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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 25 del 18 marzo 2016


Materia: Designazioni, elezioni e nomine

Deliberazione della Giunta Regionale n. 257 del 08 marzo 2016

Programma di Cooperazione transfrontaliera Italia - Croazia (2014-2020). Composizione e istituzione del Comitato di Sorveglianza (articoli 47 e 48 del Regolamento (UE) n. 1303/2013).

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento la Giunta regionale prende atto della composizione del Comitato di Sorveglianza del Programma di Cooperazione transfrontaliera Italia - Croazia (2014-2020) concordata tra gli Stati Membri partecipanti al Programma, sancendo in tal modo l'istituzione del Comitato medesimo.

L'Assessore Federico Caner riferisce quanto segue.

Con Comunicazione COM (2010) 2020 del 03/03/2010 la Commissione europea ha adottato il documento "Europa 2020" che prevede una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. In seguito il 17 dicembre 2013 il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno approvato il pacchetto di Regolamenti sui Fondi Strutturali e di Investimento Europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020.

In particolare, oltre al Regolamento (UE) n. 1303/2013 (Regolamento generale) che definisce le norme comuni ai fondi SIE, è stato approvato il Regolamento (UE) n. 1299/2013, che reca disposizioni specifiche per l'Obiettivo "Cooperazione Territoriale Europea - CTE".

Tra i Programmi dedicati a quest'Obiettivo, rientra il Programma di Cooperazione transfrontaliera Italia - Croazia (nel seguito Programma), di nuova istituzione, che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo regionale integrato fra i due Stati e al quale, con Decisione della Commissione europea n. C(2014) 3776 del 16 giugno 2014, è stata assegnata una dotazione FESR di € 201.357.220,00. Come noto, con DGR n. 230 del 24 febbraio 2015 la Regione ha confermato la propria candidatura al ruolo di Autorità di Gestione del Programma, incarico particolarmente impegnativo in quanto implica la responsabilità della gestione del Programma conformemente al principio di sana gestione finanziaria. Per il Veneto si tratta della prima esperienza come Autorità di Gestione di un Programma di Cooperazione Territoriale Europea.

Con Deliberazione n. 1001 in data 4 agosto 2015 la Giunta regionale ha approvato, in via preliminare, la proposta di Programma di Cooperazione Italia - Croazia (2014-2020), che è quindi stata trasmessa alla Commissione europea, tramite l'apposito applicativo informatico SFC2014, in data 13 agosto 2015.

Conformemente a quanto indicato nell'articolo 29 del Regolamento generale, con Decisione C(2015) 6731 del 25 settembre 2015, la Commissione europea ha formulato una serie di osservazioni, aprendo così ufficialmente la fase di negoziato.

Durante l'incontro tenutosi a Venezia in data 27 ottobre 2015, la Task Force costituita per il Programma, composta dalle rappresentanze degli Stati partner, ha condiviso ed approvato la nuova versione definitiva del Programma, che recepiva le osservazioni della Commissione europea; il Programma di Cooperazione nella sua forma definitiva è stato quindi presentato dall'Autorità di Gestione alla Commissione europea in data 13 novembre 2015.

A conclusione della fase di negoziato, la Commissione europea ha adottato il Programma Interreg V-A Italy-Croatia con Decisione C(2015) 9342 del 15 dicembre 2015, notificata in data 18 dicembre 2015 con nota SG-Greffe(2015) D/16356 alla Rappresentanza permanente dell'Italia e da questa trasmessa in data 21 dicembre 2015 alla Presidenza della Regione del Veneto.

Si evidenzia che, con l'adozione del Programma, il ruolo di soggetto decisore svolto dalla Task Force nella fase di preparazione è ereditato dal Comitato di Sorveglianza, che deve essere costituito entro tre mesi dalla notifica agli Stati membri della Decisione di adozione, come da articolo 47 del Regolamento generale.

L'articolo 47 del Regolamento generale stabilisce, infatti, che entro 3 mesi dalla data di notifica della decisione di approvazione del Programma venga istituito un Comitato di Sorveglianza con il compito di sorvegliare e verificare l'efficacia dell'attuazione del Programma e i progressi compiuti nel conseguimento dei suoi obiettivi.

In particolare, l'articolo 110 del Regolamento generale prevede che il Comitato di Sorveglianza esamini:

  1. ogni aspetto che incide sui risultati del programma;
  2. i progressi realizzati nell'attuazione del piano di valutazione e il seguito dato ai risultati delle valutazioni;
  3. l'attuazione della strategia di comunicazione;
  4. l'esecuzione dei grandi progetti;
  5. l'attuazione dei piani d'azione comuni;
  6. le azioni intese a promuovere la parità tra uomini e donne, le pari opportunità, la non discriminazione, compresa l'accessibilità per persone con disabilità;
  7. le azioni intese a promuovere lo sviluppo sostenibile;
  8. lo stato di avanzamento delle azioni volte a soddisfare le condizionalità ex ante, qualora le stesse non fossero soddisfatte alla data di presentazione del programma operativo;
  9. gli strumenti finanziari.

Inoltre, il Comitato di Sorveglianza esamina ed approva:

  1. la metodologia e i criteri per la selezione delle operazioni;
  2. le relazioni di attuazione annuali e finali;
  3. il piano di valutazione del programma ed eventuali modifiche allo stesso;
  4. la strategia di comunicazione per il programma ed eventuali modifiche della stessa;
  5. eventuali proposte di modifiche al programma presentate dall'Autorità di Gestione.

L'articolo 48, comma 1, del medesimo Regolamento generale, in merito alla composizione del Comitato di Sorveglianza di un programma nell'ambito della Cooperazione Territoriale Europea, stabilisce che questa sia concordata dagli Stati Membri partecipanti al Programma. A tal proposito è inoltre previsto che il Comitato di Sorveglianza comprenda rappresentanti delle autorità competenti degli Stati Membri, degli eventuali organismi intermedi, nonché rappresentanti del partenariato in conformità a quanto disposto dal Codice di condotta europeo sul partenariato (Regolamento delegato (UE) n. 240/2014); i rappresentanti del partenariato ricevono delega per far parte del Comitato di Sorveglianza dai rispettivi partner attraverso procedure trasparenti.

Sulla base delle indicazioni contenute nella Sezione 5 del Programma di Cooperazione Italia - Croazia nonché delle indicazioni della Autorità Nazionali degli Stati Membri partecipanti al Programma, l'Autorità di Gestione ha predisposto una proposta di Regolamento interno ("Rules of Procedures") del Comitato di Sorveglianza, al fine di sottoporlo alla discussione della Task Force. Tale documento, che dovrà essere definito ed adottato dal Comitato di Sorveglianza nella sua prima convocazione, oltre a descrivere le regole di funzionamento del Comitato stesso, ne indica anche la composizione.

Nell'undicesimo incontro della Task Force, svoltosi a Venezia il 16 febbraio 2016, alla presenza del Rapporteur della Commissione europea, le Delegazioni italiana e croata hanno concordato la composizione del Comitato di Sorveglianza (articolo 2 del Regolamento interno), che, come risultante dal verbale dell'incontro, integrato dalla comunicazione del 29/02/2016 dei membri della Task Force che rappresentano il Ministero per lo Sviluppo regionale e i Fondi UE della Repubblica di Croazia, risulta articolata come di seguito riportato. Per coerenza con la versione originale del documento, la composizione del CdS è riportata in lingua inglese (lingua ufficiale del Programma), con una traduzione in lingua italiana.

INTERREG V-A ITALY - CROATIA 2014-2020
Rules of procedure of the Monitoring Committee art. 2.5 and 2.7 - Composition

INTERREG V-A ITALIA - CROAZIA 2014-2020
Regolamento interno del Comitato di Sorveglianza
Artt 2.5 e 2.7 - Composizione

The Monitoring Committee voting members are designated as follows:
a)      Italian delegation: the following Authorities will designate their members:
Two Representatives from National level:
-   One representative for the Agency for territorial cohesion
-   One representative of the Presidency of the Council of Ministers (Department for cohesion policy);
Two representatives from Regional/local level:
-   One from Autonomous Region of Friuli Venezia Giulia;
-   One from Emilia Romagna Region;
b)     Croatian delegation: the following Authorities will designate their members:
Two representatives from National level:
-   One representative for Ministry of Regional Development and EU Funds;
-   One representative for Ministry of Maritime Affairs, Transport and Infrastructure;
Two representatives from Regional/local level:
-   One from Li¿ko-senjska County;
-   One from Istarska County.
The MC non- voting members (with advisory capacity) are designated as follows:
a)      Representatives of public authorities
Ref. art. 4 co. 1 (a) (ii) of CoC:
·   One Italian representative of educational institutions, university and research centers;
·   One Croatian representative of educational institutions, university and research centers;
·   One Italian representative of major urban Authorities;
·   One Croatian representative of major urban Authorities.
Ref. art. 4 co. 1 (a) (iii) of CoC:
·   One Italian public authority responsible for the promotion of equal treatment;
·   One Croatian public authority responsible for the promotion of equal treatment;
·   One Italian representative of Environmental Authorities;
·   One Croatian representative of Environmental Authorities.
b)     Representatives of economic and social partners
Ref. art. 4 co. 1 (b) (i) of CoC:
·   One representative for Italy;
·   One representative for Croatia.
Referring to art. 4 co. 1 (b) (ii) of CoC:
·   One representative for Italy;
·   One representative for Croatia.
c)      Representatives of bodies representing civil society
Ref. art. 4 co. 1 (c) (i) of CoC:
·   One representative of the environmental partners for Italy;
·   One representative of the environmental partners for Croatia;
·   One representative of the bodies responsible for promoting social inclusion and non-discrimination for Italy;
·   One representative of the bodies responsible for promoting social inclusion and non-discrimination for Croatia.
The members with advisory capacity representing public authorities, economic and social partners and civil society will be communicated:
·   For Italy, by the National Committee of the Programme that respects, in its composition and functioning, the Delegated Regulation (EU) No 240/2014 - Code of Conduct;
·   For Republic of Croatia, by Ministry of Regional Development and EU funds
The MC also includes representatives of:
·   European Commission;
·   Managing Authority;
·   Joint Secretariat, with role of support for the Monitoring Committee;
·   Audit Authority;
The Certifying Authority shall participate by invitation of the MC Chair, where necessary.

I Membri votanti del Comitato di Sorveglianza sono designati come segue:
a)      Delegazione italiana: le seguenti Autorità designeranno i loro membri:
Due Rappresentanti designati dal livello nazionale:
-   Un rappresentante dell'Agenzia per la Coesione territoriale;
-   Un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le Politiche di Coesione);
Due rappresentanti designati dal livello regionale/locale:
-   Uno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia;
-   Uno della Regione Emilia Romagna;
b)     Delegazione Croata: le seguenti Autorità designeranno i loro membri:
Due rappresentanti designati dal livello nazionale:
-   Un rappresentante del Ministero per lo Sviluppo regionale e i Fondi UE;
-   Un rappresentante del Ministero degli Affari Marittimi, Trasporti e Infrastrutture
Due rappresentanti designati dal livello regionale/locale:
-   Uno della Contea della Lika e di Segna;
-   Uno della Contea Istriana.
I Membri non votanti del CdS (con funzioni consultive) sono designati come segue:
a)      Rappresentanze delle autorità pubbliche
Rif. art. 4 co. 1 (a) (ii) del Codice di Condotta europeo sul Partenariato (CdC):
·   Un rappresentante italiano degli enti di formazione, università e centri di ricerca;
·   Un rappresentante croato degli enti di formazione, università e centri di ricerca;
·   Un rappresentante italiano delle maggiori città e aree urbane;
·   Un rappresentante croato delle maggiori città e aree urbane.
Rif. art. 4 co. 1 (a) (iii) del CdC:
·   Una Autorità italiana responsabile della Promozione della parità di trattamento;
·   Una Autorità croata responsabile della Promozione della parità di trattamento;
·   Un rappresentante italiano delle Autorità ambientali;
·   Un rappresentante croato delle Autorità ambientali.
b)     Rappresentanze delle parti economiche e sociali
Rif. art. 4 co. 1 (b) (i) del CdC:
·   Un rappresentante per l'Italia;
·   Un rappresentante per la Croazia.
Rif. art. 4 co. 1 (b) (ii) of CoC:
·   Un rappresentante per l'Italia;
·   Un rappresentante per la Croazia.
c)      Rappresentanze della società civile
Rif. art. 4 co. 1 (c) (i) del CdC:
·   Un rappresentante per l'Italia dei partner ambientali;
·   Un rappresentante per la Croazia dei partner ambientali;
·   Un rappresentante per l'Italia degli organismi che promuovono l'inclusione sociale, la parità di genere e la non discriminazione;
·   Un rappresentante per la Croazia degli organismi che promuovono l'inclusione sociale, la parità di genere e la non discriminazione.
I membri con funzioni consultive in rappresentanza delle autorità pubbliche, delle parti economiche e sociali e della società civile saranno comunicati:
·   Per l'Italia, dal Comitato Nazionale del Programma, che rispetta, nella sua composizione e funzionamento, il CdC sul Partenariato
·   Per la Repubblica di Croazia, dal Ministero per lo Sviluppo regionale e i Fondi UE
Il CdS comprende anche rappresentanti di:
·   Commissione europea;
·   Autorità di Gestione;
·   Segretariato congiunto, con funzione di supporto la CdS;
·   Autorità di Audit;
L'Autorità di Certificazione potrà partecipare su invito, qualora necessario.

 

L'Accordo di partenariato italiano concernente la programmazione 2014-2020 dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), non include, in conformità con l'articolo 15.1.a) vi) del Regolamento generale, i programmi della Cooperazione Territoriale Europea (CTE). Pertanto, le regole definite per l'attuazione dell'Accordo di partenariato non sono immediatamente applicabili ai programmi CTE ed è stato necessario definire i capisaldi della governance nazionale dell'attuazione di tali programmi, al fine di rispettare le norme comunitarie e nazionali pertinenti e assicurare una gestione efficiente della partecipazione italiana ai programmi CTE.

Nell'ambito della propria responsabilità istituzionale di coordinamento della politica di coesione e come Amministrazioni capofila per il FESR, il Dipartimento per le politiche di coesione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (di seguito DPC) e l'Agenzia per la coesione territoriale (di seguito ACT) sono le Autorità nazionali di riferimento per la Commissione europea e per gli altri Stati membri, in relazione all'Obiettivo di Cooperazione Territoriale Europea, rispettivamente per quanto concerne le competenze in materia di programmazione e riprogrammazione e quelle relative all'attuazione dei programmi.

Secondo quanto stabilito dal documento "Governance nazionale dell'attuazione e gestione dei Programmi di Cooperazione Territoriale Europea 2014-2020 - Nota tecnica per l'intesa da approvarsi in Conferenza Stato - Regioni", proposta dal DPC e concordata con le Regioni e Province Autonome ed ora in attesa di essere oggetto di intesa in Conferenza Stato - Regioni, verranno istituiti Comitati Nazionali di accompagnamento all'attuazione dei programmi transnazionali che coinvolgono l'Italia e del Programma transfrontaliero Italia-Croazia, in ragione dell'ampiezza dell'area di cooperazione e della numerosità delle Regioni coinvolte.

Al Comitato Nazionale sono attribuiti principalmente i seguenti compiti: contribuire a definire l'indirizzo, il coordinamento, la valutazione in merito all'attuazione nazionale del Programma di cooperazione; definire la posizione dell'Italia da assumere in merito alla definizione e attuazione del Programma; adottare, su proposta della Regione che esercita la Co-Presidenza del Comitato Nazionale, il programma dettagliato delle attività di assistenza tecnica annuale e pluriennale; partecipare alla preparazione ed attuazione della strategia di comunicazione.

La succitata Nota tecnica definisce la composizione della Delegazione italiana nel Comitato di Sorveglianza dei Programmi di Cooperazione transnazionale e nel Programma Italia-Croazia, cui sono chiamati a partecipare i rappresentanti delle Amministrazioni centrali che hanno competenze specifiche nelle materie trattate dai programmi, delle Regioni/Province autonome partecipanti al Programma e delle autonomie territoriali interessate nonché i rappresentanti del partenariato economico-sociale e della società civile (associazioni, categorie professionali, categorie di imprese, organizzazioni sindacali, ecc.), nel pieno rispetto del Codice di condotta del partenariato, come disciplinato dall'articolo 5 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 e dal Regolamento delegato (UE) n. 240/2014.

Attraverso il Comitato Nazionale del Programma,verranno garantite le procedure trasparenti per la designazione dei rappresentanti del partenariato, per la parte italiana, in seno al Comitato di Sorveglianza del Programma Italia-Croazia.

Per quanto riguarda la Repubblica di Croazia, il Governo nazionale ha previsto l'istituzione di un Comitato di Coordinamento per la definizione dei documenti programmatici per il 2014-2020, e ha designato il Ministero per lo Sviluppo Regionale e i Fondi europei come l'organismo responsabile del coordinamento generale, del monitoraggio e della valutazione dei programmi di cooperazione che coinvolgono la Croazia.

Tutto ciò considerato, nel corso della succitata riunione della Task Force del 16 febbraio 2016 a Venezia, i rappresentanti dei due Stati Membri, dopo aver definito la composizione del Comitato di Sorveglianza come sopra riportato, considerate le esigenze di istituzione del Comitato nei tempi previsti dal Regolamento generale, hanno concordato, in ciò avvallati dal Rapporteur della Commissione europea, di procedere tramite atto dell'Amministrazione cui compete il ruolo di Autorità di Gestione, secondo la composizione definita e sulla base dell'individuazione dei membri votanti, impegnandosi nel contempo a completare il percorso di individuazione dei componenti rappresentanti del partenariato in tempo utile per la prima convocazione, prevista indicativamente per il mese di Maggio 2016. Nel corso della prima seduta, il Comitato dovrà infatti definire e approvare i criteri di selezione dei bandi per la selezione delle proposte progettuali, che si auspica vengano lanciati nel terzo quadrimestre dell'anno in corso.

A conclusione del percorso di individuazione dei membri designati, l'Autorità di Gestione disporrà con proprio atto la nomina dei componenti titolari e sostituti del Comitato di Sorveglianza del Programma di Cooperazione Italia-Croazia e ne darà comunicazione alle autorità e agli organismi individuati.

Il Comitato di Sorveglianza sarà supportato nell'organizzazione delle riunioni e, in generale, nello svolgimento delle sue funzioni, dall'Autorità di Gestione e dal Segretariato Congiunto. Le spese connesse allo svolgimento delle sue attività saranno poste a carico delle risorse dell'asse Assistenza Tecnica del Programma, nel rispetto delle disposizioni in materia di ammissibilità della spesa.

Nelle more della costituzione del Comitato Nazionale del Programma in Italia e dello svolgimento in Croazia di un analogo processo trasparente di identificazione dei membri con funzioni consultive in rappresentanza delle autorità pubbliche, delle parti economiche e sociali e della società civile, il Comitato di Sorveglianza è pertanto istituito nella composizione più sopra riportata.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

-   VISTO il Regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013 recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale - FESR - all' Obiettivo "Cooperazione Territoriale Europea - CTE;

-   VISTO il Regolamento n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al FESR e recante disposizioni specifiche concernenti l'Obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione";

-   VISTO il Regolamento (CE) n. 1303/2013 del 18 dicembre 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;

-   VISTA la nota C(2015) 6731 final del 25 settembre.2015, con la quale la Commissione europea ha formulato una serie di osservazioni al Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Croazia;

-   VISTA la Decisione C(2015) 9342 del 15 dicembre 2015, con la quale la Commissione europea ha adottato il Programma Interreg V-A Italy-Croatia;

-   VISTO il documento "Governance nazionale dell'attuazione e gestione dei Programmi di cooperazione territoriale europea 2014-2020 - Nota tecnica per l'intesa da approvarsi in Conferenza Stato - Regioni" in attesa di essere oggetto di intesa in Conferenza Stato - Regioni;

-   VISTA la legge regionale n. 26 del 25 novembre del 2011 che definisce le modalità di partecipazione della Regione alla formazione e all'attuazione del diritto e delle politiche dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite con legge dello Stato e del riparto costituzionale delle competenze, in particolare l'articolo 3;

-   VISTA la DGR n. 230 del 24 febbraio 2015 con cui la Regione del Veneto ha confermato la propria candidatura ad Autorità di gestione del Programma di Cooperazione Italia-Croazia 2014-2020;

-   VISTA la DGR n. 1001 del 4 agosto 2015 con la quale la Regione del Veneto ha approvato la proposta di Programma di Cooperazione Italia-Croazia 2014-2020;

-   VISTO l'articolo 2 comma 2 della legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012;

delibera

1.   di approvare le premesse, costituenti parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

2.   di prendere atto che la composizione del Comitato di Sorveglianza del Programma di Cooperazione transfrontaliera Italia - Croazia 2014-2020 è quella concordata tra gli Stati Membri partecipanti al Programma durante l'incontro della Task Force svoltosi a Venezia il 16 febbraio 2016 e riportata in premessa;

3.   di dare atto che, come deciso nel citato incontro della Task Force del 16 febbraio 2016, il Comitato di Sorveglianza è istituito a far data dall'adozione del presente provvedimento;

4.   di incaricare il Direttore della Sezione Autorità di Gestione Italia Croazia dell'esecuzione del presente atto, comprese le attività connesse alla nomina dei componenti titolari e sostituti designati dagli Organismi rappresentati nel Comitato di Sorveglianza, secondo quanto precisato nelle premesse;

5.   di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;

6.   di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

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