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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 1 del 05 gennaio 2016


Materia: Acque

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1938 del 23 dicembre 2015

Contratti di fiume. Indicazioni regionali sui requisiti di qualità dei Contratti di fiume per il Veneto. L.R. 5 aprile 2013, n. 3, art. 42.

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento si da una prima impostazione al quadro dispositivo regionale in materia di Contratti di fiume, riconoscendo la validità di tale istituto di gestione condivisa del bene collettivo acqua.

Estremi dei principali documenti dell'istruttoria:
L.R. 5 aprile 2013, n. 3 "Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2013", art. 42 "Contributi regionali per i Contratti di fiume".
DGR 10 aprile 2013, n. 427 "Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC 2009). Adozione variante parziale con attribuzione della valenza paesaggistica. L.R. 23 aprile 2004, n. 11, artt. 25 e 4.", allegato B4 "Norme tecniche del PTRC", art. 20bis "Contratti di fiume".
Documento d'indirizzo 12 marzo 2015, "Definizioni e requisiti qualitativi di base dei Contratti di Fiume", del gruppo di lavoro MATTM, ISPRA e Tavolo Nazionale Contratti di fiume.
DGR 31 marzo 2015, n. 402 "Contratti di fiume. L.R. 5 aprile 2013, n. 3, art. 42. Definizione del Tavolo Regionale di Coordinamento dei Contratti di fiume e delle sue funzioni".

L'Assessore Giuseppe Pan riferisce quanto segue.

I Contratti di fiume rientrano in una strategia mondiale: il World Water Forum definisce, già nel 2000, i Contratti di fiume come forme di accordo che permettono di "adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale e sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale".

La normativa comunitaria in materia di acqua e di suolo riconosce nell'approccio partecipativo dal basso, quali i Contratti di fiume, un innovativo strumento di governance. In conformità con tale orientamento, i Contratti di fiume ripropongono una gestione condivisa del bene collettivo acqua, attraverso la partecipazione di tutti gli attori locali interessati alla risorsa idrica, che vi aderiscono su base volontaria.

La gestione delle acque sul modello dei Contratti di fiume ha preso avvio in Veneto, dopo che a livello nazionale sull'argomento sono stati convocati i Tavoli Nazionali, sulla base della prima esperienza a carattere regionale che ha visto la Regione Lombardia prima in Italia a sperimentare questo nuovo strumento.

In Italia, dopo l'avvio delle prime esperienze, è emersa la necessità di costruire un quadro di riferimento normativo che permette di riconoscere valore al "processo partecipativo sviluppato su scala locale e a base volontaria", quale proposta da valutare nell'ambito della pianificazione/programmazione a scala di bacino. La prima disciplina dei Contratti di fiume ha preso forma per iniziativa della Commissione Ambiente e Energia della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, mediante la stesura di un documento denominato Carta Nazionale dei Contratti di Fiume, condiviso negli incontri del Tavolo Nazionale; tale documento è stato sottoscritto il 2 marzo 2011 anche dall'Assessore all'Ambiente della Regione del Veneto.

Il Tavolo Nazionale, coordinandosi con il Ministero dell'Ambiente e ISPRA, attraverso l'istituzione di quattro gruppi di lavoro, persegue l'obiettivo di creare un modello italiano dei Contratti di fiume, utilizzando le esperienze già avviate, cogliendone i punti di forza e proponendo soluzioni per i punti di debolezza.

Il primo gruppo di lavoro ha prodotto un documento d'indirizzo il 12 marzo u.s., dal titolo "Definizioni e requisiti qualitativi di base dei Contratti di Fiume", in cui ribadisce che la finalità dei Contratti di fiume è di "contribuire al perseguimento degli obiettivi delle normative in materia ambientale (con particolare riferimento alla Direttiva 2000/60/CE e alla Direttiva 2007/60/CE), in quanto utile strumento per la prevenzione e riduzione dell'inquinamento, l'utilizzo sostenibile dell'acqua, la protezione dell'ambiente e degli ecosistemi acquatici, la mitigazione degli effetti delle inondazioni e della siccità, nonché un utile strumento per il coordinamento e la coerenza delle azioni e interventi previsti per le citate direttive". Nel medesimo documento viene puntualizzato che "i Contratti di fiume devono essere coerenti con le previsioni di piani e programmi già esistenti nel bacino idrografico di riferimento/sub-bacino e per il territorio oggetto dei Contratti di fiume e comunque, qualora necessario, possono anche contribuire a riorientare e migliorare i contenuti degli strumenti di pianificazione locale", tra i quali ricadono anche quelli legati all'attività agricola, con particolare riferimento all'irrigazione, allo sviluppo rurale, nonché alla pesca.

Un ulteriore passo in avanti è stato compiuto con la previsione dei Contratti di fiume nel collegato ambientale D.Lgs. n. 152/2006, con l'inserimento dell'art. 68-bis che prevede "i contratti di fiume concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a livello di bacino e sottobacino idrografico, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale di tali aree". Tale testo è stato recentemente licenziato dal Senato all'art. 59, apportando lievi modifiche al testo già approvato dalla Camera.

Nel dare attuazione a quanto emerso nei Tavoli Nazionali dei Contratti di fiume, è necessario individuare alcuni requisiti il cui rispetto è necessario sia per gestire il processo a livello locale, sia per rendere coerenti i Contratti di fiume con le previsioni ai diversi livelli di pianificazione.

Dev'essere preliminarmente evidenziato che il percorso "verso il Contratto di fiume", che viene puntualmente illustrato nell'Allegato A al presente provvedimento, può essere ricondotto a cinque fasi di seguito elencate:

  1. condivisione di un Documento d'Intenti;
  2. messa a punto di una Analisi conoscitiva preliminare integrata;
  3. definizione di uno Scenario strategico che interessa un orizzonte pianificatorio/programmatorio di medio-lungo periodo;
  4. individuazione di un Programma d'Azione con realizzabilità a breve scadenza;
  5. sottoscrizione del Contratto di fiume.

Si deve riconoscere che i Contratti di fiume in territorio veneto si sono distinti per l'approccio innovativo: inizialmente i Soggetti proponenti sono stati i Consorzi di bonifica, che hanno comunque sempre condiviso la fase di avvio dei processi dei Contratti di fiume proposti da Comuni, Consorzi di Bacino Imbrifero, Consorzi Intercomunali, Comunità Montane, Province.

Peraltro, stante la varietà di risorse idriche che caratterizzano il Veneto, hanno trovato avvio numerosi Contratti di fiume tesi a tutelare le diverse forme d'acqua presenti nel territorio: di foce, di falda, di fiume, di lago, di risorgiva e di costa, interessando così il sistema montano, l'ambiente pedecollinare, la fascia delle risorgive, i paesaggi di pianura e la linea costiera.

Si è valutato utile, pertanto, riportare le attività sino ad oggi adottate dalla Regione del Veneto in materia di Contratti di fiume nello specifico Allegato B al presente provvedimento.

In linea con gli orientamenti assunti a livello nazionale, alla luce della forte componente innovativa presente nella materia, si valuta opportuno che la Giunta regionale individui i requisiti di seguito elencati ai quali devono adeguarsi i Contratti di fiume:

  1. operare in un contesto di area vasta;
  2. assumere decisioni in conformità con le disposizioni normative e con le previsioni di piani e programmi vigenti nel bacino-sottobacino idrografico e del territorio oggetto del Contratto di fiume;
  3. condividere gli intenti, gli impegni e le responsabilità tra i diversi soggetti aderenti;
  4. garantire la comunicazione e divulgazione di informazioni e materiali rendendoli accessibili al pubblico, anche a soggetti non espressamente aderenti.

Al rispetto di tali requisiti è chiamato a vigilare il Tavolo Regionale di Coordinamento dei Contratti di fiume, istituito con deliberazione della Giunta regionale 30 dicembre 2013, n. 2796, aggiornato nella sua composizione e nelle funzioni con deliberazione della Giunta regionale 31 marzo 2015, n. 402. Il documento che costituisce Allegato C al presente provvedimento articola i requisiti e le condizioni a cui devono attenersi i Contratti di fiume, nonché le competenze e le attività del Tavolo Regionale di Coordinamento, garantendo così la qualità delle diverse esperienze avviate e di quelle che verranno intraprese nel territorio regionale.

Peraltro, poiché in alcune aree del territorio regionale non hanno preso avvio forme volontarie di partecipazione riconducibili a percorsi "verso il Contratto di fiume", si valuta opportuno prevedere che la Giunta regionale possa farsi promotrice della loro costituzione, anche attraverso pubblici avvisi, al fine di conseguire la tutela e la riqualificazione di forme d'acqua presenti in determinati luoghi, assicurando agli attori locali che vi aderiscono il proprio sostegno organizzativo.

Con il presente provvedimento si da, quindi, una prima impostazione al quadro dispositivo regionale in materia di Contratti di fiume, riconoscendo la validità di tale istituto di gestione condivisa del bene collettivo acqua, attraverso la partecipazione degli attori locali interessati alla risorsa idrica, agevolando così l'operatività nelle diverse iniziative.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

Udito il relatore, il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

VISTA la legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54 "Legge regionale per l'ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale" in attuazione della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 "Statuto del Veneto";

VISTO l'articolo 42 della legge regionale 5 aprile 2013, n. 3 "Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2013";

VISTA la deliberazione della Giunta regionale 10 aprile 2013, n. 427, che introduce l'art. 20-bis "Contratto di fiume" nella "Variante Parziale al PTRC per l'attribuzione della valenza paesaggistica";

VISTA la deliberazione della Giunta regionale 10 settembre 2013, n. 1608 "L.R. 5 aprile 2013, n. 3, art. 42. Contributi regionali per i Contratti di fiume. Modalità e termini per la presentazione delle istanze di finanziamento";

VISTA la deliberazione della Giunta regionale 30 dicembre 2013, n. 2796 "Contratti di fiume. L.R. 5 aprile 2013, n. 3, art. 42. Approvazione proposte e conseguente impegno contributi regionali";

VISTA la deliberazione della Giunta regionale 31 marzo 2015, n. 402 "Contratti di fiume. L.R. 5 aprile 2013, n. 3, art. 42. Definizione del Tavolo Regionale di Coordinamento dei Contratti di fiume e delle sue funzioni";

delibera

1.      di approvare per le motivazioni illustrate in premessa, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, gli Allegati A, B e C che definiscono e illustrano rispettivamente:

A.     le fasi in cui si articola il percorso "verso il Contratto di fiume";

B.     le attività realizzate dalla Regione del Veneto nell'ambito dei Contratti di fiume;

C.     i requisiti e le condizioni a cui devono attenersi i Contratti di fiume, nonché le competenze e le attività del Tavolo Regionale di Coordinamento;

2.      di stabilire che, qualora a livello locale non venga assunta alcuna iniziativa di Contratto di fiume, la Giunta regionale può farsi promotrice della sua costituzione, anche attraverso pubblici avvisi, al fine di conseguire la tutela e la riqualificazione di forme d'acqua presenti in determinati luoghi, assicurando agli attori locali che vi aderiscono il proprio sostegno organizzativo;

3.      di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;

4.      di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.

(seguono allegati)

1938_AllegatoA_314261.pdf
1938_AllegatoB _314261.pdf
1938_AllegatoC_314261.pdf

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