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Bur n. 101 del 26 novembre 2013


Materia: Relazioni internazionali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 2005 del 04 novembre 2013

Istituzione del Tavolo di partenariato per l' obiettivo Cooperazione territoriale europea della politica di coesione per il periodo 2014-2020.

Note per la trasparenza:

La deliberazione dispone l'istituzione dell'organismo di consultazione (Tavolo di partenariato) dei soggetti istituzionali ed economico - sociali del territorio regionale, che i regolamenti comunitari prevedono per i diversi programmi operativi di Cooperazione territoriale di prossima formulazione, validi per il periodo 2014 - 2020 e finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Non comporta obbligazioni di spesa.

 

L'Assessore Roberto Ciambetti riferisce quanto segue.

La bozza di regolamento generale sui fondi del Quadro Strategico Comune (QSC) relativi alla programmazione 2014-2020 (COM(2013) 246 final del 22 aprile 2013) prevede che la politica di coesione dell'Unione europea persegua due obiettivi: gli "Investimenti a favore della crescita e l'occupazione" (IFCO) e la "Cooperazione territoriale europea" (CTE), entrambi finanziati dal fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR).

Le nuove disposizioni stabiliscono inoltre una serie di norme comuni applicabili ai fondi FESR, FSE (Fondo sociale europeo), FC (Fondo di coesione), FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) e FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), sinteticamente chiamati Fondi del QSC, prevedendo tra gli stessi un coordinamento più stretto rispetto al passato.

Nelle more della formalizzazione di tale nuovo pacchetto normativo a livello europeo, la Regione del Veneto ha approvato la DGR n. 410 del 25 marzo 2013, per l'avvio della prossima programmazione.

L'atto riporta lo schema organizzativo e le modalità di coordinamento per i fondi del QSC nell' ambito della Programmazione Regionale Unitaria (PRU) e individua i soggetti incaricati della predisposizione dei nuovi documenti di programmazione comunitaria.

In particolare le Autorità di gestione dei Programmi FESR, FSE e FEASR e i rappresentanti delle strutture di gestione CTE sono chiamati all'attivazione del partenariato mediante la predisposizione di appositi "tavoli di consultazione comuni", soprattutto per temi di interesse trasversale ai diversi programmi, al fine di assicurare un confronto generale con i principali stakeholders regionali e di favorire analisi e valutazioni di sistema, evitando inutili duplicazioni e sovrapposizioni.

Appare pertanto opportuno mettere in atto, in modo coordinato per entrambi gli obiettivi su menzionati, gli adempimenti richiamati dalla predetta DGR, dalla bozza del citato regolamento generale UE, dal cosiddetto "Codice di condotta europeo sul partenariato" (CCEP).

Tale coordinamento si rende particolarmente necessario su temi quali la individuazione degli interlocutori territoriali, nonché per la formulazione degli orientamenti regionali in tema di strategie e potenziali contenuti dei diversi programmi operativi CTE ed infine sulle possibili sinergie con i programmi operativi regionale (POR) e le strategie macroregionali.

Infine anche il ricorso alle strutture regionali competenti e ai dati utili alle Valutazioni ambientali strategiche e ai Rapporti ambientali, che saranno necessari per ogni proposta di programma operativo CTE, devono essere, per quanto possibile, condivisi al fine di realizzare economie di scala e snellimenti procedimentali.

Più precisamente, in tema di partenariato emerge l'esigenza di una definizione e un'applicazione coerente del "principio di consultazione", precisato dal Codice di condotta europeo, il quale rappresenta uno dei fattori chiave per l'attuazione dei prossimi Fondi QSC: richiedendo una stretta collaborazione tra le autorità pubbliche a livello nazionale, regionale e locale, così come con il settore privato e il terzo settore.

In proposito, l'articolo 5 della bozza di regolamento generale UE afferma che:

Ogni Stato membro organizza, rispettivamente per l'Accordo di partenariato con la Commissione europea e per ciascun programma, un partenariato con i seguenti partner:

(a) le autorità regionali, locali, cittadine e le altre autorità pubbliche competenti;

(b) le parti economiche e sociali; e

(c) gli organismi che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governative e gli organismi di promozione della parità e della non discriminazione.

Il documento di lavoro dei servizi della Commissione relativo a "Il principio di partenariato nell'attuazione dei Fondi del quadro strategico comune - elementi per un Codice di condotta europeo sul partenariato" del 24 aprile 2012, enuncia i principi che dovrebbero guidare i Paesi membri dell'UE nell'organizzare la partecipazione dei partner più rappresentativi alle diverse fasi di attuazione dei fondi del QSC. Il documento, adottato il 12 dicembre 2012 dal Comitato economico e sociale europeo, invita gli Stati a sviluppare i principali Tavoli esistenti, a livello nazionale/regionale e locale, in modo da ridurre al minimo le duplicazioni e risparmiare tempo, gettando le basi per un Codice di condotta europeo che stabilirà i requisiti minimi cui le Amministrazioni nazionali e regionali dovranno adeguarsi per la costituzione del proprio.

Nel caso della CTE, il documento precisa che sarebbe utile includere nelle consultazioni i gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT), nonché le autorità operanti nello sviluppo e nell'implementazione delle strategie macro-regionali o dei bacini marittimi che insistono nelle aree di programma.

Sulla base di questi documenti, la Regione, relativamente all'obiettivo Crescita ed occupazione, con DGR n. 942 del 18 giugno 2013, ha provveduto ad istituire il Tavolo di consultazione del partenariato regionale per la programmazione POR FESR 2014-2020, partendo dai partenariati già istituiti a livello regionale (il Patto per il Veneto 2020; Tavolo di Concertazione; Tavolo di Partenariato FESR 2007-2013; Comitato di Sorveglianza FESR 2007-2013).

Da ultimo, la DGR n. 1383 del 30 luglio 2013 ha istituito un apposito Tavolo di partenariato anche per la programmazione del Piano di sviluppo rurale FEARS 2014-2020, anche in tal caso tenendo conto dei partenariati già definiti a livello regionale.

Entrambe le delibere lasciano aperta la possibilità di integrare l'insieme degli interlocutori secondo gli specifici requisiti di rappresentanza che saranno definiti dal Codice di condotta europeo.

Dal momento che il fondo FESR finanzia anche l' obiettivo Cooperazione territoriale europea e che nel caso dei programmi di CTE l'area geografica eligibile coincide con l'intero territorio regionale, come per il POR FESR, oppure è limitata ad alcune province frontaliere, si propone di procedere in analogia alla DGR n. 942/2013, attribuendo al Tavolo di partenariato del POR - costituito con la DGR n. 942/2013 - anche le funzioni consultive per i futuri programmi operativi di Cooperazione territoriale europea, cui il territorio regionale partecipa.

Tale soluzione risponde ad un' ottica di snellimento degli apparati e di coordinamento delle politiche europee nell'ambito della PRU, in quanto l'ampiezza della composizione del sopracitato Tavolo è tale da rispondere ai requisiti di rappresentatività delle diverse componenti (istituzionale, economica e sociale, nonché della società civile) richieste dai regolamenti anche per la CTE.

Le categorie, sia istituzionali che rappresentative del mondo economico e sociale e degli altri stakeholder componenti il Tavolo FESR, possono essere confermate verificando con le medesime la dimensione geografica adeguata A tal fine, si propone conseguentemente di coinvolgere, quale partenariato di base, i soggetti elencati all' Allegato A della DGR n. 942/2013.

L'elenco potrà richiedere modifiche e aggiornamenti, anche a seguito di ulteriori candidature e di segnalazioni delle Autorità di gestione dei programmi operativi della CTE, che saranno valutate in base ai criteri e requisiti di rappresentanza previsti dal citato Codice di condotta europeo.

La partecipazione ai lavori del Tavolo di partenariato non dà luogo ad alcun compenso né a rimborso spese.

Gli obiettivi Crescita ed occupazione e Cooperazione territoriale europea condividono inoltre alcuni aspetti sia contenutistici che gestionali, come specificato nel documento"Position paper della Commissione UE per l'Italia" del 9 novembre 2012, fra questi figurano le Strategie macroregionali Alpina ed Adriatico - Ionica, confermate anche nel testo dell' Accordo di partenariato "versione in corso d'opera di alcune sezioni", predisposto dal Ministero per lo Sviluppo economico in data 15 luglio 2013 , e le Iniziative di sviluppo locale di tipo partecipativo (Community-Led Local Development" - CLLD).

Peraltro, in vista della definizione del piano d'azione delle Strategie macroregionali Adriatico - Ionica ed Alpina, di cui la Regione del Veneto è parte attiva, appare opportuno prevedere, fra le funzioni del suddetto Tavolo anche le eventuali consultazioni che si rendessero necessarie.

Infine, vista la rilevanza della Valutazione ambientale strategica come attività propedeutica anche dei programmi operativi di Cooperazione territoriale, pare opportuno confermare fin d'ora la partecipazione alle riunioni del Tavolo di partenariato dedicate alla CTE anche della Autorità ambientale del POR FESR.

Si ritiene altresì opportuno il coinvolgimento delle strutture regionali competenti alla VAS nominate per il POR FESR, nella valutazione delle proposte dei programmi, la rilevazione ed elaborazione dei dati secondo gli ambiti tematici e territoriali e con le modalità richiesti dai diversi programmi CTE.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'articolo 53, 4° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;

VISTA la proposta di regolamento generale sui fondi del Quadro Strategico Comune (QSC) relativi alla programmazione 2014-2020 (COM(2013) 246 final del 22 aprile 2013);

VISTA la DGR n. 410 del 25 marzo 2013 relativa alla "Approvazione dello schema organizzativo e delle modalità di coordinamento della Programmazione Regionale Unitaria (PRU) per i fondi del Quadro Strategico Comune (QSC) e individuazione dei soggetti incaricati a livello regionale della predisposizione dei nuovi documenti di programmazione comunitaria 2014-2020";

RICHIAMATA la DGR n. 942 del 18 giugno 2013 relativa alla "Istituzione del Tavolo di Partenariato per la Programmazione POR FESR 2014-2020";

Ravvisata l'opportunità di accogliere la proposta del relatore facendo proprio quanto esposto in premessa.

delibera

1.    di attribuire, per le motivazioni esposte nelle premesse che costituiscono parte integrante del presente atto, al Tavolo di partenariato del POR FESR istituito con la DGR n. 942 del 18 giugno 2013, le funzioni di consultazione anche per i programmi di Cooperazione territoriale europea ai quali la Regione del Veneto parteciperà per il periodo 2014-2020;

2.   di incaricare l'Unità di progetto Cooperazione transfrontaliera dell'esecuzione del presente atto, in particolare dell' individuazione, sentiti i componenti del Tavolo di cui al punto 1, dei referenti territorialmente adeguati per i diversi programmi e delle eventuali integrazioni al conseguente elenco che si rendessero necessarie, anche a seguito di ulteriori candidature, da valutare in base al Codice europeo di condotta per il partenariato;

3.   di incaricare la Segreteria regionale per l' Ambiente e la Unità di progetto Coordinamento Commissioni (Vas - Vinca - Nuvv), delle funzioni afferenti l'Autorità ambientale e la Valutazione ambientale strategica, che si rendano necessarie per i programmi di Cooperazione territoriale europea;

4.   di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale e non rientra tra le tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R. n. 1/2011;

5.   di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

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