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Materia: Protezione civile e calamità naturali
Deliberazione della Giunta Regionale n. 300 del 28 aprile 2026
Attuazione del sistema di allertamento della Regione del Veneto. Approvazione delle nuove modalità di funzionamento del Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto (CFD).
Con il presente provvedimento si ridefinisce il sistema di allertamento regionale e conseguentemente si aggiornano le modalità di funzionamento del Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto (CFD).
In particolare, si intende implementare il sistema di allertamento regionale attuato attraverso il CFD, per gestire organicamente oltre ai rischi idraulico, idrogeologico, idrogeologico per temporali e valanghe, anche i rischi neve, vento, ghiaccio al suolo e ondate di calore, con conseguente introduzione o aggiornamento delle soglie e delle zone di allerta, individuazione degli scenari di evento, definizione delle attività, delle modalità, dei criteri e della documentazione di allertamento, nonché degli elementi complementari.
L'Assessore Elisa Venturini riferisce quanto segue.
Il D.Lgs. 2 gennaio 2018 n. 1 recante “Codice della protezione civile” disciplina all’art. 17 il sistema di allertamento del Servizio nazionale di protezione civile che è organizzato su due livelli, statale e regionale, e si basa su un insieme di strumenti, metodi e procedure pensati per raccogliere ed elaborare informazioni in tempo reale. Questo sistema consente, quando possibile, di prevedere gli eventi in modo probabilistico, oltre che di monitorarli e sorvegliarli mentre si verificano, valutando anche come evolvono i possibili scenari di rischio al fine di attivare tempestivamente la protezione civile ai diversi livelli territoriali.
La responsabilità della gestione e del coordinamento di questo sistema di allerta è affidata al Dipartimento della protezione civile insieme alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano, che ne assicurano il corretto funzionamento.
Nell’ambito del sistema coordinato delle politiche di protezione civile, si inseriscono la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile” e ss.mm. e ii. che definisce il sistema nazionale di allertamento per i rischi idrogeologico e idraulico, basato sulla collaborazione tra Stato e Regioni, nonché la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 2014 “Indirizzi operativi inerenti l’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe” e la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 agosto 2019 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale e per la pianificazione di protezione civile territoriale nell’ambito del rischio valanghe” che estende il sistema al rischio valanghe, tipico delle aree montane.
Con riferimento all’ordinamento regionale, la Legge regionale 1° giugno 2022, n. 13 recante “Disciplina delle attività di protezione civile”, all’art. 19 prevede che «il CFD, in conformità a quanto indicato dall’articolo 17 del Codice della protezione civile, è strumento fondamentale del sistema di allertamento della Regione del Veneto, per la previsione, il monitoraggio e la sorveglianza delle situazioni di rischio e svolge funzioni di centro di controllo continuativo del territorio regionale attraverso la rete strumentale di monitoraggio e sorveglianza meteorologica e idrologica.». Come indicato dal comma 2 dell’art. 19 della L.R. n. 13/2022, allo svolgimento delle diverse funzioni del CFD concorrono la struttura regionale competente in materia di protezione civile, la struttura tecnica regionale competente per gli aspetti idraulici e idrogeologici e l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV).
Con Deliberazione della Giunta regionale n. 837 del 31 marzo 2009 è stato dichiarato attivo e operativo, a decorrere dal 2 aprile 2009, il Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto (CFD) per i rischi idrogeologico e idraulico. Con lo stesso provvedimento è stato approvato il relativo documento operativo “La definizione del Sistema di allerta regionale ai fini di Protezione civile per la previsione, il monitoraggio e la sorveglianza delle situazioni di rischio idrogeologico, idraulico e valanghivo”.
Alla DGR n. 837/2009 sopraccitata sono seguite ulteriori Deliberazioni della Giunta regionale e Decreti direttoriali per rispondere alla necessità di modificare, aggiornare, adeguare e implementare quanto disposto in fase di attivazione del CFD.
In particolare, il Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto è stato disciplinato con i seguenti atti:
Considerato il tempo trascorso dall’attivazione del Centro Funzionale Decentrato e le modifiche intervenute con le Deliberazioni e i Decreti sopra richiamati, si rende necessario ridefinire il sistema di allertamento regionale e di conseguenza le modalità di funzionamento del CFD medesimo mediante l’approvazione del documento ad oggetto “Il Sistema di allertamento della Regione del Veneto - Modalità di funzionamento del Centro Funzionale Decentrato”, come riportato nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
Nello specifico tale documento, predisposto dalla Direzione Protezione civile, Sicurezza e Polizia Locale, dalla Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS Lavori e Servizi tecnici e dall'ARPAV, disciplina compiutamente l’attuale sistema di allertamento regionale e le modalità di funzionamento del CFD per tipologia di rischio, raccogliendo in un unico allegato tecnico di riferimento disposizioni, modalità, attività, documentazione, scenari di evento, soglie e criteri di allertamento, zonizzazione di allerta, nonché elementi complementari, individuati negli anni a partire dall’attivazione del Centro.
Inoltre, si intende ampliare l’attuazione del sistema di allertamento regionale e conseguentemente il campo delle attività del CFD, estendendo l’ambito di valutazione dei rischi attualmente gestiti in ottemperanza alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile” e ss.mm. e ii. e alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 agosto 2019 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale e per la pianificazione di protezione civile territoriale nell’ambito del rischio valanghe”.
Oltre, quindi, ai rischi idraulico, idrogeologico, idrogeologico per temporali e valanghe, il sistema di allertamento regionale aumenta il proprio ambito di azione anche per i rischi neve, vento e ghiaccio al suolo, attualmente affrontati con prodotti sperimentali e approcci semplificati, nati da esigenze estemporanee e mantenuti in essere per riscontrata efficacia d’azione.
Si intende, altresì, implementare nel sistema di allertamento regionale anche il rischio ondate di calore con specifica valenza in ambito sanitario e non di allertamento del Servizio regionale della protezione civile. Tale tipologia di segnalazione trae origine dall’esperienza maturata con le strutture sanitarie regionali e dall’applicazione del “Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto” (DGR n. 385 del 15 aprile 2025 e precedenti), mirato ad attivare procedure di carattere esclusivamente socio-sanitario, principalmente inerenti alla tutela delle persone fragili.
In merito ai rischi sopra richiamati e che saranno trattati nell’ambito delle attività del CFD, nel documento in Allegato A sono individuati le soglie, i criteri di allertamento e gli scenari di evento, come pure i livelli di allerta e le fasi operative associate.
Infatti, nell’ambito del processo di rinnovamento e aggiornamento del sistema di allertamento regionale, nel documento in Allegato A sono stati ridefiniti:
Con riferimento alle zone di allerta indicate in Allegato A al paragrafo 3.2, e alla rete idraulica principale elencata in Allegato A all’Appendice 7.9, per una migliore rappresentazione, si intendono pubblicare i dati territoriali nel Geoportale regionale dei dati territoriali IDT-RV 2.0.
Cessano quindi di avere efficacia le disposizioni attuative contenute nei documenti inerenti al sistema di allertamento regionale e alle modalità di funzionamento del CFD approvati con Deliberazioni della Giunta regionale n. 837/2009, n. 1373/2014, n. 1875/2019, n. 869/2022, n. 1228/2022 e n. 1408/2024 e con i Decreti del Direttore della Direzione Protezione Civile e Polizia Locale n. 110/2014, n. 284/2017 e n. 245/2019 sopra richiamati.
Rimane salvo quanto disposto con DGR n. 1668/2023 "Aggiornamento delle modalità di funzionamento del Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto inerenti all'allertamento per rischio idraulico. Utilizzo della modellistica idrologica-idraulica dei fenomeni di piena sviluppata dall'Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali", poiché inerente ad accordi sull’utilizzo di strumenti di supporto alla seconda area funzionale, e con DGR n. 381/2024 "Aggiornamento delle modalità di funzionamento del Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto inerenti alle modalità di allertamento. Utilizzo della Posta Elettronica Certificata quale mezzo di comunicazione principale per la diffusione della documentazione previsionale e di allertamento", poiché rimangono immutati i mezzi di comunicazione adottati per l’allertamento.
Per l’attuazione delle nuove modalità di allertamento rappresentate in Allegato A si prevede l’operatività a far data dal 1° giugno 2026, a seguito dell’opportuna comunicazione e informazione degli enti destinatari appartenenti al Servizio regionale della protezione civile. Fino alla data di completa attuazione delle nuove modalità di allertamento (31 maggio 2026), permangono le disposizioni attuative vigenti inerenti al sistema di allertamento regionale per i rischi idrogeologico, idraulico, idrogeologico per temporali e valanghe, attuate con le Deliberazioni succitate, nonché i prodotti sperimentali per vento forte, neve e gelate e temporali in zona dolomitica.
Come indicato nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e ss.mm. e ii., l'adozione e la dichiarazione dei diversi livelli di allerta del sistema della protezione civile da parte delle Regioni compete al Presidente della Giunta regionale o a soggetto da lui a tal fine delegato. In ottemperanza a quanto previsto dalla Direttiva, il Presidente della Giunta regionale propone alla Giunta regionale di incaricare il Direttore della Direzione Protezione civile, Sicurezza e Polizia Locale dell’adozione del Bollettino/Avviso di allerta regionale, sopra richiamato, emesso dalle strutture componenti del CFD con dichiarazione dei diversi livelli di allerta.
Si incarica il Direttore della Direzione Protezione civile, Sicurezza e Polizia Locale di assumere tutti gli atti necessari per l’attuazione del presente provvedimento, congiuntamente al Direttore della Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS Lavori e Servizi tecnici, sentita ARPAV, per quanto di rispettiva competenza, autorizzandolo altresì ad aggiornare con proprio provvedimento l'Allegato A con modifiche puntuali e le Appendici in Allegato A contenenti disposizioni di carattere prettamente operativo, sulla base delle esigenze applicative che dovessero emergere. A seguito delle eventuali modifiche intervenute, si incarica il Direttore della Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale della predisposizione del testo coordinato dell’Allegato A, al fine di garantirne la coerenza e l’aggiornamento.
Il presente provvedimento comprensivo dell’Allegato A sarà trasmesso al Dipartimento della Protezione civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché alla Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS Lavori e Servizi tecnici e all’ARPAV, quali componenti responsabili della prima e seconda area funzionale del Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto.
Il presente provvedimento comprensivo dell’Allegato A sarà trasmesso, altresì, alla Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria, alla Direzione Programmazione Sanitaria e al Coordinamento Regionale Emergenza Urgenza (CREU) per gli aspetti di competenza.
Inoltre, il presente provvedimento comprensivo dell'Allegato A sarà trasmesso altresì all'Area Infrastrutture, Trasporti, Lavori Pubblici e Demanio con riferimento agli aspetti di competenza relativi al sistema delle infrastrutture e della mobilità.
Si incarica il Direttore della Direzione Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale dell’esecuzione del presente atto.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO il Decreto Legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 e ss.mm. e ii.;
VISTA la Direttiva del P.C.M. del 27 febbraio 2004 e ss.mm. e ii.;
VISTA la Direttiva del P.C.M. del 8 luglio 2014;
VISTA la Direttiva del P.C.M. del 12 agosto 2019;
VISTA la nota del Dipartimento della Protezione civile RIA/0007117 del 10/02/2016;
VISTO l’art. 2, comma 2, della Legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012;
VISTA la Legge regionale 1° giugno 2022, n. 13;
VISTA la DGR n. 837 del 31/03/2009;
VISTA la DGR n. 1373 del 28/07/2014;
VISTA la DGR n. 1875 del 17/12/2019;
VISTA la DGR n. 869 del 19/07/2022;
VISTA la DGR n. 1228 del 10/10/2022;
VISTA la DGR n. 1668 del 29/12/2023;
VISTA la DGR n. 381 del 9/04/2024;
VISTA la DGR n. 1408 del 28/11/2024;
VISTO il Decreto del Direttore della Sezione Protezione Civile n. 110 del 24/10/2014
VISTO il Decreto del Direttore della Protezione Civile e Polizia Locale n. 284 del 28/12/2017
VISTO il Decreto del Direttore della Direzione Protezione Civile e Polizia Locale n. 245 del 30/8/2019
delibera
(seguono allegati)
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