Carenza di disponibilità idrica nel territorio della Regione del Veneto. Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali e Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po. Azioni regionali a tutela della salute pubblica. Dichiarazione dello stato di emergenza regionale ex art. 15 della L.R. 1° giugno 2022, n. 13 e art. 1 della L.R. 16 agosto 2007, n. 20 a seguito delle criticità riscontrate.
| Note per la trasparenza |
Nel territorio veneto è presente una condizione di deficit idrico generalizzato rispetto ai valori medi stagionali. Con il presente provvedimento si intende dichiarare lo stato di emergenza regionale ex art. 15 della L.R. 1° giugno 2022, n. 13 e art. 1 della L.R. 16 agosto 2007, n. 20 su tutto il territorio della Regione del Veneto per rischio da deficit idrico e rischio connesso alla risalita del cuneo salino, individuando nel contempo anche le prime azioni necessarie a fronteggiare tale situazione.
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Il Presidente
PRESO ATTO dei Rapporti sulla risorsa idrica in Veneto pubblicati dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) con riferimento ai primi 5 mesi dell’anno 2026;
VERIFICATO che i succitati documenti rilevano per l’anno idrologico 2025/2026 la presenza nel territorio di una condizione di un deficit idrico generalizzato riepilogabile nei seguenti punti principali:
- presenza di deficit di precipitazioni, in particolare a partire dal mese di marzo 2026 (-21% rispetto alla norma), peggiorato nel mese di aprile 2026 (quarto aprile più secco e caldo della storia recente del Veneto) e ancora sotto la media storica nel mese di maggio 2026;
- al 31 maggio 2026, l'intero anno idrologico (dal 1° ottobre 2025) registra una cumulata regionale di 525 mm contro i 727 mm storici, sancendo un deficit complessivo del -28%, pari a quasi 2,4 miliardi di m³ di acqua mancanti;
- risorsa nivale esaurita precocemente a causa delle temperature elevate di aprile e maggio 2026 (il manto nevoso in quota ha subito una fusione rapidissima); a fine maggio 2026 la risorsa idrica nivale (SWE) risulta quasi totalmente esaurita (appena 10-15 Mm³ nel Piave e 2-5 Mm³ nel Brenta), ricalcando il drammatico scenario della siccità dell’anno 2022;
- portate dei maggiori fiumi veneti sensibilmente e costantemente inferiori alle medie storiche, con forti riduzioni soprattutto nelle zone montane. Il deficit strutturale colpisce i bacini principali, dove spiccano i dati cumulati di Piave, Brenta (-23%), Po (-23%) e Adige (-21%);
- il Lago di Garda, che a febbraio 2026 si trovava sopra il 75° percentile, ha arrestato la sua crescita a causa dei mancati apporti ed è sceso a fine maggio al di sotto del 50° percentile storico;
- l'effetto tampone delle piogge invernali in bassa pianura si è esaurito. L'Alta Pianura (Veronese, Vicentino, Trevisano) sconta la mancata ricarica primaverile, mantenendo i livelli piezometrici stabilmente sotto i minimi storici stagionali;
- le previsioni indicano che, senza precipitazioni rilevanti nel mese di giugno 2026 in grado di invertire il trend dei primi 5 mesi dell’anno, la carenza idrica è destinata a persistere andando ad aggravarsi ulteriormente nei mesi estivi;
CONSIDERATO che nel mese di giugno 2026 non si sono verificate precipitazioni rilevanti e che, pertanto, persistono le condizioni di carenza idrica già rilevate nel mese di maggio 2026;
DATO ATTO che l’art. 63-bis del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 istituisce presso ciascuna Autorità di bacino un Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici con il compito di monitorare i bilanci idrici, analizzare i dati su disponibilità e domanda della risorsa idrica e gestire le crisi di scarsità d'acqua;
CONSIDERATO che l’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici istituito presso il Distretto di Bacino idrografico delle Alpi Orientali, nell’ambito della V^ seduta dell’Osservatorio, tenutasi in data 16 giugno 2026, ha confermato il livello di severità idrica “bassa” per l'intero territorio distrettuale, pur evidenziando una particolare criticità:
- per il territorio dei bacini del Livenza e del Tagliamento, in cui l’evoluzione meteoclimatica potrebbe non garantire nelle successive settimane alcuni utilizzi idropotabili, si rende necessaria l’adozione di una strategia per l’uso più parsimonioso e sostenibile delle risorse idriche evitando tutti gli sprechi possibili;
- per il territorio del bacino del fiume Adige, si conferma l’opportunità di adottare ogni misura necessaria al fine di limitare l’utilizzo della risorsa idrica e garantire la portata minima fluente di 80 mc/s a Boara Pisani (PD);
CONSIDERATO che l’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici istituito presso il Distretto di Bacino idrografico delle Alpi Orientali, nell’ambito della VI^ seduta dell’Osservatorio, tenutasi in data 30 giugno 2026 ha confermato il livello di severità idrica “bassa” nel territorio del Veneto demandando alle Istituzioni interessate di adottare una strategia ed una gestione dinamica per l’uso più parsimonioso e sostenibile delle risorse idriche nel proprio territorio, evitando tutti gli sprechi possibili e, con particolare riguardo al bacino del fiume Adige, di adottare ogni misura necessaria al fine di limitare l’utilizzo della risorsa idrica e a garantire la portata minima fluente di 80 mc/s a Boara Pisani (PD);
CONSIDERATO che l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po in sede di Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici del 25 giugno 2026 ha fissato il livello di severità idrica a scala distrettuale da “BASSA” a “MEDIA in assenza di precipitazioni”, concludendo con la richiesta di comunicazione tempestiva di eventuali criticità, con particolare riferimento all’utilizzazione potabile nei territori del bacino idrografico del fiume a valle di Pontelagoscuro;
VISTA la comunicazione di Acquevenete SpA, ente gestore del servizio idrico integrato del Consiglio di Bacino Polesine, del 24 giugno 2026, acquisita al protocollo regionale con n. 376520 del 25 giugno 2026, con la quale è stata effettuata la segnalazione di criticità idrologica del fiume Po con richiesta di valutazione – nell’ambito dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici – dell’andamento della portata del fiume e delle ricadute sul sistema idropotabile dell’area di Taglio di Po (RO) e sulla Centrale di potabilizzazione di Ponte Molo;
CONSIDERATO che la situazione del tratto terminale del fiume Po espressa dall’Ente gestore del servizio idrico evidenzia significative ricadute sull’approvvigionamento idropotabile del territorio del Delta, in conseguenza del rischio connesso alla risalita del cuneo salino;
CONSIDERATO che, come previsto dall’art. 167 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii., nei periodi di siccità e comunque nei casi di scarsità di risorse idriche, durante i quali si procede alla regolazione delle derivazioni in atto, la priorità deve essere assicurata al consumo umano e, a seguire, per l'uso agricolo ivi compresa l'attività di acquacoltura;
CONSIDERATO che, come previsto dall’art. 145 del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. “L'Autorità di bacino competente definisce ed aggiorna periodicamente il bilancio idrico diretto ad assicurare l'equilibrio fra le disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell'area di riferimento ed i fabbisogni per i diversi usi, nel rispetto dei criteri e degli obiettivi di cui all'articolo 144”;
VISTO il Bollettino n. 4/2026 del 10 giugno 2026 emanato dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po nel quale viene riportata per il fiume Po la portata media mensile di Pontelagoscuro di 892 m3/s riferita al mese di maggio 2026, al di sotto del valore medio di 1971 m3/s, e che la portata media giornaliera transitante nella sezione di Pontelagoscuro è risultata essere al 3 giugno 2026 pari a circa 646 m3/s;
CONSIDERATO che alla sezione di Pontelagoscuro la portata attuale al 29 giugno 2026 di circa 260 m3/s medi giornalieri si attesta su valori ampiamente inferiori rispetto ai 450 m3/s, soglia critica necessaria per il contrasto all’intrusione salina;
CONSIDERATO che le previsioni meteorologiche non lasciano presagire una significativa e sostanziale variazione del trend in essere con previsione di innalzamento dei livelli dei deflussi;
CONSIDERATO che risulta altresì necessario cercare di mantenere i livelli idrici il più sostenuti possibile all’interno della rete irrigua consortile quale misura di contrasto alla salinizzazione delle stesse acque per fenomeni di infiltrazione sub-superficiale; tale misura di contrasto risulta necessaria per prevenire il verificarsi di condizioni sfavorevoli anche sotto il profilo igienico-sanitario che si potrebbero determinare a seguito della moria di pesci per salinizzazione delle acque, circostanza già verificatasi in eventi passati;
DATO ATTO che il D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. prevede all’art. 144, comma 4 che “Gli usi diversi dal consumo umano sono consentiti nei limiti nei quali le risorse idriche siano sufficienti e a condizione che non ne pregiudichino la qualità.”;
CONSIDERATO che il sopracitato Osservatorio Permanente del Distretto di Bacino idrografico delle Alpi Orientali, nelle sedute del 16 giugno 2026 e del 30 giugno 2026, ha stabilito specifici indirizzi gestionali, demandando alle Istituzioni interessate l'adozione dei provvedimenti necessari, volti a preservare la risorsa idrica per gli usi prioritari, distinti per tipologia d’uso e per amministrazioni concessionarie e gestori e, con particolare riguardo al bacino del fiume Adige, di adottare ogni misura necessaria al fine di limitare l’utilizzo della risorsa idrica e a garantire la portata minima fluente di 80 mc/s a Boara Pisani (PD);
RITENUTO di formulare le seguenti richieste, in adempimento alle raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del Distretto di Bacino idrografico delle Alpi Orientali:
ai Consorzi irrigui di:
- attivare presso i propri consorziati campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica, orientato al soddisfacimento dei reali fabbisogni irrigui delle colture anche tramite il ricorso di strumenti di consiglio irriguo per supportare le aziende agricole nella individuazione del preciso momento di intervento irriguo e nella valutazione del volume di adacquata;
- finalizzare l’attività di sensibilizzazione a rendere gli operatori agricoli consapevoli del possibile rischio di aggravamento dei problemi di carenza idrica nei periodi di più intensa attività irrigua (tradizionalmente nei mesi di luglio ed agosto), nel caso in cui, a fronte del graduale esaurirsi delle risorse accumulate nei serbatoi dell’area montana, non si verificassero significative precipitazioni meteoriche;
- di attivarsi per la predisposizione dei «piani di siccità» costituenti misure del Piano di gestione delle acque, dandone sollecita comunicazione alla scrivente Regione ed all’Osservatorio Permanente;
ai Gestori degli invasi idroelettrici dell’area montana di:
- orientare la gestione degli invasi idroelettrici in modo da preservare, compatibilmente con le esigenze di produzione idroelettrica, l’accumulo di risorsa idrica, per consentire l’eventuale integrazione dei deflussi naturali che dovesse rendersi necessaria nel prosieguo della stagione irrigua, a fronte del perdurare delle condizioni siccitose;
- agevolare lo scambio di informazioni con i consorzi irrigui di pianura e con i gestori del servizio idrico integrato, relativamente alle portate complessivamente esitate a valle degli invasi già oggetto di pubblicazione da parte delle Regioni e delle Province autonome;
- sono in ogni caso fatti salvi gli obblighi di rilascio del deflusso minimo vitale ovvero del deflusso ecologico a valle dei paramenti;
agli Enti d’Ambito e ai gestori del Servizio idrico integrato di:
- promuovere azioni di sensibilizzazione per la razionale gestione della risorsa idropotabile, rinviando possibilmente le operazioni di manutenzione delle reti e degli impianti che comportino lo sperpero di risorsa idrica, fatte salve le operazioni eventualmente necessarie per motivi di igiene pubblica;
- comunicare ai Comuni interessati l’attuale stato di carenza idrica, fornendo indicazioni sull’eventuale applicazione di misure di contingentamento e limitazione della risorsa idrica fornita dal servizio idrico integrato, con particolare riguardo ai seguenti usi:
- irrigazione e annaffiatura di orti, giardini, aree verdi e prati;
- lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
- lavaggio privato di veicoli a motore;
- riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino;
- in generale per gli usi diversi da quello alimentare domestico e per l’igiene personale;
ad ANCI Veneto di comunicare ai Comuni del Veneto ricadenti nel Distretto delle Alpi Orientali di:
- attivare campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica con particolare riguardo a quella derivante da auto-approvvigionamento da pozzo per uso domestico;
- verificare la possibilità di procedere alla temporanea sospensione dei prelievi da falde per gli usi non prioritari, con particolare riguardo all’utilizzo ornamentale senza specifico impiego (fontane a getto continuo);
VALUTATO che sarà avviato dalle strutture regionali competenti, quanto prima, un Tavolo di lavoro al fine di aggiornare il censimento dei pozzi domestici e delle loro caratteristiche, anche allo scopo di verificare l’applicazione della disciplina prevista dal Piano di Tutela delle Acque. Al suddetto Tavolo saranno invitati a partecipare la Provincia di Belluno, gli Enti d’Ambito, i Gestori del Servizio idrico integrato, l’ANCI Veneto e tutte le strutture regionali interessate (Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS lavori e servizi tecnici, Direzione Acque, rifiuti e bonifiche, Direzione Programmazione e gestione ittica, bonifica e irrigazione, Genio civile di Verona, Genio civile di Vicenza, Genio civile di Padova, Genio civile di Venezia, Genio civile di Treviso, Genio civile di Belluno, Genio civile di Rovigo);
CONSIDERATO che, con riferimento al territorio veneto ricadente nel Distretto di Bacino idrografico del fiume Po, la presente situazione di crisi idrica determina una situazione complessiva, che non potrà essere sostenuta ancora a lungo dalle infrastrutture di potabilizzazione nonché dai sistemi ecologici ed agricoli del Polesine e del Delta e che necessita dell’adozione di misure attraverso una governance urgente ed efficace nell’immediato;
RITENUTO di adottare le seguenti raccomandazioni con particolare riferimento al territorio veneto ricadente nel Distretto di Bacino idrografico del fiume Po richiedendo:
ai Consorzi irrigui di:
- prevedere il razionamento dell’acqua, consentendo quando possibile aperture temporanee delle derivazioni in condizioni di bassa marea;
- adottare le massime misure di emergenza, innalzando il livello della rete promiscua al limite massimo, per invasare quanto più possibile la risorsa;
- procedere con l’utilizzo di motopompe di emergenza per poter ottimizzare al massimo la distribuzione della risorsa;
- attuare le misure straordinarie per la gestione della carenza idrica, quali ad esempio:
- invaso della rete,
- prelievo negli orari più favorevoli,
- avvisi specifici agli utenti,
- sistemi di consiglio irriguo;
ad ANCI Veneto di comunicare ai Comuni del Veneto ricadenti nel Distretto di Bacino idrografico del fiume Po di:
- attivare campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica con particolare riguardo a quella derivante da auto-approvvigionamento da pozzo per uso domestico;
- verificare la possibilità di procedere alla temporanea sospensione dei prelievi da falde per gli usi non prioritari, con particolare riguardo all’utilizzo ornamentale senza specifico impiego (fontane a getto continuo);
VALUTATA la necessità di richiedere all’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po una convocazione urgente dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici nel Distretto idrografico del fiume Po al fine di rivalutare il grado di severità idrica attuale e le ulteriori misure da attuarsi per il contenimento della crisi idrica in parola;
VISTO l’art. 1 della L.R. 16 agosto 2007, n. 20 che dispone che “In previsione ed in concomitanza di eventi alluvionali di intensità particolarmente elevata o di periodi di persistente ed eccezionale siccità, tali da aver causato o da poter causare il rischio per la pubblica incolumità o rilevanti e diffusi danni a infrastrutture e attività produttive, il Presidente della Giunta regionale, con proprio provvedimento, dichiara lo stato di crisi, dandone comunicazione alle autorità di distretto idrografico e alle province interessate”;
RITENUTO pertanto che sussistono i presupposti per dichiarare lo stato di emergenza regionale per deficit idrico su tutto il territorio della Regione del Veneto, ai sensi dell’art. 15 della L.R. 1° giugno 2022, n. 13 e dell’art. 1 della L.R. 16 agosto 2007, n. 20, a seguito delle anomale condizioni idrologiche e idrauliche riscontrate nel territorio veneto e, in particolare, nel territorio veneto ricadente nel Distretto del fiume Po.
CONSIDERATO che è necessario trasmettere la presente ordinanza al Dipartimento della Protezione Civile per la valutazione della dichiarazione di stato di emergenza nazionale ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1 o di eventuali ulteriori disposizioni per affrontare e gestire la crisi idrica in atto;
RITENUTO necessario intervenire definendo le modalità di regolazione degli utilizzi, al fine di assicurare la più adeguata utilizzazione e gestione della risorsa idrica e la salvaguardia della salute pubblica;
VALUTATO, altresì, che in relazione all’evoluzione della situazione, dette modalità di regolazione potranno, con successiva Ordinanza, essere modificate al fine di renderle più efficaci;
VISTO il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152;
VISTO il D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1;
VISTE le Norme Tecniche di Attuazione del Piano di tutela delle acque, approvato con Deliberazione del Consiglio regionale del Veneto 5 novembre 2009 n. 107 e ss.mm.ii.;
VISTO il vigente Piano stralcio per la Gestione delle Risorse Idriche del fiume Piave dell’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico;
VISTO il vigente Piano di gestione delle acque dell'Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali (Aggiornamento 2021-2027);
VISTE la L.R. 1° giugno 2022, n. 13 e la L.R. 16 agosto 2007, n. 20;
Dato atto che la struttura competente ha attestato l’avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;
ordina
- di dichiarare lo stato di emergenza regionale per deficit idrico su tutto il territorio della Regione del Veneto, ai sensi dell’art. 15 della L.R. 1° giugno 2022, n. 13 e dell’art. 1 della L.R. 16 agosto 2007, n. 20, a seguito delle anomale condizioni idrologiche e idrauliche riscontrate nel territorio veneto e, in particolare, nel territorio veneto ricadente nel Distretto del fiume Po;
- di raccomandare alle strutture regionali competenti (Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS lavori e servizi tecnici, Direzione Acque, rifiuti e bonifiche, Direzione Programmazione e gestione ittica, bonifica e irrigazione, Genio civile di Verona, Genio civile di Vicenza, Genio civile di Padova, Genio civile di Venezia, Genio civile di Treviso, Genio civile di Belluno, Genio civile di Rovigo) di adottare una strategia per l’uso più parsimonioso e sostenibile delle risorse idriche nel proprio territorio evitando tutti gli sprechi possibili e, con particolare riguardo al bacino del fiume Adige, di adottare ogni misura necessaria al fine di limitare l’utilizzo della risorsa idrica e a garantire la portata minima fluente di 80 mc/s a Boara Pisani;
- di raccomandare l’attuazione delle seguenti azioni:
ai Consorzi irrigui di tutto il Veneto di:
- attivare presso i propri consorziati campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica, orientato al soddisfacimento dei reali fabbisogni irrigui delle colture anche tramite il ricorso di strumenti di consiglio irriguo per supportare le aziende agricole nella individuazione del preciso momento di intervento irriguo e nella valutazione del volume di adacquata;
- finalizzare l’attività di sensibilizzazione a rendere gli operatori agricoli consapevoli del possibile rischio di aggravamento dei problemi di carenza idrica nei periodi di più intensa attività irrigua (tradizionalmente nei mesi di luglio ed agosto), nel caso in cui, a fronte del graduale esaurirsi delle risorse accumulate nei serbatoi dell’area montana, non si verificassero significative precipitazioni meteoriche;
- attivarsi per la predisposizione dei «piani di siccità» costituenti misure del Piano di gestione delle acque, dandone sollecita comunicazione alla scrivente Regione ed all’Osservatorio Permanente territorialmente competente;
ai Gestori degli invasi idroelettrici dell’area montana di:
- orientare la gestione degli invasi idroelettrici in modo da preservare, compatibilmente con le esigenze di produzione idroelettrica, l’accumulo di risorsa idrica, per consentire l’eventuale integrazione dei deflussi naturali che dovesse rendersi necessaria nel prosieguo della stagione irrigua, a fronte del perdurare delle condizioni siccitose;
- agevolare lo scambio di informazioni con i consorzi irrigui di pianura e con i gestori del servizio idrico integrato, relativamente alle portate complessivamente esitate a valle degli invasi già oggetto di pubblicazione da parte delle Regioni e delle Province autonome;
- sono in ogni caso fatti salvi gli obblighi di rilascio del deflusso minimo vitale ovvero del deflusso ecologico a valle dei paramenti;
agli Enti d’Ambito e ai gestori del Servizio idrico integrato di:
- promuovere azioni di sensibilizzazione per la razionale gestione della risorsa idropotabile, rinviando possibilmente le operazioni di manutenzione delle reti e degli impianti che comportino lo sperpero di risorsa idrica, fatte salve le operazioni eventualmente necessarie per motivi di igiene pubblica;
- comunicare ai Comuni interessati l’attuale stato di carenza idrica, fornendo indicazioni sull’eventuale applicazione di misure di contingentamento e limitazione della risorsa idrica fornita dal servizio idrico integrato, con particolare riguardo ai seguenti usi:
- irrigazione e annaffiatura di orti, giardini, aree verdi e prati;
- lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
- lavaggio privato di veicoli a motore;
- riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino;
- in generale per gli usi diversi da quello alimentare domestico e per l’igiene personale;
ad ANCI Veneto di comunicare ai Comuni del Veneto di:
- attivare campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica con particolare riguardo a quella derivante da auto-approvvigionamento da pozzo per uso domestico;
- verificare la possibilità di procedere alla temporanea sospensione dei prelievi da falde per gli usi non prioritari, con particolare riguardo all’utilizzo ornamentale senza specifico impiego (fontane a getto continuo);
alle strutture regionali competenti di:
- avviare quanto prima, un Tavolo di lavoro al fine di aggiornare il censimento dei pozzi domestici e delle loro caratteristiche, anche allo scopo di verificare l’applicazione della disciplina prevista dal Piano di Tutela delle Acque. Al suddetto Tavolo saranno invitati a partecipare la Provincia di Belluno, gli Enti d’Ambito, i Gestori del Servizio idrico integrato, l’ANCI Veneto e tutte le strutture regionali interessate (Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS lavori e servizi tecnici, Direzione Acque, rifiuti e bonifiche, Direzione Programmazione e gestione ittica, bonifica e irrigazione, Genio civile di Verona, Genio civile di Vicenza, Genio civile di Padova, Genio civile di Venezia, Genio civile di Treviso, Genio civile di Belluno, Genio civile di Rovigo);
all’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po di:
- richiedere una convocazione urgente dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici del Distretto idrografico del fiume Po al fine di rivalutare il grado di severità idrica attuale e le ulteriori misure da attuarsi per il contenimento della crisi idrica in parola;
- di dare atto che con la presente Ordinanza non vengono disposte deroghe in ordine al rispetto delle disposizioni vigenti in materia di minimo deflusso vitale o di deflusso ecologico, fatte salve le sperimentazioni in essere secondo i protocolli approvati;
- di incaricare la Direzione Protezione Civile di trasmettere la presente ordinanza al Dipartimento della Protezione Civile per la valutazione della dichiarazione di stato di emergenza nazionale ai sensi dell’art. 24 del D. Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1 o di eventuali ulteriori disposizioni per affrontare e gestire la crisi idrica in atto;
- di incaricare la Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS lavori e servizi tecnici, di trasmettere la presente ordinanza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, all’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, all’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, alle Province autonome di Trento e di Bolzano, alle Regioni del Distretto Idrografico del Po, alle Province del Veneto, alla Città metropolitana di Venezia, ai Comuni del Veneto, ad ARPAV, ad ANBI Veneto, ai Consorzi di bonifica, al Consorzio LEB, ad ANEA – Associazione Nazionale Autorità ed Enti d’Ambito, agli Enti d’Ambito, ai Gestori del Servizio Idrico Integrato, a ELETTRICITA’ FUTURA e a ENEL Green Power Italia S.p.A.;
- di stabilire che la presente ordinanza ha validità dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione fino alla modifica o al venir meno della criticità, riservandosi di modificarne i contenuti in relazione all’andamento meteorologico e idrologico;
- di dare atto che la presente ordinanza non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
- di pubblicare la presente ordinanza nel Bollettino ufficiale della Regione.
Alberto Stefani