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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 49 del 09 maggio 2014


Materia: Bonifica

Deliberazione della Giunta Regionale n. 543 del 15 aprile 2014

Ripristino opere pubbliche di bonifica danneggiate dalle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi dal 30 gennaio alla prima decade di febbraio 2014 nel territorio delle province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza e Verona. Richiesta di declaratoria e delle assegnazioni contributive del Fondo di solidarietà nazionale. Allegato A. (Decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102).

Note per la trasparenza

Si chiede al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali la dichiarazione dell'esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi atmosferici verificatisi dal 30 gennaio alla prima decade del mese di febbraio 2014 nel territorio delle province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza e Verona, dove si sono verificati danni alle opere pubbliche di bonifica.

L'Assessore Maurizio Conte riferisce quanto segue.

Il Decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, "Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a norma dell'art. 1, comma 2, lett. i), della legge 7 marzo 2003, n. 38", ha definito la nuova disciplina del Fondo di solidarietà nazionale, confermando la possibilità di utilizzare le risorse finanziarie del Fondo medesimo per il ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione danneggiate da eccezionali avversità atmosferiche.

In proposito, l'art. 6 del citato Decreto legislativo prevede che le Regioni competenti, attuata la procedura di delimitazione del territorio colpito e di accertamento dei danni conseguenti, deliberino - entro il termine perentorio di 60 giorni dalla cessazione dell'evento dannoso - la proposta di declaratoria dell'eccezionalità dell'evento, nonché l'individuazione delle provvidenze da concedere per il ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica e irrigazione e la relativa richiesta di spesa. In presenza di eccezionali e motivate difficoltà nella delimitazione dei territori e nella individuazione delle provvidenze, il suddetto termine è prorogato di ulteriori 30 giorni.

Sulla base della proposta della Regione, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, previo accertamento degli effetti degli eventi calamitosi, dichiara l'esistenza del carattere di eccezionalità delle calamità naturali, individuando i territori danneggiati e le provvidenze.

Successivamente, il medesimo Ministero, d'intesa con la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, tenuto conto dei fabbisogni di spesa, dispone il Piano di riparto delle somme da prelevarsi dal Fondo di solidarietà nazionale e da trasferire alle Regioni.

Con riferimento agli eventi atmosferici specificati in oggetto, deve essere evidenziato che il 29 gennaio 2014 il Centro Funzionale Decentrato - ARPAV ha emesso gli avvisi di condizioni meteorologiche avverse e di criticità idrogeologica e idraulica, con previsione di precipitazioni persistenti e diffuse, a tratti intense, con quantitativi complessivi molto abbondanti, in tutto il territorio regionale a partire dalla mattinata di giovedì 30 gennaio 2014.

Deve essere evidenziato che la perturbazione in argomento si è verificata dopo un periodo di circa un mese in cui sul territorio regionale si sono susseguite perturbazioni anche intense di stampo autunnale, che hanno portato piogge e nevicate in montagna, particolarmente frequenti e abbondanti.

Una nuova e persistente fase perturbata si è avuta nei 6 giorni, tra giovedì 30 gennaio e martedì 4 febbraio, quando il Veneto è stato investito da insistenti flussi sciroccali generati da una particolare situazione meteorologica "di blocco" a grande scala: a Ovest la presenza di una profonda ed estesa area di bassa pressione stazionaria e centrata sulle isole britanniche, a Est e un vasto e robusto campo di alta pressione di origine russo-siberiana. Tale configurazione ha favorito la risalita di correnti umide e instabili sulla regione e conseguenti precipitazioni che, a parte qualche temporanea pausa e attenuazione, hanno interessato la regione senza soluzioni di continuità per ben 6 giorni determinando pesanti conseguenze su gran parte del territorio, sia per le abbondantissime nevicate, soprattutto nell'alto bellunese, che per le situazioni di tipo alluvionale generatesi in pianura.

Le precipitazioni, dapprima modeste e nevose fino a quote basse, occasionalmente anche in pianura, seppur miste a piogge deboli, sono divenute più estese a partire dai settori meridionali e consistenti, con generale discreto innalzamento del limite delle nevicate. Dalla metà del pomeriggio del giorno 30 gennaio 2014, si sono osservate precipitazioni persistenti e consistenti sulle zone centro-settentrionali del territorio regionale, mentre sulle zone meridionali e orientali le precipitazioni sono state più deboli e discontinue. Complessivamente i quantitativi più significativi sono stati registrati sulle Dolomiti meridionali, Prealpi e pedemontana/pianura settentrionale con valori compresi tra 50-80 mm. nelle 24 ore. 

Più specificatamente, nella notte del 30 gennaio e fino al primo mattino del giorno 31, si sono verificate precipitazioni diffuse su tutto il territorio regionale, specie sui settori settentrionali, proseguite a carattere diffuso sulle zone montane, pedemontane/pianura settentrionale e sulla pianura nord-orientale, ma con fenomeni in genere di minore entità. A partire da metà mattinata una nuova fase di precipitazioni si è verificata sui settori centro-orientali della regione, in ingresso dalle zone costiere, con fenomeni via via più diffusi fino a metà pomeriggio. In serata si sono verificati nuovi fenomeni locali/sparsi ad eccezione dei settori nordorientali della pianura e sui settori montani centro-orientali dove le precipitazioni sono proseguite con rovesci. Complessivamente nelle 24 ore le precipitazioni più significative si registrano sulle zone montane (ad eccezione di quelle veronesi) e sono mediamente compresi tra 60-110 mm/24h, con valori massimi raggiunti a Valpore-Seren del Grappa (167 mm/24) e sul Cansiglio- Loc.Tramedere (133mm/24h). Inoltre risultano significativi anche i quantitativi sui settori nord-orientali di pedemontana e pianura, compresi mediamente tra 50-70 mm/24h, con un isolato massimo di ben 105 mm/24h a Fossalta di Portogruaro e ulteriori massimi registrati a Gaiarine (83 mm/24h) e a Vittorio Veneto (71 mm/24h). 

Nei giorni dal 1° al 4 febbraio si sono verificate sul territorio regionale precipitazioni persistenti ma con alternanza di fasi più intense e fasi di parziale attenuazione. Ancora nella notte del 3 febbraio e per buona parte della mattinata del giorno 4, si sono verificate precipitazioni frequenti e diffuse, maggiormente intense e significative sulle zone pedemontane e sulla pianura centrosettentrionale (in particolare sul vicentino). Complessivamente nelle 24 ore le precipitazioni più significative sono state registrate sulle zone prealpine/pedemontane e soprattutto sulla pianura centro settentrionale tra le province di Padova, Vicenza e Treviso, con valori in genere compresi tra 40 e 70 mm/24h. I massimi sono stati registrati a Valpore-Seren del Grappa (78 mm/24h), a Vicenza-S.Agostino (75 mm/24h), a Valdobbiadene- Bigolino (74 mm/24h) e a Malo (72 mm/24h). 

Gli apporti di pioggia cumulati caduti sul territorio regionale sono stati dai 50 ai 150 mm sulla pianura centro-meridionale e su buona parte del Veronese, dai 150 ai 250 mm circa sulla pianura centro-settentrionale, tra i 200 e i 350 mm circa su gran parte delle zone montane e pedemontane, con locali massimi anche superiori sulle zone prealpine (380 mm circa in Cansiglio - BL e a Rifugio La Guardia - Recoaro -VI, massima assoluta di 568 mm a Valpore - Seren del Grappa - BL).

Confrontando le precipitazioni cadute sul territorio regionale in occasione dell'alluvione del novembre 2010 con quelle relative all'evento in argomento, si rileva che in quest'ultima occasione solo la ristretta area prealpina abbia registrato totali pluviometrici inferiori ai valori del 2010, mentre sul resto del territorio e in particolare sulla pianura centro-orientale e sulle Dolomiti bellunesi le precipitazioni sono stati superriori. Infatti, dall'analisi dei quantitativi totali di precipitazione stimati a livello regionale, in termini di metri cubi di acqua equivalente caduti sull'intera superficie della regione, si evidenzia come nei 6 giorni dal 31 gennaio al 5 febbraio, sia caduta una quantità d'acqua complessivamente ben maggiore rispetto all'alluvione del 2010: 3.472 milioni di metri cubi contro i 2.420 milioni di metri cubi (40 % circa in più).

A seguito degli eccezionali eventi meteorologici sopra descritti, si sono verificate situazioni di emergenza di molti corsi d'acqua, sia nella rete idraulica principale sia in quella secondaria, con esondazione di fiumi e torrenti e conseguenti allagamenti di centri abitati e movimenti franosi, gravi danni alle infrastrutture, agli edifici pubblici e privati, nonché compromissione delle attività commerciali e agricole delle zone interessate dagli eventi atmosferici.

Al riguardo, deve essere evidenziato che la parte meridionale del comprensorio del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta è stata duramente colpita dagli eventi atmosferici che hanno causato allagamenti di vaste aree agricole e periurbane. Le rilevanti portate transitate nei canali di scolo e ad uso promiscuo in gestione al Consorzio hanno causato dissesti arginali e danni a manufatti idraulici e evidenziato la necessità di adeguare e potenziare diverse opere di bonifica tra cui alcuni impianti idrovori.

Analogamente, nel comprensorio del Consorzio di bonifica Veneto Orientale l'innalzamento dei livelli dei fiumi e canali, aggravato da condizioni di marea su valori elevati, hanno portato in vaste aree a tracimazioni ed esondazioni, allagando campagne e edifici abitativi. La rete idraulica consortile è andata in sofferenza causando allagamenti diffusi nell'area settentrionale della provincia di Treviso dove il raggiungimento di livelli idrici mai verificatisi in tutto il sistema arginato Brian, ha causato tracimazioni arginali nei tratti superiori (canali Circogno, Deviatore per Magnadola e Piavon) e situazioni di pericolo nei tratti inferiori a causa di filtrazioni e cedimenti arginali locali. Analoghe condizioni si sono determinate nei bacini di bonifica in destra Piave per far fronte agli elevati livelli raggiunti nel fiume Sile e nel sistema arginato collegato. Anche nelle aree in sinistra del fiume Livenza il riempimento dei collettori di bonifica ha causato tracimazioni, esondazioni diffuse e allagamenti dei terreni agricoli e di alcune aree urbane, nonostante il funzionamento ininterrotto e a pieno regime per oltre 150 ore degli impianti idrovori.

Anche il territorio della provincia di Treviso ricadente nel comprensorio del Consorzio di bonifica Piave è stato interessato dalla fine del mese di gennaio alla prima decade del mese di febbraio da precipitazioni diffuse e persistenti, che hanno causati frane e dissesti spondali nella rete di canali consorziali e ad alcuni impianti idrovori.

I comprensori del Consorzio di bonifica Delta del Po, unitamente a quello del Consorzio di bonifica Adige PO, sono stati interessati da piogge diffuse caratterizzate da una distribuzione uniforme delle altezze di precipitazione, comprese tra i 175 e i 200 mm. La massima precipitazione giornaliera registrata dai pluviometri consorziali e da quelli in gestione ad Arpav è risultata superiore ai 40 mm. Gli eventi meteorici, che hanno avuto una durata di 15 giorni, durante i quali i terreni sono stati resi saturi e il livello della falda si è alzato notevolmente, hanno provocato una serie di dissesti lungo le scarpate interne dei canali consorziali e in corrispondenza di manufatti di regolazione o attraversamento.

L'eccezionale evento meteorico ha interessato anche l'intero territorio del comprensorio del Consorzio Bacchiglione con particolare riferimento al Bacino Colli e alla città di Padova. I danni alla rete di canali consorziali si sono verificati con particolare intensità, anche a causa della quantità di pioggia caduta dall'inizio dell'anno che aveva già imbibito i terreni. Le precipitazioni sono state accompagnate dalla difficoltà di scarico dei canali ed impianti dovuta alle alte maree verificatesi in laguna e alle piene dei fiumi Sottobattaglia, Vigenzone e Bacchiglione. Estesi allagamenti si sono verificati nei Comuni di Abano Terme, Montegrotto e Battaglia Terme.

Le precipitazioni diffuse e persistenti hanno generato sulla maggioranza dei corsi d'acqua ricadenti nel comprensorio del Consorzio di bonifica Acque Risorgive livelli idrometrici elevati, localmente superiori alla sommità arginale o al livello di campagna, causando diffuse tracimazioni. Tale condizione ha indotto forti sollecitazioni sui corpi arginali e sulle scarpate dei corsi d'acqua. Le strutture di bonifica, interessate dagli apporti idraulici generati dalle precipitazioni e dagli apporti a monte, hanno pertanto subito estesi danni caratterizzati da franamenti di sponda e sifonamenti arginali. In alcuni casi anche i manufatti idraulici hanno manifestato la presenza di rilevanti danneggiamenti, che richiedono interventi di recupero.

Parimenti, anche nel comprensorio del Consorzio di bonifica Veronese la distribuzione uniforme delle piogge ha generato un prolungato stato di piena della rete idraulica con danni diffusi e franamenti spondali. In particolare, nella parte a nord del comprensorio le frane sono state causate dalla eccessiva velocità che si è instaurata sui corsi d'acqua per le piene che si sono protratte per giorni. Nei collettori delle zone vallive, invece, le frane sono state causate dall'eccessiva imbibizione delle sponde causata dalla piena del Canal Bianco, che ha influenzato le quote nella Fossa Maestra e nella rete idraulica ad essa collegata.

Le intense piogge hanno riguardato anche il comprensorio dei Consorzi di bonifica Adige Euganeo e Brenta, dove i deflussi idraulici nella rete di bonifica hanno causato repentini incrementi dei livelli idrometrici ai bacini di arrivo degli impianti idrovori, criticità diffuse nella rete idraulica minore, nonché franamenti spondali nella rete di canali di bonifica. Il precoce riempimento dei bacini preposti alla laminazione della piena, associato a elevate quote di marea provocate da venti di bora (+ 1,40 mt. a Chioggia), ha comportato piene persistenti nei corsi d'acqua principali che, iniziate il 1° di febbraio, si sono protratte fino al giorno 16, condizionando il funzionamento delle macchine idrovore in corrispondenza delle quali sono state registrate le massime piene rilevate negli ultimi 20 anni, con conseguente tracimazione degli argini sia della rete di bonifica che di quella principale.

Le forti precipitazioni sopra descritte, hanno motivato la "dichiarazione dello stato di crisi" per eventi meteorici critici da parte del Presidente della Giunta regionale con decreti 3 febbraio 2014, n. 15 e 8 febbraio 2014, n. 23. Con tali provvedimenti è stata prontamente riconosciuta l'attivazione delle componenti professionali e volontarie del Sistema Regionale di Protezione Civile, per garantire il coordinamento e l'assistenza agli Enti locali incaricati di portare i primi soccorsi alle popolazioni dei territori colpiti, anche al fine di garantire la sicurezza del territorio, la tutela della pubblica incolumità, nonché il superamento dell'emergenza.

I Consorzi di bonifica del Veneto, i cui comprensori sono stati interessati dagli eccezionali eventi atmosferici verificatisi dal 30 gennaio alla prima decade di febbraio 2014, hanno comunicato agli Uffici regionali competenti i Comuni, gli impianti di sollevamento danneggiati e i corsi d'acqua dove si sono verificati franamenti e scoscendimenti spondali che necessitano di consolidamenti e ripristini, unitamente all'ammontare della spesa stimata per l'esecuzione degli interventi di ripristino.

Viene di seguito riportato l'elenco dei Consorzi di bonifica e l'ammontare dei danni segnalati dagli stessi, che ammontano a complessivi € 96.422.900,00:

-       Consorzio di bonifica Acque Risorgive di Venezia-Chirignago: ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio delle province di Padova e Venezia, per l'importo di € 20.240.000,00;

-       Consorzio di bonifica Adige Euganeo di Este (PD): ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio delle province di Padova e Venezia, per l'importo di € 28.781.300,00;

-       Consorzio di bonifica Adige Po di Rovigo: ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio della provincia di Rovigo, per l'importo di € 2.507.000,00;

-       Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta di San Bonifacio (VR): ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio delle province di Padova, Verona e Vicenza, per l'importo di € 15.500.000,00;

-       Consorzio di bonifica Bacchiglione di Padova: ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio delle province di Padova e Venezia, per l'importo di € 9.867.100,00;

-       Consorzio di bonifica Brenta di Cittadella (PD): ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio delle province di Padova e Vicenza, per l'importo di € 1.630.000,00;

-       Consorzio di bonifica Delta del Po di Taglio di Po (RO): ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio delle province di Rovigo e Venezia, per l'importo di € 6.210.000,00;

-       Consorzio di bonifica Piave di Montebelluna (TV): ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio della provincia di Treviso, per l'importo di € 2.122.500,00;

-       Consorzio di bonifica Veneto Orientale di San Donà di Piave (VE): ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio delle province di Treviso e Venezia, per l'importo di € 2.000.000,00;

-       Consorzio di bonifica Veronese di Verona: ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica ricadenti nel territorio della provincia di Verona, per l'importo di € 7.415.000,00.

Va evidenziato che le difficoltà manifestatesi nel rilievo e accertamento dei danni nel territorio interessato, riconducibili principalmente alla tipologia del franamento spondale e del cedimento dei corpi arginali, nonché alla grande estensione dell'area interessata dall'eccezionale evento atmosferico in argomento, motivano la richiesta al Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali dell'applicazione di quanto disposto al comma 1 dell'art. 6 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, in ordine alla proroga di 30 giorni per deliberare la proposta di declaratoria dell'eccezionalità dell'evento dannoso.

Per far fronte ai danni sopradescritti è attivo presso la Tesoreria centrale dello Stato un conto corrente denominato "Fondo di solidarietà nazionale", che consente il prelievo di somme occorrenti alle Regioni per fronteggiare i danni prodotti da calamità naturali o eventi eccezionali previsti dal punto 11.2 degli Orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo (2000/C28/02), nonché le avverse condizioni atmosferiche previste al punto 11.3 dei predetti Orientamenti comunitari.

Infatti, in conformità a quanto disposto dal citato Decreto Legislativo, le Regioni devono attuare la procedura di delimitazione del territorio colpito e di accertamento dei danni, al fine di proporre la declaratoria dell'eccezionalità dell'evento calamitoso e di individuare le provvidenze da concedere per il ripristino delle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione, nonché formulare la relativa richiesta di intervento del Fondo.

A tal fine gli Uffici regionali competenti hanno redatto, per ciascuna Provincia interessata dagli eventi, gli appositi modelli predisposti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - SIAN per l'accertamento degli eventi calamitosi e la stima dei danni alle opere pubbliche di bonifica, che costituiscono allegato A al presente provvedimento.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

VISTA la legge 7 marzo 2003, n. 38;

VISTE le deliberazioni della Giunta regionale:

-      25 novembre 2013, n. 2140 "Nuovo assetto dell'organizzazione regionale in attuazione della legge regionale n. 54 del 31/12/2012";

-      30 dicembre 2013, n. 2611 "Assegnazioni di competenze e funzioni alle nuove strutture regionali ai sensi degli artt. 9, 11, 13 e 15 della legge regionale n. 54 del 31.12.2012";

VISTO l'art. 2, comma 2, della legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012;

VISTI i decreti legislativi:

- 29 marzo 2004, n. 102 "Interventi finanziari a sostegno delle Imprese agricole";

- 18 aprile 2008, n. 82 "Modifiche al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, recante interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole a norma dell'art. 1, comma 2, lett. i), della legge 7 marzo 2003, n. ;

delibera

1.    di chiedere al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ai sensi Decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e in conformità alle comunicazioni citate in premessa, nonché sulla base dei modelli ministeriali compilati dagli Uffici regionali della Sezione Difesa del Suolo, che costituiscono Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, la dichiarazione dell'esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi atmosferici verificatisi dal 30 gennaio alla prima decade di febbraio 2014 nel territorio delle provincie di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza e Verona, dove sono stati accertati danni alle opere pubbliche di bonifica per complessivi € 96.272.900,00:

provincia di Verona:

comuni di:Angiari, Bardolino, Bovolone, Casaleone, Castelnuovo del Garda, Castagnaro, Cerea, Cologna Veneta, Concamarise, Gazzo Veronese, Grezzana, Erbè, Isola della Scala, Lazise, Legnago, Mozzecane,Nogara, Nogarole Rocca, Oppeano, Palù,Pescantina, Povegliano Veronese, Pressana, Ronco all'Adige, Roveredo di Guà, Roverchiara, Salizzole, Sanguinetto,San Pietro in Cariano, San Pietro Morrubio, Sorgà, Trevenzuolo, Valeggio sul Mincio,Verona, Veronella, Villabartolomea, Villafranca, Zevio

provincia di Vicenza:

comuni di:Agugliaro, Albettone, Asigliano Veneto, Bolzano Vicentino,Breganze,Bressanvido,Camisano Vicentino,Campiglia dei Berici, Calvene,Cervarese Santa Croce, Grisignano di Zocco,Malo, Mason Vicentino, Monte di Malo, Montegalda,Mussolente,Nove,Noventa Vicentina,Orgiano, Poiana Maggiore, Pozzoleone,Quinto Vicentino,Sandrigo,San Germano dei Berici, Schiavon,Sossano,Torri di Quartesolo, Villaga

provincia di Padova:

comuni di: Abano Terme, Agna, Albignasego, Anguillara Veneta, Arquà Petrarca, Arre, Arzergrande, Bagnoli di Sopra, Baone, Barbona, Battaglia Terme, Boara Pisani, Bovolenta, Brugine, Cadoneghe, Campodarsego, Campolongo Maggiore, Campodoro, Camponogara, Camposampiero, Candiana, Carceri, Carmignano di Brenta, Cartura, Casale di Scodosia, Casalserugo, Castelbaldo, Cittadella,Codevigo, Conselve, Correzzola, Cervarese Santa Croce, Due Carrare, Este, Fontaniva, Galzignano Terme, Granze, Gazzo Padovano,Grantorto,Lozzo Atestino, Legnaro,Limena,Loreggia,Maserà, Massanzago, Masi, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Merlara, Mestrino,Monselice, Montagnana, Montegrotto Terme,Ospedaletto Euganeo, Padova, Pernumia,Piacenza d'Adige, Piazzola sul Brenta,Piombino Dese, Piove di Sacco, Ponso, Pontelongo, Ponte San Nicolò, Pozzonovo, Polverara,Rovolon, Rubano,Saccolongo,Saletto, San Pietro Viminario,San Giorgio in Bosco, San Giorgio delle Pertiche, San Martino di Lupari, San Pietro in Gù, Sant'Angelo di Piove di Sacco, Sant'Elena, Sant'Urbano, Santa Giustina in Colle, Santa Margherita d'Adige, Saonara, Selvazzano Dentro,Solesino, Stanghella,Terrassa Padovana, Teolo, Torreglia, Trebaseleghe, Tribano, Urbana,Veggiano,Vescovana, Vighizzolo, Villa del Conte, Villa Estense, Vò, Villafranca Padovana,Villanova di Camposampiero

provincia di Rovigo

comuni di: Ariano Polesine,Bosaro,Corbola, Giacciano con Barucchella, Melara, Occhiobello,Pincara,Polesella, Porto Tolle,Porto Viro,Rosolina,Rovigo,Taglio di Po,Stienta 

provincia di Treviso

comuni di: Casale sul Sile, Casier,Castelfranco,Cessalto, Chiarano, Codogné, Cordignano, Fontanelle, Gaiarine, Gorgo al Monticano, Loria, Mansuè, Mareno di Piave, Meduna di Livenza, Meolo, Mogliano Veneto, Monastier, Morgano, Motta di Livenza, Navolè, Oderzo, Ormelle, Orsago, Ponte di Piave, Portobuffolè, Preganziol, Resana, Riese Pio X, Roncade, San Biagio di Callalta, San Fior, Salgareda, San Vendemiano, San Zenone, Sernaglia della Battaglia, Silea, Susegana, Valdobbiadene, Vazzola, Vedelago, Vidor, Zero Branco

provincia di Venezia

comuni di: Annone Veneto, Caorle, Cavarzere,Ceggia, Cessalto, Chioggia, Cona, Concordia Sagittaria,Eraclea, Fossalta di Portogruaro, Fossò, Jesolo, Marcon, Martellago, Mira, Mirano, Musile, Noale,Pianiga, Portogruaro, Salzano,San Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza,Santa Maria di Sala, Scorzè, Strà,Torre di Mosto, Venezia, Vigonovo; 

2.    di chiedere al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali l'assegnazione delle provvidenze contributive previste dall'art. 5 del Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 102, per il ripristino delle opere pubbliche di bonifica danneggiate dalle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi dal 30 gennaio alla prima decade di febbraio 2014 nel territorio delle province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza e Verona;

3.    di chiedere, inoltre, sulla base delle motivazioni illustrate in premessa che ne costituiscono presupposto, l'applicazione di quanto disposto al comma 1 dell'art. 6 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, in ordine alla proroga di 30 giorni per deliberare la proposta di declaratoria dell'eccezionalità dell'evento dannoso;

4.    di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del Bilancio regionale;

5.    di incaricare la Sezione Difesa del Suolo dell'esecuzione del presente atto;

6.    di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione.

(seguono allegati)

543_AllegatoA_273464.pdf

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