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Bur n. 28 del 11 marzo 2014


Materia: Venezia, salvaguardia

Deliberazione della Giunta Regionale n. 140 del 20 febbraio 2014

Classificazione dei corpi idrici della Laguna di Venezia, ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, del D. Lgs n. 152/2006 e del D.M. 260/2010, in base ai risultati delle campagne di monitoraggio ambientale avviate nel triennio 2010/2012. Trasmissione al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, tramite ARPAV, con le modalità previste dal D.M. 17/07/2009.

Nota per la trasparenza:

La Regione del Veneto, ai sensi del D.M. 17/07/2009, è responsabile dell'attuazione dei monitoraggi ambientali previsti dalla Direttiva 2000/60/CE, nonché della trasmissione al MATTM delle informazioni relative alle reti di monitoraggio, allo stato dei corpi idrici ed alla loro classificazione. Con il presente provvedimento si provvede a tali adempimenti per quanto attiene alla Laguna di Venezia.

 

L'assessore Renato Chisso riferisce quanto segue.

La Legislazione Speciale per Venezia ha tra le principali finalità la salvaguardia ambientale, storico-artistica e culturale della Laguna di Venezia e definisce gli obiettivi strategici, le procedure per realizzarli e le specifiche attribuzioni di competenza ai diversi soggetti istituzionali: lo Stato, la Regione Veneto e gli Enti Locali.

In particolare, alla Regione Veneto sono demandati i compiti relativi al disinquinamento delle acque, al risanamento ambientale ed alla gestione del Bacino Scolante nella Laguna di Venezia.

Le attività di salvaguardia della Laguna di Venezia e del suo Bacino Scolante devono peraltro tenere in considerazione i profondi cambiamenti intervenuti nel contesto normativo e di pianificazione vigente.

In particolare, la Direttiva 2000/60/CE ha istituito un nuovo quadro di riferimento in materia di acque, ai fini della tutela e gestione delle risorse idriche, distinguendo tra acque interne superficiali e sotterranee, laghi, acque di transizione e costiere.

Gli obiettivi della Direttiva mirano a proteggere, migliorare e impedire un ulteriore deterioramento dello stato ambientale degli ecosistemi acquatici, a favorire un utilizzo idrico sostenibile, ad assicurare la graduale riduzione dell'inquinamento, a mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità,

L'attuazione della Direttiva impegna gli Stati membri a raggiungere entro il 2015 l'obiettivo dello stato "buono" delle acque, opportunamente suddivise in corpi idrici, che rappresentano le unità elementari attraverso cui viene effettivamente stimato lo stato di qualità (chimica ed ecologica) ed esercitata l'attuazione delle misure di controllo, salvaguardia e risanamento.

Lo stato delle acque superficiali è inteso come la situazione dei corpi idrici, sia sotto il profilo ecologico, sia sotto quello chimico.

Nello specifico, lo stato ecologico è inteso come l'espressione della qualità della struttura e del funzionamento degli ecosistemi acquatici associati alle acque superficiali.

Lo stato chimico è invece valutato sulla base del confronto tra i valori degli inquinanti monitorati e gli standard di qualità previsti dalla normativa.

Lo stato di un corpo idrico è quindi l'espressione complessiva, determinata dal valore più basso tra lo stato ecologico e quello chimico.

Per quanto attiene ai corsi d'acqua ricadenti nei bacini idrografici di competenza della Regione del Veneto, l'identificazione della classe di qualità di ciascun corpo idrico cui fare riferimento è quella contenuta nel Piano di Gestione del Distretto Idrografico delle Alpi Orientali.

Il Distretto Idrografico delle Alpi Orientali è costituito, ai sensi della legge 18 maggio 1989 n.183, dai bacini di rilievo nazionale di Adige, Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione, dai bacini interregionali del Lemene e del Fissero-Tartaro-Canalbianco e dai bacini regionali del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia.

Fanno inoltre parte del Distretto Idrografico delle Alpi Orientali, il Bacino Scolante nella Laguna di Venezia (ex lege 29 novembre 1984 n. 798), i cui confini sono stati approvati con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 23 del 7 maggio 2003, compresa la Laguna di Venezia; il tratto di mare dell'alto Adriatico antistante i citati bacini fino a 1 miglio nautico dalla linea di base per la determinazione del limite delle acque territoriali.

In relazione alla specificità territoriale, ambientale, normativa e strategica del territorio della Laguna di Venezia e del suo bacino scolante, è stato sviluppato uno specifico Piano di Gestione delle acque ai sensi della Direttiva 2000/60, nell'ambito del Piano di Gestione dei bacini Idrografici delle Alpi Orientali.

Ciò in conformità con quanto stabilito dalla Direttiva 2000/60/CE e dal D.Lgs. 152/06, secondo cui i Piani di Gestione dei Distretti Idrografici possono essere integrati, redatti ed approvati per sottobacini.

In tal senso il territorio che comprende la Laguna di Venezia, il suo bacino scolante e l'area marina antistante viene individuato come "Sub-Unità Idrografica della Laguna di Venezia, del suo Bacino Scolante e del Mare antistante" appartenente al Distretto delle Alpi Orientali.

La subunità si articola pertanto in tre ambiti territoriali di riferimento: il bacino scolante, la laguna e l'area marina costiera antistante, tra loro idrologicamente ed ecologicamente interconnessi, ma anche chiaramente distinti per morfologia, caratteristiche e problematiche ambientali.

Il Piano di Gestione della subunità idrografica rappresenta quindi una specificazione autonoma del più ampio Piano di Gestione del Distretto delle Alpi Orientali.

Il Piano di Gestione della sub unità idrografica, congiuntamente con il Piano di Gestione del Distretto delle Alpi Orientali, è stato adottato, dai Comitati Istituzionali delle Autorità di Bacino dell'Adige e dei fiumi dell'Alto Adriatico, in data 24 febbraio 2010.

In tale Piano, è stato valutato per i corpi idrici della Laguna di Venezia, del Bacino Scolante e del mare antistante il "rischio" di non raggiungere gli obiettivi previsti dalla Direttiva 2000/60/CE, attraverso un'adeguata analisi integrata delle pressioni (suddivise in puntuali, diffuse, alterazioni idrologiche e morfologiche) e individuando quelle che determinano un impatto significativo sullo stato di qualità ambientale dei corpi idrici.

Sulla scorta di tale valutazione sono state quindi programmate e avviate le campagne di monitoraggio ambientale, secondo le modalità stabilite dalla Direttiva 2000/60/CE, dal D. Lgs n. 152/2006, che devono proseguire per un periodo di sei anni, dal 2010 al 2015.

Nel Bacino Scolante, sono stati individuati complessivamente 84 corpi idrici: 28 naturali, 34 fortemente modificati e 22 artificiali. L'individuazione dei fortemente modificati deve ritenersi provvisoria, mancando a tutt'oggi una metodologia di designazione approvata a livello nazionale.

Complessivamente i corpi idrici del Bacino Scolante risultano suddivisi in 3 "non a rischio" e 81 "a rischio" di non raggiungere gli obiettivi della Direttiva 2000/60/CE.

Su tale base è stato pertanto applicato il monitoraggio operativo a tutti i corpi idrici.

Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1714/2011, è stato finanziato, con fondi della Legge Speciale per Venezia, il progetto "BSL3 - Attività di monitoraggio dei corpi idrici del Bacino Scolante nella Laguna di Venezia finalizzate all'implementazione della Direttiva 2000/60/CE", la cui attuazione è stata affidata ad ARPAV.

Sulla base dei dati rilevati nel corso delle campagne di monitoraggio nel triennio 2010-2012, è stata definita una prima classificazione dei corpi idrici del Bacino Scolante, da ritenersi peraltro provvisoria, in quanto i risultati del monitoraggio effettuato in quest'arco di tempo possono dare solamente delle prime indicazioni sullo stato di qualità dei corsi d'acqua, mentre la classificazione finale si avrà al termine del sessennio 2010-2015.

Da questa prima classificazione emerge che, per quanto riguarda lo stato chimico, su 39 corpi idrici monitorati nel Bacino Scolante, solo 2 non raggiungono lo stato buono, mentre per quanto riguarda lo stato ecologico, su un totale di 39 corpi idrici, comprendenti sia corpi idrici naturali sia corpi idrici fortemente modificati, solo il 3% è in stato Buono, il 54% in stato Sufficiente, il 32% Scarso e il 13% Cattivo.

Con Deliberazione n. 1950 del 28/10/2013, la Giunta Regionale ha presso atto della classificazione delle acque superficiali interne regionali (tra cui rientrano i corpi idrici del Bacino Scolante), derivante dai dati di monitoraggio ambientale condotti nel corso del triennio 2010/2012 ai sensi della Direttiva 2000/60/CE.

Per quanto riguarda la Laguna di Venezia sono stati individuati 11 corpi idrici naturali, cui si aggiungono 3 corpi idrici fortemente modificati (uno in centro storico e 2 valli da pesca contigue della laguna nord e centro-sud).

Tutti i corpi idrici sono stati, in via preliminare, considerati "a rischio" di non raggiungere gli obiettivi previsti dalla Direttiva 2000/60/CE.

Di conseguenza è stato applicato il monitoraggio operativo su tutti i corpi idrici lagunari.

Il monitoraggio chimico e il monitoraggio ecologico sono stati concordati e coordinati tra gli Enti competenti per la salvaguardia della Laguna di Venezia, nell'ambito di uno specifico tavolo tecnico, promosso dall'Autorità di Bacino dell'Alto Adriatico, al quale partecipano il Magistrato alle Acque di Venezia, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione del Veneto, ISPRA ed ARPAV.

In particolare, nell'ambito di tale tavolo di lavoro, è stato stabilito che all'attuazione del piano di monitoraggio per la definizione dello stato chimico dei corpi idrici lagunari avrebbe provveduto il Magistrato alle Acque di Venezia, mentre la Regione del Veneto avrebbe provveduto all'attuazione dei monitoraggi per la definizione dello stato ecologico della Laguna di Venezia.

In considerazione dell'esigenza di dare corso a tale adempimento, con la Deliberazione n. 1714/2011, la Giunta Regionale ha approvato il progetto di monitoraggio ambientale "Mo.V.Eco I" per la definizione dello stato ecologico della Laguna di Venezia, ai sensi del D. Lgs 152/2006, redatto ed attuato da ARPAV, in collaborazione con l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Nell'ambito di tale progetto, sono stati realizzati i monitoraggi finalizzati alla determinazione dello stato ecologico, compresa la determinazione dei nutrienti e di altri parametri chimico-fisici nelle acque e nel sedimento.

I risultati delle campagne di monitoraggio sono stati riportati da ARPAV in un documento redatto in collaborazione con ISPRA, intitolato "Valutazione dei dati acquisiti nel monitoraggio ecologico 2011-2012, ai fini della classificazione ecologica dei corpi idrici lagunari", e trasmessi alla Regione del Veneto con nota prot. n° 104413 del 07/10/2013.

Parallelamente, il Magistrato alle Acque di Venezia nell'ambito del proprio progetto di monitoraggio, relativo al triennio 2010-2012, denominato "MODUS 1 - Monitoraggio dei corpi idrici lagunari a supporto della loro classificazione e gestione", ha dato attuazione ai monitoraggi per la definizione dello stato chimico delle acque e dei sedimenti, eseguendo altresì le determinazioni ecotossicologiche, rilevato i dati sul bioaccumulo ed alcuni parametri chimico-fisici nelle acque, tra cui lo stato di ossigenazione.

Il documento allegato al presente provvedimento - Allegato A - integra e sintetizza i contenuti dei due report sopraccitati, al fine di formulare, conformemente a quanto previsto dalla normativa in materia (in particolare dal D.M. 260/2010), la valutazione complessiva sia dello stato ecologico, sia dello stato chimico dei corpi idrici lagunari, riferita al primo ciclo di monitoraggio (2010-2012).

Va precisato che la Regione del Veneto, secondo quanto stabilisce il D.M. 17.07.2009, è individuata come soggetto responsabile per l'attuazione dei monitoraggi ambientali ai sensi della Direttiva 2000/60/CE e per la trasmissione al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare delle informazioni relative alle reti di monitoraggio, allo stato dei corpi idrici e alla loro classificazione, comprese quindi quelle riguardanti la Laguna di Venezia nel suo complesso, per quanto attiene, quindi, sia lo stato chimico sia, lo stato ecologico.

Per il triennio 2013-2015, la Giunta Regionale, con Deliberazione n. 2258 del 10 dicembre 2013, ha approvato e finanziato il progetto di monitoraggio ambientale "Mo.V.Eco II" che costituisce la naturale prosecuzione del precedente "Mo.V.Eco I" (di cui alla DGR n. 1714/2011), individuando ARPAV quale soggetto esecutore.

Si precisa, inoltre, che la sopracitata DGR n. 2258/2013 ha anche approvato e finanziato il progetto di monitoraggio "BSL , anch'esso naturale prosecuzione del precedente "BSL , di cui alla DGR n. 1714/2011.

Alla conclusione del sessennio 2010-2015, il Piano di Gestione dovrà essere aggiornato dalle Autorità di Bacino dei Fiumi dell'Alto Adricatico e dell'Adige, in collaborazione con le Regioni ricadenti nel Distretto Idrografico delle Alpi Orientali.

All'interno di tale Piano dovrà essere approvata la classificazione definitiva dei corpi idrici superficiali, tra cui quelli della Laguna di Venezia. In particolare, la classificazione dei corpi idrici lagunari sarà quindi il risultato dell'elaborazione dei dati di monitoraggio ricavati dalle campagne condotte nell'intero sessennio (2010-2015), con l'attuazione, da parte della Regione del Veneto, dei progetti di monitoraggio "Mo.V.Eco I" e "Mo.V.Eco II" (per quanto riguarda lo stato ecologico) e con l'attuazione dei progetti di monitoraggio a cura del Magistrato alle Acque di Venezia (per quanto attiene lo stato chimico).

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

VISTA la Direttiva 2000/60/CE;

VISTO il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006;

VISTO il Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 17 luglio 2009;

VISTO il Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 260 datato 8 novembre 2010;

VISTE le DGR n. 1714/2011 e n. 2258/2013;

VISTO l'art. 2, comma 2 della Legge Regionale n. 54 del 31 dicembre 2012;

delibera

1.       Le premesse costituiscono parte sostanziale ed integrante del presente provvedimento.

2.       Di approvare la classificazione dei corpi idrici della Laguna di Venezia, predisposta ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, del D. Lgs n. 152/2006 e del D.M. n. 260/2010, per il primo ciclo di monitoraggio 2010-2012, di cui all'Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.

3.       Di dare atto che l'ARPAV provvederà a trasmettere, attraverso il nodo nazionale WISE, del sistema Sintai, le informazioni relative alla classificazione in oggetto, anche ai sensi di quanto stabilito dal Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 17 luglio 2009 e dall'art. 5 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque, approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 107/2009.

4.       Di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale.

5.       Di incaricare il Dipartimento Coordinamento Operativo Recupero Ambientale/Territoriale - Sezione Progetto Venezia, dell'esecuzione del presente provvedimento.

6.       Di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione, omettendo l'Allegato A, che sarà reso disponibile presso il Dipartimento Coordinamento Operativo Recupero Ambientale/Territoriale - Sezione Progetto Venezia.

7.       Di trasmettere il presente provvedimento al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Magistrato alle Acque di Venezia, all'Autorità di Bacino dei Fiumi dell'Alto Adriatico, all'Istituto Superiore per Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e all'ARPAV.

 

(seguono allegati)

140_AllegatoA_268890.pdf

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