Il Consiglio regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta regionale
p r o m u l g a
la seguente legge regionale:
Art. 1
Residui attivi e passivi.
1. I dati presunti, relativi ai residui attivi e passivi riferiti alla chiusura finanziaria dell’esercizio 2025, riportati rispettivamente nello stato di previsione delle entrate e delle spese del bilancio per l’esercizio finanziario 2026, sono rideterminati in conformità ai corrispondenti dati definitivi risultanti dal rendiconto generale dell’esercizio finanziario 2025.
2. Le differenze fra l’ammontare dei residui definitivi dell’esercizio finanziario 2025 e l’ammontare dei residui presunti riportati negli stati di previsione del bilancio per l’esercizio finanziario 2026, sono rappresentate nell’allegato 1 alla presente legge.
Art. 2
Fondo di cassa.
1. Il fondo di cassa all’inizio dell’esercizio finanziario 2026 è determinato in euro 1.596.732.603,40 in conformità con quanto disposto dall’articolo 8 della deliberazione legislativa n. 14 del 28 luglio 2026 ad oggetto “Rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2025”.
Art. 3
Modifiche alla legge regionale 10 aprile 2026, n. 4 “Bilancio di previsione 2026-2028”.
1. L’articolo 3 della legge regionale 10 aprile 2026, n. 4 è abrogato.
Art. 4
Stato di previsione delle entrate e delle spese.
1. Nello stato di previsione delle entrate e delle spese per l’esercizio finanziario 2026, 2027 e 2028 sono introdotte le variazioni degli stanziamenti di competenza e di cassa di cui all’allegato 2 per le entrate e di cui all’allegato 3 per le spese.
Art. 5
Allegati all’assestamento.
1. Sono approvati i seguenti allegati:
a) nota integrativa all’assestamento (allegato 4);
b) riepilogo generale delle variazioni alle entrate per titoli per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 5);
c) riepiloghi generali delle variazioni alle spese rispettivamente per missioni e per titoli per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 6);
d) quadro generale riassuntivo delle variazioni alle entrate (per titoli) e alle spese (per titoli) (allegato 7);
e) prospetto dimostrativo aggiornato dell’equilibrio di bilancio per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 8), che dà atto del permanere degli equilibri di bilancio ai sensi dell’articolo 50, comma 2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”;
f) prospetto aggiornato concernente la composizione dell’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 9);
g) prospetto dimostrativo aggiornato del rispetto dei limiti di indebitamento (allegato 10);
h) variazione all’allegato 1 “Rifinanziamento delle leggi di spesa regionali con esclusione delle spese obbligatorie e delle spese continuative ai sensi della lettera b) del paragrafo 7 del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio (Allegato n. 4/1 al D.Lgs. 118/2011)” della legge regionale 10 aprile 2026, n. 2 “Legge di stabilità regionale 2026” (allegato 11);
i) variazione all’allegato 17 “Elenco delle spese non obbligatorie a carattere continuativo autorizzate per gli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028 e quantificate annualmente con legge di approvazione di bilancio ai sensi del comma 2 dell’articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2001, n. 39 “Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione””, della legge regionale 10 aprile 2026, n. 4 “Bilancio di previsione 2026-2028” (allegato 12);
j) variazione del bilancio riportante i dati d’interesse del Tesoriere per le entrate (allegato 13) e le spese (allegato 14).
Art. 6
Entrata in vigore.
1. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del Veneto.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione veneta.
Venezia, 31 luglio 2026
Alberto Stefani
__________________
INDICE
Art. 1 - Residui attivi e passivi.
Art. 2 - Fondo di cassa.
Art. 3 - Modifiche alla legge regionale 10 aprile 2026, n. 4 “Bilancio di previsione 2026-2028”.
Art. 4 - Stato di previsione delle entrate e delle spese.
Art. 5 - Allegati all’assestamento.
Art. 6 - Entrata in vigore.
(seguono allegati)
Allegato _Legge_15_2026.pdfDati informativi concernenti la legge regionale 31 luglio 2026, n. 15
Il presente elaborato ha carattere meramente informativo, per cui è sprovvisto di qualsiasi valenza vincolante o di carattere interpretativo. Pertanto, si declina ogni responsabilità conseguente a eventuali errori od omissioni.
Per comodità del lettore sono qui di seguito pubblicati:
1 - Procedimento di formazione
2 - Relazione al Consiglio regionale
3 - Struttura di riferimento
1. Procedimento di formazione
- La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore Filippo Giacinti, ha adottato il disegno di legge con deliberazione 16 giugno 2026, n. 13/ddl;
- Il disegno di legge è stato presentato al Consiglio regionale in data 18 giugno 2026, dove ha acquisito il n. 93 del registro dei progetti di legge;
- Il progetto di legge è stato assegnato alla Prima Commissione consiliare;
- La Prima Commissione consiliare ha espresso parere sul progetto di legge in data 21 luglio 2026;
- Il Consiglio regionale, su relazione della Prima Commissione consiliare, relatore il Presidente della stessa, Consigliere Andrea Tomaello, e su relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare, relatore il Vicepresidente della stessa, Consigliere Paolo Galeano, ha esaminato e approvato il progetto di legge con deliberazione legislativa 29 luglio 2026, n. 15.
2. Relazione al Consiglio regionale
- Relazione della Prima Commissione consiliare, relatore il Presidente della stessa, consigliere Andrea Tomaello, nel testo che segue:
“Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la normativa in materia di assestamento dispone che “il disegno di legge di assestamento del bilancio, presentato al Consiglio entro il 30 giugno di ogni anno” (punto 4.1, lettera f, dell’allegato 4/1 “Principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio” al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”) e che “entro il 31 luglio, la Regione approva con legge l’assestamento delle previsioni di bilancio (…)” (articolo 50, comma 1, decreto legislativo 118/2011).
Ai sensi dell’articolo 21 della legge regionale 29 novembre 2001, n. 39 “Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione” e dell’articolo 50 del decreto legislativo 118/2011, ogni anno viene approvato l’assestamento del bilancio di previsione, che si sostanzia in una variazione al bilancio sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi, del fondo pluriennale vincolato (FPV) e del fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), accertati in sede di rendiconto dall'esercizio scaduto il 31 dicembre precedente, fermi restando i vincoli di cui all'art. 40 (“Equilibrio di bilanci”) del citato decreto legislativo 118/2011.
Come previsto dal suddetto decreto legislativo 118/2011, la Giunta regionale ha fatto precedere l’adozione del disegno di legge di assestamento del bilancio di previsione 2026-2028 (deliberazione della Giunta regionale n. 13/DDL del 16 giugno 2026) dall’assunzione dei seguenti provvedimenti:
- la deliberazione n. 249 del 16 aprile 2026, ad oggetto “Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025 ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni”;
- la deliberazione n. 250, in pari data, ad oggetto “Variazioni del Bilancio di previsione 2026-2028 conseguenti al riaccertamento ordinario dei residui 2025 ai sensi dell'articolo 3, comma 4 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni, e relativi adempimenti”; con tale atto sono state apportate le conseguenti variazioni di bilancio, mediante adeguamento del FPV e degli stanziamenti del bilancio 2026-2028;
- il disegno di legge (deliberazione della Giunta regionale n. 8/DDL del 30 aprile 2026) sul “Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2025”, presentato il 4/5/2026 al Consiglio regionale, dove ha assunto il n. 70 tra i progetti di legge della dodicesima legislatura; su tale pdl il Collegio dei Revisori dei conti, con parere trasmesso il 14/5/2026, si è espresso favorevolmente circa la sua approvazione, attestandone la corrispondenza alle risultanze della gestione finanziaria; la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti lo ha parificato in data 16 luglio 2026; la Prima Commissione consiliare, acquisiti i pareri favorevoli sugli aspetti di competenza al proseguimento dell’iter da parte delle Commissioni Seconda, Terza, Quarta, Quinta e Sesta, lo ha esaminato e licenziato nella seduta del 21/7/2026; la sua approvazione da parte del Consiglio è stata pianificata dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari per fine luglio, con ciò ottemperando a quanto previsto dall’articolo 18 del decreto legislativo 118/2011.
Alla luce delle chiusure contabili dell’esercizio finanziario 2025, si evidenziano i seguenti risultati:
- i residui attivi ammontano a 6.594,3 milioni di euro (abbr. milioni), quelli passivi a 5.452,6 milioni ed il fondo cassa a 1.596,7 milioni;
- la parte disponibile del risultato di amministrazione è accertata nella somma di 180,6 milioni, diretta conseguenza dell’azzeramento del disavanzo derivante da debito autorizzato e non contratto (DANC).
Tale azzeramento ha comportato la necessità di abrogare l’articolo 3 della legge regionale 10 aprile 2026, n. 4 “Bilancio di previsione 2026-2028” – contenente il rinnovo dell’autorizzazione a contrarre prestiti nella forma di mutui, prestiti obbligazionari o altre forme di indebitamento consentite dalla legislazione vigente – in quanto, appunto, lo stock del DANC, a seguito del Rendiconto 2025 risulta interamente compensato.
Lo stato di previsione dell’entrata (allegato 2 del progetto di legge) viene dunque variato tramite riduzione dell’autorizzazione al mutuo a copertura del disavanzo finanziario, per l’intero importo di 67,9 milioni autorizzato dal bilancio di previsione 2026-2028.
L’adeguamento degli oneri dell’indebitamento ha generato risparmi di spesa relativi ai minori oneri per quota interessi e quota capitale su mutui e prestiti obbligazionari, pari ad 4,9 milioni per ciascun esercizio 2027 e 2028, interamente accantonati (vedasi Allegato 3) sul fondo di riserva per le spese impreviste.
Sul fronte delle entrate, le previsioni sono state aggiornate in relazione all’andamento degli accertamenti e delle riscossioni rilevanti ai fini della quantificazione delle entrate regionali e, in ossequio a quanto disposto dall’Allegato 4.2, punto 3.3, del decreto legislativo 118/2011, si è proceduto a adeguare il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), la cui consistenza subisce, con riferimento all’esercizio 2026, un aumento, passando dal valore, stimato in sede di bilancio di previsione iniziale, di complessivi 254,4 milioni a 254,9 milioni in sede di assestamento.
La scheda di analisi economico-finanziaria allegata al disegno di legge di assestamento riporta puntuali informazioni (con indicazione dei capitoli coinvolti) relative alle variazioni di entrata in ciascuno degli esercizi del triennio 2026-28.
Quanto alle previsioni delle spese – oltre alle citate ricadute dell’azzeramento del DANC in termini di minori oneri di ammortamento mutui, per ciascun esercizio 2027 e 2028 – la medesima scheda riporta analoghe, puntuali, informazioni relative alle variazioni di spesa in ciascuno degli esercizi del triennio 2026-28.
La Nota integrativa – alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti – espone poi, le modifiche conseguenti ad una manovra compensativa tra allocazioni già previste a bilancio, che si sostanziano nella rimodulazione di alcune autorizzazioni di leggi di spesa al fine di recepire le esigenze emerse nel corso dei primi mesi di gestione, destinando le risorse alle spese per l’attuazione delle scelte fondamentali del programma di mandato della legislatura regionale; un’apposita tabella dà evidenza alle variazioni, che hanno interessato il solo esercizio 2026 e la Missione 13 “Tutela della Salute”.
In chiusura, viene riassunto il percorso istruttorio svolto nel 2026 relativamente alla proposta di assestamento del bilancio di previsione 2026-2028, all’esame di questa Assemblea.
Il disegno di legge (n. 13) è stato deliberato dalla Giunta regionale in data 16 giugno e trasmesso il 18 giugno al Consiglio regionale, assumendo il numero 93 tra i progetti di legge depositati da inizio legislatura.
Il 23 giugno è stato assegnato alla Prima Commissione, nonché alla Seconda, Terza, Quarta, Quinta e Sesta Commissione per gli aspetti di rispettiva competenza.
Il 30 giugno è stato illustrato ai componenti della Prima Commissione, referente per l’Aula, dall’Assessore al bilancio; sono stati invitati a partecipare tutti i consiglieri.
Il 1° luglio il Collegio dei revisori dei conti della Regione del Veneto, ai sensi dell’articolo 23 (Pareri obbligatori) della legge regionale 21 dicembre 2012 n. 47 “Disposizioni per la riduzione e il controllo delle spese per il funzionamento delle istituzioni regionali, in recepimento e attuazione del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 “Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012”, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213 e istituzione e disciplina del collegio dei revisori dei conti della Regione del Veneto”, si è pronunciato favorevolmente sul provvedimento.
Tra l’8 ed il 16 luglio le richiamate commissioni consiliari hanno espresso, come previsto dall’articolo 69 del Regolamento, i rispettivi pareri, per le parti di competenza.
Quanto al Consiglio delle Autonomie Locali, ha espresso parere favorevole all’unanimità nella seduta del 13 luglio.
Nella citata seduta del 21 luglio, infine, la Prima Commissione - preso atto dei pareri espressi - ha esaminato il progetto di legge, licenziandolo a maggioranza con il voto favorevole dei consiglieri: Tomaello con delega Pressi (Stefani Presidente), Corazzari, Barbisan, Marcon (Lega - Liga Veneta), Benetti, Barbera con delega Borgia (Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni), Patron (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto - PPE), Morosin (Liga Veneta Repubblica con Morosin), Brescacin (Gruppo Misto).
Hanno espresso voto contrario i consiglieri: Galeano, Manildo, Dalla Pozza (Partito Democratico), Rocco (Riformisti Veneti in Azione - Uniti per Manildo Presidente), Cendron (Le Civiche Venete), Baldan F. (Movimento 5 Stelle);
Si è astenuto il consigliere Szumski con delega Lovat (Szumski Resistere Veneto)..”;
- relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare, relatore il Vicepresidente della stessa, consigliere Paolo Galeano, nel testo che segue:
“Signor Presidente, colleghi consiglieri,
questa è, o meglio, potrebbe essere, di fatto, la seconda manovra di bilancio di questa legislatura, e quindi è un atto importante, stante il difficile momento che stiamo vivendo.
É un’occasione a suo modo storica perché, come già evidenziato in sede di correlazione al rendiconto, a seguito della coincidenza temporale fra azzeramento del DANC ed accordo sul FAL, si verifica, dopo molti anni, la presenza di avanzo libero disponibile per la Regione: 180mln che, seppur limitati a 163 conseguentemente agli accordi sul FAL appunto, possono rappresentare un’ulteriore importante occasione per ripartire.
Alla luce di questa importante novità, ed in coerenza e continuità con lo spirito che ci aveva già portati a promuovere la contromanovra al bilancio di previsione finalizzata a dare alcune risposte urgenti e restituire una prospettiva di speranza alla nostra comunità veneta, prima di fare le nostre proposte sull’utilizzo di tale avanzo, abbiamo cercato di approfondire puntualmente, durante le commissioni, quali fossero le intenzioni della Giunta e della maggioranza circa tale nuovo scenario. Abbiamo fatto tante domande, che non volevano minimamente essere un accanimento fastidioso finalizzato a scoprire cosa non andava, ma solo un’occasione per leggere meglio, insieme, come avremmo potuto cogliere ogni anche minima occasione per consegnare un segnale di speranza alla comunità da noi amministrata.
Ritengo che la sintesi di quanto emerso dalle commissioni stesse, la natura del percorso scelto dalla Giunta, sia ben riassunto nella scheda di inquadramento normativo (SIN) che accompagna questo progetto di legge, scheda che specifica:
“La Giunta regionale ha reiteratamente evidenziato l'esigenza di effettuazione delle relative verifiche funzionali a pervenire alla determinazione dell'effettivo avanzo libero applicabile al bilancio. Si rimanda alle argomentazioni della Giunta regionale in ordine alle ragioni del non sussistere, allo stato e quindi per il corrente esercizio, delle relative condizioni per poter procedere, già in sede di attuale assestamento di bilancio, ed in termini conseguenti alla qualifica ed approvazione da parte del Consiglio Regionale del rendiconto consuntivo, all'applicazione dell'avanzo libero al bilancio regionale, da cui ne consegue una sua configurazione in termini di “mero assestamento tecnico” e con il quale si rinvia, per l’applicazione dell'avanzo disponibile al bilancio, ad una successiva iniziativa legislativa di variazione di bilancio …”.
In sostanza: assestamento meramente tecnico, ovvero senza scelte politiche… perché si devono fare verifiche atte a capire quale sia la portata della spendibilità di tale avanzo.
Ecco quindi che anche questa seconda manovra, questa seconda potenziale manovra, nonostante le evidenti e critiche urgenze rappresentate dalla nostra società, continua nel solco del “temporeggiare”.
Crediamo fermamente che al Veneto serva subito intraprendere una strada opposta, invece, e la proposta che illustreremo insieme lo sancisce, per la seconda volta su due, in maniera chiara e trasparente. A partire da questa manovra di assestamento, ma anche per il futuro, servirebbe a questa Regione, finalmente, al di là dei consensi in cassaforte, una politica che si candidasse per cambiare ciò che non va in questa Regione per ridurre le diseguaglianze enormi, anche quelle che si sono allargate in questi anni, mentre appunto si “prendeva tempo”. Servirebbero velocemente due cose, che anche in questa manovra di assestamento non ci sono. La prima: scelte decisive. Io mi rendo conto che ogni volta che chiediamo di scegliere vi chiediamo di prendere posizione a favore di qualcuno piuttosto che di qualcun altro. Ma cos’altro è la politica se non esattamente questo, decidere per quale futuro spendersi? Quello che è mancato in tanti anni, la prima cosa che è mancata, la cosa che servirebbe per il futuro e che anche in questo secondo mandato non si è ancora vista, è proprio questa: scelte decisive, chiare, possibilmente coraggiose. Non è possibile accontentare tutti in una fase di ristrettezze economiche. La seconda cosa: servirebbe un’idea chiara di cambiamento e di società. E ad oggi, noi, questa l’abbiamo sentita parzialmente e praticamente solo per slogan, con pochissime incisive scelte conseguenti. E c’è l’urgenza di invertire questa tendenza, perché arriviamo da un percorso in cui avete disegnato una società nella quale chi è più fragile resta indietro. I dati sulla povertà assoluta e relativa di questa regione sono aumentati, il dramma dell’emergenza abitativa ha escluso intere fasce di popolazione dai contesti urbani. Le non scelte di questi anni hanno costruito una società in cui chi è in difficoltà non accede alla casa. La società che avete disegnato è quella in cui chi è donna fatica a lavorare e se lavora è pagata meno, ancora peggio se è madre. Avete disegnato una società in cui chi è giovane è costretto ad emigrare perché in questo territorio non trova opportunità. Avete disegnato una società in cui lo sviluppo si è realizzato spesso solo attraverso il cemento.
Noi pensiamo che questa società che avete disegnato vada accompagnata verso una direzione diametralmente opposta. Per questo vogliamo agire, ad esempio, contro la povertà, contro il disagio abitativo, a favore di politiche per la casa per tutti. Ecco perché proponiamo azioni veloci e concrete che traccino una linea di speranza in riferimento al tema del lavoro e di come esso si è indebolito, soprattutto per i giovani e le donne. Vorremmo parlare con voi di sviluppo sostenibile, di come si garantiscono a questa regione crescita e progresso, senza compromettere in maniera definitiva la sostenibilità ambientale. Vorremmo parlare con voi di politiche giovanili, ora e nei prossimi anni.
Pertanto, dovremmo ragionare con un po’ più di onestà intellettuale sulle politiche di bilancio che potremmo davvero mettere in atto e sulla capacità reale che abbiamo di incrociare emergenze e bisogni.
Se non saremo noi, qui dentro, a smettere di “prendere tempo” e di non fare le scelte coraggiose che servono per questa inversione di rotta, qualcuno o qualcosa si sostituirà a noi: perché quando la politica decide di fermarsi, di astenersi dal suo compito di scegliere, si ferma ed altri (il libero mercato o altri centri di potere, per esempio) decidono per lei.
Ecco perché riteniamo che questi 163 milioni siano una prima imperdibile occasione per dire che questa volta la musica è cambiata.
Come fatto per il bilancio di previsione, anche questa volta abbiamo deciso di non limitarci alla critica in aula ed abbiamo voluto presentare, all’aula stessa ed al Veneto, una proposta per dare un segnale di rilancio. Una proposta perfettibile, come tutte, ma che denota coraggio, trasparenza e voglia di assumersi la responsabilità a cui deve sentirsi chiamato chiunque sieda qui dentro.
130 milioni, tecnicamente spendibili, da impiegare (sempre nel rispetto dei limiti tecnici di spendibilità dell’avanzo libero e quindi, ad esempio, non in spesa corrente ricorrente) su alcuni fra i temi più urgenti per la nostra comunità, sia per accompagnare e sostenere i cittadini nelle emergenze che per dare una prospettiva ed una visione in riferimento a ciascuna problematica. sostegno e prospettiva.
130 milioni di cui 60 milioni in ambito di diritto alla casa ed all’abitare.
Gli alloggi ATER non sono stati riqualificati per una percentuale troppo rilevante, politiche strutturali di investimento su piani della residenza non esistono in questa Regione. A seguito della MTR sono stati stanziati 50mln su questo fronte… ed a seguito delle recentissime relazioni di rendicontazione delle varie ATER abbiamo avuto la conferma che essi possono potenzialmente affrontare solo 1/12 delle esigenze della sola ATER veneziana. Con queste risorse raddoppiamo immediatamente le disponibilità su questa politica per potenziare di gran lunga una veloce risposta. Inoltre serve urgentemente un sostegno alle famiglie, tante famiglie, che non arrivano a fine mese, intervenendo con il finanziamento del fondo affitti che è stato svuotato da un po’ di tempo qui in regione parallelamente allo svuotamento che ne è stato fatto a livello nazionale. sostegno e prospettiva.
130 milioni di cui 30 milioni per i giovani, per l’istruzione ed il diritto allo studio.
Scappano in troppi, in cerca del loro futuro e privando quindi, al contempo, la nostra Regione del suo futuro più prezioso. Far sentire a chi studia e si forma in Veneto che il Veneto tiene a loro ed alla loro famiglia è fondamentale: il tempo delle sole “pacche sulle spalle” è finito: ecco perché proponiamo di rafforzare gli investimenti con 15 milioni per l’efficientamento energetico degli spazi scolastici e la loro miglior fruibilità anche nei mesi più caldi; nonché 10 milioni per erogare senza se e senza ma le borse di studio agli universitari e 5 mln per iniziare davvero a concorrere al raggiungimento di un obiettivo sbandierato a più riprese dal Presidente ma che non ha mai avuto attuazione concreta: stiamo parlando di avviare, davvero e finalmente, un percorso per la gratuità degli abbonamenti al TPL per i giovani e gli studenti più bisognosi. sostegno e prospettiva.
130 milioni di cui 13 milioni per sanità e sociale.
Le necessità economiche sono elevatissime in questo settore e l'importo è relativamente contenuto rispetto a quelli che ho appena menzionato e ad alcuni di quelli che menzionerò solo a causa del fatto che l'impossibilità di investire l’avanzo libero in spesa corrente ricorrente mal si sposa con le necessità in ambito socio-sanitario. In ogni caso, ad esempio, l’ennesimo grido lanciato dal mondo delle RSA nei giorni scorsi racconta del bisogno di risposte non più rinviabili. Ecco perché almeno proponiamo, in questa sede ed intanto, di riportare il fondo di rotazione alla quota di 10mln dopo che lo avete ridotto a 3 milioni. Sostenere questi enti almeno nei loro investimenti diviene fondamentale. É poi assolutamente necessario dare un forte segnale di vicinanza concreta anche ai comuni della nostra regione alle prese con l’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali. Come ben sappiamo, la situazione della spesa corrente dei comuni è letteralmente alla canna del gas e non possiamo permetterci di depotenziare ulteriormente questa fondamentale infrastruttura di risposta ai bisogni delle nostre comunità chiedendo ai comuni stessi un ulteriore sacrificio in termini di spesa corrente: la Regione ci deve essere, concretamente, ed è il motivo per cui proponiamo di stanziare 3 milioni per il supporto delle spese straordinarie di avvio di questa per noi nuova, ahinoi, esperienza. Infine risulta opportuno ed importante finanziare una formazione straordinaria del personale sanitario sulle cure palliative, per cui proponiamo di stanziare la somma di 3 mln di euro. Anche qui: sostegno e prospettiva.
130 milioni di cui 11 milioni per la transizione energetica e le concessioni idroelettriche.
L’attenzione su questi temi è già stata da noi sollevata con determinazione e visione, di fatto dettando ed accelerando la linea stessa della Giunta. Una partita fondamentale anche per il nostro territorio, per il quale proponiamo di stanziare, intanto: 5 mln per supportare le imprese nella transizione energetica; 4,5 mln per supportare i piccoli comuni nella transizione energetica; e 1,5 mln per potenziare gli esigui stanziamenti destinati dal bilancio di previsione al fine di affrontare, in maniera da essere “all’altezza”, una partita in cui, data la sua importanza per il futuro delle casse, dei servizi, dei territori e delle comunità della nostra Regione, dobbiamo giocare con le carte migliori. sostegno e prospettiva.
130 milioni di cui 10 milioni per la sicurezza idrogeologica ed idraulica.
“La gestione dell'acqua va programmata: solo così si prevengono le emergenze. Ecco 14 milioni di mutuo per avere subito le risorse disponibili”. Queste non sono le parole di un pasdaran della minoranza, ma dell’assessore regionale Elisa Venturini, che ha voluto collegare questo sua risposta al richiamo espresso dalla Corte dei Conti nel giudizio di parifica circa il rischio non diminuito per molti veneti sul fronte idraulico ed idrogeologico. Viste le tante ed ampie necessità, ecco pronti nella nostra proposta ulteriori 10 mln di risorse proprie per potenziare le decisioni su questo fronte. sostegno e prospettiva
130 milioni di cui 4 milioni per sostenere il mondo della cultura.
Abbiamo già ampiamente affrontato questo aspetto nella correlazione al rendiconto: abbiamo l’opportunità di dire ad un mondo che davvero rappresenta un’eccellenza veneta, che il supporto della regione c’è ed è concreto, nella consapevolezza che ogni euro investito in cultura ritorna ampiamente moltiplicato sul territorio e contribuisce a costruire vite più libere e comunità più coese. Ecco quindi la proposta concreta di 4 mln per questo settore. sostegno e prospettiva.
130 milioni di cui 1 milione a sostegno del reddito del mondo della pesca.
Cambiamento climatico e non solo stanno alla base delle difficoltà enormi che numerosi enti e soggetti stanno vivendo nel mondo della pesca prima di molti altri. La salvaguardia di alcune specificità venete passa anche per non far sparire tanti lavoratori che dedicano la vita ogni giorno in questo mondo. sostegno e prospettiva.
130 milioni di cui 1 milione per sicurezza urbana e formazione della Polizia Locale.
Abbiamo la possibilità di dimostrare che oltre gli slogan può esserci anche un po’ di sostanza, per quanto riguarda la sicurezza. Consapevoli che, anzitutto nelle realtà urbane, molto dinamiche sono cambiate e sono tuttora in forte cambiamento, formare anche la Polizia Locale dei nostri comuni al fine di gestire al meglio specifiche e purtroppo frequenti situazioni che sfociano in ambito di ordine pubblico può diventare fondamentale. sostegno e prospettiva.
A fronte di una proposta concreta, attendiamo allora una risposta altrettanto precisa e puntuale. Presidente ed Assessore, quella eventualmente di mettere via i soldi o di ritardare nel loro impiego, è una scelta politica da spiegare… e che chiederebbe di chiarire i perché ed il metodo con cui sarà eventualmente assunta: i cittadini del Veneto, ai quali negheremo in tal caso una serie di servizi e risposte urgenti, dovrebbero saperlo in maniera trasparente così come in maniera altrettanto trasparente dovrebbe saperlo questo consiglio intero, proprio in questa sede.
Ovviamente, proponiamo questo senza che ci sfuggano le difficoltà del bilancio della Regione del Veneto, di tutti gli altri enti regionali, degli enti locali e di molti altri soggetti spesso dimenticati da questa programmazione. Questa però è una sfida a cui tutti gli amministratori pubblici sono oggi chiamati: bisogna saper realizzare obiettivi ambiziosi, con strumenti scarsi. Questa è la grande sfida che abbiamo tutti davanti. Dobbiamo assolutamente evitare che, per la paura di scegliere ed il costante “prender tempo”, invece che costruire modi per arricchire quegli strumenti scarsi, decidiate semplicemente di abbassare le ambizioni.
Siamo preoccupati per il futuro della nostra regione perché siamo convinti che oggi serva cambiare la modalità di governare i cambiamenti che ci stanno attraversando. Da questo punto di vista, vorrei che fosse chiaro: noi, come coalizione, sentiamo pienamente la responsabilità a cui siamo chiamati, la responsabilità di dover raccontare per questa Regione un’idea diversa di società, che abbia il coraggio di prendere delle scelte, che abbia il coraggio di dire cosa c’è da cambiare, che abbia la voglia e la capacità di ridurre le diseguaglianze. Per questo e con questo atteggiamento affrontiamo l’assestamento di bilancio oggi e i prossimi mesi che ci attendono. Sapendo che i periodi duri sono esistiti e sempre esisteranno, ma la modalità con cui li affronteremo farà la differenza su come poi ne usciremo. Se saremo capaci di infondere speranza, siamo sicuri che anche i sacrifici da sopportare saranno digeriti e letti in una prospettiva di costruzione comune. Se invece si continuerà a raccontare una realtà che non c’è, chiusi nella nostra bolla, anche i nostri cittadini saranno più facilmente portati ad agire ognun per sé, con egoismo, disgregazione e senza prospettive di comunità.
Con questo progetto di legge, il numero 93, per fortuna non siamo all’arrivo, ma ad una tappa, seppure importante: e siccome noi tifiamo per il Veneto e ci spendiamo per il suo bene, se si vuole cambiare marcia e direzione, con coraggio, ci troverete disponibili oggi e sempre. Buon lavoro.”.
3. Struttura di riferimento
Direzione Bilancio e Ragioneria