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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 149 del 09 dicembre 2022


Materia: Veterinaria e zootecnia

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1424 del 11 novembre 2022

Progetto sperimentale per lo sviluppo di metodologie ai fini della prevenzione dei danni da predazione a carico delle produzioni zootecniche di montagna (art. 1, comma 2 L.R. 50/1993). Approvazione dello schema di accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell'Università degli Studi di Padova (DAFNAE) ai fini della realizzazione del progetto.

Note per la trasparenza

Si approva lo schema di accordo di collaborazione scientifica tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell’Università degli Studi di Padova (DAFNAE) per la realizzazione di un progetto finalizzato allo sviluppo di nuove metodologie ai fini della prevenzione dei danni da predazione a carico delle produzioni zootecniche nel territorio della montagna veneta, anche attraverso l’installazione di recinzioni elettrificate semipermanenti nelle malghe da realizzare a partire dalla stagione d’alpeggio 2023, autorizzando un impegno finanziario a carico del Bilancio regionale di complessivi € 39.665,00  a valere sull'annualità 2022.

L'Assessore Cristiano Corazzari riferisce quanto segue.

Con legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50, "Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio", la Regione del Veneto, nel riconoscere il valore della tutela e della conservazione della fauna selvatica, delle risorse naturali ed ambientali, attraverso l'attività di programmazione e pianificazione individua i fabbisogni ed interviene di conseguenza mediante forme di sostegno, anche finanziario, per fronteggiare i danni causati dalla fauna selvatica.

In particolare, l’art. 1 comma 2 della suddetta L.R. 50/93 prevede che la Regione adotti le misure necessarie al mantenimento ed all'adeguamento delle popolazioni di fauna selvatica in rapporto alla conservazione degli equilibri naturali e alle esigenze produttive agricole. Sempre al richiamato comma 2 dell’art. 1, si prevede che la Regione promuova e attui studi sull'ambiente e sulla fauna selvatica e adotti opportune iniziative atte allo sviluppo delle conoscenze ecologiche e biologiche del settore.

L’art. 28 della suddetta L.R. 50/1993 “risarcimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica e nell'esercizio dell'attività venatoria” prevede al comma 1 l’istituzione di un fondo regionale destinato all’erogazione di contributi a titolo di indennizzo per fronteggiare i danni causati dalla fauna selvatica e per l’acquisto degli oneri di prevenzione nei territori soggetti a pianificazione faunistico-venatoria.

Con legge regionale 23 aprile 2013 n. 6 “Iniziative per la gestione della fauna selvatica nel territorio regionale precluso all'esercizio della attività venatoria” all’art. 3, comma 1, è stato istituito un fondo per concorrere alla prevenzione e risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica nei territori preclusi all’esercizio dell’attività venatoria; il successivo comma 2 prevede che questo fondo partecipi a sostenere opere approntate e funzionali alla produzione agricola e zootecnica, interventi e opere per la prevenzione, oltre che a indennizzare i danni riconducibili alla presenza della fauna selvatica recati a produzioni agricole e zootecniche.

Con legge regionale 8 agosto 2017, n. 22 “Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione del Veneto derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea. Attuazione della direttiva 1992/43/CEE, della direttiva 2009/147/CE, della direttiva 2006/123/CE, della direttiva 2008/122/ce, della comunicazione 2014/c 204/01 nonché modifica della legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 (legge regionale europea 2017)”, l’operatività del suddetto fondo regionale di cui all’art. 3 della richiamata L.R. 6/2013 è stata estesa alla prevenzione ed indennizzo dei danni causati dalla fauna protetta nell’intero territorio regionale.

Avuto riguardo, nello specifico, ai danni arrecati dai grandi carnivori selvatici (con particolare, ma non esclusivo, riferimento al lupo e all’orso), la Giunta regionale ha operato fin dal 2007 secondo un’impostazione che prevede, a titolo di indennizzo dei suddetti danni, l’erogazione di contributi commisurati nella misura del 100 per cento del valore dei danni diretti subiti dall’azione del predatore. Ai fini dell’esatta quantificazione dei contributi riconoscibili, con DGR n. 1617 del 19/11/2015 sono stati approvati i “Criteri per la valutazione economica dei danni causati da Grandi carnivori (lupo, orso, lince) alle produzioni zootecniche e all’alpicoltura”, criteri successivamente confermati di anno in anno con modifiche non sostanziali concernenti in particolare l’aggiornamento dei valori tabellari dei capi predati e i criteri per il riconoscimento dei danni indiretti.

A tale proposito, l’ambito delle malghe della montagna veneta è stato oggetto, nei recenti indirizzi dettati dalla pianificazione territoriale e paesaggistica, di particolare attenzione in quanto riconosciuto quale elemento caratterizzante la storia e la cultura delle popolazioni residenti, e la cui valorizzazione garantisce la conservazione delle valenze paesaggistiche e naturalistiche della montagna nonché occasioni di diversificazione del turismo montano.

In questo quadro la Regione del Veneto, attraverso il Piano territoriale regionale di Coordinamento, già adottato con DGR n. 372 del 17 febbraio 2009 e n. 427 del 10 aprile 2013, e successivamente approvato in coerenza con quanto previsto del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, riconosce il patrimonio storico culturale quale elemento conformante il territorio ed il paesaggio e quale componente identitaria delle comunità che vi insistono.

In particolare, facendo riferimento al “Documento per la valorizzazione del paesaggio veneto” e alle Norme Tecniche, all’art. 69 “Sistemi culturali territoriali”, al comma 3, si indica “…. Il presente piano riconosce inoltre quali sistemi culturali i seguenti:

d) insediamenti rurali, malghe e architetture alpine e dolomitiche. La Regione, anche con la collaborazione di altri enti, promuove la valorizzazione degli insediamenti rurali, delle malghe e delle architetture alpine e dolomitiche, anche con finalità di incremento dell’offerta turistica in montagna, nonché la formazione degli operatori e la promozione culturale – turistica di tale patrimonio”.

Le malghe quindi, intese come complesso articolato di edifici rurali e superfici pascolive a questi connessi, risultano a pieno titolo inquadrate e formalmente riconosciute nel provvedimento territoriale regionale, PTRC, come afferenti al patrimonio culturale e quindi rientranti nella categoria di cui al paragrafo 3 dell’art. 29 del Regolamento (UE) n. 702/2014.

Oggi le malghe costituiscono sistemi multifunzionali, nei quali vanno sostenuti e valorizzati gli investimenti sul capitale fisico e naturale, salvaguardando la biodiversità, il paesaggio e le tradizioni di cultura locale. Al complesso “malga” intesa quale “unità fondiaria silvo-pastorale di superficie superiore ai dieci (10) ettari dotata di adeguate infrastrutture, costituita di pascolo, prato-pascolo e talvolta bosco, in cui sono ubicati ricoveri per il personale, per il bestiame, locali per la lavorazione del latte e per la conservazione del prodotto finito” (L.R. 31/10/1980, n. 88), è stato di recente riconosciuto il valore e l'importanza della multifunzionalità legata non solo al processo produttivo ma anche alla preservazione dell’ambiente e del paesaggio, al potenziamento del turismo rurale e della valorizzazione socio-culturale. L'obiettivo quindi da perseguire è il mantenimento di una significativa presenza dell'alpicoltura per contrastare i fenomeni di abbandono delle attività agricole nelle zone montane.

Nel corso degli ultimi decenni la gestione dei pascoli e degli animali domestici nel contesto di montagna ha subito profonde modificazioni. Sono infatti profondamente mutate le esigenze alimentari, economiche e sociali le quali hanno impattato anche sulle modalità di allevamento bovino nei pascoli alpini e nelle malghe. A titolo esemplificativo, i principali cambiamenti avvenuti nelle modalità di allevamento e nella conduzione delle malghe riguardano prevalentemente le razze bovine monticate non più esclusivamente autoctone, l’aumento complessivo del numero dei capi negli allevamenti, la preferenza nella monticazione degli animali non in lattazione, nonché l’accorpamento dei pascoli di alcune malghe contigue che ha comportato un notevole aumento dell’estensione territoriale.

Nel contempo, negli ultimi anni, i grandi predatori stanno ripopolando sempre più velocemente il territorio montano, compreso quello delle montagne venete e la convivenza con questi animali, importanti dal punto di vista ecologico ma da sempre in competizione con le varie attività umane, può tuttavia scatenare conflitti con le popolazioni locali e nella gestione delle attività tradizionali.

Oltre al cambiamento sopra esposto avvenuto nel medio lungo periodo, nel corso delle ultime stagioni d’alpeggio, si è verificato un naturale cambiamento del sistema di pascolamento dei bovini in quanto, con l’arrivo dei grandi carnivori, l’equilibrio che si era consolidato nel corso dell’ultimo secolo è profondamente mutato. Infatti, si è notato che in molte malghe i bovini tendenzialmente stanno evitando di pascolare nelle aree più marginali dei pascoli vicino all’area boscata, a favore delle aree immediatamente adiacenti ai fabbricati, proprio per timore di subire attacchi improvvisi da parte dei grandi carnivori. Questo sta provocando un mutamento del cotico erboso, con un aumento delle erbe infestanti e la conseguente avanzata della superficie boscata, con la successiva perdita di biodiversità.

In tema di grandi carnivori, la Regione del Veneto ha partecipato al progetto LIFE WOLFALPS, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito della programmazione LIFE+ 2007-2013 "Natura e biodiversità", progetto conclusosi il 30/05/2018. Inoltre, la Regione del Veneto, in qualità di beneficiario associato, ha partecipato anche al Progetto LIFE DINALP BEAR in materia di conservazione e gestione dell'Orso Bruno, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma LIFE+ Natura, conclusosi il 30/06/2019. Con i progetti LIFE WOLFALPS e LIFE DINALP BEAR la Regione del Veneto, attraverso dei contratti di comodato, ha affidato agli allevatori del materiale per la prevenzione dalle predazioni dei grandi carnivori (lupo ed orso, in particolare) che deve essere installato durante il periodo di pascolamento del bestiame.

Sempre per la stessa finalità di prevenzione, con DGR n. 182 del 20/02/2018, integrata poi dalla DGR n. 562 del 09/05/2019 e dalla DGR n. 1077 del 30/07/2019, è stato approvato il bando attraverso il quale i soggetti risultati beneficiari hanno potuto acquistare recinzioni elettrificate semipermanenti, recinzioni elettrificate mobili nonché altri dissuasori faunistici con un contributo pari al 100% della spesa ammissibile, dotazioni necessarie per la protezione degli animali domestici e per il miglioramento della coesistenza tra le attività agricolo/zootecniche e la fauna selvatica.

Nel corso del 2018 è stato inserito l’intervento 4.4.3 – Strutture funzionali all’incremento e valorizzazione della biodiversità naturalistica nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, con una dotazione finanziaria prevista di € 1.000.000,00 per attività da effettuarsi negli anni 2019, 2020, 2021 e 2022 e destinate all’acquisto di recinzioni elettrificate semipermanenti, recinzioni elettrificate mobili, recinzioni metalliche fisse nonché dissuasori faunistici, anch’esso con un contributo pari al 100% della spesa ammissibile.

Con DGR n. 321/2020, allegato C), è stato approvato uno stanziamento destinato ad intervenire nei casi di esclusione dall’accesso alla suddetta misura 4.4.3 del PSR per l’acquisto di recinzioni elettrificate semipermanenti, recinzioni elettrificate mobili nonché altri dissuasori faunistici con un contributo pari al 100 per cento della spesa ammissibile.

Il richiamato Intervento 4.4.3 del PSR Veneto 2014-2020 non consente però l’accesso al finanziamento per i Comuni ed altri Enti pubblici, anche se quest’ultimi sono proprietari di malghe e/o di pascoli montani.

Da considerare che il patrimonio malghivo Veneto comprende oltre 700 malghe distinte quasi equamente tra pubbliche e private. In riferimento alle province, si evidenzia questa distribuzione:

  1. il 37% delle malghe sono localizzate nella provincia di Vicenza;
  2. il 26% delle malghe sono localizzate nella provincia di Belluno;
  3. il 25% delle malghe sono localizzate nella provincia di Verona;
  4. il 12% delle malghe sono localizzate nella provincia di Treviso.

I tradizionali sistemi di prevenzione tuttavia, se da un lato rappresentano ad oggi i presidi più frequentemente utilizzati e più efficaci in termini di costi/benefici nelle aree di presenza stabile del predatore in particolare per l'allevamento ovi-caprino, d'altro canto risultano spesso di difficile immediata attuazione nelle aree di nuova ricolonizzazione, laddove il pascolo viene gestito in assenza della custodia permanente degli animali e, in particolare per la protezione dei bovini al pascolo. E' infatti proprio il comparto bovino che sta pagando il maggior costo in questi ultimi anni in termini di perdite causate dalle predazioni di lupo. E' quindi importante affiancare all'incentivazione dei sistemi di prevenzione tradizionali anche la sperimentazione di nuovi sistemi e tecnologie, al fine di poter mettere a disposizione degli operatori ogni possibile soluzione efficace a ridurre al minimo l'impatto di questa nuova presenza faunistica sulle loro attività economiche. Tra i sistemi innovativi, di particolare interesse risultano quelli che, pur garantendo il rispetto dello status di specie particolarmente protetta che a tutt'oggi è riconosciuto per il lupo e che non ne consente il controllo numerico ai fini della riduzione dei danni come per altre specie selvatiche, prevedono forme di gestione a tutela dal rischio di predazione del bestiame allevato.

Nasce così la necessità di elaborare una strategia regionale che supporti lo sviluppo di metodologie e l’implementazione delle misure di prevenzione dei danni da fauna selvatica nelle malghe della montagna veneta, integrando alcune azioni rispetto alle consuetudinarie attività di alpeggio svolte oggi dal concessionario della malga. L’obiettivo è anche quello di realizzare delle recinzioni elettrificate semipermanenti come parte integrante della malga, destinate alla protezione, soprattutto durante le ore notturne, del patrimonio zootecnico bovino ed equino alpeggiato, garantendo, al contempo, il rispetto delle tecniche di lavorazione tradizionali.

Queste malghe vogliono essere esempio concreto di attività alpicolturali che conciliano il più agevolmente possibile la monticazione dei bovini con la presenza oramai stabile dei grandi carnivori, in particolare del lupo. In questo modo, il concessionario della malga viene a disporre di uno strumento concreto destinato alla protezione di parte della sua mandria, dove la funzione gestionale e produttiva si possa coniugare con quelle della dimostrazione, della divulgazione e dello studio tecnico-scientifico.

In considerazione di quanto sopra esposto, il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell’Università degli Studi di Padova (di seguito "DAFNAE"), in particolare per il tramite del gruppo di lavoro facente capo al Prof. Michele Scotton il quale ha già maturato notevole esperienza pregressa nell’analisi della modifica delle caratteristiche dei pascoli (composizione floristica, densità del cotico, intensità di calpestamento, ecc.), nonché nell’analisi della modalità di pascolamento dei bovini nelle malghe, in stretta collaborazione con il personale della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria, in particolare con il dott. Pernechele Emanuele, esperto in Politiche dell'UE, responsabile dell'ufficio regionale di Asiago dedicato alla tematica oggetto di progetto di cui alla DGR n. 800 del 08/06/2018, ha elaborato e sottoposto all'attenzione del competente Assessorato regionale il progetto denominato Melken "Prevenzione delle predazioni da lupo in malga con recinzioni elettrificate: analisi delle modifiche del pascolamento, del pascolo e degli episodi di attacco", finalizzato alla sperimentazione di nuovi sistemi di prevenzione delle predazioni sui bovini al pascolo anche attraverso l’installazione di recinzioni elettrificate semipermanenti.

Al fine di favorire l’implementazione di questa ricerca scientifica applicata alla gestione faunistica, i territori comunali individuati preliminarmente sono, Gallio, Alano di Piave, Livinallongo del Col di Lana e Chies d’Alpago. Per ogni territorio comunale è stata individuata una malga dove verrà implementato il progetto secondo un cronoprogramma di attività da svolgersi nel periodo indicativo compreso tra l’autunno 2022 e la fine del 2027.

Il progetto prevede anche l’individuazione di una malga monticata a ovi-caprini al fine di tutelare le razze in via di estinzione attraverso l’individuazione della gestione ottimale del gregge. La malga monticata a ovi- caprini è stata individuata nel territorio del Comune di Chies d’Alpago.

Nella scelta delle malghe si è tenuto conto del fatto che siano maggiormente rappresentative di situazioni molto frequenti nella montagna veneta. DAFNAE ha fornito ai tecnici regionali il proprio supporto tecnico nella scelta delle malghe fornendo consulenza relativamente all’idoneità delle malghe stesse alla realizzazione del progetto.

I criteri principali di scelta hanno riguardato quattro aspetti in base ai quali le malghe venete si differenziano più frequentemente:

  1. la tecnica di pascolamento adottata: pascolamento libero o condotto. Queste sono le due tecniche più frequenti sulle malghe venete. Anche in assenza del lupo, queste due tecniche mostrano un effetto molto diverso sulla utilizzazione del pascolo (più omogeneo nel caso del pascolamento condotto) e si presume che la diversità dell’effetto possa anche aumentare nel caso delle malghe con recinto;
  2. dimensione e diversificazione della malga: si presume che in malghe di grande dimensione e diversificate (alternanza di bosco e pascolo, diversità di tipi di pascolo e di morfologie) la recinzione possa avere un maggiore effetto negativo sul pascolamento delle aree lontane rispetto alle malghe piccole, accorpate e poco diversificate;
  3. razza di bovini: la razza frisona, quella più frequentemente monticata sulle malghe venete, sembra più sensibile alla presenza del lupo mentre altre razze, anche autoctone (ad es. rendena, burlina), sembrano più capaci di reagire agli attacchi predatori; pertanto, appare utile poter valutare le differenze dovute a questo aspetto;
  4. presenza in malga di bovini sia giovani che adulti oppure solo giovani: si presume che nel primo caso l’impatto sul pascolamento sia inferiore in quanto solo una parte degli animali verrebbe ricoverata nei recinti. Inoltre, nel caso delle malghe con solo bovini giovani si richiederebbe la presenza giornaliera del malghese per gestire l’ingresso e l’uscita degli animali dal recinto. Ciò costituirebbe un aggravio dei costi di manodopera rispetto alla situazione attuale più frequente in cui in tali malghe il malghese non è presente in malga tutti i giorni;
  5. presenza di razze ovi-caprine autoctone ed in via di estinzione: per quanto riguarda la malga monticata ad ovi-caprini, i criteri principali di scelta hanno riguardato soprattutto la presenza di razze autoctone ed in via di estinzione al fine della loro tutela, di garantire le tecniche tradizionali di pascolamento ed al contempo, di valutare le variazioni intervenute lungo tutto il periodo considerato e in particolare di mettere in evidenza i rischi di tali variazioni per la conservazione delle superfici di pascolo.

Pertanto, le malghe individuate per ciascuna area, sono le seguenti: Comune di Gallio: malga Longara Davanti; Comune di Alano di Piave: malga Piz; Comune di Livinallongo del Col di Lana: malga Cherz; Comune di Chies d’Alpago: Malga Illari.

A tal proposito, i Sindaci dei richiamati Comuni hanno espresso la volontà di attivare la collaborazione ed essere parte attiva alla strategia regionale che supporti lo sviluppo e l’implementazione del progetto Melken così meglio specificato:

  1. Comune di Gallio: è stata trasmessa alla competente Direzione la nota prot. n. 006999 del 18/07/2022 (acquisita agli atti con prot. 320129 del 19/07/2022) con la quale ha espresso la volontà di implementare il progetto Melken presso l’individuata malga Longara Davanti sita nel territorio del Comune di Gallio;
  2. Comune di Alano di Piave: è stata trasmessa alla competente Direzione ed acquisita agli atti con prot. n. 436630 del 22/09/2022 con la quale ha espresso la volontà di implementare il progetto Melken presso l’individuata malga Piz sita nel territorio del Comune di Alano di Piave;
  3. Comune di Livinallongo del Col di Lana: è stata trasmessa alla competente Direzione ed acquisita agli atti con prot. n. 389123 del 31/08/2022 con la quale ha espresso la volontà di implementare il progetto Melken presso l’individuata malga Cherz sita nel territorio del Comune di Livinallongo del Col di Lana;
  4. Comune di Chies d’Alpago: è stata trasmessa alla competente Direzione ed acquisita agli atti con prot. n. 399964 del 05/09/2022 con la quale ha espresso la volontà di implementare il progetto Melken presso l’individuata malga Illari sita nel territorio del Comune di Chies d’Alpago.

Inoltre, anche le seguenti organizzazioni hanno trasmesso alla competente Direzione la dichiarazione di voler aderire al richiamato progetto Melken, in particolare:

  1. Coldiretti Veneto con nota n. prot. 89/DIR/vm del 05/10/2022 (acquisita agli atti con prot. n. 457091 del 05/10/2022);
  2. Associazione Regionale Allevatori Veneto (ARAV) con nota n. prot. 0884 del 10/10/2022 (acquisita agli atti con prot. 487809 del 19/10/2022);
  3. Associazione Club Alpino Italiano Gruppo Regionale del Veneto con nota del 21/07/2022 (acquisita agli atti con prot. 325550 del 22/07/2022);
  4. Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni con nota prot. n. 0003613 del 06/10/2022 (acquisita agli atti con prot. 460651 del 07/10/2022).

Eventuali altre malghe ed organizzazioni potranno aderire successivamente al progetto Melken, previo accertamento delle caratteristiche e delle finalità, e, mediante atto del Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria, potranno essere inserite nel richiamato progetto.

Il progetto risponde a finalità di ricerca scientifica applicata alla gestione faunistica, nell'interesse sia della tutela della specie selvatica che di quella dell'ambiente montano comprensivo, nella sua interezza, delle attività antropiche tradizionali tra cui il pascolo del bestiame domestico, finalità che rappresentano obiettivi di interesse pubblico e che rientrano tra quelle istituzionali affidate alla Regione come anche agli Istituti universitari.

La Legge 7 agosto 1990, n. 241, "Nuove norme sul procedimento amministrativo", prevede all'art. 15 c. 1 che "le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune".

Inoltre, l'art. 5, commi 6, 7 e 8 del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50, prevede che l'accordo concluso esclusivamente tra due o più Amministrazioni non rientra nell'ambito di applicazione del "Codice degli appalti", quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

  • l'accordo stabilisce o realizza una cooperazione tra le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori partecipanti, finalizzata a garantire che i servizi pubblici che essi sono tenuti a svolgere siano prestati nell'ottica di conseguire gli obiettivi che essi hanno in comune;
  • l'attuazione di tale cooperazione è retta esclusivamente da considerazioni inerenti all'interesse pubblico;
  • le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori partecipanti svolgono sul mercato aperto meno del 20 per cento delle attività interessate dalla cooperazione.

Sulla base delle suddette premesse, gli uffici tecnici regionali e del DAFNAE sono pervenuti alla definizione di uno schema di accordo di collaborazione scientifica tra lo stesso DAFNAE e la Regione del Veneto, nei termini di cui all'Allegato A, facente parte integrante del presente provvedimento, finalizzato alla realizzazione del Progetto Melken, i cui presupposti, contenuti e programmazione sono sintetizzati nel documento, che costituisce allegato allo schema di accordo, facente parte integrante del presente provvedimento quale Allegato B.

Sulla base di detto schema di accordo di collaborazione scientifica, la Regione del Veneto e il DAFNAE, considerato che hanno un reciproco interesse alla realizzazione del progetto in questione, si impegnano a realizzare le attività descritte nell'accordo medesimo, nel rispetto dei criteri e dei presupposti fissati dalla normativa vigente sopra richiamata, secondo una ripartizione degli adempimenti. Il richiamato Accordo ha inizio dalla data di sottoscrizione dello stesso ed avrà durata fino al 31 dicembre 2027, tempo stimato per la realizzazione delle attività previste dal progetto e potrà essere oggetto di proroga, per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle attività.

La Regione contribuirà alle spese sostenute dal DAFNAE per l’attuazione del progetto “Prevenzione delle predazioni da lupo in malga con recinzioni elettrificate: analisi delle modifiche del pascolamento, del pascolo e degli episodi di attacco”, fino ad un massimo di euro 250.108,00 in quattro anni, in particolare nel 2022 euro 39.665,00, nel 2023 euro 97.979,00, nel 2024 euro  84.070,00 e nel 2025 euro 28.394,00 mentre, rimane a carico di DAFNAE la quota di cofinanziamento pari a euro 20.166,00 in quattro anni, in particolare nel 2022 euro 2.088,00, nel 2023 euro 7.761,00, nel 2024 euro 5.306,00 e nel 2025 euro 5.011,00, secondo le modalità indicate nell’Allegato B del presente atto.

La spesa complessiva per l’attuazione dell’Accordo fino al 31 dicembre 2022 è quantificata previsionalmente in euro 41.753,00 (quarantunomilasettecentocinquantatre/00), dei quali euro 39.665,00 (trentanovemilaseicentosessantacinque/00) a carico della Regione del Veneto ed euro 2.088,00 (duemilaottantotto/00) come quota di cofinanziamento a carico di DAFNAE. I costi del progetto per l’anno 2022 sono indicati nell’Allegato B del presente atto e la Regione del Veneto provvede ad erogare al DAFNAE l’importo complessivo di euro 39.665,00 (trentanovemilaseicentosessantacinque/00) per la realizzazione iniziale del Progetto a valere sull’annualità 2022, in un’unica soluzione alla sottoscrizione della Convenzione. Per gli anni di progetto successivi al 2022, il finanziamento regionale previsto verrà effettivamente concesso a DAFNAE sulla base dell'effettivo stanziamento del capitolo, mediante un decreto da parte del Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria attraverso il quale si approva il relativo impegno di spesa secondo le quote di finanziamento riportate nell’Allegato B del presente atto.

Tutto ciò premesso, valutata la legittimità dell'accordo proposto ai sensi dell'art. 15 comma 1 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, concernente gli accordi tra Amministrazioni pubbliche per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune, e dell'articolo 5, commi 6, 7 e 8 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 (Codice degli Appalti), nonché valutata la congruenza degli oneri a carico della Regione del Veneto rispetto alle finalità perseguite dal Progetto, preso atto delle disponibilità recate per l'annualità 2022 del capitolo di spesa n. 012600 ad oggetto "Interventi regionali per favorire la ricerca e la sperimentazione nel settore primario" per euro 39.665,00 del Bilancio di previsione 2022-2024 (art. 002, Piano dei Conti 1.04.01.02.008), con il presente provvedimento si approva lo schema di accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto ed il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell’Università degli Studi di Padova (DAFNAE) nei termini di cui all'Allegato A ai fini della realizzazione del Progetto denominato "Prevenzione delle predazioni da lupo in malga con recinzioni elettrificate: analisi delle modifiche del pascolamento, del pascolo e degli episodi di attacco", nei termini riportati nell'Allegato B.

Compete al Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico- venatoria ogni successivo adempimento in merito, e in particolare:

  • la sottoscrizione digitale dell'accordo per conto della Regione del Veneto, a pena nullità ai sensi dell'articolo 24 del D.lgs 82/2005, ad avvenuta approvazione del presente provvedimento;
  • l'assunzione degli impegni contabili e le pertinenti liquidazioni, secondo le previsioni dettagliate agli articoli 5 e 6 dell'accordo di cui al precedente punto, dando atto che dalla sottoscrizione dello stesso accordo deriva a carico della Regione del Veneto un impegno finanziario determinato in euro 39.665,00 a valere sulle risorse recate dai capitoli di spesa n. n. 012600 ad oggetto "Interventi regionali per favorire la ricerca e la sperimentazione nel settore primario" del Bilancio di previsione 2022-2024, che presenta sufficiente disponibilità;
  • l’approvazione con proprio decreto, per gli anni successivi del progetto Melken e sulla base dell'effettivo stanziamento del capitolo, del relativo impegno di spesa;
  • l’inserimento nel progetto Melken di eventuali altri Comuni ed organizzazioni che manifesteranno la volontà di aderire, previo accertamento delle caratteristiche della malga e delle finalità dell’organizzazione, mediante l’adozione degli atti necessari;
  • l’eventuale proroga del progetto per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle attività;
  • l'attuazione delle parti di competenza della Regione del Veneto dell'accordo, secondo le tempistiche e le modalità specificate nello stesso, tutti i necessari correlati procedimenti amministrativi e l'adozione dei necessari decreti dirigenziali.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTA la Legge 157/1992;

VISTA la legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 ed in particolare l’art. 1 comma 2 e l’art. 28 comma 1;

VISTO l'art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241;

VISTA la DGR n. 800 del 08/06/2018 "Approvazione dello schema di accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto ed Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni per la realizzazione di attività di supporto agli attori economici, istituzionali e di vigilanza nell'individuare strategie funzionali ad assicurare una convivenza a lungo termine tra i grandi carnivori e le attività tradizionali dell'uomo - Articolo 15, Legge n. 241/1990";

VISTA la DGR 23/12/2021, n. 1821 “Approvazione del documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione 2022-2024”;

VISTA la legge regionale 20 dicembre 2021, n. 36 “Bilancio di previsione 2022-2024”;

VISTO l'articolo 2, comma 2 della Legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012;

VISTO il Decreto n. 19 del 28/12/2021 del Segretario Generale della Programmazione di approvazione del Bilancio finanziario gestionale 2022-2024;

RICHIAMATO il D.Lgs. 50/2016;

VISTO il D.L. n. 77/2021, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 108/2021;

delibera

  1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  2. di approvare, per le motivazioni di cui alla premessa, lo schema di accordo di collaborazione scientifica tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell’Università degli Studi di Padova (DAFNAE) della durata fino al 31 dicembre 2027, nei termini di cui all'Allegato A, facente parte integrante del presente provvedimento ai fini della realizzazione del Progetto Melken “Prevenzione delle predazioni da lupo in malga con recinzioni elettrificate: analisi delle modifiche del pascolamento, del pascolo e degli episodi di attacco” nei termini riportati nell'Allegato B, facente parte integrante del presente provvedimento;
  3. di affidare al Direttore della Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria ogni successivo adempimento ai fini dell'attuazione dell'accordo di cui al punto 1, e in particolare:
    • la sottoscrizione digitale dell'accordo per conto della Regione del Veneto, ad avvenuta approvazione del presente provvedimento;
    • l'attuazione delle parti di competenza della Regione del Veneto dell'Accordo, secondo le tempistiche e le modalità specificate nello stesso, tutti i necessari correlati procedimenti amministrativi e l'adozione dei necessari decreti dirigenziali;
    • l’inserimento nel progetto Melken di eventuali altri Comuni ed organizzazioni che manifesteranno la volontà di aderire, previo accertamento delle caratteristiche della malga e delle finalità dell’organizzazione, mediante l’adozione degli atti necessari;
    • l’eventuale proroga del progetto per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle attività;
  4. di determinare il totale della spesa per la realizzazione del progetto Melken a carico della Regione del Veneto fino ad un massimo di euro 250.108,00 in quattro anni, in particolare nel 2022 euro 39.665,00, nel 2023 euro 97.979,00, nel 2024 euro 84.070,00 e nel 2025 euro 28.394,00, mentre, rimane a carico di DAFNAE la quota di cofinanziamento pari a euro 20.166,00 in quattro anni, in particolare nel 2022 euro 2.088,00, nel 2023 euro 7.761,00, nel 2024 euro 5.306,00 e nel 2025 euro 5.011,00, secondo le modalità indicate nell’Allegato B del presente atto;
  5. di determinare, per l’anno 2022, in euro 39.665,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria, entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 012600 ad oggetto "Interventi regionali per favorire la ricerca e la sperimentazione nel settore primario", del bilancio di previsione 2022 – 2024;
  6. di autorizzare il Direttore della Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria all’approvazione con proprio decreto, per gli anni successivi del progetto Melken e sulla base dell'effettivo stanziamento del capitolo, del relativo impegno di spesa;
  7. di dare atto che la Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria, cui è stato assegnato il capitolo evidenziato al punto precedente, ha attestato che il medesimo presenta sufficiente capienza;
  8. di incaricare il Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria dell'esecuzione del presente atto, e dell'adozione di ogni ulteriore conseguente atto che si renda necessario in relazione alle attività oggetto del presente provvedimento, anche determinato dal sopravvenire di eventuali aggiornamenti normativi, nonché di eventuali modifiche non sostanziali all’accordo in oggetto;
  9. di dare atto che il presente atto è soggetto a pubblicazione ai sensi dell'articolo 23, comma 1 lett. d) del decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33;
  10. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.

(seguono allegati)

Dgr_1424_22_AllegatoA_489497.pdf
Dgr_1424_22_AllegatoB_489497.pdf

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