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Bur n. 34 del 11 marzo 2025


Materia: Geologia, cave e miglioramenti fondiari

Decreto DEL DIRETTORE DELLA DIREZIONE DIFESA DEL SUOLO E DELLA COSTA, SOS LAVORI E SERVIZI TECNICI n. 37 del 25 febbraio 2025

Ditta Mosole S.p.A.. Autorizzazione a modificare il progetto di coltivazione della cava di sabbia e ghiaia, denominata "BORGO BUSCO" sita nei Comuni di Spresiano e Arcade (TV). L.R. 13/2018 D.Lgs. 117/2008.

Note per la trasparenza

Trattasi di provvedimento con il quale la ditta Mosole S.p.A. viene autorizzata a modificare il progetto di coltivazione della cava di sabbia e ghiaia, denominata “BORGO BUSCO” sita nei Comuni di Spresiano e Arcade (TV).

Il Direttore

(omissis)

decreta

  1. di stabilire che le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
     
  2. di prendere atto e fare proprio l’esito favorevole della conferenza di servizi decisoria, nonché il parere favorevole della C.T.R.A.E. in data 05.12.2024, con le relative prescrizioni, come da verbale allegato (Allegato A), che costituisce parte integrante del presente provvedimento;
     
  3. di autorizzare alla ditta Mosole S.p.A., (C.F. 0213000254), con sede a Breda di Piave (TV), Via Molinetto, 47, a modificare il progetto di coltivazione della cava di sabbia e ghiaia, denominata “BORGO BUSCO” sita nei Comuni di Spresiano e Arcade (TV), già autorizzato con D.G.R. n. 99 del 26.01.2010, in conformità al progetto di coltivazione costituito dalla documentazione tecnica indicata al punto 4. e con le successive prescrizioni;
     
  4. di dare atto che il progetto autorizzato è costituito dai seguenti elaborati firmati digitalmente dal Direttore dell’U.O. Servizio Geologico e Attività Estrattive:
     

n.

Elaborato

Denominazione

prot. n.

data

1

A01

RELAZIONE TECNICA ILLUSTRATIVA

168485

04.04.2024

2

A02

RELAZIONE DI RECUPERO AMBIENTALE

168485

04.04.2024

3

B03

STRALCIO CTR

168485

04.04.2024

4

B04

ESTRATTO CATASTALE

168485

04.04.2024

5

C05

PLANIIMETRIA PROGETTO APPROVATO

168485

04.04.2024

6

C06

PLANIIMETRIA PROGETTO DI RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE APPROVATO

168485

04.04.2024

7

C07

SEZIONI TIPO RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE APPROVATA

168485

04.04.2024

8

D08

PLANIMETRIA STATO ATUALE

168485

04.04.2024

9

D09

PLANIMETRIA  ON INDICAZONE CAPOSALDI

168485

04.04.2024

10

D10

PLANIMETRIA STATO DI FATTO RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE

168485

04.04.2024

11

E11

PLANIMETRIA PROGETTO DI VARIANTE

168485

04.04.2024

12

E12

SEZIONI SDF – SDP AUT – SDP VARIANTE

168485

04.04.2024

13

E13

SEZIONI SDF – SDP AUT – SDP VARIANTE

168485

04.04.2024

14

E14

SEZIONI TIPO RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE VARIANTE

168485

04.04.2024

15

E15

PLANIMETRIA CON INDICAZIONE SUPERFICI/VOLUMI VARIANTE

168485

04.04.2024

16

E16

PLANIMETRIA CON INDICAZIONE SUPERFICI/VOLUMI VARIANTE

168485

04.04.2024

17

E17

CRONOPROGRAMMA FASI DI INTERVENTO

168485

04.04.2024

18

E18

PLANIIMETRIA PROGETTO DI RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE VARIANTE

168485

04.04.2024

19

E19

SEZIONI DELLA RICOMPOSIZONE AMBIENTALE I

168485

04.04.2024

20

E20

SEZIONI DELLA RICOMPOSIZONE AMBIENTALE

168485

04.04.2024

21

TAV. G1

ESTRATTI

569091

07.11.2024

22

F1

STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE – RELAZIONE TECNICA

569091

07.11.2024

23

 

RELAZIONE PREVISIONALE IMPATTO ACUSTICO

569091

07.11.2024

24

F2

RELAZIONE NON NECESSITA’ VINCA

569091

07.11.2024

25

INT2

RELAZIONE TECNICA - INTEGRAZIONI

597842

25.11/2024

26

 

PIANO GESTIONE RIFIUTI DI ESTRAZIONE

597842

25.11.2024

27

 

PIANO ECONOMICO FINANZIARIO

597842

25.11.2024

 

  1. stabilire, ai fini dello snellimento e della semplificazione dell'azione amministrativa, che il provvedimento di autorizzazione fintanto efficace assorbe, modifica e sostituisce la precedente D,G.R. n. 99 del 26.01.2010 di autorizzazione alla coltivazione della cava medesima;
     
  2. di stabilire che l’ulteriore materiale utile già autorizzato e ancora da estrarre alla data di stesura del progetto (dicembre 2022) è stato stimato in circa mc 1.639.222; come risultante dalla documentazione di progetto,
     
  3. di far obbligo alla ditta di concludere i lavori di coltivazione (estrazione e sistemazione) entro 10 (dieci) anni dalla data di rilascio del presente provvedimento;
     
  4. di fare obbligo alla ditta, ai fini dell'efficacia del presente provvedimento, di adempiere alle seguenti condizioni:
  1. di presentare, a garanzia del rispetto degli obblighi derivanti dall’autorizzazione, ivi compresi quelli relativi al Piano di gestione dei rifiuti di estrazione, la documentazione attestante l’avvenuto versamento presso il Tesoriere Regionale – Unicredit Spa (IBAN IT32D0200802017000100543833 Regione Veneto – “Depositi Cauzionali”) – di un deposito cauzionale effettuato in conformità alle normative vigenti, al valore corrente dell’importo di € 2.300.000,00 (duemilionitrecentomila/00), oppure, sempre per lo stesso importo, polizza fideiussoria bancaria o di altro ente autorizzato. La Regione, con apposito provvedimento, procederà allo svincolo del suddetto deposito cauzionale previo accertamento dell'osservanza, da parte della ditta autorizzata, degli obblighi derivanti dall’autorizzazione mentre, in caso di inosservanza degli obblighi medesimi, la stessa Regione provvederà a incamerare l'importo corrispondente alle garanzie presentate. La documentazione costituente il deposito cauzionale dovrà contenere  una clausola che espliciti che la garanzia si estende al mancato adempimento all’obbligo ricompositivo  e ad ogni altro impegno assunto con l’autorizzazione;
  2. di presentare la documentazione che dimostri la disponibilità delle aree della cava per l’intera temporalità prevista al punto 7 del presente provvedimento, con la precisazione che qualora il titolo di disponibilità per lo sfruttamento del giacimento sia diverso dalla proprietà lo stesso deve essere registrato e trascritto nei registri immobiliari;
  1. di far obbligo alla ditta di adempiere alle seguenti prescrizioni:
  1. procedere con i lavori di coltivazione secondo la consequenzialità delle fasi prevista dallo schema di cui all’elaborato di progetto n. 17 – CRONOGRAMMA DELLE FASI DI INTERVENTO DEI LOTTI DI COLTIVAZIONE;
  2. realizzare, prima dell’inizio dei lavori di estrazione nelle aree di nuova escavazione, esternamente al ciglio di scavo, un arginello in terra alto almeno 50 centimetri in modo da impedire ruscellamenti sulle scarpate sottostanti;
  3. provvedere, entro la prima stagione utile, al completamento, qualora necessario, della quinta arborea perimetrale di progetto, con utilizzo di alberatura autoctona proveniente da vivai certificati, a fusto di almeno 7 cm di diametro, finalizzata alla mitigazione di eventuali rumori;
  4. provvedere alla periodica manutenzione, a cadenza almeno semestrale, della recinzione perimetrale, che dovrà essere costituita da rete metallica di altezza almeno di 2 metri e munita di cartelli avvisatori di pericolo;
  5. effettuare le operazioni di accumulo e scarico del materiale di scopertura solo all’interno dell'area della cava; tale materiale potrà essere utilizzato solo per i previsti lavori di sistemazione ambientale;
  6. assicurare il corretto deflusso e smaltimento delle acque meteoriche e porre in atto tutti quegli accorgimenti tecnici che si rendessero necessari per evitare eventuali ristagni delle acque in corrispondenza delle scoline di raccolta previste lungo il contorno del fondo cava;
  7. mantenere durante le operazioni di scavo un’altezza dei fronti di scavo di altezza di circa 5-6 metri e con inclinazioni temporanee non superiori a 65°;
  8. mantenere, in fase di estrazione, il profilo delle scarpate perimetrali con angolo non superiore a 40°;
  9. inviare, alla conclusione di ognuna delle fasi estrattive ricomprendenti tratti di scarpata e comunque prima di procedere alla ricomposizione del tratto di scarpata interessato, ai Comuni e alla Provincia un rilievo, anche su supporto informatico del tratto di scarpata interessato dallo scavo, a firma di tecnico abilitato. La lunghezza del tratto non ricomposto morfologicamente non potrà comunque essere superiore a 150 metri;
  10. comunicare ai Comuni e alla Provincia il completamento dei lavori di ricomposizione ambientale di ogni lotto o fase di estrazione prima di procedere alla fase successiva;
  11. provvedere alla ricomposizione morfologica delle scarpate  perimetrali passando da un’inclinazione di 40° a 25°,  mediante l’impiego di materiale limoso-argilloso proveniente dalla selezione e lavaggio degli inerti presso gli impianti di prima lavorazione presenti in cava e da terre e rocce provenienti dall’esterno, nelle quantità strettamente necessarie.  La ricostruzione delle scarpate deve essere eseguita previa ricarica di materiale al piede per strati successivi dello spessore non superiore a metri 1, con operazioni consequenziali di riporto e costipamento;
  12. provvedere alla stesura sulle scarpate finali rimodellate con angolo di 25° di uno strato di 40 cm di terreno agrario;
  13.  riportare sul fondo cava, a lavori di estrazione conclusi, uno strato dello spessore di almeno 1 (un) metro di materiale limoso-sabbioso con permeabilità non superiore a 10-7 m/sec risultante dalla selezione del materiale ghiaioso di cava, nonché un successivo strato di almeno 0,40 metri di terreno agrario;
  14. realizzare, a fine lavori, il previsto fosso lungo il piede della scarpata perimetrale;
  15. trasmettere annualmente, alla competente Direzione regionale Difesa del Suolo e della Costa, SOS Lavori e Servizi Tecnici, entro il 28 febbraio, la seguente documentazione:
  • rilievo dello stato di fatto della cava;
  • volume di materiale estratto, di materiale lavorato, commercializzato e destinazione di utilizzo dello stesso;
  • volumi di materiale equiparabile a quello di cava proveniente dall’esterno, accumulato e lavorato in cava;
  1. di far obbligo alla ditta di adottare le seguenti misure di mitigazione:
  1. dovrà essere conservato in cava il materiale assorbente idoneo a raccogliere eventuali sversamenti accidentali e gli operatori dovranno essere istruiti per intervenire prontamente con le dovute procedure di emergenza;
  2. dovranno essere rispettate le vigenti norme in materia di tutela dell’ambiente e i serbatoi contenenti carburanti e/o sostanze pericolose devono essere omologati e rispettare le vigenti norme in materia di tutela dell’ambiente e dotati di idonea vasca di contenimento;
  3. gli automezzi utilizzati nell’attività avranno emissione controllata standard europei per le omologazioni stradali: qualora si rendesse necessaria la sostituzione dei mezzi si privilegerà l’acquisto di mezzi con standard minimo di omologazione Euro 5 e Stage IV;
  4. recepire ai fini di mitigare l’eventuale impatto di emissioni di polveri le misure di mitigazione suggerite nella richiesta di integrazioni del Comitato VIA, scaricabile dal sito web: https://www.regione.veneto.it/web/vas-via-vinca-nuvv/via-area-progetti
  5. mantenere in piena efficienza l’impianto di lavaggio ruote per i mezzi in entrata e uscita adibiti al trasporto di materiale e indicato nell’El. 11  - ”Planoaltimetrico del progetto di variante del sedime di cava con volume di scavo invariato”. Allo stesso modo dovrà essere mantenuto in piena efficienza il sistema di bagnatura della rampa di accesso e dei piazzali per limitare la polverosità. Tutto ciò anche al fine di evitare l'imbrattamento delle strade da parte dei mezzi di trasporto del materiale estratto;
  1. di far obbligo alla ditta, inoltre, di:
  • evitare possibili fenomeni di inquinamento delle matrici ambientali con particolare riferimento allo smaltimento rifiuti, alla raccolta e smaltimento delle acque reflue ed alle emissioni dei fumi in atmosfera;
  • limitare la velocità dei mezzi adibiti al trasporto del materiale sia all’interno dell’area di cava che nel primo tratto di viabilità pubblica, al fine di evitare la collisione con individui della fauna terrestre;
  • svolgere periodiche attività di informazione e formazione del personale operante in cava per evitare il verificarsi di comportamenti impattanti;
  1. di far obbligo alla ditta di osservare la seguente condizione la condizione ambientale contenuta nel D.D.R. n. 21/2024 di esclusione dell’intervento dalla procedura di V.I.A., come di seguito riportata:
     

CONTENUTO

DESCRIZIONE

Macrofase

Ante operam – in corso d’opera - post operam

Oggetto della condizione

Venga dato riscontro dell’attuazione delle prescrizioni riportate nella relazione istruttoria VINCA n. 292/2023 in data 07/12/2023 (pubblicata sul sito web dell’Unità Organizzativa V.I.A. della Regione del Veneto, all’indirizzo: http://www.regione.veneto.it/web/vas-via-vinca-nuvv/via-area-progetti - progetto n. 53/2023).

A tal fine il proponente dovrà provvedere all’invio di apposita relazione agli uffici della Regione Veneto – Direzione valutazioni ambientali, supporto giuridico e contenzioso.

Termine per l’avvio della Verifica
di Ottemperanza

Entro 60 (sessanta) giorni dal rilascio dell’autorizzazione dovrà essere inviata agli uffici della Regione Veneto - Direzione valutazioni ambientali, supporto giuridico e contenzioso, per la relativa valutazione, un'apposita relazione nella quale dovranno essere definite le modalità e dovrà essere cadenzata l’attuazione delle prescrizioni in questione.

Soggetto verificatore

Regione Veneto – Direzione valutazioni ambientali, supporto giuridico e contenzioso.

 

  1. di precisare che è sempre fatto obbligo alla ditta titolare dell’autorizzazione di cava di condurre i lavori di coltivazione in modo da non produrre danni a terzi e di risarcire gli eventuali danni comunque prodotti dall’attività di coltivazione della cava;
     
  2. di approvare il piano di gestione dei rifiuti di estrazione acquisito al protocollo regionale n 597842 del 25.11.2024 ai sensi del D.Lgs. 117/2008 e della D.G.R. n. 761/2010 e successive modificazioni, dando atto che dal piano medesimo emerge che non vi è produzione di rifiuti di estrazione;
     
  3. di far obbligo alla ditta di rispettare le seguenti disposizioni ai sensi dell’art. 5 del D.lgs. 117/08 e della DGR n. 761/10, relativamente al piano di gestione dei rifiuti di estrazione:
  1. di stabilire che il materiale associato della cava (terreno agrario), da utilizzarsi nella ricomposizione morfologica del sito, dovrà presentare valori di concentrazioni inferiori ai limiti CSC di cui alla colonna A della Tabella 1 dell’allegato 5 alla parte IV del D.Lgs. 152/2006 ovvero, in caso di superamento, detti valori dovranno risultare espressione dei fattori fisico-chimici naturali del sito, ai sensi del D.M. 46/2019;
  2. la ditta può utilizzare, per la ricomposizione morfologica di progetto, i sottoprodotti provenienti dall’impianto di prima lavorazione ubicato presso la cava, nei quali i valori di concentrazione siano inferiori ai limiti indicati in colonna A della tabella 1 dell’allegato 5 alla parte IV del D.lgs. 152/2006 ovvero dei più elevati valori di fondo espressi dal sito di utilizzo;
  3. è consentito, inoltre, l’utilizzo  per la ricomposizione morfologica delle scarpate e per la ricostituzione dello strato superficiale, anche di terre e rocce da scavo di provenienza esterna alla cava, nelle quantità strettamente necessarie, nelle quali i valori di concentrazione siano inferiori ai limiti CSC indicati in colonna A della tabella 1 dell’allegato 5 alla parte IV del D.lgs. 152/2006 ovvero dei più elevati valori di fondo espressi dal sito di utilizzo, in conformità al D.M. 46/2019;
  4. la ditta è tenuta ad effettuare le analisi di cui alla parte C) punto 2) dell’allegato A alla DGR n. 761/2010, del limo sabbioso argilloso (sottoprodotti), almeno una volta ogni 12 mesi per ciascun degli impianti di provenienza e ogni qualvolta sia modificato il ciclo di lavorazione degli impianti medesimi, inserendo, nel caso di utilizzo di flocculanti, anche l’analisi dell'acrilamide nel limo, secondo le specifiche modalità indicate nella D.G.R. n. 1987/2014, al fine di dimostrarne l’assenza;
  5. la ditta deve conservare la documentazione relativa al materiale proveniente dall’esterno e tenere aggiornato il registro dei materiali in entrata nell’ambito di cava, secondo le disposizioni di cui alla parte C)  punto 3) dell’allegato A alla DGR 761/2010;
  6. il piano di gestione approvato deve essere riesaminato ogni 5 anni e le eventuali modifiche devono essere notificate all’Unità Operativa Geologia ai sensi dell’art. 5 del D.lgs. 117/2008;
  1. la Regione, con decorrenza dalla data di effettuazione del deposito cauzionale di cui al punto 8, lett. a, procederà a svincolare il precedente deposito cauzionale presentato dalla ditta Mosole S.p.A.  a garanzia del rispetto degli obblighi derivanti dalla DGR n. 99 del 26.01.2010 per l’importo di Euro 1.934.471,11 costituito da polizza n. PT0611242 del 15/04/2024 della ATRADIUS CREDITO Y CAUCION DE SEGUROS E REASEGUROS, per l’intero importo; nonché di restituire alla citata ditta i relativi atti di fideiussione;
     
  2. si dà atto che nella procedura di verifica di assoggettabilità alla V.I.A., conclusasi con decreto n. 21 del 11.03.2024, è stato rilevato che l’area di intervento è esterna ai siti della Rete Natura 2000 e che non si riconoscono interferenze tra le attività previste e gli habitat e le specie di interesse comunitario in esse presenti, ritenendo pertanto che si può riconoscere la sussistenza della fattispecie di esclusione dalla procedura di Valutazione di Incidenza, ai sensi del paragrafo 2.2 dell’Allegato A alla D.G.R. n. 1400/2017;
     
  3. di far obbligo alla ditta  del rispetto della normativa sulla sicurezza di cui al D.Lgs. n. 81 del 09.04.2008, al D.Lgs. 25.11.1996, n. 624 ed al D.P.R. 09.04.1959 n. 128, precisando che le funzioni di Polizia Mineraria e le competenze in materia sono attualmente esercitate  dalla Provincia, segnalando l’obbligo in capo alla ditta di trasmettere annualmente alla Provincia stessa una relazione aggiornata sulla stabilità dei fronti di scavo, secondo le indicazioni di cui all’art. 52, comma 1, del citato D.Lgs. 624/1996;
     
  4. di consentire l’avvicinamento degli scavi a distanze inferiori a quelle indicate all’art. 15, comma 7, delle N.T.A. del P.R.A.C., rispetto a  tratto di strada comunale e di canaletta consortile posti lungo il lato sud-ovest di cava;  preso atto delle verifiche di stabilità prodotte dalla ditta;
     
  5. di trasmettere il presente provvedimento corredato dalla documentazione di progetto ai Comuni di Spresiano e Arcade, alla Provincia di Treviso, all’A.R.P.A.V. e alla Direzione Valutazioni Ambientali, Supporto Giuridico e Contenzioso - U.O. VAS, VINCA, Capitale Naturale e NUVV, nonché di disporne la pubblicazione per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione;
     
  6. di rilasciare il presente provvedimento fatti salvi e impregiudicati gli eventuali diritti di terzi;
     
  7. di informare che avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) del Veneto o, in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla data di comunicazione del medesimo.

Vincenzo Artico

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