Menu veloce: Pagina iniziale | Consultazione | Filtri di selezione | Contenuto
Scarica la versione stampabile del BUR n. 6 del 13/01/2017
Scarica la versione firmata del BUR n. 6 del 13/01/2017
Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 6 del 13 gennaio 2017


Materia: Servizi sociali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 2202 del 23 dicembre 2016

DGR 1502/2011 - Approvazione Linee Guida per la tipologia di servizio Nido in Famiglia della Regione del Veneto: aggiornamento e implementazione del Sistema regionale dei servizi alla prima infanzia gestiti in civile abitazione.

Note per la trasparenza

con il presente provvedimento si intende attivare un programma, alla luce degli obiettivi raggiunti e dell'estensione dei servizi alla prima infanzia 0-3 anni -nidi in famiglia- nella Regione del Veneto, finalizzato a consolidare la tipologia indicata in sintonia con i servizi alla prima infanzia presenti nel territorio. Si intende quindi confermare l'incarico alla Direzione Servizi Sociali-Unità Organizzativa Famiglia Minori Giovani e Servizio Civile- a proseguire nelle attività di conduzione, coordinamento, di monitoraggio e di controllo con l'obiettivo d'implementare il Sistema Regionale Nidi in Famiglia.

L'Assessore Manuela Lanzarin riferisce quanto segue.

Nella Regione del Veneto, i Servizi alla Prima Infanzia hanno avuto uno sviluppo e una diffusione considerevoli in attuazione alla L.R. 32/90 che con la sua promulgazione ha permesso di creare e rafforzare un sistema qualificato di servizi rivolti appunto alla prima infanzia.

I servizi alla prima infanzia rispondono alla necessità di mettere a disposizione dei bambini un ambiente adeguato e competente che assicuri funzioni di cura ed educative, competenti, oltreché di supporto alle famiglie nelle loro funzioni genitoriali.

La L.R. 32/90 all'art. 17 laddove delinea e definisce i servizi innovativi, comma 3., indica la tipologia del "Nido Famiglia" quale servizio finalizzato a valorizzare il ruolo dei genitori all'intervento educativo prevedendone il diretto coinvolgimento nella conduzione e nella gestione del servizio. Il medesimo comma inoltre evidenzia alcune caratteristiche organizzative specifiche.

Successivamente l'approvazione della Legge Regionale 22/02, ha stabilito le procedure di autorizzazione e accreditamento delle strutture socio-sanitarie e sociali, nella fattispecie quelle relative ai servizi alla prima infanzia, cioè il percorso per migliorare, con i nuovi requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi richiesti, l'efficienza, l'efficacia, la sicurezza, l'accessibilità e la fruizione dei servizi medesimi.

I nuovi criteri di autorizzazione all'esercizio e accreditamento sono specificati tramite l'Atto di Giunta Regionale n. 84/07 il quale fra le tipologie introdotte dalla normativa del 1990, non prevede più il servizio Nido Famiglia di cui alla 32/90, art.17.

La Regione del Veneto ha inteso, in sintonia con la vigente normativa, disciplinare la tipologia di servizio alla prima infanzia svolto presso civile abitazione per un numero ridotto di bambini e con una modalità relazionale-educativa fortemente mutuata da quella "familiare".

La DGR 674/08 ha previsto "la promozione e sostegno per la diffusione dei nuovi servizi destinati alla prima infanzia, svolti presso le civili abitazioni, (tipo nido in famiglia)" al fine di dare continuità alla sperimentazione già avviata nel 2005 grazie al Bando Regionale Mamma per Mamme, nonché per individuare e definire un modello originale di "nido in famiglia", precisandone i requisiti e le modalità di funzionamento e focalizzando l'obiettivo sulla erogazione del servizio medesimo.

La DGR 674/08 impostava quindi l'avvio di una sperimentazione circostanziata ad una metodologia e ad un sistema specifico i quali, oltre a regolamentare la gestione organizzativa ed educativa di cura del servizio aveva la funzione di contrastare il lavoro irregolare comunemente indicato come "lavoro nero" e senza alcun controllo da parte di personale competente.

L'Allegato A della DGR 674/08 delineava le modalità progettuali e le possibili declinazioni organizzative del progetto sperimentale "nido in famiglia" che consiste in una unità d'offerta con funzioni educativa, di cura e socializzazione rivolta a massimo sei bambini di età compresa tra 0 e 3 anni. La singola unità d'offerta è condotta dal "collaboratore educativo" che svolge l'attività di "nido in famiglia" in una casa e/o appartamento, classificato come -civile abitazione-.

Il progetto ai sensi della DGR 674/08, prevedeva che, da parte della Regione, fossero adottate le azioni necessarie per effettuare, nei diversi momenti di avvio e in itinere, verifiche di presenza e permanenza dei requisiti individuati per l'esercizio dell'unità d'offerta. La medesima DGR 674/08 dettagliava la fase sperimentale e la tempistica al fine di rendere funzionante in tempi brevi il sistema e soprattutto di poter testare la risposta del territorio di fronte alle nuove opportunità di affiancamento alla famiglia nelle funzioni di cura ed educazione.

Successivamente alla fase di sperimentazione ai sensi della DGR 674/08, grazie agli esiti conseguiti, con DGR 1502/11 sono state approvate le "Linee Guida Nido in Famiglia nella Regione del Veneto"; Atto di indirizzo e di organizzazione dei Nidi in Famiglia. L'obiettivo di quest'ultimo è dare indicazioni precise e puntuali sull'identità del servizio per la prima infanzia con caratteristiche familiari e sulle relative finalità, funzioni, modalità organizzative, al fine di garantire una risposta adeguata ai bisogni reali delle famiglie con bambini sotto i 3 tre anni d'età e di entrare in sintonia con l'esistente Sistema Regionale dei Servizi Sociali destinati ai bambini sotto i 3 anni d'età. Ha inoltre l'obiettivo di inserire nella rete dei Servizi per la prima infanzia, anche i Nidi in Famiglia affinché le Amministrazioni Comunali abbiano gli strumenti utili per la gestione dei servizi presso il proprio territorio, riconoscendo quelli idonei ad operare in quanto inseriti nel Sistema Regionale.

Di fatto i Servizi Nidi in famiglia, grazie alla specificità della loro organizzazione, si sono dimostrati efficaci nel rispondere alle esigenze delle famiglie e contemporaneamente nel creare opportunità di lavoro adoperandosi tra l'altro per la Conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro; essi hanno inoltre consentito di verificare l'efficacia del sistema in ordine alla necessità di dare garanzie di sicurezza e qualità ai cittadini a fianco di una modalità di intervento educativo competente in modo particolare per la fascia d'età considerata.

Ad oggi sono registrati come operativi: n. 41 organizzatori, n. 607 Collaboratori Educativi, n. 346 Nidi in Famiglia coinvolgendo quindi almeno n.2150 bambini sotto i tre anni d'età.

Oltre ad aver registrato una costante crescita del numero di servizi presenti nel territorio regionale va sottolineata la valenza positiva della presenza di un servizio, agile, minuscolo, flessibile con bassissimo rischio d'impresa, normato e costantemente vigilato laddove le condizioni locali e geografiche non suggeriscono la presenza di strutture dedicate in quanto si è in corso, ormai da anni, un importante calo delle nascite nonché del lavoro che tiene fuori casa i genitori.

Alla luce dei soddisfacenti risultati fino ad ora ottenuti e soprattutto della stabilizzazione sia del modello che del sistema regionale, nonché della partecipazione attiva di chi opera ed eroga il servizio e di chi ne fruisce, si rende necessaria una ulteriore definizione di questo peculiare modello organizzativo, di cura ed educativo, inserito in un contesto economico-sociale-professionale e fiscale nonché normativo, in continuo divenire.

Si propone quindi di:

  • demandare alla Direzione Regionale Servizi Sociali Unità Organizzativa Famiglia Minori Giovani e Servizio Civile il compito di proseguire nel monitoraggio, coordinamento e controllo dell'attività del sistema nidi in famiglia;
  • provvedere allo studio e analisi circa le eventuali nuove articolazioni che il sistema regionale unità d'offerta nido in famiglia potrà avere al fine di assicurare una corretta gestione sia a livello macro che micro;
  • attivare tutte le procedure che dovessero rendersi necessarie per completare il percorso di ottimizzazione del sistema regionale affinché si possa realizzare una sostenibilità futura che contrasti il ricorso al lavoro nero e senza alcun controllo;
  • incaricare il Direttore Regionale della Direzione Servizi Sociali ad assumere ogni atto conseguente in attuazione del presente provvedimento.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

-   vista la Legge 8 novembre 2000, n. 328;

-   vista la Legge Regionale 16 agosto 2002, n. 22;

-   vista la Legge Regionale 30 aprile 1990, n.32;

-   vista la DGR 84/07;

-   vista la DGR 3923/07;

-   vista la DGR 674/08;

-   vista la DGR 4252/08;

-   vista la DGR 4254/08;

-   vista la DGR 1502/11;

-   vista la DGR 2907/13;

delibera

1.  di ritenere le premesse parti integranti e sostanziali del presente provvedimento;

2.  di approvare l'avvio delle attività, così come in parte motiva descritte;

3.  di demandare alla Direzione Regionale Servizi Sociali Unità Organizzativa Famiglia Minori Giovani e Servizio Civile la regia delle attività in parte motiva dettagliate;

4.  di rinviare a successivi provvedimenti del Direttore Regionale della Direzione Servizi Sociali per l'adozione di qualsiasi ulteriore atto relativo all'attuazione del presente deliberato;

5.  di pubblicare integralmente il presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

Torna indietro