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Materia: Ambiente e beni ambientali
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1406 del 28 novembre 2024
Attuazione dei progetti dedicati al miglioramento della qualità dell'aria. Bando finalizzato alla concessione di contributi per la sostituzione degli impianti termici civili inquinanti con nuovi impianti certificati ed innovativi alimentati a biomasse combustibili solide, ovvero con pompe di calore, a favore delle micro, piccole e medie imprese con sede legale ed operativa in Veneto. Approvazione del bando e dell'Accordo di collaborazione con Unioncamere del Veneto per la realizzazione del bando.
La proposta riguarda l'approvazione del bando finalizzato a incentivare la sostituzione degli impianti termici civili inquinanti con nuovi impianti certificati ed innovativi alimentati a biomasse combustibili solide, ovvero con pompe di calore, a favore delle micro, piccole e medie imprese con sede legale ed operativa in Veneto e l’approvazione dell’Accordo di collaborazione con Unioncamere del Veneto per l’attuazione del bando.
L'Assessore Gianpaolo E. Bottacin riferisce quanto segue.
La Regione del Veneto, nel quadro delle attività di gestione della qualità dell'aria, in attuazione delle azioni del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell'Atmosfera (P.R.T.R.A.) aggiornato con Deliberazione consiliare del 19 aprile 2016 n. 90, e delle misure condivise con le Regioni del Bacino padano attraverso il “Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento per il miglioramento della qualità dell’aria” approvato dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 836 del 6 giugno 2017, ha previsto numerose misure di intervento nei vari settori maggiormente responsabili di emissioni inquinanti.
Per l'attuazione delle citate misure, la Giunta regionale, già in prima applicazione del Piano, ha finanziato specifiche iniziative finalizzate al rispetto dei valori limite stabiliti dalla normativa di riferimento, proseguendo fino ad oggi con misure inerenti alla mobilità, all'utilizzo delle biomasse, all'efficientamento energetico degli edifici, al trasporto pubblico, alla mobilità ciclistica, la cui realizzazione ha richiesto considerevoli investimenti finanziari.
Con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente le diverse azioni già in essere l'Amministrazione regionale, con Deliberazione n. 238 del 2 marzo 2021, ha attivato, anche in questo caso in accordo con le Regioni del Bacino Padano, un pacchetto di misure straordinarie per il miglioramento della qualità dell’aria, con particolare attenzione alla sostituzione di autoveicoli privati considerati inquinanti, al trasporto pubblico (sia ferroviario che su gomma), alla sostituzione di apparecchi termici civili alimentati a biomassa e agli interventi sulle attività zootecniche, prevedendo l’utilizzo di apposite risorse statali messe a disposizione per l’adozione di misure di contrasto all’inquinamento atmosferico sopra elencate, in particolare quelle previste dal programma di finanziamento istituito con Decreto direttoriale MATTM-CLEA del 18 dicembre 2020 n. 412.
Attualmente il P.R.T.R.A. del 2016 è in corso di revisione e sta seguendo le procedure necessarie per giungere all’approvazione, risultando al momento adottata, con Deliberazione n. 480 del 2 maggio 2024, la relativa proposta di aggiornamento. Tale aggiornamento ha assorbito, confermandole, tutte le misure definite nella citata Deliberazione n. 238 del 2 marzo 2021, rendendole di fatto misure strutturali all’interno della pianificazione regionale per il miglioramento della qualità dell’aria.
La priorità dell'obiettivo di riduzione dei fattori di inquinamento dell'aria è confermata anche dal suo inserimento nel Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2024-2026 approvato con DACR n. 127 del 29 novembre 2023; i progetti che si intendono realizzare con i finanziamenti di cui al Decreto del Direttore Generale della Direzione Generale per il Clima, l'Energia e l'Aria del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 412 del 18 dicembre 2020 sono considerati strategici per le politiche ambientali dell'Amministrazione regionale.
Pertanto, premesso quanto sopra e con la finalità di concorrere alla riduzione delle emissioni di PM10 primario, sulle quali il riscaldamento civile a biomassa legnosa impatta in maniera rilevante, appare opportuno attivare, con i fondi del suddetto programma finanziario, la misura finalizzata a un bando rivolto alle micro, medie e piccole imprese con sede legale ed operativa in Veneto e iscritte al Registro Imprese, per il quale è previsto uno stanziamento di € 2.000.000,00 finalizzato ad incentivare la sostituzione di impianti termici civili inquinanti con nuovi impianti certificati ed innovativi alimentati a biomasse combustibili solide, ovvero con pompe di calore con migliori prestazioni emissive.
Tale iniziativa si pone in continuità con analoghe, già approvate dalla Giunta regionale a favore dei cittadini privati residenti nel Veneto con le Deliberazioni n. 2065 del 3 novembre 2014, n. 859 del 15 giugno 2018, n. 126 del 12 febbraio 2019, n. 738 del 21 giugno del 2022, n. 543 del 9 maggio 2023 e n. 639 del 10 giugno 2024.
Al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stato trasmesso un progetto che prevede diverse iniziative, nell’ambito delle misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel territorio delle Regioni del Bacino Padano, che comprende anche il bando in questione; l’approvazione del progetto da parte del Ministero è stata comunicata con nota acquisita al prot. reg. n. 296038 del 19.06.2024.
Considerata la valenza della misura per le ricadute positive sulla qualità dell’aria, al fine di assicurare la diffusione e l’efficacia della medesima, si ritiene strategico avvalersi della collaborazione di Unioncamere del Veneto (di seguito Unioncamere) per conto del sistema delle Camere di Commercio del Veneto, quale soggetto giuridico organizzato per l'espletamento delle attività afferenti all’iniziativa in parola, considerato che il medesimo svolge attività di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese.
A tal proposito è opportuno rilevare che Unioncamere e le Camere di commercio del Veneto mettono a disposizione delle imprese della Regione numerosi servizi tra i quali anche attività di assistenza in materia di sostenibilità ambientale e transizione energetica. Lo scopo è quello di supportare le aziende nell'identificazione delle possibili iniziative da adottare al fine di aumentare la sostenibilità ambientale ed economica del proprio processo produttivo.
Le Camere di Commercio e Unioncamere, infatti considerano la sostenibilità come una delle direttrici più importanti per lo sviluppo del territorio e del tessuto economico, sostenendo così attività, iniziative e progetti che aiutino le imprese, gli enti e i cittadini a conoscere ed utilizzare le potenzialità offerte da un approccio che coniuga lo sviluppo economico con quello ambientale e sociale.
Sul punto, si consideri che la Regione del Veneto ha già in essere una collaborazione con Unioncamere per la realizzazione delle attività afferenti al “Bando veicoli aziendali” di cui alla Deliberazione di Giunta regionale n. 337 del 04 aprile 2024.
Pertanto, con nota prot. n. 563458 del 4 novembre 2024 è stata richiesta la collaborazione di Unioncamere a predisporre e a gestire congiuntamente con la Regione del Veneto il bando in questione, rinviando ad uno specifico Accordo di collaborazione l’impegno delle parti per la realizzazione delle attività afferenti all’iniziativa. Unioncamere con nota acquisita al protocollo regionale n. 579312 del 13 novembre 2024 ha comunicato l’interesse e la disponibilità a cooperare per lo sviluppo congiunto del progetto.
Il bando, le cui condizioni di partecipazione, nonché le caratteristiche tecniche degli apparecchi da rottamare e quelli da acquistare, sono riportate dettagliatamente nell'Allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, prevede che ciascuna impresa possa presentare domanda di contributo per la sostituzione di 5 (cinque) impianti termici civili, a fronte dello stesso numero di impianti rottamati appartenenti alla medesima impresa, in sedi operative attive nel territorio della Regione Veneto; per ciascun singolo intervento di rottamazione e sostituzione è prevista la presentazione di una distinta domanda.
Soggetti beneficiari della misura sono le micro, piccole e medie Imprese, secondo la definizione di cui all’allegato I del Regolamento UE 651/2014 del 17 giugno 2014, aventi sede legale e almeno un’unità operativa attiva in Veneto, che sono iscritte e risultano attive al Registro delle Imprese, di cui all’art. 8 della Legge n. 580 del 29 dicembre 1993.
Sono escluse dalla partecipazione al bando le imprese operanti nei settori della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli facenti parte della sezione A: AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA della classificazione delle attività economiche Ateco 2007 (codici Ateco 01, 02, 03), anche come attività secondaria.
Inoltre, per poter accedere al contributo le MPMI devono, altresì, non rientrare nel campo di esclusione di cui all’art. 1 del Reg. (UE) 2023/2831 (de minimis) e non trovarsi in stato di procedura di insolvenza di tipo liquidatorio secondo la normativa vigente.
Tutti i requisiti devono essere posseduti dal momento della domanda fino a quello di liquidazione del contributo.
I contributi saranno erogati in cofinanziamento con la misura “Conto termico” per la sostituzione di impianti termici civili più inquinanti con nuovi generatori di calore più performanti e a minore impatto ambientale.
In particolare, sono ammessi a contributo:
A - i nuovi generatori alimentati a biomassa combustibile solida, rientranti nell’intervento 2.B del Conto Termico, con potenza al focolare inferiore o pari a 35 kW, con emissione di Particolato Primario (PP) uguale o inferiore a 20 mg/Nm3, appartenenti alla classe ambientale 5 stelle (come definita dal D.M. MATTM n. 186 del 7/11/2017). È ammessa anche la classe ambientale 4 stelle esclusivamente per installazioni effettuate in Comuni ricadenti nella Zona “Prealpi Alpi” come da zonizzazione effettuata con Deliberazione di Giunta regionale n. 1855 del 29.12.2020, il cui elenco è riportato nell'Allegato C;
B - i nuovi generatori alimentati a biomassa combustibile solida, rientranti nell’intervento 2.B del Conto Termico, con potenza al focolare superiore a 35 kW e inferiore o pari a 500 kW, costituiti da caldaie a biomassa certificate UNI EN 303-5, classe 5, che possiedono i seguenti requisiti:
1. classificazione 5 stelle ex D.M. 186/2017 con emissioni di PP ≤ 5 mg/Nm3 (rif. al 13% di O2) e di COT ≤ 2 mg/Nm3 (rif. al 13% O2);
2. alimentazione con biocombustibili legnosi certificati (UNI EN ISO 17225), da Organismo di certificazione accreditato ISO/IEC 17065;
3. installazione di un sistema di filtrazione, integrato o esterno al corpo caldaia, anche a condensazione. Il rapporto tra le ore di funzionamento del filtro e le ore di funzionamento della caldaia non deve essere inferiore al 90%;
4. installazione di un sistema di accumulo termico non inferiore a 60 l/kW per le caldaie manuali e non inferiore a 20 l/kWt per le caldaie automatiche;
C - le pompe di calore elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, rientranti nell’intervento 2.A del Conto Termico, con requisiti prestazionali e ambientali conformi a quelli indicati nelle Regole Applicative GSE.
Con riferimento agli interventi sopra descritti, gli impianti termici civili sostituiti devono avere le seguenti caratteristiche:
Possono essere ammessi al contributo esclusivamente gli interventi per i quali sia stata presentata domanda di incentivo al GSE sulla linea “Conto Termico” in data successiva alla pubblicazione del presente bando e che risultino assegnatari dell’incentivo “Conto Termico” del GSE, per l’installazione del medesimo generatore di calore, entro il termine di chiusura del presente bando regionale.
L’iniziativa bando impianti termici civili imprese 2024 - 2025 prevede:
Si precisa che la determinazione del contributo regionale verrà quantificata in rapporto alla spesa ritenuta ammissibile dal GSE, univocamente riferita all’impianto oggetto di contributo regionale, detratto l'incentivo lordo GSE indicato nella "lettera di accoglimento degli incentivi", anch’esso univocamente riferito all’impianto oggetto di contributo regionale.
La sommatoria dell’incentivo GSE e del contributo regionale non potrà superare le seguenti percentuali, rispetto alle spese ammissibili riconosciute dal GSE:
In ogni caso l’importo massimo del contributo regionale non potrà superare € 80.000,00.
La misura sarà attuata nel rispetto del Regolamento (CE) n. 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre 2023 relativo all’applicazione degli aiuti “de minimis” alle imprese.
I contributi previsti dal presente bando non sono cumulabili con altri aiuti pubblici, concessi per gli stessi costi ammissibili, ai sensi dell’art. 5 del Regolamento “de minimis”. E’ invece consentito il cumulo con altri aiuti in “de minimis” per costi sostenuti diversi da quelli incentivati dalla presente misura nonché con le altre agevolazioni statali che siano misure generali inquadrate dallo Stato come non rilevanti ai fini della disciplina aiuti.
Il massimale per gli aiuti “de minimis” che un’unica impresa può ricevere nell’arco di tre anni da uno stato membro è pari a € 300.000,00 anche per le imprese che effettuano trasporto merci per conto terzi. Le imprese beneficiarie dovranno sottoscrivere una dichiarazione, ai sensi del DPR 445/2000 che:
Considerata la natura dei soggetti beneficiari dell’iniziativa, come già precedentemente illustrato, si ritiene di collaborare con Unioncamere per la realizzazione della medesima.
Il sistema camerale è disciplinato dalla Legge 29 dicembre 1993 n. 580 successivamente modificata dal D.Lgs. 25 novembre 2016 n. 219.
La Legge 580/1993, così come modificata definisce le Camere di Commercio enti pubblici dotati di autonomia funzionale che svolgono, nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza, sulla base del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione, funzioni di interesse generale per il sistema imprese, curandone lo sviluppo nell’ambito delle economie locali.
Il D.Lgs n. 219/2016 ha proceduto ad un riordino delle funzioni camerali, introducendo tra le competenze delle Camere di Commercio, singolarmente o in forma associata, nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza, anche quelle in materia ambientale attribuite dalla normativa, nonché il supporto alle piccole e medie imprese per il miglioramento delle condizioni ambientali.
Ai sensi dell’art. 6 della Legge n. 580/1993, così come modificata dal D.Lgs. n. 219/2016, le Camere di Commercio possono associarsi in unioni regionali allo scopo di esercitare congiuntamente funzioni e compiti per il perseguimento degli obiettivi comuni del sistema camerale nell’ambito del territorio regionale di riferimento.
L’Unione regionale delle Camere di Commercio del Veneto (Unioncamere del Veneto) è la struttura che associa tutte le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della regione, svolgendo funzioni di supporto e di promozione dell’economia, coordinando i rapporti con la Regione del Veneto e le rappresentanze degli enti locali.
Ai sensi di quanto previsto dall’art. 3 dello Statuto di Unioncamere, al fine di una più efficace capacità di intervento a sostegno della promozione e della crescita del sistema economico veneto, l’Unione Regionale promuove specifici strumenti di consultazione e di collaborazione con la Regione Veneto per individuare linee di azione e coordinamento delle reciproche iniziative e definire la propria partecipazione al processo di programmazione regionale ed alla sua realizzazione. In questi casi l’Unione agisce in rappresentanza delle Camere di Commercio e coordina l’intervento per conto loro, evitando che si debba procedere con singoli accordi.
In forza del citato art. 3 dello Statuto, nel 2024 Regione e Unioncamere, in nome e per conto delle CCIAA associate, hanno stipulato un Protocollo d’Intesa per la competitività e lo sviluppo del sistema economico, secondo lo schema approvato con Deliberazione di Giunta regionale n. 899 del 06 agosto 2024, che tra gli ambiti di intervento comuni elencati all’art. 3 cita, nell’Asse 2 “Competitività e resilienza dei territori”, azioni che possono riguardare la tutela del territorio e dell’ambiente.
Alla luce di quanto sopra, si ritiene di porre in essere l’Accordo di collaborazione della durata di 18 mesi, prorogabile di ulteriori 9 mesi, di cui all’Allegato D, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, con il quale dare attuazione al “Bando impianti termici civili imprese 2024 - 2025” rivolto alle micro, piccole e medie imprese venete.
L’Accordo di collaborazione posto in essere ai sensi dell’art. 15 della Legge n. 241/1990 è finalizzato a disciplinare lo svolgimento di attività di interesse comune ed è coerente con le finalità istituzionali di entrambe le parti.
Alla base del medesimo, in un’ottica collaborativa vi è una condivisione di compiti e responsabilità per i quali non è previsto alcun corrispettivo, eccetto il rimborso dei costi e delle spese sostenute, per un massimo di € 70.000,00. Resta inteso che per dare attuazione alle attività riferite al bando di cui all’Allegato A, Unioncamere ricorrerà alla propria struttura tecnico organizzativa e al know – how acquisito.
Si propone pertanto di avviare entro il 2024 la collaborazione con Unioncamere per la predisposizione, gestione operativa delle attività di supporto tecnico-organizzativo e di tutte le attività connesse alla realizzazione del bando secondo quanto stabilito nello schema di Accordo di cui all'Allegato D, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, prevedendo il riconoscimento a Unioncamere del rimborso dei costi e delle spese pari al valore massimo di € 70.000,00 comprensivo di ogni onere fiscale, a titolo di compartecipazione per le attività complessivamente previste e commisurate al raggiungimento dell'importo messo a bando, la cui copertura finanziaria è garantita dalle risorse provenienti dal capitolo di spesa n. 105120 del bilancio regionale 2024-2026.
Si incarica infine la Direzione Ambiente e Transizione ecologica dell’esecuzione del presente atto, ivi compresa la modifica degli Allegati A, B, C e D, per la correzione di eventuali errori materiali o integrazioni non sostanziali, nonché della modifica, per motivi operativi, delle date di attuazione dell’iniziativa.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale n. 57 dell’11.11.2004 e il successivo aggiornamento del P.R.T.R.A., approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 90 del 16.04.2016;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale del 06 giugno 2017 n. 836;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale del 2 marzo 2021 n. 238;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale del 2 maggio 2024 n. 480;
VISTO il Decreto direttoriale MATTM-CLEA del 18 dicembre 2020 n. 412;
VISTA la Legge n. 580 del 29 dicembre 1993 e s.m.i.;
VISTO lo Statuto dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio del Veneto;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale del 06 agosto 2024 n. 899;
VISTO il Regolamento UE della Commissione del 13 dicembre 2023 n. 2023/2831;
VISTO il Regolamento UE della Commissione del 17 giugno 2014 n. 651/2014;
VISTA la Legge del 7 agosto 1990 n. 241 e s.m.i.;
VISTA la Legge regionale del 31 dicembre 2012 n. 54;
delibera
(seguono allegati)
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