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Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1409 del 28 novembre 2024
Presentazione del Piano di attività 2024 per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione. Intesa della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano approvata in data 21 giugno 2022, Rep. Atti n. 122/CSR.
Con il presente provvedimento, a seguito dell'assegnazione delle riosrse per l'anno 2024 a valere sul Fondo per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione, si incarica il Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria alla predisposizione, alla firma e all’invio al Ministero della Salute del piano di attività 2024 per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione.
L'Assessore Manuela Lanzarin riferisce quanto segue.
I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione sono disturbi complessi, alla cui eziopatogenesi concorrono fattori genetici, biologici e ambientali; i dati della letteratura riportano che nel mondo occidentale circa una ragazza ogni 6 o 7 soffre di un qualche tipo di disturbo della nutrizione e dell’alimentazione (i dati in Italia riportano un caso ogni 10) e che l’anoressia nervosa rappresenta tra questi disturbi quello di più lunga durata e gravata da maggiore disabilità e mortalità. I disturbi dell’alimentazione sono principalmente rappresentati dall’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da binge-eating, mentre i disturbi della nutrizione sono la pica, il disturbo da ruminazione e il disturbo da evitamento/restrizione dell’assunzione di cibo (ARFID).
Con l’eccezione del disturbo da binge eating che può esordire a qualsiasi età, i disturbi dell’alimentazione hanno un esordio tipico in età adolescenziale con una tendenza, registrata negli ultimi decenni, verso una precocizzazione dell’esordio.
La cura di questi disturbi richiede lo sviluppo di competenze specifiche e la presenza di equipe multidisciplinari, che, in genere, richiedono un’organizzazione specifica per il trattamento di questa utenza.
Nel loro insieme i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione colpiscono, nel corso della vita, oltre il 10% della popolazione femminile del mondo occidentale. Il più grave dei disturbi, l’anoressia nervosa, colpisce fino al 2% della popolazione femminile (prevalenza lifetime). I tassi di incidenza riscontrati attraverso registri di casi o attraverso la medicina generale tendono a dare valori sottostimati a causa della presenza di molti casi non trattati e non riconosciuti. Tra i 12 e i 28 anni di età l’incidenza è superiore ai 50 casi/anno per 100.000 abitanti di sesso femminile, con una incidenza massima tra i 15 e i 19 anni di età (oltre 100 casi/anno).
Si stima che l’incidenza e la prevalenza della bulimia nervosa siano almeno il doppio di quelle dell’anoressia nervosa, ma gli studi sembrano rappresentare una lieve diminuzione dell’incidenza della bulimia nervosa negli ultimi anni. Ci sono evidenze di un aumento dei casi con esordio prima dei 14-15 anni.
Gli studi sembrano indicare che sia l’incidenza che la precocizzazione dell’esordio dei disturbi dell’alimentazione sono sensibilmente influenzati da fattori psicosociali. In linea con questa osservazione, è l’aumento dei casi di anoressia nervosa in età adolescenziale osservata in seguito alle restrizioni sociali (lockdown) dovute alla pandemia da Covid-19. Anche se sono stati descritti casi con esordio in qualsiasi età, l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa esordiscono nel 90% dei casi tra i 13 e i 25 anni di età, con un picco tra i 15 e i 17 anni. Negli studi su popolazioni cliniche, il rapporto femmine/maschi è di circa 10:1.
Il problema dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione è stato affrontato dalla Regione del Veneto con una serie di provvedimenti, a partire da quello emanato il 19 ottobre 1999 (DGR n. 3540) denominato "Atto di indirizzo e coordinamento per l’avvio sperimentale di un sistema di interventi in materia di Disturbi del Comportamento Alimentare" che prevedeva l’organizzazione di una rete di servizi per la diagnosi e cura dei disturbi attraverso l’attivazione di Centri di Riferimento Provinciale (CPD). Inoltre, ai CPD localizzati all’interno delle Aziende Ospedaliere di Padova e Verona, venivano attribuiti compiti di Centro Regionale. Attualmente nella Regione del Veneto sono attivi i seguenti Centri Regionali e Provinciali:
Ai Centri di Riferimento Regionali e Provinciali si aggiungono le strutture ambulatoriali presenti in ogni Azienda ULSS, in relazione funzionale con i Centri di Riferimento Provinciali e Regionali per il trattamento secondo il modello hub and spoke degli utenti e le Case di Cura private accreditate Villa Garda, Villa Margherita, Villa Santa Chiara, che, svolgendo un importante ruolo integrativo nella rete di trattamento, erogano interventi specialistici di riabilitazione intensiva residenziale per i pazienti che non rispondono ai livelli meno intensivi di cura. Oltre ai Centri di Riferimento Regionali e Provinciali, la rete di servizi per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione coinvolge la medicina di base e i pediatri di libera scelta per il riconoscimento precoce, gli ambulatori dedicati nei Centri di Salute Mentale per la diagnosi ed il trattamento dei casi meno complessi e per la co-gestione dei casi di lunga durata e/o con grave comorbilità psichiatrica.
Al di là delle specifiche strategie e procedure terapeutiche, il modello di trattamento raccomandato per i disturbi dell’alimentazione deve prevedere un percorso clinico a passi successivi, che proponga inizialmente interventi ambulatoriali, ma che possa avvalersi di livelli di trattamento progressivamente più intensivi e complessi ove necessario. Le Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione (Accordo Conferenza Stato Regioni - luglio 2017, Rep. Atti 93/CSR) riprendendo le principali indicazioni di appropriatezza già descritte nei Quaderni del Ministero della Salute del 2013, descrivono i livelli di assistenza dei disturbi dell’alimentazione che devono essere disponibili.
Il Piano socio sanitario 2019-2023 (Legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48) ha inserito tra le reti cliniche la rete per i disturbi del comportamento alimentare richiamando l’importanza di una collaborazione continuativa tra gli specialisti di area psichiatrica e gli specialisti di area medica al fine di garantire dei modelli di presa in carico e dei percorsi specifici alla patologia individuata.
Al fine di monitorare costantemente il funzionamento della rete regionale in termini di casi trattati, prestazioni erogate, personale coinvolto e bisogni della popolazione affetta da tali disturbi, è stato istituito con Decreto del Direttore Generale Area Sanità e Sociale n. 94 del 01 agosto 2018, il Tavolo Tecnico per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, composto dai responsabili dei Centri di Riferimento Regionali e Provinciali e dai rappresentanti delle Case di Cura private accreditate. Al Tavolo Tecnico è anche stato assegnato il mandato di valutare il recepimento dell’Accordo approvato dalla Conferenza Stato-Regioni del 22 giugno 2017 - Rep. Atti n. 93/CSR sulle "Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale dei disturbi dell’alimentazione".
Con DGR n. 569 del 09 maggio 2019 sono state approvate le indicazioni e le raccomandazioni del Tavolo Tecnico regionale per il recepimento delle Linee di indirizzo nazionali sopra richiamate e, contestualmente, è stata stabilita l’istituzione di un gruppo multidisciplinare per la stesura di uno specifico Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per garantire qualità ai processi di presa in carico e cura e assicurare l’erogazione, senza ritardi, di trattamenti efficaci. Il modello di trattamento raccomandato dal PDTA, approvato con Decreto del Direttore Generale Area Sanità e Sociale n. 16 del 01 giugno 2021, prevede multidisciplinarietà, specificità e tempestività di trattamento attraverso l’adozione di un modello “a passi successivi”, che parta dal riconoscimento precoce e dal trattamento ambulatoriale, ma con la possibilità di avvalersi di trattamenti via via più intensivi nei casi che lo richiedano.
Con la Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Bilancio dello Stato 2022 e Bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024), art. 1 comma 688 è stato istituito, presso il Ministero della Salute, il Fondo per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, con dotazione di 15 milioni di euro per l'anno 2022 e di 10 milioni di euro per l'anno 2023, la cui ripartizione alle Regioni e Province autonome è stata demandata ad apposita Intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano. L’Intesa approvata il 21 giugno 2022 (Rep. Atti n. 122/CSR) ha definito i criteri, le modalità, le linee di intervento per l’utilizzo del Fondo, le procedure per la presentazione dei Piani di attività biennali da parte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Alla Regione del Veneto è stata assegnata la quota complessiva di euro 2.050.000,00 suddivisa in euro 1.230.000,00 per il primo anno ed euro 820.000,00 per il secondo anno.
L'Intesa ha, inoltre, previsto la partecipazione attiva delle Associazioni di settore nelle attività di monitoraggio degli interventi, attraverso la costituzione di un Tavolo Tecnico di confronto. A tal fine, con Decreto del Direttore Generale Area Sanità e Sociale n. 118 del 01 settembre 2022, è stata aggiornata la composizione del Tavolo Tecnico, di cui al Direttore Generale Area Sanità e Sociale n. 94 del 01 agosto 2018, con la presenza delle Associazioni di settore presenti nel territorio.
Per accedere alle risorse di cui al suddetto Fondo, la Regione del Veneto ha presentato, per il tramite della Direzione Programmazione Sanitaria - come previsto dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 905 del 26 luglio 2022 - il Piano biennale concentrato su due filoni di obiettivi: da un lato il completamento della rete con almeno una equipe multidisciplinare presente in ogni Azienda Sanitaria e dall'altro un rafforzamento dei trattamenti psicoterapici basati sulle evidenze e degli interventi psicoeducazionali. Una particolare attenzione è stata data:
A) al completamento o eventuale potenziamento delle rete di servizi di primo livello;
B) al sostegno alle famiglie;
C) alla definizione dei percorsi diagnostici e terapeutici per le presentazioni acute, visto anche il loro aumento dopo la pandemia;
D) alla formazione del personale dedicato ai centri per i Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ma anche dei medici di medicina generale e dei medici che lavorano nei servizi di Emergenza, nonché dei volontari che tramite le associazioni contribuiscono a sostenere i centri di cura e a sensibilizzare su questo tema.
In sede di monitoraggio al termine del secondo anno di attività (settembre 2024) sono stati rilevati significativi aumenti degli utenti in carico, con incrementi maggiori nelle Aziende che erano precedentemente sprovviste di ambulatori dedicati. Sono stati rilevati, inoltre, significativi aumenti delle attività psicoterapiche evidence-based e delle attività di psicoterapia rivolte a familiari.
L’attuazione del Piano ha altresì permesso di mettere alla luce alcuni nuovi obiettivi di possibile miglioramento rispetto all’attuazione del PDTA, in particolare per quanto riguarda la gestione della continuità dei trattamenti nel passaggio dall’età evolutiva all’età adulta. I Centri di Riferimento Provinciali e Regionali dispongono in genere di equipe multidisciplinari che includono (o che collaborano con) neuropsichiatri infantili e psicologi dell’età evolutiva. Esiste però nella Regione ancora una discreta disomogeneità di organizzazione relativamente alla presa in carico nell’età di transizione dalla minore età ai 18 anni, con Servizi che accolgono al loro interno sia pazienti minorenni (con variabilità anche qui dai 10-11 ai 15 anni) che maggiorenni e Servizi che non lo garantiscono. In ognuno dei due casi è bene prevedere protocolli di valutazione e di trattamento che garantiscano parità di accesso ai servizi in tutte le aree della Regione e a tutte le età e, successivamente, continuità dei trattamenti quando il disturbo si prolunga nel tempo.
La Legge 23 febbraio 2024, n. 18 ha modificato l'art. 1, comma 688 della Legge n. 234/2021 prevedendo anche per l'anno 2024, ulteriori risorse per euro 10 milioni a valere sul Fondo per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione, la cui ripartizione è stata demandata ad apposita Intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano. A tal fine, le Regioni e le Province Autonome si sono immediatamente attivate nel chiedere al Ministero della Salute l’avvio celere del necessario iter per permettere di operare in continuità e di utilizzare tali risorse per proseguire le progettualità in atto. L'Intesa approvata il 3 ottobre 2024 (Rep. Atti n. 180/CSR), ha definito i criteri e le modalità di riparto delle risorse, i termini di presentazione della progettualità e della rendicontazione economica e delle attività, i termini per l'utilizzo delle risorse del biennio 2022-2023 qualora non completamente utilizzate dalle Regioni.
Alla Regione del Veneto è stata assegnata, per l'anno 2024, l'ulteriore quota di euro 820.100,75 che si prevede di utilizzare per consolidare la funzionalità della rete di servizi specialistici dedicati al trattamento dei DNA con un focus sulla gestione della continuità dei trattamenti nel passaggio dall’età evolutiva all’età adulta.
Con il presente provvedimento, al fine di garantire la presentazione della progettualità per l'anno 2024 entro i termini stabiliti dall'Intesa Rep Atti n. 180/CSR, si incarica il Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria alla predisposizione, alla firma e all’invio del Piano per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione anno 2024, nonché alla adozione degli atti amministrativi necessari alla compiuta realizzazione dello stesso.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTI gli atti e i documenti in premessa citati;
VISTA l'Intesa della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano approvata in data 21 giugno 2022 Rep. Atti n. 122/CSR;
VISTA l'Intesa della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano approvata in data 3 ottobre 2024 Rep. Atti n. 180/CSR;
VISTA la Legge regionale n. 48 del 28 Dicembre 2018;
VISTO l’art. 2, comma 2 della Legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012;
delibera
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