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Materia: Formazione professionale e lavoro
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1342 del 14 novembre 2024
Approvazione della misura "Bonus Politiche Attive" e incarico a Veneto Lavoro dell'attuazione. PR Veneto FSE+ 2021-2027, Obiettivo "Investimenti per l'occupazione e la crescita" - Decisione di esecuzione della Commissione europea n. C(2022)5655 del 1/08/2022 - Priorità 1, Obiettivi specifici a), c) e Priorità 3, obiettivo specifico h) - Misure 4B1AL, 4B1CL, 4B3HL.
Con il presente provvedimento, la Regione del Veneto approva la misura "Bonus Politiche Attive", che prevede l'erogazione di contributi per incentivare la partecipazione delle persone disoccupate o inattive ai percorsi di politica attiva del lavoro, con la relativa direttiva e incarica dell’attuazione l'ente regionale Veneto Lavoro.
L'Assessore Valeria Mantovan riferisce quanto segue.
Il Veneto si distingue come una delle Regioni italiane con il tasso di occupazione più elevato. Nel 2023, il tasso di occupazione dei 20-64enni veneti, in costante crescita negli ultimi anni, è salito al 75,7%, tre punti percentuali in più rispetto al 2022 ed è più alto sia di quello nazionale (68,3%) che di quello europeo (74,6%). Con tali premesse, il Veneto ha elevate possibilità di raggiungere presto il target europeo fissato al 78% per il 2030. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione regionale è significativamente inferiore rispetto alla media del Paese, attestandosi nel 2023 al 4,3% contro il 7,8% a livello nazionale.
Nonostante questi indicatori molto positivi, non si può parlare di piena occupazione. Persistono, infatti, situazioni di esclusione dal mercato del lavoro che richiedono interventi mirati, volti a incentivare il reinserimento lavorativo, anche promuovendo il coinvolgimento delle persone nelle politiche attive del lavoro.
Innanzitutto, la partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Veneto rimane bassa. Sebbene il Veneto presenti un tasso di occupazione femminile superiore alla media nazionale, riflettendo una generale migliore situazione occupazionale, la disparità con gli uomini resta marcata (in Veneto è occupato l'84% degli uomini tra i 20-64 anni, ma solo il 67,4% delle donne). Inoltre, il 28,9% delle donne tra i 20-64 anni in Veneto è totalmente inattivo, ossia non ha un impiego né lo cerca, situazione che invece interessa solo il 13,2% degli uomini.
La componente femminile rappresenta un potenziale inespresso nel mercato del lavoro, specialmente in un contesto di calo demografico che incide sulla disponibilità di lavoratori. L’inattività femminile richiede un approccio integrato, che combini politiche mirate, innovazioni nei modelli di lavoro e un potenziamento dei servizi di supporto. In particolare, alleviare il carico di cura risulta cruciale al fine di consentire alle donne di uscire dall'inattività.
Anche i giovani incontrano difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro, questo è dimostrato dal tasso di disoccupazione che nel 2023 si attesta al 9% nella fascia dei giovani veneti tra i 15 e i 29 anni. Il Veneto è ai primi posti della graduatoria delle Regioni per i migliori livelli di competenze dei giovani, ma esiste un disallineamento tra la domanda e l’offerta di competenze sul mercato del lavoro. In questo contesto, le politiche attive del lavoro possono giocare un ruolo importante nel colmare questo gap.
Un’altra categoria che necessita di sostegno sono i lavoratori disoccupati o inattivi di lunga durata. In un’economia in rapida evoluzione, infatti, questi disoccupati faticano a reinserirsi nel mercato del lavoro, poiché in possesso di competenze non aggiornate. Tra i disoccupati di lunga durata presi in carico dai Centri per l’Impiego del Veneto, la maggior parte sono donne. Infatti, le donne abbandonano il lavoro più spesso rispetto agli uomini per occuparsi delle responsabilità familiari, con conseguente difficoltà a reinserirsi professionalmente al termine dei periodi di sospensione. Questo rafforza la necessità di intervenire con maggiore decisione sull’inclusione lavorativa delle donne.
Ci sono poi le persone che versano in situazioni di particolare svantaggio, come le persone con disabilità, le donne vittime di violenza e coloro che sono stati presi in carico dai servizi sociali. Anche per i più vulnerabili, la strategia regionale punta a evitare approcci assistenziali, favorendo l’attivazione socio-lavorativa e personale. Tuttavia, considerato che svantaggio sociale ed economico spesso si accompagnano, per queste categorie è particolarmente difficile partecipare alle politiche attive del lavoro.
Sappiamo, infatti che, pur essendo una delle Regioni più prosperose d'Italia, il Veneto non è immune alla povertà. Già con la pandemia molte famiglie hanno subito una riduzione del reddito. A questo si è aggiunto, a partire dal 2021, un aumento significativo dell'inflazione, che ha colpito il potere d'acquisto delle famiglie. Questa situazione può spingere le persone ad accettare lavori poco qualificati ma disponibili nell’immediato, piuttosto che investire tempo e risorse in percorsi di riqualificazione.
Infine, il sistema produttivo regionale sta soffrendo in modo particolarmente intenso lo “skill mismatch”, un fenomeno che si verifica quando le competenze richieste dalle imprese non corrispondono a quelle offerte dai lavoratori disponibili. Infatti, l'automazione e la digitalizzazione stanno trasformando molti settori, richiedendo competenze tecniche e digitali avanzate che non tutti i lavoratori possiedono. Al contempo, la transizione verso un'economia verde rappresenta una sfida, ma anche un'opportunità per la creazione di “green jobs”. Le politiche attive del lavoro possono contribuire a ridurre lo skill mismatch e migliorare l'efficienza del mercato del lavoro regionale, attraverso interventi formativi mirati e potenziando l'orientamento professionale.
In questo contesto, nasce l’esigenza di affrontare una criticità trasversale a tutti gli interventi di attivazione socio-lavorativa proposti nel territorio. I servizi per il lavoro segnalano che molte persone si mostrano interessate alle politiche attive, ma desistono a causa delle diverse difficoltà legate alla partecipazione. Inoltre, la presenza di carichi di cura e di alcune condizioni di svantaggio rappresentano un ulteriore freno, soprattutto per le donne. Questo ha un impatto negativo sulle politiche, determinando economie nelle diverse iniziative in concomitanza ad un disagio dei potenziali destinatari.
La necessità di rimuovere le barriere che impediscono la partecipazione alle politiche attive del lavoro e agli interventi formativi è nota da tempo, in particolare per le persone con disabilità, le donne e altre categorie vulnerabili. In risposta, la Regione ha messo in campo degli strumenti mirati inseriti in iniziative specifiche.
L’iniziativa "Interventi di politica attiva a favore dei soggetti disabili" (DGR n. 1502 del 15 ottobre 2019), finanziata dal Fondo Regionale Disabili, è stata tra le prime a prevedere l’uso dei voucher di servizio a sostegno dei costi di trasporto e dell’assistenza necessaria per partecipare alle attività, rispondendo così alle esigenze di autonomia limitata dei destinatari.
Con l'arrivo della pandemia nel 2020 e 2021, le nuove sfide legate alla connettività hanno reso essenziale l’adattamento delle politiche esistenti. Per garantire la partecipazione a distanza, bandi come "Smart work nella PA" (DGR n. 819 del 23 giugno 2020), "Azioni Integrate di Coesione Territoriale" (DGR n. 73 del 26 gennaio 2021) e le "Work Experience SMART" (DGR n. 74 del 26 gennaio 2021) hanno incluso voucher di servizio per l’acquisto di tablet, PC e connessioni internet, strumenti indispensabili per seguire le attività da remoto.
Parallelamente, è stata riconosciuta la necessità di sostenere chi ha carichi di cura familiari, poiché tali responsabilità limitano l'accesso ai percorsi formativi e al mercato del lavoro. Per rispondere a questa esigenza, sono stati introdotti i voucher di conciliazione, destinati a coprire le spese per servizi di cura, come asili nido, scuole materne, assistenza domiciliare e altri servizi di supporto. Questi voucher sono stati inseriti in bandi come "Percorsi" (DGR n. 527 del 28 aprile 2020), "Azioni Integrate di Coesione Territoriale" (DGR n. 73/2021) e "Work Experience SMART" (DGR n. 74/2021), dimostrando un impegno concreto nel facilitare la partecipazione attiva di tutti i cittadini.
Un altro esempio significativo è stato l'iniziativa "Il Veneto delle donne" (DGR n. 526 del 28 aprile 2020), che ha sperimentato la gestione centralizzata dei voucher, affidando l’intero budget a un unico ente tra i titolari dei progetti approvati, incaricato di erogare i voucher ai destinatari. Questa esperienza ha dimostrato l'importanza di un coordinamento unificato e di una maggiore visibilità delle iniziative.
Recentemente, con DGR n. 810 del 12 luglio 2024, sono stati stanziati fondi per voucher di servizio (finalizzati a supportare esigenze di connessione e mobilità) e voucher di conciliazione destinati a soggetti fragili beneficiari del Percorso 4 "Lavoro e Inclusione" del Programma GOL del Veneto (PNRR).
I voucher di servizio e di conciliazione rappresentano un elemento importante per l’inclusione sociale e lavorativa. Tuttavia, la suddivisione delle risorse tra diverse iniziative crea un quadro di interventi discontinuo e frammentato. Pertanto, si è concepito uno strumento unico, svincolato dai budget progettuali, al fine di rispondere tempestivamente alle esigenze delle persone da coinvolgere nelle politiche attive del lavoro.
Alla luce dell’esperienza maturata e della necessità di continuare a rafforzare il sistema regionale delle politiche attive, si intende avviare la misura “Bonus politiche attive” che incentiva le persone disoccupate o inattive a partecipare agli interventi di politica attiva del lavoro avviati nel territorio regionale, con particolare attenzione alle persone in condizione di svantaggio, con carichi di cura e alle donne.
I bonus sono rivolti a tutti i soggetti disoccupati o inattivi coinvolti in percorsi di politica attiva presso i Centri per l’Impiego o finanziati su bandi a valere sul PR Veneto FSE+ 2021-2027 e sul PNRR, Programma GOL del Veneto.
Questa misura prevede tre diverse tipologie di bonus, in relazione alla fase in cui si trova la persona rispetto al percorso di politica attiva.
Il primo bonus è il “Bonus di accesso”, che consiste in un contributo erogato una tantum, allo scopo di incentivare l’accesso delle persone ai percorsi di politica attiva.
Il secondo bonus è il “Bonus di partecipazione”, che si sostanzia in un contributo mensile, erogato per un massimo di 5 mesi, finalizzato a supportare i partecipanti nella frequenza delle attività previste dai percorsi di politica attiva, favorendo il loro completamento.
Il terzo bonus è il “Bonus per la ricerca attiva”, che consiste in un contributo mensile, erogato per un massimo di 3 mesi, rivolto alle persone che, dopo aver concluso un percorso di politica attiva, permangono in stato di disoccupazione e, pertanto, necessitano di ulteriore accompagnamento nella fase di ricerca attiva del lavoro.
Per ciascuna tipologia di bonus, si prevedono importi distinti sulla base delle caratteristiche dei destinatari.
La versione BASE dei bonus è rivolta a destinatari disoccupati senza carico di cura e senza condizione di svantaggio. Per le donne l’importo è maggiore, tenuto conto del gap occupazionale rispetto alla popolazione maschile.
La versione CURA dei bonus è rivolta a destinatari senza condizione di svantaggio, sia uomini che donne, con un carico di cura familiare. Per questa versione, si prevede di assegnare un importo più alto rispetto alla versione BASE, tenuto conto delle maggiori difficoltà che affrontano i destinatari con carico di cura per partecipare alle politiche attive.
La versione PLUS dei bonus è rivolta a destinatari svantaggiati (disoccupati o inattivi di lunga durata con ISEE familiare ordinario uguale o inferiore a euro 27.726,79, persone con assessment Percorso 4 - Lavoro e Inclusione, persone con disabilità, donne vittime di violenza, persone in carico ai servizi sociali). Per questa versione si prevede un importo maggiore rispetto alla versione BASE e alla versione CURA, poiché tiene conto della situazione di maggiore vulnerabilità.
BASE
CURA
PLUS
Uomini disoccupati
Donne disoccupate
Uomini disoccupati con carico di cura
Donne disoccupate con carico di cura
Disoccupati in condizione di svantaggio
Bonus di accesso (una tantum)
€ 300,00
€ 400,00
€ 450,00
€ 550,00
€ 700,00
Bonus di partecipazione (indennità mensile)
Bonus per la ricerca attiva (indennità mensile)
La proposta trova rispondenza e finanziabilità nel Programma Regionale Veneto per il sostegno del Fondo Sociale Europeo Plus nell'ambito dell'obiettivo “Investimenti per l'occupazione e la crescita” per il ciclo di programmazione 2021-2027 (PR Veneto FSE+ 2021-2027), approvato con decisione di esecuzione della Commissione europea n. C(2022)5655 del 01/08/2022. Il PR Veneto FSE+ 2021-2027 mira ad aumentare il livello di occupazione nel territorio regionale, migliorando l'accesso alle misure di attivazione per tutti i disoccupati, attraverso un approccio strategico centrato sulle persone, accompagnandole nelle transizioni lavorative. Il PR Veneto FSE+ 2021-2027 promuove, altresì, l'uguaglianza di genere nel mercato del lavoro, migliorando l'equilibrio tra vita professionale e privata, attraverso l'accesso a servizi di assistenza. Rispetto ai cicli di programmazione precedenti, il PR Veneto FSE+ 2021-2027 pone maggiore attenzione alle fasce vulnerabili, incentivando la partecipazione lavorativa delle persone in condizioni di fragilità, anche ricorrendo a sostegni economici, sempre in un’ottica di attivazione, responsabilizzazione e autonomia.
Nello specifico, la nuova misura si inserisce in tre diversi Obiettivi specifici del PR Veneto FSE+ 2021-2027, a seconda delle caratteristiche dei destinatari coinvolti:
L’iniziativa è complementare e integrativa rispetto alle programmazioni nazionali e regionali e ai fondi correlati. In particolare, si pone in complementarietà con il Programma GOL di cui alla Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 1 " Politiche per il Lavoro”, Riforma 1.1 “Politiche Attive del Lavoro e Formazione” del PNRR. Infatti, come sopra spiegato, i Bonus Politiche Attive potranno sostenere la partecipazione a percorsi di politica attiva finanziati sia dal PR Veneto FSE+ 2021-2027 che dal Programma GOL del Veneto.
Nelle misure di politica attiva finora adottate i contributi per incentivare la partecipazione delle persone disoccupate o inattive ai percorsi di politica attiva del lavoro sono stati disciplinati all’interno dalle deliberazioni di approvazione degli avvisi pubblici che finanziano i percorsi di inserimento lavorativo.
Considerata la necessità di dare una strutturazione a questi contributi, è stata elaborata la presente iniziativa prevedendo dei bonus complementari alle misure di politica attiva del lavoro che non prevedono al loro interno un supporto alla partecipazione delle persone.
L’opportunità di abbinare i bonus alle misure di politica attiva promosse dalla Regione, verrà valutata in sede tecnica sulla base della tipologia dei destinatari e dei loro fabbisogni e saranno individuate con Decreto del Direttore della Direzione Lavoro.
Si propone, pertanto, l’approvazione della direttiva “Bonus Politiche Attive - Misure per sostenere e accompagnare le persone nei percorsi di politica attiva del lavoro”, di cui all’Allegato A, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, che dettaglia quanto sopra illustrato.
Sotto il profilo attuativo, la misura prevede che i singoli destinatari presentino istanza presso i Centri per l’Impiego a cui fa seguito l’istruttoria per la verifica del possesso dei requisiti ai fini dell’assegnazione dei benefici. Oltre alla Regione, il processo coinvolge altri soggetti istituzionali, ossia l’ente regionale Veneto Lavoro, in quanto titolare dei Centri per l’impiego del Veneto, e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).
I Centri per l’Impiego hanno la funzione istituzionale di trattare le persone disoccupate e prive di occupazione che intendono entrare nel mercato del lavoro, pertanto sono i soggetti più idonei a informare i potenziali destinatari dell’opportunità, a ricevere le istanze e a svolgere l’istruttoria per la verifica dei requisiti.
D’altro canto, vi è l’esigenza di garantire l’erogazione periodica, tempestiva e regolare dei benefici ai destinatari. A tale scopo, con Deliberazione della Giunta regionale n. 1029 del 10 settembre 2024, è stata già adottata una convenzione quadro con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), stipulata il 4 ottobre 2024, che affida a INPS il pagamento dei Bonus. La DGR n. 1029/2024 ha anche previsto che le modalità di erogazione dei benefici siano disciplinate da un successivo accordo operativo definito e sottoscritto tra INPS e Direzione Lavoro. L’accordo operativo coinvolgerà anche Veneto Lavoro, in qualità di soggetto incaricato dell’attuazione.
Nel quadro delineato, la Regione del Veneto è, pertanto, responsabile della misura e si avvale di Veneto Lavoro per l’attuazione e di INPS quale soggetto pagatore.
La scelta di incaricare Veneto Lavoro dell’attuazione della misura è in linea con le funzioni attribuite all’ente dalla Legge regionale del 13 marzo 2009, n. 3; in particolare, l’art. 13, comma 2 bis prevede la possibilità, per la Giunta regionale, “di attribuire all’ente ulteriori attività di supporto e assistenza tecnica” rispetto a quelle usualmente svolte ai sensi della suddetta legge. Inoltre, il Sistema di Gestione e Controllo (SIGECO) del PR FSE+ 2021-2027, versione approvata con Decreto n. 25 del 21 maggio 2024 dal Direttore dell’Autorità di Gestione FSE, designa Veneto Lavoro come Organismo Intermedio, in conformità all’art. 71, comma 3, del Regolamento (UE) n. 2021/1060, autorizzando l’ente a svolgere attività per conto dell’Autorità di Gestione. Le attività devono essere specificate in apposite convenzioni, stipulate tra l’Autorità di Gestione o le Strutture Responsabili dell’Attuazione del PR e l’Organismo Intermedio.
Si propone, quindi, l’approvazione dello schema di convenzione tra la Regione del Veneto e Veneto Lavoro (Organismo Intermedio), di cui all’Allegato B, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, che disciplina i tempi e le modalità di svolgimento del servizio. Si incarica il Direttore della Direzione Lavoro quale Struttura Responsabile dell’Attuazione del PR Veneto FSE+ 2021-2027 competente per materia della sottoscrizione della Convenzione, di apportarvi eventualmente modifiche non sostanziali e di dare esecuzione alla stessa.
In particolare, all’Ente regionale Veneto Lavoro, come Organismo Intermedio incaricato dell’attuazione dell’intervento, in conformità alla fattispecie dell’accordo tra pubbliche amministrazioni e senza alcun corrispettivo, si fa richiesta di:
La Regione del Veneto supervisiona l’attività dell’Organismo Intermedio ed esegue la verifica di qualità del lavoro svolto (quality review).
Ai sensi della vigente normativa in materia di protezione dei dati personali, la Regione del Veneto è titolare del trattamento mentre Veneto Lavoro assume il ruolo di Responsabile del trattamento dei dati, ai sensi dell’art 28 del Regolamento 2016/679/UE (GDPR), a seguito di apposito atto di nomina. Si propone, a tal fine, l’approvazione dello schema di atto di nomina di Veneto Lavoro a Responsabile del trattamento dati, Allegato C, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
Le risorse destinate all’erogazione dei contributi, quantificate in complessivi euro 70.000.000,00, graveranno sul PR Veneto FSE+ 2021-2027, codice di programma CCI2021IT05SFPR018, approvato con Decisione di esecuzione della Commissione europea n. C(2022)5655 del 01/08/2022. Sulla base del fabbisogno rilevato, la dotazione è così suddivisa:
La dotazione complessiva si compone di una parte di provvista, pari ad euro 69.000.000,00 e di una parte di rimborso delle spese sostenute da INPS, quantificabile complessivamente in euro 1.000.000,00.
Qualora, dopo l’avvio del Progetto, una parte del budget assegnato ai diversi Obiettivi specifici non dovesse essere utilizzata, previa analisi dei dati di monitoraggio, sarà possibile, con Decreto del Direttore della Direzione Lavoro, rimodulare le risorse tra Obiettivi specifici, mantenendo invariato lo stanziamento complessivo, al fine di massimizzare l’uso del budget assegnato.
Con il presente provvedimento, nel rispetto del principio della competenza finanziaria potenziata, di cui all’Allegato 4/2 del D.Lgs. 118/2011 e s.m.i., punto 5.2 lett. c, si determina in euro 70.000.000,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Lavoro.
L’impegno della quota stanziata relativa alla provvista da trasferire ad INPS, pari ad euro 69.000.000,00 trova copertura finanziaria a carico del Bilancio regionale di previsione 2024/2026, nei seguenti termini massimi e sui capitoli sotto riportati:
N. capitolo
Descrizione
Esercizio 2024
Esercizio 2025
Esercizio 2026
104672
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 1 - OCCUPAZIONE - LAVORO - QUOTA COMUNITARIA - TRASFERIMENTI CORRENTI
7.342.501,23
2.796.274,29
1.689.795,92
104673
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 1 - OCCUPAZIONE - LAVORO - QUOTA STATALE - TRASFERIMENTI CORRENTI
7.709.626,29
2.936.088,00
1.774.285,71
104680
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 3 - INCLUSIONE SOCIALE - LAVORO - QUOTA COMUNITARIA - TRASFERIMENTI CORRENTI
9.790.001,63
3.728.365,71
2.253.061,22
104681
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 3 - INCLUSIONE SOCIALE - LAVORO - QUOTA STATALE - TRASFERIMENTI CORRENTI
10.279.501,71
3.914.784,00
2.365.714,29
104686
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - LAVORO - COFINANZIAMENTO REGIONALE - TRASFERIMENTI CORRENTI
7.709.626,28
1.774.285,72
Totale
42.831.257,14
16.311.600,00
9.857.142,86
L’impegno della quota stanziata relativa al rimborso da trasferire ad INPS, pari ad euro 1.000.000,00 trova copertura finanziaria a carico del Bilancio regionale di previsione 2024/2026, nei seguenti termini massimi e sui capitoli sotto riportati:
N. Capitolo
104674
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 1 - OCCUPAZIONE - LAVORO - QUOTA COMUNITARIA - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (DEC. UE 01/08/2022, N.5655)
106.413,06
40.525,71
24.489,80
104675
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 1 - OCCUPAZIONE - LAVORO - QUOTA STATALE - ACQUISTO DI BENI E SRVIZI (DEC. UE 01/08/2022, N.5655)
111.733,71
42.552,00
25.714,29
104682
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 3 - INCLUSIONE SOCIALE - LAVORO - QUOTA COMUNITARIA - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (DEC. UE 01/08/2022, N.5655)
141.884,08
54.034,29
32.653,06
104683
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 3 - INCLUSIONE SOCIALE - LAVORO - QUOTA STATALE - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (DEC. UE 01/08/2022, N.5655)
148.978,29
56.736,00
34.285,71
104687
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - LAVORO - COFINANZIAMENTO REGIONALE - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (ART. 5, C. 2, L.R. 15/12/2021, N.34 - DEC. UE 01/08/2022, N.5655)
111.733,72
25.714,28
620.742,86
236.400,00
142.857,14
La copertura della spesa è assicurata dalle risorse finanziarie del Programma FSE + 2021-2027 iscritte nel Bilancio di Previsione 2024-2026, approvato con Legge regionale n. 32 del 22 dicembre 2023, e saranno impegnate previa adozione delle necessarie variazioni di bilancio per il rispetto della corretta imputazione contabile in ordine ai capitoli di bilancio dedicati alla spesa e allo sviluppo del cronoprogramma.
L’eventuale variazione del cronoprogramma della spesa, rispetto a quanto sopra rappresentato, potrà essere disposta con Decreto del Direttore della Direzione Lavoro.
In ottemperanza a quanto previsto dalla convenzione quadro di cui alla DGR n. 1029/2024, la Regione del Veneto trasferirà all'INPS una provvista finanziaria. Ammontare e periodicità dei trasferimenti verranno definiti nell’accordo operativo che sarà sottoscritto tra Regione del Veneto in qualità di responsabile della misura, Veneto Lavoro come soggetto incaricato dell’attuazione dell’iniziativa e INPS, quale soggetto pagatore.
Al fine di valutarne l'ammissibilità, tutti i costi devono essere documentati, trasparenti e suddivisi per voci, nel rispetto dei criteri di pertinenza, congruità e coerenza.
Si propone, inoltre, di demandare al Direttore della Direzione Lavoro l’approvazione di tutti gli ulteriori provvedimenti attuativi del presente provvedimento, quali l’assunzione degli impegni di spesa, nonché la definizione, qualora necessario, di modifiche o integrazioni alle disposizioni gestionali, ivi comprese quelle volte alla tutela della privacy.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTA la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea («Carta»);
VISTA la Proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali (2017/C 428/09);
VISTO il Regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio del 17 dicembre 2020 che stabilisce il Quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027;
VISTO il Regolamento (UE) n. 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021, (nel seguito regolamento di disposizioni comuni - RDC) recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo Plus (FSE+), al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta (JTF), al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) e le regole finanziarie applicabili a tali fondi nonché al Fondo asilo, migrazione e integrazione, al Fondo sicurezza interna e allo strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti;
VISTO il Regolamento (UE) n. 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce e disciplina il Fondo sociale europeo Plus (FSE Plus) e che abroga il regolamento (UE) n. 1296/2013;
VISTO il Regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2024, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione;
VISTO il Regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell’ambito dei fondi strutturali e d’investimento europeo;
VISTA la Decisione di esecuzione della Commissione europea n. C(2022) 4787 del 15 luglio 2022 che approva l'accordo di partenariato con la Repubblica italiana per il ciclo di programmazione 2021-2027;
VISTA la Decisione di esecuzione della Commissione europea n. C(2022)5655 del 1 agosto 2022 relativa all’approvazione del Programma Regionale Veneto Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027 nell'ambito dell'obiettivo “Investimenti per l'occupazione e la crescita” CCI2021IT05SFPR018;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 1010 del 16 agosto 2022 “Programmazione 2021-2027 Obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita". PR FESR e PR FSE+ della Regione del Veneto per il periodo 2021-2027 in attuazione del Reg. (UE) 2021/1060, del Reg. (UE) 2021/1058 e del Reg. (UE) 2021/1057. Presa d'atto della "Decisione di esecuzione della Commissione europea che approva il programma "PR Veneto FSE+ 2021-2027" per il sostegno del Fondo Sociale Europeo Plus nell'ambito dell'obiettivo Investimenti per l'occupazione e la crescita per la regione Veneto in Italia CCI 2021IT05SFPR018", n. C(2022)5655 del 01/8/2022, e trasmissione degli atti ai sensi dell'articolo 9 della L.R. 26 del 25 novembre 2011”;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 22 del 5 febbraio 2018 “Regolamento recante i criteri sull'ammissibilità delle spese per i programmi cofinanziati dai Fondi strutturali di investimento europei (SIE) per il periodo di programmazione 2014/2020” ove applicabile;
VISTO il Decreto del Direttore della Direzione Autorità di Gestione FSE n. 25 del 21 maggio 2024 di approvazione del documento “Valutazione dei rischi ex ante per le verifiche di gestione (art. 74, paragrafo 2, Reg. (UE) 2021/1060)” e delle modifiche al SIGECO del PR Veneto FSE+ 2021-2027 e s.m.i.;
VISTO il Decreto del Direttore della Direzione Autorità di Gestione FSE n. 48 del 28 dicembre 2023 “Approvazione documento Testo Unico dei Beneficiari Programma Regionale Veneto Fondo Sociale Europeo plus 2021-2027” e s.m.i.;
VISTO il Regolamento (UE) 12 febbraio 2021, n. 2021/241, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza;
VISTO il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) approvato con Decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021 e notificata all’Italia dal Segretariato generale del Consiglio con nota LT161/21, del 14 luglio 2021; in particolare, la Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 1 " Politiche per il Lavoro”, Riforma 1.1 “Politiche Attive del Lavoro e Formazione” del PNRR;
VISTO il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 5 Novembre 2021 “Adozione del Programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL)”, pubblicato in G.U. n. 306 del 27 dicembre 2021;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 248 del 15 marzo 2022 “Programma nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Programma Nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL) - Adozione del Piano di Attuazione Regionale (PAR) del Veneto”;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 1559 del 12 dicembre 2023 che approva l’aggiornamento del Piano Attuativo Regionale (PAR) Veneto del Programma GOL con la ripartizione delle risorse per l’annualità 2023;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 1029 del 10 settembre 2024 che approva lo schema di convenzione quadro tra la Regione del Veneto e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale per l’erogazione di Bonus finalizzati a sostenere la partecipazione alle politiche attive del lavoro e alla ricerca attiva e di incentivi alle assunzioni da parte delle imprese, a valere sul PR Veneto FSE+ 2021-2027, Obiettivo “Investimenti per l'occupazione e la crescita”;
VISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento e del Consiglio europeo del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE;
VISTA la Legge n. 241 del 7 agosto 1990, “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 28 dicembre 2000,” Disposizioni in materia di documentazione amministrativa (Testo A)”;
VISTA la Legge n. 68 del 12 marzo 1999, “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”
VISTO il Decreto Legislativo n. 150 del 14 settembre 2015 “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;
VISTO il Decreto-Legge 4 maggio 2023 n. 48 “Misure urgenti per l'inclusione sociale e l'accesso al mondo del lavoro”, convertito con modificazioni dalla L. 3 luglio 2023, n. 85;
VISTA la Circolare ANPAL n. 1 del 23 luglio 2019 recante “Regole relative allo stato di disoccupazione alla luce del D. Lgs. n. 4/2019 (convertito con modificazioni dalla legge. n. 26/2019)”;
VISTA la Legge regionale n. 3 del 13 marzo 2009 “Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro”, e s.m.i.;
VISTO il Decreto Legislativo n. 118 del 23 giugno 2011, “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”;
VISTA la Legge regionale n. 39 del 29 novembre 2001, “Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione” e s.m.i.;
VISTA la Legge regionale n. 30 del 22 dicembre 2023 - Collegato alla Legge di Stabilità regionale 2024;
VISTA la Legge regionale n. 31 del 22 dicembre 2023 - Legge di Stabilità regionale 2024;
VISTA la Legge regionale n. 32 del 22 dicembre 2023 - Bilancio di Previsione 2024 - 2026;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 1615 del 22 dicembre 2023, “Approvazione del Documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione 2024-2026”;
VISTO il Decreto del Segretario Generale della Programmazione n. 25 del 29 dicembre 2023, "Bilancio Finanziario Gestionale 2024-2026";
VISTE le Direttive per la gestione del Bilancio di Previsione 2024-2026 approvate con Deliberazione della Giunta regionale n. 36 del 24 gennaio 2024;
VISTA la Legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012, art. 2, comma 2;
delibera
1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
2. di approvare la misura "Bonus Politiche Attive" che prevede l'erogazione di contributi per incentivare la partecipazione delle persone disoccupate o inattive ai percorsi di politica attiva del lavoro;
3. di approvare la direttiva “Bonus Politiche Attive - Misure per sostenere e accompagnare le persone nei percorsi di politica attiva del lavoro”, di cui all’Allegato A, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
4. di incaricare Veneto Lavoro, in qualità di Organismo Intermedio del PR Veneto FSE+ 2021-2027, dell’attuazione della misura “Bonus Politiche Attive”, in considerazione delle ragioni esposte in premessa;
5. di approvare lo schema di convenzione “Attuazione della misura Bonus Politiche Attive - Misure per sostenere e accompagnare le persone nei percorsi di politica attiva del lavoro” che disciplina le modalità di collaborazione tra la Regione del Veneto e Veneto Lavoro, di cui all’Allegato B, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
6. di incaricare il Direttore della Direzione Lavoro della sottoscrizione della convenzione di cui all’Allegato B, autorizzandolo ad apportare alla stessa modifiche non sostanziali, nell’interesse dell’Amministrazione regionale;
7. di stabilire che il Progetto presentato da Veneto Lavoro entro 45 giorni dalla sottoscrizione della convenzione di cui al precedente punto 5, sarà avviato a decorrere dalla data del Decreto di approvazione dello stesso da parte del Direttore della Direzione Lavoro e si concluderà con l’esaurimento delle risorse stanziate;
8. di stabilire che eventuali aggiornamenti e/o integrazioni al suddetto Progetto presentate da Veneto Lavoro siano sottoposti ad approvazione, con Decreto, da parte del Direttore della Direzione Lavoro;
9. di incaricare il Direttore della Direzione Lavoro di individuare con Decreto le misure di politica attiva del lavoro per cui è prevista l’erogazione dei bonus;
10. di approvare lo schema di atto di nomina di Veneto Lavoro a Responsabile del trattamento dei dati, di cui all’Allegato C, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
11. di dare atto che INPS, in qualità di soggetto pagatore ai sensi della Deliberazione della Giunta regionale n. 1029 del 10 settembre 2024 “Convenzione quadro con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS)”, provvederà all'erogazione dei bonus ai destinatari;
12. di determinare in complessivi euro 70.000.000,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direttore della Direzione Lavoro, entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria del Bilancio regionale di previsione 2024/2026, nei seguenti termini:
- per euro 69.000.000,00 per la provvista da trasferire ad INPS per i pagamenti secondo la seguente imputazione:
2.365714,29
- l’impegno della quota stanziata relativa al rimborso da trasferire ad INPS, pari ad euro 1.000.000,00 trova copertura finanziaria a carico del Bilancio regionale di previsione 2024/2026, nei seguenti termini massimi e sui capitoli sotto riportati:
PROGRAMMAZIONE PR-FSE PLUS 2021-2027 - PRIORITA' 1 - OCCUPAZIONE - LAVORO - QUOTA STATALE - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (DEC. UE 01/08/2022, N.5655)
13. di dare atto che la copertura della spesa è assicurata dalle risorse finanziarie del Programma FSE + 2021-2027 iscritte nel Bilancio di Previsione 2024-2026, approvato con Legge regionale n. 32 del 22 dicembre 2023, e saranno impegnate previa adozione delle necessarie variazioni di bilancio per il rispetto della corretta imputazione contabile in ordine ai capitoli di bilancio dedicati alla spesa e allo sviluppo del cronoprogramma;
14. di stabilire che, qualora dopo l’avvio del Progetto, una parte del budget assegnato ai diversi Obiettivi specifici non dovesse essere utilizzata - previa analisi dei dati di monitoraggio - sarà possibile, con Decreto del Direttore della Direzione Lavoro, rimodulare le risorse tra Obiettivi specifici, mantenendo invariato lo stanziamento complessivo, al fine di massimizzare l’uso del budget assegnato;
15. di incaricare la Direzione Lavoro dell’esecuzione del presente atto e dell’adozione di ogni ulteriore e conseguente atto relativo alle attività oggetto del presente provvedimento, anche determinato dal sopravvenire di eventuali aggiornamenti normativi nonché ai fini delle modifiche del cronoprogramma della spesa e delle fonti di finanziamento, con particolare riferimento al pieno e coerente utilizzo del cofinanziamento regionale e delle risorse di competenza disponibili;
16. di incaricare quale responsabile del procedimento il Direttore della Direzione Lavoro;
17. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi degli artt. 23 e 26, comma 1, del D.Lgs 14 marzo 2013, n. 33;
18. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.
(seguono allegati)
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