Home » Dettaglio Deliberazione della Giunta Regionale
Materia: Servizi sociali
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1130 del 22 settembre 2025
Misure finalizzate all'inclusione e al reinserimento sociale e lavorativo per l'annualità 2026.
Con il presente atto, in continuità con la DGR n. 1309/2024, si intende dare attuazione alle misure regionali Reddito di Inclusione Attiva (R.I.A.), Sostegno all’Abitare (So.A.) e agli interventi di contrasto alla povertà minorile, per l’annualità 2026.
L'Assessore Manuela Lanzarin riferisce quanto segue.
La Regione del Veneto, con il fine di favorire l’inclusione sociale e contrastare la povertà nella sua multidimensionalità, da oltre un decennio promuove e sostiene misure e interventi che rappresentano un importante punto di riferimento nel sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali. Sono inoltre uno strumento flessibile per i servizi sociali, che consente di adattare il progetto personalizzato alle esigenze della persona/nucleo familiare presi in carico, contrastando ogni forma di assistenzialismo e promuovendo approcci di welfare generativo e di comunità.
Le misure e gli interventi in oggetto sono anche in linea con quanto stabilito dalla Legge regionale n. 9 del 4 aprile 2024 “Assetto organizzativo e pianificatorio degli interventi e dei servizi sociali”, che promuove una visione orientata non solo alla risposta ai bisogni, ma anche alla prevenzione, protezione e promozione del benessere, individuando tra i principi cardini la generatività e l’innovazione.
Sono molteplici le condizioni economico-sociali del contesto regionale che il presente provvedimento tiene in considerazione. L’assenza di un reddito da poter spendere per le necessità primarie è solo una di queste dimensioni, benché si misuri su più indicatori. Innanzitutto, la povertà assoluta, definita dall’impossibilità di disporre di un paniere di beni e servizi ritenuto essenziale, raggiungeva nel 2023, secondo le ultime stime ISTAT, il 7,9% delle famiglie residenti nelle Regioni del Nord-Est (ISTAT, 2024). I tassi più elevati di povertà assoluta si rilevano, ormai da alcuni anni, nelle giovani generazioni, nelle persone prive o con basso titolo di studio, nelle famiglie straniere. Altro indicatore è quello della povertà relativa, soglia convenzionale che definisce povera una famiglia di due componenti se ha una spesa uguale o inferiore a quella media pro-capite. Nel 2023 (ultimo dato disponibile) la soglia equivaleva a 1.210,89 euro (ISTAT, 2024). Le famiglie residenti in Veneto che, dalla stima effettuata, non raggiungevano questo valore risultavano essere il 5,2% del totale, in calo rispetto all’anno precedente (6,0%) e attestandosi notevolmente al di sotto di quello nazionale del 10,6%. Un ulteriore indicatore è offerto dal “rischio di povertà o esclusione sociale”, ovvero quella condizione che accanto all’insufficiente reddito (rischio di povertà) considera anche la grave deprivazione materiale (impossibilità di far fronte ad alcune spese indispensabili e improvvise) e la bassa intensità di lavoro. Nel Nordest, secondo gli ultimi dati relativi al 2024, le persone che si trovano nella condizione di “rischio di povertà” raggiungono l’8,8%; quelle a rischio di povertà ed esclusione sociale, secondo i parametri di Europa 2030, l’11,2% e quelle a rischio di lavoro a basso reddito il 15,6%.
Si consideri comunque che il Veneto, secondo le elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione su dati Eurostat, è tra le Regioni d’Italia con minor divario tra ricchi e poveri, posizionandosi al terzo posto con un valore di 3,9 contro un valore medio dell’Italia di 5,5 e 4,7 della UE.
Il presente provvedimento dedica particolare attenzione anche al disagio abitativo e alla povertà minorile. Con riferimento al primo aspetto, in Veneto come nel resto d’Italia, sono sempre più frequenti le situazioni di emergenza abitativa. Tra i principali indicatori di disagio abitativo figurano il sovraffollamento, la presenza di problemi strutturali nell’abitazione e la carenza di servizi essenziali. Nel 2024, come riportato nel report annuale ISTAT 2024, il 5,6% della popolazione in Italia vive in condizioni di grave deprivazione abitativa. La situazione risulta particolarmente critica tra gli individui appartenenti a famiglie in cui il principale percettore di reddito ha meno di 35 anni. Il disagio abitativo è spesso collegato al peso economico dei costi per l’alloggio. Nel 2024, inoltre, il 5,1 % delle persone vive in condizioni di sovraccarico dei costi abitativi.
Le situazioni più critiche si osservano tra le persone sole (15,6%), in particolare tra quelle di età inferiore ai 65 anni (19,9 %) e i nuclei monogenitore (7,1%).
In merito alla povertà minorile, come riportato nel report 2024 della terza edizione “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”, i minori in Veneto sono 728.342, il 15% della popolazione totale della Regione. La percentuale di minori in povertà relativa è del 15,1%, inferiore di 7,1 punti rispetto alla media nazionale ma in aumento di 2 punti rispetto al precedente rapporto (annualità 2021). Rimane sotto la media nazionale anche la percentuale di minori che vive in sovraffollamento abitativo, il 37,8%, rispetto al 31,6% del precedente rapporto. Si segnala infine che nella fascia compresa tra i 3 e i 17 anni, il 65% dei minori pratica sport nel tempo libero (media nazionale 57,8%), percentuale in diminuzione (1,5 punti) rispetto al precedente rapporto.
Dalla panoramica dei dati sopra riportati, risulta evidente come le misure e gli interventi che la Regione sostiene con il presente atto per contrastare la povertà nella sua multidimensionalità, restino uno strumento prezioso per intercettare e affrontare i bisogni sempre più complessi delle persone e delle famiglie, poiché si declinano in azioni mirate di inclusione sociale tramite il supporto alla formazione, all’inserimento\reinserimento sociale e lavorativo, all’abitare e al benessere complessivo dei minori e delle loro famiglie.
Questa necessità emerge d'altra parte anche dai dati rilevati dal Sistema Informativo Lavoro Sociale (SILS), istituito con Legge regionale n. 5 del 4 marzo 2022. Dalla rendicontazione prevista dalla DGR n. 1077 del 4 settembre 2023, le misure con essa finanziate hanno raggiunto nel loro complesso un numero di 6.234 beneficiari, per un totale di 8.635 prestazioni, di cui 4.002 per il Reddito di Inclusione Attiva (R.I.A.) di Sostegno, 664 per il Reddito di Inclusione Attiva (R.I.A.) di Inserimento e 3.920 per il Sostegno all'Abitare (So.A.).
Alla luce di quanto sopra espresso, con il presente atto si propone pertanto di dare continuità, per l'annualità 2026, alle misure Reddito di Inclusione Attiva (R.I.A.), Sostegno all'abitare (So.A.) e agli interventi di contrasto alla povertà minorile. Esse sono inserite anche nella cornice di riferimento dei principi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e nell'Atto di programmazione regionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2024-2026, in corso di approvazione da parte della Giunta regionale nella seduta odierna.
Per quanto sopra esposto, si determina in Euro 6.000.000,00 l'importo massimo delle obbligazioni di spesa, a favore dei 21 Ambiti Territoriali Sociali, per il tramite dell'Ente capofila con funzioni di coordinamento dell'ATS, alla cui assunzione provvederà con proprio atto il Direttore della U.O. Dipendenze, Terzo Settore, Nuove Marginalità e Inclusione Sociale entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei capitoli di spesa:
La Direzione Servizi Sociali, a cui sono stati assegnati i capitoli di cui sopra, ha attestato che i medesimi presentano sufficiente capienza e che l’ammontare di euro 5.700.000,00 trova copertura da trasferimenti statali del Fondo nazionale per le politiche sociali, con copertura della obbligazione assicurata dall'accertamento in entrata n. 2509 di complessivi euro 30.021.843,44, disposto con DDR n. 8 del 14 maggio 2025, ai sensi dell'art. 53 del D.Lgs. n. 118/2011 e s.m.i. a valere sul capitolo di entrata n. 1623 "Assegnazione del Fondo nazionale per le politiche sociali - risorse indistinte (art. 20, L. 8/11/2000, n. 328 - art. 80, co. 17, L. 23.12.2000, n. 388)".
Nell'Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente atto, sono riportate le determinazioni con i criteri di natura tecnica per gli interventi da realizzare nell'annualità 2026, in particolare evidenziando gli obiettivi delle misure R.I.A. di Sostegno, R.I.A. di Inserimento, Sostegno all'Abitare (So.A.) e povertà minorile, i destinatari e le modalità operative delle stesse.
La misura R.I.A. di Sostegno mira a favorire l’inclusione o il reinserimento sociale della persona che dimostri la volontà di impegnarsi in un percorso di attivazione in realtà pubbliche o private (Enti del Terzo settore, altri soggetti for profit o non profit, istituzioni scolastiche, enti religiosi, sindacati, associazioni di categoria, ecc.) per svolgere mansioni di carattere generico e non in sostituzione delle attività lavorative vere e proprie. Per questa tipologia di misura si prevede l’erogazione di un sostegno economico per un massimo di 6 mesi rinnovabili per ulteriori 6 mesi o più, in base alla valutazione dell’operatore sociale competente.
La misura R.I.A. di inserimento mira al superamento delle situazioni critiche e di disagio attraverso un progetto personalizzato di attivazione formativa e/o occupazionale. Per questa tipologia di misura si prevede l’erogazione di un contributo economico per un periodo di massimo 12 mesi, corrispondente alla durata del progetto individualizzato.
La misura So.A. sostiene, attravero un contributo economico, nuclei familiari in uno stato di precarietà abitativa, con riferimento alla prima casa di abitazione - compresi gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Gli interventi comprendono a titolo esemplificativo il supporto al pagamento di utenze, spese condominali, manutenzione e locazione; sono attivabili sia in caso di situazioni di documentata morosità sia in forma di anticipo per i nuclei che si trovano in situazione di difficoltà economica sopraggiunta, con lo scopo di evitare situazioni più complesse.
Gli interventi/progetti di contrasto alla povertà minorile, finanziati con il presente provvedimento, sono volti a includere i minori in attività che favoriscano l’inclusione sociale, come iniziative culturali/educative, di socializzazione e tutte quelle volte alla promozione di stili di vita sani. Essi devono prioritariamente essere destinati alla fascia di minori compresa tra i 3 e i 17 anni.
Nell'Allegato B, anch'esso parte integrante e sostanziale del presente atto, sono contenuti i criteri di ripartizione dei fondi assegnati ai 21 Ambiti Territoriali Sociali, prevedendo una quota fissa di euro 50.000,00 per ogni Ambito Territoriale Sociale e una quota proporzionale al numero totale degli abitanti in ciascun Ambito Territoriale Sociale, secondo i dati ISTAT, sul bilancio demografico, riferiti alla data del 1 gennaio 2025. Sono inoltre indicate le modalità di monitoraggio e rendicontazione assicurate attraverso la piattaforma SILS.
Il Direttore della U.O. Dipendenze, Terzo settore, Nuove marginalità e Inclusione sociale è incaricato dell’esecuzione del presente atto.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTI gli artt. 20 della L. n. 328/2000 e 80 della L. n. 388/2000;
VISTO il D.Lgs. n. 33/2013;
VISTI il D.Lgs. n. 126/2014 integrativo e correttivo del D. Lgs. n. 118/2011;
VISTE la L.R. 29 novembre 2001, n. 39, la L.R. 4 marzo 2022, n. 5, L.R. 27 dicembre 2023 n. 34 e la L.R. 4 aprile 2024 n. 9;
VISTO l’art. 2, comma 2 della L.R. n. 54 del 31 dicembre 2012;
VISTO il Regolamento regionale n. 1/2016;
VISTE le DGR n. 69/2023, n. 1077/2023, n. 1309/2024 e n. 58/2025;
VISTO il DDR n. 8 del 14 maggio 2025 del Direttore della Direzione Servizi Sociali di accertamento del Fondo nazionale per le Politiche sociali;
delibera
(seguono allegati)
Torna indietro