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Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 172 del 07 febbraio 2012
Azienda ULSS n. 10 "Veneto Orientale". Rideterminazione dell'articolazione del territorio aziendale in distretti socio-sanitari (art. 22, L.R. 14.9.1994, n. 56 e art. 3 quater D. Lgs. 30.12.1992, n. 502).
Note per la trasparenza:
L'Assessore Luca Coletto riferisce quanto segue.
La Giunta regionale, con deliberazione n. 1323 del 31.5.2002, ha espresso l'intesa prevista dall'art. 22 della L.R. 14.9.1994, n. 56 sull'articolazione del territorio dell'Azienda ULSS n. 10 "Veneto Orientale" in tre distretti socio-sanitari: distretto socio-sanitario n. 1 "Basso Piave" con sede a San Donà di Piave; comprendente i Comuni di Ceggia, Fossalta di Piave, Meolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, San Donà di Piave, Torre di Mosto; distretto socio-sanitario n. 2 "Litorale" con sede a Caorle, comprendente i Comuni di Caorle, Eraclea, Jesolo, San Michele al Tagliamento; distretto socio-santario n. 3 "Portogruarese" con sede a Portogruaro, comprendente i Comuni di Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, Santo Stino di Livenza, Teglio Veneto.
Il Direttore Generale dell'Azienda ULSS n. 10, con propria deliberazione n. 336 del 02.11.2011, acquisito il parere favorevole della Conferenza dei Sindaci della stessa Azienda, chiede di articolare il territorio aziendale in due distretti socio-sanitari: distretto socio-sanitario n. 1 "Basso Piave" e distretto socio-sanitario n. 2 "Portogruarese" con conseguente aggregazione dei Comuni dell'attuale distretto socio-sanitario n. 2 agli altri due distretti: Eraclea e Jesolo al distretto socio-sanitario n. 1 "Basso Piave"; Caorle e San. Michele al Tagliamento al distretto socio-sanitario n. 3 "Portogruarese"che diventerebbe il distretto socio-sanitario n.2 "Portogruarese".
La richiesta di ridurre il numero dei distretti socio-sanitari deriva, innanzitutto, da considerazioni relative al profilo organizzativo di erogazione dei servizi: con riferimento alle unità operative complesse di tossicodipendenza, psichiatria e neuropsichiatria infantile, le attività assistenziali del distretto socio-sanitario n. 2 sono assicurate a scavalco: dal distretto socio-sanitario n. 1 per i Comuni di Eraclea e di Jesolo; dal distretto socio-sanitario n. 3 per i Comuni di Caorle e di S. Michele al Tagliamento. Inoltre, il distretto socio-sanitario n. 1 assicura al distretto socio-sanitario n. 2 con le proprie unità operative anche le attività di odontostomatologia e di inserimento lavorativo. L'organizzazione del distretto socio-sanitario n. 2 prevede quali proprie autonome strutture solo le unità operative complesse "cure primarie" e "consultorio familiare" e l'unità operativa semplice a valenza distrettuale "medicina turistica". Un'ulteriore considerazione attiene alla conformazione geografica del distretto socio-sanitario n. 2 che si sviluppa lungo la fascia costiera dal Comune di Jesolo fino al Comune di S. Michele al Tagliamento: la distanza, pari a 42 Km, tra i due centri abitati ha comportato problemi di natura gestionale, in particolare per quanto riguarda il personale dipendente.
Peraltro, la riduzione a due del numero dei distretti, con conseguente aumento della relativa popolazione, è conforme agli ultimi indirizzi della programmazione sanitaria regionale contenuti nel PDL n. 190 "Piano socio sanitario regionale per il triennio 2012/2014": nel suddetto documento è previsto, infatti, che l'ambito del distretto debba progressivamente adeguarsi alla soglia (minima) dei 100.000 residenti, fatte salve eventuali specificità. In conseguenza della modifica chiesta dall'ULSS n. 10 la popolazione del distretto socio-sanitario n. 1 "Basso Piave" si attesterebbe a 120.287 abitanti e la popolazione del distretto n. 2 "Portogruarese" si attesterebbe a 96.642 abitanti, tenendo conto dei dati anagrafici al 31.12.2010.
Si ritengono le motivazioni sopra riferite condivisibili e coerenti sia con quanto disposto dalle vigenti disposizioni, nazionali e regionali, - art. 3 quater del D. Lgs. 30.12.1992, n. 502 e DGR n. 3242 del 30.11.2001 "Programma settoriale relativo all'assistenza territoriale - art. 13, L.R. n. 5/96 (P.S.S.R. 1996/1998). Approvazione Definitiva", sia con gli indirizzi della programmazione sanitaria regionale in corso di definizione, ai quali lo sviluppo futuro dell'organizzazione distrettuale dovrà conformarsi tendendo ad una unicità, almeno sotto il profilo direzionale.
Preso atto del parere favorevole della Conferenza dei Sindaci dell'ULSS n. 10, attestato nella citata deliberazione del direttore generale e agli atti dei competenti uffici regionali, si propone di esprimere l'intesa della Giunta Regionale di cui all'art. 22 della legge regionale n. 56/1994 sulla nuova articolazione dei distretti socio-sanitari dell'Azienda ULSS n. 10 "Veneto Orientale", .
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
Udito il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;
delibera
1. di esprimere l'intesa sulla proposta del direttore generale dell'Azienda U.L.S.S. 10 "Veneto Orientale" di articolare in due distretti socio-sanitari il territorio dell'Azienda modificando la D.G.R. n. 1323 del 31.5.2002 come di seguito riportato:
Distretto socio-sanitario n. 1 "Basso Piave":
Comuni di: Ceggia, Eraclea, Fossalta di Piave, Jesolo, Meolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, San Donà di Piave, Torre di Mosto. Popolazione al 31.12.2010: 120.287;
Distretto socio-sanitario n. 2 "Portogruarese":
Comuni di: Annone Veneto, Caorle, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, Santo Stino di Livenza, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto. Popolazione al 31.12.2010: 96.642;
2. di disporre che l'organizzazione distrettuale si sviluppi in conformità agli indirizzi di programmazione contenuti nel PDL n. 190 "Piano socio sanitario regionale per il triennio 2012/2014", tendendo ad una unicità, almeno sotto il profilo direzionale;
3. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale.
4. di incaricare l'Unità Complessa Assistenza Distrettuale e Cure Primarie dell'attuazione del presente provvedimento;
5. di disporre la pubblicazione della presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
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