L’Assessore Daniele Stival riferisce quanto segue.
Il diabete mellito negli ultimi anni si è contraddistinto per il crescente impatto sullo stato di salute della popolazione e sulla domanda di assistenza sanitaria. Nel 2009 si registravano relativamente a questa specifica patologia oltre 193.000 esenzioni ticket tra i residenti (corrispondente al 4% della popolazione rispetto al 3,7% del 2007), con un incremento di circa il 10% in un biennio: la crescita riguarda tutte le Aziende ULSS. In relazione a ciò la Regione ha adottato gli atti di indirizzo qui sotto indicati.
PROGETTO OBIETTIVO PREVENZIONE, DIAGNOSI E CURA DEL DIABETE MELLITO
(Piani di azione aziendale. D.D.G.R. n. 3485 del 17 novembre 2009 e n. 3445 del 30 dicembre 2010).
Con il Progetto Obiettivo Prevenzione, Diagnosi e Cura del Diabete Mellito è stata definita l'organizzazione dell'assistenza diabetologica.
In ragione dell'alto grado di possibilità di prevenzione, la lotta al diabete si deve basare sia sulla promozione della salute sia sulla cura della malattia, in entrambi i casi con dimostrata riduzione della morbilità, mortalità e contenimento della spesa. Stimolare e sostenere la ricerca scientifica del settore è parte integrante della lotta al diabete.
Gli obiettivi di queste strategie vanno perseguiti dagli operatori della Medicina Convenzionata e Ospedaliera con strumenti e programmi comuni, concordati, coordinati e scientificamente aggiornati nel quadro generale di governo della malattia, con lo sviluppo e l'attuazione di strumenti per la gestione integrata della persona a rischio di/o affetta da diabete.
Il progetto obiettivo prevede che i punti di forza della lotta al diabete siano:
- il monitoraggio epidemiologico continuo del diabete e delle condizioni ad esso correlate (l'obesità e le complicanze diabetiche specifiche e non specifiche),
- l'attuazione di un'efficace prevenzione primaria a tutte le età, anche attraverso l'attività di screening per la diagnosi delle alterazioni pre-diabetiche del metabolismo glucidico,
- l’attuazione di un'efficace prevenzione secondaria (diagnosi precoce),
- l’attuazione di un'efficace prevenzione terziaria (prevenzione delle complicanze croniche),
- l’attuazione di forme efficaci ed innovative di assistenza coordinate in rete informatica.
Per quanto riguarda in particolare l'età evolutiva un efficace modello di lotta al diabete dovrà tenere conto delle seguenti necessità:
- la riconduzione delle proposte programmatiche, della prevenzione e della gestione clinica dei vari tipi di diabete nell'ambito dell'area pediatrica;
- l'attuazione di una politica sanitaria basata sul mantenimento della salute, mediante una formazione scolastica al corretto stile di vita per la prevenzione primaria dell'obesità;
- l'attivazione di una diversa organizzazione assistenziale per la prevenzione e la cura del diabete in età evolutiva, basata su una rete assistenziale costituita da tre livelli tra di loro strettamente collegati: medicina territoriale, strutture pediatriche di diabetologia a valenza di area provinciale e centro regionale di riferimento.
Il progetto è distinto in tre aree:
- assistenza alla persona con diabete nell'età adulta,
- assistenza alla persona con diabete nell'età evolutiva,
- prevenzione del diabete nella popolazione generale e nei soggetti a maggior rischio.
Obiettivi generali per le prime due aree sono:
- assicurare a tutte le persone adulte a tutti i bambini/adolescenti con diabete che vivono nella Regione Veneto una diagnosi tempestiva ed appropriata ed una cura ottimale del diabete al fine di minimizzare il rischio di sviluppare complicanze acute e croniche e, se queste si dovessero presentare, cure efficaci nel farle regredire, rallentare o arrestare. Tutto ciò al fine di permettere la migliore qualità di vita possibile, auspicabilmente pari a quella della persona senza diabete.
Obiettivi generali della terza area sono:
- migliorare lo stile di vita nella popolazione generale al fine di ridurre il rischio di diabete,
- prevenire lo sviluppo di diabete di tipo 2 nei soggetti a maggior rischio.
Obiettivo di tutti gli operatori coinvolti in questo progetto è anche quello di riuscire a interessare la comunità intesa come capacità di prendersi cura delle persone e delle loro famiglie in modo complesso, intersettoriale e strettamente connesso alla realtà territoriale, senza limitarsi agli aspetti strettamente medici e farmacologici. Un impegno trasversale che deve coinvolgere la Regione, il SSSR e le altre istituzioni locali, ma anche la scuola, le agenzie culturali ed il mondo del lavoro a testimonianza di un rinnovato impegno sociale e di civiltà di tutto il Paese.
A livello regionale sono attive in modo significativamente costruttivo e collaborativo associazioni rappresentative dei diversi soggetti coinvolti nella tematica, sezioni regionali di società scientifiche e operative territoriali nella convinzione che, trattandosi anche di problema "culturale", l'educazione a diversi stili di vita può essere di non poco giovamento.
Il Progetto prevede che i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie presentino alla Regione un piano di azioni riguardante la prevenzione del diabete nella popolazione generale e nei soggetti a maggior rischio ed un piano di organizzazione dell'assistenza per la diagnosi e cura del diabete mellito nel proprio territorio, corredandolo della descrizione delle risorse economiche, umane e strumentali ad esso destinate. Tali piani vengono esaminati dalla Regione, entro due anni le Aziende devono operare a pieno regime ed entro tre anni devono fornire relazioni sugli indicatori individuati.
Con D.G.R. n. 3445 del 30 dicembre 2010, la Regione ha approvato i Piani di azione aziendale sopra richiamati, ritenendoli conformi agli indirizzi contenuti nel PO Diabete.
L.R. N. 24 DEL 11 NOVEMBRE 2011
(Riferimento normativo per la disciplina della patologia del diabete in età pediatrica ed adulta, in conformità con la normativa statale legge quadro n. 115/1987).
Nell’ottica della riorganizzazione e dell’appropriatezza dell’assistenza diabetologica, la Regione Veneto, con la delibera n. 3485 del 17 novembre 2009 "Approvazione Progetto Obiettivo Prevenzione, Diagnosi e Cura del Diabete Mellito", aveva già qualificato il percorso assistenziale, individuando le prestazioni più appropriate. Con la nuova legge si vuole dotare la Regione di uno strumento legislativo che disciplini gli interventi rivolti alla prevenzione, diagnosi e cura del diabete mellito, migliorando le modalità di cura dei cittadini diabetici attraverso la diagnosi precoce della malattia e la prevenzione delle sue complicanze. Il diabete mellito, infatti, è una patologia tra le più diffuse nel mondo. Il nostro Paese si colloca al nono posto della classifica mondiale delle nazioni con il più alto numero di persone affette dal diabete. In Veneto, dove vivono circa 5 milioni di persone, si stima che siano presenti circa 250 mila individui che abbiano avuto una diagnosi di diabete (diabete noto). Accanto a questi, si stima che siano presenti circa 125 mila persone che hanno la malattia senza saperlo (diabete ignoto). Circa il 95 per cento dei casi di diabete noto e virtualmente tutti i casi di diabete ignoto sono inquadrabili come diabete tipo 2, dei quali però circa il 5 per cento, se adeguatamente valutati, sarebbero inquadrabili come varietà di diabete monogenico o secondario. Circa il 5 per cento dei casi di diabete noto sono inquadrabili come di tipo 1, in alcuni casi ad insorgenza tardiva. Nel Veneto, i nuovi casi di diabete di tipo 2 sono circa 20 mila per anno e quelli di diabete tipo 1 circa 200 per anno. Da quanto sopra, emerge che il diabete è una patologia in espansione, di alta rilevanza per i suoi elevati costi medici, sociali ed economici. In età evolutiva la gestione clinica del diabete di tipo 1 è sempre più complessa per molteplici ragioni (esordio in età sempre più precoce, errati stili di vita, difficoltà relazionali tra genitori e figli, ecc.), mentre il drammatico incremento dell’obesità infantile comporta anche alterazioni pre-diabetiche del metabolismo glucidico e preannuncia un preoccupante aumento del diabete di tipo 2. L’obiettivo della legge in esame è quello di rendere operativo un approccio assistenziale del diabete che sia basato sulla condivisione tra medici di medicina generale e team diabetologici di percorsi diagnostici e terapeutici assistenziali (PDTA) ispirati alle linee guida nazionali ed internazionali e nel contesto di una gestione integrata di tutti i diabetici fin dal momento della diagnosi. A tale scopo è prevista una rete di centri diabetologici dotati di tutte le figure necessarie (medici, infermieri, dietisti, psicologi, ecc.) che interagiscano con le forme variamente strutturate della medicina delle cure primarie. Un particolare impegno sarà dedicato all’attività di prevenzione della malattia, alla diagnosi precoce nei soggetti a rischio, alle gravide diabetiche, ai pazienti adolescenti nel delicato passaggio dalle cure pediatriche a quelle dell’età adulta, cura che si avvantaggerà anche del contributo dello psicologo. Sarà applicato un modello integrato ospedale-territorio al fine di favorire la continuità assistenziale e migliorare la qualità complessiva delle prestazioni, soprattutto con la finalità di prevenire e trattare le complicanze croniche del diabete. Grande attenzione, infine, verrà posta alle problematiche connesse alla gestione del diabete dell’età evolutiva con l’attivazione di una diversa organizzazione assistenziale per la prevenzione e la cura, basata su una rete assistenziale costituita da tre livelli tra di loro strettamente collegati: medicina territoriale, strutture pediatriche di diabetologia a valenza di area vasta, centro regionale di riferimento. Interventi specifici, infine, riguardano l’individuazione dei soggetti a rischio per la diagnosi precoce della malattia diabetica e le donne in stato di gravidanza affette da diabete mellito. Si prevede, altresì, la costituzione di una Commissione regionale per le attività diabetologiche, al fine di garantire interventi omogenei e qualificati di coordinamento per la prevenzione e la cura del diabete.
PRIME CONSIDERAZIONI DI MERITO
Il progetto obiettivo e la legge regionale sul diabete prevedono:
- Pari opportunità ed omogeneità di cura per tutti i cittadini.
- Una gestione integrata fra MMG e diabetologi per la cura di tutti i diabetici fin dal momento della diagnosi della malattia.
- Una cura basata su PDTA standard ma personalizzati.
- Una cura con approccio multidimensionale (medico-infermiere-dietista) e multidisciplinare (MMG-diabetologo-altri specialisti).
- Una cura ottimale al diabetico ricoverato in ospedale per altra patologia.
- Una cura ottimale al diabetico ospite in RSA.
- Azioni efficaci di prevenzione e di diagnosi precoce.
- Azioni incisive di prevenzione delle complicanze croniche.
- Cura tempestiva ed ottimale delle complicanze acute.
- Il sostegno attivo delle Associazioni dei pazienti.
Compiti ed attività del diabetologo:
- Visite specialistiche per nuova diagnosi di diabete.
- Educazione terapeutica/nutrizionale iniziale.
- Visite specialistiche periodiche di follow-up.
- Visite specialistiche urgenti.
- Screening/stadiazione complicanze croniche.
- Assistenza multidimensionale alla gravida con diabete.
- Diagnosi e cura interdisciplinare del piede diabetico.
- Consulenze ai diabetici ricoverati per altra patologia.
- Consulenze telefoniche e telematiche ai MMG, ai medici delle RSA e agli infermieri dei distretti.
- Formazione/aggiornamento.
- Call center per pazienti.
- Coordinamento delle attività diabetologiche dell’ULSS.
- Partecipazione alle attività di prevenzione.
- Ricovero dei diabetici.
- Attività di alta specializzazione ed innovazione.
COMMISSIONE REGIONALE PER LE ATTIVITÀ DIABETOLOGICHE
Al fine di organizzare un sistema coordinato di prevenzione, diagnosi e cura del diabete mellito nonché di verificare in tutto il territorio regionale il rispetto dei principi e delle disposizioni normative vigenti in materia, la Regione del Veneto si avvale della Commissione istituita con la legge regionale 24 novembre 2003, n. 36: con il presente atto si procede alla ricostituzione di detto organo.
Compiti della Commissione regionale per le attività diabetologiche.
La Commissione è organo consultivo e di proposta della Giunta regionale per le funzioni di programmazione e coordinamento generale delle attività di prevenzione, cura e riabilitazione del diabete mellito relativamente:
a) agli standard operativi di funzionamento per le attività erogate;
b) ai protocolli per la prevenzione, diagnosi e terapia del diabete mellito e delle sue complicanze, nonché ai modelli standard di comunicazione;
c) al piano degli interventi operativi, quali la predisposizione delle mappe di rischio;
d) alle attività di formazione ed aggiornamento del personale medico, infermieristico, tecnico assistenziale da inserire nei programmi di formazione ed aggiornamento permanente del personale del ruolo sanitario regionale;
e) alla ricerca epidemiologica;
f) al controllo di qualità delle prestazioni erogate dal sistema di intervento;
g) ai contenuti e strumenti didattici da utilizzare nella rete di intervento regionale per le attività di educazione rivolte ai pazienti diabetici ed alle rispettive famiglie;
h) allo studio di fattibilità di progetti ed azioni programmate dirette ad affrontare la malattia diabetica secondo contributi polispecialistici pluridisciplinari ed in linea con le più moderne tecniche e metodiche terapeutiche.
La Commissione svolge compiti di monitoraggio e valutazione delle attività previste nel PO.
La Commissione presenta ogni anno alla Giunta regionale una relazione sull’attività svolta e formula eventuali proposte per migliorare il servizio sanitario e assistenziale nonché una relazione finale sull’attività effettuata nel triennio. Copia delle relazioni è trasmessa al Consiglio regionale.
Convocazione della Commissione e sua durata.
La Commissione viene convocata, dal presidente con cadenza almeno bimestrale o su richiesta di almeno un terzo dei componenti. La Commissione rimane in carica tre anni.
Premesso quanto sopra, con D.G.R. n. 35/CR del 15/05/2012 è stata prevista la ricostituzione della Commissione Regionale per le attività diabetologiche, in precedenza istituita con L.R. 24 novembre 2003 n. 36, individuandone la composizione e dando incarico alla Segreteria di Giunta di acquisire il parere della V Commissione Consiliare, così come stabilito dalla legge regionale appena menzionata.
La V Commissione, con nota prot. 0011467 del 15/06/2012 (trasmessa successivamente al Presidente della Giunta Regionale con nota prot. 0011778 del 21/06/2012 a firma del Presidente del Consiglio Regionale) ha espresso "… parere favorevole all’unanimità subordinatamente alle seguenti indicazioni:
inserimento all’interno della Commissione regionale per le attività diabetologiche delle seguenti figure:
- la previsione di un delegato sia per il Presidente della Sezione Veneta della Società Italiana di Diabetologia sia per il Presidente dell’Associazione Medici Diabetologici;
- un rappresentante dei Medici Diabetologici territoriali;
- un Farmacista operante nel territorio, individuato dall’Ordine dei Farmacisti".
Alla luce di ciò, la composizione della Commissione Regionale per le attività diabetologiche risulta pertanto la seguente:
- Assessore regionale alla Sanità, o suo delegato, con funzioni di Presidente;
- Responsabile del Centro di riferimento regionale per il diabete in età evolutiva;
- Due direttori delle UOC di Diabetologia e Malattie Metaboliche che operano presso le Aziende Ospedaliere Universitarie di Padova e Verona;
- Presidente della sezione Veneta della Società Italiana di Diabetologia, o suo delegato;
- Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi, o suo delegato;
- Due responsabili delle associazioni di Pazienti diabetici, uno per gli adulti ed uno per l'età evolutiva;
- Presidente degli infermieri iscritti all'associazione Operatori sanitari diabetologi italiani (OSDI);
- Presidente della associazione Dietisti;
- Due Medici di Medicina generale;
- Un Pediatra di Libera scelta;
- Un rappresentante delle Direzioni Mediche delle Aziende sanitarie o ospedaliere;
- Un rappresentante dei Direttori di Distretto Socio Sanitario;
- Un rappresentante dei Dipartimenti di Prevenzione,
- un rappresentante dei Medici Diabetologici territoriali;
- un Farmacista operante nel territorio, individuato dall’Ordine dei Farmacisti.
Si tratta dunque con il presente atto di riproporre il provvedimento deliberativo di cui alla D.G.R. n. 35/CR del 15/05/2012 per l’approvazione definitiva, tenuto conto delle indicazioni espresse dalla V Commissione Consiliare.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all’approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
Udito il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l’avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;
Vista la L.R. n. 36 del 24 novembre 2003;
Vista la L.R. n. 24 del 11 novembre 2011;
Vista la propria deliberazione/CR n. 35 del 15/05/2012;
Visto il parere espresso dalla V Commissione Consiliare con nota prot. 0011467 del 15/06/2012 (trasmessa al Presidente della Giunta con successiva nota prot. 0011778 del 21/06/2012 a firma del Presidente del Consiglio Regionale);