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Bur n. 38 del 18 aprile 2017


Materia: Acque

Deliberazione della Giunta Regionale n. 385 del 28 marzo 2017

Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto. Messa in sicurezza delle fonti idropotabili contaminate da sostanze perfluoro - alchiliche (PFAS). Affidamento alla società Veneto Acque S.p.A. del coordinamento tecnico degli interventi finalizzati alla progettazione e realizzazione delle condotte di adduzione primaria da fonti idropotabili alternative e relative interconnessioni.

Note per la trasparenza

Con la presente deliberazione si dispone l'affidamento alla società Veneto Acque S.p.A. del coordinamento tecnico degli interventi finalizzati alla progettazione e realizzazione delle nuove condotte di adduzione primaria da fonti idropotabili alternative e relative interconnessioni, secondo la pianificazione acquedottistica regionale di cui al Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto, atte a fornire acqua potabile di qualità garantita alle aree regionali per le quali l'alimentazione idropotabile è stata contaminata da sostanze perfluoro - alchiliche (PFAS).

L'Assessore Gianpaolo Bottacin riferisce quanto segue.

Con comunicazioni prot n. 37689/TRI del 29.05.2013 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e prot. n. 10774 del 10.05.2013 del Ministero della Salute, le Strutture regionali per la Tutela dell'Ambiente e per la Sanità hanno appreso della presenza anomala di sostanze perfluoro - alchiliche (PFAS) in diversi corpi idrici superficiali ed in alcuni punti di erogazione pubblici delle acque potabili nella provincia di Vicenza e comuni limitrofi. In particolare le informazioni circa la presenza degli inquinanti in questione sono state desunte dalla relazione dell'Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR del 25 marzo 2013. Le Autorità Ministeriali di cui sopra hanno quindi richiesto di effettuare gli accertamenti necessari per l'individuazione delle fonti di immissione delle sostanze in parola e l'attivazione delle conseguenti iniziative di tutela delle acque.

In seguito alle informazioni pervenute, la Regione Veneto ha immediatamente attivato un tavolo di confronto con tutti i soggetti aventi competenza sulla distribuzione delle acque potabili e sulla tutela della salute. In particolare sono stati coinvolti i Gestori del servizio idrico integrato interessati dal problema in oggetto, invitandoli a porre in essere tutte le necessarie attività a tutela della qualità della risorsa distribuita: campagne analitiche, individuazione eventuali fonti di approvvigionamento alternative, dotazione degli apprestamenti tecnologici atti a ridurre significativamente la presenza di sostanze indesiderate nelle acque di rete. ARPAV ha inoltre provveduto ad effettuare puntuali analisi in merito alla concentrazione dei composti segnalati con campionamenti nei punti di prelievo delle acque potabili; tali analisi hanno confermato peraltro la presenza delle sostanze perfluoro - alchiliche in concentrazioni non trascurabili, coerentemente con i riscontri delle Autorità nazionali. Sono state infine coinvolte le Aziende sanitarie locali, tenute costantemente informate dell'esito delle analisi effettuate e delle iniziative messe in atto per contenere le concentrazioni di tali composti.

Sono state quindi prontamente attivate azioni di tutela della salute pubblica, mediante installazione da parte dei Gestori della rete idrica di idonei dispositivi di filtraggio, dismissione di pozzi prelevanti acqua da falda contaminata, e conseguenti opere di interconnessione per abbattere le concentrazioni riscontrate e addurre l'acqua da fonti maggiormente sicure. ARPAV ha inoltre provveduto ad individuare la fonte di pressione principale dell'inquinamento, identificandola con lo stabilimento della Società Miteni S.p.A. di Trissino (VI).

A seguito delle misure tempestivamente adottate dai Gestori del servizio idrico interessati, su sollecito dell'Amministrazione regionale, è stata registrata, nella zona interessata, una significativa riduzione della concentrazione delle sostanze in parola nelle acque potabili ad uso umano erogate mediante rete acquedottistica, con valori che già dal mese di settembre 2013 risultavano al di sotto dei livelli di performance indicati dall'Istituto Superiore di Sanità, individuati con propria nota prot. n. 2565-P-DGPRE del 29.01.2014, in difetto di appositi limiti da indicare da parte delle Autorità Ministeriali.

Con la D.G.R. n. 168 del 20.02.2014 la Giunta regionale ha inoltre dato atto dei valori di performance indicati dall'Istituto Superiore di Sanità relativamente alle concentrazioni dei composti PFAS nelle acque potabili, ed ha incaricato le Strutture regionali competenti all'adempimento di quanto suggerito dal medesimo Istituto.

Con D.G.R. n. 1517 del 29.10.2015 la Giunta regionale ha approvato all'Allegato A il documento relativo al "Ritrovamento di sostanze perfluoro alchiliche in alcuni ambiti del territorio regionale. Analisi integrata preliminare delle aree di esposizione e primi indirizzi di Grading del rischio", con il quale sono stati individuati i territori comunali nei quali la popolazione è interessata alla contaminazione e sono stati recepiti i livelli di performance per i composti a "catena corta" denominati PFBA e PFBS.

Ad oggi i dispositivi di filtraggio dell'acqua potabile, installati dai Gestori del servizio idrico presso le centrali di produzione locali, consentono pertanto di rispettare i livelli di performance stabiliti dall'Istituto Superiore di Sanità per le acque potabili, permettendo di fornire acqua potabile alla cittadinanza con un sufficiente grado di sicurezza. Le dotazioni impiantistiche attuali, e le migliori tecnologie disponibili sul mercato relativamente ai sistemi di filtraggio, non sono in grado tuttavia di consentire la totale assenza di tali composti dalle acque potabili distribuite in rete. Peraltro il mantenimento dei livelli di performance nelle acque potabili comporta comunque una frequente sostituzione dei filtri installati presso le centrali di produzione, con un costo gestionale che si riflette necessariamente in misura non trascurabile sui livelli tariffari riscossi dall'utenza.

Il trattamento mediante filtraggio dell'acqua prelevata dalla falda sotterranea nelle zone contaminate non può pertanto costituire una soluzione definitiva per la messa in sicurezza della rete acquedottistica dei Comuni interessati da inquinamento da PFAS, e risulta parimenti imprescindibile la fornitura di risorsa idrica di qualità garantita alla fonte. Allo stato attuale, considerato che l'estensione dell'inquinamento della falda sotterranea nella zona della Valle del Chiampo e nella parte meridionale delle provincie di Padova e Vicenza, non permette di ipotizzare a breve termine una diminuzione significativa delle concentrazioni di PFAS su larga scala nelle acque sotterranee, la soluzione unicamente perseguibile al fine della messa in sicurezza della fornitura idropotabile, risulta essere quella che consente l'approvvigionamento della risorsa da altre zone regionali ove essa è disponibile con qualità garantita ed in misura tale da poter soddisfare il fabbisogno delle aree interessate. Appare pertanto necessario orientare l'azione regionale verso la realizzazione di nuove condotte adduttrici di adeguata dimensione e lunghezza, che permettano di interconnettere tali fonti regionali, con le reti acquedottistiche dei Comuni interessati dall'inquinamento.

Relativamente alla pianificazione regionale in materia acquedottistica, in ottemperanza alle disposizioni della Legge Regionale 27 marzo 1998 n. 5, la Giunta regionale, con D.G.R. n. 1688 del 16.06.2000 ha approvato il Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto (MOSAV), con il quale sono stati individuati gli schemi di massima delle principali strutture acquedottistiche necessarie ad assicurare il corretto approvvigionamento idropotabile nell'intero territorio regionale, nonché i criteri e metodi per la salvaguardia delle risorse idriche, la protezione e la ricarica delle falde. Il MOSAV ha sostituito il precedente Piano Guida per gli Acquedotti del Basso Veneto, perseguendo le stesse finalità nella fornitura di acqua potabile alle aree svantaggiate del territorio regionale. Parte integrante del MOSAV è lo Schema acquedottistico del Veneto Centrale (SAVEC), con il quale si prevede l'interconnessione degli acquedotti alimentati dalle falde del Medio Brenta, dalle falde e dalle acque superficiali del Sile, dalle acque superficiali dell'Adige e del Po in un unico schema che massimizzi l'utilizzo delle acque di falda pedemontana, di produzione più economica e di migliore qualità.

La progettazione definitiva ed esecutiva, la realizzazione e la gestione delle opere ricadenti nel SAVEC sono affidate alla Società Veneto Acque S.p.A., interamente di proprietà regionale, mediante la concessione regolata da apposita convenzione approvata con D.G.R. n. 2332 del 14.09.2001 e aggiornata in data 01.06.2005 in seguito al Decreto n. 135 del 03.05.2005 del Dirigente della Direzione Geologia e Ciclo dell'Acqua, e successivamente modificata con D.G.R. n. 851 del 03.04.2007 e con D.G.R. n. 1031 del 23.03.2010. Veneto Acque S.p.A. provvede pertanto alla progettazione e realizzazione delle opere inerenti la pianificazione acquedottistica sovra-ambito ed ha maturato una esperienza significativa ed un elevato livello di specializzazione nel settore della progettazione e realizzazione di grandi infrastrutture acquedottistiche.

La Società Veneto Acque S.p.A. ha stipulato in data 11.12.2009 un Contratto di Prestito con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per un importo complessivo pari a € 88 milioni per la realizzazione delle opere acquedottistiche regionali e dispone pertanto di un veicolo finanziario attivabile per concorrere alla realizzazione delle opere in pianificazione.

In esito ad incontri propedeutici già attuati tra le Strutture regionali competenti in materia di servizio idrico integrato, i Gestori del servizio idrico integrato interessati al fenomeno di inquinamento da PFAS, e la stessa Società regionale Veneto Acque S.p.A., è stata ritenuta fattibile e condivisa la realizzazione di condotte acquedottistiche di diametro adeguato, di valenza intercomunale o interprovinciale, in conformità alle disposizioni del MOSAV approvato con la citata D.G.R. n. 1688 del 16.06.2000. Tali infrastrutture consentirebbero di fornire acqua di qualità garantita alle aree attualmente interessate da inquinamento da PFAS e di implementare un sistema di sicurezza idrico flessibile e integrato, in grado di interconnettere diverse fonti di produzione per far fronte anche ad eventuali future fonti di pressione.

I primi incontri fra le Autorità d'Ambito per il Servizio idrico Integrato ed i Gestori interessatisi sono tenuti ad Arzignano il 27 maggio 2016 ed il 15 giugno 2016. Successivamente si sono svolti ulteriori incontri: ad Arzignano il 23.11.2016, cui ha fatto seguito la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra i Consigli di Bacino in data 01.12.2016, ad Arzignano il 21.12.2016 e a Mestre il 10.02.2017. A questi due ultimi incontri erano presente il Direttore della U.O. regionale competente per il Servizio Idrico Integrato e la Soc. Veneto Acque S.p.A.

Il MOSAV prevede le direttrici di interconnessione principale tra i vari sistemi acquedottistici esistenti a livello locale, l'elenco delle fonti di attingimento idropotabile di interesse regionale da salvaguardare, nonché le direttrici infrastrutturali di sviluppo atte a completare la rete acquedottistica regionale. Alla luce della pianificazione regionale vigente e a seguito di alcune valutazioni tecniche preliminari intervenute tra i tecnici dei gestori del servizio idrico integrato interessati e di Veneto Acque S.p.A., sono state individuate tre direttrici principali di intervento:

  • direttrice Est - Ovest con risorsa idrica da addurre dalla disponibilità del prelievo di competenza regionale in Comune di Carmignano di Brenta, ovvero da altri prelievi disponibili, per consegnarla, mediante la realizzazione di una nuova condotta adduttrice, alla centrale idrica di Madonna di Lonigo in sostituzione dell'utilizzo della risorsa proveniente dal campo pozzi di Almisano;
  • direttrice Sud - Nord con risorsa idrica da addurre da risorse provenienti dalle disponibilità presenti e programmate, sia mediante realizzazione di nuovi tratti di condotte adduttrici, sia mediante l'utilizzo di infrastrutture già presenti sul territorio, atte ad interconnettere la rete di distribuzione esistente rifornita dal campo pozzi di Almisano;
  • direttrice Ovest - Est, con risorsa idrica da addurre da nuovi prelievi, mediante la realizzazione di una nuova condotta adduttrice fino alla centrale idrica di Madonna di Lonigo.

Vista la necessità di rispondere alle esigenze della popolazione interessata dal fenomeno, mediante una soluzione definitiva e sostenibile del problema e alla luce di quanto esposto, tali opere risultano strategiche per la Regione del Veneto ed appartenenti ad una pianificazione sovraordinata rispetto a quella d'ambito. Conseguentemente, vi è la necessità di prevederne la pianificazione e progettazione in forma unitaria. In questo senso, la società regionale Veneto Acque S.p.A. appare il soggetto maggiormente idoneo a tali adempimenti. La citata Società ha quale proprio oggetto sociale la specifica progettazione e realizzazione di opere acquedottistiche di valenza regionale, secondo la pianificazione approvata, ed è dotata del know-how tecnico amministrativo per l'efficace ed efficiente raggiungimento degli obbiettivi sopra indicati.

Per quanto esposto, si propone con il presente provvedimento di affidare alla Società Veneto Acque S.p.A., il coordinamento tecnico degli interventi finalizzati alla progettazione e realizzazione delle opere di interconnessione acquedottistica necessarie per l'approvvigionamento di acqua potabile di buona qualità alle aree attualmente soggette da inquinamento da sostanze PFAS nella rete acquedottistica.

In particolare, la Società, sentiti i gestori del servizio idrico integrato e i Consigli di Bacino interessati e in coordinamento con le competenti strutture regionali, dovrà provvedere a:

  • effettuare i dovuti approfondimenti tecnici delle tre soluzioni sopra menzionate, evidenziandone l'integrazione, i costi previsti ed i tempi di realizzazione;
  • individuare eventuali ulteriori interventi complementari che dovessero rendersi opportuni o necessari;
  • rappresentare un ordine di priorità temporale nella realizzazione degli interventi;
  • identificare l'ottimizzazione tra le fonti di approvvigionamento esistenti e quelle in fase di realizzazione;
  • identificare le risorse proprie da destinare alle opere individuate.

Si evidenzia per altro, che Veneto Acque S.p.A. ha positivamente riscontrato la richiesta di disponibilità all'espletamento delle suddette attività, rappresentando che procederà per le attività di coordinamento utilizzando risorse proprie e che indicherà un cronoprogramma dei tempi previsti per realizzare quanto richiesto.

In seguito al completamento di tali attività e al conseguente emergere delle soluzioni tecniche definitive e dei relativi costi, con successivo provvedimento sarà affidata a Veneto Acque S.p.A. la progettazione degli interventi, da effettuarsi con la massima tempestività possibile, anche in ragione della effettiva messa a disposizione da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare delle risorse necessarie.

Si rileva che, ai sensi degli art. 5 e 192 del d.lgs. n. 50/2016, che Veneto Acque S.p.A. è società in house, totalmente partecipata dalla Regione del Veneto, che esercita sulla stessa un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. Si evidenzia altresì che oltre l'80% delle attività della Società è effettuata nello svolgimento dei compiti ad essa affidati dall'amministrazione controllante e che lo statuto della società non prevede la presenza di soci privati.

E' infine necessario incaricare la Direzione Difesa del Suolo di mettere in atto ogni eventuale opportuno approfondimento in merito all'aggiornamento della concessione in essere con la predetta Società regionale e di effettuare le attività relative all'individuazione, in collaborazione con le altre strutture regionali competenti, dei canali di finanziamento per la progettazione e realizzazione delle infrastrutture di cui trattasi, da assegnare con successivo provvedimento a Veneto Acque S.p.A.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

VISTE la D.G.R. n. 1688 del 16.06.2000; la D.G.R. n. 2332 del 14.09.2001; la D.G.R. n. 851 del 03.04.2007; la D.G.R. n. 1031 del 23.03.2010; la D.G.R. n. 168 del 20.02.2014 e la D.G.R. n. 1517 del 29.10.2015;

VISTI i D.Lgs n. 152 del 2006 e n. 50 del 2016;

VISTO l'art. 2, comma 2, della legge regionale 31.12.2012, n. 54;

delibera

1.   le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione ;

2.   di assegnare, per le motivazioni meglio espresse in premessa, a Veneto Acque S.p.A., società in house della Regione del Veneto, il coordinamento tecnico degli interventi volti alla progettazione e realizzazione delle opere di interconnessione acquedottistica necessarie per l'approvvigionamento di acqua potabile di buona qualità alle aree attualmente soggette da inquinamento da sostanze PFAS nella rete acquedottistica, secondo le modalità indicate nella richiamata premessa;

3.   di dare atto che l'attività sopra indicata sarà svolta a valere su risorse proprie di Veneto Acque S.p.A., senza oneri a carico della Regione del Veneto;

4.   di dare atto che Veneto Acque S.p.A. opererà sentiti i gestori del servizio idrico integrato e i Consigli di Bacino interessati, nonché in coordinamento con le competenti strutture regionali;

5.   di incaricare il Direttore della Direzione Difesa del Suolo dell'attuazione del presente atto e dei necessari approfondimenti in merito all'aggiornamento della concessione in essere con la predetta Società regionale;

6.   di dare atto che, in seguito al completamento delle attività summenzionate e al conseguente emergere delle soluzioni tecniche definitive e dei relativi costi, con successivo provvedimento, sarà affidata a Veneto Acque S.p.A. la progettazione degli interventi di cui trattasi, da effettuarsi a valere anche su fondi messi a disposizione dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;

7.   di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;

8.   di dare atto che avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale o ricorso straordinario al Capo dello Stato rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla notifica;

9.   di trasmettere il presente atto alla Società regionale Veneto Acque S.p.A.;

10.   di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

 

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