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Bur n. 17 del 20 febbraio 2018


Materia: Cultura e beni culturali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 131 del 07 febbraio 2018

"Biodiversità marina dei siti dell'Eocene in Val d'Alpone". Condivisione del percorso di candidatura a Sito Unesco.

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento si condivide l’avvio di un percorso di candidatura della “Val d’Alpone” a Sito della Lista Unesco del Patrimonio Mondiale, riconoscendone gli aspetti e i valori naturali di eccellenza nell’ambito del territorio veneto.

Il Presidente Luca Zaia per l'Assessore Cristiano Corazzari  riferisce quanto segue.

La Val d’Alpone, con i suoi straordinari giacimenti fossiliferi, costituisce un territorio di enorme rilevanza scientifica sotto il profilo naturalistico a livello globale. L’eccezionale importanza dei fossili presenti all’interno delle rocce sedimentarie dell’Eocene e, più in generale, la storia geologica dell’area, fanno sì che la Valle sia sede di numerosi e significativi depositi paleontologici, tra cui si segnalano quello universalmente conosciuto di Bolca, ma anche quelli di Roncà e di San Giovanni Ilarione, da molti secoli oggetto di scavo e di studio. Tali giacimenti, offrendo un quadro diversificato di informazioni, consentono una ricostruzione ampia e completa delle variazioni biologiche, climatiche, ambientali e geologiche che hanno caratterizzato l’era dell’Eocene, nell’intervallo compreso tra 56 e 33,9 milioni di anni fa. Tra questi, il celebre giacimento della cosiddetta ‘Pesciara’ di Bolca, noto da circa cinque secoli per l’eccezionale conservazione dei fossili, è sicuramente a livello mondiale il più studiato, e risulta di grande interesse, poiché formato da un blocco di calcari stratificati, apparentemente isolato, entro rocce vulcaniche e/o vulcanoclastiche.

I diversi giacimenti paleontologici della Val d’Alpone rappresentano un selezionato e completo panorama marino dell’Eocene, in cui lo straordinario stato di conservazione, le dimensioni, la diversità e la rarità dei reperti fossili non hanno eguali a livello mondiale. I ‘fossili di Bolca’ sono conosciuti da diversi secoli; la prima indicazione risale al 1550, e rappresenta peraltro la più antica segnalazione scientifica di un giacimento fossilifero; al 1571 si data inoltre l’importante raccolta del farmacista veronese Francesco Calceolari che, nella sua ricca collezione, considerabile come uno tra i primi musei naturalistici conosciuti al mondo, esponeva anche alcuni ‘pesci’ di Bolca.

Gli scavi storici e quelli scientifici più recenti hanno consentito di classificare la Val d’Alpone come il territorio più ricco di giacimenti fossiliferi al mondo, e di conseguenza attribuirle un ruolo fondamentale per capire l’ambiente di vita marino e terrestre dell’Eocene. Questi giacimenti forniscono informazioni uniche sulla grande biodiversità di vertebrati, invertebrati e piante fossili eccezionalmente ben conservati, tra cui coccodrilli, tartarughe, serpenti, uccelli, pesci, crostacei, cefalopodi, gasteropodi, bivalvi, coralli, vermi, meduse, insetti, piante terrestri e marine, queste ultime corredate di fiori e frutti.

Il grande interesse per i giacimenti di vertebrati marini presenti in Val d’Alpone attrae oggi numerosi specialisti italiani e stranieri che visitano continuamente le collezioni conservate nei tre principali Musei locali (Museo dei Fossili di Bolca, Museo Paleontologico di Roncà e Museo di Storia Naturale di Verona). Ogni anno vengono scoperte e descritte specie nuove per la scienza (per lo più generi e specie, ma anche famiglie di pesci, crostacei e molluschi) riconosciute sia nelle collezioni storiche, sia tra i materiali recuperati in occasione di recenti scavi scientifici.

La Pesciara e il Monte Postale sono i “Fossil-Lagerstätten” ypresiani di origine marina più famosi e importanti al mondo. Molti dei pesci fossili di Bolca hanno “parenti” tuttora viventi. Per la grande varietà dei resti ittici rinvenuti nei cinque livelli fossiliferi della Pesciara, questo è considerato dagli studiosi il giacimento che annovera la maggiore diversità paleoittiologica al mondo, che consente di documentare in maniera estremamente realistica e precisa le caratteristiche strutturali ed ecologiche dei popolamenti ittici della Tetide di circa 50 milioni di anni fa e di definire i processi che hanno condotto alla attuale configurazione e diversità del biota ittico tropicale moderno attraverso una serie di graduali cambiamenti avvenuti nel corso del tempo.

Tra gli importanti giacimenti fossiliferi con piante fossili, sia marine, sia terrestri, presenti nella Val d’Alpone, ascrivibili all’Eocene inferiore, sono da citare ancora la Pesciara di Bolca e il Monte Postale. Per quanto riguarda invece quelli dell’Eocene medio e superiore, vi sono i giacimenti di Monte Purga e di Monte Vegroni, dove affiorano rocce argillose, tufi vulcanici e ligniti con molluschi di acqua dolce e terrestri. La successione stratigrafica di queste ultime località è indicativa di un ambiente con acque dolci o salmastre e con un’abbondanza tale di piante da aver dato origine a consistenti depositi lignitiferi. Fino al primo dopoguerra le ligniti sono state oggetto di estrazione e commercializzate come combustibile. Durante i lavori di coltivazione, che avvenivano per lo più in galleria, sono state rinvenute numerose e stupende palme (Latanites, Phoenicites, ecc.), alte parecchi metri, con fronde sia a ventaglio sia pennate. Filliti sono segnalate anche nel territorio di Roncà e in quello di San Giovanni Ilarione.

Dal punto di vista geologico, la Valle d’Alpone si trova al margine meridionale delle Alpi, e appartiene al dominio dei Monti Lessini orientali. Nell’area affiorano formazioni sedimentarie marine originatesi tra il Cretaceo inferiore e l’Eocene medio e rocce vulcaniche del Paleogene. Queste ultime sono costituite prevalentemente da prodotti piroclastici subacquei e, secondariamente da colate laviche subacquee ma anche subaeree di età eocenica ed oligocenica. Per quanto concerne il paesaggio, le rocce vulcaniche presentano morfologie dolci e ondulate, da cui emergono forme coniche, localmente note come “purghe” (Purga di Bolca, Purga di Durlo) e resti di antichi ‘edifici’ vulcanici (Monte Calvarina, Monte Crocetta, Monte Castello, Monte del Diavolo).

Inoltre, le rocce vulcanoclastiche spesso racchiudono olistoliti di varie dimensioni, derivati da rilevanti eventi vulcano-tettonici, avvenuti in concomitanza con le manifestazioni magmatiche. I più importanti olistoliti sono quelli della Pesciara di Bolca e l’affioramento della località di Brusaferri. Le rocce sedimentarie, di natura principalmente carbonatica, sono rappresentate da limitate estensioni di depositi di età cretacea e da più ampi affioramenti del Cenozoico.

Facendo riferimento a tutti questi caratteri di eccezionale importanza e valore universale riscontrati nell’area, l’Associazione Temporanea di Scopo “Val d’Alpone - Flore Faune e Rocce del Cenozoico”, costituita per avviare il processo di candidatura a Sito con valenza naturalistica della Lista del Patrimonio Mondiale Unesco (World Heritage List), ha formulato alla Regione del Veneto una richiesta di condivisione d’intenti e di appoggio alla candidatura stessa.

Va innanzitutto sottolineato a tale proposito che la Regione del Veneto, con Legge regionale del 30 giugno 2006, n. 7, ha riconosciuto la zona di Bolca, rappresentativa di gran parte dei giacimenti della Valle, come un sito paleontologico meritevole di una particolare attenzione, nell’ambito delle proprie funzioni di valorizzazione del patrimonio culturale.

Da tempo inoltre la Regione, responsabile del governo di un territorio che può vantare diversi contesti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, è attiva nel sostenere, promuovere e valorizzare le proprie realtà d’eccellenza riconosciute a livello internazionale, anche nell’ambito del Tavolo di Coordinamento dei Siti Unesco del Veneto, istituito con Deliberazione di Giunta regionale n. 2867 del 12 settembre 2006, e in diverse occasioni ha già espresso la propria condivisione e dato il proprio supporto ad analoghi processi di candidatura relativi a beni e aspetti d’eccellenza del territorio, alcuni già conclusisi felicemente, come quello delle “Opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo”, Sito iscritto nella Lista Unesco a luglio 2017, cui la Regione ha aderito con deliberazione della Giunta regionale n. 627 del 28 aprile 2015, altri attualmente ancora in corso, come quello per le “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”, sostenuto con deliberazione n. 3433 del 17 novembre 2009.

Pertanto, considerate le importanti ragioni di natura geologica e paleontologica sopra evidenziate, che muovono l’avvio della procedura per il riconoscimento Unesco, si ritiene che la proposta di candidatura della “Val d’Alpone” alla Lista del Patrimonio Mondiale possa avere l’appoggio istituzionale della Regione del Veneto.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTO l’articolo 2, comma 2, della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54, come modificato dalla Legge regionale n. 14 del 17.05.2016;

VISTA la Convenzione Unesco per la protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale, sottoscritta a Parigi il 16 novembre 1972;

VISTE le Linee Guida Unesco per l’applicazione della Convenzione di Parigi;

VISTA la Legge regionale del 30 giugno 2006, n. 7 “Interventi per la valorizzazione del patrimonio culturale di Bolca”;

VISTA la propria Deliberazione n. 2867 del 12 settembre 2006 “Siti Unesco del Veneto. Istituzione di un Tavolo di Coordinamento Regionale”;

VISTA la propria Deliberazione n. 3433 del 17 novembre 2009 “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Condivisione e avvio del percorso di candidatura a Sito Unesco”;

VISTA la propria Deliberazione n. 627 del 28 aprile 2015 “Approvazione e sottoscrizione del Protocollo d’Intesa per la definizione e l’attuazione della parte nazionale del dossier di candidatura e del Piano di Gestione del Sito seriale transnazionale intitolato Le Opere di Difesa Veneziane tra il XV ed il XVII secolo da iscrivere nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO”;

VISTA la documentazione agli atti;

delibera

  1. di considerare le premesse parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  2. di condividere, così come in premessa esposti, i valori sottesi alla candidatura della “Biodiversità marina dei siti dell’Eocene in Val d’Alpone” a Sito della Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, e di dare quindi il proprio appoggio istituzionale all’avvio del percorso di candidatura stesso;
  3. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
  4. di incaricare la Direzione Beni Attività Culturali e Sport dell’esecuzione del presente provvedimento;
  5. di pubblicare il presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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