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Materia: Acque
Deliberazione della Giunta Regionale n. 234 del 08 marzo 2022
Classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee, sessennio 2014 - 2019. Direttiva 2000/60/CE, Direttiva 2006/118/CE, Direttiva 2014/80/UE, D. Lgs. 152/2006 ss.mm.ii. DGR n. 16/CR del 22/02/2022.
Si approva la classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee, relativa al sessennio 2014-2019, in ottemperanza alle norme comunitarie e nazionali in materia di tutela delle acque.
L'Assessore Gianpaolo E. Bottacin riferisce quanto segue.
Il quadro normativo europeo in materia di tutela delle acque, stabilito dalla Direttiva 2000/60/CE del 23/10/2000 - Direttiva Quadro sulle Acque (di seguito DQA), mira a proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici secondo un approccio di tutela globale delle acque superficiali interne, sotterranee, di transizione e marino-costiere.
La DQA stabilisce il raggiungimento dell’obiettivo del buono stato qualitativo e quantitativo per tutte le acque in Europa.
All’Articolo 4, la DQA sancisce che “gli Stati membri proteggono, migliorano e ripristinano i corpi idrici sotterranei, e assicurano un equilibrio tra l'estrazione e il ravvenamento delle acque sotterranee al fine di conseguire un buono stato delle acque sotterranee”.
La normativa italiana con il Decreto Legislativo n. 152/2006 e ss.mm. e ii. ha recepito la DQA e attraverso una serie di decreti attuativi ha fissato i criteri tecnici per il monitoraggio e la classificazione dei corpi idrici.
Le acque sotterranee ai sensi del citato Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 sono, per definizione, tutte le acque che si trovano sotto la superficie del suolo, nella zona di saturazione dell’acquifero e a contatto diretto con il suolo o il sottosuolo. Ne deriva che il buono stato delle acque sotterranee è determinato dal raggiungimento del buono stato sia quantitativo, sia qualitativo, in ciascun corpo idrico sotterraneo.
Il presente atto approva lo stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei, l’approvazione dello stato qualitativo dei medesimi sarà oggetto di successivo provvedimento giuntale previa acquisizione di parere favorevole da parte della competente Commissione Consiliare ai sensi dell’art. 19, comma 6 e dell’art. 28 della L.R. n. 33/1985, nonché dell’art. 4 comma 3 delle Norme Tecniche del Piano di Tutela delle Acque, approvato con DCR n. 107 del 5/11/2009 e s.m.i.
Lo stato quantitativo di un corpo idrico sotterraneo è definito in base all’Allegato V, punto 2, della DQA, e viene raggiunto quando sono soddisfatti contemporaneamente i seguenti criteri:
In base ai principi sanciti dalla DQA, nei corpi idrici sotterranei dove non insistono prelievi significativi o altre pressioni antropiche dirette o indirette e nei quali, la direzione di flusso idrico sotterraneo avviene in condizioni naturali, lo stato quantitativo è per definizione buono.
I criteri tecnici per l'analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei sono forniti dalla Linea Guida 157/2017 “Criteri tecnici per l’analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei”, redatta dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (di seguito SNPA), con la quale è possibile l’attribuzione dei corpi idrici sotterranei alla classe di buono o di scarso stato quantitativo.
Tale Linea Guida esplicita che per ciascun corpo idrico il buono stato quantitativo è raggiunto previa verifica delle seguenti condizioni:
a) i prelievi medi su lungo termine delle acque sotterranee non superano l’effettiva disponibilità della risorsa idrica, al netto delle portate necessarie a mantenere il buono stato chimico-fisico ed ecologico delle acque superficiali dipendenti da quelle sotterranee (fiumi perenni, laghi, aree umide);
b) il consumo di risorse idriche sotterranee ad opera di prelievi, derivazioni e altre pressioni dirette o indirette, non danneggia né qualitativamente né quantitativamente le acque superficiali e gli ecosistemi terrestri che dipendono dai corpi idrici sotterranei;
c) non sono presenti fenomeni di intrusione salina o di altro tipo nel corpo idrico sotterraneo, causati da prelievi o da alterazioni antropiche del deflusso idrico sotterraneo.
Per il principio one out-all out, il corpo idrico è classificato altresì in stato quantitativo scarso nel caso in cui anche una sola di dette condizioni non risulti verificata. Le eventuali alterazioni dei livelli piezometrici dovute ad altre cause di tipo naturale, come ad esempio variazione nel regime degli afflussi (precipitazioni), variazioni nella entità dell’evapotraspirazione reale, variazioni per cause naturali del livello di base, cambiamenti climatici, non stabiliscono l’attribuzione di stato quantitativo scarso al corpo idrico.
In base a quanto fissato nella Linea Guida sopracitata deve essere assegnato inoltre lo stato quantitativo scarso all’intero corpo idrico sotterraneo soltanto nel caso in cui, sulla base del monitoraggio dei livelli piezometrici si rileva un chiaro decremento dei valori protratto nel tempo, ovvero relativo a più anni di osservazione, attribuibile ai prelievi di risorse sotterranee.
Relativamente al periodo 2010-2014 la classificazione dello stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei è stata approvata con DGR n. 552 del 26 aprile 2016; tale classificazione è stata utilizzata per la redazione del Primo Aggiornamento del Piano di Gestione del Distretto Idrografico delle Alpi Orientali approvato con DPCM 27 ottobre 2016.
Tutti i corpi idrici sotterranei veneti continuano a ricadere esclusivamente all’interno del territorio di competenza dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali (di seguito Autorità di Bacino) nonostante il bacino idrografico interregionale del Fissero-Tartaro-Canalbianco sia stato annesso al Distretto Idrografico del Fiume Po di competenza dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po in seguito all’entrata in vigore del Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare del 25 ottobre 2016. Pertanto al fine di aggiornare la classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee per consentire alla succitata Autorità di Bacino competente di provvedere alla predisposizione del Secondo Aggiornamento del proprio Piano di Gestione Distrettuale delle Acque, la Regione ha avviato l’iter istruttorio facendo riferimento ai monitoraggi quantitativi svolti da ARPAV sui corpi idrici regionali sotterranei.
Il periodo di riferimento da considerare per l’aggiornamento della classificazione dello stato quantitativo è il sessennio di monitoraggio 2014-2019.
Con Decreto del Direttore della Direzione Ambiente n. 1050 dell’11/12/2020 la Regione ha fatto propri gli esiti dell’Analisi delle tendenze dei dati di livello delle acque sotterranee per singolo punto di monitoraggio, riferite alle serie storiche 2005-2019, condotta da ARPAV e riportata in Allegato B al citato DDR.
Come previsto dalla sopra richiamata Linea Guida SNPA, ARPAV applicando i pertinenti test di Mann-Kendall, a seconda che i dati presentassero o meno una stagionalità (verificata a sua volta, mediante il test di Kruskal-Wallis), ha evidenziato la percentuale di trend decrescente su 8 corpi idrici confermando che tale tendenza si perpetuava anche nel periodo di monitoraggio 2014-2019 sul quale doveva essere aggiornata la classificazione.
Pertanto la Regione ha ritenuto di richiedere precisi approfondimenti all’Autorità di Bacino competente alla predisposizione del bilancio idrico a lungo termine delle unità idrogeologiche distrettuali. Tale ulteriore valutazione specialistica era stata ritenuta necessaria per poter confermare lo stato buono di alcuni corpi idrici sotterranei per i quali, ancorchè fosse stato registrato da ARPAV un decremento dei livelli piezometrici protratto nel tempo, si potesse escludere che esso fosse attribuibile ai prelievi della risorsa idrica sotterranea.
Con l’analisi denominata “Considerazioni sul bilancio dei corpi idrici sotterranei del Veneto” (trasmessa con nota Distretto Alpi Orientali n. 287/2022 del 17/01/2022), l’Autorità di Bacino ha inviato gli esiti dell’analisi del bilancio idrologico semplificato per unità idrogeologica, condotta utilizzando il confronto tra i principali fattori di alimentazione e i volumi d’acqua emunti dai singoli corpi idrici.
Tale verifica integrativa è stata condotta con riguardo alle tendenze evolutive dei livelli piezometrici su otto corpi idrici sotterranei che avevano fatto registrare una tendenza decrescente nel periodo 2014-2019.
I corpi idrici interessati all’approfondimento sono:
Per la definizione del bilancio idrologico semplificato l’Autorità di Bacino ha preso in considerazione due parametri: la variazione del volume annuale e la stima dei volumi ricaricati annualmente di ogni singolo corpo idrico sotterraneo (CIS).
In primo luogo l’Autorità ha esaminato la variazione di volume annuale di ogni singolo CIS utilizzando le serie storiche di livello 2005 – 2019 derivanti dal monitoraggio in continuo della rete di ARPAV utilizzate per la predisposizione dei rapporti periodici sulla disponibilità della risorsa idrica.
Nella precedente analisi condotta da ARPAV, i cui esiti sono stati acquisiti in Allegato B al DDR 1050/2020, erano state invece considerate le serie storiche derivanti solo da 11 stazioni della rete di monitoraggio quantitativo di ARPAV (trimestrale e in continuo).
Al fine di rendere più significativo il campione di dati, l’Autorità in accordo con ARPAV e con la Regione ha considerato nell’analisi distrettuale ulteriori 20 punti.
Inoltre per la stima dei volumi ricaricati annualmente in ogni singolo CIS, l’Autorità di Bacino ha utilizzato il dato derivante dall’applicazione del Modello di bilancio idrologico nazionale BIGBANG 40, predisposto da ISPRA nel 2021 (Rapporto SNPA 339/2021). Nel modello BIGBANG la ricarica degli acquiferi freatici è calcolata considerando l’apporto d’acqua dovuto al processo di infiltrazione efficace. Tale modello considera solo una delle componenti della ricarica degli acquiferi trascurando gli apporti dovuti all’irrigazione e alla dispersione fluviale. L’Autorità ha potuto approfondire l’analisi, considerando questi ulteriori apporti utilizzando gli esiti dei Progetti europei LIFE+ e TRUST per un campione dei corpi idrici critici sottoposti ad analisi.
I risultati dell’indagine hanno evidenziato che l’abbassamento annuo, risultante dall’analisi delle tendenze, mostra valori mediamente compresi tra –0.004 m/anno e -0.12 m/anno. Tali valori di abbassamento si traducono in un rapporto non significativo, ancorché negativo, tra volume “perso” dal corpo idrico e volume ricaricato dalla precipitazione efficace (compreso tra -0.46% e -13.35%). In sostanza tale rapporto è indice del fatto che il volume ricaricato annualmente in ciascuno dei singoli corpi idrici viene intaccato minimamente dalle estrazioni.
Contestualmente anche la Regione ha avviato una verifica utilizzando i dati relativi ai volumi prelevati dai corpi idrici sotterranei (comprensivi di quelli ad uso domestico), estratti dal software regionale Alice UGC compilato dalle Autorità concedenti. Con tale analisi è stato possibile confermare che la sommatoria dei prelievi autorizzati nel sessennio 2014-2019 per ciascun corpo idrico non impattavano significativamente sugli stessi.
Nell’ambito della consultazione avviata dall’Autorità di Bacino nel corso del 2021 relativa del Progetto di Piano di Gestione delle Acque superficiali e sotterranee del Distretto Idrografico delle Alpi Orientali, è stato possibile per i soggetti interessati esprimere osservazioni anche relativamente all’analisi delle tendenze nelle serie storiche dei dati di livello delle acque sotterranee, allegata al DDR della Direzione Ambiente n. 1050 dell’11/12/2020. Al termine di tale consultazione nessuna osservazione ha riguardato i corpi idrici sotterranei. L’istruttoria delle osservazioni del processo di consultazione del sopracitato Progetto di Piano di Gestione e, conseguentemente le controdeduzioni alle stesse, sono state eseguite in collaborazione tra l’Autorità di Bacino, la Regione Veneto e ARPAV, come riportate nella nota della medesima Agenzia prot. 105751 del 22/11/2021, acquisita al prot. reg. 547240 del 22/11/2021.
In seguito alla conclusione del succitato processo partecipativo ed ai confronti successivamente effettuati con ARPAV ed Autorità di Bacino, la Direzione Ambiente e Transizione Ecologica ha quindi riesaminato l’analisi dei trend proposta da ARPAV ed allegata al DDR 1050/2020 alla luce delle considerazioni sul bilancio idrico dei corpi sotterranei trasmesse dall’Autorità di Bacino, nonché alla luce della verifica sui prelievi autorizzati dalla Regione nel sessennio 2014-2019. In particolare è stato ritenuto significativo il confronto effettuato dall’Autorità di Bacino tra i volumi persi nel periodo di riferimento dai corpi idrici caratterizzati da un trend negativo ed i volumi ricaricati per effetto della precipitazione efficace, come stimati dallo specifico modello utilizzato. Tale confronto ha potuto infatti confermare che i volumi complessivi dei corpi idrici in questione non sono intaccati in maniera significativa dalle estrazioni. Ciò ha portato i competenti Uffici regionali, in applicazione alla citata Linea Guida del SNPA (secondo cui deve essere assegnato lo stato quantitativo scarso all’intero corpo idrico sotterraneo soltanto nel caso in cui si rileva un chiaro e protratto decremento dei livelli piezometrici attribuibile ai prelievi di risorse sotterranee) a classificare in stato quantitativo buono tutti i corpi idrici sotterranei del Veneto.
Per quanto sopra esposto, si ritiene di dover continuare nel percorso di approfondimento congiunto con Autorità di Bacino e ARPAV, per meglio precisare le cause del decremento registrato (sia nei trend di livello delle acque sotterranee che nel rapporto percentuale tra volumi persi e ricaricati) anche al fine di avere un quadro conoscitivo aggiornato utile alla valutazione dei risultati dei monitoraggi di metà sessennio programmati in attuazione della DQA. A tal proposito si rende noto che l’Autorità di Bacino ha comunicato con propria nota n. 862/2022 del 09/02/2022 l’avvenuta sottoscrizione dell’avvio di un accordo di collaborazione con il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova per lo sviluppo modellistico del bilancio idrogeologico prioritariamente incentrato sul territorio veneto che risulta funzionale all’esigenze conoscitive precedentemente illustrate. Nel percorso di studio specialistico è prevista anche l’istituzione di un Tavolo tecnico di coordinamento che monitori lo sviluppo delle attività programmate alle quali parteciperà la Regione del Veneto.
Ai sensi dell’art. 19, comma 6, dell’art. 28 della L.R. 33/1985 e dell’art. 4 comma 3 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque, approvato con provvedimento del Consiglio regionale n. 107 del 05/11/2009 e successive modifiche e integrazioni, è stata trasmessa con DGR n. 16/CR del 22/02/2022 al Consiglio regionale, per l’acquisizione del parere della competente Commissione Consiliare, la “Classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee, sessennio 2014 – 2019. Direttiva 2000/60/CE, Direttiva 2006/118/CE, Direttiva 2014/80/UE, D. Lgs. 152/2006 ss.mm.ii.”.
La Commissione Consiliare si è espressa favorevolmente a maggioranza con parere n. 141 nella seduta del 03/03/2022, senza modifiche.
Si ritiene pertanto concluso l'iter necessario e si propone l'approvazione della classificazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee relativa al sessennio 2014 – 2019, contenuta in Allegato A quale parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO l’art. 19, commi 6 e l’art. 28 della L.R. 33/1985;
VISTO l’art. 4 comma 3 delle Norme Tecniche del Piano di Tutela delle Acque, approvato con DCR n. 107 del 5/11/2009 e s.m.i.;
VISTA la Direttiva 2000/60/CE, la Direttiva 2006/118/CE, la Direttiva 2014/80/UE;
VISTO il D. Lgs. 152/2006 e ss.mm.e ii.;
VISTA la DGR n. 552 del 26 aprile 2016;
VISTO il Decreto del Direttore della Direzione Ambiente n. 1050 dell’11/12/2020;
VISTO l’art. 2 comma 2 della L.R. n. 54 del 31/12/2012;
VISTO il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare del 25 ottobre 2016;
VISTE la Linea Guida SNPA 157/2017;
VISTA la nota di ARPAV prot. 105751 del 22/11/2021, acquisita al prot. reg. 547240 del 22/11/2021;
VISTA la nota dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali prot. 862/2022 del 09/02/2022;
VISTA la DGR-CR n. 16 del 22/02/2022;
VISTO il parere n. 141 della Seconda Commissione consiliare alla Giunta Regionale, espresso favorevolmente a maggioranza nella seduta del 03/03/2022, senza modifiche.
delibera
Allegato (omissis)
(seguono allegati)
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