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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 51 del 03 luglio 2012


Materia: Sanità e igiene pubblica

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1100 del 12 giugno 2012

Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto - estate 2012.

Note per la trasparenza: la presente deliberazione propone per l'approvazione il protocollo operativo contente le azioni che la Regione Veneto intende porre in essere al fine di fronteggiare il disagio fisico, specialmente riferito alla popolazione anziana, determinato dalle elevate temperature estive.

L'Assessore Luca Coletto, riferisce quanto segue.

Tra le situazioni di emergenza, la cui gestione deve avvenire attraverso un'attività di coordinamento delle strutture di volta in volta interessate, rientrano le ondate di calore e gli effetti sulla salute della popolazione. Sia a livello internazionale, che a livello nazionale e regionale è riconosciuta la criticità dell'effetto delle condizioni climatiche estive estreme sulla mortalità, in particolar modo, della popolazione ultrasettantacinquenne. Negli ultimi decenni e nelle varie zone del mondo, le ondate di calore, un tempo considerate eccezionali, sono divenute più frequenti, anche a causa del progressivo riscaldamento cui va incontro il nostro pianeta. Alla luce di ciò e al fine di prevenire e contenere eventuali danni alla salute è necessario predisporre adeguate linee d'azione.

L'elemento centrale da considerare nell'ambito delle conseguenze sulla salute umana è il cosiddetto effetto "isola di calore urbana". In condizioni di elevata temperatura ed umidità, le persone che vivono nelle città hanno un rischio maggiore di mortalità rispetto a coloro che vivono in ambiente suburbano o rurale. Inoltre è stato osservato e documentato come quest'effetto sia maggiore nelle città in cui il clima è solitamente temperato o fresco.

Il Ministro della Salute, già dall'estate 2003, in seguito all'ondata di calore che ha investito il nostro Paese, ha disposto un'indagine epidemiologica sulla mortalità estiva, affidandola all'Istituto Superiore di Sanità. L'indagine, basata sul confronto della mortalità nei mesi di luglio ed agosto fra il 2002 ed il 2003, ha stimato un eccesso di mortalità negli anziani con più di 75 anni di quasi 8000 persone. Molte regioni, a seguito di ciò, hanno avviato, tra l'altro, attività di pianificazione, di educazione e di comunicazione, oltre alla elaborazione di progetti, raccomandazioni e linee guida locali.

A partire dal 2004, il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato il progetto "Sistema Nazionale di Sorveglianza, previsione e di allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione". Si tratta di un programma nazionale che prevede l'attivazione, nelle città italiane tra cui anche Venezia e Verona, di sistemi di previsione e di allarme per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute (Heat Health Watch Warming Systems, HHWWS) e che individua il Dipartimento di epidemiologia della ASL Roma/E quale Centro di Competenza Nazionale (CCN).

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile chiama, ogni anno, le Amministrazioni regionali e locali a disporre un sistema di comunicazione con il Centro di Competenza Nazionale per il monitoraggio delle condizioni climatiche e la previsione e prevenzione degli effetti delle ondate di calore. Le modalità operative che possono essere adottate nelle varie aree prevedono due opzioni:

1. L'amministrazione regionale/locale si avvale del sistema di prevenzione nazionale.

2. L'amministrazione regionale/locale si avvale di un sistema di allarme sviluppato localmente - (il bollettino nazionale verrà comunque reso disponibile alla lettura).

La Regione del Veneto si è impegnata, fin dall'anno 2004, a rispondere a tale necessità attraverso l'elaborazione di un "Protocollo Sanitario Operativo" per la prevenzione della mortalità causata da elevate temperature nella popolazione anziana al di sopra dei 75 anni o ultrasessantacinquenne con patologie croniche invalidanti, e con l'attivazione di piani operativi sociali al fine di intervenire prontamente negli stati di rischio e "fragilità". In particolare, nell'anno 2005, la Giunta regionale con DGRV n. 1826 del 12/07/2005 ha approvato ed attuato un protocollo operativo che contempla il coinvolgimento di diversi attori, quali: l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto - ARPAV, il Sistema Regionale della Prevenzione, i Distretti e i Medici di Medicina Generale, i Servizi Sociali e le Amministrazioni Comunali, i Servizi Ospedalieri e il Sistema dell'Urgenza/Emergenza, il Sistema Epidemiologico Regionale - SER e le Aziende sanitarie. Visti i risultati positivi conseguiti con l'applicazione di tale protocollo, la Giunta regionale ha inteso proseguire con l'impegno intrapreso anche per gli anni 2006, 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011 migliorando, grazie all'esperienza conseguita, lo stesso protocollo e recependolo rispettivamente con: D.G.R.V. n. 2067 del 27/06/2006, D.G.R.V. n. 1605 del 29/05/2007, D.G.R.V. n. 1449 del 06/06/2008, D.G.R.V. n. 1707 del 09/06/2009, D.G.R.V. n. 1474 del 25/05/2010 e D.G.R.V. n. 862 del 21/06/2011.

In un'ottica di continuità con quanto sinora realizzato e tenuto conto della validità dimostrata dal protocollo operativo, si propone di:

a) adottare il "Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto - estate 2012", che si riporta nell'Allegato A quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, avvalendosi, quindi, di un sistema di allarme sviluppato localmente;

b) di implementare l'interfaccia operativa del Protocollo medesimo.

Ciò in considerazione di possibili periodi di alta temperatura nella prossima estate e della conseguente necessità di promuovere azioni specifiche atte a prevenire le patologie da elevate temperature climatiche soprattutto nella popolazione anziana.

Anche per il corrente anno, si propone di affidare alla sala operativa di protezione civile - COREM - Coordinamento regionale in emergenza, il compito di attivare l'allarme presso le strutture deputate a porre in essere gli interventi di contrasto agli effetti dell'ondata di calore.

Per rendere omogenea e uniforme la comunicazione ai soggetti interessati, considerato che la comunicazione si configura come una dimensione essenziale della partecipazione dei cittadini, si è ritenuto opportuno predisporre un format contenente le "Informazioni standard sull'emergenza caldo per le Aziende UU.LL.SS.SS. da diffondere alla popolazione", che si allega al presente provvedimento Allegato B quale parte integrante e sostanziale dello stesso. Il documento sintetizza le indicazioni contenute nel Protocollo Operativo per l'anno 2012, ad uso delle Aziende UU.LL.SS.SS, che potranno essere stampate e diffuse alla popolazione di riferimento.

L'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto - ARPAV provvederà all'emissione di un bollettino sullo stato climatico delle aree geografiche e all'implementazione dell'interfaccia operativa del Protocollo, di cui all'Allegato A, e svilupperà anche per quest'anno, sulla base del sistema di allerta nazionale HHWW del Dipartimento di Protezione Civile e dei modelli di previsione utilizzati dal Dipartimento medesimo, un sistema che integrerà: le previsioni del tempo, il monitoraggio dell'ozono all'indice di disagio fisico e la previsione della qualità dell'aria, al fine di fornire al Servizio Sanitario Regionale uno strumento di "allarme climatico" in grado di far scattare a cascata i provvedimenti previsti dal citato protocollo. Il Centro Meteorologico di Teolo formulerà, quotidianamente, una previsione sul disagio fisico e sulla qualità dell'aria, con particolare riferimento all'inquinante tipico della stagione estiva (ozono), specifica per la Regione Veneto ed articolata sulle quattro aree sub-regionali individuate nel Protocollo. Il bollettino previsionale sarà emesso quotidianamente, entro le ore 15, per tutta la durata del periodo estivo, cioè dal 1 giugno 2012 al 15 settembre 2012, giorni festivi compresi, e sarà trasmesso dall'ARPAV, a mezzo fax, ai referenti istituzionali ed operativi che risultano individuati nel Protocollo stesso, nonché via e-mailalle strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali della Regione Veneto.

Qualora il Bollettino ARPAV indichi una previsione di disagio intenso prolungato, la Sala operativa di protezione civile - COREM - Coordinamento regionale in emergenza, sentito il medico reperibile, attiva in tempo reale l'avviso di allarme climatico a quei servizi sanitari (Centrali Operative 118, Pronto Soccorsi e Distretti Sanitari) in grado di rispondere attivamente ai bisogni di ordine sanitario della popolazione, nonché alle Direzioni Generali di riferimento. A questo scopo, il Dirigente dell'Unità Complessa Assistenza Ospedaliera Pubblica e Privata individuerà i medici reperibili e ne definirà i turni di reperibilità. A conclusione delle attività predette, l'ARPAV produrrà un elaborato relativo alle attività svolte, completo di tutte le rilevazioni effettuate.

Ai fini dell'attuazione del protocollo operativo, è previsto che le Aziende UU.LL.SS.SS. individuino propri referenti aziendali e relativi sostituti, nonché predispongano elenchi di referenti dei distretti, dei pronto soccorso e delle centrali operative del 118 a cui inviare i bollettini previsionali e le comunicazioni qualora si verificassero situazioni di allerta climatica in modo da assicurare i tempestivi interventi. Tali elenchi sono trasmessi alla Direzione regionale Attuazione Programmazione Sanitaria e recepiti con nota del Dirigente dell'Unità Complessa Assistenza Ospedaliera Pubblica e Privata; eventuali modifiche da apportare agli elenchi dovranno essere comunicate, con richiesta formale del Direttore Generale dell'Azienda, con un anticipo di 48 ore.

In quest'ambito, si inserisce anche l'attività svolta dal Sistema Epidemiologico Regionale - SER che, a partire dal 2003, ha sviluppato un protocollo per il monitoraggio degli effetti delle condizioni climatiche avverse sulle condizioni di salute della popolazione, con particolare riferimento alla popolazione anziana e si propone che il SER continui anche quest'anno il monitoraggio dei decessi nei comuni capoluogo di provincia e nei comuni non capoluogo con più di 25.000 abitanti per il periodo dal 1 giugno al 15 settembre. Questo monitoraggio consente di valutare l'effetto di eventuali condizioni climatiche estreme sulla mortalità generale delle aree metropolitane.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

Udito il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 53, 4° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;

- Vista la L.R. n. 5/96 P.S.S.R 1996-1998;

- Vista la L.R. n. 39 del 29 novembre 2001;

- Vista la D.G.R.V. n. 1826 del 12/07/2005;

- Viste le DD.G.R.V. n. 2067 del 27/06/2006, n. 1605 del 29/05/2007, n. 1449 del 06/06/2008, n. 1707 del 09/06/2009, DD.G.R.V. n.1474 del 25/05/2010 e n. 862 del 21/06/2011;

- Viste le DD.G.R.V. n. 1313 del 05/05/2009 e n. 2775 del 22/09/2009;

delibera

  1. di approvare il "Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature climatiche nella popolazione anziana della Regione Veneto - estate 2012", di cui all'Allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  2. di approvare il documento "Informazioni standard sull'emergenza caldo per le Aziende UU.LL.SS.SS. da diffondere alla popolazione", di cui all'Allegato B, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  3. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
  4. di incaricare il Dirigente dell'Unità Complessa Assistenza Ospedaliera Pubblica e Privata della individuazione dei medici reperibili e della definizione dei rispettivi turni di reperibilità;
  5. di incaricare il Dirigente dell'Unità Complessa Assistenza Ospedaliera Pubblica e Privata della approvazione degli elenchi dei referenti aziendali e relativi sostituti, nonché degli elenchi dei referenti di distretto, pronto soccorso e centrali operative del 118;
  6. di incaricare la Direzione regionale Attuazione Programmazione Sanitaria dell'esecuzione del presente provvedimento compresa l'adozione degli atti conseguenti e necessari a dare attuazione al protocollo operativo di cui al precedente punto 2;
  7. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.


(seguono allegati)

1100_AllegatoA_240718.pdf
1100_AllegatoB_240718.pdf

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