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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 156 del 23 novembre 2021


Materia: Settore secondario

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1507 del 02 novembre 2021

"Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027" (Comunicazione C (2021) 2594 final): approvazione delle aree del territorio della Regione del Veneto quali ammissibili ai sensi dell'art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE ed eleggibili alla Carta degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2022-2027.

Note per la trasparenza

Con il provvedimento in esame si procede ad approvare, nell’ambito territoriale della Regione del Veneto, quale proposta di aree ammissibili ai sensi dell’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE ed eleggibili per la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, le zone dettagliatamente individuate negli Allegati alla presente delibera che soddisfano i requisiti fissati dall’Unione europea per l’ottenimento degli aiuti a finalità regionale.

L'Assessore Federico Caner riferisce quanto segue.

L’Unione europea è caratterizzata da una significativa disparità sociale in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione che rischia di essere ulteriormente aggravata dalle conseguenze economiche dell’attuale pandemia di Covid-19.

In base all’art. 107, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), la Commissione europea può considerare compatibili con il mercato interno gli aiuti destinati a sostenere lo sviluppo di talune regioni svantaggiate all’interno dell’Unione europea, garantendo contestualmente parità di condizioni tra gli Stati Membri.  Gli aiuti di Stato di questa tipologia sono definiti aiuti a finalità regionale.

Per quanto concerne la programmazione 2014-2020, la Carta degli aiuti a finalità regionale è stata approvata dalla Commissione europea il 16/09/2014 (Decisione C (2014) 6424 final) e la sua validità è stata, successivamente, estesa al 31/12/2021 con Decisione C (2020) 6613 final condizionando, a tale data, l’applicazione dei regimi esistenti adottati a valere su tale Carta. Con DGR n. 1329 del 18/07/2014, la Giunta regionale aveva preso atto delle zone individuate nel territorio della Regione del Veneto quali aree da ammettere alla deroga di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) per il periodo 2014-2020.

Il 19/04/2021 la Commissione europea ha adottato i nuovi “Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027” (Comunicazione C (2021) 2594 final) (di seguito Orientamenti), definendo le condizioni alle quali gli aiuti di Stato a finalità regionale possono essere ritenuti compatibili con il mercato interno e stabilendo i criteri per l’individuazione delle aree ammissibili di cui all’art. 107, paragrafo 3, lettere a) e c) del TFUE. Tali Orientamenti entreranno in vigore il 1° gennaio 2022.

In particolare, in ottemperanza all’art. 108, paragrafo 3, del TFUE e conformemente al punto 189 degli Orientamenti, ciascuno Stato Membro, successivamente alla pubblicazione degli Orientamenti nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, notifica alla Commissione europea un’unica Carta degli aiuti a finalità regionale che identifica le precitate zone ammissibili e specifica le intensità massime di aiuto ad esse applicabili. Tale Carta sarà valida dal 01/12/2022 al 31/12/2027 con una revisione intermedia prevista per il 2023 sulla base di statistiche aggiornate che riflettano i recenti sviluppi economici e consentano alle regioni di uscire dalla crisi.

Si osserva che i nuovi Orientamenti sono stati rivisti adeguando, principalmente, la normativa attuale degli aiuti a finalità regionale alle nuove priorità politiche in tema di Green Deal europeo e delle strategie industriale e digitale dell’Unione europea prevedendo, in particolare, un aumento delle intensità massime di aiuto per sostenere tali priorità, consentendo ulteriori incentivi agli investimenti nelle zone svantaggiate dell’Unione europea. Gli orientamenti prevedono, inoltre, diverse maggiorazioni dell'intensità di aiuto:

  • per le regioni ultraperiferiche;
  • per le zone di confine;
  • per le zone di transizione giusta nelle zone più svantaggiate;
  • per le zone in cui si registra un calo demografico.

Nello specifico, con riferimento al tessuto imprenditoriale, si evidenzia che anche le piccole e medie imprese (PMI) mantengono intensità massime di aiuto più elevate rispetto alle grandi imprese.

Le nuove norme prevedono, altresì, un aumento della copertura complessiva degli aiuti a finalità regionale, che viene estesa al 48% della popolazione dell’Unione Europea (a fronte di un precedente 47%) e un aggiornamento dell’elenco delle “zone a” assistite e delle “zone c predefinite” sulla base delle più recenti statistiche di Eurostat disponibili sul PIL (2016-2018) e sulla disoccupazione (2017-2019). 

A tale riguardo, si rileva che i criteri di assegnazione per le aree assistite sono in linea generale rimasti invariati. Al tempo stesso agli Stati Membri è stata concessa una maggiore flessibilità nello stabilire le cosiddette “zone c non predefinite” sulle Carte.

Infatti, oltre ai criteri già in vigore, la Commissione ha introdotto una semplificazione per consentire agli Stati Membri di attribuire facilmente la qualifica di “zone c non predefinite” alle cosiddette zone di transizione giusta, che devono far fronte a particolari problemi per quanto riguarda la transizione.

In particolare, per quanto riguarda l’individuazione delle zone ammesse all’art. 107.3 a) del TFUE, la Commissione europea ritiene che i criteri individuati dagli Orientamenti risultino soddisfatti nelle regioni con NUTS 2 ovvero con un prodotto interno lordo (PIL) pro capite inferiore o pari al 75% della media dell’UE-27. Ne consegue che, le Regioni italiane indicate come ammissibili nell’Allegato 1 degli Orientamenti e che vengono proposte per la nuova Carta sono: Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Per quanto concerne, invece, l’individuazione delle aree ammesse all’art. 107.3 c) del TFUE, il massimale di copertura in termini di popolazione è stato fissato dalla Commissione europea al 9,99% della popolazione italiana. Quindi, ai fini della quantificazione del plafond, con riferimento alla popolazione disponibile da fonte EUROSTAT (popolazione italiana residente 2020 pari a 59.641.488 abitanti), l’ammontare di popolazione ammissibile alle “zone c non predefinite” per il periodo 2022-2027 risulta pari a 5.958.185 abitanti.

Invero, mentre le “zone a” e le “zone c predefinite” sono individuate in base a criteri oggettivi, quelle “c non predefinite” sono quantificate per sottrazione, sia a livello europeo che, successivamente, a livello nazionale.

In particolare, i criteri individuati dagli Orientamenti per la definizione delle aree “c non predefinite” sono i seguenti:

1) Criterio 1: zone contigue con almeno 100 000 abitanti. Tali zone devono essere situate nelle regioni NUTS 2 o NUTS 3 con: i) un PIL pro capite inferiore o uguale alla media UE-27, oppure ii) un tasso di disoccupazione superiore o uguale al 115% della media nazionale.

2) Criterio 2: regioni NUTS 3 con meno di 100 000 abitanti con: i) un PIL pro capite inferiore o uguale alla media UE-27, oppure ii) un tasso di disoccupazione superiore o uguale al 115% della media nazionale.

3) Criterio 3: isole o zone contigue caratterizzate da una situazione di isolamento geografico simile (es. penisole o zone montagnose) con: i) un PIL pro capite inferiore o uguale alla media UE-27, oppure ii) un tasso di disoccupazione superiore o uguale al 115% della media nazionale, oppure iii) meno di 5 000 abitanti.

4) Criterio 4: regioni NUTS 3, o parti di tali regioni, che formano zone contigue limitrofe a una «zona a» o che hanno un confine territoriale con un paese che non è uno Stato membro del SEE o dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA).

5) Criterio 5: zone contigue con almeno 50 000 abitanti che stanno attraversando importanti cambiamenti strutturali o che sono in grave declino, purché non siano situate in regioni NUTS 3 o in zone contigue che soddisfano le condizioni per essere designate come zone predefinite o le condizioni di cui ai criteri da 1 a 4.

In linea con le disposizioni previste dagli Orientamenti e in applicazione dei criteri di cui al punto 175 sopra citato, il Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe), allo scopo di rappresentare la molteplicità di situazioni in cui la concessione di aiuti a finalità regionale può essere giustificata, ha elaborato una proposta di ripartizione della copertura in termini di popolazione assegnata all’Italia per le “zone c non predefinite”.

Pertanto, il DPCoe ha elaborato due ipotesi di ripartizione del plafond di popolazione 107.3 c) ai fini dell’individuazione delle aree NUTS3 ammissibili e delle corrispondenti soglie regionali di popolazione ammissibile, avviando, in un’ottica partenariale e di sussidiarietà, il processo di negoziato con le Regioni e Province Autonome interessate.

Si evidenzia che, in prima fase si è provveduto ad accantonare una quota pari al 10% (successivamente ritenuta derogabile fino al massimo del 20% su base nazionale) della popolazione ammissibile, corrispondente a 595.818 abitanti, per fronteggiare situazioni di importanti cambiamenti strutturali o di grave declino (criterio 5 del punto 175 degli Orientamenti). Conseguentemente, il restante ammontare di popolazione, pari a 5.362.366, è stato ripartito tra le Regioni che includono aree di livello NUTS 3 soddisfacenti almeno uno dei criteri 1-4 definiti dagli Orientamenti.

Quindi, la proposta tecnica del DPCoe relativa alla selezione delle aree ammissibili agli aiuti di Stato a finalità regionale in base all’art. 107.3 c) del TFUE ha compreso nello specifico:

  • l’ipotesi 1: prevede la ripartizione del 100% dell’ammontare in proporzione alla popolazione residente nelle aree NUTS 3 soddisfacenti almeno uno dei criteri 1-4 di cui al punto 175 degli Orientamenti;
  • l’ipotesi 2 prevede la ripartizione del 50% dell’ammontare secondo lo stesso procedimento seguito per l’ipotesi 1, mentre il restante 50% del plafond viene ripartito tra ciascuna area NUTS 3 in proporzione al numero di condizioni alla base dei criteri dalle stesse soddisfatte.

Nell’ambito del coordinamento tecnico interregionale aiuti di Stato della Conferenza delle Regioni e Provincie Autonome sono state discusse le due ipotesi e si è elaborata una terza ipotesi, basata sulla media matematica delle due ipotesi 1 e 2 di cui alla proposta del DPCoe.

Sulla base delle ipotesi proposte, dunque, ciascuna Regione ha avviato le valutazioni interne utili ad addivenire alla definizione di una proposta rappresentativa dei propri fabbisogni quantitativi in termini di popolazione, utilizzando i dati Istat del Censimento 2011.

L’accordo delle Regioni e Province Autonome sul plafond di popolazione spettante a ciascuna Regione è stato raggiunto nella riunione della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 07/10/2021 nell’ambito della quale è stato approvato il riparto della popolazione ai fini dell’individuazione delle aree ammissibili ai sensi dell’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE.

Per effetto di tale ripartizione, alla Regione del Veneto è stato attribuito un plafond di popolazione, ammissibile ai sensi dell’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE, pari a 194.248 abitanti che risulta essere superiore rispetto al periodo di programmazione 2014-2020.

In ragione dell’assegnazione ricevuta, la Regione del Veneto ha individuato tre aree eleggibili per la proposta di Carta degli aiuti a finalità regionale valevole per il periodo 2022-2027.

In estrema sintesi le tre aree sono individuabili come segue:

  • la prima area, ai sensi del punto 175 criterio 1 degli “Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027” con PIL pro-capite inferiore alla media UE27, è collocabile nella Provincia di Rovigo. Essa comprende 17 Comuni e alcune sezioni sub-comunali del Comune di Rovigo per un totale di 93.271 abitanti, in base ai dati e alle sezioni censuarie definite dall’Istat nel censimento della popolazione 2011, che rispondono ai requisiti di contiguità con i Comuni della Provincia di Ferrara e registrano alcune criticità nei valori degli indicatori socio-economici (in Allegato A, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, che contiene la tabella “popolazione residente al censimento dei Comuni eleggibili della Provincia di Rovigo – Censimento 2011, la tabella “popolazione residente al censimento delle sezioni censuarie del Comune di Rovigo – Censimento 2011 e le relative mappe);
  • la seconda area, ai sensi del punto 175 criterio 5 degli “Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027” per “zone contigue che stanno attraversando importanti cambiamenti strutturali o che sono in grave declino” è individuabile nel Comune di Venezia e comprende le zone sub-comunali di Porto Marghera, Via Torino, Campalto-Tessera, Murano, Arsenale, Tronchetto e zona portuale (in Allegato B, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, che contiene la tabella “popolazione residente al censimento delle sezioni censuarie del Comune di Venezia – Censimento 2011 e la relativa mappa).

Tale area, che rappresenta la zona industriale e produttiva di Venezia, è la medesima prevista nel precedente ciclo di programmazione 2014-2020 e viene confermata per continuità considerato il persistere di una situazione critica. Essa si caratterizza per una concentrazione significativa di industrie chimiche, metallurgiche e siderurgiche, e ha un’elevata importanza strategica a livello non soltanto regionale ma anche nazionale. Tuttavia i dati Istat raccolti e disponibili fino al 2018 evidenziano una diminuzione delle principali attività produttive sia in termini di perdita di unità locali che di addetti. Il Ministero dello Sviluppo economico ha accertato le condizioni per il riconoscimento di crisi complessa dell’area di Porto Marghera e delle zone limitrofe già nel 2011. L’area di cui trattasi ricomprende anche il Porto che sta attraversando una profonda ricomposizione dovuta all’impoverirsi dei traffici petroliferi e industriali con una diminuzione del traffico merci. Le navi sono diminuite dal 2010 al 2019 del 20,8%. L’emergenza pandemica ha acuito questa situazione comportando una diminuzione di 10 punti percentuali delle merci transitate rispetto al 2019 oltre ad una diminuzione importante del traffico passeggeri. (Si veda nel dettaglio il documento di analisi in Allegato C quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento).

Sotto il profilo geografico, l’area è stata determinata sulla base delle sezioni di censimento definite dall’Istat nel censimento della popolazione del 2011. Sono state, pertanto, individuate 754 sezioni di censimento, per un totale di 50.138 abitanti, popolazione che rimane sostanzialmente invariata rispetto al precedente ciclo di programmazione 2014-2020.

  • la terza area ai sensi del punto 175 criterio 5 degli “Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027” per “zone contigue che stanno attraversando importanti cambiamenti strutturali o che sono in grave declino” è individuabile nella Provincia di Belluno e comprende 25 Comuni per un totale di 50.835 abitanti (Allegato D quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, che contiene la tabella “popolazione residente al censimento dei Comuni eleggibili della Provincia di Belluno – Censimento 2011 e la relativa mappa). Tale area risulta di nuovo inserimento rispetto alle aree di cui al precedente periodo di programmazione e si caratterizza per essere stata colpita da spopolamento e dalla presenza di una popolazione anziana. Inoltre, il territorio si sta impoverendo dal lato del settore industriale e risulta particolarmente danneggiato nell’ultimo anno dalla chiusura delle attività produttive nel periodo del lockdown dovuto all’emergenza sanitaria da COVID-19. Innegabile è stata la decrescita del turismo accentuata dalla pandemia che ha visto, peraltro, la chiusura degli impianti sciistici a partire da febbraio 2020 e per tutta la stagione invernale 2020-2021. A quanto sopra, si aggiungano gli effetti della tempesta Vaia, di fine ottobre 2018, che oltre ad aver avuto un impatto devastante su persone, abitazioni, infrastrutture e ambiente, ha procurato delle forti ripercussioni sulle attività produttive e sull’attrattività turistica dei territori (si veda nel dettaglio il documento di analisi in Allegato E quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento). Sotto il profilo geografico, anche tale area è stata determinata sulla base delle sezioni di censimento definite dall’Istat nel censimento della popolazione del 2011.

Le aree, come dettagliatamente individuate negli Allegati alla presente delibera, vengono proposte come ammissibili ai sensi dell’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE ed eleggibili alla Carta degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2022-2027.

Si ritiene, inoltre, di demandare al Direttore dell’Area Politiche Economiche, Capitale Umano e Programmazione Comunitaria le fasi successive di negoziato fino all’approvazione, da parte della Commissione europea, della Carta degli aiuti a finalità regionale valevole per il periodo 2022-2027.

Si precisa che la Regione del Veneto ha assolto gli adempimenti preordinati all’approvazione da parte della Commissione europea della Carta italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027, accettando le opportune misure di cui al punto 200 degli “Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027” con nota Prot. n. 346187 del 03/08/2021 del Direttore della Direzione Programmazione Unitaria.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTO l’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE);

VISTI gli “Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027 (C (2021) 2594 final)";

VISTE le Decisioni della Commissione europea C (2014) 6424 final e C (2020) 6613 final;

VISTA la proposta tecnica presentata dal DPCoe;

VISTO l’accordo raggiunto dalle Regioni e Provincie Autonome in sede di Conferenza del 07/10/2021;

VISTA la nota Prot. n. 346187 del 03/08/2021 del Direttore della Direzione Programmazione unitaria;

VISTO l’art. 2 comma 2 della L.R. n. 54 del 31/12/2012 e s.m.i;

delibera

  1. di approvare le premesse quali parti integranti e sostanziali del presente provvedimento;
  2. di dare atto che alla Regione del Veneto è stato attribuito un plafond di popolazione ammissibile ai sensi dell’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE pari a 194.248 abitanti;
  3. di approvare, nell’ambito territoriale della Regione del Veneto, quale proposta di aree ammissibili ai sensi dell’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE ed eleggibili per la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, le Aree individuate negli Allegati A, B, C, D, E, parti integranti e sostanziali del presente provvedimento;
  4. di demandare al Direttore dell’Area Politiche Economiche, Capitale Umano e Programmazione Comunitaria le fasi successive di negoziato fino all’approvazione, da parte della Commissione europea, della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027;
  5. di incaricare l’Area Politiche Economiche, Capitale Umano e Programmazione Comunitaria dell’esecuzione del presente atto;
  6. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
  7. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.

(seguono allegati)

Dgr_1507_21_AllegatoA_462242.pdf
Dgr_1507_21_AllegatoB_462242.pdf
Dgr_1507_21_AllegatoC_462242.pdf
Dgr_1507_21_AllegatoD_462242.pdf
Dgr_1507_21_AllegatoE_462242.pdf

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