. In sede di rendicontazione, tali azioni potranno essere documentate attraverso:

  • dichiarazione di lavoro benevolo del personale italiano volontario;
     
  • dichiarazione di valorizzazione dei beni;
     
  • dichiarazione in dogana per l’esportazione del bene oggetto dell’intervento di cooperazione.   

In ogni caso saranno ritenute ammissibili solo le spese specificamente necessarie alla realizzazione dell’iniziativa per la quale è richiesto il contributo, purché accompagnati da documenti fiscalmente validi o equivalenti. Le spese dovranno essere effettivamente sostenute dal beneficiario o dai partner durante la fase di implementazione dell’iniziativa e, nel caso di regime fiscale con IVA detraibile, gli importi dovranno essere indicati al netto dell'IVA.

Infine, per la valutazione dei progetti presentati è necessario:

  • in caso di fondi di rotazione e altri sistemi di credito, indicare i criteri di scelta dei beneficiari, le modalità di erogazione e rimborso, l’impiego finale dei fondi. Sono ammesse a finanziamento e quindi rendicontabili unicamente le voci di spesa che si riferiscono ai beni mobili oggetto del credito, capitalizzate – al termine di periodo d’uso – nel patrimonio dal Partner locale erogante il credito.      

2)     Spese non ammissibili:

  1. debiti e interessi passivi sui debiti;
     
  2. costi per garanzie bancarie;
     
  3. costi dei cambi;
     
  4. spese di acquisto di immobili o terreni;
     
  5. spese di locazione finanziaria (leasing)
     
  6. spese relative ad un bene/servizio rispetto al quale il soggetto beneficiario ha già goduto in precedenza, per la stessa spesa, di altro contributo pubblico regionale, nazionale o comunitario.
     

VIII.   Graduatorie

La valutazione dei progetti risultati ammissibili è finalizzata alla redazione di apposita graduatoria, che sarà approvata con decreto del Direttore dell’U.O. Cooperazione internazionale entro 90 giorni dalla scadenza dei termini di presentazione delle domande al presente bando. I soggetti ammessi in graduatoria otterranno il contributo regionale sino ad esaurimento delle risorse disponibili.

IX.   Contributo concedibile

La Regione del Veneto contribuirà al finanziamento dei progetti approvati fino alla misura massima del 50% dei costi preventivati considerati ammissibili. Il finanziamento regionale non potrà comunque superare l’importo massimo di € 40.000,00 per ogni progetto ammesso al finanziamento.

I contributi pubblici concessi dovranno essere utilizzati dai soggetti beneficiari esclusivamente per la realizzazione dei progetti approvati. In caso di utilizzo diverso da parte del soggetto proponente, la Regione si riserva di revocare il contributo pubblico concesso.

Nell’ipotesi in cui sia stato richiesto e/o ottenuto un contributo anche presso altri enti (quali Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale od Unione Europea) o altre strutture regionali per lo stesso progetto, il richiedente ne darà comunicazione alla Regione tramite la compilazione dell’apposita sezione del modulo di domanda.

X.   Modalità di erogazione e di rendicontazione dei contributi:

L’assegnazione del contributo avverrà contestualmente alla pubblicazione della graduatoria di merito.

Entro 30 giorni dall’avvenuta pubblicazione della graduatoria di merito, i soggetti beneficiari dovranno comunicare alla Struttura regionale competente la data di avvio delle attività, utilizzando il modello pubblicato con il provvedimento di approvazione delle risultanze istruttorie per l’anno 2025 e correlato impegno di spesa*.

Il contributo verrà erogato con le seguenti modalità:

  • importo massimo del 56,17% quale acconto del contributo, previa comunicazione formale da parte del rappresentante legale del soggetto beneficiario dell’avvio delle attività;
     
  • importo massimo del 43,83%  a saldo del contributo, previa presentazione da parte del rappresentante legale dell’ente beneficiario di quanto di seguito indicato:
  1. relazione finale sull’attività svolta, utilizzando il modello pubblicato con il provvedimento di approvazione delle risultanze istruttorie per l’anno 2025 e correlato impegno di spesa*;
     
  2. rendiconto finanziario, sulla base del prospetto riepilogativo entrate/spese predisposto dagli uffici della Struttura regionale competente, pubblicato con il provvedimento di approvazione delle risultanze istruttorie per l’anno 2025 e correlato impegno di spesa*. Vanno indicati, per le sole spese ammesse in sede di istruttoria, gli estremi dei documenti contabili che ne attestino l’effettivo sostenimento. In relazione al personale coinvolto nel progetto andranno allegate le lettere di incarico/copie dei contratti, unitamente alle dichiarazioni di lavoro benevolo (qualora utilizzato). Con riferimento alle spese di “Beni e servizi” andranno allegate le relative fatture, quietanziate. Andranno inoltre trasmesse le dichiarazioni di valorizzazione/donazione dei beni e le dichiarazioni doganali dovranno essere altresì allegate alla relazione finale/rendiconto finanziario. Tutte le spese effettuate in valuta differente dall’euro dovranno essere rendicontate in euro al tasso di cambio medio mensile UIC, pubblicato sul sito ufficiale della Banca d’Italia (http://www.bancaditalia.it/banca_centrale/cambi) o in alternativa potrà essere preso il riferimento comunitario indicato al sito http://ec.europa.eu/budget/inforeuro, salvo diversa specifica autorizzazione concessa dalla competente Struttura regionale. Per essere considerati ammissibili i costi dovranno essere stati sostenuti nel periodo di durata dell’iniziativa, ad eccezione di quanto previsto per i costi relativi allo studio di fattibilità. Le spese dovranno essere pagate durante il periodo di implementazione del progetto e, comunque non oltre 30 giorni successivi alla data di chiusura dello stesso. La documentazione contabile comprovante la spesa finanziata dovrà riportare la dicitura “spesa sostenuta con il contributo della Regione del Veneto – progetto: “…….” ed il codice unico di progetto (CUP).
     
  3. dichiarazione sostitutiva di certificazione e dell’atto di notorietà - resa ai sensi del DPR n. 445/2000 - su modulistica fornita dalla Regione, pubblicata con il provvedimento di approvazione delle risultanze istruttorie per l’anno 2025 e correlato impegno di spesa*;
     
  4. documentazione fotografica o video del progetto, dando evidenza del sostegno pubblico regionale riportando la dicitura “Realizzato con il contributo della Regione del Veneto” o il logo regionale[3];
     
  5. elenco dei partecipanti sottoscritto dagli stessi e che includa anche l’indicazione dei relatori, in caso di corsi di formazione;
     
  6. avvisi, manifesti o altro materiale informativo, relativi all’iniziativa finanziata, su cui sarà obbligatorio riportare la dicitura “Realizzato con il contributo della Regione del Veneto” o il logo regionale[4];
     
  7. “Scheda Dati Anagrafici” ;
     
  8. “Scheda posizione fiscale”;

La liquidazione del saldo del contributo concesso sarà subordinata alla rendicontazione da parte del beneficiario di una somma pari almeno al doppio del contributo ricevuto.

Nel caso la somma rendicontata e considerata ammissibile fosse inferiore, il contributo pubblico sarà proporzionalmente ridotto, con obbligo di restituzione dell’eventuale maggior importo già erogato a titolo di acconto, maggiorato degli interessi legali. In ogni caso dovrà essere mantenuta la percentuale di co-finanziamento indicata in sede di domanda. Per cui, in caso di rendicontazione di un importo inferiore a quello approvato con il decreto di riparto, il contributo della Regione Veneto verrà proporzionalmente ridotto in base alla percentuale di co-finanziamento.

Si procederà inoltre alla revoca del contributo nel caso in cui la documentazione presentata non risulti sufficiente ed idonea a stabilire il costo totale per le iniziative realizzate oppure la realizzazione dei progetti non risulti conforme a quanto previsto in fase di assegnazione del contributo, con l’esclusione di eventuali variazioni progettuali, non sostanziali, autorizzate dal Direttore della Struttura regionale competente (punto IX). Nell’ipotesi in cui il progetto finanziato con contributo regionale sia oggetto di cofinanziamento da parte di altri enti pubblici (quali MAECI, Unione Europea, ecc...) si precisa che in sede di erogazione del saldo del contributo potrà essere richiesta adeguata documentazione al fine di verificare che non ci sia sovrapposizione tra il contributo regionale e gli altri finanziamenti pubblici.


XI.   Durata del progetto

Tutti i progetti presentati devono avere durata massima annuale. Qualora l’intervento rientri in un più ampio programma di interventi organizzato in più anni, il progetto presentato dovrà comunque configurarsi come stralcio esecutivo indipendente. Con decreto di approvazione del riparto dei contributi concessi sarà fissato il termine per la conclusione delle attività e per la presentazione della relazione conclusiva e della rendicontazione di spesa.

Dopo sei mesi dalla data di inizio del progetto beneficiario di contributo regionale, è obbligatorio inviare una relazione sintetica sullo stato di avanzamento dello stesso.


XII.   Variazioni al progetto

Ogni variazione progettuale che dovesse rendersi necessaria nella fase di attuazione dovrà essere preventivamente comunicata e dovrà essere autorizzata, in seguito a valutazione degli Uffici, da parte del Direttore della Struttura regionale competente. Le variazioni, in termini non sostanziali, potranno essere richieste relativamente a:

  1. durata: sulla base di una richiesta da parte dell’ente capofila, adeguatamente e validamente motivata, con individuazione dei nuovi termini di conclusione delle attività e/o di presentazione della documentazione conclusiva di progetto;
     
  2. attività e/o previsioni di spesa: sulla base di una richiesta, con adeguata motivazione, da parte dell’ente capofila che dettagliatamente illustra le variazioni di attività e/o di budget (possono essere richieste variazioni compensative tra le macro-voci di spesa di cui al punto 1.1 fino a un massimo del 25% del finanziamento previsto);
     
  3. partenariato: sulla base di una richiesta da parte dell’ente capofila con adeguata motivazione e dettaglio del nuovo assetto del partenariato e dei relativi ruoli nel progetto; si precisa che il nuovo assetto non può alterare quello presentato nella domanda ammessa a finanziamento e che è risultato assegnatario di punteggio di merito.

La Regione si riserva di valutare ogni eventuale variazione progettuale, debitamente motivata e preventivamente comunicata da parte dell’ente beneficiario, che incida in modo sostanziale sull’andamento regolare del progetto finanziato e connessa al rischio/sicurezza Paese di destinazione extra UE, attraverso le determinazioni di competenza, al fine del proseguimento delle attività finanziate ed il conseguimento degli obiettivi progettuali.

XIII. Presentazione della domanda di contributo

Saranno ritenute ammissibili le domande che rispettano le seguenti descritte modalità:

  1. Modulo di domanda: tutte le richieste di contributo dovranno essere presentate esclusivamente avvalendosi del relativo modulo di domanda allegato al presente bando, disponibile sul sito web della Regione del Veneto - portale “bandi avvisi e concorsi” al link https://bandi.regione.veneto.it/Public/Elenco?Tipo=1 e alla pagina “https://www.regione.veneto.it/web/relazioni-internazionali/coop-iniziative-a-bando.

    Il modulo dovrà essere obbligatoriamente compilato in ogni sua parte (compilato a computer).
  1. Sottoscrizione: la domanda dovrà essere sottoscritta dal legale rappresentante dell’ente che presenta il progetto e deve coincidere con il dichiarante (ossia con la persona fisica indicata nella prima pagina del modulo di domanda). La domanda dovrà essere sottoscritta con firma autografa in originale, accompagnata dalla copia del documento di identità del firmatario. Sono fatte salve le ipotesi di firma digitale.
     
  2. Marca da bollo Le richieste di contributo dovranno essere corredate da marca da bollo da € 16,00 di cui al D.P.R. 26.10.1972, n. 642, ove prevista (sono esenti: gli enti del terzo settore ai sensi dell’art. 82, comma 5 del DLgs. n. 117/2017).

    L’imposta di bollo potrà essere assolta in modo virtuale:
  • mediante pagamento dell’imposta ad intermediario convenzionato con l’Agenzia delle entrate, il quale rilascia, con modalità telematiche, apposito contrassegno;
     
  • mediate versamento eseguito con il modello F23 (scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate con le relative istruzioni) compilato con codice tributo: 456T, codice ufficio T6F e potrà essere pagata presso Sportelli bancari, uffici postali o concessionari autorizzati per la riscossione;
     
  • oppure il proponente può allegare dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui attesta, sotto la propria personale responsabilità ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, di aver assolto al pagamento dell’imposta indicando i dati relativi all’identificativo della marca. Tale dichiarazione deve essere corredata da copia del documento di identità del dichiarante. La domanda in originale, recante la marca da bollo annullata, deve essere conservata agli atti per eventuali controlli da parte della Regione.
  1. Presentazione: le richieste di contributo dovranno essere indirizzate alla Direzione Relazioni internazionali – U.O. Cooperazione internazionale, Fondamenta Santa Lucia, Cannaregio 23, 30121 Venezia, e presentate obbligatoriamente all’indirizzo di posta elettronica certificata relazioninternazionali@pec.regione.veneto.it nelle modalità previste per la posta certificata e dettagliatamente indicate sul sito web istituzionale della Regione del Veneto al seguente link:

    http://www.regione.veneto.it/web/affari-generali/pec-regione-veneto.

    Si evidenzia che al fine di evitare il ripudio della domanda da parte del protocollo regionale, la stessa e tutti gli allegati dovranno essere presentati nei formati: .pdf, pdf/A 
  1. Scadenza: le richieste di contributo dovranno pervenire entro il sessantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente Bando nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto;
     
  2. Oggetto: al fine dell’identificazione del bando di riferimento, dovrà essere indicata la dicitura: “Progetto di Cooperazione allo sviluppo sostenibile L.R. n. 21/2018” - anno 2025. La dicitura andrà apposta nell’oggetto della mail, trasmessa via PEC. Inoltre nel corpo del testo della e-mail dovrà essere indicata la Direzione Relazioni internazionali – U.O. Cooperazione internazionale, Fondamenta Santa Lucia, Cannaregio 23, 30121 Venezia.
     
  3. Allegati alla domanda di contributo: dovranno essere allegati alla domanda, a pena di esclusione, il documento di identità del soggetto che sottoscrive la domanda, ove non firmata digitalmente e le lettere di collaborazione di tutti i partner di progetto.


     

XIV.   Monitoraggio, controlli e valutazione finale

La Regione del Veneto garantisce i controlli di competenza dei progetti finanziati mediante la valutazione delle relazioni predisposte dai soggetti capofila e della documentazione amministrativa e contabile del progetto. Eventuali sopralluoghi potranno svolgersi da parte di personale regionale preposto sia presso le sedi degli enti in Veneto, sia in loco presso il Paese di svolgimento delle attività progettuali.

In conformità a quanto previsto dalle disposizioni del DDR n.118 del 07 novembre 2024 saranno applicate le linee guida per il monitoraggio e la valutazione dei progetti a cui tutti gli enti beneficiari del contributo regionale dovranno attenersi.

Saranno previste fasi periodiche di valutazione e follow-up, anche da remoto, al fine di garantire una gestione progettale efficace ed efficiente, gestire eventuali criticità ed assicurare il corretto e responsabile utilizzo delle risorse regionali.
 

XV.   Gestione Finanziamento, Informazioni e Comunicazioni

Tutte le informazioni relative al Piano Annuale 2025 di riferimento e all’uscita del Bando di Cooperazione allo Sviluppo Sostenibile 2025 saranno oggetto di pubblicazione online nel sito della Regione del Veneto – Direzione Relazioni Internazionali – Cooperazione Iniziative a Bando.

Si invitano gli interessati a registrarsi alla Newsletter della Cooperazione allo Sviluppo, Diritti Umani e Pari Opportunità per ricevere aggiornamenti su bandi e iniziative in tempo reale.

Inoltre, le informazioni sulle opportunità promosse dalla Regione del Veneto in materia di cooperazione e diritti umani saranno divulgate in automatico agli enti presenti nel nostro database, così come alle amministrazioni comunali e provinciali del territorio veneto e a siti web inerenti al mondo della cooperazione come info cooperazione per facilitare agli enti un accesso tempestivo al bando


I beneficiari del finanziamento, previa autorizzazione della Regione, dovranno inserire obbligatoriamente, in tutti i materiali promozionali e progettuali, compresi siti internet, opuscoli, materiali di comunicazione in Veneto e in loco quanto segue:

  • Il logo della Regione del Veneto;
     
  • Il titolo del progetto finanziato e l’indicazione del soggetto proponente.


XVI. Responsabile del procedimento, Diritto di accesso agli atti e Informativa sul trattamento dei dati personali (Art. 13, Regolamento 2016/679/UE - GDPR)

Il responsabile del procedimento è il Direttore della Unità Organizzativa Cooperazione internazionale, struttura regionale presso la quale è possibile prendere visione degli atti.

Titolare del potere sostitutivo, individuato con DGR n. 231/2020, è il Segretario Generale della Programmazione.

In base al Regolamento 2016/679/UE (General Data Protection Regulation – GDPR) “ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano”.

I trattamenti di dati personali sono improntati ai principi di correttezza, liceità e trasparenza, tutelando la riservatezza dell’interessato e i suoi diritti.

Il Titolare del trattamento è la Regione del Veneto / Giunta Regionale, con sede a Palazzo Balbi - Dorsoduro 3901, 30123 – Venezia.

Il Delegato al trattamento dei dati personali è, ai sensi della DGR n. 596 del 08.05.2018 pubblicata sul BUR n. 44 del 11.05.2018, il Direttore dell’Unità Organizzativa Cooperazione internazionale,

email cooperazioneinternazionale@regione.veneto.it

PEC relazioninternazionali@pec.regione.veneto.it

Il Responsabile della Protezione dei dati / Data Protection Officer al quale rivolgersi per le questioni relative ai trattamenti di dati ha sede a Palazzo Sceriman, Cannaregio, 168, 30121 – Venezia, con indirizzo email dpo@regione.veneto.it.

La finalità del trattamento cui sono destinati i dati personali è la concessione di contributi regionali previsti dalla Legge regionale 21 giugno 2018, n. 21 "Interventi regionali per la promozione dei diritti umani e la cooperazione allo sviluppo sostenibile " e la base giuridica del trattamento (ai sensi degli articoli 6 e/o 9 del Regolamento 2016/679/UE) è la predetta legge regionale.

I dati raccolti potranno essere trattati anche in forma automatizzata e a fini di archiviazione (protocollo e conservazione documentale) nonché, in forma aggregata, a fini statistici.

I dati delle persone fisiche, trattati da persone autorizzate, non saranno comunicati ad altri soggetti né diffusi se non nei casi espressamente previsti da legge o regolamento.

Il periodo di conservazione, ai sensi dell’articolo 5, par. 1, lett. e) del Regolamento 2016/679/UE, è determinato dalle regole interne proprie all’Amministrazione regionale e da leggi e regolamenti regionali e nazionali in materia; i dati saranno conservati in conformità alle norme sulla conservazione della documentazione amministrativa.

All’interessato competono i diritti previsti dal Regolamento 2016/679/UE e, in particolare, è possibile chiedere al Direttore dell’Unità Organizzativa Cooperazione internazionale l’accesso ai propri dati personali, la rettifica, l’integrazione o, ricorrendone gli estremi, la cancellazione o la limitazione del trattamento, ovvero opporsi al loro trattamento (artt. 15 e ss. del Regolamento 2016/679/UE).

L’interessato ha diritto di proporre reclamo, ai sensi dell’articolo 77 del Regolamento 2016/679/UE, al Garante per la protezione dei dati personali con sede in Piazza Venezia n. 11, 00187 – ROMA, ovvero ad altra autorità europea di controllo competente.

L’interessato ha l’obbligo di fornire i dati personali necessari per l’espletamento dell’istruttoria ai fini dell’adozione dell’eventuale provvedimento finale del relativo procedimento amministrativo, pena l’impossibilità di accedere ai contributi economici e concludere le procedure relative alle finalità sopra citate (L. 241/1990 e ss.mm.ii.).


Informazioni sui contenuti del bando potranno essere richieste alla Direzione Relazioni Internazionali - Unità Organizzativa Cooperazione internazionale:

telefono: 041/279 4389 – 4360.

e-mail: cooperazioneinternazionale@regione.veneto.it

Il Direttore Dott. Luigi Zanin
 


[1] Il requisito di iscrizione è richiesto alla luce delle novità introdotte dalla Riforma del Terzo Settore (Legge 6 giugno 2016, n. 106; D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117).

[2] Elenco non esaustivo.

[3] È obbligatorio contattare preventivamente la competente U.O. Comunicazione e informazione al seguente indirizzo e-mail: cominfo@regione.veneto.it.

[4] È obbligatorio contattare preventivamente la competente U.O. Comunicazione e informazione al seguente indirizzo e-mail: cominfo@regione.veneto.it.

(Bando costituente parte integrante del decreto del Direttore della Unità Organizzativa Cooperazione Internazionale n. 45 del 26 maggio 2025, pubblicato in parte seconda-sezione prima del presente Bollettino, ndr)

(seguono allegati)

45_Allegato_B_DDR_45_26-05-2025_556908.pdf
45_Allegato_C_DDR_45_26-05-2025_556908.pdf
45_Allegato_D_DDR_45_26-05-2025_556908.pdf
45_Allegato_E_DDR_45_26-05-2025_556908.pdf
45_Allegato_F_DDR_45_26-05-2025_556908.pdf
45_Allegato_G_DDR_45_26-05-2025_556908.pdf
45_Allegato_H_DDR_45_26-05-2025_556908.pdf

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