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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 97 del 22 luglio 2025


Materia: Ambiente e beni ambientali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 733 del 08 luglio 2025

Approvazione dell'Avviso per la concessione di contributi agli enti locali del Veneto a sostegno di interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano a valere sul Fondo per il contrasto al consumo di suolo istituito ai sensi dei commi 695 e 696 dell'art. 1 della Legge 197/2022 e disciplinato con DM n. 2 del 2 gennaio 2025.

Note per la trasparenza

Il provvedimento approva l’Avviso che individua le modalità di assegnazione agli enti locali del Veneto delle risorse di cui al Fondo per il contrasto al consumo di suolo istituito ai sensi dei commi 695 e 696 dell’art. 1 della Legge n. 197/2022 e disciplinato con DM n. 2 del 2 gennaio 2025 a sostegno di interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano.

L'Assessore Gianpaolo E. Bottacin, di concerto con l'Assessore Cristiano Corazzari, riferisce quanto segue.

Secondo quanto emerge dall’ultima edizione del Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici - Rapporto 2024”, pubblicato annualmente da Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale a partire dal 2013, e che, per la sua decima edizione, viene coordinato direttamente da SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), il consumo del suolo continua a trasformare il territorio nazionale.

A livello nazionale, la copertura artificiale del suolo è stimata in 21.514 km2, pari al 7,14% del territorio nazionale. Nell'ultimo anno, il consumo del suolo ha raggiunto una velocità di 2,4 m2 al secondo, aumentando così all’incirca di 77 km2 rispetto al 2021 e raggiungendo ritmi che, in Italia, non si vedevano più da 10 anni.

Il suolo è una delle risorse primarie del pianeta, la base di tutta la vita terrestre, l'interfaccia tra terra, aria e acqua. È un sistema essenziale, complesso e coordinato nelle sue molteplici correlazioni che, se correttamente gestito e conservato, garantisce numerosi servizi ecosistemici, la sicurezza alimentare, la sicurezza energetica, la sicurezza idrica, la biodiversità, la qualità ambientale, il ciclo del carbonio e dei nutrienti e lo smaltimento dei rifiuti.

La perdita del suolo o un cambiamento delle sue funzioni naturali, spesso dovuto a dinamiche insediative e infrastrutturali, comporta di conseguenza la modifica dei servizi che è in grado di offrire con potenziali ripercussioni anche economiche, dirette o indirette.

Inoltre, il notevole aumento dell’urbanizzazione provoca forti aumenti dei consumi di energia e riscaldamento, disturbo acustico, inquinamento dell’aria e delle acque, produzione di rifiuti, innalzamento delle temperature e una diminuzione della salute e del benessere generale, con effetti diretti che si ripercuotono anche nelle aree limitrofe.

L’aumento dell’inquinamento chimico, acustico e luminoso influenza infatti tutta la biodiversità locale comportando la riduzione e la frammentazione degli habitat naturali e l’insorgenza di barriere che ostacolano o impediscono la connettività ecologica e il libero spostamento e diffusione degli organismi comportando una sensibile riduzione del livello di vivibilità dei luoghi proprio per il mancato supporto di quei servizi ecosistemici generati dal suolo e dalla natura.

Il Regolamento UE 2024/1991 del 24 giugno 2024 è finalizzato a garantire il ripristino degli ecosistemi degradati europei e al tempo stesso contribuire al raggiungimento degli obiettivi in materia di clima e biodiversità, migliorando anche la sicurezza alimentare. Ogni Stato membro dell’Ue dovrà adottare, entro due anni dall’entrata in vigore del Regolamento, un proprio piano nazionale per il ripristino della natura, che indichi nel dettaglio gli strumenti, inclusi quelli finanziari, con cui intende raggiungere gli obiettivi posti dal Regolamento.

In questo contesto generale e in particolare per conseguire l’obiettivo di un uso sostenibile del suolo, gli interventi di rigenerazione urbana sono un’opportunità per riorganizzare l’assetto urbano, recuperare spazi verdi e risanare l’ambiente urbano tramite lo sviluppo di infrastrutture ecologiche. Il fine di tali azioni è il miglioramento della dotazione dei servizi primari e secondari, l’incremento della efficienza energetica, il miglioramento della gestione delle acque e l’innalzamento del potenziale ecologico ambientale. Attraverso il recupero dell’esistente è possibile riqualificare e valorizzare aree già edificate, dismesse, o sottoutilizzate, permettendo non solo l’azzeramento del consumo netto di suolo ma anche la conservazione delle risorse dal carattere storico e culturale delle aree urbane soggette ai processi di rigenerazione urbana.

Le indicazioni della “Strategia del suolo per il 2030” dell'UE mirano a garantire entro il 2050 che tutti i suoli europei siano sani e più resilienti e che possano continuare a fornire i loro servizi ecosistemici, che il consumo netto di suolo sia ridotto a zero e che l’inquinamento dei suoli venga ridotto a livelli non nocivi per la salute delle persone e per gli ecosistemi; infine, devono essere protetti e gestiti in modo sostenibile ripristinando quelli attualmente degradati.

L’Amministrazione regionale ha manifestato negli anni particolare attenzione ed interesse alla protezione e conservazione del proprio territorio dedicando impegno e ingenti risorse a sostegno di innumerevoli interventi di tutela ambientale messi in atto nei diversi ambiti di competenza, dalla protezione dei suoli, al contrasto dell’inquinamento, alla bonifica di siti inquinati.

La rinaturalizzazione dei suoli, attraverso l’incremento degli spazi verdi in ambito urbano e periurbano che favoriscono la riattivazione dei servizi ecosistemici annullati dalle azioni di impermeabilizzazione, compattazione, erosione e deterioramento, ha lo scopo di aumentare la sensibilità e l’attenzione verso la tutela del suolo per arrestarne il consumo.

A fronte di quanto già realizzato, appare ora opportuno e necessario accentuare ulteriormente l’azione di contrasto alle minacce che gravano sul territorio regionale utilizzando il Fondo per il contrasto al consumo di suolo, istituito ai sensi dei commi 695 e 696 dell’art. 1 della Legge n. 197/2022 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”, per arginare il fenomeno del consumo di suolo. Dette risorse sono così suddivise negli anni: 10 milioni di euro per l’anno 2023, 20 milioni di euro per l’anno 2024, 30 milioni di euro per l’anno 2025 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Con DM n. 2 del 2 gennaio 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha provveduto alla ripartizione del fondo tra le Regioni e le Province autonome oltre alla definizione delle modalità e dei criteri di utilizzo delle risorse. Alla Regione del Veneto è stata assegnata una dotazione finanziaria pari ad € 11.523.510,00 suddivisa nelle annualità 2023-2027 secondo le quote di cui all’Allegato 1 al medesimo atto mentre nell’Allegato 2 viene descritta la procedura di individuazione e programmazione degli interventi di rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano.

Il suddetto fondo viene destinato a finanziare un programma di interventi per la rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado presenti sul territorio regionale, attraverso l’ampliamento degli spazi verdi ad uso pubblico, in ambito urbano e periurbano, con l’obiettivo di favorire la riattivazione dei servizi ecosistemici compromessi da fenomeni quali l’impermeabilizzazione, la copertura con materiali artificiali, la compattazione, la salinizzazione, la contaminazione, la riduzione della fertilità o la desertificazione dei suoli.

Alle Regioni compete la raccolta delle proposte di intervento, così come descritto nell’Allegato 2 al DM n. 2 del 2 gennaio 2025, e il completamento della fase istruttoria entro 180 giorni dalla data di pubblicazione del citato DM n. 2 del 2 gennaio 2025. Le Regioni raccolgono le richieste di finanziamento avanzate dai rispettivi Enti Locali, entro 60 giorni dalla presentazione dell’avviso, per la successiva valutazione di ammissibilità. Le richieste di finanziamento ammissibili, mediante le modalità descritte nel paragrafo 2, sono messe a disposizione delle Autorità di bacino distrettuali e del MASE per le successive attività istruttorie. La programmazione degli interventi avviene tramite la stipula di accordi di programma definiti tra ciascuna Regione e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica entro i 180 giorni successivi, secondo l’ordine di graduatoria fino alla concorrenza delle risorse assegnate per ogni annualità. Per ciascuno intervento sono individuati il relativo Codice unico di Progetto (CUP), il cronoprogramma, il soggetto attuatore ed eventuali risorse aggiuntive.

L’impiego delle risorse economiche in parola viene monitorato attraverso la Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP), mediante i codici identificativi dell’opera (CUP) e della gara (CIG) ai quali ogni intervento deve essere associato. I soggetti attuatori degli interventi provvedono a mantenere il predetto sistema di monitoraggio costantemente aggiornato; il mancato o incompleto inserimento e/o aggiornamento di tali informazioni comporta la sospensione del trasferimento delle quote successive di finanziamento da parte delle regioni fino ad avvenuta integrazione e aggiornamento.

Il medesimo Decreto dispone inoltre che, in caso di mancata pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori per la realizzazione dell’intervento programmato da parte dell’ente beneficiario e/o attuatore entro il termine di dodici mesi dall’avvenuta programmazione degli interventi con accordo di cui all’art. 1, comma 3 il finanziamento è revocato.

Le aree su cui sono programmati gli interventi a valere sul Fondo per il contrasto del consumo di suolo devono essere pubbliche e prive di vincoli ostativi per la realizzazione dell’intervento, che, una volta completato, determina un vincolo urbanistico definitivo di “area verde inedificabile ad uso pubblico”.

Per ciascuna proposta di intervento la Regione del Veneto ammette un finanziamento entro il limite massimo di € 2.000.000,00. Gli enti proponenti possono integrare l’importo di finanziamento richiesto con un cofinanziamento a valere su fondi disponibili e in linea con le previsioni finanziarie della Legge 197/2022, art. 1, commi 695 e 696.

Si ritiene pertanto, al fine di garantire equità e trasparenza alla procedura di accesso ai fondi in parola, di provvedere all’approvazione da parte della Giunta regionale dell’Avviso e dei Criteri generali per l’attività istruttoria che si riportano in allegato alla presente deliberazione (Allegato A) per l’acquisizione di istanze avanzate dagli Enti Locali in relazione alla necessità di attuare interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano.

Le istanze di adesione al Bando possono essere inviate alla Regione Veneto – Direzione Ambiente e Transizione Ecologica esclusivamente mediante PEC con le modalità definite dall’Avviso (Allegato A) entro e non oltre 60 giorni a partire dalla data di pubblicazione del presente provvedimento.

La Regione, pertanto, raccoglierà le richieste di finanziamento avanzate dai rispettivi Enti Locali e il Direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica provvederà, tra l’altro, alla verifica di ammissibilità delle istanze con il supporto della Direzione Pianificazione Territoriale e all'approvazione con proprio atto delle istanze ammissibili da trasmettere successivamente alle Autorità di Bacino distrettuali territorialmente competenti, che effettueranno l'istruttoria di carattere tecnico. Il MASE, quindi, effettuerà successivamente l'istruttoria sulla significatività ambientale degli interventi, in relazione alla qualità e quantità di effetti benefici ambientali generati dall'intervento nell'ambito urbano e periurbano.

A seguito delle valutazioni congiunte da parte della Regione, delle Autorità di Bacino e del MASE, il Ministero elaborerà le graduatorie regionali e la graduatoria nazionale degli interventi da finanziare in funzione dei punteggi finali determinati; nei successivi 180 giorni, con uno o più accordi, definiti tra ciascuna Regione e il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono programmati gli interventi secondo l'ordine di graduatoria fino alla concorrenza delle risorse assegnate per ogni annualità.

Con successivo provvedimento della Giunta regionale saranno stabilite le modalità di approvazione dello schema di accordo da sottoscrivere con il MASE.

Il Direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica potrà apportare eventuali modifiche non sostanziali all'Allegato A che si rendessero necessarie nell’interesse dell’Amministrazione regionale e provvederà con propri atti all'esecuzione del presente atto e, in particolare, alla concessione dei contributi, impegnando la relativa spesa nei diversi esercizi finanziari coerentemente con i cronoprogrammi che verranno presentati dalle Amministrazioni proponenti, la cui articolazione risulta necessaria per predisporre la variazione di bilancio con la quale istituire i capitoli di entrata e di spesa ed individuare gli importi di cui al D.M. n. 2/2025 da allocare su ogni annualità del bilancio regionale 2025-2027.

Il Direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica potrà, inoltre, provvedere, nei limiti dell'effettiva disponibilità di cassa dell'istituendo capitolo di spesa, alla liquidazione, su espressa richiesta delle amministrazioni beneficiarie, di somme in forma di anticipazione nel limite massimo del 30% della somma assegnata, previa sottoscrizione di apposita convenzione.

Si prevede inoltre che l’erogazione dei contributi in parola, se non effettuata in forma di anticipazione, avverrà su presentazione, da parte delle corrispondenti Amministrazioni beneficiarie, secondo le modalità indicate nell’Avviso e nei Criteri generali per l’attività istruttoria, allegati al presente provvedimento (Allegato A) secondo le tempistiche previste dai rispettivi cronoprogrammi di esigibilità della spesa, dei documenti giustificativi dell’effettiva spesa sostenuta e previa consegna di una dettagliata relazione illustrativa delle attività svolte.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTO il D.M. 2 gennaio 2025, n. 2 “Criteri di riparto del Fondo per il contrasto al consumo di suolo e programmazione degli interventi”;

VISTA la L. 29 dicembre 2022, n. 197 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”;

VISTA la L.R. 29 novembre 2001, n. 39 “Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione”;

VISTA la L.R. 27 dicembre 2024, n. 32 “Legge di stabilità regionale 2025”;

VISTA la L.R. 27 dicembre 2024, n. 33 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2025”;

VISTA la L.R. 27 dicembre 2024, n. 34 “Bilancio di Previsione 2025-2027”;

VISTO l’art. 2, comma. 2 della L.R. n. 54 del 31 dicembre 2012;

delibera

  1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  2. di prendere atto che con D.M. n. 2 del 2 gennaio 2025 il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha assegnato alla Regione del Veneto euro 11.523.510,00 a valere sul Fondo per il contrasto al consumo di suolo per le annualità 2023-2027;
  3. di approvare l’Avviso e i Criteri generali per l’attività istruttoria per la concessione di contributi agli enti locali del Veneto a sostegno di interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano previsti dalla Legge 29 dicembre 2022, n. 197, come rappresentati nell’Allegato A al presente provvedimento del quale costituisce parte integrante e sostanziale;
  4. di stabilire che le domande di contributo potranno essere presentate all’Amministrazione regionale, con le modalità descritte nella documentazione allegata di cui al punto 3, entro e non oltre 60 giorni a partire dalla data di pubblicazione del presente provvedimento;
  5. di determinare nella somma di € 11.523.510,00 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica, nei diversi esercizi finanziari, successivamente agli accordi tra la Regione e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e coerentemente con i cronoprogrammi presentati dalle Amministrazioni proponenti che costituiranno gli importi necessari alla predisposizione della variazione di bilancio con la quale istituire i capitoli di entrata e di spesa ed individuare le somme di cui al D.M. n. 2/2025 da allocare su ogni annualità del bilancio regionale 2025-2027;
  6. di incaricare il Direttore della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica dell’esecuzione del presente atto, autorizzandolo ad apportare eventuali modifiche non sostanziali all'Allegato A che si rendessero necessarie nell’interesse dell’Amministrazione regionale e di provvedere, tra l’altro, alla verifica di ammissibilità delle istanze con il supporto della Direzione Pianificazione Territoriale e all'approvazione con proprio atto delle istanze ammissibili da trasmettere successivamente alle Autorità di Bacino distrettuali territorialmente competenti che effettueranno l'istruttoria di carattere tecnico;
  7. di stabilire che l’erogazione dei contributi in parola avverrà successivamente all’approvazione degli interventi da finanziare e su presentazione, da parte delle corrispondenti Amministrazioni beneficiarie, secondo le tempistiche previste dai rispettivi cronoprogrammi di esigibilità della spesa, dei documenti giustificativi dell’effettiva spesa sostenuta e previa consegna di una dettagliata relazione illustrativa delle attività svolte;
  8. di rinviare a successivo provvedimento della Giunta regionale l'individuazione delle modalità di approvazione dello schema di accordo da sottoscrivere con il MASE per la programmazione degli interventi secondo l'ordine della graduatoria;
  9. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi dell’art. 26, comma 1, del D.Lgs. n. 33 del 14/03/2013;
  10. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione e nel sito regionale nella Sezione Bandi-Avvisi-Concorsi.

(seguono allegati)

Dgr_733_25_AllegatoA_560294.pdf

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