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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 7 del 16 gennaio 2024


Materia: Affari legali e contenzioso

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1525 del 04 dicembre 2023

Autorizzazione a proporre ricorso ex art. 127 Cost. per la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 17, comma 1 del decreto legge 10 agosto 2023, n. 104, come convertito dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136, recante "Disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici", pubblicata nella Gazz. Uff. del 9 ottobre 2023, n. 236.

Note per la trasparenza

Si tratta di autorizzare l’impugnazione da parte della Regione del Veneto di norme di legge statale lesive delle prerogative regionali.

Il Vicepresidente Elisa De Berti riferisce quanto segue.

L’art. 27 del decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, come da ultimo modificato dalla legge n. 6 del 18 gennaio 2023, stabilisce che la ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti sia effettuata secondo quanto stabilito al comma 2 del medesimo articolo, come di seguito riportato: “A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il riparto del Fondo di cui all'articolo 16-bis, comma 1, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è effettuato, entro il 31 ottobre di ogni anno, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. In caso di mancata intesa si applica quanto previsto dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Tale ripartizione è effettuata:

  1. per una quota pari al 50 per cento del Fondo, tenendo conto dei costi standard di cui all'articolo 1, comma 84, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, al netto delle risorse di cui alle lettere d) ed e);
  2. per una quota pari al 50 per cento del Fondo, tenendo conto dei livelli adeguati dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, al netto delle risorse di cui alle lettere d) ed e) […]”.

Il citato art. 27 del decreto legge n. 50/2017, al comma 2 ter prevede una c.d. clausola di salvaguardia in quanto stabilisce che: “Al fine di garantire una ragionevole certezza delle risorse disponibili, il riparto di cui al comma 2, lettere a) e b), non può determinare, per ciascuna regione, un'assegnazione di risorse inferiore a quella risultante dalla ripartizione del Fondo di cui all'articolo 16-bis, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per l'anno 2020, al netto delle variazioni per ciascuna regione dei costi del canone di accesso all'infrastruttura ferroviaria introdotte dalla società Rete ferroviaria italiana Spa di cui al comma 2-bis, nonché delle eventuali decurtazioni applicate ai sensi del comma 2,  lettera c), del presente articolo ovvero dell'articolo 9 della legge 5 agosto 2022, n. 118”.

Secondo tale disposizione, il riparto derivante dall’applicazione delle lettere a) e b), del comma 2, dell’art. 27, non può determinare per ciascuna regione un'assegnazione di risorse inferiore a quella risultante dalla ripartizione del Fondo per l'anno 2020 (riparto con percentuali storiche), al netto delle variazioni per ciascuna regione dei costi del canone di accesso all'infrastruttura ferroviaria.

Il comma 6, dell’art. 27, del decreto legge n. 50/2017 stabiliva inoltre che, entro il 31 luglio 2023, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata, venissero definiti gli indicatori per determinare i livelli adeguati di servizio (LAS) e le modalità di applicazione degli stessi al fine della ripartizione del medesimo Fondo.

La Regione del Veneto ha storicamente una percentuale dell’8,27% dell’importo del Fondo Nazionale Trasporti.

L’art. 17, comma 1, del decreto legge n. 104/2023, convertito in legge 9 ottobre 2023, n. 136, apporta le seguenti modificazioni al citato articolo 27 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito in legge 21 giugno 2017, n. 96:

a) al comma 2, lettera a), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, considerato il complesso dei servizi di trasporto pubblico locale eserciti sul territorio di ciascuna regione risultanti dalla banca dati dell'Osservatorio di cui all'articolo 1, comma 300 della legge 21 dicembre 2007, n. 244, e tenendo conto, a partire dal 2024, dei costi di gestione dell’infrastruttura ferroviaria di competenza regionale”;

b) dopo il comma 2 -ter è inserito il seguente: “2 -quater. Limitatamente agli anni 2023 e 2024, al riparto del Fondo di cui all’articolo 16 -bis, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, si provvede, per una quota pari a euro 4.873.335.361,50, e fermo restando quanto previsto dal comma 2 -bis del presente articolo, secondo le percentuali utilizzate per l’anno 2020. Alla determinazione delle quote del 50 per cento di cui al comma 2, lettere a) e b), si provvede a valere sulle risorse residue del Fondo, decurtate dell’importo di cui al primo periodo del presente comma”;

c) al comma 6, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Fermo restando quanto previsto dal comma 2-quater, nelle more dell'adozione del decreto di cui al primo periodo, al fine di assicurare la ripartizione del Fondo di cui al medesimo articolo 16-bis, comma 1, del decreto-legge n. 95 del 2012, si provvede alla ripartizione integrale del medesimo Fondo con le modalità di cui al comma 2, lettera a), del presente articolo”.

L’applicazione del comma 1, lettera a) dell’art. 17 del decreto legge n. 104/2023, convertito in legge n. 136/2023, modificando la lettera a) dell’art. 27, del decreto legge n. 50/2017 (introduce il complesso dei servizi), comporta la diminuzione della percentuale storica della Regione del Veneto, che passerebbe dall’8,27% a circa il 7,63% del totale del FNT.

La minor percentuale dello 7,63% deriva dall’introduzione del comma 1 dell’art. 17, in quanto il comma così formulato dispone di calcolare i costi standard della lettera a) dell’art. 27 del decreto legge n.50/2017 sul “complesso dei servizi di trasporto pubblico locale eserciti sul territorio di ciascuna regione risultanti dalla banca dati dell'Osservatorio” (comma 1, art. 17 del decreto legge n. 104/2023). Ne consegue che, ai fini del calcolo delle percentuali da assegnare a ciascuna regione, verrà tenuto conto di tutti i servizi eserciti sul territorio regionale di competenza, andando di fatto a premiare quelle regioni che destinano molte risorse del proprio bilancio regionale (in particolare Lombardia e Lazio).

Le nuove percentuali sono state definite dal MIT mediante uno studio conferito all’Università della Sapienza di Roma che, in particolare, non chiarisce come viene trattata la modalità lagunare, in quanto definisce i costi standard come veicoli-km per le modalità Autolinee, Ferroviario, Metro e Tram.

Inoltre, considerato che il decreto per la definizione dei livelli adeguati di servizio (LAS), di cui al comma 6, dell’art. 27, del decreto legge n. 50/2017, non è stato ancora emanato, in applicazione del comma 1, lettera b), dell’art. 17, della legge n. 136/2023, nelle more dell’emanazione del decreto dei LAS, tutto il Fondo (compreso la quota di risorse aggiuntive) viene ripartito al 100% (e non 50% come prevede la lettera a), dell’art. 27) sui costi standard  e quindi sul complesso dei servizi di trasporto pubblico locale eserciti sul territorio di ciascuna regione risultanti dalla banca dati dell’Osservatorio dei servizi di trasporto pubblico locale.

Tenuto conto di quanto previsto dall’art. 17, comma 1, lettere a) e b), ne deriverebbe che per il 2023 e 2024 è stata trovata una soluzione di compromesso, nelle more della definizione dei LAS, anche se l’applicazione della norma prevede che sulle risorse aggiuntive al Veneto venga applicata la minore percentuale (7,63% invece che 8,27%) e senza tener conto della modalità navigazione.

Ne consegue che quanto introdotto dal comma 1, lettera a), dell’art. 17, in relazione al “complesso dei servizi eserciti da ciascuna regione”, e tenuto conto dello studio della Sapienza, ha ricadute molto importanti sul riparto del Fondo Nazionale Trasporti per il Veneto.

Da evidenziare che i contenuti del comma 1, dell’art. 17, di fatto contraddicono gli obiettivi di efficientamento che stanno alla base dell’art. 27 del decreto legge n. 50/2017, in quanto verrebbero a premiare l’offerta attuale di servizi senza alcuna valutazione dell’effettivo fabbisogno di mobilità.

Tenuto conto di quanto precede, si deve ritenere che l’art. 17, comma 1, del decreto legge n. 104/2023, convertito in legge n. 136/2023 (di modifica dell’art. 27 del decreto legge n. 50/2017, convertito dalla legge n. 96/2017) non sia conforme a Costituzione.

Esso, infatti, si pone in contrasto con una pluralità di disposizioni della Legge fondamentale, dal momento che:

- privilegia alcune Regioni a danno di altre, tra le quali è la Regione del Veneto;

- crea disparità di trattamento tra abitanti di talune Regioni e di altre, quale il Veneto, in quanto assume, come termine di riferimento per il riparto del fondo, il “complesso dei servizi di trasporto pubblico locale”, dando rilievo, con ciò, a scelte casuali operate dalle Regioni, a prescindere da un vincolo di carattere generale;

- finanzia misure di favore predilette da alcune Regioni (nel rilascio di abbonamenti, nell’accordare esenzioni a taluni utenti…), riversandone parte degli oneri finanziari su Regioni, come il Veneto, che si vedono decurtata l’assegnazione di fondi all’atto del riparto, in misura significativa, addirittura tardivamente, alla luce di quanto a suo tempo appostato nel bilancio di previsione per l’anno 2023;

- per non dire del fatto che il criterio introdotto, ancorato al pregresso, contraddice le prescrizioni del Pnrr, che impongono scelte innovative, verso le quali è orientata la politica seguita dalla Regione del Veneto in tema di trasporto pubblico locale: in generale, di mobilità. Politica che viene, irragionevolmente e contraddittoriamente, penalizzata.

Le disposizioni costituzionali violate sono le seguenti:

- l’art. 2 Cost., dal momento che il nuovo schema di riparto del Fondo TPL, basato sul “complesso dei servizi di trasporto”, genera conseguenze sul piano finanziario, tali per cui, ad esempio, le agevolazioni tariffarie deliberate da alcune Regioni (quali Lazio e Lombardia) si traducono in maggiori entrate e per altre (quali il Veneto) in minori disponibilità: il che determina una evidente distorsione del principio di solidarietà che grava sia sulle persone, sia sulle relative comunità, di cui le Regioni sono enti esponenziali;

- l’art. 3 Cost., poiché il rinnovato metodo di riparto del fondo provoca una rottura del nesso costi-benefici, sia con riguardo alle Regioni sia relativamente ai fruitori del servizio di trasporto pubblico locale. Avviene infatti una illegittima traslazione di parte dei costi in capo alle Regioni, quali il Veneto, che non sono beneficiarie delle misure agevolative: ciò si traduce nel mancato rispetto del principio di eguaglianza, che riguarda persone ed enti;

- l’art. 5 Cost., poiché la soluzione normativa censurata lede le attribuzioni delle Regioni contemplate dall’art.117, comma 4 Cost.; la disposizione normativa sopra indicata comprime infatti l’autonomia del Veneto, riconosciuta e tutelata dal principio fondamentale contenuto in detto disposto;

- l’art. 81 Cost., comma 3, in quanto la norma censurata altera le decisioni di bilancio approvate con legge regionale, generando minori entrate rispetto a quelle inserite negli stati di previsione per il 2023. La Regione del Veneto, in particolare, è destinata ad ottenere, a fine anno 2023, risorse quantitativamente inferiori a quelle che avrebbero acquisito sulla base del criterio di riparto originario, cui non pone rimedio la clausola di salvaguardia, che opera ad altro titolo;

- l’art. 97 Cost. che pone il principio del buon andamento, che per quanto occupa consiste nell’ottima gestione di un delicatissimo settore, quale è il trasporto pubblico locale. La norma censurata è la più classica delle decisioni, che non traducono in pratica il principio di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, ponendo in atto pratiche discriminatorie, amministrativamente perverse;

- l’art. 117 Cost., commi 3 e 4, che assegna alle Regioni, a vario titolo, competenze in materia di trasporto pubblico locale;

- l’art. 118 Cost., in quanto viene condizionata negativamente anche l’attività amministrativa di gestione del settore;

- l’art. 119 Cost. che dispone circa il riparto delle risorse tra le Regioni; le minori risorse riversate alla Regione del Veneto costituiscono l’effetto di una deliberazione legislativa che, per le ragioni su indicate, sottrae ad essa ciò che le spetta ai sensi della norma costituzionale la quale stabilisce le regole sul riparto delle disponibilità finanziarie. Oltretutto, la norma censurata ripropone – anche violando il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – il criterio della spesa storica.

Quanto sopra premesso, vista la nota della Direzione Infrastrutture e Trasporti prot. n. 641715 del 30.11.2023,  si ritiene di autorizzare il Presidente pro tempore della Giunta regionale a promuovere ricorso in via principale avanti la Corte costituzionale, a difesa delle prerogative riconosciute dalla Costituzione alla Regione ai sensi dell’articolo 127 Cost., per la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 17, comma 1 del decreto legge 10 agosto 2023, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136, recante “Disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici”, pubblicata nella Gazz. Uff. del 9 ottobre 2023, n. 236, per la violazione dei parametri costituzionali sopra enucleati.

Il patrocinio della Regione del Veneto, ai sensi dell'articolo 4, comma 3 della legge regionale 16 agosto 2001, n. 24, è affidato anche disgiuntamente tra loro, all’avv. Giacomo Quarneti dell’Avvocatura regionale e, in ragione della peculiarità della questione trattata e della materia oggetto del contendere, all’avv. prof. Mario Bertolissi, del Foro di Padova, con domicilio eletto presso la sede dell’Avvocatura Regionale in Venezia, Fondamenta S. Lucia - Cannaregio, 23.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTI gli articoli 33, comma 3, lett. m) e 54 dello Statuto;

VISTO l'art. 2, comma 2, lett. m) della Legge regionale 31.12.2012, n. 54;

VISTA la Legge regionale 16 agosto 2001, n. 24;

VISTO l’art. 6 della Legge regionale 1.9.1972, n. 12 e l’art. 6 della Legge regionale 10.12.1973, n. 27;

VISTE le disposizioni di legge sui ricorsi avanti la Corte Costituzionale;

delibera

  1. che le premesse sono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  1. di autorizzare il Presidente pro tempore della Giunta regionale, per le motivazioni e secondo quanto esposto nelle premesse, a proporre ricorso in via principale avanti la Corte costituzionale, ai sensi dell’articolo 127 Cost., per la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 17, comma 1 del decreto legge 10 agosto 2023, n. 104, come convertito dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136, recante “Disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici”, pubblicata nella Gazz. Uff. del 9 ottobre 2023, n. 236, per la violazione dei parametri costituzionali in narrativa enucleati;
  1. di affidare il patrocinio della Regione del Veneto, ai sensi dell'articolo 4, comma 3 della legge regionale 16 agosto 2001, n. 24, anche disgiuntamente tra loro all’avv. Giacomo Quarneti dell’Avvocatura regionale e, in ragione della peculiarità della questione trattata e della materia oggetto del contendere, all’avv. prof. Mario Bertolissi, del Foro di Padova, con domicilio eletto presso la sede dell’Avvocatura Regionale in Venezia, Fondamenta S. Lucia - Cannaregio, 23;
  1. di dare atto che le spese di patrocinio previste nel presente provvedimento sono determinabili secondo quanto previsto dall’art. 2230 del codice civile e dall’art. 9 del D.L. 24 gennaio 2012 e saranno impegnate con separato provvedimento dell’Avvocato Coordinatore;
  1. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

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