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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 94 del 13 dicembre 2011


Materia: Sanità e igiene pubblica

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1934 del 22 novembre 2011

Attuazione, in forma sperimentale, e finanziamento di interventi mirati alla gestione della fase di attesa nel Pronto Soccorso: Aziende Ulss 1 Belluno, 5 Ovest Vicentino e 9 Treviso.


Note per la trasparenza:

Si propone la realizzazione ed il finanziamento di iniziative sperimentali volte a migliorare la gestione della relazione tra pazienti, familiari ed operatori nelle sale d'attesa del Pronto Soccorso delle Aziende Ulss 1, 5 e 9.

L'Assessore, Luca Coletto, riferisce quanto segue.

La sala d'attesa di un Pronto Soccorso rappresenta tradizionalmente l'ambiente in cui convergono le molteplici manifestazioni dell'interfaccia tra l'utenza e gli operatori, tra il Territorio e l'Ospedale, tra la "periferia" ed il "centro" del mondo sanitario.

Nella sala d'attesa di un Pronto Soccorso si concentrano più persone con bisogni di tipo sanitario percepiti come urgenti, che presentano peculiarità, esigenze, culture, etnie sempre più disomogenee e, di conseguenza, con usi ed abitudini delle più disparate. Questa criticità di base è ulteriormente amplificata dalla presenza di regole e disposizioni, da modalità e tempi d'attesa differenziati per priorità di trattamento, e dall'incrementato afflusso di utenti.

La necessità di gestire correttamente il flusso di utenti si contrappone spesso alla richiesta di "fare presto e bene" da parte dell'utenza. Il Pronto Soccorso è un ambiente dinamico, in cui gli ingressi non sono mai preventivabili e si avvicendano talvolta in misura elevata e rapida, che travalica la capacità di accoglimento contemporaneo, mentre le uscite spesso non sono altrettanto veloci e quantitativamente paragonabili nell'unità di tempo. L'accresciuto ruolo del Pronto Soccorso nell'approfondimento diagnostico, teso anche ad evitare ricoveri non necessari, comporta necessariamente un allungamento della permanenza dei pazienti per l'esecuzione di tutti gli accertamenti (Radiologia, Laboratorio, Consulenze specialistiche), rendendo difficoltoso fornire all'utenza tempi precisi per la presa in carico ed il completamento dell'iter. La presenza di accessi incongrui comporta inoltre un allungamento dei tempi di attesa, che inevitabilmente coinvolge anche gli utenti che correttamente si rivolgono al Pronto Soccorso.

La maggior parte di tali problematiche gestionali non è nota o facilmente percepibile agli utenti che stazionano in sala d'attesa, e ciò innesca spesso sensazioni di disagio, proteste, tensioni, rimostranze minando pesantemente l'armonia relazionale tra utenti, familiari, accompagnatori, operatori e rischiando di trascinare in una aspecifica e contagiosa visione negativa il lavoro che viene svolto dai vari operatori coinvolti e dal sistema sanitario in generale. Va altresì rilevato che il personale del Pronto Soccorso, necessariamente concentrato nell'erogazione dell'assistenza sanitaria, difficilmente è in grado di gestire un rapporto relazionale completo e continuativo con gli utenti in attesa, che possono pertanto percepire una condizione di "abbandono".

Tra i vari aspetti di ottimizzazione della gestione dei flussi nel Pronto Soccorso l'adozione di provvedimenti che riducano il disagio vissuto dall'utenza che inevitabilmente deve attendere le prestazioni è particolarmente importante.

Il Coordinamento Regionale Emergenza Urgenza (CREU), congiuntamente ai Direttori delle Unità Operative di Pronto Soccorso della Regione, ha identificato e proposto alcune possibili soluzioni organizzative e strutturali che consentano una migliore gestione delle attese nel Pronto Soccorso e possano migliorare il grado di soddisfazione dell'utenza. Tali soluzioni devono interessare le relazioni con gli utenti in attesa di essere visitati ed in attesa di esito, con i familiari/accompagnatori, con i bambini.

I possibili interventi in tale ambito possono essere così riassunti:

·         l'identificazione, ove possibile, di spazi separati di attesa per i diversi codici di priorità, inclusi quelli per i familiari di pazienti trattati in codice rosso e giallo, contraddistinti in modo evidente

·         l'adozione di regole precise ed evidenti per l'accesso degli accompagnatori

·         la presenza di "facilitatori" che garantiscano un contatto verbale ad intervalli regolari con gli utenti in attesa ed i loro familiari

·         l'adozione di un protocollo specifico per la gestione dei pazienti pediatrici

·         l'adozione di un "protocollo di comunicazione" che regoli la gestione del flusso di informazioni cliniche e gestionali dei Pazienti verso i pazienti stessi e gli accompagnatori

·         la visualizzazione nelle sale d'attesa e sui siti internet delle Aziende Sanitarie dei dati dell'attività in corso

·         la proiezione di filmati esplicativi della logistica, della organizzazione, dell'attività del PS (dati relativi a Pazienti visti, attesa media e al 90° percentile, tempi di gestione, percentuale di ricoveri, etc)

·         il posizionamento nelle sale d'attesa di riviste, espositori e postazioni multi-mediali, la presenza di punti telefonici, la disponibilità di connessione internet.

Al fine di identificare l'efficacia di tali interventi, anche al fine di estenderne l'adozione a tutti gli ospedali della Regione, il CREU ha proposto un percorso di studio e di sperimentazione da realizzarsi attraverso la messa in atto di iniziative specifiche in alcune Aziende Sanitarie. In particolare ha proposto di attivare le seguenti iniziative:

·         presso l'Azienda ULSS 1 di Belluno la realizzazione di un sistema per la visualizzazione dell'attività attuale delle Unità Operative di Pronto Soccorso degli Ospedali di Belluno, Pieve di Cadore ed Agordo su appositi monitor posizionati nelle sale d'attesa e sul sito internet dell'Azienda;

·         presso l'Azienda ULSS 5 Ovest Vicentino la realizzazione di uno studio che coinvolga gli operatori sanitari del Pronto Soccorso, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, le altre professionalità dell'Azienda e le strutture del Volontariato, mirato a creare "operatori intermedi" che mantengano i contatti tra il personale sanitario e gli utenti in attesa;

·         presso l'Azienda ULSS 9 di Treviso, la realizzazione presso l'ospedale di Treviso della ridefinizione delle aree di attesa, di un protocollo per la comunicazione con l'utenza, di un progetto per la formazione e l'impiego dell'OSS per la gestione dei contatti con gli utenti in attesa.

Si ritiene, pertanto, di attivare, in forma sperimentale per un periodo di 6 mesi, le iniziative sopra riportate prevenendo che, al termine di tale periodo, i Direttori generali delle Aziende interessante inviino una dettagliata relazione dell'attività alla Segreteria regionale per la Sanità. Alla luce di tali relazioni il CREU, d'intesa con i Direttori delle UU.OO. di Pronto Soccorso della Regione, provvederà ed elaborare un progetto finale, coinvolgente tutte le Aziende Sanitarie, da sottoporre all'approvazione da parte della Giunta Regionale.

Per la realizzazione degli interventi sopracitati si ritiene necessario assegnare alle Aziende Ulss interessate (1 Belluno; 5 Ovest Vicentino; 9 Treviso) un finanziamento complessivo pari ad euro 75.000,00, pari ad euro 25.000,00 ciascuna.

Pertanto, si propone di impegnare sul capitolo 60009 avente per oggetto "Quota del fondo sanitario regionale - parte corrente - in gestione accentrata presso la regione - Realizzazione progetti obiettivo, programmi e azioni programmatiche", del bilancio di previsione annuale che presenta sufficiente disponibilità:

·         euro 25.000,00 a favore dell'Azienda Ulss 1 Belluno

·         euro 25.000,00 a favore dell'Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino

·         euro 25.000,00 a favore dell'Azienda Ulss 9 Treviso.

Si dà mandato al Dirigente della Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria, o suo delegato, di procedere, con proprio decreto, alla liquidazione delle somme sopra menzionate secondo le seguenti modalità:

·         prima tranche pari al 70% (17.500,00 euro) a seguito dell'approvazione del presente atto

·         seconda tranche pari al rimanente 30% (7.500,00 euro) a seguito della presentazione della relazione dell'attività e dei costi sostenuti, previa valutazione della stessa da parte del CREU.

Si dà, altresì, atto che gli oneri di cui al punto precedente non rientrano nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R. 1/2011.

Il Relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;

VISTA la DGR n. 1511 del 23 maggio 2003;


delibera

1.       di approvare, sulla base delle motivazioni esplicitate in premessa e secondo quanto in essa esposto l'attuazione, in forma sperimentale, ed il finanziamento di interventi mirati alla gestione della fase di attesa nel Pronto Soccorso presso le Aziende Ulss 1 Belluno, 5 Ovest Vicentino e 9 Treviso;

2.       di impegnare sul capitolo 60009 avente per oggetto "Quota del fondo sanitario regionale - parte corrente - in gestione accentrata presso la regione - Realizzazione progetti obiettivo, programmi e azioni programmatiche", del bilancio di previsione annuale che presenta sufficiente disponibilità:

·         euro 25.000,00 a favore dell'Azienda Ulss 1 Belluno

·         euro 25.000,00 a favore dell'Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino

·         euro 25.000,00 a favore dell'Azienda Ulss 9 Treviso;

3.       di demandare, secondo le modalità esposte in premessa, la liquidazione del finanziamento, di cui al punto 2), ad un successivo decreto del dirigente regionale della Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria o suo delegato;

4.       di dare atto che la spesa di cui si dispone l'impegno con il presente atto non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R. 1/2011;

5.       di informare che avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) del Veneto o, in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato rispettivamente entro 60 o 120 giorni dalla data di comunicazione del medesimo;

6.       di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.


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