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Bur n. 120 del 08 settembre 2026


Materia: Protezione civile

Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 105 del 29 agosto 2026

Eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito alcuni Comuni del territorio della Regione del Veneto dal 28 al 29 agosto 2026. Dichiarazione dello "Stato di emergenza regionale" a seguito delle criticità riscontrate.

Note per la trasparenza

Provvedimento necessario a fronteggiare le eccezionali avversità atmosferiche che nelle giornate del 28 e 29 agosto 2026 hanno colpito diffusamente alcuni Comuni delle province di Verona e di Padova, coinvolgendo altresì anche alcuni Comuni delle province di Vicenza e di Rovigo, nonché la zona prealpina nel Bellunese e la fascia Pedemontana della Marca, con interessamento anche di alcuni Comuni della Città Metropolitana di Venezia. I fenomeni principali constano di vari forti rovesci, grandinate intense e raffiche di vento localmente molto forti che hanno provocato l’abbattimento di alberi, conseguenti interruzioni viarie e danneggiamenti diffusi al patrimonio pubblico e privato.

Il Presidente

CONSIDERATO che l’Avviso di Allerta Regionale n. 89/2026 emesso dal C.F.D. ARPAV in data venerdì 28 agosto 2026 alle ore 12:00 prevedeva uno stato di allerta “GIALLA” (fase di attenzione per rischio idrogeologico / temporali) in 13 su un totale di 25 zone di allerta in cui è suddivisa la Regione del Veneto (“A 1-2”, “B 1-3”, “C 1-2” e “H 1-6”), indicando altresì uno scenario con fenomeni localizzati come segue: “Venerdì instabilità e possibili rovesci e temporali da sparsi su zone montane a isolati sulla pianura, con possibili fenomeni intensi; non esclusi fenomeni residui nelle ore notturne specie in pianura. Fino alla serata di venerdì rinforzi di Libeccio in quota, anche molto forti sulle dorsali prealpine e in alta quota su Dolomiti. Sabato variabilità con qualche possibile temporale. Venerdì disagio fisico intenso su pedemontana pianura e costa, moderato su zone montane, sabato disagio generalmente moderato, salvo intenso sulla costa.”;

RILEVATO che venerdì 28 agosto 2026 un forte flusso in quota di correnti molto calde e umide da sud-ovest ha preceduto il transito sul nord Italia di un modesto fronte freddo associato ad una saccatura di origine nordatlantica, determinando sul territorio regionale una significativa intensificazione dei venti dai quadranti meridionali sulle zone montane, specie in quota. Successivamente, dal pomeriggio, si è verificata una fase di marcata instabilità con frequenti passaggi temporaleschi anche organizzati, accompagnati da intense grandinate, violente raffiche di vento e forti rovesci. I fenomeni hanno interessato soprattutto la pianura centro-occidentale (tra il Veronese, il Vicentino ed il Padovano) e parte della fascia pedemontana/prealpina (Trevigiano e Bellunese);

RILEVATO che sulla Regione, nella mattinata di venerdì 28 agosto 2026 tra le ore 6:00 e le 8:00 circa, è transitata una prima e isolata cella temporalesca organizzata, in rapido arrivo dalla Lombardia; tale fenomeno ha interessato la zona del Garda con manifestazioni di forte intensità (caratterizzate da grandine e violente raffiche di vento), per poi spostarsi verso l’hinterland di Verona e la provincia di Vicenza, attenuandosi progressivamente;

RILEVATO che dalle ore centrali del 28 agosto 2026, il flusso in quota si è ulteriormente intensificato, con i dati di vento massimo (raffiche) registrati dalle stazioni in telemisura di ARPAV, che hanno raggiunto picchi estremi sulle zone montane, specialmente oltre i 1500 m s.l.m.:

  • in diverse località monitorate, sia dei rilievi prealpini che dolomitici, le raffiche massime hanno superato i 100 km/h, fino a toccare il valore eccezionale di circa 200 km/h sulla Marmolada – Punta Rocca (3250 m s.l.m.);
  • nel corso del pomeriggio i dati riportano ancora intensità oltre 70 km/h, fino a punte massime intorno ai 100 km/h in alcune località tra la pianura veronese, la bassa Padovana e la zona dei Colli Euganei;

RILEVATO che nel corso del pomeriggio di venerdì 28 agosto 2026 la crescente instabilità atmosferica ha favorito l’innesco di diversi focolai temporaleschi provenienti dalla Lombardia, transitati poi sulla Regione da ovest/sud-ovest verso est/nord-est; tali sistemi organizzati hanno provocato fenomeni grandinigeni di forte intensità e violente raffiche di vento, seppur di breve durata; nelle diverse stazioni di monitoraggio sono stati registrati rovesci particolarmente intensi e raffiche di vento superiori ai 70 km/h, fino a punte massime intorno ai 100 km/h tra la pianura veronese, la bassa Padovana e i Colli Euganei;

RILEVATO pertanto che il sistema temporalesco con caratteristiche supercellulari proveniente dalla bassa Lombardia, a partire dalle ore 17:00 circa ha investito dapprima i territori del Veronese centro-meridionale, l'alto e medio Polesine, per poi spostarsi rapidamente verso il basso Vicentino e la provincia di Padova (coinvolgendo i Colli Berici ed Euganei), e che dalle 18:20 circa l'evento ha colpito il Veneziano centrale fino a parte del litorale centro-settentrionale;

RILEVATO altresì che ulteriori fronti temporaleschi in arrivo da ovest, caratterizzati da forti venti e rovesci di eccezionale intensità, hanno colpito dapprima la Pedemontana veronese per poi estendersi verso est lungo la zona Prealpina (Bellunese) e la fascia pedemontana della Marca trevigiana; in serata, nuovi nuclei instabili provenienti dal Mantovano hanno investito nuovamente i settori sud-occidentali del territorio, evolvendo in sistemi multicellulari diffusi sulla pianura centro-orientale, sebbene con manifestazioni progressivamente meno intense rispetto alle precedenti;

CONSIDERATO che l’evento su menzionato è stato seguito nell’operatività dalla Sala Operativa Regionale (S.O.R.), aperta dalle ore 18:30 di venerdì 28 agosto 2026 (come da nota prot. reg. n. 485839 del 28/08/2026) in configurazione “S2” (Presidio operativo) con una fase di allertamento e vigilanza rinforzata, al fine di monitorare l’evoluzione dei fenomeni, fornire il supporto necessario alle Amministrazioni locali e coordinare il Volontariato di protezione civile;

DATO ATTO che tra la sera di venerdì 28 ed il sabato 29 agosto 2026, in relazione all’evento meteo codificato “CFD 89-2026”, sul territorio regionale sono stati aperti 18 Centri Operativi Comunali (C.O.C.), così distribuiti: 8 nella provincia di Verona, 6 in quella di Padova, 2 in quella di Treviso, 1 nel Vicentino e 1 nella Città Metropolitana di Venezia; che i Vigili del Fuoco hanno effettuato 381 interventi complessivi (suddivisi per provincia come di seguito: 159 in a Verona, 86 a Venezia, 75 a Padova, 31 a Treviso e 30 a Vicenza); che, infine, risultano attivate 37 Organizzazioni di Volontariato (O.d.V.), con l'impiego di circa 74 squadre e circa 300 volontari a supporto dei C.O.C. per le operazioni sul territorio;

RILEVATO che durante l’evento meteo avverso in questione sono stati registrati effetti al suolo principalmente riconducibili alle forti raffiche di vento e alle intense grandinate: si sono registrati numerosi casi di tetti divelti di edifici privati ed in qualche caso di edifici pubblici, si sono verificate numerose cadute di alberi che hanno causato blocchi alla viabilità interessando anche quella principale; si è rilevata inoltre un'interruzione del servizio ferroviario, con il blocco che ha interessato nello specifico la tratta della linea Verona-Bologna (nel tratto tra Isola della Scala e Nogara), dove il forte vento ha causato la caduta di lamiere e detriti sui binari danneggiando la linea elettrica;

PRESO ATTO che i fenomeni avversi si sono sviluppati da ovest verso est, che gli effetti al suolo hanno compreso lo scoperchiamento di tetti di abitazioni e capannoni, l'abbattimento di alberi con conseguente interruzione della viabilità, allagamenti stradali e interruzioni parziali delle linee telefoniche ed elettriche (con blackout della fornitura elettrica che, in alcune località, tuttora non è stata ripristinata a causa dell'elevato numero di utenze e infrastrutture colpite), come di seguito riepilogato in dettaglio:

  • nella provincia di Verona hanno comunicato segnalazioni varie alla S.O.R. i seguenti Comuni: Albaredo d’Adige, Bardolino, Bevilacqua, Bonavigo, Bovolone, Cerea, Cologna Veneta, Concamarise, Isola della Scala, Isola Rizza, Minerbe (dove si è registrato anche il soccorso a una famiglia rimasta bloccata in casa), Mozzecane, Nogara, Nogarole Rocca, Oppeano, Pressana, Ronco all’Adige (dove in frazione di Tombazosana si è verificato un significativo allagamento di edifici privati), Sanguinetto, San Pietro di Morubio e Trevenzuolo;
  • nella provincia di Padova hanno comunicato segnalazioni varie alla S.O.R. i seguenti Comuni: Arquà Petrarca, Abano Terme, Battaglia Terme, Borgo Veneto, Cinto Euganeo, Este, Galzignano Terme, Lozzo Atestino, Montagnana, Montegrotto Terme, Rovolon, Teolo e Vò. In particolare nei territori comunali di Vò, Lozzo Atestino e Cinto Euganeo la caduta di alberi su alcune autovetture in transito ha provocato il ferimento dei passeggeri, rendendo necessario l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco per il soccorso agli occupanti e la messa in sicurezza dei veicoli;
  • nella provincia di Vicenza hanno comunicato segnalazioni varie alla S.O.R. i seguenti Comuni: Albettone, Lonigo, Lugo di Vicenza, Noventa Vicentina (dove al centro paese un pezzo di copertura del Duomo ha ceduto rovinando a terra), Pojana Maggiore, Sossano e Vicenza;
  • nella provincia di Rovigo hanno comunicato segnalazioni varie alla S.O.R. i seguenti Comuni: Rovigo, Lendinara, Bagnolo, Bergantino, Calto, Castelguglielmo, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Gaiba, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, Stienta e Trecenta;
  • nella provincia di Treviso hanno comunicato segnalazioni varie alla S.O.R. i seguenti Comuni: Caerano San Marco, Montebelluna (alcuni alberi di villa Binetti sono caduti sui cavi dell’alta tensione provocando interruzioni di corrente) e Volpago del Montello;
  • nella provincia di Belluno ha comunicato una segnalazione alla S.O.R. il Comune di Falcade, dove in particolare il vento ha sollevato parte della copertura del convitto Follador-De Rossi; ma in tutta la vallata si sono susseguiti interventi per alberi caduti;
  • nel territorio della Città Metropolitana di Venezia hanno comunicato segnalazioni varie alla S.O.R. i seguenti Comuni: Camponogara, San Michele al Tagliamento e Venezia. Nella Città Metropolitana di Venezia sono stati segnalati 86 interventi dei VV.F.;

TENUTO CONTO che l’elenco e la stima dei danni al patrimonio sia pubblico che privato sono tuttora in corso di definizione;

VISTO l’art. 15, comma 2 della Legge regionale 1° giugno 2022, n. 13, con cui si dispone che, al verificarsi o nell’imminenza degli eventi di cui all’art. 7, comma 1, lettera b) del Codice di Protezione Civile, di rilevanza regionale per natura e/o estensione territoriale, il Presidente della Giunta regionale, anche su richiesta dei Comuni, può dichiarare lo stato di emergenza regionale allo scopo di attivare le componenti utili per interventi di Protezione Civile;

RITENUTO necessario, pertanto, attivare secondo la normativa vigente, le procedure volte a fronteggiare l’emergenza al fine di affrontare con mezzi e risorse adeguate le situazioni di rischio causate dagli eventi sopra descritti;

PRESO ATTO che la medesima L.R. n. 13/2022 stabilisce che, per interventi urgenti in caso di emergenze determinate da eventi calamitosi, si procede anche con opere di pronto intervento;

DATO ATTO che in considerazione dell'evoluzione della situazione meteorologica e delle ricognizioni in corso il presente provvedimento può essere non esaustivo e, pertanto, suscettibile di integrazioni qualora l’emergenza si prolungasse oltre il 29 agosto 2026 e ulteriori territori fossero colpiti o altri Enti dovessero segnalare danni e disagi riconducibili agli eventi meteo in parola;

VISTO il D. Lgs. n. 112/1998 e s.m.i.;

VISTO il D. Lgs. n. 1/2018 e s.m.i.;

VISTA la L.R. n. 13/2022;

VISTA la D.G.R. n. 1046 dell’8 settembre 2025 ad oggetto “Operatività della Sala Situazioni Veneto (SSV) ai sensi della Legge regionale 1° giugno 2022, n. 13. Determinazioni”;

VISTA la D.G.R. n. 300 del 28 aprile 2026 ad oggetto “Attuazione del sistema di allertamento della Regione del Veneto. Approvazione delle nuove modalità di funzionamento del Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto (CFD).”;

DATO ATTO che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

decreta

  1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente atto;
  2. di dichiarare lo "Stato di emergenza regionale", ai sensi dell’art. 15 della L.R. n. 13/2022, in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche del 28 e 29 agosto 2026 per i territori comunali di:
  • Albaredo d’Adige, Bardolino, Bevilacqua, Bonavigo, Bovolone, Cerea, Cologna Veneta, Concamarise, Isola della Scala, Isola Rizza, Minerbe, Mozzecane, Nogara, Nogarole Rocca, Oppeano, Pressana, Ronco all’Adige, Sanguinetto, San Pietro di Morubio e Trevenzuolo, in provincia di Verona;
  • Arquà Petrarca, Abano Terme, Battaglia Terme, Borgo Veneto, Cinto Euganeo, Este, Galzignano Terme, Lozzo Atestino, Montagnana, Montegrotto Terme, Rovolon, Teolo e Vò, in provincia di Padova;
  • Albettone, Lonigo, Lugo di Vicenza, Noventa Vicentina, Pojana Maggiore, Sossano e Vicenza, in provincia di Vicenza;
  • Rovigo, Lendinara, Bagnolo, Bergantino, Calto, Castelguglielmo, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Gaiba, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, Stienta e Trecenta, in provincia di Rovigo;
  • Caerano San Marco, Montebelluna e Volpago del Montello, in provincia di Treviso;
  • Falcade, in provincia di Belluno;
  • Camponogara, San Michele al Tagliamento e Venezia, nella Città Metropolitana di Venezia;
  1. di riconoscere l’attivazione delle componenti professionali e volontarie del Servizio Regionale di Protezione Civile per garantire il coordinamento e l’assistenza agli Enti Locali per l’intervento di soccorso e superamento dell’emergenza;
  2. di attivare e garantire i benefici previsti dal D. Lgs. n. 1/2018 e s.m.i. per il personale volontario attivato, come definito dalla normativa regionale vigente, in attuazione degli artt. 39 e 40 del Codice della Protezione Civile;
  3. di incaricare la Direzione Protezione Civile dell’esecuzione del presente atto;
  4. di dare atto che in considerazione dell'evoluzione della situazione meteorologica e delle ricognizioni in corso il presente provvedimento può essere non esaustivo e, pertanto, suscettibile di integrazioni qualora l’emergenza si prolungasse oltre il 29 agosto 2026 e ulteriori territori fossero colpiti o altri Enti dovessero segnalare danni e disagi riconducibili agli eventi meteo in parola;
  5. di riservarsi di trasmettere, ai sensi della L.R. n. 13/2022, il presente decreto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di richiedere l’eventuale declaratoria di “Stato di Emergenza” di rilievo nazionale, di cui al D. Lgs. n. 1/2018 s.m.i.;
  6. di pubblicare il presente decreto nel Bollettino ufficiale della Regione.

Alberto Stefani



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