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Bur n. 6 del 18 gennaio 2013


Materia: Formazione professionale e lavoro

Deliberazione della Giunta Regionale n. 2899 del 28 dicembre 2012

Sospensione avvio di nuovi percorsi formativi per "Operatore Socio Sanitario". L.R. n. 20/2001 - art. 19, L.R n. 10/1990 e successive modifiche.

Note per la trasparenza:

Il provvedimento è finalizzato a formalizzare la sospensione di nuovi percorsi formativi per operatore Socio Sanitario per 12 mesi e nel frattempo attivare un'attività di definizione dell'effettivo fabbisogno di nuove figure professionali.

L'Assessore Regionale Elena Donazzan, di concerto con l'Assessore Remo Sernagiotto e con l'Assessore Luca Coletto, riferisce quanto segue:

L'Operatore Socio Sanitario, di seguito O.S.S., è la figura professionale che trova origine nella sintesi dei distinti profili professionali degli operatori dell'area sociale e di quella sanitaria e risponde in modo più adeguato all'evoluzione dei servizi alla persona, intesa nella globalità dei suoi bisogni.

Oggetto di una profonda revisione in termini di ruolo, di competenze e di contesto operativo, il profilo dell'O.S.S. è stato definito dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 22 febbraio 2001. I contenuti dell'Accordo sono stati elevati al rango di disposizioni legislative con legge 8 gennaio 2002, n. 1, al comma 8 dell'art. 1.

Il legislatore regionale, con proprio atto del 16 agosto 2001 n. 20 e successive modifiche, ha recepito l'Accordo sopra detto ed istituito la figura dell'O.S.S., unitamente ai contesti operativi, alle attività e alle competenze che la caratterizzano, nonché alle modalità gestionali ed organizzative dei corsi di formazione.

Il percorso formativo, che si conclude con il conseguimento dell'attestato di qualifica professionale a seguito del superamento di un esame, si caratterizza per:

  1. una durata fino a un massimo di diciotto mesi, per un monte/ore complessivo di 1000 ore, di cui 480 teoriche e 520 ore di tirocinio da svolgersi presso le strutture e i servizi in cui è prevista la figura professionale dell'Operatore Socio Sanitario;
  2. un'articolazione in moduli didattici, di base e professionalizzanti, suddiviso tra ore di lezioni teoriche e di tirocinio;
  3. un'articolazione delle materie nelle seguenti aree disciplinari: socio-culturale, psicologica-sociale, igienico-sanitaria e tecnico-operativa.

Per quanto riguarda le modalità di programmazione dell'offerta formativa, la citata L.R. 20/2001 prevede che la Giunta Regionale, sulla base del fabbisogno annualmente determinato ed in relazione alla normativa regionale vigente, programmi l'attivazione dei corsi.

Il modello regionale prevede che la definizione dei fabbisogni professionali del sistema regionale, cioè il numero di operatori da formare per rispondere alle esigenze delle strutture e dei servizi socio sanitari e socio assistenziali del territorio regionale, sia svolta a cura della struttura regionale competente in materia di servizi sociali. La struttura suddetta comunica il fabbisogno alla struttura competente in materia di formazione che provvede all'istruttoria per l'emanazione dell'Avviso Pubblico per la presentazione dei progetti formativi, alla raccolta e validazione dei progetti e alla relativa approvazione, al governo generale delle fasi di gestione dei percorsi formativi.

Nel periodo 2001 - 2010 sono stati attivati una serie di Avvisi Pubblici che hanno portato alla qualificazione di oltre 23 mila O.S.S..

Per la precisione si riportano di seguito i provvedimenti adottati e il numero di operatori formati per ciascuno di essi:

·        DGR 3911/2001 2.791

·        DGR 1136/2003 2.402

·        DGR 3870/2004 3.160

·        DGR 2951/2005 3.615

·        DGR 3593/2006 2.967

·        DGR 2344/2008 4.268

·        DGR 504/2010 3.132

Va precisato che l'ultimo provvedimento citato, DGR n. 504/2010, non ha visto ancora completati tutti i relativi percorsi formativi, per cui è presumibile un incremento di circa mille qualificati O.S.S..

Va inoltre ricordato che esiste un altro canale per la qualificazione di operatori socio sanitari in Veneto. Si tratta dei percorsi professionalizzanti, che si affiancano all'ultimo biennio degli Istituti Professionali di Stato per i Servizi Sociali. Sono percorsi sostanzialmente coincidenti con quelli ordinari ma rivolti ai ragazzi che frequentano gli ultimi due anni della scuola secondaria di secondo grado. Questi ultimi percorsi formativi hanno portato al conseguimento della qualifica professionale di O.S.S. da parte di oltre 2.000 persone.

In terzo luogo va precisata la situazione degli oltre 3.000 operatori in servizio prima dell'entrata in vigore della nuova normativa sulla figura professionale e che risultavano privi dei titoli dichiarati equipollenti. Per queste persone è stato attivato nel biennio 2003/2004 un percorso di riqualificazione che ha consentito loro di proseguire il proprio percorso professionale.

L'entità dell'offerta formativa sopra descritta, e dei relativi risultati in termini di operatori qualificati (o riqualificati) era supportata da un rilevante fabbisogno di figure professionali, che evidentemente si è via via ridotto con l'ingresso dei nuovi operatori qualificati nel mercato del lavoro.

La situazione si è pertanto evoluta al punto che, anche a seguito di una segnalazione da parte delle Organizzazioni Sindacali che denunciavano progressive difficoltà nell'inserimento nel mercato del lavoro per i nuovi qualificati, è stato attivato d'intesa tra le tre strutture regionali competenti un tavolo di riflessione al fine di verificare la possibilità di adottare un più puntuale sistema di programmazione di nuovi percorsi formativi.

In sintesi, l'intento era quello di mappare le effettive esigenze di nuovi operatori, al fine di evitare l'avvio di percorsi (particolarmente impegnativi dal punto di vista economico e di conciliazione dei tempi di lavoro, studio e gestione dei carichi familiari) che rischiassero di frustrare le legittime aspirazioni di inserimento occupazionale dei corsisti.

I lavori hanno evidenziato, anzitutto, l'esigenza di passare da una definizione dei fabbisogni professionali su base regionale, ad un'analisi su base locale (provinciale o, meglio ancora, sub provinciale) onde consentire la copertura dei fabbisogni nei territori effettivamente in sofferenza, evitando al contempo un surplus di operatori qualificati in zone già coperte.

Le criticità emerse e l'impegno all'individuazione di strumenti ancor più efficaci a fronte del diverso panorama che si sta profilando nello specifico mercato del lavoro, sono state fatte proprie anche dalla corrispondenza tra i due Assessorati alla Formazione e alla Sanità nella seconda metà del 2011.

Il prosieguo dei lavori del tavolo regionale, con gli incontri del 20 settembre 2012 e del 5 ottobre 2012, hanno evidenziato con ancora maggiore chiarezza la necessità di una puntuale programmazione dell'offerta formativa, anche alla luce dei dati sull'occupazione illustrati dalla Direzione Formazione ed elaborati da Veneto Lavoro - Osservatorio del mercato del lavoro. Sono stati incrociati i dati anagrafici dei 1.543 qualificati O.S.S. del 2011 con la banca dati del SILV (Sistema Informativo Lavoro del Veneto) ed i risultati hanno evidenziato che, a quasi un anno dalla fine del corso, soltanto il 6 % di essi sia riuscito a trovare un'occupazione stabile nel settore, mentre un altro 30% ha ottenuto esclusivamente contratti episodici o a termine. Il 64 per cento non ha avuto alcuna occasione di lavoro nel settore.

La sintesi dei lavori del tavolo si è concretizzata in una proposta, che si propone all'approvazione della Giunta Regionale, che prevede due elementi sostanziali:

-          la sospensione per 12 mesi per l'emanazione del nuovo Avviso Pubblico per la presentazione di progetti formativi per OSS;

-          la ricognizione dei fabbisogni professionali su base locale (provinciale o meglio ancora, sub provinciale) da parte delle strutture regionali competenti.

Va comunque precisato che, nel caso in cui la definizione dei fabbisogni si concludesse prima della scadenza suddetta ed evidenziasse, sulla base di riscontri concreti ed oggettivi, la necessità di attivare nuovi percorsi formativi su base locale, sarà possibile comunque dar corso all'avvio della programmazione regionale anche prima della scadenza.

In ogni caso va garantita la possibilità di dar avvio a percorsi di aggiornamento o riqualificazione per operatori già qualificati.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

-        UDITO il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 53, 4° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;

-        Vista la L.845/78 "Legge quadro in materia di formazione professionale";

-        Viste le L.L.R.R. 10/90 e 10/91 in materia di formazione e orientamento professionale;

-        Vista la L.R. n. 20 del 16/08/2001 e successive modifiche;

-        Vista la L.R. n. 19/2002;

delibera

  1. di stabilire che le premesse al presente dispositivo formino parte integrante del provvedimento;
  1. di approvare una sospensione di mesi 12 per l'emanazione del nuovo Avviso Pubblico per la presentazione di progetti formativi per OSS;
  2. di incaricare la Direzione Regionale dei Servizi Sociali di avviare una puntuale ricognizione dei fabbisogni professionali su base locale;
  3. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
  1. di incaricare la Direzione regionale Formazione dell'esecuzione del presente atto, compresa l'adozione degli eventuali aggiornamenti che dovessero rendersi necessari;
  1. di pubblicare la deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione nonché sul sito Internet della Regione Veneto;

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