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Bur n. 97 del 15 novembre 2013


Materia: Acque

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1950 del 28 ottobre 2013

Classificazione delle acque superficiali interne regionali: corsi d'acqua e laghi, triennio 2010 - 2012. Direttiva 2000/60/CE, D.Lgs. 152/2006, D.M. 260/2010. Presa d'atto e avvio della consultazione pubblica.

Note per la trasparenza:

Con questo provvedimento si da atto della proposta di ARPAV di classificazione per il triennio 2010 - 2012 dei corpi idrici superficiali (corsi d'acqua e laghi) del Veneto, effettuata ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, del D.Lgs.152/2006, e del DM 260/2010. Viene inoltre avviata la consultazione con i soggetti interessati che vorranno sottoporre eventuali osservazioni o portare loro contributi. E' anche individuato il percorso di approvazione della classificazione stessa.

 

L'assessore Maurizio Conte riferisce quanto segue.

Il quadro normativo europeo in materia di tutela delle acque è stabilito dalla Direttiva 2000/60/CE del 23/10/2000 Water Framework Directive (WFD) che mira a proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e, con riferimento ai loro fabbisogni idrici, degli ecosistemi terrestri e degli ambienti umidi direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici, secondo un approccio di tutela globale.

La WFD fonda l'approccio alla tutela e gestione delle acque su alcuni cardini essenziali:

•       sostenibilità degli usi della risorsa idrica;

•       aspetti qualitativi che non possono essere disgiunti da quelli quantitativi;

•       definizione degli obiettivi di qualità ambientale;

•       definizione di standard di qualità ambientale per le sostanze chimiche, definizione di valori limite allo scarico per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici;

•       riduzione dell'inquinamento chimico attraverso la eliminazione dagli scarichi delle sostanze prioritarie pericolose e la riduzione delle sostanze prioritarie;

•       utilizzo di indicatori biologici e morfologici nella valutazione dello stato dei corpi idrici attraverso il confronto con condizioni di riferimento;

La direttiva fa riferimento ai seguenti corpi idrici: acque superficiali interne (fiumi e laghi), acque sotterranee, acque di transizione (foci fluviali e lagune), acque marino-costiere; essa prevede entro il 22/12/2015 il raggiungimento dello Stato di qualità Buono, espresso come Stato Ecologico e Stato Chimico.

Per quanto riguarda i corsi d'acqua ricadenti in bacini idrografici di competenza della Regione del Veneto, l'identificazione della classe di qualità di ciascun corpo idrico cui fare riferimento è quella contenuta nei relativi Piani di Gestione del bacino idrografico adottati dalle Autorità di Bacino dell'Adige, dell'Alto Adriatico e del Po.

La classificazione dei corpi idrici contenuta nei Piani di Gestione, risalente al 2009, rimane in vigore per sei anni, fino al 2015, anno entro il quale i medesimi Piani dovranno essere aggiornati.

Le procedure per l'aggiornamento dei Piani di Gestione sono già iniziate secondo i tempi e le modalità previsti dalla normativa vigente; ARPAV sta eseguendo sia il monitoraggio per il secondo triennio (il primo triennio si è chiuso il 31/12/2012), sia l'analisi dei corpi idrici con una gamma di elementi di qualità più completa rispetto alla prima edizione del Piano di Tutela e dei Piani di Gestione delle acque.

Con il D.Lgs. n. 152/2006 si è proceduto al recepimento della Direttiva 2000/60/CE e con una serie di successivi decreti si sono forniti i criteri per costruire il percorso necessario per garantire il monitoraggio e la classificazione dei corpi idrici.

Per il raggiungimento degli obiettivi dei corpi idrici il D.Lgs. n. 152/2006, oltre alla predisposizione del Piano di Tutela delle Acque (art. 121), prevede alcuni specifici obblighi: l'identificazione dei corpi idrici significativi, nel Veneto sono stati individuati complessivamente 855 corpi idrici fluviali e 12 corpi idrici lacustri, il loro monitoraggio, la classificazione sulla base dei dati di monitoraggio, la zonizzazione del territorio con conseguenti gradi diversi di tutela e specifiche misure, la definizione delle misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale e a specifica destinazione.

Successivamente, con il D.M. n. 260/2010, sono stati definiti i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, proseguendo di conseguenza nel recepimento delle disposizioni comunitarie in materia di tutela e gestione delle acque.

Come detto la WFD prevede che sia mantenuto e, laddove necessario, migliorato lo stato dell'ambiente acquatico all'interno della Comunità europea per garantire un "buono stato di qualità" delle acque. La verifica del conseguimento di tale obiettivo va fatta attraverso la determinazione dello "stato ecologico" e dello "stato chimico", dove per stato ecologico si intende l'espressione della qualità della struttura e del funzionamento degli ecosistemi acquatici associati alle acque superficiali; lo stato chimico è invece valutato sulla base del confronto tra i valori degli inquinanti monitorati e gli standard di qualità previsti dalla normativa, ossia le concentrazioni massime accettabili di inquinanti eventualmente presenti nei corpi idrici. Infine lo stato di un dato corpo idrico è l'espressione complessiva, determinata dal valore più basso tra lo stato ecologico e quello chimico.

Laddove lo stato di qualità delle acque e degli ecosistemi presenti sia particolarmente integro e inalterato e il corpo idrico possa essere classificato in stato "elevato", tale classificazione deve essere confermata mediante l'esame dei così detti elementi di qualità idromorfologica (regime idraulico e morfologia del corpo idrico). In altri termini per definire correttamente lo stato elevato di un corpo idrico, occorre integrare il monitoraggio chimico e biologico con il monitoraggio idromorfologico.

Durante il triennio 2010-2012 è stato eseguito da ARPAV il monitoraggio dei corpi idrici che ha permesso la determinazione dello stato chimico su 265 corpi idrici, mentre lo stato ecologico è stato determinato su 219 corpi idrici. Numeri sicuramente consistenti, ancorché non rappresentativi di tutti i corpi idrici, che consentono di formulare una "prima" proposta di classificazione regionale dei corpi idrici fluviali e lacustri.

Per quanto riguarda la determinazione dello stato ecologico occorre evidenziare che, per l'elaborazione dei risultati e quindi per la classificazione, allo stato attuale permangono alcune criticità legate alla mancanza di alcune metriche, da sviluppare a livello nazionale, per i diversi elementi di qualità biologica analizzati.

Inoltre, si deve notare che per quanto attiene i corpi idrici fortemente modificati e artificiali (che rappresentano più del 50% dei corpi idrici monitorati nella nostra regione), con gli attuali strumenti normativi non è ancora possibile definirne l'obiettivo di qualità, il così detto "potenziale ecologico", e quindi si devono utilizzare le stesse metriche dei corpi idrici naturali. Ciò comporta una sottostima della classificazione della qualità biologica che ne potrebbe risultare.

Si deve altresì sottolineare come questa prima classificazione, per sopperire a queste criticità, sia stata integrata dall'analisi delle pressioni effettivamente agenti sul corpo idrico e quindi del rischio effettivo di non conseguire l'obiettivo di qualità alla scadenza del 2015, oltre che dal così detto "giudizio esperto".

In altri termini i corpi idrici in stato elevato sono stati preliminarmente individuati, a seguito dei risultati dell'analisi di rischio di non raggiungere gli obiettivi della Direttiva 2000/60/CE, tra quelli senza pressioni (puntuali, diffuse o idromorfologiche) o con pressioni ritenute non significative.

Successivamente l'elenco così ottenuto è stato rivisitato da esperti con conoscenze del territorio, per ridurre al minimo errori nella designazione derivanti da possibili carenze degli strati informativi a disposizione, in altre parole è stata applicata la metodica del "giudizio esperto" ad integrazione delle conoscenze di base.

Per quanto attiene al monitoraggio fino ad oggi eseguito e alla classificazione in stato ecologico e chimico si rimanda all'allegato A "Nota sullo stato ecologico e chimico", che riporta la sintesi delle principali valutazioni sullo stato ecologico e chimico, nonché le modalità di valutazione dello stato ecologico e chimico dei corsi d'acqua e dei laghi operata da ARPAV e riferita al triennio 2010-2012. Si rimanda altresì all'allegato B "Fiumi classificazione 2010 - 2012", all'allegato C "Laghi classificazione 2010 - 2012", all'allegato B1 "Fiumi: stato elevato 2010 - 2012", e all'allegato B2 "Fiumi: corpi idrici di riferimento 2010 - 2012", parti integranti della presente deliberazione.

Nel dare in ogni caso atto del notevole lavoro svolto da ARPAV, si deve comunque evidenziare la necessità di integrare la classificazione, incrementando le stazioni di campionamento nei prossimi programmi di monitoraggio, e di attivare la fase di comparazione tra corpi idrici, che consentirà di estendere i risultati della classificazione attuale a corpi idrici omogenei per tipizzazione e pressioni, operazione che sicuramente permetterà di aumentare il numero delle aste fluviali classificate, solo sulla base dei dati già disponibili.

E' a questo punto necessario, stante una certa discrezionalità dovuta al "giudizio esperto" e il conseguente grado di incertezza di alcune classificazioni, come confermato dalla stessa ARPAV, avviare una fase di consultazione pubblica aperta a Enti e ad altri soggetti sia pubblici che privati, con la finalità di promuovere la partecipazione attiva di tutte le parti interessate e raccogliere eventuali suggerimenti, osservazioni e informazioni, anche e soprattutto sugli aspetti ambientali, morfologici e idraulici e sui contesti territoriali che caratterizzano alcuni corpi idrici.

La Direzione Geologia e Georisorse, al fine di avviare la fase di consultazione e partecipazione, provvederà al deposito dei documenti inerenti la classificazione presso gli uffici della Direzione stessa, a renderli disponibili sul sito internet dell'ARPAV.

Chiunque potrà prendere visione della classificazione e presentare alla Direzione Geologia e Georisorse le proprie osservazioni anche fornendo ulteriori contributi conoscitivi e valutazioni, che andranno trasmesse entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della presente deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto, secondo le modalità previste nell'allegato D, parte integrante della presente deliberazione.

A conclusione della fase di consultazione e della relativa istruttoria da parte degli uffici tecnici regionali, che sarà svolta in collaborazione con ARPAV, sarà necessario trasmettere la proposta di classificazione al Consiglio regionale, ai sensi dei commi 3 e 4 dell'art. 19 della L.R. 33/1985.

La proposta di classificazione, attuativa del Piano di Tutela delle Acque, una volta approvata in via definitiva, costituirà la base per eventuali necessari aggiornamenti del Piano stesso.

Si devono infine ricordare gli obblighi degli adempimenti comunitari richiesti dall'art.5 della citata direttiva, che prevede che gli Stati membri provvedano a definire e aggiornare periodicamente la caratterizzazione del distretto idrografico in merito all'esame dell'impatto ambientale delle attività umane, aggiornamento che deve essere trasmesso alla CE entro la fine del corrente anno, previa approvazione della Giunta regionale.

Tutto ciò premesso il relatore sottopone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione, ai sensi dell'art. 53, quarto comma dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, in ordine anche alla compatibilità con la legislazione regionale e statale;

VISTA la direttiva 2000/60/CE;

VISTO il D.Lgs. n. 152/2006;

VISTO il D.M. n. 260/2010;

VISTO l'art.4 del Piano regionale di Tutela delle Acque;

VISTI i commi 3 e 4 dell'art. 19 della L.R. 33/1985.

delibera

1.       di prendere atto della proposta di classificazione dei corpi idrici acque interne superficiali, corsi d'acqua e laghi del Veneto, predisposta ai sensi del D.M. 260/2010 e D.Lgs. 152/2006, di cui all'allegato A "Nota sullo stato ecologico e chimico" all'allegato B "Fiumi classificazione 2010 - 2012", all'allegato C "Laghi classificazione 2010 - 2012"; di prendere conseguentemente atto dei documenti riepilogativi dei "Fiumi: stato elevato 2010 - 2012", e "Fiumi: corpi idrici di riferimento 2010 - 2012", di cui rispettivamente all'allegato B1 e all'allegato B2, allegati tutti parte integrante della presente deliberazione;

2.       di incaricare la Direzione Geologia e Georisorse all'espletamento della fase di consultazione e partecipazione, secondo quanto in premessa esposto e secondo le modalità individuate nell'allegato D, parte integrante della presente deliberazione;

3.       di dare atto che a conclusione della fase di consultazione e della relativa istruttoria da parte degli uffici tecnici regionali, in collaborazione con ARPAV, la proposta di classificazione sarà trasmessa al Consiglio regionale, ai sensi dei commi 3 e 4 dell'art. 19 della L.R. 33/1985 e che una volta approvata in via definitiva, costituirà la base per eventuali necessari aggiornamenti del Piano di Tutela delle Acque.

4.       di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del Bilancio Regionale;

5.       di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione omettendo la pubblicazione degli allegati A, B, C, B1 e B2, contenuti in supporto digitale, che saranno resi disponibili presso la Direzione Geologia e Georisorse e sul portate web dell'ARPAV.

(seguono allegati)

1950_AllegatoA_260998.pdf
1950_AllegatoB0_260998.pdf
1950_AllegatoB1_260998.pdf
1950_AllegatoB2_260998.pdf
1950_AllegatoC_260998.pdf
1950_AllegatoD_260998.pdf

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