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Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1521 del 31 luglio 2012
Recepimento dell'Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sul "Documento di consenso sulle politiche di offerta e modalità di esecuzione del test per Human Immunodeficiency Virus (HIV) in Italia" e dell'Intesa sul documento "Infezione da HIV e detenzione".
L'Assessore Luca Coletto riferisce quanto segue.
Gli Organismi Internazionali (Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Organizzazione Mondiale della Sanità e Consiglio d'Europa) hanno dedicato una costante attenzione all'Acquired Immun Deficiency Syndrome (AIDS). L'Organizzazione Mondiale della Sanità, in particolare, ha definito una strategia globale di intervento denominata "Global programma on AIDS" per contrastare il diffondersi dell'epidemia.
In Italia il Ministero della Sanità ha dettato con la circolare del 03/08/1983 n. 64, una serie di disposizioni in linea con gli indirizzi dell'OMS in materia di sorveglianza e profilassi dell'infezione da HIV.
L'avvio di una politica organica al riguardo si è avuta nel 1987 quando venne costituita la Commissione nazionale contro l'AIDS che ritenne di dare sistematicità alle varie direttive, approntando un programma comprensivo di indicazioni per l'adeguamento delle strutture assistenziali in rapporto alle previsioni di sviluppo dell'epidemia.
L'elaborazione del documento "Piano Nazionale di Prevenzione e Lotta contro l'AIDS" ha consentito al Parlamento di approvare la Legge n. 135 del 05/06/1990 "Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS" che, sicuramente, costituisce la prima risposta organica che l'ordinamento giuridico italiano ha dato al problema.
In coerenza con gli obiettivi di salute relativi al controllo delle malattie diffusive adottati dall'OMS è stato adottato il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 che ha fissato gli obiettivi da raggiungere a tutela della salute in coerenza con i livelli essenziali di assistenza.
Successivamente con il Piano Nazionale per la Prevenzione 2011-2012 si è prestata particolare attenzione allo sviluppo dei sistemi di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e all'armonizzazione delle attività di prevenzione realizzate dalle Aziende sanitarie.
La Regione Veneto nel proprio Piano Regionale Prevenzione (PRP) 2010-2012, approvato dalla Giunta Regionale con D.G.R. n. 3139 del 14/12/2010, ha finanziato un progetto di prevenzione dell'AIDS e delle altre malattie a trasmissione sessuale nelle scuole secondarie di secondo grado con lo scopo di mantenere bassi i tassi di incidenza dell'infezione HIV e delle altre malattie sessualmente trasmesse negli adolescenti aumentando allo stesso tempo la consapevolezza di percezione del rischio da parte degli stessi.
Il fenomeno più preoccupante che ha portato in sede di Conferenza Stato, Regioni e Province Autonome del 27/07/2011 a sancire l'Accordo relativo al "Documento di consenso sulle politiche di offerta e modalità di esecuzione del test per HIV in Italia" è dovuto all'incremento delle persone che scoprono di essere sieropositive solo al momento della diagnosi di AIDS, ovvero in uno stadio di malattia molto avanzato. Per questo motivo che si è ritenuto prioritario attivare azioni di identificazione precoce al fine di favorire la massima conoscenza dello stato sierologico per HIV promuovendo interventi finalizzati ad offrire attivamente il test a gruppi di popolazione che si rivolgono ai servizi sanitari anche per motivi non correlati epidemiologicamente o clinicamente all'infezione da HIV. Alla luce di quanto esposto si ritiene di recepire formalmente l'Accordo contenuto nell'Allegato "A" al presente provvedimento e di cui costituisce parte integrante. Tale Accordo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 18/08/2011.
Nella seduta del 15/03/2012 la Conferenza Stato, Regioni e Province Autonome ha raggiunto un accordo sul documento "Infezione da HIV e detenzione" dove la problematica dell'infezione da HIV viene affrontata con riguardo ai soggetti che si trovano nell'ambiente carcerario con l'intento precipuo di garantire al detenuto, secondo il principio della pari opportunità diagnostico-terapeutica, la stessa assistenza fornita ai soggetti liberi che risultano essere HIV positivi. Si ritiene di recepire l'Accordo contenuto nell'Allegato "B" al presente provvedimento e di cui costituisce parte integrante. Tale Accordo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 31/03/2012.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il presente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'articolo 53, 4° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;
VISTO l'articolo 4 della L.R. 1/1997;
VISTA la circolare del Ministero della Sanità n. 64 del 03/08/1983;
VISTA la L. n. 135 del 05/06/1990;
VISTA la DGR 3139/2010;
VISTE la Conferenza Permanente Stato-Regioni del 27/07/2011e del 15/03/2012.
delibera
1. di recepire l'Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sul "Documento di consenso sulle politiche di offerta e modalità di esecuzione del test per HIV in Italia", allegato al presente provvedimento (Allegato A)di cui costituisce parte integrante;
2. di recepire l'Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sul documento "Infezione da HIV e detenzione", allegato al presente provvedimento (Allegato B)di cui costituisce parte integrante;
3. di stabilire che verrà redatto un documento di attuazione di quanto previsto ai punti 1) e 2) da applicarsi sul territorio regionale;
4. di disporre che la Direzione Prevenzione-Servizio Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica provvederà a monitorare sul territorio regionale lo stato di avanzamento delle azioni previste;
5. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
6. di demandare tutti gli adempimenti amministrativi successivi e conseguenti alla gestione della presente iniziativa a successivi provvedimenti del Dirigente Regionale della Direzione Prevenzione;
7. di incaricare il Dirigente Regionale della Direzione Prevenzione all'esecuzione del presente atto;
8. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.
(seguono allegati)
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