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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 92 del 23 settembre 2016


Materia: Agricoltura

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1377 del 09 settembre 2016

Proroga del termine di conclusione del Progetto di innovazione per la difesa della pianta di kiwi e la valorizzazione dei suoi frutti approvato con DGR n. 2587 del 23/12/2014.

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento si propone la proroga del termine di conclusione del Progetto di innovazione per la difesa della pianta di kiwi e la valorizzazione dei suoi frutti -approvato con DGR n. 2587 del 23/12/2014- dal 31/10/2016 al 31/10/2017, per la cui realizzazione è stato stipulato uno specifico accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e l'Università di Verona e ciò al fine di completare la ricerca con il successivo trasferimento dei risultati dal laboratorio al campo e di disporre di un tempo congruo per un'adeguata comunicazione sia ai produttori che ai consumatori ufficialmente avviata a febbraio 2016.

L'Assessore Giuseppe Pan riferisce quanto segue.

Con DGR n. 2587 del 23/12/2014 è stato approvato il Progetto di innovazione per la difesa della pianta di kiwi e la valorizzazione dei suoi frutti stipulando uno specifico accordo di collaborazione con l'Università di Verona ai fini della sua realizzazione -in concorso con le Organizzazioni di Produttori (OP)- e impegnando l'importo di 1,06 milioni di euro sul capitolo n. 12600 del bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 2014.

Il Progetto vuole rispondere a un'esigenza territoriale ai fini della salvaguardia e della rivalutazione di una delle colture frutticole da sempre sinonimo di storia, cultura, tradizione e di rilevanza quanti/qualitativa nel panorama regionale e nazionale e pertanto è volto alla valorizzazione dei frutti di kiwi -esaminando accuratamente tutti gli aspetti scientifici, medici e biologici delle molecole psicoattive in esso identificate nel corso della realizzazione di un precedente Progetto regionale sulla caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione- e alla difesa della coltura attraverso uno studio approfondito del cancro batterico (Pseudomonas syringae pv. actinidiae, in breve PSA) che possa condurre al suo controllo con metodi innovativi e a basso impatto ambientale, allo scopo di comunicare in modo semplice, efficace ed efficiente i risultati scientifici sia ai produttori che ai consumatori.

Le azioni per raggiungere i suddetti scopi progettuali sono tre e precisamente le seguenti:

- azione 1 "Valorizzazione dei frutti di kiwi" finalizzata allo studio del ruolo delle molecole identificate nella pianta di kiwi e a quello della loro biodisponibilità e del loro effetto nell'uomo;

- azione 2 "Difesa della pianta di kiwi" diretta a identificare geni espressi e metaboliti specifici degli isolati di PSA ad alta virulenza, i segnali molecolari prodotti dalla pianta che regolano/attivano il contagio, nuove sostanze e nuovi target per la difesa antibatterica, nonché valutare l'impiego di formulazioni nanoincapsulate;

- azione 3 "Comunicazione del Progetto" volta a sviluppare gli aspetti comunicativi verso produttori e consumatori al fine di assicurare la divulgazione delle conoscenze per un'adeguata informazione in merito alle iniziative svolte e ai risultati ottenuti.

Le ricadute positive ottenibili con le due azioni di ricerca sono di fondamentale importanza e possono essere così riassunte:

- incremento del consumo di kiwi in quanto trattasi di un frutto contenente il complesso "triptamina-serotonina", ossia le molecole della felicità in grado di influire positivamente sull'umore e conseguentemente potenziare lo stimolo al suo utilizzo;

- aumento della qualità della vita poiché il miglioramento del benessere psichico, dell'umore, del senso di felicità, di soddisfazione e di energia, non può che avere una ricaduta positiva rispondendo a esigenze molto sentite da uomini e donne moderni;

- miglioramento dello stato di salute perché provare che un certo frutto ha immediata capacità di fornire benessere e senso di energia raggiungendo risultati in brevissimo tempo potrà dimostrarsi molto incentivante ai fini del suo consumo, mentre gli effetti a lungo termine finora impiegati nelle campagne dei vari Governi dei Paesi occidentali per incoraggiare l'impiego di vegetali freschi vengono solitamente percepiti come troppo distanti e quindi meno concreti e stimolanti;

- aumento della quantità delle sostanze psicoattive attraverso metodi colturali e di post-raccolta per favorire al massimo il loro accumulo o la loro conservazione nei frutti;

- comprensione degli eventi che scatenano il contagio da PSA su kiwi perché a oggi la domanda che ci si pone è quali siano le differenze fondamentali tra isolati di PSA più o meno virulenti, per quale motivo queste diversità si siano evolute e come mai il kiwi -in particolare alcune varietà- ne sia l'ospite;

- proposta di approcci utili a inibire il contagio dopo aver individuato i segnali coinvolti nel colloquio molecolare tra pianta e batterio, ricordando che al momento tali conoscenze di base, pur essendo oggetto di studio, non sono disponibili in alcun Paese interessato alla PSA;

- proposta di metodi innovativi di difesa e a basso impatto ambientale, potenzialmente brevettabili, in grado di includere sia l'impiego di molecole recentemente sperimentate in campo medico, sia nuove formulazioni finalizzate a migliorare l'efficacia delle sostanze attive già utilizzabili per il controllo della PSA;

- fornitura di soluzioni operative da saggiare in prove di campo impiegando composti che possano funzionare sia nell'inibire specificatamente il contagio da PSA, sia come curativi, quando veicolati all'interno della pianta sotto forma di nanoemulsioni.

Con nota del 31/8/2016, acquisita nella stessa data al protocollo regionale n. 328199, l'Università di Verona ha chiesto la proroga del termine di conclusione del Progetto dal 31/10/2016 al 31/10/2017 al fine di completare la ricerca con il successivo trasferimento dei risultati dal laboratorio al campo e di disporre di un tempo congruo per un'adeguata comunicazione sia ai produttori che ai consumatori ufficialmente avviata a febbraio 2016.

Per quanto riguarda l'azione 1, parte della ricerca proposta in relazione al primo obiettivo concernente lo studio del ruolo delle molecole identificate nel kiwi sarà completata entro il 31/10/2016. In particolare verrà ultimata l'analisi sull'accumulo delle sostanze di interesse durante lo sviluppo del frutto per ottenere suggerimenti utili sulla loro funzione; inoltre è già stato identificato e caratterizzato il primo dei due geni responsabili di detto accumulo.

A causa però dell'incompletezza dei dati sul genoma del kiwi disponibili nella letteratura scientifica, si sono verificate alcune difficoltà nell'identificazione del secondo e ultimo gene e pertanto, come azione correttiva, lo si cercherà in pomodoro che risulta essere una specie più semplice, così le informazioni ottenute da questa coltura saranno usate per trovare il gene del kiwi.

Tutto ciò però ha causato ritardi nello studio della funzione della serotonina nei frutti che la accumulano e la conseguente necessità di richiedere la proroga del Progetto per completare al meglio le attività sperimentali previste.

Relativamente invece al secondo obiettivo sullo studio della biodisponibilità e dell'effetto nell'uomo delle molecole identificate, data la grande complessità -anche amministrativa- di ricerche che coinvolgono la sperimentazione sull'uomo, sono state introdotte in corso d'opera delle modifiche/aggiunte alla sperimentazione prospettata, in accordo con la Regione del Veneto, al fine di ottimizzare sia le spese sia i possibili risultati.

In particolare la sperimentazione dell'effetto del consumo dei frutti da parte dell'uomo su diversi aspetti dell'umore è stata completata e l'analisi dei dati raccolti sarà ultimata entro ottobre 2016.

Le analisi preliminari già condotte indicano che il consumo dei frutti ha un effetto, tuttavia la sperimentazione sull'uomo presenta dei limiti dovuti principalmente alla grande differenza sia genetica che di stile di vita fra i diversi individui e quindi conducendo i test con gruppi necessariamente eterogenei ci si attende che l'effetto misurabile, anche se presente, possa essere in parte mascherato da diversi fattori.

Un risultato più netto potrebbe essere ottenuto conducendo una prova su pazienti affetti da depressione clinica, ma tale sperimentazione richiederebbe tempi lunghissimi per l'ottenimento dei necessari permessi e non sarebbe quindi compatibile con la durata del Progetto, neppure se prorogata.

Si è deciso pertanto di integrare la verifica con una parte di ricerca su modelli animali (topi), la quale dovrebbe fornire risposte più pulite sugli eventuali effetti del consumo di frutti di kiwi, dando al contempo suggerimenti sui possibili meccanismi d'azione.

È stata quindi progettata la sperimentazione animale, ottenendo il relativo permesso ministeriale all'inizio dello scorso agosto; conseguentemente la motivazione della richiesta di proroga si riconduce all'esigenza di consentire il completamento di questa parte sperimentale ritenuta di cruciale importanza per l'ultimazione del Progetto.

Si sta anche valutando se procedere o meno all'analisi della presenza delle molecole bioattive intatte in siero umano -prima e dopo la somministrazione dei frutti- o se studiare anche tale aspetto sul modello animale: questo infatti consentirebbe di recuperare pienamente le risorse per la sperimentazione animale, così come di avere i risultati sulla biodisponibilità, anche se in un modello animale anziché nell'uomo.

Sebbene i dati di biodisponibilità di varie sostanze ottenuti in modelli animali non siano quantitativamente identici a quelli ricavati nell'uomo, sono tuttavia molto simili in termini di alta o bassa biodisponibilità; inoltre nel modello animale è possibile condurre ricerche che ovviamente non possono essere svolte nell'uomo, quale la ricerca della serotonina nel cervello che è il sito di azione di questa sostanza e quindi, mentre nell'uomo si potrebbe verificare solamente se il kiwi induca un aumento di serotonina nel sangue -che però non è il sito d'azione di un'eventuale attività sulla sfera psichica- in topo potrà essere studiata in dettaglio la biodisponibilità della serotonina anche nel cervello.

Per quanto riguarda l'azione 2, la richiesta di proroga è giustificata dall'esigenza di concludere gli esperimenti in corso che si sono potuti iniziare solo a luglio 2015 e di condurre prove di campo a completamento delle attività di laboratorio sull'efficacia degli interventi antibatterici.

La prima parte del primo obiettivo concernente l'identificazione di geni espressi e metaboliti degli isolati di PSA ad alta virulenza, ovvero l'analisi microarray dei geni specificatamente espressi dagli isolati più virulenti di PSA in condizioni di crescita in vitro, è stata regolarmente completata, fornendo indicazioni sulle basi molecolari dell'aggressività di questo patogeno.

Purtroppo le analisi in pianta sono state gravemente ritardate dalla mancata disponibilità di piante di kiwi del genotipo sequenziato di proprietà neozelandese che non è stato possibile ottenere in Italia.

Un nuovo genotipo italiano è stato sequenziato dall'Università di Udine con cui è stato sottoscritto un accordo di fornitura: le piante erano in corso di moltiplicazione in vitro, con molte difficoltà di radicazione, ma infezioni di PSA delle piante madri in campo hanno compromesso la raccolta di nuovo materiale da moltiplicare.

Al momento si sta valutando la possibilità di usare il genotipo commerciale Hayward, che però per le sue caratteristiche non si presta bene alle analisi di espressione genica.

Si ritiene quindi che la proroga di un anno permetterà di mettere a punto un protocollo adatto all'analisi di espressione genica del batterio all'interno della cultivar Hayward.

Il secondo obiettivo, ossia quello di identificare i segnali molecolari prodotti dalla pianta che regolano/attivano il contagio si sviluppa secondo due approcci:

1) osservare se estratti di kiwi siano in grado di attivare la virulenza e frazionare poi l'estratto per determinare la sostanza attiva, oppure

2) partire dalla preparazione di recettori batterici e cercare quali molecole possano essere captate e legate dai recettori.

In entrambi i casi i risultati ottenuti sono molto soddisfacenti, anche se non ancora conclusi, in quanto il personale dedicato a questi obiettivi è stato reclutato con ritardo a causa dei tempi tecnici per l'erogazione dell'anticipo dell'importo impegnato per la realizzazione del Progetto.

Al momento i dati disponibili indicano che esistono sostanze presenti negli estratti di kiwi in grado di indurre la virulenza del batterio, sulla cui natura si avranno informazioni presumibilmente entro maggio 2017.

Una dottoranda dell'Università di Verona andrà a svolgere un periodo di cinque mesi presso l'Università di Monaco, proprio per velocizzare il completamento di questa parte.

Inoltre è stato possibile ottenere in forma pura una delle proteine recettoriali di PSA che appare in grado di legare almeno una sostanza presente nel kiwi.

Sono in corso gli esperimenti per capire di quale sostanza si tratti e quindi per individuare cosa il batterio riesca a captare quando si trova nella pianta che possa attivare il comportamento patogenetico.

Il terzo obiettivo e cioè quello di identificare nuove sostanze e nuovi target per la difesa antibatterica verrà completato entro ottobre 2016.

Sono già state testate più di cinquecento molecole naturali, contenute in una libreria di sostanze, individuando una decina di candidati molto promettenti per il trattamento della PSA in campo, considerando come criteri di selezione delle molecole, oltre all'efficacia, anche la mancanza di attività fitotossica, la mancanza di tossicità verso l'uomo e gli animali e il costo economico.

Si sta ora valutando l'attività di queste sostanze nell'inibizione della virulenza, oltre che nel blocco della crescita batterica, grazie ai test in vitro messi a punto nell'ambito dell'obiettivo 2.

In relazione al quarto obiettivo, ossia la valutazione dell'impiego di formulazioni nanoincapsulate, le stesse sostanze naturali identificate all'obiettivo 3 sono state formulate in nanoemulsioni di oli alimentari per migliorarne l'efficacia, la penetrazione nei tessuti della pianta e la persistenza d'azione.

Gli esperimenti sono stati condotti su piante in serra, artificialmente inoculate con PSA e trattate separatamente con due diverse nanoemulsioni in tre prove distinte, mostrando risultati soddisfacenti.

Nel corso dell'autunno 2016 le prove proseguiranno con le altre nanoemulsioni in una cella climatica dell'Università di Verona fino alla prossima primavera 2017, nella quale si prevede di svolgere le prove preliminari di valutazione in pieno campo.

In riferimento all'azione 3, la stessa è strettamente legata alle tempistiche delle ricerche dei due Team che conducono l'azione 1 e l'azione 2 e dall'ottenimento dei risultati.

Da aprile 2015 è stata pianificata e redatta la strategia di comunicazione contenuta in un dettagliato piano concordato con la Regione del Veneto e approvato a ottobre dello stesso anno.

Le attività previste che sono state completate riguardano la realizzazione del logo del Progetto, l'immagine coordinata e il sito web www.okkiwi.it con i relativi contenuti -anche multimediali- che vengono costantemente ideati e aggiornati, la conferenza stampa di presentazione a Venezia presso la sede della Giunta regionale e l'attivazione dei contatti con i giornalisti di settore, la creazione delle pagine social media e la pubblicazione con continuità di contenuti secondo il piano editoriale, i laboratori per bambini all'interno dell'iniziativa Kids University dell'Università di Verona (iniziativa che sarà ripetuta nel corrente mese di settembre), oltre alla progettazione e alla stampa di due roll-up per l'allestimento della prima conferenza stampa e degli eventi futuri.

Entro la fine di questo mese sarà ultimata la pianificazione e l'organizzazione del percorso nelle scuole della Regione del Veneto che, attraverso uno stand interattivo esperienziale a moduli sotto forma di laboratorio e materiale cartaceo informativo, permetterà al target di bambini e ragazzi di venire a contatto con il kiwi e le sue proprietà con l'obiettivo di sensibilizzare al consumo del frutto, in stretta collaborazione con i produttori del territorio.

I laboratori prenderanno avvio a fine settembre 2016 per concludersi entro il prossimo dicembre e coinvolgeranno alcune scuole selezionate di tutte le sette Province del Veneto, partendo da Verona con un tour guidato in campo.

L'iniziativa sarà presentata ai giornalisti con una seconda conferenza stampa a Verona in prossimità dell'inizio del percorso organizzato.

La prosecuzione del Progetto fino a ottobre 2017 è fondamentale perché consentirà di partecipare a Macfrut -la più importante manifestazione fieristica internazionale del settore ortofrutticolo- di ideare e diffondere una lezione per lavagna interattiva da rendere disponibile sul sito web del Progetto e che consentirà ai docenti di presentare in classe il laboratorio proposto durante il percorso nelle scuole, di predisporre e distribuire materiale cartaceo al target produttori per informarli dei risultati ottenuti con l'azione 2 in merito al cancro batterico che colpisce le coltivazioni, di realizzare un'animazione grafica sulle proprietà del frutto (prevista per maggio 2017 in occasione di Macfrut) contenente una call to action in vista di un evento finale aperto al pubblico dedicato alla salute e all'alimentazione in programma per ottobre 2017 con un testimonial scelto appositamente.

La suddetta info-grafica video verrà impiegata sia nell'evento fieristico, sia in quello conclusivo e sarà sempre fruibile sui canali digitali del Progetto e sul sito web, inoltre continueranno le attività di aggiornamento dei contenuti di quest'ultimo, delle pagine social media (con il supporto di una campagna advertising) e dell'ufficio stampa con ampliamento dei contatti con i media dell'area nazionale, precisando che la divulgazione delle informazioni andrà di pari passo con i risultati ottenuti e con la loro pubblicazione.

Alla luce di quanto sopra rappresentato si ritiene di accogliere le motivazioni di richiesta di proroga posticipando il termine di conclusione del Progetto dal 31/10/2016 al 31/10/2017 e conseguentemente anche l'accordo di collaborazione stipulato tra la Regione del Veneto e l'Università di Verona, evidenziando che le attività che si svolgeranno nel citato periodo temporale e secondo il cronoprogramma di cui all'Allegato A alla presente deliberazione -che ne costituisce parte integrante e sostanziale- non andranno a determinare un aumento del budget stanziato a favore del Progetto con la DGR n. 2587/2014 di approvazione del medesimo.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTA la DGR n. 2587 del 23/12/2014 con la quale è stato approvato il Progetto di innovazione per la difesa della pianta di kiwi e la valorizzazione dei suoi frutti;

VISTA la legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54 per l'ordinamento e le attribuzioni delle Strutture della Giunta regionale in attuazione della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 "Statuto del Veneto";

VISTO l'art. 2, comma 2 della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54;

VISTA la nota dell'Università di Verona del 31/8/2016, acquisita nella stessa data al protocollo regionale n. 328199, con la quale è stata chiesta la proroga del termine di conclusione del Progetto dal 31/10/2016 al 31/10/2017;

delibera

1. di approvare, per le motivazioni e argomentazioni esposte in premessa, la proroga del termine di conclusione del Progetto di innovazione per la difesa della pianta di kiwi e la valorizzazione dei suoi frutti -approvato con DGR n. 2587 del 23/12/2014- dal 31/10/2016 al 31/10/2017;

2. di prorogare, conseguentemente, per lo stesso periodo temporale di cui al precedente punto, l'accordo di collaborazione relativo alla realizzazione del suddetto Progetto stipulato tra la Regione del Veneto e l'Università di Verona in data 23/12/2014;

3. di approvare il cronoprogramma di cui all'Allegato A alla presente deliberazione -che ne costituisce parte integrante e sostanziale- con l'indicazione delle attività per ciascuna azione progettuale;

4. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;

5. di incaricare la Direzione agroalimentare dell'esecuzione del presente atto;

6. di pubblicare il presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione.

 

(seguono allegati)

1377_AllegatoA_329739.pdf

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