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Bur n. 63 del 19 maggio 2026


Materia: Sanità e igiene pubblica

Deliberazione della Giunta Regionale n. 378 del 19 maggio 2026

Procedure in ambito sanitario per rischio ondate di calore ai fini della prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana e in altre categorie di persone a rischio: indicazioni per l'Estate 2026 e seguenti.

Note per la trasparenza

Con il presente atto si forniscono alle Aziende sanitarie e alle strutture a vario titolo interessate indicazioni per l’anno 2026 e seguenti, al fine di fronteggiare il disagio fisico determinato dalle elevate temperature estive, nella popolazione a rischio.

L'Assessore Paola Roma per l'Assessore Gino Gerosa, di concerto con l'Assessore Paola Roma e l'Assessore Elisa Venturini, riferisce quanto segue.

Tra le situazioni di emergenza, la cui gestione deve avvenire attraverso un’attività di coordinamento delle strutture interessate, rientrano le ondate di calore e gli effetti sulla salute della popolazione. Sia a livello internazionale, che a livello nazionale e regionale, è infatti riconosciuta la criticità dell’effetto delle condizioni climatiche estreme sulla mortalità.

Per il monitoraggio delle condizioni climatiche e la previsione e prevenzione degli effetti delle ondate di calore la Regione del Veneto, utilizzando un sistema di allarme sviluppato a livello locale, ha elaborato annualmente un “Protocollo Sanitario Operativo” per la prevenzione della mortalità causata da elevate temperature nella popolazione anziana al di sopra dei 75 anni o con patologie croniche invalidanti, attivando specifici piani sanitari operativi al fine di intervenire prontamente negli stati di rischio e “fragilità”.

A tal fine, partendo dai dati dell’indice humidex (indicatore del disagio climatico che tiene conto della temperatura e dell’umidità) e dei decessi nei Comuni Capoluogo di Provincia (disaggregato per mese ed età / cut-off: 75 anni) elaborati dal Servizio epidemiologico regionale (SER) di Azienda Zero, annualmente (da ultimo con DGR n. 385 del 15.4.2025) è stato adottato il “Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto” con validità dal 1° giugno al 15 settembre. Nell’ambito di detto Protocollo:

  • la Regione è stata suddivisa in fasce climatiche (Costiera, Montana-Val Belluna, Pedemontana, Pianeggiante-continentale) e sono state individuate le principali categorie di soggetti a rischio (in particolare anziani sopra i 75 anni o con patologie croniche invalidanti);
  • è stata prevista la trasmissione a referenti istituzionali ed operativi di un Bollettino quotidiano - a cura dell'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) - indicante le previsioni del disagio fisico prevalente e qualità dell’aria, sulla base di tre classi di disagio: “assente”, “debole/moderato”, “intenso” (codificate con colorazioni differenziate, rispettivamente verde, arancio e rosso);
  • in caso di previsione di disagio intenso prolungato - e sentito preventivamente il medico di turno individuato dal Dipartimento interaziendale funzionale regionale del Servizio Urgenza Emergenza Medica ex DGR n. 970 del 26.8.2025 - è stata prevista una procedura di comunicazione della dichiarazione dello stato di allarme climatico per disagio fisico da parte della Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale, per il tramite del Centro Funzionale Decentrato (CFD), alle strutture in grado di rispondere attivamente ai bisogni sanitari della popolazione a rischio;
  • è stato definito il ruolo e le sinergie tra i vari Enti/servizi coinvolti, in primis il Sistema Regionale della Prevenzione, i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende ULSS, le Direzioni dei Distretti (attraverso le loro molteplici articolazioni funzionali: Medici di Medicina Generale, Assistenza Domiciliare Integrata - ADI, la Rete della residenzialità extraospedaliera definitiva e temporanea ecc.), i Servizi Ospedalieri, il Sistema dell’Emergenza/Urgenza (che coinvolge la rete del SUEM 118 e Strutture di Pronto Soccorso), la componente sociale (Servizi Sociali - Amministrazioni Comunali, in raccordo con le Associazioni di volontariato e con gli Enti di promozione sociale del territorio);
  • si è dato incarico alle Aziende Ulss di dotarsi di uno specifico Piano di emergenza caldo per il territorio di competenza definendo ruoli ed attività.

Nel corso degli anni, è stato implementato l’interfaccia operativa del Protocollo medesimo, coinvolgendo anche nuovi servizi via via introdotti nel corso degli anni (quali: Centrali Operative territoriali - COT, e da ultimo Numero Unico Armonizzato NEA 116117, inizialmente introdotto in via sperimentale ed ora in progressivo ampliamento in tutto il territorio regionale, che prevede la disponibilità di un operatore 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, per fornire un’assistenza diretta o tramite il trasferimento di chiamata al servizio competente, a valenza sociosanitaria).

Nel contesto sopra descritto la tematica citata, in ottica di omogeneità informativa con i rischi di protezione civile trattati dal CFD della Regione del Veneto, sarà inserita nella documentazione previsionale e di allertamento nella valutazione del disagio fisico e conseguente livello di allerta per il rischio ondate di calore, pur operando tale rischio in ambito prettamente ed esclusivamente sociosanitario. A tal fine, un Gruppo di lavoro attivato con apposita comunicazione del Direttore della Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale e composto da rappresentanti del CFD della Regione del Veneto, ARPAV e Protezione civile regionale, Uffici regionali sanitari (Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare e Veterinaria - U.O. Prevenzione - Sanità pubblica e Direzione programmazione sanitaria - U.O. Cure primarie) e Aziende ULSS ha proceduto a svolgere gli opportuni approfondimenti e aggiornamenti sia dal punto di vista contenutistico-sanitario che operativo.

I lavori hanno portato alla definizione delle modalità di valutazione e comunicazione del disagio fisico e la conseguente allerta per rischio ondate di calore nella nuova documentazione di previsione e allertamento regionale di protezione civile, con le seguenti variazioni rispetto alla prassi previgente:

  • revisione delle soglie e dei livelli di allerta tenuto conto della particolare natura del Protocollo (in quanto mirato ad attivare procedure di carattere esclusivamente socio - sanitario ed in quanto posto a tutela di particolari fasce di popolazione): alla previsione di “disagio fisico da assente a moderato” o “disagio intenso con durata <2 giorni” corrisponde il codice colore verde, mentre alla previsione di “disagio fisico intenso di durata >2 giorni” corrisponde il codice colore giallo);
  • definizione dei principali scenari di evento e degli effetti e danni sulla salute in particolari categorie di persone (ad es. anziani, bambini, donne in gravidanza, soggetti affetti da malattie croniche, persone che svolgono attività prolungate e intense all’aria aperta esposti al calore nelle ore centrali della giornata).

Sono rimasti invece invariati tutti i principali elementi del “Protocollo caldo” previgente, quali:

  • il periodo di vigenza del Protocollo (dal 1° giugno al 15 settembre di ogni anno);
  • gli indicatori utilizzati per la valutazione del disagio fisico ossia l’indice humidex, che tiene conto della temperatura e dell’umidità;
  • la previsione del disagio fisico, effettuata per gli ambiti morfo-climatici in cui è suddiviso il territorio regionale, costa, pianura, pedemontana e montana (quest’ultima sempre con la rilevazione riferita alla Val Belluna estesa alle zone che avendo quote diversificate non risultano oggetto di valutazione specifica), ora riferita alle nuove zone di allerta individuate dal CFD.

Quanto sopra ha trovato formalizzazione con DGR n. 300 del 28.4.2026, che ha ridefinito e implementato il sistema di allertamento regionale aggiornando le modalità di funzionamento del CFD della Regione del Veneto.

Il Gruppo di lavoro sopracitato:

  • ha altresì proceduto a formulare indicazioni operative per la protezione e la prevenzione degli effetti da esposizione al caldo e ad approfondire le categorie di soggetti da definire a rischio (in primis popolazione anziana, ma anche donne in gravidanza e bambini, soggetti con patologie particolari, persone che svolgono attività lavorativa all’aria aperta nelle ore più calde della giornata…). A tal fine il Gruppo di lavoro - ad integrazione delle previgenti disposizioni contenute nella DGR n. 385 del 15.4.2025 - ha predisposto il documento di cui all’Allegato A ad oggetto: “Piano di prevenzione delle ondate di calore - Raccomandazioni per la Popolazione Generale con particolare riferimento ai fragili”;
  • ha proceduto a verificare ruoli e funzioni di enti e strutture a vario titolo interessate e a rivedere le procedure di previsione e allertamento sinora adottate ai sensi della DGR n. 385 del 15.4.2025 in ottica di efficacia e tempestività informativa. A tal fine il Gruppo di lavoro ha predisposto il documento di cui all’Allegato B ad oggetto: “Procedure in ambito sanitario per rischio ondate di calore ai fini della prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana e in altre categorie di persone a rischio: indicazioni per l’estate 2026 e seguenti”.

La Direzione Programmazione Sanitaria - U.O. Cure Primarie, valutati i documenti predisposti dal Gruppo di lavoro, propone pertanto all’approvazione della Giunta regionale:

  • il documento recante il “Piano di prevenzione delle ondate di calore - Raccomandazioni per la Popolazione Generale con particolare riferimento ai fragili”, riportato nell’Allegato A;
  • il documento recante le “Procedure in ambito sanitario per rischio ondate di calore ai fini della prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana e in altre categorie di persone a rischio: indicazioni per l’estate 2026 e seguenti”, riportato nell’Allegato B.

I documenti trovano applicazione per la stagione estiva 2026 e seguenti e potranno essere oggetto di aggiornamento periodico, con provvedimento della Giunta regionale, prima dell’inizio della stagione estiva (indicativamente aprile/maggio).

Eventuali modifiche di tali documenti, non sostanziali e di carattere meramente operativo, che si rendessero necessarie saranno approvate dal Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale con proprio atto.

Si ricorda altresì, infine, che nell'ambito degli interventi per lo sviluppo dell'assistenza territoriale ex Decreto del Ministero della Salute 23.5.2022, n. 77, con DGR n. 976 del 6.9.2024 è stato approvato il documento "Progetto sistema di Risposta Sanitaria 116117 - Istituzione delle relative Centrali Operative" finalizzato a gestire le domande di assistenza sanitaria non urgenti.

Il modello regionale del Numero Europeo Armonizzato NEA 116117 prevede la disponibilità di un operatore 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, per ricevere un'assistenza diretta o tramite il trasferimento di chiamata al servizio competente, a valenza sociosanitaria. Il servizio, attivato come sperimentazione nel Distretto 1 dell’Azienda ULSS 7, risulta ad oggi in estensione progressiva alle altre Aziende ULSS della Regione.

Il NEA 116117 consente di fornire un sistema di accesso facilitato alle cure mediche non urgenti, ai servizi sanitari e socio-sanitari territoriali a bassa intensità/priorità di cura e alle informazioni utili all’orientamento dei cittadini, risulta rilevante anche per la tematica oggetto del presente atto, in quanto indirizza il bisogno di bassa intensità verso il setting più appropriato e proporzionato ed evitando il ricorso improprio al Pronto Soccorso, integrandosi nella rete degli attori per la gestione dell’emergenza caldo.

Ogni attività svolta da enti / soggetti a diverso titolo interessati dovrà comunque essere effettuata nel rispetto delle disposizioni e procedure eventualmente adottate a livello nazionale e/o regionale, nel caso si verificassero specifiche situazioni emergenziali.

Si incarica l’U.O. Cure Primarie, afferente alla Direzione Programmazione Sanitaria, dell’esecuzione del presente provvedimento.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTO il D.M. 23.5. 2022 n. 77;

VISTE le DD.G.R. n. 385 del 15.4.2025, n. 970 del 26.8.2025 e n. 300 del 28.4.2026;

VISTO l’art. 2, co. 2 della L.R. n. 54/2012;

delibera

  1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente atto;
  1. di definire le procedure in ambito sanitario per rischio ondate di calore ai fini della prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana e in altre categorie di persone a rischio nella Regione del Veneto per la stagione estiva 2026 e seguenti;
  1. di dare atto che con DGR n. 300 del 28 aprile 2026 è stato ridefinito e implementato il sistema di allertamento regionale aggiornando le modalità di funzionamento del Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto anche con riferimento al “Rischio ondate di calore”;
  1. di prendere atto dei lavori del Gruppo di lavoro attivato con apposita comunicazione del Direttore della Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale che hanno portato alla definizione delle modalità di valutazione e comunicazione del disagio fisico e la conseguente allerta per rischio ondate di calore nella nuova documentazione di previsione e allertamento regionale di protezione civile, come valutato dalla Direzione Programmazione Sanitaria - U.O. Cure Primarie;
  1. di approvare il documento recante “Piano di prevenzione delle ondate di calore - Raccomandazioni per la Popolazione Generale con particolare riferimento ai fragili”, riportato nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  1. di approvare il documento recante “Procedure in ambito sanitario per rischio ondate di calore ai fini della prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana e in altre categorie di persone a rischio: indicazioni per l’estate 2026 e seguenti”, riportato nell’Allegato B, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  1. di stabilire che i documenti di cui ai punti 5 e 6 hanno validità dalla data di approvazione del presente provvedimento e trovano applicazione per la stagione estiva 2026 e seguenti e potranno essere oggetto di aggiornamento periodico, con provvedimento della Giunta regionale, prima dell’inizio della stagione estiva (indicativamente aprile/maggio);
  1. di stabilire in particolare quanto segue:
    • il Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto provvederà alle valutazioni e comunicazioni della previsione del disagio fisico e dell’allertamento per rischio ondate di calore - calcolato sui dati di temperatura e umidità relativa registrati dalle stazioni della rete di monitoraggio ARPAV rappresentative per le diverse zone, o previsto sulla base dei dati dei modelli meteorologici di riferimento - come disciplinato nella DGR n. 300 del 28.4.2026 e contenuto nell’Allegato B del presente atto;
    • l’U.O.C. Servizio Epidemiologico Regionale e Registri di Azienda Zero proseguirà i monitoraggi dell’humidex e dei decessi nei Comuni Capoluogo descritti nell’Allegato B del presente atto per il periodo dal 1° giugno al 15 settembre. Gli esiti dei monitoraggi verranno trasmessi all’ Area Sanità e Sociale, alla Direzione Programmazione sanitaria - U.O. Cure primarie, alla Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria, alla Direzione Programmazione e Controllo SSR, al Dipartimento interaziendale funzionale regionale del Servizio Urgenza Emergenza medica e alla Direzione generale ARPAV ai fini delle valutazioni di competenza.
    • ogni Azienda ULSS elaborerà uno specifico Piano di emergenza caldo per il territorio di competenza, in forma integrata con le strutture private accreditate provviste di Pronto Soccorso (nel caso dell’ULSS 6 in forma integrata anche con l’Azienda Ospedale - Università Padova, nel caso dell’ULSS 9 in forma integrata anche con l’Azienda Ospedaliera Universitaria integrata di Verona) e con lo IOV, laddove presente nel territorio di afferenza aziendale, conformemente a quanto descritto nell’Allegato B del presente atto. Detto Piano, la cui attuazione è responsabilità del Direttore Sanitario, dovrà in particolare contenere la procedura di attivazione che comprenda le modalità con cui è assicurata la ricezione dell’allarme h 24 e 7 giorni su 7, nonché le conseguenti modalità di allerta delle strutture interessate;
    • le Aziende sanitarie ed ospedaliere, lo IOV e Azienda Zero provvederanno a inviare al CFD gli indirizzi e i recapiti utili delle strutture interessate dalle procedure di cui sopra. Detti riferimenti verranno utilizzati ai fini della comunicazione delle previsioni / allerte per disagio fisico/ondate di calore nel periodo dal 1° giugno al 15 settembre, nonché per la documentazione previsionale e di allertamento per i rischi particolari di protezione civile quali idraulico, idrogeologico e da fenomeni metereologici avversi durante tutto il corso dell’anno. Gli Enti sanitari sopra citati provvederanno a tenere costantemente aggiornati gli indirizzari di competenza comunicando al CFD (e per conoscenza alla Direzione programmazione sanitaria - U.O. Cure Primarie e alla Direzione prevenzione – U.O. Prevenzione e Sanità pubblica) eventuali variazioni intervenute;
    • l’ARPAV alla conclusione delle attività annualmente trasmetterà un elaborato relativo ai dati dell’indice humidex rilevati nel periodo dal 1° giugno al 15 settembre all’Area Sanità e Sociale, alla Direzione Programmazione sanitaria - U.O. Cure primarie, alla Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria - U.O. Prevenzione e Sanità pubblica e alla Direzione Servizi Sociali per le valutazioni di competenza;
  1. di stabilire che ogni attività svolta da enti / soggetti a diverso titolo interessati dovrà comunque essere effettuata nel rispetto delle disposizioni e procedure eventualmente adottate a livello nazionale e/o regionale, nel caso si verificassero specifiche situazioni emergenziali;
  1. di autorizzare il Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale ad approvare con proprio atto eventuali modifiche non sostanziali e di carattere meramente operativo dei documenti di cui ai punti 5 e 6;
  1. di incaricare l’U.O. Cure Primarie, afferente la Direzione Programmazione Sanitaria, dell’esecuzione del presente provvedimento;
  1. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
  1. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione del Veneto.

(seguono allegati)

Dgr_378_26_AllegatoA_583097.pdf
Dgr_378_26_AllegatoB_583097.pdf

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